'Dolor y Gloria', l’ultimo film di Pedro Almodóvar, racconta una storia che fa pensare alla vita del regista...
Quanto è autobiografico?, gli è stato chiesto e il regista ha risposto:
Sul fronte dei fatti narrati è vero il 40 per cento, ma per quel che riguarda un livello più profondo, il 100 per cento.
Ma un’altra cosa è fedelissima alla realtà: la casa del protagonista. Uguale a quella di Almodóvar a Madrid, è un godimento per chi ama il design e si diverte a riconoscere i pezzi icona... Noi l’abbiamo fatto (se qualcuno di voi ne ha trovati altri, ci scriva!). Ah, poi il film è bellissimo e come ha detto il critico Paolo Mereghetti, «Un Banderas così bravo non l’avete mai visto»!
Ricadente, facile da tenere, con magiche foglioline dal ‘risvolto’ porpora: è la nuova pianta décor per i piccoli spazi!
Le piante ricadenti non sono mai abbastanza: permettono composizioni sempre nuove, ‘volanti’ nei vasi sospesi o appoggiati sui ripiani alti delle librerie. E questa varietà di Ceropegia è molto stilosa e facile da coltivare; si distingue nel mare magnum delle piante da interno per le piccole foglie carnose e cuoriformi, portate con eleganza su fusti sottili, una peculiarità che la rende nota col nome di ‘collana di cuori’.
nome botanico: Ceropegia woodii nome comune: Collana di cuori famiglia: Apocynaceae origine: Sudafrica dimensioni medie: cm 20x80 temperatura ideale: > 20-22 °C
Come si coltiva
È una pianta erbacea di facile gestione, bisogna però fare attenzione ai ristagni: quando la invasi usa terricci drenanti costituiti in parti uguali da torba, corteccia e sabbia, e innaffiala solo dopo che il substrato si è asciugato del tutto. È una succulenta e le sue foglie cicciottelle sono lì a ricordarcelo. Per mantenerla sana, nella bella stagione usa concime liquido ogni due settimane.
Caratteristiche
Ha fusti che possono superare il metro di lunghezza, dai quali spuntano in modo irregolare foglioline bicolori di 2 o 3 cm, porpora sulla pagina inferiore. Se in salute, in estate produce fiorellini violacei a imbuto, deliziosi quanto lo le foglie.
Dove tenerla
Occupa poco spazio (le basta un vaso di ø cm 16/20), ama gli ambienti luminosi ma non la luce diretta del sole: si trova a suo agio negli angoli di cucine e salotti, meglio ancora se appoggiata su mensole o appesa in posizioni che valorizzino il suo portamento ricadente.
Dove si compra
Puoi acquistarla online da: giromagi.com - ortofiorito.it - noarovivaio.it
Temi che il maxi-isolamento del tetto, dei muri e dei pavimenti 'sigilli' troppo la casa? Scopri come progettare il giusto sistema di ventilazione.
Hai paura che si generino muffe e condense che costringerebbero ad aprire di continuo le finestre per arieggiare, vanificando così il risparmio energetico? Il rischio in effetti è reale, anche perché per poter essere passiva la casa viene sottoposta anche a un test di tenuta all’aria che passerà a pieni voti solo se non ci sarà nemmeno uno spiffero… Come evitare tale rischio?
Basta progettare e installare uno speciale impianto di ventilazione e deumidificazione che tiene sotto costante controllo la qualità dell’aria interna e avvia in automatico un perfetto ricambio d’aria anche a finestre chiuse! Questo ovviamente non significa che non potrai più aprire le finestre...
Come si ricambia l’aria nella casa passiva?
Una cosa è certa: la classica aerazione quotidiana dei locali (per smaltire l’accumulo di inquinanti indoor) genera grosse perdite di energia che una casa passiva non può permettersi. Ecco perché tale ricambio d’aria e il benessere indoor vengono affidati al sistema di ventilazione meccanica controllata noto come ‘VMC’ [come Vitovent 300-F di Viessmann], progettato per fornire mediamente circa 30 m3 di aria fresca per persona ogni ora, senza mai disperdere il calore o il fresco che vogliamo mantenere in casa.
Come fa?
Grazie a un sistema formato da una doppia canalizzazione: mentre il condotto dell’aria in uscita aspira ed espelle l’aria umida e viziata da bagni, cucina, ripostigli e disimpegni ciechi, il condotto dell’aria in entrata preleva l’aria fresca dall’esterno, la filtra da ogni impurità e la immette in soggiorno e nelle camere da letto, dove si percepisce subito un’aria che ‘sa di buono’. E il bello è che, nei mesi invernali, l’aria viziata passa prima attraverso un dispositivo speciale (uno scambiatore di calore detto a flussi incrociati): lì dentro cede il suo calore all’aria fredda in entrata che in quel momento sta passando attraverso lo stesso dispositivo e che, così, fa il suo ingresso in casa già calda e confortevole. Geniale e salva-energia!
Così si scalda /rinfresca l’aria in casa
Se hai un giardino (o un cortile condominiale) puoi potenziare l’impianto di VMC, cioè ventilazione meccanica controllata, combinandolo con uno scambiatore di calore ariaterra [come Awadukt Thermo di Rehau] che, sfruttando la capacità di accumulo energetico del terreno (da 1,5 metri in giù), riscalda o raffresca l’aria di casa in modo naturale. E riduce così le spese energetiche e le emissioni di CO2.
Come funziona?
L’aria esterna aspirata da una torretta in giardino arriva nelle tubazioni (rivestite con uno strato antibatterico agli ioni d’argento), dove viene riscaldata o raffrescata dal terreno, a seconda della stagione, per poi passare nello scambiatore di calore dell’impianto di ventilazione controllata; infine viene immessa nel canale d’entrata dell’impianto VMC e raggiunge gli ambienti di casa.
Il test di tenuta all’aria
Lo sapevi che basta una mini-infiltrazione d’aria per causare una perdita energetica pari anche a 1.000 kilowattora all’anno? Perciò nella casa passiva gli spifferi non ci sono! Per ottenere questo risultato si effettua il ‘Blower Door Test’, un esame che verifica la tenuta della casa eseguito con un maxi-ventilatore installato ermeticamente in corrispondenza della porta d’ingresso che ha la funzione di espellere tutta l’aria interna all’esterno, creando una differenza di pressione per poi misurare con apparecchi ad hoc eventuali dispersioni termiche. Il test si supera se per il benessere della casa risulteranno necessari meno di 0,6 ricambi d’aria per ora
Il segreto progettuale di una casa passiva? Rendere l’involucro un vero ‘guscio termico’ ossia formato da uno strato isolante spesso che non va mai, mai interrotto... in modo da garantire una super protezione termica a 360°, capace di trattenere in casa tutto il calore durante l’inverno ed evitare l’ingresso dell’aria afosa nei mesi caldi.
In pratica la casa passiva è come un thermos in cui la struttura interna perfettamente isolata funge da elemento ‘passivo’ perché preserva a lungo le bevande calde o fredde (nel nostro caso la temperatura nelle diverse stagioni) senza ‘aiuti esterni’; e solo dopo parecchio tempo può aver bisogno di essere riscaldata o raffrescata con apparecchi elettrici o a gas.
Tutti i vantaggi di un buon isolamento termico
In un clima mediterraneo come il nostro, l’isolamento va progettato ad hoc caso per caso, perché oltre a dover assicurare la massima protezione invernale, deve impedire anche il (frequente) rischio di surriscaldamento estivo con effetto serra ‘da eccessivo isolamento’.
Ecco le regole di base, da riadattare di volta in volta
L'isolamento deve avere spessore maggiore rispetto a quello usato per le case tradizionali: 30 cm per il tetto, 24 cm per le pareti perimetrali e da 10 a 20 cm per il pavimento a contatto con il terreno (10 se si desidera smaltire l’eccessivo calore estivo, 20 se si ritiene più importante garantire il comfort invernale senza che si per- da efficienza energetica).
Il tetto ideale? Quello ‘ventilato’, ossia con una camera d’aria di spessore variabile tra lo strato isolante posato sull’orditura e le tegole: all’interno di questo microcanale si crea un circolo d’aria salutare che d’inverno agevola la fuoriuscita di vapore acqueo (evitando così che si formi la condensa) e d’estate smaltisce il calore eccessivo. Ottimo a questo scopo, il sistema Isotec per coperture isolate e ventilate, che facilita anche le operazioni di posa [Brianza Plastica].
Le pareti esterne si possono isolare con la tecnica della ‘facciata ventilata’ che, come il tetto, prevede una camera d’aria che favorisce il raffrescamento estivo ed evita condense e dispersioni termiche invernali. Con Isotec Parete si può rivestire la facciata con un cappotto esterno termoisolante continuo e omogeneo e, al tempo stesso, creare una camera d’aria ventilata tra il pannello isolante e le lastre di finitura [Brianza Plastica].
Porte esterne e finestre non devono diventare ‘ponti termici’, cioè elementi che compromettono l’uniformità dell’isolamento dell’edificio e infrangono la regola della linea continua (vedi box qui sotto). Per questo vanno scelte con tripli vetri e telai coibentati con un grado di isolamento termoacustico adatto alle case passive. Ecco alcuni modelli che hanno ottenuto la certificazione. Finestre: GGU da tetto [Velux, cm 78x98h € 1.400,56]; Winergetic Premium Passive, certificata in Classe Gold dall’agenzia CasaClima [Oknoplast]; Clima 92, a elevatissima tenuta termica [Alpilegno, cm 100x150h €956,70]; WS 75 THI ad alto isolamento, in alluminio [Ponzio]. Porta d’ingresso: ThermoCarbon, certificata per case passive dall’Istituto IFT Rosenheim [Hörmann].
Scopri la regola della ‘linea continua’
Per essere certo di aver previsto il corretto isolamento dell’involucro, il progettista dovrebbe riuscire a disegnare su carta la linea continua corrispondente alle superfici isolate (compresi tetto e serramenti), senza mai dover sollevare la matita se non quando ha tracciato l’intero perimetro della casa. Se viene rispettata questa ‘regola della linea continua’, significa che anche dove ci sono le finestre, il grado di isolamento perimetrale rimane costante e omogeneo senza interruzioni o perdite di efficacia. Questa regola garantisce l’eliminazione di tutti i ‘ponti termici’, cioè gli elementi strutturali ‘freddi’ (come pilastri, travi, balconi, finestre, davanzali, spigoli e angoli tra le pareti): se non isolati al meglio, creano differenze di temperatura rispetto alle superfici adiacenti, e quindi ‘fughe’ di calore e di energia dalla casa che provocano condensa e muffe. Ecco perché i ponti termici sono considerati acerrimi nemici del comfort!
Hai sentito dire che le case passive sono dei ‘cubi’ architettonici anonimi senza stile e personalità? È un luogo comune da sfatare!
Le case passive di oggi hanno sagome articolate in linea con ogni stile urbanistico locale. Tuttavia il luogo comune nasce da una verità: le case dalla forma semplice, regolare e compatta, come quella di un cubo, raggiungono più facilmente i requisiti passivi perché disperdono meno energia rispetto a edifici dal corpo molto articolato o anche solo rettangolare o ad angolo.
In pratica, a parità di volume, più è ampia la superficie della casa, maggiore è il rischio che disperda il calore verso l’esterno.
Come risolvere il ‘problema’? Per rendere più accattivante la geometria della casa rispettando, però, la regola della compattezza, si possono progettare case passive ‘assemblando’ vari elementi cubici in modo creativo, proprio come se fossero... tanti mattoncini Lego!
Tre semplici idee per dare un tocco di colore alla tavola usando le cannucce di plastica.
Per vivacizzare la tavola di una festa lasciati ispirare dal colore! Potrai facilmente rivisitare bicchieri, vasi e contenitori che hai già, e dare una vita più lunga alle cannucce di plastica o quelle di carta.
Occorrente
cannucce colorate
bicchieri e vasi cilindrici o poco svasati
nastro biadesivo
nastro da pacco trasparente
elastici colorati
filo grosso di cotone in tinta con le cannucce
Come si fa
Per i portacandele prendi dei bicchieri e coprili con un giro di biadesivo (sia in basso che in alto, vicino all'orlo).
Taglia le cannucce (qualche mm più lunga rispetto all'altezza del bicchiere) e attaccale al biadesivo.
Quando il bicchiere sarà interamente ricoperto, fissale ulteriormente con un elastico colorato o con un doppio giro di filo di cotone. Eventualmente pareggia con le forbici le cannucce più lunghe. Non ho seguito uno schema cromatico regolare, ma ho semplicemente usato tutti i colori che avevo a disposizione per avere un effetto multicolore.
Per il vaso taglia le cannucce di ciascun colore che vorrai usare in cinque misure, in modo da poter creare dei triangoli. La misura più lunga è l'altezza del vaso, le altre scalano, ognuna, di qualche centimetro.
Sul vaso, fai quattro o cinque giri di biadesivo a diverse altezze. Devi fare in modo che ogni cannuccia abbia almeno un giro di biadesivo su cui attaccarsi.
Applica le cannucce creando i triangoli colorati.
Per il sottobicchiere, taglia dei pezzetti di cannucce lunghi 10-12 cm.
Stendi un pezzo di nastro da pacco lungo circa 20 cm con il lato adesivo all'insù e disponi sopra le cannucce di traverso, sfalsandole leggermente.
Quando avrai raggiunto la dimensione del sottobicchiere desiderata taglia via il nastro da pacco in eccesso.
Questo stile super colorato si adatta bene alla tavola d'estate, oppure a una festa di compleanno. Ma se ti procuri cannucce bianche e rosa o bianche e azzurre saranno perfette anche per un battesimo.
Abbattere la parete tra soggiorno e cucina per creare un open space luminoso da arredare in stile industriale
Quando si dice il colpo di fulmine... per Silvia e suo marito è stato così, l'amore per questa casa è scattato non appena entrati: "Quando abbiamo acquistato l’appartamento, dopo averlo visto solo una volta, non ricordavamo nemmeno quante stanze avesse. Ci avevano colpito gli spazi e il terrazzo che dà su un grande e verdissimo parco".
Solo dopo essere entrati si sono resi conto che sarebbe servita una bella ristrutturazione per far trasformare una vecchia casa dei primi anni ’80 nella loro casa dei sogni.
Con l'aiuto degli architetti Ghostarchitects, hanno ripensato gli ambienti e scelto stile e colori. "C’era da conciliare il minimalismo di un pubblicitario con l’amore per la carta di CartaVerdeMenta, il tutto nel contesto di una cittadina brianzola post industriale".
Silvia è una paper crafter, CartaVerdeMenta è il suo blog. La carta e le pieghe degli origami hanno trovato spazio nelle piastrelle geometriche del bagno e in quelle della lavanderia, create proprio sullo stampo di fogli stropicciati. Il legno naturale del parquet e il ferro della libreria hanno dato all’ambiente il sapore di un open space dagli arredi industrial.
Prima cucina e soggiorno erano divisi da una parete, poi è stato deciso di unirli per creare una zona giorno ampia e luminosa. A separare gli ambienti e a dare un tocco di stile, ora è il bancone in legno grezzo.
Il bianco delle pareti è interrotto dalla parete grigia dietro la libreria che aggiunge carattere e personalità all'ambiente.
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La storia del graphic design a partire dal XIX secolo fino ai giorni nostri: un viaggio alla scoperta dei progetti grafici che hanno fatto la storia di ogni epoca.
Go: a kidd’s guide to graphic design
Chip Kidd (ENG) [Workman Publishing].La grafica spiegata in modo divertente e ironico ai bambini, per imparare ad utilizzare gli elementi grafici con creatività!
Sei proprio il mio typo di Simon Garfield (ITA) di [TEA]. Il mondo dei font visti da vicino e il racconto di quelli iconici ormai riconoscibili da tutti.
Un libro molto interessante su come i font possono influenzare le nostre scelte come consumatori, veicolare le nostre emozioni e addirittura alterare il significato delle parole prima ancora di averle lette!
Typefaces sono l’insieme dei caratteri tipografici, ma anche “le facce tipografiche”: i volti che compaiono nello spazio bianco delle lettere raccontano una breve storia in rima e insegnando l’alfabeto ai bambini. Ironico, semplice e perfetto per “ogni bambino che è in noi”!
Cromorama di Riccardo Falcinelli (ITA) [Einaudi]. Perché le matite gialle vendono più delle altre? E il nero è il colore del lutto? Queste e altre risposte in questo interessante racconto sull’importanza che il colore ha nelle nostre vite di tutti i giorni.
La bibbia del lettering! Per imparare le basi e comprendere a fondo la struttura e l’anatomia delle lettere. Dallo schizzo a matita al disegno vettoriale, dalla gestione di un progetto ai consigli per una carriera come lettering artist.
Ecco una selezione di libri su tipografia e design per veri appassionati!
L’estate è perfetta per scoprire nuovi titoli da consultare, leggere e sfogliare. Sei in vacanza ma il lavoro ti chiama sempre: perché non leggere qualcosa di nuovo in relax e trovare anche un po’ d'ispirazione?
Ecco la selezione dei migliori libri se ti occupi di grafica, sei un nerd della tipografia e la tua passione è il design in tutte le sue forme!
Sfoglia la gallery e lasciati ispirate! Per ogni argomento trovi un paio di titoli per te (in italiano o in inglese) e uno per i piccoli di casa: se hai figli e vuoi farli avvicinare al tuo mondo!
Questa composizione gioca sul diverso portamento dei fiori e permette di usarne non solo il colore ma anche la forma come elemento creativo.
Cecilia dice che in realtà la Fiorellaia non è lei, ma la nonna Lina che, insieme al nonno Felice, le ha trasmesso l’amore per i fiori, portandola a questo progetto floreale. 'Perché lo chiamo progetto e non negozio? Perché racchiudere l’attività della Fiorellaia all’interno di un negozio, per quanto esista e abbia sede in provincia di Brescia, sarebbe impossibile'. Sono in 7, capitanati da Cecilia Paganini, quasi tutte donne.
Le loro mansioni non hanno a che fare solo con il flower design e la vendita, spaziano dalla logistica alla grafica alla fotografia... La chiave del successo? Passione ma anche tanta organizzazione. Non a caso Cecilia ricopriva un ruolo manageriale in una multinazionale prima di decidere di mollare tutto e investire nel proprio sogno, non senza qualche scetticismo tra chi le stava vicino. Ma la natura le ha insegnato che ogni cosa ha il suo tempo e un ritmo preciso... Come le peonie di questa composizione, creata con elementi del suo giardino.
Ecco come farla, senza la classica spugna da fiorista ma con un’altra tecnica più green!
Occorrente
ciotola rustica (alta almeno 20 cm)
rete metallica a maglia larga
verde spontaneo
peonie
rose
fucsia
surfinia
azalea
Come si fa
Prendi un recipiente di recupero, magari un vaso della nonna trovato in cantina, una ciotola, qualcosa che trasmetta il senso di rusticità e naturalezza. L’importante è che sia alto almeno 20 cm. Scegli la posizione in cui metterai la composizione: sarà difficile spostarla alla fine!
Prendi una rete metallica con maglie larghe, tipo quella per i recinti dei polli. Con il tronchesino tagliala di una misura appena un po’ più grande del recipiente, e fissala modellando le estremità verso il basso.
Versa l’acqua nel contenitore, fino alla rete, senza che l’acqua la sommerga.
Comincia a posizionare il verde spontaneo che hai raccolto, partendo dai lati; fai attenzione al peso del fiore: se è pesante ricadrà verso il basso, quindi puoi spostarlo in un’altra posizione o accorciarlo.
Prosegui con peonie e rose. Poi quelli più piccoli di finitura: fucsia, surfinia e azalea. L’ortensia lasciala per ultima. Con questo sistema, a differenza della spugna, puoi togliere i fiori e rimetterli. Inoltre, la rete si può riutilizzare per altre composizioni.