Ecco dei veri e propri oggetti décor che ci fanno quasi dimenticare la loro primaria funzione di contenitori per i fiori.
L’ultima tendenza è pura poesia: il vetro è piegato, ondulato, ‘ghiacciato’ per creare forme organiche dai contorni irregolari. Elogio... dell’imperfezione!
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
E molti di questi vasi hanno anche prezzi accessibili!
Una nostra appassionata lettrice che ci racconta come ha valorizzato il fascino d'epoca della sua casa senza snaturarlo. Gli ingredienti per il giusto mix: cementine d'epoca, arredi moderni e mobili antichi di famiglia
Valeria è abbonata e appassionata della nostra rivista. Ci invita a casa sua per scoprire i bellissimi pavimenti in cementine originali d'epoca e per mostrarci come ha saputo mixare arredi dal design moderno a mobili antichi di famiglia.
"Del vostro giornale amo come ci portate nelle case di altri in punta di piedi, valorizzandone ed esaltandone la bellezza senza mai snaturarle! Proprio quello che volevo fare nella mia casa: valorizzarla senza snaturarne il fascino d'epoca."
La storia della casa di Valeria inizia con un colpo di fulmine: descrive proprio così l'emozione provata vedendo per la prima volta quest'attico due anni fa.
"Un appartamento di 150mq ubicato all’ultimo piano di un palazzo storico nel centro di Reggio Emilia, dove sono stati conservati pavimenti, porte e infissi degli anni ’50. Io, mio marito e la nostra cagnolina viviamo qui da due anni. Fino ad allora le cementine le conoscevo solo perché viste in alcuni servizi della vostra rivista. La prima volta che sono entrata in questo appartamento sono rimasta affascinata e colpita proprio da questa pavimentazione che presenta un motivo diverso per ognuna delle cinque stanze principali. Una planimetria a 'L' si sviluppa dall’ingresso lungo un corridoio su cui si affacciano lo studio, la stanza guardaroba, la camera matrimoniale, e infine conduce al soggiorno e alla cucina, i cuori pulsanti di questa casa. L’appartamento prosegue poi attraverso un secondo corridoio, stretto e lungo, in una zona dove si trovano 2 bagni, una lavanderia e infine un altro piccolo studiolo."
"I precedenti proprietari lo avevano appena ristrutturato e quasi mai vissuto per esigenze lavorative, noi abbiamo deciso di mantenerne la disposizione anche per poterne conservare i pavimenti originali. La scelta dei colori e degli arredi è frutto del mio gusto personale e rispecchia la mia personalità: un mix di tradizione e innovazione che ho cercato di coniugare attraverso l’abbinamento di elementi moderni (low cost o di design) a mobili antichi di famiglia." Ad esempio nello studio la libreria Billy di Ikea convive con un tavolo antico, a una sedia Vitra e a un mobiletto in stile moderno.
Sono partita dai pavimenti per scegliere i toni dei muri, le tende e i complementi d’arredo.
"Sulla vostra rivista, mia principale fonte d’ispirazione, ho sempre ammirato il tavolo Tulip di Knoll e mi ero ripromessa di regalarcelo una volta acquistata casa: così è stato e ad oggi il living è proprio la parte della casa che amo maggiormente. Alla cucina moderna in laccato bianco con penisola centrale, che funge anche da sala da pranzo, ho abbinato il tavolo Tulip, sedie Vitra e lampadari Kartell che aggiungono un divertente tocco di colore."
Per 'unire' visivamente salotto e cucina, sono state tolte le porte divisorie, gli ambienti restano separati ma fluiscono armoniosamente uno nell'altro.
Dalla scala moderna nel soggiorno si accede a una piccola soffitta, al momento suddivisa in due ambienti. Ho arredato il primo creando un piccolo salottino con due poltrone Ikea, un tappeto, un tavolino, una scrivania e due mobili contenitori sempre utili. Il secondo ambiente rimane occupato ancora da cartoni e scatoloni che, dopo il trasloco, non trovano altra collocazione. Sarà uno dei prossimi progetti da realizzare!"
"La casa non è ancora completata, piccoli cambiamenti ancora ci attendono, ad esempio mi piacerebbe sostituire la cassapanca antica nel salotto con un mobile moderno USM bianco. Mi piace fare spesso piccoli cambiamenti e variare i dettagli, occuparmi della mia casa, tenerla in ordine, circondarmi di piante e fiori e rendere ogni ambiente il più curato possibile."
La mia casa è come un nido per me, in cui ho bisogno di trovare comfort e bellezza. Qui al momento ho tutto ciò che amo!
PARTECIPA ANCHE TU ALLE CASE DEI LETTORI: Vuoi spedirci le foto della tua casa per vederle pubblicate qui sul nostro sito? Scrivi a [email protected] Le foto devono essere perfettamente a fuoco, ben illuminate e senza uso di filtri fotografici.
9 livelli di aspirazione + 1 intensivo per il piano ComboHob IDK 84451 IB, che può comunicare wireless con la cappa integrata [Aeg, cm 83x51,5 prezzo dal rivenditore].
4 zone cottura e cappa con funzione ‘doppia intensiva’ e filtro ceramico rigenerabile: ha elevata efficienza di purificazione dell’aria [Faber, cm 83x52 € 2.650].
Piano wvh 92 K regolabile su 9 livelli di potenza, con 3 velocità e 2 booster, più cappa integrata in alluminio rivestito in Teflon [Whirlpool, cm 83x51, prezzo dal rivenditore].
Con sistema con@ctivity il piano a induzione KMDA 7774-1 trasmette le impostazioni alla cappa integrata, che regola l’aspirazione [Miele, cm 80x50 € 4.150].
La cappa telescopica d95dap8n0 che si eleva dal piano ha il sistema automatico di aspirazione e si attiva da sé quando rileva vapore e fumi [Neff, cm 90x27 € 2.500].
Funzione powerboost che accelera i tempi di cottura nel piano cottura serie 6 PVQ711F15E; cappa a 9 livelli di potenza + 2 intensivi [Bosch, cm 71x52 prezzo dal rivenditore].
Nella parte superiore del piano Sintesi, i flap della cappa si aprono e chiudono automaticamente. Ha filtri Carbon.Zeo anti-odori e umidità [Falmec, cm 88x51 € 3.599].
Se da un po’ stai pensando di passare all’induzione, perché non approfittarne e scegliere un piano cottura che abbia anche la cappa integrata?
In un colpo solo avrai cotture più performanti, un più efficace sistema di eliminazione di vapori e cattivi odori e potrai liberare spazio sulla parete. Con cappe integrate o a scomparsa, questi piani cottura a induzione uniscono tecnologia e design.
Un piano cottura con cappa aspirante integrata offre molti vantaggi: hai davvero due elettrodomestici in uno! Ma ci sono anche alcune cose che devi sapere, per fare una scelta oculata: per esempio, tenere conto della presenza del motore...
I vantaggi della cappa integrata
I piani cottura con cappa integrata sono perfetti per un open space dove cucina e soggiorno convivono nello stesso ambiente, ma anche per le cucine a isola, perché tutto il meccanismo di cottura e aspirazione è posizionato nella base e non servono tubazioni a soffitto per il suo funzionamento.
L’aspirazione è particolarmente rapida perché avviene a livello del piano cottura, impedendo ai fumi e agli odori di disperdersi nell’ambiente.
Non hai più spigoli pericolosi che... attentano alla tua testa e agli occhi!
Puoi progettare la cucina senza i vincoli della presenza della cappa.
Se porti gli occhiali, le lenti non si appanneranno più per il ristagno del vapore nell’area tra la cappa e i fuochi, mentre stai cucinando.
Devi sapere che
Per una cappa a scomparsa installata dietro ai fuochi, devi scegliere mobili con una profondità maggiore dei soliti 60 cm: servono almeno 70-75 cm.
Se il piano a induzione ha la cappa al centro, non puoi installare il forno nella parte sottostante, che sarà in buona parte occupata dal motore.
In molti casi puoi prevedere cassetti o cesti estraibili nella zona sottopiano, ma dovranno avere una profondità ridotta, per lasciare spazio al motore.
Le necessarie tubazioni di sfiato verso la canna fumaria sono inserite nel mobile della cucina. Devono essere accessibili in caso di intervento di manutenzione o di controllo.
I plus dei piani a induzione
Sono una soluzione funzionale per una cottura dei cibi uniforme e rapida: ti bastano 3 minuti per far bollire un litro d’acqua, contro i 5 minuti dei piani a gas.
Ottimizzano al meglio gli spazi, perché ti permettono di posizionare più pentole in diversi punti del piano cottura senza alcuna distinzione.
Hanno consumi limitati, perché il calore non si genera sotto il piano di appoggio, ma direttamente sul fondo della pentola, senza dispersioni.
Li pulisci molto facilmente, perché hanno una superficie liscia, senza ghiere né coprifuochi a ostacolarti.
I criteri per una buona scelta
Puoi scegliere cappe che si attivano non appena il piano viene acceso, autoregolando la potenza d’aspirazione secondo l’intensità della cottura.
Opta per un modello con una buona portata d’aria (è la quantità d’aria che, aspirata dai motori della cappa, passa attraverso i filtri per la depurazione): se ami stare tanto ai fornelli, almeno di 500 mc/h.
Il livello di rumorosità al massimo della portata, affinché non ti disturbi, deve avere un’emissione sonora di circa 60-70 decibel.
I modelli dotati di sensori elettronici registrano la presenza di odori, vapore e calore e lasciano la cappa in funzione non soltanto durante, ma anche nei successivi 15-30 minuti dopo la fine della cottura, per filtrare al meglio tutte le impurità dell’ambiente.
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo-dell’Internet’...
TAZZE IRRIVERENTI
Il massimo dell’ironia. Delicati e romantici servizi da tè very British fuori, frasi in bella grafia ma ‘forti’, che arrivano fino all’insulto, dentro. @misshavishamscuriosities
COLORA IL MONDO
Audrey prende una porta, un muro, una casa e ci ‘lavora’ su fino a farla diventare irreale, molto vicino a un sogno. Un mix di fiori e neve, qui: da una foto di @thisgeorgetown @thislittlestret
LE RECLUSE
Un progetto grafico che rivi- sita le tradizionali carte da gioco napoletane ai tempi della pandemia raccontando in chiave ironica l’avventura di 4 amiche. @progettoundici
MOTIVAZIONI
Meme d’ispirazione che nascono dagli ‘scarti’ di lavoro creativo artistico. Lettering composti da trucioli di matita, briciole di gomma, graffette... Disponibili su carta e tela. @joey_bearbower
SOTTOTERRA
Chissà quanti piccoli mondi na- scosti ci sono nelle cavità degli alberi, o sotto i nostri piedi... Li immagina e ce li descrive con colori e pennelli un’artista tutta da scoprire. @kristinakemenikova
BODY POSITIVE
Non esistono corpi (e per cui nemmeno seni) perfetti! La dichiarazione è addirittura ricamata, qui, su quei telaietti che sono ormai originali porta-messaggi. @penny_embroidery
LANDSCAPE
Boschi stilizzati, uccelli migranti in volo, recinti sperduti in paesaggi innevati: sottili tratti neri su fondo bianco raccontano storie visive su piatti, vasi e piattini... @artestocrea
Sulle colline di Hollywood la casa di due star del cinema con un grande open space su due livelli e una vista panoramica su tutta la città
Con questa casa da mille e una notte vi portiamo nel glamour di Hollywood, siamo a Los Angeles, sulle colline, vicino all'iconico Chateau Marmont Hotel.
Cortney & Robert Novogratz sono due interior designer americani, divenuti famosi come 'The Novogratz' grazie ai loro affascinanti interni e a due programmi TV. In questo progetto i The Novogratz hanno reinventato, trasformandone gli spazi, un edificio molto particolare, una sorta di castelletto costruito nel 1920 da una star del cinema muto, una villa molto grande sulle colline di Hollywood.
La casa, distribuita su tre piani, oggi ha quattro camere e sette bagni oltre che a un bellissimo e grande open space, una cucina con isola, zona giochi dove intrattenere gli ospiti, scalone scenografico, un bellissimo giardino con piscina e cucina esterna, e persino una sala cinema!
Inizialmente però gli spazi avevano una distribuzione molto più caotica con una suddivisione degli spazi molto più frammentaria che dava la sensazione di trovarsi in un labirinto che si snodava di stanza in stanza.
La sfida più grande è stata quella di mantenere il fascino dell'edificio rimodernandolo interamente.
La prima scelta è stata quella di aprire completamente la zona giorno abbattendo tutte le pareti in modo da avere un unico grande ambiente luminoso e moderno.
Questi interni sono pieni d'ispirazione: bellissimi i pavimenti in legno e la distribuzione della zona giorno che si affaccia sulla cucina a cui è collegata da qualche gradino. I due locali, su livelli leggermente diversi, fluiscono insieme in modo armonico. Opere d'arte pop sono accostate ad arredamenti vintage, lampadari scenografici, pareti colorate, grandi vetrate...
Il glamour Hollywoodiano all'interno viene stemperato da arredi vintage, tocchi di colore pop e un mix di stili ben equilibrati. L'eleganza non è però trascurata: bellissime le grandi vetrate 'alla francese', che danno sul giardino e sul panorama della città.
Perché Togo è un’icona? Basterebbe forse rispondere che ha venduto più di 1.200.000 esemplari nel mondo. Si potrebbe poi dire che è un vero manifesto della seduta anticonformista.
Togo incarna il portato del pop design, con il salto di scala, le forme organiche, alcune citazioni... Forse ciò che davvero lo ha reso un’icona è una forma di nido naturale, di bozzolo accogliente, con pieghe molto vicine al mondo organico, e una linea continua che elimina piedini, appoggi, telai... Una morbida architettura domestica, creata nel 1973 da Michel Ducaroy (una vita trascorsa in Ligne Roset), con ruoli che vanno ben oltre il semplice disegno di pezzi: sarà a lungo a capo della divisione progettazione della società – creatore di design icone dal segno unico, tra Terra e Spazio.
Un divano che si veste di molti colori e tante possibilità di ‘travestimento’. Sono così forti forma e invenzione che è la pelle a mutare, così come mutano le stagioni, e la vita.
Un tubetto di dentifricio ripiegato su se stesso come una tuba e fissato alle due estremità (Michel Ducaroy a proposito dell'ispirazione per il divano Togo)
Designer: Michel Ducaroy (Lione 1925 - 2009) Produttore: Ligne Roset Prezzo: divano 3 posti, cm 174x102x70h (seduta cm 38h) da € 3.091 Progettato nel: 1973 Segni particolari: ha forme tonde e ‘a baccello’ che sembrano ispirate al regno vegetale e animale. Materiali: la struttura è formata completamente da poliestere e poliuretano espanso in 3 densità. Può essere rivestito in tanti tessuti, microfibre e pelli. Versioni: dal 2007 esiste anche un Mini-Togo per la fascia di età 4-12 anni. Curiosità: presentato al Salone del Mobile di Parigi del 1973, Togo ebbe fin da subito successo, tanto che Ducaroy fu ‘costretto’ a creare una vera e propria linea, fatta tra l’altro di alcune poltrone informali e di un elemento d’angolo, per mettere insieme due divani e ottenere una maxi seduta molto particolare. Lo sapevi che: la storia dell’azienda comincia nel 1860, quando Antoine Roset inizia a produrre bastoni da passeggio e manici per ombrelli. Il marchio Ligne Roset è invece presentato nel 1973, proprio contemporaneamente al lancio di Togo e all’apertura del primo negozio monomarca in Francia.
Si ispira alla poesia melanconica del XIX secolo, Poème Sulfureux con chiodi di garofano, ore di vaniglia, mandorle tostate e ambra nera [& Other Stories € 25].
Le composizioni da ‘natura morta’ stanno bene con il peltro segnato dal tempo. I libri qui fanno da appoggio, ma nessuno vieta di sfogliarli! Sono perfetti per una serata tra book-lovers o come doni da far scegliere agli invitati dopocena. La stylist @theresemoussa suggerisce strappi al galateo perché a tavola... bisogna divertirsi. Quindi via libera ai ‘pasticci’!
Gli amici silenziosi
è una storia gotica, ambientata in una dimora infestata nella campagna inglese del 1865. Brividi a gogò! [DeA Planeta Libri € 18].
Un metallo ‘vecchio’ che aggiunge magia alla tavola informale. Rispolveralo nella vetrina della nonna... o scoprilo in questo shopping!
Sulla sfavillante pagina Instagram della stylist Therese una tavola su tutte ha colpito la nostra attenzione: quella che tra vecchi libri e vecchi peltri, sembra catapultarci in quel tipo di mise en place che puoi immaginare leggendo le pagine del Grande Gatsby.
Nella straficazione delle texture, le temperature ‘calde’ e ‘fredde’ dei metalli antichi, come il peltro o l'ottone, sono bellissime se mixate ai servizi in ceramica. Se fai sentire il caos imperfetto delle ‘raccolte’ da mercatino – libri, vasi da farmacia, piume, mazzetti essiccati e poi dimenticati, centrini di carta per servire i dolcetti – il gioco è fatto!
Il peltro è composto principalmente da stagno (min. 90%) antimonio e rame ed è il fratello meno prezioso (ma non meno bello) dell’argento. Dal 1970 si produce senza piombo quindi risulta totalmente atossico a contatto con gli alimenti.
Utilizzo: il peltro ha un basso punto di fusione (intorno ai 230°) per cui non va mai posto a contatto diretto con la fiamma, in forno o nel microonde.
Lavaggio: l’acqua troppo calda può indebolire la lega, quindi sono banditi i lavaggi ad alta temperatura in lavastoviglie che alla lunga potrebbe rovinarne la patina lucente.
Pulizia: lava posate e stoviglie con sapone liquido per piatti. Gli oggetti ornamentali, invece, puoi spolverarli con un pennello e pulirli con paste lucidanti ad hoc. In caso di graffi strofina con una pasta per carrozzerie di autoveicoli leggermente abrasiva.
Lampiatta è una lampada da tavolo dalle geometrie essenziali adatta anche per l’installazione a parete.
I designer De Pas, D’Urbino e Lomazzi la disegnano per Stilnovo negli Anni ’70, creando qualcosa di estremamente innovativo, funzionale e assemblato senza l’uso di snodi né meccanismi.
Il portalampada è inserito nel centro di una parabola in alluminio che ricorda un ‘elmetto inglese’ e nella base della lampada sono presenti delle feritoie poste a diverse altezze, che consentono di estrarre e riposizionare ‘l’elmetto’. In questo modo si può cambiare l’inclinazione del fascio luminoso e anche il suo orientamento, generando luce diretta e indiretta.
Stilnovo, rieditandola nella versione federe all'originale, ci riconsegna un pezzo storico del design Made in Italy.
Disponibile anche nella versione a sospensione, in due misure. Dimensioni: cm 28,2x32,7x35h Attacco E27 Lampadina LED 7 W Colori: bianco, nero, rosso