Decorare

Come realizzare la Tillandsia di carta

Aspettando la primavera, in casa spuntano le piante... di carta! Perfette anche per la scrivania in ufficio, non hanno bisogno d’acqua e di cure (sono a prova di pollici neri) e decorano anche gli angoli più bui senza appassire.

La Tillandsia è una pianta tropicale che vive sospesa in aria: la versione ‘paper’ è altrettanto leggera e, come quella vera, non ha bisogno di terra! Vuoi realizzarla anche tu? Scarica e stampa il template e mettiti subito al lavoro!

Occorrente

  • cartoncino
  • forbici
  • matita
  • mezza sfera di polistirolo ø cm 5
  • guttaperca verde
  • colla a caldo

Come si fa

  1. Scarica e stampa la sagoma delle foglie: con la matita riporta il modello su cartoncino e ritaglia 5 set completi da 5 foglie.
  2. Le foglie dovranno avere una doppia curvatura a “S”: parti da metà e fai scorrere il dorso delle forbici verso la punta della foglia, poi ripeti l’operazione verso la parte terminale della foglia, ma passando le forbici sul lato opposto del cartoncino.
  3. Rivesti la mezza sfera di polistirolo con la guttaperca verde.
  4. Partendo dal centro della mezza sfera incolla con la colla a caldo le foglie più piccole, seguendo la curvatura della pallina, e poi man mano aggiungi e fissa quelle più grandi.
Mobili fai da te

Come riutilizzare un’asse da ponteggio

Margherita Morbiato Margherita Morbiato

Hai un'asse di legno e vuoi dargli una seconda vita? Ecco un progetto originale e veloce all'insegna dell'ecologia.

L’idea di realizzare qualcosa con un'asse da ponteggio era nella mia testa da tempo e alla fine ho trovato il progetto giusto: un piano d'appoggio per i libri.

Abitando in una casa piccola lo spazio per i libri e gli oggetti si esaurisce in poco tempo e l’asse da ponteggio ha risolto entrambi i problemi. Ora ho i miei libri a portata di mano senza dover aggiungere una libreria per la quale non ho lo spazio.

Nel mio progetto ho usato un'asse da ponteggio usata, ma puoi trovarne di nuove nei negozi di fai da te o nei centri specializzati per l’edilizia. Ho acquistato online 4 gambe (su Ebay) alte 20cm e le ho fissate all'asse. Siccome è molto lunga (più di 2 metri) e ha bisogno di una base solida su cui poggiare, ti consiglio di non eccedere con la loro altezza.  Puoi tenerla del suo colore naturale o dipingerla dopo averla carteggiata.

Io l’ho posizionata dietro al divano, che è della stessa lunghezza e mi piace l’idea di portare valore a questa parte del sofà che si presenta sempre un po' spoglia. L’ingombro è minimo ma ci puoi appoggiare un sacco di cose sfruttando la lunghezza. 

News

Abandonalism: il nuovo fenomeno di tendenza che conquista anche i social

Lucia Pasini Lucia Pasini

Teatri abbandonati trasformati in set per sfilate, ex fabbriche e città fantasma come mete turistiche. La passione per luoghi e oggetti abbandonati ammalia e non risparmia i social dove l’hashtag #abandoned colleziona 7,2 milioni di post.

C’è un nuovo fenomeno di tendenza mondiale che sta coinvolgendo il mondo del design, la moda, il turismo e sta spopolando in tutti i canali social collezionando milioni di views e post con hashtag #abandoned e #abandonedplaces.  La galleria Battilossi porta alla luce un recente studio di questo fenomeno chiamato Abandonalism. 

L’ Abandonalism è una vera e propria passione per luoghi e oggetti abbandonati e spesso dimenticati.

Vecchi teatri e fabbriche invase da erbacce con muri fatiscenti si trasformano in set perfetti per le sfilate di tendenza, città completamente abbandonate come Chernobyl sono ambite mete turistiche per scattare la foto perfetta da postare.

Per questi luoghi abbandonati, c’è una vera e propria attrazione smisurata al fine di riuscire a percepire l’inesorabile trascorrere del tempo, la caducità delle cose e di conseguenza la storie che anche solo un oggetto dimenticato riesce a trasmettere. Si cercano i segni del tempo, lamiere corrose, mura distrutte e abbandonate. Di fronte a questo nuovo fenomeno si genera un misto di paura e nostalgia, ma anche un brivido d’eccitazione. I grandi sociologi del panorama universitario stanno studiando questo fenomeno dell’Abandonalism in ogni campo.

In architettura, gli interni di tendenza sono chiamati rustrial, una sintesi dello stile industriale e di quello rustico. Mattoni vecchi, ferro, cemento lasciato rigorosamente grezzo, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano le nuove case che vediamo nelle pagine dei magazine di settore. Nell’urbanistica per esempio, si recuperano vecchie ferrovie sopraelevate e si trasformano in passeggiate verdi che attraversano la città e offrono l’opportunità di riscoprire paesaggi e punti di vista dimenticati.

Ovviamente nemmeno l’arte contemporanea poteva sottrarsi al fascino dell’abbandono con opere che dialogano con lo spettatore conferendo una nuova connotazione agli oggetti abbandonati. 

Nel settore della moda i brand sono alla ricerca di location abbandonate o ex aree industriali da utilizzare come set per sfilate.

L'abandonalism ha influenzato anche il settore del wedding: adesso la tendenza è l'urban wedding. Teatri coperti di graffiti e infestati da erbacce, fabbriche di panettoni, garage di edifici residenziali e persino aeroporti diventano il palcoscenico perfetto.

Nemmeno la cucina sembra esserne immune, riscoprendo così antichi sapori e piatti tradizionali, allontanandosi dallo stile della nouvelle cuisine e riappropriandosi sempre di più di frutta e verdura coltivata nel proprio orto rispettando i ritmi della natura.

Progetti degli architetti

Ricavare due appartamenti indipendenti da un trilocale

La disposizione delle camere da letto ai lati opposti della casa ha suggerito la divisione in due immobili, organizzati con soluzioni su misura.

Un giovane artista cerca casa: il desiderio più grande è che ci sia un terrazzo. Gli si presenta l’occasione giusta: un trilocale all’ultimo piano fuori città, con uno spazio esterno di 30 mq affacciato sul verde. In effetti, per lui ora la casa è grande quindi, insieme all’architetto, decide di dividerlo in due sfruttando la disposizione delle due zone notte separate.

Il risultato? Un grande bilocale per lui e un monolocale indipendente da dare in affitto.

La soluzione

Tolto il tramezzo tra cucina e soggiorno, chiusa la porta che collegava il disimpegno alla camera principale (che aveva cabina e bagno) si dà forma al monolocale (è stato realizzato un ingresso separato dal pianerottolo) organizzato con arredi su misura, letto a scomparsa, un tavolo estensibile, cucina e bagni nuovi.

Il bilocale ha la cucina open a L ‘contenuta’ da un muretto con piano snack la cui presenza è sottolineata da una pedana; la stanza da letto ha l’angolo studio e il bagno è stato rifatto. E un domani sarà possibile tornare alla situazione di partenza riaprendo la porta della cucina.

Budget*

  • Demolizioni cartongessi, mensole, boiserie, tramezzi e nuova porta d’ingresso più rimozione tappezzeria e battiscopa €1.425
  • Costruzione tramezzi, rasature e assistenze murarie €18.000
  • Cartongessi €1.000
  • Modifica pedana compreso rivestimento in parquet e battiscopa, lamatura parquet esistente €3.060
  • Impianto elettrico in e out €1.500
  • Serramenti interni nuovi e elettrificazione tapparelle €4.130
  • Impianto idrico: rifacimento 2 bagni comprese tubature e caloriferi €3.500
  • Imbiancatura in e out €5.200
  • Terrazzo e balconi: rifacimento massetto e pavimenti €9.000

Totale (iva esclusa) €46.815

 

* il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova a in provincia di Milano.

Cameretta

Design: i giochi in legno

Serena Barison Serena Barison

Sono i giochi che piacciono ai genitori e ai bimbi, conservano un fascino particolare anche nel tempo e portano con loro i ricordi di giochi passati.

Quelli in legno sono i giochi belli da toccare e da usare perché fatti di un materiale naturale e resistente. Ecco 6 proposte per ogni età!

  1. Salviamo il castoro, aiutiamolo a non cadere nella diga! Questo gioco aiuta i bambini a sviluppare la coordinazione occhio-mano e le capacità strategiche. Ideale per 1- 4 giocatori. Adatto a bambini dai 3 anni in su.
  2. Per i bimbi amanti della pasticceria, un’alzatina a tre ripiani con fette di torta, muffins, sandwich, fetta di rotolo svizzero e biscotti dipinti con colori davvero golosi. Adatto a bambini dai 3 anni in su.
  3. Una cassetta per gli attrezzi composta da 4 pezzi: righello, sega e chiave inglese. E’ realizzata in compensato e legno di betulla lasciato naturale in alcune parti e dipinto di color grigio-blu in altre.
  4. Dondolarsi a cavallo di una nuvola per far contenti i bimbi e appagare l’occhio dei grandi. In rovere massiccio francese e lana. Designer Pia Weinberg.
  5. Una cassetta in legno con 8 pezzi di frutta colorata: banana, mela, arancia, pera, fragole. Questo set è realizzato in compensato di betulla.
  6. Una balena in legno su ruote facile da impugnare con pezzi colorati dalle tonalità che fanno pensare al mare. a partire da un anno di età.
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Angolo giochi in soggiorno a prova di disordine

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Tende per bambini: le teepee

Scuola di luce: dare forma a un ambiente

A cosa serve la luce in casa? A illuminare, è ovvio. Ma la domanda non è retorica: in realtà progettare bene l’illuminazione artificiale ha molti obiettivi, che possiamo riassumere in uno: ‘dare forma’ agli spazi.

Matteo Vivian, consulente tecnico e commerciale di Deltalight, ha creato per noi, l'elenco dei 6 consigli essenziali per progettare da zero l’illuminazione di una casa.

  1. Non appiattire. Asimmetria, luci e ombre: sono queste le prime parole che vengono in mente a Vivian quando iniziamo a parlare: ogni ambiente è frutto di scelte che la luce deve valorizzare. «Una casa non è un negozio, non deve essere tutto uniformemente illuminato, altrimenti rischiamo di appiattire». Le ombre quindi sono importanti quanto le luci: in un corridoio, per esempio, un’illuminazione disuguale delle pareti ridurrà l’abbagliamento e darà l’impressione di ampliare gli spazi.
  2. Creare scenari. Le stanze devono essere vivibili a ogni ora: pensate al soggiorno dove pranzo, cena, lavoro e un film in tv vorrebbero ciascuno la propria luce. Il consiglio quindi è di essere previdenti quando si progetta: «Se ho tre luci in una stanza devo avere tre interruttori» dice Vivian. Ogni luce serve a creare lo scenario giusto per ognuna delle attività della giornata.
  3. Evitare il caos. «È importante non creare miscugli caotici» chiarisce Vivian. Una lampada d’appoggio come Alega di Vico Magistretti [Vistosi] è protagonista del suo spazio: meglio abbinarla con luci la cui sorgente è nascosta all’occhio per valorizzarla anche da spenta e non rubarle la scena.
  4. Non abbagliare. «Secondo me il benessere passa anche da una buona illuminazione» dice Vivian. «Io non sopporto di mangiare con una luce verticale che mi abbaglia ogni volta che alzo lo sguardo». Luci diffuse producono riflessi meno intensi delle luci dirette e lampade con lampadina nascosta producono meno abbagliamenti.
  5. Controllare la resa cromatica. Matteo Vivian è un cultore della buona resa cromatica: «Luci di scarsa qualità rovinano l’ambiente in cui si trovano: i vestiti, il cibo e persino il colore delle pareti». Quando si compra una lampadina bisogna sempre sceglierla con un indice di resa cromatica (indicato sulla confezione con CRI o talvolta Ra) superiore al 90%. Questo garantisce una maggiore fedeltà dei colori.
  6. Non imitare il sole. «La luce naturale è una cosa, la luce artificiale un’altra. Lasciamole distinte, senza cercare imitazioni». Non ha dubbi il nostro esperto: «Il fascino del sole che durante il giorno si sposta rende la casa viva e dinamica. La luce del sole, oltre a essere salutare, ha anche la resa cromatica perfetta. Meglio sfruttarla anziché imitarla». Ci sono però delle eccezioni: per gli ambienti con poca luce naturale e che sono costretti a ricorrere alla luce elettrica durante il giorno, può essere d’aiuto il Tunnable white: tecnologia che permette alle lampade di variare, durante il giorno, la temperatura di colore, passando da una luce più fredda a una più calda, proprio come il sole.
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Luci ‘smart’ per semplificare la vita

Il decluttering del lutto: 10 consigli per gestire con affetto gli oggetti

Una persona amata ci lascia, le sue cose restano: tutti prima o poi affrontiamo questo momento doloroso. Qui trovi 10 consigli per gestire con affetto gli oggetti di chi non c’è più.

Svuotare una casa piena di ricordi non è un compito insormontabile. Lasciamoci aiutare dal pragmatismo svedese di Margareta Magnusson, autrice di un libro sul ‘döstädning’ (dö in svedese è la morte e städning le pulizie) uscito in Italia con il titolo ‘L’arte svedese di mettere in ordine’ e dall’esperienza diretta di Silvia Ruffilli, consulente di organizzazione:

Il decluttering del lutto è emotivamente più impegnativo, ma le tecniche base sono le stesse. Le cose di chi abbiamo amato pesano come macigni, alla vista e al cuore: occorre farsi coraggio e cominciare a piccoli passi.

  1. INIZIA IN MODO ‘SOFT’
    Parti dalla stanza più piccola e dalle cose che hanno poca ‘carica emotiva’: foto e souvenir meglio affrontarli per ultimi. Svuota un cassetto per volta, non pretendere di fare tutto velocemente. Elimina subito solo ciò che è danneggiato o non funziona più. È più semplice smaltire gli oggetti più ingombranti, passando poi alle cose minute.
  2. SCRIVERE TI AIUTA
    Tieni sempre a portata di mano carta e penna: scrivi ogni ricordo o riflessione suscitati dagli oggetti che man mano stai sistemando. È un gesto liberatorio che nell’immediato ti aiuterà a gestire l’inevitabile ‘nodo in gola’ e a lungo termine ti servirà per facilitare il distacco dalle cose che avrai descritto.
  3. RICORDI DIGITALI
    Per conservare un ricordo della casa, gira un video e/o scatta delle fotografie: fermerai così la memoria di un luogo in cui hai vissuto momenti indimenticabili. Noleggia uno scanner per digitalizzare foto e diapositive: quando le avrai sistemate tutte, potrai anche salvare su chiavette usb le immagini che ritraggono parenti e amici, sarà per loro un dono prezioso.
  4. INVENTA UNA SECOND LIFE
    Seleziona tutto ciò che può avere una seconda vita e vendilo online (per esempio su Subito.it) o nei mercatini: incontrare l’acquirente è importante perché ti darà la sensazione di ‘affidare’ quell’oggetto a qualcuno che lo apprezza davvero e se ne prenderà cura. Regala tutto ciò che non puoi vendere: informati sulle opportunità offerte dalla tua zona, ci sono anche cooperative come ‘Di Mano in Mano’ che si occupano dello sgombero e nei loro laboratori ridanno nuova vita agli oggetti raccolti (dando anche lavoro a persone svantaggiate).
  5. OCCHIO ALLE TRAPPOLE EMOTIVE
    Ti sembra di mancare di rispetto se non conservi tutto e continui a ripetere la  frase «Ma lui/lei ci teneva tanto…»? Non cadere nella trappola del senso di colpa. Fare memoria non significa cristallizzare il passato, ma tenere vivo il ricordo: oggi quell’oggetto per te è un peso? Datti una risposta sincera e lascialo andare.
  6. TIENI I RICORDI IN FAMIGLIA
    Regala a figli e nipoti tutto ciò che desideri far restare in famiglia, aggiungendo un biglietto che racconti la storia di quel dono. Mentre passi in rassegna gli oggetti, attacca etichette con i nomi dei possibili destinatari. Puoi anche organizzare una ‘giornata del ricordo’ aperta solo ad amici stretti e parenti: lasciali liberi di scegliere ciò che preferiscono per conservare un oggetto della persona cara e metti a loro disposizione scatole e buste.
  7. SFRUTTA GLI ‘HOTEL DELLE COSE’
    Se devi sgomberare la casa in tempi rapidi puoi sfruttare i servizi di self-storage (per esempio Casaforte.it) per depositare temporaneamente al sicuro arredi e oggetti a cui non hai ancora trovato una destinazione precisa. Puoi chiedere anche il servizio di imballaggio e trasporto.
  8. TRASFORMA SENZA PAURA
    Ridipingere una vecchia credenza non significa profanare un ricordo, ma permetterle di restare con te in una forma rispettosa del tuo presente.
  9. IN AUTONOMIA O IN COMPAGNIA?
    Non c’è una ricetta valida per tutti: c’è chi ha bisogno di fare ordine con un’altra persona di supporto, c’è chi invece preferisce restare da solo per poter decidere in autonomia e non farsi confondere dalle opinioni altrui. Dopo i primi giorni di lavoro, capirai a quale gruppo appartieni: in ogni caso non temere di chiedere aiuto perché il decluttering del lutto è comunque un compito molto pesante.
  10. ALLEGGERISCITI
    Non accumulare oggetti, vendi o regala il superfluo, tieni in casa solo ciò che ti piace davvero: uno stile di vita ‘leggero’ è un regalo prezioso per noi stessi (da farsi molto prima di morire!), ma anche per gli eredi che non dovranno sgombrare stanze, soffitte e cantine da oggetti spesso inutili. L’autrice Margareta Magnusson trova utile immedesimarsi in un antico vichingo che viene seppellito insieme ai proprio averi: se immaginando la scena ti rendi subito conto che ti occorrerebbe una tomba grande quanto una piscina olimpionica… è arrivata l’ora di metterti al lavoro!
Arredare

Misure: cucina e bagno per disabili

Se ne parla poco ma è un’esigenza importante: una casa accessibile a tutti. Ecco accorgimenti e misure.

Cucina

  • In cucina, gli spazi con fuochi e lavello non devono avere la base sottostante, in modo che la carrozzina si possa infilare.
  • In cucina, meglio usare cestoni e cassetti con apertura push-pull, cappe da azionare con telecomando, lavastoviglie rialzata e piastre a induzione per poter trascinare le pentole.

Bagno

  • In bagno, il wc più adatto è di tipo sospeso, con seduta a cm 45/50 da terra e profondità 75/80.
  • In bagno, il piatto doccia deve essere a filo pavimento, dotato di sedile ribaltabile e doccia a telefono.
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Il bagno accessibile e di design

Cucina

Arreda la cucina con mensole e pensili a giorno

Serena Barison Serena Barison

Stanco dei soliti pensili della cucina? Se ami uno stile più vissuto e moderno, punta sulle mensole e i mobili a giorno.

Quando si parla di arredamento in cucina si pensa sempre a basi funzionali che contengano elettrodomestici e a pensili appesi che racchiudano utensili e accessori. Da qualche tempo a questa parte le regole dell’interior design hanno dato via libera a lunghe mensole e a piccoli scaffali dove riporre barattoli a vista, piccoli contenitori e tazze colorate.

Una soluzione più economica dell’acquisto di pensili, pratica e che rende l’ambiente più leggero e vissuto. Non avere paura della polvere, riponi tutto all’interno di scatole di metallo, magari vintage, o barattoli di vetro: se li usi tutti i giorni non avranno tempo di formare strati da pulire!

Ci sono mensole per tutti i gusti, in legno e in metallo, più o meno spesse. Fai attenzione e scegli la mensola adatta: in base ai pesi da sostenere, alle eventuali luci ad incasso e alle dimensioni.

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Librerie sospese adatte ad ogni ambiente

Fai da te

Profumare la casa tramite i termosifoni

Giulia Groppo Giulia Groppo

Bianchi o colorati, moderni o dallo stile tradizionale, appesi o appoggiati. Gli umidificatori per termosifoni sono utili per mantenere il giusto tasso di umidità nei vari ambienti della nostra casa. Ma come sfruttarli anche per diffondere un fresco profumo?

Dimenticatevi le semplici vaschette bianche che eravamo soliti vedere appesi sui termosifoni delle nostre nonne, in commercio si possono trovare umidificatori per termosifoni davvero singolari, dei piccoli oggetti di design in grado di caratterizzare ogni ambiente.

Al di là dell’estetica, però, la loro funzione è molto importante perché ci permettono di mantenere salubre l’aria che respiriamo a casa. Possiamo anche approfittare della loro presenza per diffondere in ogni stanza un buon profumo. Come fare? 

È sufficiente versare al loro interno alcune gocce di olio essenziale. La fragranza, che verrà sprigionata assieme all’acqua evaporata, inebrierà la nostra casa e la nostra mente.
Lavanda, limone, vaniglia, cannella, gelsomino, eucalipto… possiamo scegliere la profumazione che più ci aggrada, senza dimenticare che, secondo l’aromaterapia, gli oli essenziali possono agire positivamente sulla nostra psiche e sul nostro umore.
Provare per credere!

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