Disposizione degli spazi, presenza di terrazzo o angolo studio. Ma anche rumorosità e luce... Scopri le domande a cui rispondere prima di acquistare una nuova casa!
Questi mesi passati in casa ci hanno spinto a rivalutare gli spazi domestici. Abbiamo imparato a guardare con occhi diversi dettagli o caratteristiche che prima ci sembravano poco importanti.
Per esempio la presenza di uno spazio esterno (balcone, terrazzo, giardino o cortile condominiale) o di uno spazio dove poter lavorare in tutta tranquillità, ha assunto un’importanza quasi primaria.
Nuove consapevolezze che stanno spingendo molte persone a ricercare degli spazi più adatti alle proprie esigenze. Se rientri tra queste persone, ho creato un elenco di domande che ti aiuteranno a individuare quello che ti piace e non ti piace della tua casa attuale, così avrai le idee più chiare per la ricerca della tua nuova casa.
Chiardiluna è una romantica lanterna personalizzabile da tenere in casa ma che ti segue anche all’aperto!
Chiardiluna, prodotta da Rotaliana e disegnata da Dante Donegani e Giovanni Lauda, è infatti ricaricabile wireless e provvista di manico, oltre che certificata IP 44. La lampada è in vetro trasparente e dotata di Led integrati ad alta efficienza, emette una piacevole luce verso il basso che illumina il piano su cui poggia.
Il suo aspetto cambia quando all’interno viene inserito, a piacere e a seconda dell’occasione, un piccolo oggetto, sia esso personale o scelto tra i segnaposto in vetro soffiato di Murano proposti... È perfetta sul tavolo per una romantica cena, sul pavimento del terrazzo nei momenti di relax o adagiata sull’erba del giardino per segnare un magico percorso. Come ti piacerebbe personalizzarla?
Materiale: vetro soffiato in borosilicato Illuminazione: Mid Power Led integrato Dimmer touch - 3,3 Watt K 2.700
1. Poltrona in velluto Louise [Westwing]; 2. Specchio a parete tondo Sun [Leroy Merlin]; 3. Louxor, Mobile bar in metallo ondulato [Maisons du Monde]; 4. Federa in velluto con motivo Art Deco [Westwing]; 5. Lampada Flai [Sklum]; 6. Carta da parati con gru [Murals Wallpaper]; 7. Selena, paravento foglie in metallo [Maisons du Monde]; 8. Pouf conchiglia in velluto [Maisons du Monde].
I vibranti Anni 20 non hanno ancora smesso di incantarci. Ecco gli arredi giusti per ricreare l'atmosfera perfetta a casa tua!
Negli Anni 20’ le case erano organizzate in modo molto razionale, ogni spazio era adibito ad un’attività: un ambiente per dormire, uno per mangiare, uno per ricevere gli ospiti. Soprattutto la zona living seguiva regole meno fluide di quelle contemporanee.
Si prediligevano i colori pieni e le superfici perfettamente lucide: marmo, bachelite, cristallo. I pavimenti e le pareti venivano spesso impreziositi con forme geometriche. Le carte da parati, ad esempio, sono uno dei tratti predominanti di questo stile scintillante che ormai sono diventati un 'must' di cui non possiamo più fare a meno.
Poltrone in velluto, frange, ottone.. Sfoglia la gallery e lasciati ispirare dagli arredi in perfetto stile Art Decò per il living!
Diciassette grandi aziende si uniscono per raccontare il design come strumento indispensabile nell’evoluzione degli spazi abitativi. L’iniziativa prevede un calendario di sei appuntamenti a partire dal 27 maggio.
Molte aziende del settore si sono accordate per promuovere il design, attraverso un calendario di sei appuntamenti, come strumento indispensabile per la migliore esperienza dell’abitare.
Dall’illuminazione all’arredo, passando per complementi, mobili trasformabili, minipiscine, vasche e saune, rivestimenti, sistemi di acustica e per il fitness, termoarredi, oggetti “green” e tecnologie avanzate per ambienti bagno, cucina e living, le imprese fanno squadra attraverso un’iniziativa condivisa, con l’obiettivo di raccontare i valori di un comparto che rappresenta una delle eccellenze internazionali.
6 appuntamenti in programma a partire da mercoledì 27 maggio sino al 2 luglio, coordinati grazie alla collaborazione dell’architetto Alberto Apostoli.
L’emergenza sanitaria ha avvicinato le persone alla propria abitazione: flessibilità di organizzazione e utilizzo degli spazi, salvaguardia, benessere, capacità di costruzione di nuovi ambiti privati sono solo alcune delle esigenze che ognuno ha potuto riscontrare negli ultimi mesi. Da queste considerazioni, nasce l'esigenza di trovare soluzioni in grado di agevolare la vita quotidiana e introdurre nuovi importanti servizi all'interno della casa. In questo senso, l’abitare diventa il luogo della sperimentazione di nuovi orizzonti progettuali, che potranno successivamente confluire in altri settori, uno tra tutti quello ricettivo. Well-being Revolution parla proprio di questo e punta non solo al racconto dei valori del design, ma anche alla divulgazione di informazioni utili per progettisti, privati e distributori, tramite un calendario di incontri online gratuiti e su registrazione.
I live-talk saranno in diretta sulla piattaforma Zoom e saranno focalizzati, ognuno, su un diverso ambito della casa o su un diverso modo di viverlo. Ad approfondire ciascun tema saranno le aziende, moderate da un esperto di settore, che dialogheranno tra loro per dare le migliori soluzioni progettuali.
L’alternativa... subito pronta!
Non richiede lavori di muratura: SpaceMakers è il sistema di cabine e armadi componibili in diverse soluzioni
a spalla, cremagliera con e senza pannelli di tamponamento, palo con fissaggio a parete o soffitto [Zalf].
Per realizzare una cabina armadio fai-da-te ti basta una larghezza di 120 cm. Scopri quello che ti serve e i passaggi per realizzarla in camera tua!
Ho sempre desiderato una cabina armadio per questioni di comodità (non sono molto ordinata!) e perché non amo molto gli armadi... soprattutto quelli di fronte al letto che rendono impossibile appendere la tv sulla parete. Ho quindi creato una cabina personalizzata, sfruttando moduli base già pronti. Lo ‘schienale’ è stato poi rivestito con un intervento fai-da-te super basic.
Valuta bene gli spazi
Tra i piedi del mio letto e la parete c’erano 210 cm di spazio, così ho potuto costruire la cabina (larga 120) e avere ancora 90 cm per passare comodamente. Se tu hai meno spazio e qualche dubbio in più, puoi simulare gli ingombri dei vari elementi sul pavimento con un nastro di carta adesiva(come Fabo Metro che ha il dorso centimetrato). L’interno della cabina armadio dovrà essere ben illuminato, quindi verifica la posizione degli attacchi elettrici.
Arreda la cabina
Ho posizionato 3 moduli Pax di Ikea con la parte ‘aperta’ rivolta verso la parete: così ho potuto sfruttare il muro (per appendere comodi ganci) e anche lo schienale dei moduli per appendere la tv.
Rivesti con fantasia
Ho ricoperto lo schienale con pannelli in fibra di legno alti fino al soffitto, rinforzando lo spazio vuoto in alto con uno ‘scheletro’ di listelli grezzi. Ho poi fissato con le viti le perline di legno che avevo già fatto tagliare a misura e infine le ho dipinte. Puoi anche fissare dei pannelli di legno e rivestirli con della carta da parati.
Il lockdown ha costretto tutti quanti a rivedere le proprie abitudini e i propri spazi, obbligandoci a ripensare e riprogettare i nostri ambienti rendendoli multi funzionali.
I nostri spazi devono essere pronti ad accogliere, in simultanea, lezioni scolastiche virtuali, webinar di lavoro e sessioni di ginnastica e spinning in soggiorno.
Così quelli che a prima vista possono sembraci potenziali vantaggi del lavoro fra le mura domestiche, come ad esempio nessun orario per timbrare il cartellino, niente ore in coda nel traffico, nessuno da andare a prendere all’asilo o a scuola, se mal gestiti si possono trasformare ben presto in fonti di frustrazione e stress.
Ho chiesto a Elena Dossi, in arte Rinchiudetely alcuni suggerimenti per lavorare da casa in modo sereno e soddisfacente che possono tornarti utili oggi, ma anche in futuro.
Crea nuovi riti: non c’è niente da fare, abbiamo tutti sentito la mancanza delle nostre solite abitudini. La colazione al bar, il caffè con i colleghi, il libro da leggere in metropolitana, l’allenamento in pausa pranzo. Questo ci ha fatto sentire un po' disorientati e senza punti di riferimento. Per questa ragione è importante creare nuovi riti piacevoli prima di iniziare il lavoro e durante la giornata. Potrebbe essere una bella colazione seduta e più lenta, magari con una bella torta fatta in case e un frullato fresco, una passeggiata rigenerante per le vie del quartiere o anche 10/15 minuti di yoga in casa. La volontà di inserire nuovi punti di riferimento ti deve accompagnare per tutta la giornata.
Al bando il pigiama: vestiti come se dovessi andare in ufficio scarpe escluse. Se non non vuoi vestirti come quando vai al lavoro, individua una sorta di 'divisa', comoda e al tempo stesso rispettosa del tuo ruolo. Il pigiama è l’abbigliamento del relax se desideri vivere una giornata proficua è bene dare il giusto segnale al tuo cervello anche visivamente.
Prenditi cura del tuo corpo. Quindi beauty routine, lavare i denti, crema viso, un filo di trucco per le donne e farsi la barba regolarmente per gli uomini. Vestirsi e prenderci cura di noi ha una doppia valenza positiva, la prima è quella di farci sentire subito meglio, più attivi ed energici perché quello che vediamo riflesso nello specchio ci piace di più, ma ci rende anche più efficaci e a nostro agio anche per le call di lavoro che ci attendono.
Datti degli orari precisi: fare smart working non è lavorare 10 ore consecutive ma neppure trasformare la pausa caffè in "mi guardo due puntate della mia serie preferita". Avere tanto tempo comporta una maggiore propensione ad organizzare il nostro tempo. Se sei in difficoltà prova a organizzarti mantenendo i tuoi orari d’ufficio, evitando di spegnere il PC a notte inoltrata e rispettando le pause della giornata, in particolare il pranzo e la cena per il quale ti suggerisco di prenderti il tempo anche per due chiacchiere in famiglia invece del solito panino al volo. Per aiutare la famiglia a comprendere che, anche se sei a casa stai lavorando e non possono interromperti ogni secondo, prova ad appendere vicino al tuo spazio di lavoro un cartello con indicati gli orari di lavoro.
Spazio di lavoro dedicato: se vuoi rimanere concentrato ed essere produttivo serve individuare e avere uno spazio di lavoro prestabilito. I più fortunati magari dispongono di una bella scrivania personale, qualcun altro magari si trova a lavorare sul tavolo della cucina e lo deve pure dividere con qualcun altro. Qualunque sia lo spazio di cui disponi è fondamentale avere tutto l'occorrente a portata di mano. Se hai una scrivania mantienila sgombra da ciò che non serve, evita di utilizzarla come archivio temporaneo e fai in modo di ripulirla e riordinarla ogni sera quando finisci di lavorare, sarà un po' come chiuderti la porta dell’ufficio alle spalle e iniziare una nuova fase della giornata. Se invece lavori sul tavolo della cucina prova ad organizzare tutto il materiale che ti occorre in una scatola o in un piccolo carrello su ruote, e per cercare di mantenere separate la sfera lavoro da quella personale, quando lavori prova a sederti in un posto diverso rispetto a quello in cui pranzi e ceni e soprattutto evita di lasciare il pc sul tavolo durante i pasti. Come si dice, lontano dagli occhi lontano dal cuore.
La magia dell’ordine: 'last but non least' avere ordine intorno può fare una grande differenza sia per la tua concentrazione che per l’impressione che darai durante le riunioni di lavoro. Non farti mancare uno sfondo adeguato, pulito e piacevole alla vista per i tuoi webmeeting con i colleghi e i capi. Elimina la confusione intorno a te, soprattutto nella zona che hai identificato come il tuo spazio di lavoro: riduce i livelli di stress e mantiene alta la concentrazione. Da dove iniziare? Elimina le penne che non funzionano e anche quelle che non ti piace usare, butta i vecchi appunti e tutte le cartacce, stampa solo quando è necessario per evitare sprechi e trovarti per le mani altra carta inutile. Prova a utilizzare un planner dove segnare i tuoi impegni invece di avere mille foglietti volanti e sfrutta ogni giorno di lavoro a casa per migliorare a poco a poco quello che non ti soddisfa.
La casa al mare di famiglia dove tutto è stato conservato intatto dagli anni '70. Storia di una casa, di ricordi e tante icone del design
Elisabetta Pincherle è architetto e interior designer, ha scritto a Case dei Lettori non per raccontare un suo progetto ma per raccontarci la storia della sua casa di famiglia immersa nella pineta della Maremma, un posto per lei magico e che ha mantenuto intatto dagli Anni '70:
"Questa è la casa dell’infanzia, delle villeggiature, ma anche dell’adolescenza, con le prime fughe notturne e i baci sulla spiaggia; ma anche la casa dell’età adulta, della maternità, degli amici di famiglia, delle letture e della pigrizia. Sono molto felice di mostrarvela perché è il mio luogo del cuore e mostra che anche una casa di cinquant’anni fa può essere attuale e contemporanea senza necessariamente demolirla e ricostruirla ex novo."
Lasciamo a lei la parola per raccontarvi la storia di questa bellissima casa e dei suoi arredi che dagli anni '70 ad oggi sono diventati delle vere icone del design:
La mia casa al mare è una casa di famiglia, regalo di mio nonno Alberto ai suoi quattro figli: una villa grande divisa in quattro appartamenti, uno per figlio, e oggi dei nipoti. La pianta a ferro di cavallo è geniale: da un ingresso a corte comune, distribuisce gli appartamenti e permette a ciascuno, sul prospetto esterno, di avere un ampio giardino privato.
Meno geniale della pianta sono le finiture, ma negli anni '70 qualche scivolone architettonico c’è stato e non ha risparmiato questa casa!
Per me però resta il luogo più magico che ci sia!
Gli interni della casa non sono mutati dagli anni '70 e il mio intervento è stato solo minimale, per renderla più confortevole e rinnovarla negli impianti. Sono originali i pavimenti di ceramica, le porte bluette, e soprattutto il taglio che non è stato modificato: 100 metri quadrati per tre camere da letto, due bagni, una cucina e un soggiorno molto piacevole. Un paradiso della mia infanzia, dove sono poi cresciuti anche i miei figli.
Il soggiorno è caratterizzato da arredi dell’epoca scelti da mia madre nel 1970 e ora icone del design: i divani Sofa-Bank di De Padova, le luci a palla d’acciaio dei fratelli Castiglioni, la lampada alogena da pavimento Colombo di Oluce, le due poltrone gialle di Poltrona Frau, il tavolo Selene di Vico Magistretti per Artemide (mentre le sedie sono più recenti di Philippe Stark sempre per Artemide, le sedie originali sono oggi nella mia casa di Milano!).
Anche le grafiche alle pareti sono tutte originali, come le due litografie di Rodolfo Aricò e ancora semplici poster di mostre dell’epoca incorniciati.
La camera dei ragazzi è stata modificata recentemente e vi è stato aggiunto un armadio di Tobia Scarpa degli anni '80, un letto a castello Ikea, mentre gli oggetti, come gli sci d’acqua appesi alla parete, sono degli anni '70.
La camera da letto matrimoniale ha i letti originali in plastica bianca di Kartell, disegnati da Ignazio Gardella e Anna Castelli Ferrieri che ha firmato anche ii comodini rossi sempre di Kartell, rieditati recentemente in tutti i colori. Due sedie Selene di Vico Magistretti sono rimaste, e per scaldare l’ambiente è stata aggiunta una piccola consolle in legno e marmo dei primi del secolo.
La cucina è un modello originale e iconico di Arc-Linea, a cui negli anni 2000 ho aggiunto un blocco il laminato Abet in un divertente colore fucsia.
Il giardino è stato arricchito da un pergolato sopra un tavolo in muratura rivestito con le piastrelle di Mutina disegnate da Inga Sempé, che è una cara amica della proprietaria di casa. Intorno al tavolo ci sono sedie in paglia di Ikea mixate a sedie bianche e nere di De Padova originali degli anni '70.
Scopri con noi come realizzare una scrivania fai-da-te semplice ma elegante!
Pochi mesi fa, ancora prima di sapere che avrei lavorato da casa in smart working, ho organizzato il mio nuovo spazio di lavoro. Avevo in mente una scrivania che lasciasse emergere il lavoro e che aumentasse la superficie. Per questo ho deciso di realizzare una nuova scrivania fai-da-te.
Ho deciso di puntare sulla semplicità, una scelta che ora mi sta premiando perché, vivendo così tanto la casa, ho capito che è utile circondarsi di linee essenziali ma con strutture utili.
Occorrente
2 assi di legno
2 cavalletti Lerberg di Ikea
2 o 3 listelli di legno lunghi quanto la larghezza della scrivania
viti autofilettanti
giravite
Come si fa
Le assi si possono acquistare nei negozi di fai-da-te, nel caso non trovaste la lunghezza corretta, potete ricorrere al taglio. Stessa cosa per i cavalletti. Io ho scelto questo modelli di Ikea (disponibile in bianco o nero) perché l'ingombro visivo è discreto e si possono creare due pratiche mensole ai lati.
Scegliete quale sarà la superficie che rimarrà a vista e quella che sarà la parte inferiore della vostra scrivania. Controllate sulle assi se ci sono delle imperfezioni e se avete intenzione di lasciarla neutra e non colorarla, controllate la posizione dei nodi.
Una volta scelto il retro, prendete i 2 listelli e fissateli alle assi con delle viti. Dovranno essere posizionate perpendicolari alla lunghezza del piano in modo da unire le due assi e dare la stabilità necessaria. Vanno posizionate verso l’esterno ma ricordate prima di misurare l’ingombro dei vostri cavalletti e di calcolarlo in questa fase di montaggio. Se il piano è molto lungo consiglio di aggiungere un listello anche al centro del piano, come ho fatto io.
Rigirate il piano che si è creato e appoggiatelo sopra i vostri cavalletti che andranno fissati al piano con le viti.
In vaso, nell’orto, in planting bag, sul davanzale, coltiva tu stesso i tuoi peperoncini piccanti: sono piante generose e facili da coltivare (e i frutti da conservare) e trasmettono allegria e positività!
Piacione, imprescindibile e rosso sono i tre aggettivi che ben descrivono un peperoncino. Piacione, perché il peperoncino rallegra qualunque orto, terrazzo e bordura con le sue bacche colorate. Imprescindibile perché è una spezia indispensabile in cucina, per dare sapore senza gravare sulle calorie. Con un po’ di esperienza puoi scoprire, non senza sorpresa, che molti peperoncini non si limitano ad asfaltarti le papille gustative ma rilasciano al palato sfumature fruttate, affumicate, alla cannella, al cioccolato. Rosso perché è il colore del fuoco e ci comunica che il peperoncino è maturo e pronto a... deflagrare!
Coltivare il peperoncino
Se c’è una pianta facile da coltivare quella è il peperoncino; molto ornamentale, cresce bene mescolato alle altre piante da giardino. Si sposa bene con Pennisetum e graminacee ornamentali di medie dimensioni, ma non ha problemi a crescere anche in vaso. Scegli un contenitore capiente 10 litri (almeno), anche una borsa in juta o in tessuto non tessuto, riempi di terra fertile ben drenata e metti a dimora la piantina. Non far mancare acqua al tuo peperoncino, specie ai primi caldi, e in poche settimane potrai assistere a una crescita prodigiosa, anche se parti da seme.
La pianta prima produce fiori bianchi, ai quali seguono frutticini che arrivano a maturazione sotto il sole caldo di luglio e agosto. Infatti il peperoncino ama il caldo (e viceversa soffre i venti freddi), quindi è meglio scegliere una posizione molto assolata e portarlo all’esterno solo dopo che le temperature si saranno stabilizzate sopra i 15°. Dopo il raccolto ricordati di lasciare da parte qualche peperoncino per le semine dell’anno seguente.
Ma quanto è piccante il piccante?
Perché siamo così attratti dal gusto piccante? Forse la spiegazione risiede nella capsaicina, quella sostanza contenuta nel peperoncino che scatena il bruciore e che – una volta passate le scalmane - stimola la produzione di endorfine benefiche.
Se vuoi sapere quanto ti farà penare il peperoncino che stai per mangiare, puoi utilizzare la scala Scoville, dal nome del suo inventore, che assegna un valore ad ogni peperoncino. In rete si trovano facilmente le tabelle con i relativi livelli di ‘hotness’ del genere Capsicum (più alto il numero, maggiore la piccantezza).
Il Jalapeno che mangi al tex-mex, ad esempio, è classificato 5.000 shu (unità di Scoville) che è già un discreto bruciore.
Il classico peperoncino di Cayenna è quotato intorno ai 40.000 shu... non proprio una passeggiata.
Un Habanero è da maneggiare con cura perché misura 350.000 shu, praticamente una bomba!
Per cucire ci vuole ordine, non solo mentale! E’ necessario conservare in modo ordinato gli accessori per il cucito, le cerniere e i bottoni, ma anche i tessuti.
Il rischio maggiore è quello di dimenticare i materiali che abbiamo a disposizione e ritrovarli, come spesso capita, durante un trasloco!
Un'idea per organizzare le stoffe, può essere quella di utilizzare uno degli scaffali più venduti di Ikea, il Kallax. Disponibile in varie dimensioni, con i suoi scomparti a forma di cubo e grazie ai tanti accessori e varianti di cassetti, ripiani, contenitori ed accessori compatibili, è l'ideale per catalogare le stoffe.
Scegli un criterio di selezione per le tue stoffe
Soprattutto se ti occupi di cucito creativo, ti ritroverai sommersa da ritagli di stoffa, alcuni anche piccolissimi, ma molto preziosi per il tuo lavoro. Puoi catalogare le tue stoffe per tipologia di tessuto, per colore, per dimensione della pezza di tessuto.
Seleziona il contenitore giusto
Il contenitore Ikea, Dröna è l'ideale per questo tipo di lavoro. È in tessuto ed è disponibile in vari colori tinta unita e fantasie e potrai usarlo per riporre le stoffe al suo interno, creando all’esterno una sorta di campionario di ciò che contiene.
Ti serviranno solo delle forbici taglia-campione e degli spilli per fissare i piccoli quadrati al contenitore. Tutto è in ordine e l’effetto visivo nel complesso molto piacevole.