A cinquant'anni dalla creazione, Axolight riedita Bul-Bo, la lampada da terra di Gabetti e Isola.
Alla fine degli anni ’60, tra gli arredi disegnati dallo studio Gabetti e Isola per il Centro Residenziale Olivetti di Ivrea, c’è Bul-Bo, una lampada da terra in totale sintonia con il momento storico: libera da qualsiasi ancoraggio a parete, giocosa, leggera e rivoluzionaria nell’utilizzo.
La sua base, a forma di ‘bulbo’, è composta da un involucro riempito di granuli di pietra e consente la variazione dell’inclinazione dello stelo in alluminio, che termina con la sagoma in metallo di una lampadina. A 50 anni di distanza, è oggi rieditata da Axolight: stessa forma ma materiali e processi produttivi contemporanei, come la sorgente orientabile con modulo Led integrato per regolare anche l’ampiezza del fascio luminoso.
Dimensioni: ø cm 45x233h. Base: finta pelle nera. Struttura: alluminio o nero intenso. LED integrato 15,6W LED dimmerabile. Temperatura colore: 2.700 - 3.000K. Prezzo: € 3.050.
C’è una luce speciale quando si arriva all’ultimo piano: le finestre sono a un livello più alto degli alberi che costeggiano la strada e gli autobus sembrano sfilare
in silenzio, su e giù per Ladbroke Grove. Il living ha una pianta aperta a forma di L, con ‘credenziali’ multiuso: tra cucina e salotto, la scrivania offre lo spazio perfetto per lavorare da casa. Il cassetto nasconde un piano di lavoro estensibile.
Jean e Navjeet amano esporre
i bei libri e gli oggetti e celare alla vista quelli che non gli piacciono ma che risultano utili: quindi, ai lati del camino, hanno previsto dei mobili chiusi che nascondono i cavi dell’impianto audio e offrono spazio contenitivo prezioso. Sulle mensole, invece, foto, copertine di libri che diventano opere d’arte, maschere indiane e messicane.
Sedie Quaker vintage [Ercol] e due WW, blu e rossa di [Hayche], fotografia in bianco e nero Collision, di Casey Moore e Claire Alexander. luce da terra [Habitat].
L’installazione di un lucernario – che moltiplica la luce e la ventilazione dello spazio – ha suggerito la progettazione
di una scala su misura che servisse come punto di accesso per la manutenzione
del tetto. La scala, quando non serve, ruota e fa da scaffale: ispirata dal designer Muller Van Severen, noto per il suo lavoro con il metallo, occupa il minor spazio possibile.
Come si conviene nelle cucine a pianta aperta, gli architetti hanno previsto l’integrazione degli elettrodomestici
e dei bidoni della differenziata, e una dispensa in sostituzione dei pensili. La composizione termina con una spalletta, pensata in anticipo, alta quanto la cucina per i bambini: quest’ultima sembra quasi un prolungamento (mini) della prima. Un modo intelligente
per far giocare liberamente i piccoli.
Cucina su misura progettata da Trellik Design Studio, piano di lavoro acciaio inox opaco [MPM Engineering], vernice effetto neon [Bristol], pomelli dei cassetti [Dowsing & Reynolds] luce a soffitto [Terence Woodgate]. Cucina per bambini Duktig [Ikea, cm 72x40x109h € 99].
«Il ripiano estraibile è stato un omaggio all’amante del vino francese che è in me. Per darvi un’idea del livello di dettaglio in cui siamo entrati, considerate che la base di un bicchiere da vino rispetto a un bicchiere da Martini varia enormemente, quindi ho creato partizioni su misura per assicurarmi di far entrare quanti più bicchieri possibile!» spiega orgoglioso Jean.
Nell’oblò, il set teiera a forma di pesce e tazze è opera di un’amica di Jean, la ceramista [Simone Perrotte]. I bicchieri da cocktail vintage vengono invece dal Canada.
La rappresentazione 3D raffigura il layout invertito, con l’ingresso che conduce alla zona notte e il living in mansarda, direttamente collegato con la terrazza. Il risultato è uno spazio abitativo perfetto per la filosofia ‘open house’ amata da Jean, che ha imparato ad apprezzarla in Francia.
All’ingresso si è ricavata una zona dove lasciare le scarpe e gli indumenti indossati all’esterno. È la cosiddetta ‘stanza del fango’, tipica dei Paesi nordici. Idea da copiare!
Proprio all’ingresso (foto a destra), parte un ‘binario’ in legno che delinea – letteralmente – il percorso verso la zona più alta della casa. Inizia come un appendiabiti dietro la porta di ingresso, quindi mette in mostra di tutto, dalle strisce di fototessere fatte nella cabina fotografica ai disegni dei bambini, dai mini- biglietti di ringraziamento ai ricordi del loro matrimonio: oggetti raccolti nel tempo che celebrano la casualità e il senso di famiglia e sono lì per essere goduti.
Letto a castello su progetto di Trellik Design Studio, realizzato da [Atelier GA]. Cerchi un modello di produzione, in pino? Ci sono Mydal [Ikea, cm 206x 97x157h € 199]
e Mika, modello evolutivo che puoi dividere in due letti singoli [Maisons du Monde, cm 204x100x142h € 599].
La camera dei bambini è piccola e, quando hanno considerato i letti a castello, Jean e Navjeet
hanno scoperto che la maggior parte delle opzioni sul mercato era troppo ingombrante. In risposta, hanno progettato loro stessi un letto compatto che è stato fissato al muro per risparmiare più spazio possibile e che, sotto, è dotato di cassetti incredibilmente profondi che funzionano come bauli estraibili per i giochi.
Gli adulti usano i gradini, i più piccoli... lo scivolo! Questa è stata l’unica richiesta di Quentin, poi realizzata su misura dal falegname amico della coppia, Gustave Andre, utilizzando del Valchromat® nero e del feltro adesivo per rallentarne la corsa!
Una casa su 2 piani (con la zona giorno sopra!) in cui i proprietari si sono progettati da sé molti arredi, con soluzioni furbe e uno spirito casual che fa sentire subito accolti.
La casa di Jean e Navjeet si trova agli ultimi due piani di un palazzotto a schiera costruito nel 1880, nello stile architettonico tipico di Kensington e Notting Hill, dove la coppia vive. Entrambi architetti di Trellik Design Studio, fondato da Jean, si sono incontrati quando lei, Navjeet, faceva il tirocinio a Londra e questo era l’appartamento di Jean, rifugio di amici e creativi sempre di passaggio. Cominciata la vera vita familiare, la coppia ha pensato di rivederlo.
Le scelte fatte
«È un esercizio straordinario progettare il proprio spazio, perché conosci ogni problema da risolvere» racconta Jean. «Abbiamo iniziato da zero, capovolgendo il layout: significa che ora si passa dal piano della camera da letto prima di salire verso la zona giorno. Lì siamo più alti del resto delle case, non ci sono vicini ad altezza occhi ma solo tantissima luce».
Il tocco di stile
Nel loro ambiente professionale, Jean e Navjeet sono apprezzati per essere versatili e non troppo pretenziosi, quindi anche lo stile della loro casa riflette questa filosofia che potremmo definire ‘casual’ e ‘easy’. Qui non ci sono super icone del design e molti arredi arrivano da recuperi o sono progettati su misura, ma è il colore che porta vita allo spazio, anche nel dettaglio di una sottile striscia ‘fluo’.
Carta d'identità:
indirizzo: Viale Piceno, Milano nome: The House on the Boulevard numero ospiti: 4 persone max la trovi su: airbnb.com/h/ thehouseontheboulevard
Divano letto [Chateau d’Ax]. tavolo Tulip con piano in noce chiaro [Knoll], sospensione in metallo su [Amazon], mobile tv Stockholm [Ikea], graniglia [Mariotti].
Cucina [Veneta Cucine] con ante canneté realizzate da un artigiano. forno e microonde [Electrolux], portafrutta ‘amaca’ in acciaio cromato, in vendita su
[ebay.it], macchina per il caffè Inissia [Nespresso].
Letto [Chateau d’Ax], cuscini Aston [Maisons du Monde,
cm 45x45 € 19,90], comodini Small Ghost Buster [Kartell, cm 40x 34x57h € 299], lampade da tavolo Cindy [Kartell, ø cm 23,6x42h € 216], lampada da terra Lola, con stelo telescopico [Luceplan, cm 48x160/200h da € 663].
La ‘chicca’ è la cabina armadio, la cui parete sul lato della camera è rivestita con carta da parati. Comoda per gli ospiti e per il proprietario, per i cambi lenzuola.
Stai pensando di affittare casa (o una stanza) per brevi periodi? Ispirati a questo bilocale milanese, in cui ogni angolo è pensato per suscitare un'emozione!
Benvenuti nell’appartamento al quale, tra decine di candidati, abbiamo assegnato il ‘Premio CasaFacile per la casa più accogliente’, all’interno del ‘Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità’, promosso da Fondazione Achille Castiglioni e Ospitami.
Con la nascita di Airbnb, in questi anni è cresciuta l’attenzione allo stile e alla qualità delle case per affitti brevi: andare ospiti e ospitare a casa nostra ci hanno insegnato a cercare e offrire bellezza e comfort, e a mettere il design a disposizione di tutti. Insomma, è nata una cultura dell’arredo per l’ospitalità, che questa casa (tutta da copiare!) racconta alla perfezione. Ci piace perché, Giuseppe, il proprietario, ha saputo rendere ogni angolo una piccola scenografia.
OSA IL COLORE Soffitto e zona alta delle pareti sono dello stesso giallo, escamotage che abbassa visivamente un ambiente. Le palette colore devono essere interessanti e coerenti di stanza in stanza.
STUDIA LA LUCE Prevedi più punti luce per ogni locale: una sospensione sopra il tavolo, una lampada da terra accanto al divano e luci d’accento nei locali di passaggio. Fotografa la casa per l’annuncio sia a luci spente sia accese (ma occhio ai riflessi...!).
ISOLA LE ZONE Per delimitare i vari spazi (living, pranzo, studio...) all’interno della zona giorno, i tappeti sono l’ideale. Al contrario di ciò che si crede, fanno apparire più grandi le porzioni di pavimento scoperte, e non le riducono. Qui ci sono tappeti persiani; in altri contesti puoi sceglierli moderni.
DESIGN E... Uno dei punti di forza di questa casa – e dei motivi per i quali è stata premiata – è la presenza dei pezzi di design. Ma non solo: l’arte sta nel non trasformare una casa in museo e renderla molto confortevole, anche alla vista. Come ha fatto Giuseppe, che ha rispettato l’anima della casa – si trova in un palazzo Anni ’30 – unendo dettagli d’epoca ad altri più moderni.
SÌ AL GREEN! Prevedi la presenza di piante verdi e da fiore, soprattutto nel living e, se c’è spazio, in bagno (da evitare invece nella camera da letto: non tutti le amano). Scegli varietà che richiedono poche cure, come Kentia, Ficus benjamin, Pothos, Sansevieria.
ARREDI ‘FORTI’ Per i mobili, oltre a tener conto di estetica e design, privilegia anche la funzionalità e la robustezza: non sempre gli ospiti si preoccupano di averne cura, quindi meglio se sono resistenti e di facile manutenzione. Sì a forme lineari e materiali che puoi pulire con facilità: sedie in metallo, piani in laminato, superfici in legno e acciaio solo se sono trattate per resistere... a tutto!
PREVEDI UNA CUCINA COMODA La cucina è stata realizzata su misura, su disegno dell’architetto. È stata disposta a U per creare una struttura- nicchia che ti avvolge mentre cucini. Un’idea che puoi copiare anche per un ambiente di dimensioni più ridotte, basta giocare con i colori del soffitto, più chiaro, e delle ante della cucina, più scuro per ottenere questo effetto.
IN CAMERA, CREA L’EFFETTO COCOON Non è necessario che la camera da letto sia grandissima. Ma deve essere accogliente! Scegli lenzuola di qualità e colori coordinati, non troppo forti (ma nemmeno troppo neutri, per non ricordare una camera d’albergo...). Qui, la ‘chicca’ è la cabina armadio (a sin. e sotto), la cui parete sul lato della camera è rivestita con carta da parati. Comoda per gli ospiti e per il proprietario, per i cambi lenzuola.
VALORIZZA ANCHE I MINI SPAZI Un esempio è l’antibagno! Poiché si trova subito a sinistra dell’ingresso, l’idea è stata di renderlo protagonista. Come? Ricoprendo le pareti e le due porte ai lati (che conducono una alla lavanderia e una al bagno, e si notano appena per la presenza delle maniglie) con una carta da parati di forte impatto, che dà a questo ‘non luogo’ della casa un prezioso effetto boudoir. Console e specchio in legno dorato completano la scenografia domestica!
Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... Gea o Gaia!
Ecco una selezione di 3 immagini scovate in giro per il web e raggruppate in trittici dal nostro Art Director Giorgia Bimbatti.
Gea, dea primordiale: detta anche Gaia, il pianeta terra per definizione. È donna. Gaia che significa: allegro, felice, di buon umore, contento, se- reno, tranquillo, giocondo, spensierato, vivace, brioso, entusiasta, eccitato, esuberante, frizzante, effervescente, euforico, festoso, esultante, gioviale, ridente... Gaia come Armonia per antonomasia.
La figura femminile qui ritratta quindi come immedesimazione nell’illustrazione di Elisa Roselli che dice: «Mi connetto alla Natura in modo così intenso da prenderne la forma».
Come immersione pacifica, invece, con Lida Ziruffoche ritrae spesso figure femminili in rilassata contemplazione.
Fino ad arrivare a Margherita Paoletticon una sorta di anatomia floreale, che ne disegna l’energia interiore.
Qualcuno il ‘richiamo della natura’ l’ha ascoltato sul serio: ecco una storia piena d’amore... Il desiderio (e la dimostrazione) che provare a fare del bene al Pianeta è anche un modo per vivere meglio.
‘Cera una bolla’ si scrive proprio così, senza apostrofo! «Quell’apostrofo l’abbiamo tolto da lì e appeso alla veranda del giardino», raccontano Marika e Sara, «e in un attimo è diventato un’amaca su cui, dondolando i pensieri, è nato un progetto per profumare il mondo e provare a renderlo ogni giorno un posto migliore. Esprimiamo la nostra filosofia attraverso i nostri prodotti».
Candele naturali in cera di soia, profumi per ambienti e tessuti, incensi di erbe, fiori e legni aromatici... e poi complementi d’arredo in eco-cemento e ceramica in sintonia con uno stile sempre elegante, semplice e naturale: questo è ‘ceraunabolla’. «Coltiviamo dentro di noi lo stupore per la bellezza, e lo teniamo ben saldo ai nostri cuori. E aspiriamo a un mondo in cui la diversità non sia vista come qualcosa di cui aver paura, ma sia una virtù da cui attingere e imparare».
Ci piacerebbe, un giorno, sentire dal profumo che il mondo è cambiato in meglio. Per questo facciamo quello che facciamo: provare a profumarlo un po’.
Piccole scelte quotidiane: usiamo solo materiali compostabili e facilmente riciclabili, zero plastica per contenitori e imballaggi. Si può provare a migliorare il mondo anche così.
MCZ, leader nel settore del riscaldamento a pellet e legna, presenta le sue collezioni di inserti per camino, ideali per trasformare il vostro vecchio camino aperto in modo facile e veloce.
Poche cose, in una casa, sono romantiche ed evocative di piacevoli atmosfere quanto un camino. Però in molte grandi città e nelle zone più popolate è vietato accendere i cosiddetti camini aperti a fiamma libera, perché emettono molte polveri sottili. Senza contare che come fonte di riscaldamento sono poco efficienti.
Oggi c’è una soluzione che mette d’accordo tutte le esigenze: in modo semplice e senza lunghi lavori in muratura, è possibile aggiungere un 'inserto' al camino!
Con l’inserto il camino brucerà in modo più efficiente e più pulito anche per l’ambiente e quello a pellet si ‘comanda’ anche a distanza con lo smartphone.
Qubo la nuova collezione di inserti per camino a legna
Scegliendo un inserto alimentato a legna, si continuano a mantenere le stesse routine d’uso e la stessa piacevolezza di fiamma di un camino aperto tradizionale, ma con un miglioramento sostanziale nella diffusione del calore e di risparmio di combustibile. Hanno ventilazione frontale di serie, potente ma particolarmente silenziosa, che permette una distribuzione ottimale del calore nella stanza, calore che può essere anche trasferito in un altro ambiente grazie alla deviazione verso l'alto del flusso dell’aria mediante canalizzazione.
Facile da installare e da pulire, ha una profondità e altezza tra le più piccole sul mercato, ideale per nicchie di ogni dimensione ha anche l'apertura della porta reversibile. L'aria comburente è canalizzabile all’esterno, per garantire il perfetto isolamento termico in casa. Qubo ha focolare autopulente in refrattario autosbiancante che rende la fiamma particolarmente visibile e luminosa e l’ottimale calibrazione dell’aria di pulizia mantiene il vetro sempre perfettamente trasparente. Il cassetto portacenere particolarmente capiente raccoglie comodamente l’incombusto senza dover essere costretti a pulire ogni giorno il focolare. Qubo è disponibile in quattro larghezze (60/70/80/100 cm) e una profondità e altezza tra le più piccole sul mercato (tra i 41 e i 46 cm in profondità e tra i 49 e i 55 cm in altezza).
Boxtherm: gli inserti a pellet ad alte prestazioni
Gli inserti a pellet Boxthermsono macchine stagne con alti rendimenti e basse emissioni e vengono proposte in due larghezze, 60 e 70 centimetri, e con altezza e profondità particolarmente contenute (45-55 cm in profondità e 53 cm in altezza).
Basic in cui il pellet si carica da un pratico cassetto posto sopra il focolare; Slide ideale per essere inserita in focolari di appena 50 cm di altezza e munita di un serbatoio pellet che si carica estraendo completamente la macchina dai binari. Link è la versione con serbatoio aggiuntivo (opzionale), che aumenta di ulteriori 22 litri la capacità complessiva, allungando le ore di autonomia. Il pellet si carica da uno sportello che si può posizionare a piacere (lateralmente, sul davanti o sul retro).
Gli inserti a pellet Boxtherm hanno una gestione evoluta e intuitiva con la tecnologia Maestro. Si possono infatti comandare dal proprio smartphone sia a casa che fuori, con un’app dedicata e un doppio Wi-Fi incluso di serie.
Al centro, divano verde Levante 244 con cuscini che consentono una configurazione variabile [Fox Group € 3.648], poltrona Lady design Marco Zanuso per [Arflex] originale degli Anni ’60 e ritappezzata
[da Spazio Ampio, cm 78x86x85h €1.600]; a destra, divano Copenhagen dal profilo minimale [Alf DaFrè, cm 220x91x86h da € 2.386] con cuscini in velluto [L’Opificio, da € 86 cad]. Sul tappeto tondo [Normann Copenhagen da Atelier Monti], coffee table vintage in palissandro di Ico Parisi per [MM da Spazio Ampio € 1.100]. A parete, sopra il divano a tre posti quadro dell’artista [Ak2deru], piantana finitura oro e vetro opalino da [Piccola Bottega], vasi e piante da [Maria Luisa Rocchi Flowers].
«Per creare la moodboard mi sono lasciata guidare dallo stile e dai colori della casa e li ho riproposti su tessuti, piatti e accessori,
che si sono inseriti in perfetta armonia
in ogni ambiente».
Attorno al tavolo, poltroncine Ginni Chair da [Nap Atelier € 480 cad], a soffitto sospensione Vertigo, design Constance Guisset per [Petite Friture, ø cm 200 € 945]. Il tavolo è apparecchiato con tovaglia verde in lino e tovaglioli di [La Fabbrica
del Lino], sottopiatti fatti a mano con legno di eucalipto rivestito in sughero e melamina decorata [La Compagnia dell’Elefante], piatti in ceramica decorata dalla designer Yvonne Ellen [da Lisa Corti € 15], posate Classic in acciaio inox [Bitossi Home € 140 il set da 24]. vaso Naran [Carlo Moretti € 330].
Salotto e sala da pranzo erano separati da una porta a vetri e la cucina, isolata, era accessibile da un disimpegno. Donatella e l’architetta Bertuglia hanno deciso di creare un gioco di prospettive aprendo la cucina sul pranzo con un’altra porta a vetri e creando dei piani di colore che dal salotto vanno caricandosi fino alla cucina, dal bianco, al rosa al geranio.
«I colori della cucina, ora ‘a vista’, riprendono e accentuano la palette di salotto e pranzo. E perfino lampade e placche degli interruttori sono in nuance con i mobili!».
Sul top della cucina laccata rosa codice Ral 3012 [Binova], tovaglioli rosa [Lisa Corti € 8 cad], tazze Circus
[€ 16,50] e Fruit Basket [€ 78/2 pzi] di [Alessi] come il bollitore Plissé[€89], piatto decorato [LisaCorti € 15], quadri Alfabeto di Chiara Passigli dipinti su vecchi libri [da Lisa Corti € 135 cad], sospensioni geometriche Priamo [Gibas].
Il pavimento riprende la tonalità di grigio del top. Così i mobili creano una striscia di colore che cattura l’attenzione. Sedia vintage Ariston in legno curvato [da Spazio Ampio € 900], pavimento in piastrelle serie Minoo grigio [Ceramica Bardelli].
«In ingresso, per far spiccare le porte bianche
e il pavimento in seminato crema, ho proposto il verde bosco per la parete di fronte alla finestra: ora tutto è in perfetto equilibrio».
Lampada Potence Pivotante [Nemo € 714], comodino tondo [Maisons du Monde], letto vestito con lenzuola e plaid di [La Fabbrica del Lino], guanciali Perla in piume e piumino naturale [€ 34,30 cad] più piumone Montecatini imbottito con 100% piumino ungherese [cm 250x215 € 430], tutto [Cinelli Piume e Piumini], panca Lofty [Kare Design € 198]. Lampade da parete Roy [Viabizzuno] e Bijoux, a globo, sul comodino [Vesoi].
Il pavimento in graniglia, le finestre d’epoca e le cornici sul soffitto non erano per nulla valorizzati. I pezzi contemporanei, grazie a colori squillanti e tessuti fantasia, li hanno automaticamente esaltati. Tra le finestre trova posto la zona studio di Donatella, perfettamente illuminata.
Nel vano doccia, carta da parati Hotaru [Inkiostro Bianco], maioliche color pirite lucido da cm 10x10 [Ce.Si. Ceramiche].
Sulla parete, quadro dell’artista [Ak2deru].
La rinascita di questo appartamento d'epoca è giocata su palette e campiture di colore inedite (occhio ai soffitti e alla camera da letto): dettagli originali eppure semplicissimi, da studiar e da copiare!
La casa ideale, nel posto ideale: un grande appartamento del 1930, a un piano alto, invaso dalla luce «e dal quale vedo soltanto le chiome degli alberi e le montagne... un sogno!» ci racconta Donatella. «Ogni luogo ha un’anima ed è proprio da qui che è partita l’idea di avviare una ristrutturazione che rispettasse l’anima della casa, la sua storia, adottando allo stesso tempo soluzioni che rispondessero alle esigenze abitative odierne».
Le scelte fatte
«L’architetta Francesca Bertuglia ha recuperato i pavimenti in graniglia nelle camere e il parquet a spina di pesce nel living e in studio, le porte interne quasi tutte a doppia anta vetrata, le decorazioni a stucco e i rosoni dei soffitti più 2 armadi/dispensa in cucina, restaurati. È stata mantenuta anche la distribuzione e funzione degli ambienti, con alcuni interventi all’insegna di una migliore fruibilità. Di nuovo ci sono l’apertura tra cucina e pranzo, grazie a una porta a vetri simmetrica a quella fra pranzo e salone, per creare una doppia prospettiva che culmina in una finestra da cui si vedono le montagne, da un lato, e il muro rosso della cucina incorniciato dalle porta vetrata come un sipario, dall’altro». La camera ospiti, vicino all’ingresso, ha ora il suo bagno privato, quella padronale ha cabina armadio, doccia a vista e un bagno grande e scenografico.
Il tocco di stile
«Il colore è stato un altro dei criteri-guida, con una gamma che va dai toni tenui del rosa a quelli caldi dell’ocra, con rimandi da un ambiente all’altro». È il fil rouge seguito da Cristina per lo styling del servizio fotografico.
Qualcuno il ‘richiamo della natura’ l’ha ascoltato sul serio: ecco una storia piena d’amore... Il desiderio (e la dimostrazione) che provare a fare del bene al Pianeta è anche un modo per vivere meglio.
Lisa Muner è mia figlia, inutile nasconderlo... Ma tra questi racconti di vita ci sta benissimo. Appassionata di natura e animali fin da piccola, il sabato sera, alle superiori, preferiva restare a casa a guardare Super Quark invece di uscire con gli amici! Studi in Scienze Naturali a Parma e poi il grande passo: andare a vivere da sola, con la scelta di preferire una casa ‘fuori’. «Se mi pento di non vivere più a Milano? In realtà il caos del traffico e la giungla dei grandi palazzi mi stavano già stretti da tempo, nella provincia (e nella campagna) e ho ritrovato una dimensione più tranquilla. Se voglio un mazzo di fiori non vado dalla fiorista, ma vado a raccoglierlo nei campi. Ogni tanto mi sento come Anna dai Capelli Rossi».
Insegna scienze, ovvio, e poi recita, tira di scherma e fotografa, con bifocus su natura e animali... Nel tempo libero cuce vestiti e costumi storici che vende online. Curiosi di vedere i suoi piccoli capolavori? Seguitela su theblackrabbit_hole
Il caso ha voluto che mi ritrovassi con una piccola fattoria di animali... un cavallo, due asini, cani, una gatta. E abbiamo piantato un sacco di alberi.
L’amore per i rapaci è stato oggetto della tesi di Lisa. Dal ritrovamento di questa civettina (la trovi nella gallery), ora è volontaria in un CRAS, Centro recupero animali selvatici.
L’irresistibile ‘richiamo della natura’... C’è chi si è lasciato alle spalle la città e chi ha scelto un altro continente, chi scambiato un lavoro da scrivania con uno all’aria aperta. Poi c’è chi ha sposato il mondo dei profumi e chi non concepisce un’esistenza senza animali, anche i più insoliti.
Federica Portentoso aveva 24 anni quando da Roma ha deciso di trasferirsi in Australia. «Pensavo di aver bisogno di un cambiamento. Dopo 5 anni a Sydney, però ho capito che quel cambiamento doveva essere un ‘via-dalla-città’, dai cibi precotti, dalla vita frenetica e dalle continue tentazioni e sprechi. Da due anni sto in campagna, in un paesino sulla costa est; dalla finestra vedo solo colline verdi. Ho un orto in cui lavoro con costanza, autoproduco verdure e frutta. Mangio locale e organico perché la spesa la faccio ogni venerdì al mercato Km0. Il pesce? Generalmente lo pesca il mio compagno... E in casa produco praticamente tutto, dai prodotti per la pelle (creme, saponi e shampoo) a quelli per la casa (sapone per piatti, spray per superfici e lavatrice). Ho deciso di vivere una vita più lenta, in pace con me stessa e in connessione con la natura. E questo ha ridato una giusta prospettiva a tutto!».
Comprando al negozio dello sfuso evito packaging e plastica. E a 5 km c’è una farm dove mucche, maiali e galline sono allevati in libertà.
Federica aveva bisogno di tempo per se «Osservare le mie verdure crescere, sedermi sul prato di casa, respirare e rallentare... la vita va troppo, troppo di corsa!».
Il dipinto sulla parete di sinistra, del 1727,
è di François Lemoyne. Divano giallo Jelly Pea di [India Mahdavi]. Sul camino, candelabri design Jimmy Delatour, acquistati dalla [Galerie Armel Soyer] di Parigi. Kilim iraniano d’epoca.
Divano di [Christian Liaigre], cuscini [India Mahdavi] e [Sarah Lavoine], tavolini Weekend di [India Mahdavi], vaso [The Conran Shop]. Il dipinto del cervo è ‘Chevreuil dans la forêt de Rastatter’ di Juan Gariete (1748): è stato acquistato da [Axel Vervoordt], celeberrimo mercante d’arte e designer d’interni. A destra, sgabelli vintage acquistati su [Pamono].
Alle spalle dei due divani (quello giallo di velluto e quello in lino bianco sembrano raccolti in un’amichevole conversazione), l’apertura di un setto murario mette in relazione questa zona relax con la cucina e si arreda con un mobile bar da una parte e la base della cucina dall’altra Entrambi hanno finiture in rattan.
tappeto Contrebasse, design Vincent Darré [cm 200x300 € 4.536 su theinvisiblecollection.com]. Cerchi sedie d’epoca come quelle in foto? Digita ‘sedie Luigi XV in paglia’ su [subito.it]. E per saperne di più su come funziona una libreria pivotante, vai nella sezione ‘Progetti’ di [fritsjurgens.com/it].
Che ne pensi della finitura naturale di questa libreria? La designer Sarah Lavoine, per lo studio di Alix ha usato
del multistrato di betulla, cioè fogli che vengono incollati a fibre incrociate: esiste in altre essenze (pioppo, faggio, pino, abete), ha buona elasticità e media durezza e ha un ottimo rapporto qualità-prezzo per la creazione di armadi, scaffali e tavoli.
Sedie in canna di bambù d’epoca acquistate su [ brocantelab.com]. panca disegnata da Sarah Lavoine e realizzata da [Guitton]. Cuscini collezione Masai [Maison Sarah Lavoine], specchio vintage [Mathilde Labrouche], mobili di cucina in rattan realizzati da [L’artisan Rempailleur]. Armadi verdi [Bulthaup], lampadario della designer [Marta de la Rica]. Lampade: Casanova, con paralume rosa [India Mahdavi]; Sicilia, nera e blu [Maison Sarah Lavoine] come le ceramiche sul tavolo. Il vaso in ceramica grigia di [Wouter Hoste] viene dalla Galerie Patrick Fourtin di Parigi [ galeriefourtin.com].
La testata del letto è rivestita in parte con lino [Pierre Frey], comodini da [Design Market], le lampade da comodino sono cimeli di famiglia. Lenzuola coll. Alma, plaid e tappeto tutto [Maison Sarah Lavoine]. La panca è stata progettata da Marte 360 Design e rivestita con tessuto Arlequin [Le Manach].
Sofa Major disegnato da Arne Jacobsen e Flemming Lassen, 1939 [&Tradition € 5.561 su finnishdesignshop.it]; gli schizzi di abiti sopra il divano sono stati disegnati da Alix. Tavolino rosa Milk disegnato da Rebecca Felcey per [Portobello Editions].
La console lavabi è un progetto di Sarah Lavoine, in terrazzo veneziano e acciaio martellato. lavabo [Alape], rubinetteria [Dornbracht], specchi e applique by Gio Ponti, asciugamani coll. Goa Maison [Maison Sarah Lavoine].
Per copiare lo stile di pavimento e pareti, guarda le proposte in grès porcellanato della coll. Grande Marble Look di [Marazzi] che imitano il fascino di marmo, terrazzo alla veneziana e palladiana.
A Sarah Lavoine, celebre interior designer parigina, la proprietaria ha fatto una richiesta: creare uno stile personale, senza necessariamente seguire le mode del momento. Et Volià! Un mix&match di grande ispirazione.
Su una mensola della camera da letto si allineano in fila indiana schizzi di abiti femminili, in tonalità neutre: sono stati disegnati da Alix de la Comble, la proprietaria di questo appartamento nel XVI arrondissement di Parigi, quando nei primi Anni ’80 lavorava per Christian Dior. Eppure, quando ha affidato il restyling a una delle designer del momento, Sarah Lavoine, la richiesta è stata precisa: «Non voglio arredi alla moda».
Le scelte fatte
Lo sviluppo interno è stato riconfigurato e aperto lungo la facciata del giardino: è una preziosa rarità nella capitale francese!
Il tocco di stile
Il mood della casa innesta geometrie e lampi color verde lacca su materiali senza tempo, quali il pavimento in terrazzo veneziano e in palladiana o i mobili in rattan.