Cuscini peruviani, kilim turchi e tessuti antichi del Mali: Virginie intreccia stili, materiali e culture diversi, uniti da matericità grezze e colori della terra. «Questa casa è nata in modo molto naturale attorno a oggetti che ho riportato dai miei viaggi nel corso degli anni, e che qui hanno trovato quasi subito il loro posto» racconta.
Sono pezzi provenienti soprattutto dal Marocco, come le coperte di lana con cui sono state rivestite le poltrone vintage davanti al camino.
Disegnati da Virginie, i mobili della cucina sono rifiniti nella medesima tonalità di rovere del pavimento, così da creare una continuità visiva, mentre il piano di lavoro è in pietra Taj Mahal. «Desideravo una cucina dalle linee essenziali, ma non fredda o impersonale», spiega.
Come il resto della casa, la sala da pranzo combina arredi di oggi (vedi il lampadario), oggetti trovati nei mercati dell’usato e pezzi di artigianato, come il runner africano comprato in Mali. Il segreto della riuscita di questo mix sta nella palette di colori naturali e nelle forme che hanno un’allure rustica... ma non troppo!
Le tonalità vivaci del tappeto moldavo con il tipico fondo scuro e i grandi fiori rosa e rossi riecheggiano nei dettagli della camera degli ospiti, arredata con souvenir di viaggio e una testiera di famiglia che è stata ridipinta di nero. Tende, tappeto, biancheria da letto e lampada a sospensione vengono da Acte1, la boutique di Virginie a Biarritz.
Insieme ad altre due camere destinate ai figli ormai adulti e agli amici in visita, la padronale, con il suo bagno en suite, occupa il piano superiore che è stato costruito ex novo. La nicchia ad arco – ripresa sulla parete di fronte che porta alla salle de bain – è stata creata
per ospitare un ritratto marocchino comprato a Essaouira: il nero della parete è stato scelto proprio per evidenziarlo, come fosse in un museo!
Lontano dagli standard asettici dei bagni contemporanei, l’ambiente richiama l’atmosfera di un boudoir rétro. Fatta eccezione per la vasca da bagno moderna, tutti gli arredi sono vintage. Un antico comò, ridipinto di nero, è stato trasformato in mobile lavabo, mentre una console in legno funge anche da toeletta. Le pareti sono dipinte nella stessa tonalità stimolante e calda del soggiorno, per tenere un fil rouge.
Un cestino, una nassa, un vaso in vimini diventano facili lampade fai-da-te. E se abbini un filo elettrico colorato, puoi ottenere risultati originalissimi!
Vicino a Biarritz, una villa Anni ’70 è stata ampliata e trasformata in una casa da vivere tutto l’anno, recuperando lo stile dell’architettura rurale basca. Dentro, colori terracotta e bordeaux, legno, pezzi vintage e arredi raccolti nei viaggi creano un mix etnico caldo e personale.
Una casa in calce bianca con le finestre rosse: recuperata nello stile delle case basche francesi, questa villa racconta (e insegna) il gusto per l'etnico e l'arte del giusto mix.
Siamo vicino a Biarritz sulla costa basca francese. Degli 80 mq della villa Anni ’70 che Virginie e il marito hanno «deciso di comprare in 5 minuti – raccontano – resta solo la posizione degli scarichi dell’acqua.
Il resto è stato ridisegnato con l’aiuto di un architetto e ampliato fino agli attuali 210 mq con due obiettivi: abitarci tutto l’anno e recuperare l’anima dell’architettura rurale basca, con intonaco bianco e serramenti rossi».
Le scelte fatte:
Virginie ha voluto un living open space affacciato sul giardino su due lati, con finestre per far correre la luce e sentirsi immersi nel verde.
Il tocco di stile:
Ispirata al tradizionale rosso basco, la palette cromatica declina una serie di tonalità calde, dal rosa al marrone, passando per il bordeaux e il terracotta. E gli arredi aggiungono un tocco etnico da copiare!