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Un libro celebra i trent’anni del FuoriSalone

La lettura ideale per ingannare l'attesa della prossima Milano Design Week (7-12 giugno): il libro dedicato ai 30 anni del FuoriSalone, con oltre 500 pagine, 1000 immagini  e i progetti di più di 2500 personaggi.

Il volume XXX-Y 30 anni di FuoriSalone (edito da Electa per Interni) ripercorre tutta la storia del grande evento milanese.

Nel 1990 la rivista Interni ha organizzato, in concomitanza con il Salone del Mobile, il primo FuoriSalone, che all'epoca si chiamava “Milano Designer’s Week”: un evento fortunato, che anno dopo anno si è sviluppato fino all'esplosione dei distretti, che hanno diffuso il design su tutto il territorio cittadino, diventando un punto di riferimento anche a livello internazionale.

Il libro si apre con un testo di Gilda Bojardi, direttore di Interni, e di quattro noti critici del design (Li Edelkoort, Paolo Ferrarini, Beppe Finessi e Deyan Sudjic).

Il cuore del volume è rappresentato dalla rassegna degli eventi realizzati in 30 anni, organizzati per decennio e in ordine cronologico. La sezione è arricchita da oltre mille immagini recuperate dagli archivi della rivista Interni e da una serie di ricordi personali e aneddoti di circa cinquanta personaggi selezionati tra quelli che hanno maggiormente contribuito alla storia della manifestazione: ci sono gli ideatori di grandi eventi che hanno gettato le basi del FuoriSalone, come Giulio Cappellini, Paolo Pallucco, Patrizia Moroso, così come i progettisti che hanno realizzato installazioni indimenticabili (Ron Arad, Paola Navone, Jacopo Foggini, Fabio Novembre, Michele De Lucchi, Antonio Citterio e Patricia Urquiola, solo per citarne alcuni) e i tanti galleristi e curatori che hanno segnato l'evoluzione del fenomeno a livello urbano (come Gisella Borioli, Rossana Orlandi, Antonia Jannone e Carla Sozzani).

Cabina armadio

Cabine armadio: 4 tipologie di strutture per ricavare una vera stanza

Grazie ai nuovi sistemi super versatili, oggi per la cabina armadio si creano soluzioni praticamente tailor made che si adattano al centimetro e si possono personalizzare.

Ecco 4 tipologie di strutture per ricavare una vera stanza guardaroba adattabile ai tuoi spazi attuali e pronta per esigenze future!

Con montanti

La struttura è formata da profili metallici che, fissati a terra e a soffitto o muro, reggono l’attrezzatura. Il sistema Antis di Alf DaFrè ha montanti a parete verniciati Moka Shine completati da mensole, contenitori, cassetti e tubo appendiabiti. I montanti consentono anche di attrezzare la cabina anche con praticissime cassettiere su ruote.

L’attrezzatura si posiziona lungo i profili all’altezza desiderata e con i montanti a soffitto, la cabina si sistema anche a centro stanza. È iperflessibile perché la struttura portante priva di fianchi si adatta anche a pareti e pavimenti irregolari e, all’occorrenza, si smonta facilmente per riadattarla in contesti diversi.

A spalla portante

Ha la struttura simile a quella di un armadio tradizionale, quindi con fianchi, tramezzi, top e schienale, ma è senza le ante perché pensato come interno di una cabina. Un esempio è la composizione NC402 di Moretti Compact, in nobilitato Quarzo e laccato Flora.

A boiserie

La struttura è composta da uno schienale a pannelli e da profili di sostegno metallici, detti cremagliere, ai quali si aggancia l’attrezzatura. La cabina Flexy di Zalf, ad esempio, ha lo schienale in pannelli Cretto Cashmere e reggimensole brunito. Puoi fissarla su pareti in muratura o, su conferma di un tecnico, su muri in cartongesso rinforzato. Attrezzata senza suddivisioni, può essere riadattata a spazi nuovi, anche se smontarla può risultare impegnativo.

Freestanding

La struttura composta da moduli componibili autoportanti e dotabili di ante ti permette di comporre mini (o maxi) guardaroba. Square di Febal Casa, in nobilitato Eucalipto, ha il telaio in finitura Carbon Grey. Abbinando moduli diversi puoi creare una cabina lineare o ad angolo.

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Cabina armadio

Le misure per realizzare la cabina armadio

Idee per la tavola

Candy style: la merenda si veste di rosa

Anche a tavola, uscire dalla comfort zone dei neutri si può: il colore pop fa vibrare le emozioni!

Una delle cose che ci piacciono delle tavole che Marianna De Gregorio  condivide sul suo profilo Instagram è l’uso che fa del colore: «La differenza tra una mise en place anonima e una che cattura il cuore regalandoti un’emozione risiede nel suo carattere. E il colore è il mezzo più immediato per esprimerlo: è linguaggio, materia e non dettaglio» dice. Nel suo tè delle 5, allestito su un tavolino, ogni commensale ha a disposizione una ciotolina con piccole sculture di zucchero. Le zucche? Sono vere, ridipinte di bianco e decorate con un ‘tuppo’ di velluto.

I consigli di Marianna De Gregorio

  • Osa con il colore. È un’epoca in cui si parla molto di estetica del cibo ed è fondamentale che i piatti vengano serviti su un tavola armoniosa, curata e - perché no? – anche molto colorata che è già un godimento dei sensi.
  • Parti da un elemento che abbia un colore forte: che si tratti di un runner, un sottopiatto, un tovagliolo o una composizione di fiori, seguilo negli accostamenti cromatici. Qui si parte dal packaging delle tavolette di cioccolato.
  • Segui la stagionalità dei colori. Per esempio, il bordeaux è tipicamente invernale, il turchese estivo. Evita di mixarli, per quanto il mix&match sia vincente.
  • Accessori extra. Anche il tappeto può prestarsi al gioco cromatico. Bello, no?
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Come scegliere le tazze per la merenda

Complementi d'arredo

Tessili a raggi X: di cosa sono fatti e come sceglierli

Non basta dire lenzuolo, trapunta, piumino, asciugamano: quello che distingue i tessili per la casa sono materie prime e trattamenti. Dal percalle alla flanella, dal cotone vegano al raso, ecco la nostra guida!

Trapunte, piumini e plaid

  • Piumino d’oca: l’imbottitura in questo materiale è ideale per chi è allergico (in particolare alla polvere). La trapunta CreArt ha interno al 95% in piumino d’oca bianca e rivestimento in 100% cotone ed è certificata antiacaro [Cinelli].
  • Lana argali: ottima alternativa alla piuma d’oca, la lana di pecora Argali è super soft, offre ottimo isolamento e regolazione dell’umidità. Il piumone Argali è rivestito in 100% cotone [DaunenStep].
  • Velluto: dall’effetto setoso, ha la lavorazione della parte a vista con micro-fili verticali che crea un effetto pelo, chic e cangiante. Fascino, qui in verde, è il plaid in velluto di poliestere [Fazzini].
  • Lana baby alpaca: se sei in cerca di un prodotto naturale, pregiato e ad alto  tasso di calore, scegli una lana fine e brillante come quella dei giovani alpaca come la coperta Atacama Sahara [Somma 1867].
  • Poliestere: morbidezza, calore e praticità sono garantiti da questo materiale che può essere lavorato a effetto velluto cangiante, come su un lato del modello Camelia; l’altro lato è opaco [Bella Vita].

Lenzuola e copripiumini

  • Cotone: formato da fibre naturali, può essere anche di tipo Madapolam, ossia dalla consistenza compatta e liscia prodotta con filati fini che lo rendono pregiato e piacevole come il completo lenzuola Trendy Silouhette con stampa digitale [Gabel1957].
  • Flanella: dedicato ai freddolosi, è un tessuto morbido e caldo dalla superficie uniforme e pelosa; può essere di cotone, lana o un mix dei due. Set lenzuola Regent, qui in toni neutri [Caleffi].
  • Seta: è una fibra naturale di origine animale, ipoallergenica (protegge da acari e batteri), traspirante e capace di regolare la temperatura corporea, quindi perfetta estate e inverno; la texture è liscissima e preziosa. Federa Pura Seta con volant [Via Roma 60].
  • Percalle: è un cotone composto da filati molto fini, lavorati fitti, che creano un effetto soffice e morbido, perfetto in tutte le stagioni. Set Splash stampato e sovrastampato con pasta ecologica di bronzo [Fazzini].
  • Raso: per garantirne l’effetto lucido e luminoso, le fibre di cotone vengono sottoposte a calandratura, ossia il passaggio attraverso un rullo riscaldato e un manicotto di feltro che le comprimono. Set di lenzuola Oscar Mida [Somma1867].

Asciugamani e accappatoi

  • Cotone vegano: la certificazione Vegan garantisce che i prodotti siano privi di ingredienti e additivi di origine animale. La linea Vegan Life è in cotone extra soft e super assorbente [Vossen].
  • Spugna jacquard: con questa lavorazione, si crea un motivo tessuto direttamente nella stoffa e non disegnato o stampato. La spugna, così, rimane soffice, assorbente e mantiene inalterato il colore. Set Fonte [Gabel1957].
  • Spugna di cotone: la sua struttura è costituita da filati di cotone con doppio ordito, con un filo di fondo e un filo riccio: questo dà il classico aspetto tipo velluto, soffice al tocco. Collezione Trendy [Mirabello Carrara].
  • Cotone a nido d’ape: è lavorato con disegno geometrico (che ricorda appunto gli alveari) a righe in rilievo, alternate a incavi incrociati diagonalmente, per un effetto leggero, soffice e assorbente. Accappatoio Polo con cappuccio [Caleffi].
  • Microcotone zero twist: questo filato a bassissima torsione consente all’aria di raggiungere le parti interne, diminuendo il tempo di asciugatura e rendendo il prodotto super soffice. Set viso + ospite Coccola [Fazzini]
Ispirazioni

Una casa d’epoca dallo stile giovane e moderno

Una casa d'epoca ma dallo spirito giovane che adotta la semplicità come stile di vita e inventa una suddivisione degli spazi davvero nuova, con quinte che svelano e schermano al tempo stesso.

Davide ha un forte senso estetico. Per questo fin da subito ha deciso che i dettagli più classici dell’appartamento andavano valorizzati: i soffitti alti, le grandi finestre, le porte a doppio battente e le cementine erano ‘la base’ da cui partire per rendere attuale la casa.

Le scelte fatte

Con l’aiuto dell’architetto Cecilia Avogadro, sono stati rivisti – ma non stravolti – gli spazi: cuore della casa, la zona giorno con cucina... mimetizzata! E anche il grande ingresso è stato mantenuto: un piccolo lusso, oggi.

Il tocco di stile

L’intento era quello di creare un ambiente che desse un’idea di energia e di calore. Pur nel rispetto del mood classico dell’appartamento, si è lavorato molto con il colore, che ravviva e connota porzioni di pareti nei vari ambienti: blu nel living, verde in camera, rosso all’ingresso...

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Characters: le sedie con carattere di Maarten Baas e Walter Van Beirendonck per Lensvelt

Paola Tartaglino

Paola Tartaglino  •  We Make A Pair

Blogger CF Style

120 sedie di Maarten Baas sono state reinterpretate come "personaggi" dotati di un certo humor dallo stilista Walter Van Beirendonck: anche le sedie possono (e devono) avere un'anima

Un'amicizia che li lega da anni e lo stesso gusto per un'ironia giocosa e mai provocatoria: di recente lo stilista belga Walter Van Beirendonck ha personalizzato 120 sedie mod. 101 di Maarten Baas, prodotte da Lensvelt.

I due raccontano che l'idea di umanizzarle è arrivata subito: la sedia mod. 101 è caratterizzata da uno schienale imbottito, dalla forma irregolare, e decorato con due bottoni che sembrano occhi. È dunque bastato aggiungere delle curiose parrucche realizzate in mohair, che sottolineano il legame dello stilista con la sua arte.

Le sedie sono state pensate anche come una celebrazione della diversità, come spiega bene Walter Van Beirendonck:

La diversità è un tema importante in questo momento. Il fatto che sei bravo così come sei. Ci sono sedie bianche e sedie nere e di tutte le sfumature. Giovani, vecchie, allegre, arrabbiate. Dobbiamo celebrare queste differenze, non nasconderle. Sui braccioli ci sono parole come Love [amore] and Hold [abbracciare]. Ne abbiamo bisogno, soprattutto adesso. E allo stesso tempo, queste sedie mostrano anche il valore dell'esclusività. Che gli oggetti di cui ci circondiamo abbiano una personalità unica, un'anima appunto. In effetti, ciascuna dovrebbe avere un nome.

La cattiva notizia? Pubblicate sul sito di Lensvelt, in pochissimo tempo sono andate a ruba!

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Febbraio 2022: caccia al dettaglio perfetto con CasaFacile

Noi&voi e... il piacere di fotografare, postare e condividere! Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF!

Cerchi un’idea? Ecco la frase d’ispirazione del mese!

C’è una strada breve che è più lunga e una strada lunga che è più breve

C’è una serie su Netflix intitolata ‘Shtisel’: è ambientata in un quartiere di ebrei ortodossi di Gerusalemme, è in ebraico con sottotitoli in italiano, ma cattura in modo ipnotico chiunque sia curioso di capire chi vive interpretando questa religione secolare nella sua versione più tradizionalista.  La frase, pronunciata da un rabbino nell’episodio 7 della terza stagione, dice qualcosa a cui la vita di oggi, in cui crediamo di poter avere tutto subito, ci ha disabituati. Ve la regaliamo insieme al consiglio di vedere ‘Shtisel’.

 

Scarica e stampa la frase del mese. Trasformala in qualcosa di tuo, incorniciala, fotografala e posta su Instagram taggando @casafacile e usando gli hashtag #casafacilestyle #dettaglioperfetto #casafacilepaginapreferita: il tuo post potrà essere pubblicato su CasaFacile. Ci rivediamo in edicola a Marzo 2022!

Ispirazioni

Disegnare pareti con le tende per creare ambienti fluidi e contemporanei

Sono la soluzione scelta da una coppia di creativi per avere ambienti fluidi e nascondere alla vista zone e funzioni. Da chiuse sono quinte dai colori intensi che fanno risaltare il design, da aperte svelano... mondi!

Davide e Hyemin hanno visto una trentina di case prima di trovare quella giusta per loro, a dieci minuti in bicicletta da Torino, nell’area tra il Po e la Dora Riparia dove la natura è sovrana.

Le scelte fatte

La casa, inserita in un contesto degli Anni ’60, era disabitata da anni e con le zone giorno-notte invertite rispetto a ora, ma esposta su tre lati e con tanta luce: la ristrutturazione, eseguita dai proprietari su progetto di PlaC + Hyemin Ro, è stata radicale nel ridisegnare il layout distributivo e nella sostituzione dei materiali.

Il tocco di stile

Il design italiano dei grandi Maestri degli Anni ’60- ’70 si mescola al vintage scandinavo e a sorprendenti soluzioni ideate dai proprietari. Come l’utilizzo delle tende, che creano pareti mobili ‘soft’ in grado di rendere la casa uno spazio fluido, aperto o chiuso a seconda delle esigenze, che filtra o lascia scorrere liberamente la luce dalle vetrate tra i vari ambienti.

Prima & Dopo

Soluzioni facili per un relooking low cost

La sfida: rendere bello e funzionale un appartamento piccolissimo, spendendo in meno possibile! Qui si è lavorato di creatività, con tende e spazi contenitivi ricavati con poco. Le idee sono tutte da copiare!

Ricordate il servizio con la parete di specchi che ampliava visivamente il soggiorno di un sottotetto sul numero di aprile 2021? Era dell’architetto Elisabetta Pincherle che, poi, ci ha inviato quest’altro progetto con il quale ha dato nuova vita e nuovo stile a un monolocale ristrutturato con soluzioni (davvero) low cost ma super efficaci... ovvviamente ce ne siamo innamorati e ve lo proponiamo qui. Lo facciamo perché è un progetto tutto da copiare, e anche per portare avanti il pensiero progettuale di Elisabetta che nel frattempo purtroppo ci ha lasciati. Un piccolo ma sentito omaggio a lei e alla sua famiglia, che sta realizzando un libro sulla sua vita e i suoi progetti attraverso interviste che il ‘nostro’ Giorgio Tartaro sta facendo a chi l’ha conosciuta da vicino. Ce ne ha parlato il suo braccio destro Carlotta De Salvo, che sta completando alcuni dei progetti di Elisabetta.

Before image After image

Le scelte fatte

«Ai lati della porta d’ingresso c’erano un pilastro sporgente, il box dei contatori, lo split dell’aria condizionata» racconta Carlotta «l’idea vincente è stata creare una struttura in cartongesso con montanti ai lati della porta e mensola superiore, che poi abbiamo chiuso con delle tende: ora si ha una zona armadi e una zona ripostiglio. Sulla parete opposta è stata riaperta una finestra, prima murata, per dare più luce e la cucina nuova – anche se più compatta – è più capace di prima».

Il tocco in più

Il bagno è tornato come nuovo con poco: le piastrelle sono state dipinte con uno smalto speciale, i sanitari e il radiatore sono salvaspazio e più pratici.

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In Triennale la ricostruzione di Casa Lana, progetto d’interni di Ettore Sottsass

Un appartamento progettato da Ettore Sottsass è visitabile in Triennale fino al 2023. Colore, legno e linee essenziali: non sembra progettata ieri?

Presso il museo della Triennale di Milano è possibile visitare la ricostruzione di casa Lana, un'abitazione privata progettata da Ettore Sottsass a metà degli Anni Sessanta.

Il nucleo centrale dell'abitazione è stato ricostruito all'interno della sala dedicata all'architetto al primo piano della Triennale. L’allestimento della sala e la sua ricostruzione filologica sono stati oggetto di un importante lavoro collettivo, di un approfondito studio da parte dell’archivio e del laboratorio di restauro di Triennale Milano, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Luca Cipelletti, che ne ha curato l’allestimento nello spazio, e Chrisoph Radl, che ha seguito l’art direction del progetto.

La ricostruzione mostra in particolare la struttura realizzata con pareti in legno: all'interno i divani sono disposti in modo da creare un luogo di soggiorno protetto per chiacchierare e ascoltare musica, mentre lo spazio intorno è organizzato per assolvere a varie attività e funzioni. Gli spazi sono stati ottimizzati, eliminando i corridoi, per creare un luogo privato e sociale al tempo stesso o - per citare le parole di Ettore Sottsass (“Domus”, 1967) - “una piazzetta nella quale si gira e ci si incontra”.

Nel corso dei prossimi mesi, fino al 30 aprile 2023, saranno organizzati, intorno a questo allestimento, mostre ed eventi che mettano in luce diversi aspetti del lavoro e del pensiero di Ettore Sottsass.

E così, fino al 12 giugno è visitabile la mostra "Ettore Sottsass. Struttura e colore", che raccoglie opere pittoriche, disegni, fotografie e oggetti che mettono in evidenza la particolare attenzione del designer alla relazione tra l'uomo, le sue necessità, i suoi riti e lo spazio abitato.

Info: triennale.org