Idee e soluzioni

Appunti per vivere green nella baita danese in stile cottagecore

Seguiteci in Danimarca in questa baita per l'estate, piena di idee di riuso, soluzioni fai-da-te e di materiali che fanno sentire in sintonia con la natura!

Questa casa è nata da... un chiosco per gelati ed è cresciuta con me e la mia famiglia» racconta la garden designer Dorthe Kvist, mentre mostra orgogliosa il suo nido per le vacanze tra i boschi di Odsherred, a nord-ovest di Copenhagen.

La storia comincia più di 20 anni fa, sull’isola di Funen, dove il padre di Dorthe aveva riadattato il chiosco a rifugio estivo. «Quando lui ha deciso di costruire una nuova casa, ho smontato il chiosco per rimontarlo sul terreno di 5.500 mq che avevo acquistato, decisa a trasformarlo nel mio rifugio, con l’aiuto degli amici. Il primo appuntamento con mio marito Jakob è avvenuto qui: il giorno dopo si è presentato con pennello e cacciavite!».

Le scelte fatte

Negli anni l’edificio è stato ampliato fino ai mq attuali, seguendo sempre il filo della sostenibilità e del riuso: persino il minuscolo cottage per gli ospiti è stato costruito con pallets riciclati!. L’ultimo intervento risale a un paio d’anni fa e ha coinvolto la veranda che è diventata l’attuale soggiorno, mentre le facciate e gli spazi esterni sono stati uniformati.

Il tocco di stile

Legno, arredi di famiglia o acquistati nei mercatini. Dorthe ha rivisitato lo stile nordico con il riciclo. A cominciare dalla composizione di finestre vintage sulla facciata: un capolavoro di creatività!

Ispirazioni

Un mix dall’anima semplice per l’ex officina in stile contemporaneo

Nata dalle rovine di una ex officina, questa casa romana si ispira all'architettura spagnola, con patii e giardini interni. Gli arredi? Semplici, tra recupero&design!

È il 2005 quando Flaminia trova questo edificio, un capannone composto da due corpi di fabbrica che ospitano il laboratorio di un fabbro che sta chiudendo l’attività: intuendone le potenzialità, lo compra e affida all’architetto Maria Luisa Russino, di ML Studio, il compito di rifare tutto, dalle fondamento al tetto.

Le scelte fatte

Il primo corpo del capannone ha un tetto a falda in bandoni di plastica, con accesso diretto alla strada, quello posteriore una copertura piana e un’altezza inferiore. L’architetto procede demolendo tutto, in blocco, a eccezione del muro di facciata, ma arretra il nuovo edificio e realizza un giardino nello spazio sorto in mezzo. Per dare luce agli spazi, progetta delle estese vetrate in alluminio anodizzato e un piccolo patio interno comunicante con la cucina.

Il tocco di stile

Dopo i lavori, Flaminia parte per gli Stati Uniti; qui verrà a vivere solo nel 2014, con un vita diversa e una figlia, Serafina, di 9 anni. Ma la casa sarà lo stesso perfetta: la arreda mixando mobili recuperati in famiglia a qualche pezzo di design acquistato oltreoceano, che la nostra stylist Cristina Gigli ha esaltato con tappeti color block e complementi décor!

Ispirazioni

Sicilia: storia di un recupero low cost nella casa d’epoca a Palermo

A Palermo, una casa rinasce dalle rovine di un appartamento incastonato tra le mura di Porta Carini grazie all'intervento di una famiglia di artisti che ama uno stile libero e creativo.

Dopo 20 anni passati in giro per l’Africa, lavorando come agronomo per la FAO, Davide ha scelto di tornare a Palermo con la figlia Isabella Kiki, nella casa che i suoi genitori, gli architetti Umberto e Isabella Signa, hanno acquistato in un palazzo costruito alla fine del Settecento dalla nobiltà siciliana: l’edificio versava in uno stato di degrado e il processo di riqualificazione è partito proprio da qui...

Le scelte fatte

Il restauro ha riportato alla luce i dettagli originali: dai pavimenti maiolicati ai conci di tufo calcareo che appartengono a Porta Carini, le cui decorazioni murarie cingono persino il terrazzo incassato nel suo pilone. Da lì, la vista mozza davvero il fiato!

Piante da giardino

Tutte le stagioni del glicine

Un glicine in fiore a giugno: perché no? Alcune varietà di Wisteria (è il suo nome scientifico) rifioriscono proprio ora e ci regalano i loro colori per tutta l’estate. Altre hanno una fioritura tardiva che inizia a fine maggio.

Vediamo quali sono con l’aiuto di Francesco Vignoli, vivaista tra i massimi esperti di glicine in Italia.

Gli orientali che rifioriscono

Fra i glicini originari di Cina e Giappone sono quattro quelli che, dopo aprile, fioriscono per una seconda volta da giugno in poi: la Wisteria sinensis Prolific; la Wisteria sinensis Amethyst, la Wisteria sinensis Alba e, infine, la Wisteria floribunda Lilac Rose.

Perché la fioritura sia abbondante, il terreno deve essere sempre fresco, cioè leggermente umido. Assolutamente vietato dimenticarsi di annaffiare, o la vegetazione si ferma.

Gli americani 'ritardatari'

Ci sono varietà originarie dell’America che ‘saltano’ la fioritura d’aprile. I loro fiori, più piccoli di quelli orientali e dal profumo speziato, iniziano a sbocciare a fine maggio. Si fermano con il grande caldo e, in buone condizioni climatiche (temperature fresche e poco vento), a settembre rifioriscono un po’. Si tratta della Wisteria frutescens Amethyst Fall, la Wisteria frutescens Longwood Purple e la Wisteria frutescens Nivea.

Non sono indicate per i pergolati, ma si adattano bene in vaso e sono perfette
per le spalliere o per coprire una parete.

Il ‘parente’ del glicine

Si chiama Milletia satsuma o glicine rosso o anche glicine estivo ed è la regina delle fioriture estive con i suoi petali rosso violacei, ma... non è un vero glicine.

Un tempo faceva parte della famiglia, poi ne è stato escluso per alcune caratteristiche che lo differenziano, in primis il fatto di fiorire sulla punta del ramo e non lungo il ramo come la Wisteria. La sua fioritura dura tutta l’estate e si prolunga in autunno (addirittura a dicembre!) se il clima è mite: ma il il freddo gli è nemico.

Il consiglio in più. Quando acquisti un glicine, controlla che ci sia l’etichetta, che deve riportare: il nome botanico, eventualmente quello volgare, eventuali sinonimi e alcune concise informazioni. Solo così puoi avere la certezza della sua varietà.

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Come coltivare e prendersi cura del glicine

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Tutti pronti per la stagione del glicine

Soggiorno

Come arredare la sala da pranzo in stile eclettico

Non sempre è facile creare un mix (riuscito!) di vintage e moderno in sala da pranzo. Ecco i nostri consigli, a partire dagli ingredienti di base!

Il segreto? Prima di tutto, parti dal pezzo importante, come il tavolo scultoreo, che sarà il vero protagonista dell'ambiente.

Poi crea un mix equilibrato di arredi e complementi in colori chiari e naturali, con linee retrò e dettagli dorati; quindi scalda l'ambiente con qualche pianta sullo sfondo e usa un po' di colore con un grande tappeto.

E, infine, sorprendi con il maxi chandelier di cristalli!

L'idea in più: in una casa storica dipingi il soffitto alto della sala da pranzo in rosso per sottolinearne l’importanza.

Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!

  • Marmo bianco per il tavolo Universe [Bontempi Casa]
  • Sedie Penelope [Bontempi Casa]
  • Classico il lampadario con gocce Amadeus [Ideal Lux]
  • Artigianale la vetrina Mira, in legno di mango [Loberon]
  • Fotografico il poster in b&n [Desenio]
  • Handmade la sedia Parigina [Fratelli Levaggi]
  • Ceramica per il vaso femminile [Zanetti Home]
  • Mood etnico per il tappeto Maquis [Ligne Roset]
  • In ceramica le piante Cactus [Arcucci]
  • Da interno la pianta Kenzia [Lezio]
  • Harmony è il kit di oli profumati al limone e arancio, con portaessenze Alessi [Lakshmi]
  • Rivestimento effetto cementine in grès porcellanato Miami [CIR]
  • Pittura Alpha Unidecor BL Satin colore B6.50.40 [Sikkens]
  • Parquet multistrato della coll. Legni del Doge in doussié oliato [Itlas]
News

Un gioco analogico fuori e tecnologico dentro, per sviluppare l’immaginazione dei bambini

Una missione: allontanare per un po’ i bambini da smartphone e tablet.

È ciò che si propone La Fabbrica delle Storie di Lunii: un dispositivo ricaricabile senza batterie, né schermo né onde elettromagnetiche che somiglia a una radiolina Anni ’80, per ascoltare centinaia di storie interattive in 8 lingue.

Un look retrò, ma un'anima super tecnologica: La Fabbrica delle Storie permette infatti ai bambini di scegliere gli elementi che compongono le storie (girando la manopola) e ascoltare così una storia sempre nuova, che nasce proprio dagli elementi scelti.

Questo gioco è adatto a partire dal 3 anni, per sviluppare l'immaginazione dei bambini e il gusto per la lettura e la narrazione, attraverso straordinarie avventure audio.

News

Qeeboo presenta le novità e inaugura il suo primo negozio monomarca

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

In occasione del Salone del Mobile 2022, Qeeboo inaugura il suo primo negozio monomarca.

Cinque vetrine al civico 27 di via Crocefisso a Milano, in cui immergersi totalmente nei prodotti iconici del brand creato da Stefano Giovannoni e scoprire un mondo super colorato e sgargiante, fatto di prodotti concepiti per popolare ambienti sia pubblici che privati.

Tra le novità di Qeeboo, la collaborazione con Ron Arad dà vita a una delle sue iconiche creazioni, la poltrona Don't F**k with the Mouse, in due versioni per uso sia esterno che interno.

L'artista e designer Marco Oggian rende omaggio ai mostri e alle creature che rendono il mondo meraviglioso attraverso una nuova gamma di oggetti che varia da tappeti sagomati e vasi in ceramica a cuscini e zerbini eccentrici, caratterizzati da colori vivaci e forme geometriche.

Stefano Giovannoni, presenta il nuovo tavolino colorato Paki dove un elefantino sostiene il piano d’appoggio con la proboscide e gli Sweet Brothers variante dei Golden Brothers dai toni soft-touch.

Non mancano la poltrona Ribbon Armchair disegnata da Nika Zupanc, poltrona e divano asimmetrico Primitive di Studio Nucleo e la Lampada Mabelle M di Marcel Wanders.

In edicola

CasaFacile di giugno 2022: l’editoriale del direttore

Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 4 giugno 2022!

Quando su Instagram postiamo case con pareti vetrate, cucine con ripiani a giorno, librerie, tende, tappeti, casette delle bambole, arrivano puntuali commenti tipo: “E poi chi lo pulisce?” oppure “Bello, ma io penso subito alla polvere”. A me l’idea che davanti a foto che fanno sognare a qualcuno venga in mente la polvere, fa pensare a quando decidemmo di indebitarci fino al collo per comprare casa e poi di avere un secondo figlio, con il primo di pochi mesi, e senza nonni che abitassero nei paraggi.

Sapevamo che stavamo incasinando enormemente le nostre vite già sature per il lavoro, che per un po’ saremmo arrivati a fatica a fine mese con due asili nido da pagare, che avremmo corso di più, faticato di più, dormito di meno. Ogni volta che scegliamo di buttare il cuore oltre l’ostacolo, nella nostra vita aumenta la ‘Polvere’: si moltiplicano le necessità di far fronte a ‘sporco’ e ‘disordine’, si fatica di più, si rischia, a volte si teme di non farcela. Ma è impagabile ciò che si guadagna.

Allo stesso modo, fuori di metafora, la Polvere non ha mai rovinato il mio entusiasmo per la casa e per certe scelte di arredo (che poi i tappeti si aspirano, le tende si lavano, le vetrate se non ci metti le dita basta poco a tenerle pulite e... la polvere si deposita anche su una casa vuota). Già vi sento: “Di sicuro hai qualcuno che ti toglie la polvere”. La risposta è no, la tolgo io: senza ossessione, con imperfetta dedizione e con una punta di perverso piacere. Non so se capiti anche a voi, pulire ha il potere di fermare i miei pensieri e concentrarli sullo sporco, che è “un problema felice” perché ha un rimedio semplice. E quando con un coltellino avvolto nello straccio percorro fessure e intercapedini, ho l’illusione che persino la perfezione sia a portata di mano!

Ma poi lo sporco ritorna, direte voi. Appunto. È come i giorni e le stagioni: qualcosa che si ripropone in modo rituale perché possiamo occuparcene. Ci tiene immersi nel dover fare e tornare a rifare da capo, che è l’ineluttabile destino del nostro quotidiano, faticoso ma anche bello e rassicurante. E allora a chi davanti a un sogno si ferma per paura della polvere mi viene da dire: non pensarci, non lasciarti bloccare, buttati! La Polvere, reale e metaforica, in fondo non è che un accettabile prezzo per tutte le cose belle della vita.

[Francesca Magni]

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Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF! Fotografa un angolo che consideri particolarmente riuscito. E se non ne hai ancora uno, crealo. Cerchi un’idea? Puoi ritagliare, incorniciare e ambientare la frase che trovi a pag. 206 del nuovo CasaFacile in edicola dal 4 giugno 2022.

Ti chiediamo solo di liberare la fantasia e scattare. Poi posta la tua foto su Instagram con gli hashtag #casafacilestyle e #dettaglioperfetto e tieni d’occhio il profilo @casafacile: la tua casa potrebbe essere scelta per comparire lì e... anche sulle pagine del giornale.

Ristrutturare per vendere: quando servono architetto e home stager

Spesso si fa fatica a vendere un appartamento perché i possibili acquirenti non riescono a valutarne le potenzialità. Ma se alla ristrutturazione abbini l'home staging, aiuti chi compra a immaginare, e dai più valore alla casa.

Si decide di vendere un vecchio appartamento ma la distribuzione è poco funzionale, con impianti e finiture vetusti: come renderlo appetibile per non svenderlo?

Il proprietario ha chiamato l’architetto CF style Caterina Scamardella, che oltre alla ristrutturazione offre, se serve, un servizio di home staging (con la collega Daniela Scovotto).

La soluzione

Il condominio è in un quartiere verde e family friendly: il target di vendita, quindi, è una coppia giovane con uno/due bimbi piccoli. La casa aveva un ingresso centrale: su un lato cucina e camera padronale, sull’altro un mini studio e il grande soggiorno; in fondo, il bagno. Si vogliono ricavare due camere, ridistribuire gli ambienti e ottenere anche un ripostiglio e la lavanderia. La ristrutturazione ha accorpato le ex camera e la cucina rendendole un unico grande living con affaccio a Sud-Est, la zona notte con le due camere è organizzata dove c’erano soggiorno e studio, il bagno viene rifatto, nell’antibagno c’è la lavanderia e tra cameretta e ingresso il ripostiglio. A terra, è posato un grès effetto legno, alcune pareti sono dipinte in verde per creare una connessione con l’esterno.

Finita la ristrutturazione è stato creato un allestimento con pezzi veri (complementi, luci, tessili), più elementi modulari in cartone ondulato bianco a simulare letti, cucina, tavolo e divano. Questo consente ai visitatori di percepire gli spazi e la disposizione dei mobili in modo efficace, per aiutarli nell’acquisto.

BUDGET*

  • Demolizioni pareti, pavimenti e rivestimenti €2.000
  • Costruzioni tramezzi e sottofondi più rappezzi €3.000
  • Controsoffittature €2.000
  • Realizzazione intonaci e tinteggiature €5.000
  • Realizzazione nuovi impianti elettrico e idrosanitario €7.000
  • Fornitura e posa pavimenti e rivestimenti €4.000
  • Fornitura e posa nuovi infissi €9.000
  • Home staging: progetto e allestimento con elementi e arredi in comodato d’uso €2.000

Totale (iva esclusa) €34.000

 

*il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova in provincia di Novara.

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Progetti degli architetti

Vendere casa con l’home staging

Giardinaggio

Orti urbani: i progetti nelle principali città in Italia

Daisy Romaniello

Daisy Romaniello  •  A Tiny Travel Story

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Luoghi per stare a contatto con la natura, riscoprire una alimentazione sana e prendersi cura delle città, gli orti urbani stanno crescendo in Italia. Scopriamo i principali.

Sottratti all'abbandono e alla speculazione edilizia, gli orti urbani e i giardini condivisi stanno crescendo negli ultimi anni, in particolare dopo la pandemia, come luoghi di comunità ma anche come strumento di rigenerazione urbana e innovazione sociale.

Nati in Italia negli spazi di verde pubblico durante la Seconda Guerra Mondiale, sono oggi diventati luoghi per stare a contatto con la natura, riscoprire una alimentazione sana e prendersi cura della propria città creando relazioni.

Per avere un lotto ad un prezzo simbolico, occorre presentare domanda nel proprio comune per l’assegnazione, oppure aderire ad associazioni o cooperative che hanno già degli appezzamenti in gestione.

Scopriamo alcuni progetti nelle principali città italiane.

Torino

Orti Metropolitani (Or.Me.) è la rete di orti, cascine, associazioni e cooperative che sostengono l’agricoltura urbana a Torino e nella sua area metropolitana.

Tra tutti, Orti Generali è un’associazione che mette a disposizione 150 appezzamenti più un polo didattico sui temi dell’agricoltura sostenibile, mentre nel quartiere di Barriera di Milano, OrtoAlto Ozanam è il progetto pilota di OrtiAlti sul tetto di uno degli edifici di Casa Ozanam, ex industria oggi foresteria per studenti e lavoratori, che ospita numerose attività condotte da associazioni e cooperative sociali, tra cui un ristorante che utilizza vegetali coltivati a “cm 0”.

Milano

Milano è uno dei maggiori esempi di coltivazione urbana con il Parco Agricolo Sud, che comprende aree agricole e forestali per un totale di 47 mila ettari, e gli oltre 2000 orti urbani e giardini condivisi presenti in città, assegnati dal Comune di Milano a privati e associazioni tramite un bando.

Il più grande è il Giardino San Faustino a Lambrate, parco condiviso di 18 mila metri quadri di proprietà dell’Università Statale di Milano. Altro progetto di interesse è il Giardino degli Aromi, nel parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini ad Affori, dove viene portato avanti un progetto di reinserimento sociale di persone svantaggiate attraverso la coltivazione di piante aromatiche e medicinali.

Bologna

Anche a Bologna ci sono molti orti urbani, tra cui, nella zona di Borgo Panigale ha sede Arvaia, la prima e maggiore Comunità che Supporta l'Agricoltura in Italia, con 500 soci e 35 ettari di campi coltivati con metodo biologico. Nei Giardini Margherita si trova inoltre Le Serre dei Giardini, dove oltre ad un laboratorio artistico, un servizio educativo, un coworking e un bistrot, c’è un orto gestito da un gruppo di cittadini che sperimentano un modello di coltivazione sostenibile e innovativa.

Firenze

Una delle iniziative più note a Firenze è Orti dipinti, che prende il nome dal borgo Pinti in cui si trova. Qui, su un’ex pista di atletica, sorge un orto condiviso didattico che è anche market e libreria, nato da un’idea dell’architetto Giacomo Salizzoni, con all’attivo collaborazioni e sponsorizzazioni con diverse aziende fiorentine.

Roma

A Roma ci sono oltre 150 orti urbani e giardini condivisi, mappati da Zappata Romana, associazione che condivide buone pratiche e monitora i progetti in città, come ad esempio gli orti della Garbatella e quelli delle Tre Fontane. Sul sito del comune è disponibile la modulistica per ottenere l’assegnazione di un lotto.

Napoli

Anche a Napoli si stanno diffondendo gli orti urbani, a partire dal primo, nella zona dello Scudillo, all'interno del Parco delle Colline di Napoli, cui, in poco tempo sono seguite altre sperimentazioni, nel Vomero in via San Domenico e in via Cilea, a Chiaiano, dove sono stati piantati ulivi, rosmarini, mirto, siepi di lauro e ciliegi, e a Ponticelli, il più recente orto, in cui gruppi di cittadini si sono dati alla coltivazione di cavoli e broccoli.

Palermo

Nata nel 2014, gli Orti delle Fate è un’associazione con oltre 300 privati cittadini uniti dalla passione per la campagna e il mangiare sano, che negli anni hanno ridato vita a diversi terreni abbandonati intorno a Palermo per realizzare delle coltivazioni biologiche. Altra realtà coeva è Orto Capovolto, una cooperativa sociale che attraverso il verde commestibile mira a cambiare il volto della città, e oltre a occuparsi di pianificazione di orti urbani, sviluppa progetti di educazione alimentare e ambientale.