Decorare le pareti con il ‘trittico minimalista’ fai-da-te
Dalila Libutti
Cartoncini colorati, colla stick, righello, matita e forbici: ecco tutto quello che ti serve per creare in pochi minuti un trittico minimalista unico e personale.
Ami il minimalismo ma non vuoi rinunciare a decorare le tue pareti? Scopri come realizzare un trittico minimal con la tecnica del collage.
Lo ammetto: ultimamente il minimalismo è la mia ossessione e da qualche tempo cercavo dei quadri per decorare le pareti della mia stanza, senza però appesantire l’equilibrio d’insieme, che sfrutta pochi arredi essenziali.
Così, mi è venuta un’idea: realizzare un trittico, esattamente come lo immaginavo nella mia testa, sfruttando una tecnica semplicissima come quella del collage. Il tocco in più l’ho dato dipingendo alcuni rettangoli di cartone con dell’acrilico blu – il mio colore preferito – ma nulla vieta di utilizzare solo cartoncini già colorati.
Occorrente
- 8 cartoncini colorati (2 per colore)
- righello
- matita
- gomma
- tempera e pennello (opzionali)
- cornici
Procedimento
- Iniziate scegliendo cartoncini di quattro colori diversi (almeno due per colore) che stiano bene accostati. Io ho acquistato quelli per acquerello, che hanno una grana differente su ogni lato e nei colori pastello, molto rilassanti.
- Identificate i tre colori da utilizzare come sfondo dei vostri quadri: tenete un foglio per ciascun colore da parte e utilizzate l’altro per ritagliare due rettangoli di dimensioni molto diverse fra loro. Il righello vi aiuterà a realizzare forme più precise, ma non siate troppo severi se qualche figura non sarà esattamente perfetta!
- Ritagliate poi altri tre rettangoli di dimensioni diverse sfruttando il cartoncino del quarto colore, che non utilizzerete come sfondo.
Decora la casa con le foglie autunnali
Decora le pareti con la Wall Art
Chalet in stile nordico: prendi ispirazione per il tuo soggiorno
Ed ecco i miei must have per un perfetto chalet in stile nordico!
Lo chalet di montagna è il luogo che per eccellenza ricorda le vacanze invernali, un rifugio ideale immerso in un paesaggio innevato, dove ci si può concedere di rallentare il ritmo ed assaporare la lentezza dei gesti quotidiani. In vacanza, si sa, la comodità è un piccolo lusso che si desidera sopra ogni cosa, ma anche l’occhio vuole la sua parte ed aiuta a percepire meglio il senso di relax del tuo soggiorno.
Se possiedi una seconda casa in montagna e ti piacerebbe creare lo stile nordico 'caldo' di un moderno chalet, puoi seguire i miei consigli per realizzarlo in poche mosse!
Per smorzare l’effetto 'tutto legno' dell’arredo e dei rivestimenti punta su una palette neutra dei bianchi caldi e dei grigi. Scegli complementi tessili e decorazioni in nuance e non dimenticarti di profumi, suoni, sapori e texture che ti aiuteranno a cogliere la giusta atmosfera con tutti i cinque sensi!
Rendi morbide le tue sedute con il cuscino in pelle di pecora tibetana di Le Repére des Bellettes. In grigio la tipica sedia danese (qui il modello J110) in legno disegnata negli anni Cinquanta e oggi riprodotta dal brand danese HAY. Il tappeto è rigorosamente in lana, morbido e “tattile” grazie alla lavorazione che ricorda i ciottoli di mare (di Muuto). Non mancano i cuscini in lana come Dot di Brita Sweden e la pelle di pecora da adagiare sul divano, in questo caso color champagne e prodotta da Shepherd. In legno e vetro soffiato la lampada Milk di &tradition, disegnata dallo studio danese Norm Architects, che si è ispirato al tradizionale sgabello a tre gambe usato per mungere le mucche nelle stalle.
Per un caldo relax sul divano è perfetta il plaid in lana Vinga di Klippan. Per la musica? È perfetto lo speaker wireless Oslo di Vifa, rivestito in tessuto personalizzato di Kvadrat. Il cestino in betulla con manico in pelle è il modello Lastu di Verso Design, perfetto in cucina per i frutti di stagione o in soggiorno per raccogliere riviste o altri accessori. La borsa in feltro sintetico Meno di Iittala è ideale per contenere cuscini, coperte o altri accessori nel soggiorno o in una camera da letto. A forma di casetta in legno il portacandele in legno naturale di Smallable Home. Infine per profumare la stanza con una fragranza che sa di inverno ti consiglio la candela candida SNÖ di Skandinavisk. Il sentore di bacche profumati e legni congelati trasporta immediatamente nelle innevate foreste della Scandinavia e la luce della candela spezza il buio del lungo inverno freddo.
Stile nordico: la pelle di pecora
Il soggiorno in stile nordico
Vesti il letto con i copripiumini rigati
Grazia Ciletta
Scopri i sacchi copripiumino in cotone che abbiamo selezionato per la tua camera da letto
Perché scegliere una classica trapunta quando puoi cambiare d’abito alla tua camera da letto tutte le volte che vuoi?
Oltre a ragioni di estetica, ci sono numerosi pro nello scegliere un copripiumino. È pratico, è più igienico di una coperta (perché puoi lavare il sacco tutte le volte che vuoi in lavatrice, come fossero delle semplici lenzuola) ed è divertente giocare con gli abbinamenti! Vesti a righe la tua camera da letto con la nostra selezione di copripiumini.
LED, completo copripiumino di Fazzini
È in percalle di puro cotone 80 fili, tinto e sovrastampato. I colori richiamano quelli delle onde del mare, per portare un po’ d’estate in casa anche durante il periodo più freddo!
ORIZZONTE, completo copripiumino DI Gabel
Questo sacco copripiumino in puro cotone (certificato Oeko-Tex) è disponibile in due versioni di colore: grigio e beige, nuances che trasmettono subito una sensazione di relax.
Copripiumino di Coin Casa
Il dettaglio perfetto: questo copripiumino ha un effetto cucitura ed è in cotone percalle jacquard.
NYPONROS completo copripiumino di Ikea
Sottili righe bianche e grigie compongono questo copripiumino in 100% cotone. Il tessuto è realizzato colorando i fili prima della tessitura. Il risultato? Una morbidezza unica! Sia i cuscini, che il copripiumino sono tenuti fermi grazie a dei bottoncini rivestiti in tessuto.
KENT, completo copripiumino di Caleffi
Ha una caratteristica smart: la doppia patella che ti permette di ancorarlo al materasso. E’ in tessuto di cotone ed è disponibile in varie taglie: letto singolo, piazza e mezza e matrimoniale.
Le blogger di CasaFacile si tuffano tra le piume DaunenStep
Crea una base neutra per giocare con i colori: i consigli della blogger
Cozy & Hygge, l’amante del relax sul divano
Giulia Amoruso
Il protagonista della puntata di oggi è molto meglio di Batman, Iron Man e tutta la squadra degli Avengers messa insieme...
Un supereroe? Molto di più.
Un dio? Nah.
Un modello di Givenchy? Ma per favore.
Stiamo parlando di un ibrido potentissimo.
Metà uomo, metà pantofola.
Lui è il paladino del divano, il combattente che veste sempre in pigiama.
No, lui non parteciperà al vostro aperitivo sulla terrazza panoramica.
Non verrà con voi a fare kite il sabato pomeriggio.
Non porterà la fidanzata alla pizzata con le compagne di zumba e senza ombra di dubbio non uscirà MAI per andare all’Esselunga a comprarvi la quinoa.
Questo straordinario esemplare di Iacentem hominem (uomo sdraiato / uomo che giace sul divano, tutto il giorno, senza ritegno) ha colonizzato il salotto, legittimato l’uso della pantofola come unica calzatura possibile e ha incoronato il suo Philips 55PUS6523 come unico sovrano della Terra di Divanasgard.
Single “per scelta”, l’unica relazione stabile che ha intrapreso fino ad ora è quella con Google Home e Chromecast Ultra.
I suoi superpoteri prevedono inoltre il pieno controllo sulle luci della casa con la sola forza del pensiero (o, visto che siamo un po’ scettici sulle sue capacità, con Lifx).
La sua fortezza è un divano Vitra modulare disegnato da Jasper Morrison, e tutto ciò che lo circonda è la perfetta incarnazione del significato di cozy e hygge. Se avrete la (s)fortuna di passare una notte con lui lo sentirete ripetere queste parole nel sonno, come un mantra, mentre abbraccia a cucchiaino il suo telecomando universale.
Cozy e Hygge dunque!
Montagne di cuscini, coperte di lana morbidissima lavorate a mano dalla nonna (unico legame rimasto con il mondo esterno), un cucciolo di Teacup Pomeranian dalla morbidosità quasi vergognosa (no, non ci è dato sapere chi lo porti fuori) e un profumo costante di torta di mele e cannella appena sfornata (no, non ci è dato sapere chi sforni la torta. O forse…ok ricerca Google).
Se avete in programma di invitarlo fuori per uno spritz, sappiate che sarà un’impresa impossibile.
Su Netflix è uscito Tidying Up with Marie Kondo e lui, probabilmente, è immerso nella più impegnativa delle maratone con addosso uno di questi...
La dormigliona e la sua camera da letto
La patita di serie tv e i suoi arredi fondamentali
Cementine, design anni ’50 e arredi su misura caratterizzano CasaBASE a Milano
Elena Ceppi
BASE Milano, il poliedrico Creative Hub ricavato da un ex contesto industriale, ci fa entrare nella sua foresteria/residenza d'artista, dove prende vita un nuovo format di ospitalità.
Se state programmando un week end a Milano e volete vivere un'esperienza creativa e stimolante a 360 gradi, casaBASE è quello che fa per voi.
Dieci stanze, doppie o quadruple, situate al primo piano dell'edificio di BASE Milano, progetto milanese di riqualificazione di spazi industriali, il cui obiettivo è quello di creare luoghi di aggregazione culturale e sociale. Vi ritroverete ad alloggiare in un contesto fortemente contaminato da diverse forme espressive: arte, design, cultura e musica qui convivono e si influenzano a vicenda.
Il lungo corridoio sul quale si affacciano le stanze è caratterizzato da una fila di lampade a parete che si riflettono sul meraviglioso pavimento in cementine esagonali rosse, bianche e grigie provenienti da antiche fabbriche siciliane.
L'arredamento delle stanze e della sala comune messa a disposizione degli ospiti, è un vivace mix di pezzi vintage e contemporanei. L'atmosfera rétro della sala comune, con una piccola cucina e zona lettura, si ritrova in parte anche nelle stanze che sono impreziosite da arredi degli anni 50 e 60 e da alcuni pezzi di design Vitra (grazie ad una partnership con il brand).
Accanto al design iconico troverete anche elementi appositamente disegnati per BASE e realizzati artigianalmente da designer italiani come Leftover e Mezzo Atelier (letti singoli, doppi e a castello, panche, scrivanie...). Per le pareti, diverse in ogni stanza, sono state scelte pitture dai toni profondi e polverosi.
Lo stile di casaBASE?
Pezzi vintage mescolati ad elementi di fattura artigianale, il tutto inserito in un contesto dal carattere industriale, il set perfetto per chi vuole fare il pieno di stile!
6 cose che devi sapere sulle cementine
Pavimenti: recuperare le cementine d’epoca
Come realizzare un vassoio in legno fai-da-te
Martina Zonno • Ispirando
Blogger CF Style
Sarà più piacevole fare colazione a letto con questo elegante vassoio fai da te in legno!
Il legno è un materiale versatile e facile da trattare per creare fantastiche idee, anche senza essere esperti del fai da te. Oggi ti mostrerò come utilizzare una semplice asse di legno tagliata su misura per creare un utilissimo vassoio fai da te. Un vassoio ispirato alle tonalità scandinave e allo stile minimal; perfetto per servire la colazione a letto!
Occorrente
- Trapano
- Nastro adesivo di carta
- Asse di legno 40cm x 15cm circa
- Due maniglie da avvitare
- Vernice spray
- Cacciavite
- Spray protettivo per legno
- Righello
- Matita
- Fogli di giornale
Come si fa
- Individua la posizione in cui andranno posizionate le maniglie sul vassoio.
- Utilizzando righello e matita, traccia i punti in cui forare e procedi con il trapano.
- Dividi l’asse di legno in due parti, applicando diagonalmente il nastro adesivo di carta.
- Posiziona l’asse di legno su alcuni fogli di giornale in un luogo aerato e spruzza la vernice spray sopra la parte non ricoperta dal nastro adesivo di carta. Se necessario fai un’ulteriore passata di vernice spray e lascia asciugare per il tempo necessario. Elimina il nastro adesivo di carta dall’asse di legno.
- Ricopri la superficie del vassoio con una passata di spray protettivo per il legno per assicurare una durata più lunga della vernice.
- Avvita le maniglie con il cacciavite facendole combaciare sui fori fatti in precedenza.
Il vassoio è pronto, ora devi solo preparare la colazione! Sperimenta creando vassoi di misure differenti, mixando tonalità diverse di colore e maniglie con forme particolari.
Come trasformare una cornice in un vassoio shabby chic
6 fai-da-te con il cuoio per decorare la tavola
Come realizzare una ghirlanda con le bandierine di stoffa
Anna Lisa Secchi
Ecco come realizzare uno o più 'bunting banner' fai-da-te, per decorare la camera dei bambini o per personalizzare gli ambienti di casa.
Il termine inglese 'bunting banner', indicava originariamente un tipo di lana (trattata in modo da renderla impermeabile) che veniva usata dalla marina inglese per le bandiere di segnalazione delle navi reali. Da allora, l'utilizzo di ghirlande realizzate con triangoli di stoffa ha preso piede e sono usate soprattutto per i compleanni, i matrimoni e in altre occasioni speciali.
Si possono usare anche durante i picnic in campagna e i party in giardino e sono molto semplici da realizzare. Potete realizzare la ghirlanda anche in base al vostro stile preferito: country, shabby, nordico e così via, scegliendo tessuti diversi ma coordinati tra loro.
Occorrente
- tessuti fantasia
- stoffa a tinta unita
- forbici
- ago
- filo
- spilli
- fettuccia o sbieco
Procedimento
- Scaricate e stampate il template della bandierina.
- Ritagliate il cartamodello e usatelo per riportare la forma sui tessuti. Potete ingrandire o rimpicciolire la misura a vostro piacimento. Così come potete aumentare o diminuire il numero di bandierine a seconda di dove volete posizionarle. La mia ghirlanda è composto da otto bandierine larghe 17 e lunghe 24 centimetri.
- Tagliate 8 rettangoli di tessuti diversi abbinati tra loro cm 20x27, 8 rettangoli a tinta unita e 8 di imbottitura sottile termo adesiva della stessa misura.
- Unite sul rovescio di un rettangolo di stoffa fantasia un rettangolo di imbottitura, con la parte adesiva rivolta verso il tessuto e stirate. Preparate così tutti e otto i rettangoli.
- Su ogni rettangolo con l'imbottitura sovrapponete un rettangolo a tinta unita, dritto contro dritto.
- Fermate con gli spilli e con l'aiuto del cartamodello disegnate sul retro di ognuno la forma della bandierina.
- Cucite solo due lati, lasciando aperto il margine alto. Ritagliate la stoffa in eccesso, lasciando un margine di circa 0,75 cm sui lati che convergono verso la punta e sulla riga tracciata del lato superiore. Da questo risvoltate i triangoli, stirate e, solo sui due lati che convergono in basso, ripassate la cucitura a circa 2 millimetri dal bordo.
- Prendete una fettuccia o uno sbieco lungo cm 180 centimetri e largo 3 cm. Piegatelo a metà (cm 180x1,5) e stiratela.
- Aprite i due lembi e inserite in mezzo le bandierine (il lato alto lasciato aperto), partendo dal centro e lasciando circa 9 cm tra l'una e l'altra. La vostra ghirlanda è pronta per decorare casa, giardino e i vostri party!
La ghirlanda per le feste!
Come restaurare una roulotte e trasformarla in una bottega itinerante
Laura e Maria Elisa Galeazzo
Gloria Colucci non è una merciaia qualsiasi: oltre a gestire la bottega Ohlala a Manerbio gira l’Italia con la sua Cyndi, la prima merceria al mondo in roulotte!
Gloria ama i colori accesi, la musica rock e l’handmade, ed è riuscita a fondere tutte queste passioni trasformando la merceria di famiglia in una bottega piena di allegria e creatività.
Ma il suo sogno non si è fermato qui: grazie ai social e a un crowfunding di successo, insieme a suo marito Francesco è riuscita a realizzare Cyndi, una merceria itinerante con la quale porta in giro per l’Italia il suo mondo colorato!
L’abbiamo intervistata per conoscere meglio il suo progetto, per farci raccontare i dettagli del restauro della sua Cyndi e per capire come è riuscita a rendere gli spazi ridotti di una roulotte adatti alle esigenze di un negozio.
Parlaci un po’ di te, delle tue passione e di come hai cominciato questo lavoro.
Sono cresciuta a pane e spolette di filo dietro il bancone della merceria di mia nonna! E’ un mestiere che mi ha sempre affascinato, ho imparato a ricamare a punto croce e ad attaccare bottoni ancor prima di saper leggere e scrivere e sapevo che avrei fatto la merciaia sin da bambina!
Ho una grande passione per tutto quello che è creatività e fatto a mano, ma anche per tutto ciò che è colorato e vivace. Tutta la mia attività è collegata da un’altra passione che è la musica: amo il rock e il punk e sono una fan sfegatata anche del pop anni '80. Per questo la pianta che si trova in vetrina si chiama George (Michael), il divano è Sandy (Marton) e la roulotte che ospita la mia merceria itinerante si chiama Cyndi (Lauper).
Come è nata l’idea di una merceria itinerante? Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa avventura?
Ho sempre frequentato mercatini ed eventi (sia come visitatrice che come espositore) e mi piace viaggiare. Non ho mai concepito la mia attività solo dentro le quattro mura della mia bottega e ho sempre sognato di muovermi con tutti i miei gomitoli e i miei tessuti. All’inizio ho fprovato con i classici banchetti ma non rendeva l’idea: troppo poco spazio, poco organizzato, pochi prodotti.
In un brainstorming di idee con Francesco, mio marito, lancio la grande sfida: trasformare una roulotte in un negozio vero e proprio, dove le persone possono salire e acquistare lana, fili, bottoni e tessuti. Ma non avevamo i mezzi. Avevo investito tutto e quel sogno era troppo grande per rimanere ancora nel cassetto.
Ma grazie ai social e ad un crowdfunding, oggi 'La Carovana Creativa' esiste sul serio!
Dove hai cercato ispirazione per il design di Cyndi? Se dovessi definire il suo stile?
E’ stato un vero cruccio ad inizio cantiere. Avevo il terrore di non esser capita, di dare forse troppo nell’occhio e per questo la prima palette di colori era nei toni pastello. Ho fatto una ricerca online sul restauro delle roulotte e dei van (in America va di moda!) ma il classico color legno non mi rispecchiava. Così ho preso i miei colori preferiti (fucsia, turchese e giallo) e ho cestinato la palette precedente! Non mi sono trattenuta e mi sono data alla pazza gioia con le latte di smalto ad acqua e tanta carta abrasiva!
Raccontaci un po’ del processo creativo. Come hai organizzato lo spazio? Cosa ti ha ispirata nella scelta dei colori e dei materiali?
Organizzare gli spazi è stato difficile ma divertente! Sono abituata ad una bottega di 45 mq, qui sono solo 8! Inizialmente Cyndi presentava due letti a una piazza e mezza e una cucina con frigo e fornelli: abbiamo eliminato il primo letto, che è stato sostituito da un cassone apribile in legno, dove riponiamo i pezzi della veranda esterna, sgabelli, tavoli e accessori. La cucina è stata totalmente eliminata e al suo posto abbiamo fissato un mobile Ikea in alluminio leggero color turchese, dove riponiamo ferri e uncinetti.
Abbiamo mantenuto tutti i mobili originali e li abbiamo suddivisi in base ai prodotti: il primo armadio è stato trasformato in una vetrina riciclando della rete metallica e all’interno si trovano tutti i tagli di felpa e jersey. L’armadio più grande, invece, lo utilizziamo per custodire la cassa e tutto l’occorrente per confezionare i prodotti dopo la vendita. I mobiletti in alto sono occupati per lo più da gomitoli di lana e sono molto pratici mentre viaggiamo!
Quali sono gli interventi di restauro effettuati? Avete fatto tutto da soli?
Una montagna di lavori! Quando abbiamo visto Cyndi per la prima volta è stato un colpo di fulmine. All’esterno era perfetta, mentre l’interno non era messa particolarmente bene. Il pavimento era totalmente da rifare a causa di infiltrazioni d'acqua ed esteticamente parlando, era la classica roulotte anni 80: tutta beige e marrone. La carta da parati è stata carteggiata e le pareti ridipinte con un primer bianco e con ben 4 passaggi di smalto bianco. L’intero impianto elettrico è stato risistemato, abbiamo tinteggiato tutti i mobili e confezionato tende e cuscini. I lavori sono cominciati a luglio e sono terminati a ottobre, abbiamo fatto tutto da soli con l'aiuto di amici e parenti.
C’è un dettaglio di Cyndi che ami particolarmente?
L’area dei divanetti! Quando piove, mi piace sedermi e guardare la pioggia sul finestrone. Chiunque sale sulla Carovana, si siede ad ammirare questo piccolo negozio e per me è davvero emozionante!
Un intervento fai da te o low budget di cui vai fiera?
Il cassone all’entrata, è’ stato totalmente realizzato da Francesco con una intelaiatura di legno iniziale e con dei pannelli di recupero! E’ davvero spazioso e ci permette di custodire anche parte del magazzino.
Hai qualche consiglio per chi vorrebbe cimentarsi nell’impresa di restaurare una roulotte?
Noi siamo talmente fieri del risultato finale che al momento stiamo cercando un camper da restaurare! Fate parecchia attenzione al pavimento e alle infiltrazioni: le roulotte vintage hanno bisogno di costante manutenzione. Infatti in questi mesi invernali ci occuperemo di Cyndi per prepararla al meglio per il 2019!
Roulotte: restyling in stile shabby
Dipingi i tessuti con la candeggina
Tessuti al sapore di frutti di bosco con la tintura naturale
Mise en place botanica con gli oggetti in vetro di Chiara Valentini
Vania Zorzi • Home Decor Details
Blogger CF Style
Ho intervistato Chiara Valentini per scoprire qualcosa di più sull’arte della vetrofusione e poter imparare ad accostare varie sfumature di vetro tra loro.
Il vetro è colore e trasparenze. Un vero e proprio catalizzatore di luce! Ovunque lo si posizioni cambierà la percezione che hai del suo colore, è alchemico e si trasforma!
Vetrofusione è il nome del laboratorio di Chiara Valentini, artista che per un fortuito caso, si è ritrovata come assistente di un mastro vetraio e ha assimilato tutta la sua precisione nel taglio e la grande abilità tecnica. Lo showroom di Chiara ha una luce particolare emanata dai suoi oggetti in vetro, amplificata dal 'vedo non vedo' che creano. Ma la parte che mi ha colpito maggiormente è proprio il laboratorio sul retro, dove tiene esposti tutti i pigmenti di colore nelle varie tonalità e sfumature
Chiara nell’ultimo decennio si è dedicata anima e corpo a numerosi progetti di home decor e importanti vetrate decorative. Oggi ha ripensato la sua arte, creando la collezione Botanica: piatti in tonalità e sfumature di verdi e blu intensi che riprendono la forma delle foglie di monsthera, ficus e banano. Piatti perfetti per una mise en place originale e colorata!
Quando sei nel tuo meraviglioso laboratorio per creare, a cosa ti ispiri?
Mi piace molto osservare nei dettagli ogni cosa che accade attorno a me. Mi ispirano i luoghi, i colori e le interazioni tra le persone che vedo circondate dai colori delle loro auree. Ma ciò che ha maggiormente ispirato le mie collezioni in questi anni è sicuramente l'attenta osservazione del mondo che ogni giorno le mie figlie costruiscono.
Qual è il tuo angolo preferito all’interno del laboratorio?
La zona produttiva, dove sono a stretto contatto con il vetro, il mio materiale di elezione e dove ci sono il mio forno e i miei utensili. Ma l'angolo che preferisco in assoluto è la postazione di progettazione: una lunghissima scrivania sotto ad una altrettanto lunghissima finestra rivolta ad est dove regna un disordine 'controllato'! Qui trovano spazio: libri, riviste, ritagli di stoffa, lapis, matite colorate, pennelli, pennarelli, campionature, bozzetti, dime, piante… e le fotografie delle mie figlie.
Chiara, quale consiglio daresti ai nostri lettori per creare una mise en place con i piatti in vetro?
La funzione pratica della mise en place, ovvero permettere ai commensali di consumare il pasto nel massimo comfort, va di pari passo con quella squisitamente estetica, che elegge tovaglie, posateria, piatti e bicchieri suoi interpreti. Il consiglio che mi sento di dare in generale è di avere cura dei dettagli e originalità, mettendo sempre un tocco di creatività. L'importante è riuscire a trasmettere uno stile personale ed omogeneo.
Nel mio caso proponendo elementi per la tavola in vetro ( piatti, ciotole, vassoi) vado a valorizzare l'aspetto artigianale e pongo molta attenzione sulla scelta dei materiali. Prediligo uno stile minimale ed informale.
Come applicare il vetro anche nell’home décor e in altre decorazioni per la casa?
Le mattonelle esagonali in vetro possono essere un rivestimento alternativo alle solite piastrelle. Si possono usare in cucina, per valorizzare una parete anonima o in bagno per accompagnare un lavabo di design.
Un’altra idea per utilizzare il vetro in maniera alternativa può essere quella di creare dei paralumi per appliques in vetro abbinate ad una lampadina led.
In un progetto ho creato anche delle formelle per delle porte scorrevoli! Un bellissimo effetto!
Hai dei piccoli suggerimenti da dare a chi si vuole avvicinare a questa bellissima arte come hobby?
Sicuramente, bisogna munirsi di tanta tanta pazienza… il mastro vetraio che mi insegnò quest’arte mi diceva: 'Se non hai un buon taglio, non sei una vera vetraia'. E il taglio è la cosa più difficile in assoluto da imparare, occorre tanta determinazione e pazienza! Mai mollare perché i risultati poi, arrivano.
Attualmente realizzo corsi e workshop nel mio laboratorio dove insegno a realizzare piccole decorazioni per iniziare a conoscere questo materiale mutevole.
Taglia e trasforma le bottiglie di vetro in vasi per i fiori
Mise en place nei toni del verde acqua e oro
Come creare un menù personalizzato per gli ospiti
Claudia Landoni
Mia madre teneva nota dei menù per gli invitati su un quaderno a quadretti e io ho sempre seguito il suo esempio, arricchendo però il numero delle informazioni e l'aspetto grafico.
Quando organizzo una cena o un pranzo per parenti o amici dedico molto tempo allo studio del menù che può seguire un tema o, più semplicemente, tener conto dei gusti e delle preferenze dei miei ospiti. Uguale cura metto nella mise en place e nella creazione dei segnaposto e dei gadget ricordo, ma nonostante le ricette siano praticamente infinite c’è sempre il rischio di riproporre lo stesso piatto alle medesime persone.
Per prendere nota delle ricette, ho usato per anni quaderni preconfezionati, finché non ho deciso di crearmene uno con tutte le voci che mi interessava registrare. Nelle pagine interne, oltre alla data, l’occasione, l’elenco delle portate e dei vini e i nomi degli ospiti, scrivo che tovaglia ho messo, i piatti e i bicchieri che ho usato, quali segnaposto e decorazioni ho preparato.
In questo modo sono sicura di proporre sempre scenari diversi alle persone che frequentano la mia casa, riuscendo ogni volta a sorprenderle con qualcosa di nuovo.
Nelle note scrivo se qualcosa non è stato gradito da qualcuno, se un nuovo ospite ha qualche intolleranza o allergia (cosa che naturalmente chiedo al momento dell’invito!) e poi scrivo come sono vestita io… anche una padrona di casa che non si ripropone sempre nello stesso modo credo sia piacevole da vedere per chi ci viene a trovare.
