Cameretta

Quale pittura scegliere per la cameretta

Devi tinteggiare la cameretta dei bambini? Fai attenzione alle caratteristiche delle vernici.

La percezione del colore si affina con l’età. I neonati colgono solo differenze di chiarezza, dopo i 3 mesi cominciano a distinguere le nuances e dopo l’anno colgono le differenze di saturazione (vedi schema nella gallery). Prima di scegliere con quale colore dipingere la cameretta, crea lo schema cromatico in base alle dimensioni della stanza e agli arredi.

La stanza è poco luminosa o piena di mobili? Scegli uno schema semplice con un unico colore su pareti e soffitto. In camere luminose sono ideali colori a media chiarezza e saturazione, che rendono gli ambienti più riposanti. Suddividi le pareti in orizzontale con colori in sfumature diverse per ridimensionare la stanza all’altezza dei bimbi più piccoli; per dare carattere a una zona, dipingine la parete con una tinta satura.

 

Le vernici per la camera dei bambini non devono contenere solventi o molecole che disperdendosi nell’aria diventino potenzialmente nocivi.  È il caso dei COV (composti organici volatili) presenti nelle pitture meno recenti e che, se contenuti in quantità elevata e/o sommati ad altri agenti inquinanti, possono causare fastidi respiratori più o meno gravi.

I produttori di vernici, sempre più sensibili al tema ambientale, sono orientati alla produzione di prodotti con contenuti sempre più bassi di COV e certificate in classe A+. Alcuni esempi?

  1.  in generale le pitture di [Wilson & Morris] e in particolare 'Le Calcine' a base di grassello di calce e ossidi naturali;
  2. Framaton Comfortline di [Lechler],
  3. Fresh Air di [Sigma Coatings],
  4. Ecosil Me di [KEIM]
  5. Airlite della start-up [Advanced Materials].

Ecosil Me e Airlite, grazie alle proprietà fotocatalitiche del biossido di titanio che contengono, purificano l’aria.

Naturalmente per mantenere i vantaggi derivanti dall’uso di una pittura a bassa emissione di COV e garantire la qualità dell’aria, è utile controllare anche le altre fonti di inquinamento domestico e adottare uno stile ecosostenibile per le pulizie.

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Cameretta

Progetta l’armadio in cameretta in base all’età del bambino

Per organizzarlo bene servono precisione (per sfruttare lo spazio) e qualche trucco in modo che, a qualsiasi età, possano prendere i vestiti da soli.

Devi arredare la cameretta e non sai come organizzare l'armadio? Scopri le altezze utili e quante cose (e come) possono stare in un modulo da cm 100x270h.

0/3 ANNI

  • Partendo dal basso organizza con due cassettoni per giochi (altezza 40cm)
  • Sopra, fissa un ripiano a 30 cm da quello sottostante e usalo per riporre le scatole con la biancheria.
  • Organizza un altro ripiano simile per pannolini, lenzuola e prodotti per il cambio.
  • A questo punto avrai bisogno di uno spazio alto 50 cm, con bastone, per riporre i vestitini e i cappotti e tutto quello che vuoi appendere (in un metro ci stanno circa 20 vestiti e 10 cappottini).
  • Lo spazio rimasto in altezza dividilo in tre (ricaverai 3 scomparti alti 30/45 cm) in cui mettere piumini, asciugamani e il cambio di stagione riposto nelle scatole.

4/11 ANNI

  • Partendo dal basso, in questo caso, opta per due grandi cassetti alti 25 cm, saranno utili per la biancheria (dentro a divisori). Ci stanno 32 magliette piegate doppie e messe di taglio in 4 file: così si vedono tutte e il bimbo potrà anche sceglierle da solo.
  • Sopra attrezza, con bastone, uno spazio alto 65 cm per appendere circa 5 giacche/ cappotti, oltre a 10 pantaloni e 10 camicie.
  • Sopra crea un paio di ripiani alti 30 cm. Se messi su due file ci stanno 20 felpe e 14 golf per ogni ripiano. Oppure uno puoi utilizzarlo per il cambio di stagione custodito nelle scatole.
  • In alto, lo spazio alto 80 cm con bastone sarà utile per il cambio stagione appeso (giacche e pantaloni).

12/18 ANNI

  • La parte inferiore organizzala con 3 cassetti alti 15 cm. In uno inserisci la biancheria, nel secondo le camicie (piegate sono cm 30x45 e ce ne stanno fino a 18), nell'ultimo le magliette (ne contiene fino a 25).
  • Sopra organizza lo spazio con bastone altro 120/150 cm  per riporre 4 giacche o cappotti, 8 pantaloni e 10 camicie o maglie.
  • Per ultimo crea uno spazio con bastone alto 110 cm per il  cambio stagione appeso oltre a 8 felpe e 6 golf piegati.

 

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Giardinaggio

Piante da riscoprire: il gelso Morus alba

Torna di moda il Morus alba, un gelso dimenticato, ‘star’ di un’installazione di Orticola al Castello Sforzesco di Milano: la pergola dai 16 gelsi di Leonardo da Vinci.

Conoscere meglio il Gelso 'Morus alba' una pianta che, in versione ‘piangente’, regala vere cascate di verde!

Caratteristiche

Il Morus alba ricadente è il risultato di un innesto sul gelso naturale. Ha rami spioventi e in primavera si riempie di foglie e dolci bacche rosse (i sorosi), gustose da mangiare. È perfetto per formare rigogliosi pergolati, ma non va piantumato accanto ai lastricati: le sue bacche macchiano! Robusto e longevo, vive in tutti i terreni ben drenati.

nome botanico: Morus alba
nome comune: Gelso pendulo
famiglia: Moraceae
origine: Asia
dimensioni medie: alto circa 3/4 metri
temperatura ideale: da -10 a +30 °C
coltivazione: cresce bene al sole ma non in zone ventose. In autunno
richiede una potatura.


La pergola dei gelsi di leonardo

La leggenda narra che Leonardo da Vinci immortalò una pergola di gelso Morus nel suo affresco nella Sala delle Asse per l’assonanza con il nome del potente duca Ludovico il Moro, signore di Milano e suo committente (in realtà, quella era tra le poche essenze frondose da ombra allora disponibili).

Dal 17 al 19 maggio, in concomitanza con la rassegna verde Orticola che ha curato il progetto, oltre che nell’affresco – di nuovo visibile al pubblico dopo il
restauro – la pergola dei gelsi è stata ricreata nel cortile delle Armi del Castello Sforzesco, per celebrare il genio (anche green!) di Leonardo, di cui ricorre il 500°
anniversario.

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Biancheria e tessili

Le pieghe sottolineano lo stile delle tende: ecco le 5 più utilizzate

È la cucitura che... fa la tenda! perché crea, nella parte alta del tessuto, le arricciature che ne sottolineano lo stile. Ecco quelle più utilizzate.

A nido d’ape

Questa arricciatura è ideale per tessuti non troppo pesanti e risulta molto evidente.

A matita

Questa cucitura è fatta di tante pieghe fitte e precise, per tessuti leggeri, a cui fa da ‘cornice’.

A 3 pieghe

Formata da ‘pizzicature’ con ampi intervalli, è ideale per un drappeggio leggero.

A pieghe piatte

Crea un bordo ‘a scomparsa’ di poco volume ed è adatta alle case più moderne.

A matita (double plissé)

Piccole pieghe regolari e doppia cucitura. Le arricciature a matita double plissé è ideale per tessuti di peso medio.

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Piante grasse

Selenicereus anthonyanus: il cactus zig-zag

Ami le piante grasse un po’ insolite? Questa fa proprio al caso tuo!

Ha un nome botanico non facile da ricordare, Selenicereus anthonyanus, che significa ‘candela della luna’. Perché? I suoi fiori profumatissimi, di colore rosso rubino, sbocciano soltanto di notte. Scoprila con noi.

nome botanico: Selenicereus anthonyanus
nome comune: cactus zig-zag e ‘lisca di pesce’
famiglia: Cactaceae
origine: Messico
dimensioni: foglie cm 80
temperatura ideale: tra i 14 e i 30 °C
coltivazione: cresce bene in ambienti caldi e umidi, molto luminosi.

Caratteristiche

È un cactus epifito (nel suo habitat ha radici aeree) originario delle zone pluviali del Messico. Facile da coltivare, è molto apprezzato per il portamento semipendulo e la forma ondulata delle lunghe foglie.

Come si coltiva

In casa, durante l’inverno, richiede rare innaffiature e un ambiente luminoso, caldo e umido (il bagno e la cucina sono perfetti). In primavera, portalo all’aperto in modo graduale per evitare le ‘scottature’, inizia a bagnarlo una volta alla settimana e per stimolare la fioritura concima ogni 15 giorni. Il terriccio deve essere ricco di torba, sabbia e argilla espansa. In estate, bagnalo quasi tutti i giorni e nebulizza spesso l’acqua sulle foglie.

Come si moltiplica

  1. Per talea. In primavera, dalla pianta ‘madre’ taglia un ramo in 3 sezioni. Per due giorni tieni le talee avvolte nella carta assorbente, affinché la ferita cicatrizzi perfettamente.
  2.  In una vaschetta forata sul fondo metti la terra e le porzioni di foglie. Vaporizza spesso e tienila in piena luce, ma non al sole diretto.
  3. Dopo circa un mese, quando avrà radicato, rinvasa ogni talea in un vaso in coccio con foro sul fondo.

 

Dove si compra: cactusmania.it - pungilandia.com - cactusgarden.it

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Design e fai-da-te si sposano nell’appartamento Art Déco

A Milano, un appartamento rivive con collezioni di oggetti di design anonimo, pezzi icona e mobili autoprodotti!

A volte i luoghi raccontano una storia, così è stato per Luca e Lavinia. Il primo appuntamento al Bar Basso, indirizzo milanese d’eccezione, con la proposta di matrimonio. Poco lontano la loro casa, un appartamento Art Déco che è stato un colpo di fulmine

Cosa cercavano? Un appartamento in uno stabile d’epoca, con affaccio su altri stabili d’epoca, una bella luce, dettagli costruttivi ben conservati e in una bella via. L'hanno trovato in questa casa! 


Le scelte fatte

Un eclettismo di fondo si percepisce nelle stanze, ognuna con una forte personalità. Tutto è costruito su un dialogo tra pezzi e dettagli cari a Luca e Lavinia, e una certa idea di contaminazione della classica casa borghese con elementi di gusto più funzionalista, come la libreria, il pavimento in larice e la vetrata.

Il tocco di stile

Appassionati di grafica e di oggetti curiosi, Luca e Lavinia accostano pezzi storici del design industriale ad altri prodotti da loro.

Giardinaggio

6 fioriere e portavasi per il terrazzo

Elena Ceppi Elena Ceppi

Hai la fortuna di possedere spazi esterni come verande, terrazze o anche piccoli balconi? La primavera è arrivata, non tralasciare la cura e l’organizzazione di questi ambienti.

Basterà qualche piccolo accorgimento per creare un’oasi di relax dove rifugiarsi dopo una lunga giornata lavorativa o dove mettere in pratica qualche piccola nozione di giardinaggio adatta anche a chi il pollice verde proprio non ce l’ha…

Da dove cominciare se non dalla scelta di piante e fiori? Tieni presente l’esposizione del balcone o terrazzo (scoprila utilizzando la bussola del tuo smartphone). A questo punto opta per piante e fiori molto resistenti al sole (esposizione a sud) come gerani e petunie o per piante che crescono e fioriscono anche in luoghi ombreggiati (esposizione a nord) come la camelia e l’ortensia.

Oltre alla scelta del verde, dovrai ovviamente occuparti di disporre portavasi e fioriere in modo strategico ed equilibrato ponendo l’attenzione sullo stile che vuoi dare al tuo spazio esterno.

Ecco una selezione di portavasi per creare stili diversi, anche in balcone!

 

  1. Portavasi Astrid realizzati in cemento con motivi etnici bianchi e neri di Maisons du Monde.
  2. Capitol è un oggetto iconico e versatile progettato da Studio Job per essere utilizzato come portavasi o, in modo ironico, per tenere le bottiglie al fresco durante le serate all’aperto con gli amici. Di Qeeboo.
  3. Fioriera in acciaio zincato della serie BAU, ispirata alle linee del Bauhaus, di Ferm Living.
  4. Fioriera da esterni rettangolare con spalliera Italia di Stefanplast. Classica ed elegante nella versione antracite, grazie al fondo drenante rinforzato, può contenere direttamente la terra. 
  5. Portavasi basso in ferro Chirp disegnato da Nendo per Zens Lifestyle. I piccoli vasi ricordano uccellini di varie dimensioni che riposano appollaiati su un albero, per uno stile minimal e giocoso.
  6. Fioriera in metallo verde salvia, capiente e leggera dispone di un comodo ripiano per gli attrezzi da giardinaggio di Maisons du Monde.
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Bagno e lavanderia

4 idee per un bagno ‘total look’

Elementi d'arredo coordinati rendono il bagno elegante e ordinato. Scopri 4 idee per un bagno 'total look'!

Se in cucina è abitudine consolidata, in bagno è una novità che piace sempre di più: coordinare tutti gli elementi della stanza.

Sfoglia la gallery e lasciarti ispirare!

Il vantaggio? Creare uno stile definito, rendere il bagno ordinato e simile agli altri ambienti della casa. Perciò oggi sempre più aziende propongono lo stesso mood, se non gli stessi materiali, per mobili, sanitari, docce e vasche.

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Illuminazione

Le lampade più belle che hanno fatto la storia del design

Dai fratelli Castiglioni a Bruno Munari, Le Corbusier, Vico Magistretti, Ingo Maurer... scopri con noi le 14 lampade più famose del design con le loro storie e curiosità

Taccia, Eclisse, Bilia, Toio, Gatto, Falkland, Nesso, Zettel'z... vi raccontiamo le storie delle lampade più famose del design italiano e internazionale. I loro progettisti, le aziende produttrici e le curiosità che hanno reso questi prodotti dei miti oggi presenti nelle collezioni dei musei più importanti del mondo.

Le abbiamo esposte nella 'light of fame' del nostro CasaFacile Design Lab durante l'ultimo Fuorisalone, ora ve le raccontiamo!

Bilia

Designer: Gio Ponti
Produttore: FontanaArte
Anno di progettazione: 1932
L'intuizione di Gio Ponti per questa lampada è stata voler unire armonicamente due forme geometriche essenziali come sfera e cono. Il diffusore è in vetro soffiato satinato, la montatura in metallo nichelato spazzolato. 
FontanaArte ha lanciato la mini-Bilia: alta 26 cm contro i 43 della versione del 1932, disponibile in 10 colori.

Naska

Designer: FontanaArte
Produttore: FontanaArte
Anno di progettazione: 1933
Naska è una famiglia di lampade, un grande classico di FontanaArte, ne esistono le versioni da tavolo, da parete, con morsetto e da terra. Semplice e funzionale, con un braccio orientabile in tutte le direzioni, è un progetto che risale al 1933 e fa parte dell'archivio dell'azienda dove i progetti non si legano al nome di un solo designer, ma sono frutto del lavoro dei professionisti che lavorano in azienda. 

Parliament

Designer: Le Corbusier
Produttore: Nemo
Anno di progettazione: anni '50
Parliament è stata progettata da Le Corbusier per il Chandigarh Parliament in India negli anni '50. E’ una lampada da terra orientabile a doppia emissione, in alluminio verniciato con diffusori colorati. Oggi ha una elegante riedizione disponibile in nuovi colori.

Taccia

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Produttore: Flos
Anno di progettazione: 1958
Taccia è un bellissimo esempio di come l'idea deve confrontarsi con materiali e tecniche. I fratelli Castiglioni avevano scelto materiali plastici, bianco opaco per il riflettore, trasparente per il supporto, ma questa opzione dovette essere presto esclusa a causa delle deformazioni generate dal calore della lampadina a incandescenza. Flos la mise in produzione nel 1962 Flos sostituendo la plastica e utilizzando alluminio per il riflettore e vetro trasparente per il diffusore.

Gatto

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Produttore: Flos
Anno di progettazione: 1960
Ha l'ingombro di un gatto, composta, silenziosa ma capace di fare le fusa... i fratelli Castiglioni sono i designer che più sanno ispirare sentimenti con i loro progetti. Ci si affeziona, fanno compagnia, li si considera compagni di vita, proprio come un gatto! Durante la produzione la struttura metallica interna viene fatta ruotare mentre sottili filamenti di resina Cocoon vengono spruzzati fino ad avvolgerla completamente come in un bozzolo. Erano gli anni in cui si sperimentava questo nuovo materiale e ancora non si sapeva che con il tempo sarebbe ingiallito. Oggi la resina è stata modificata e l'ingiallimento è una caratteristica solo dei pezzi vintage!

AJ Table

Designer: Arne Jacobsen
Produttore: Poulsen
Anno di progettazione: 1960
La lampada da tavolo AJ è stata disegnata dall'architetto e designer danese Arne Jacobsen per il SAS Royal Hotel di Copenhagen dove ha progettato tutto, dall'architettura al singolo pezzo d'arredo. Ne esiste anche una versione da terra da cui si differenzia per un paralume più grande per l'illuminazione diversa che deve dare sul tavolo. In origine lo spazio nella base era pensato per ospitare il posacenere, oggi rimane solo una cifra stilistica.

Toio

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Produttore: Flos
Anno di progettazione: 1962
Toio è uno dei famosi 'ready made' dei fratelli Castiglioni, nasce dall'assemblaggio di un faro di automobile e di uno stelo telescopico ispirato a una canna da pesca. Il nome deriva dall’ironica storpiatura del termine inglese 'toy' e allude all'essere un giocattolo da casa. Disponibile in tre colori, rosso, nero e bianco, Toio è tra le icone più famose del design italiano.

Falkland

Designer: Bruno Munari
Produttore: Danese, oggi prodotto da Artemide
Anno di progettazione: 1964
Danese chiese a Munari di disegnare una buona lampada da soggiorno, una che avesse luce di qualità e funzionalità senza dimenticare l'estetica e la componente decorativa. Erano anni in cui il designer era affascinato dalla cultura giapponese e si ispirò alle lampade in carta. Voleva però che avesse un costo limitato, fosse facile da montare, grande ma anche poco ingombrante in magazzino. Una lampada pratica, resistente e lavabile... cosa che la carta non permetteva. Studiando i filati arrivò all'utilizzo di una maglia elastica tubolare, prodotta da un calzificio, con anelli metallici di diverso diametro per dare forma. Si pensa che il nome possa essere stato un omaggio alle isole Falkland la cui principale fonte di sostentamento è la pesca di cui la lampada ricorda le tradizionali nasse. La Lampada Falkland, è esposta al MoMA di New York.

Eclisse

Designer: Vico Magistretti
Produttore: Artemide
Anno di progettazione: 1965
Compasso d'oro nel 1967. Il movimento della calotta interna per schermare la luce si ispira al fenomeno astronomico. La prima idea fu quella di creare una lampada combinando un paio di sfere, si dice che Vico Magistretti ebbe l'ispirazione mentre era in metropolitana a Milano e fece così uno schizzo sul retro del biglietto. Fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano, della collezione permanente del MoMA di New York.

Nesso

Designer: Giancarlo Mattioli con il Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova
Produttore: Artemide
Anno di produzione: 1967
Presentata nel 1965 al Salone del Mobile di Milano, vinse il primo premio del concorso lanciato da Artemide e da Domus. Artemide iniziò così la produzione di Nesso in acrilonitrile-butadiene-stirene: ABS, una delle prime lampade realizzate in resina ABS stampata a iniezione in stampi cromati. La sua caratteristica forma a fungo nasconde col paralume quattro lampadine che illuminano in maniera diretta e diffusa grazie all'effetto schermante del materiale plastico. È disponibile in bianco e arancio e anche nella versione mini Nessino. Nesso è parte della collezione permanente del MoMa di New York. 

Elmetto

Designer: Elio Martinelli
Produttore: Martinelli Luce
Anno di progettazione: 1976
Formata da una base tronco-conica e da un diffusore orientabile di forma semisferica, Elmetto privilegia la funzionalità con un interruttore di grandi dimensioni sul corpo centrale, facile da trovare anche al buio. Basta un dito e si può orientare il riflettore per schermare la sorgente luminosa.

Atollo

Designer: Vico Magistretti
Produttore: Oluce
Anno di progettazione: 1977
Atollo ha vinto il premio Compasso d'Oro nel 1979 ha rivoluzionato l'immaginario della classica abat-jour assemblando tre solidi: cilindro, cono e semisfera. È disponibile in tre dimensioni differenti e tre diverse finiture oro, metallo bianco o nero e vetro opale.

Lumiere

Designer: Rodolfo Dordoni
Produttore: Foscarini
Anno di progettazione: 1990

Disegnata per Foscarini da Rodolfo Dordoni, Lumiere dà una rilettura moderna della più classica lampada da tavolo con una finitura lucida per il diffusore in vetro soffiato - erano gli anni in cui Foscarini si apriva dal vetro soffiato all'illuminazione - e il caratteristico treppiede cromato che 'si alza' e slancia l'intera lampada.

Zettel'z 5

Designer: Ingo Maurer
Produttore: Ingo Maurer
Anno di progettazione: 1997
Zettel'z è un lampadario iconico che mixa arte, scultura e luce. Viene venduta con fogli di carta giapponese di alta qualità che filtrano la luce e che ognuno può personalizzare con scritte e disegni (40 fogli prestampati e 40 fogli bianchi). La luce alogena è schermata da un bulbo in vetro satinato che protegge la carta dalle alte temperature.

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Biancheria e tessili

Arredare con le tende in stile ottomano

Opulento, ridondante, quasi eccessivo nel sovrapporsi di colori, geometrie e decori... È questo lo stile in cui ti ritrovi?

Apprezzi le sedute ampie e morbide, le tende che cadono molli sul pavimento, i colori squillanti, il décor che mixa disegni di fiori e frutti, di chinoiserie e di evidenti richiami al mondo orientale? Ecco piccole, ma preziose, regole per abbinarli con coraggio!

COME MIXARE SENZA SBAGLIARE

  • Scegli i tessuti all’interno di un’unica collezione, già pensata per giocare con quei colori e pattern.
  • Richiedi campioni di tessuti al rivenditore e crea una moodboard per vedere l’effetto finale (poi falla ‘decantare’ e riguardala soltanto il giorno dopo).
  • Alterna anche le dimensioni dei decori, per evitare un effetto di confusione senza alcun punto focale.
  • Per alleggerire ulteriormente, la riga è un decoro che funziona sempre e che si abbina facilmente.
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