Trasforma gli spazi outdoor in una stanza in più
Hai un portico o una terrazza ma sogni una stanza in più? Con pochi e rapidi lavori puoi trasformarne una parte in un locale.
Per chiudere il portico bastano delle maxi-porte alzanti scorrevoli, mentre sul terrazzo puoi installare una pergola bioclimatica chiusa da pannelli vetrati o in pvc trasparente.
- In giardino o sul terrazzo con la pergola bioclimatica R640 Pergospace recuperi una vera stanza piena di luce: è formata da un’elegante struttura autoportante in alluminio, con copertura a lamelle orientabili da 0° a 140° e con pareti mobili scorrevoli in pvc trasparente, schermabili su richiesta con pannelli frangisole [BT Group].
- Perfette per chiudere un portico, le porte alzanti scorrevoli HST in pvc hanno eccellenti qualità termoisolanti e sono dotate di vetri ‘selettivi’ capaci di assorbire o riflettere i raggi solari per ridurre il surriscaldamento estivo degli ambienti. Cerchi anche la privacy? Puoi dotare i vetrocamera isolanti di veneziane integrate [Oknoplast].
Attenzione: dato che con tali soluzioni trasformi una superficie accessoria in abitabile, i Regolamenti Edilizi ti permettono di chiudere, in 5 media, solo fino al 25% della volumetria totale della casa e prima di procedere devi ottenere il permesso dal Comune.
Il portico diventa la stanza in più
Costruire una veranda in giardino in stile provenzale
6 tipologie di tè e come servirle
Alessandra Barlassina • Gucki
Blogger CF Style
In alcuni Paesi viene consumato più del caffè. Basta una tazza per regalarsi vero relax e riequilibrare la giornata. Scopri qui le varietà principali e come prepararle e servirle (con stile!)
Per i puristi il tè è soltanto quello in foglie. La dose giusta? Circa 1 grammo ogni 100 ml di acqua, ma può variare a seconda del tipo di tè o del gusto personale.
A ognuno il suo! Le tantissime varietà di tè si raggruppano in 6 macro categorie: bianco, nero, verde, giallo, oolong e post-fermentato (o Pu’er). Nascono tutte dalla stessa pianta, la Camelia sinensis, che viene sottoposta a tante diverse lavorazioni.
TÈ BIANCO
È prodotto principalmente in Cina e la sua lavorazione parte dai germogli ancora chiusi delle foglie, ricoperti da una lieve peluria bianca. Gli intenditori lo preparano con acqua a bassa temperatura e lo bevono al naturale. Ha qualità antinfiammatorie e antiossidanti e aiuta ad accelerare il metabolismo.
TÈ VERDE
Arriva da Cina, Giappone e India. Durante la lavorazione, le foglie non devono subire nessuna ossidazione, per rimanere verdi, e quando lo prepari la temperatura non deve raggiungere i 100 °C, per non cuocere le foglie. Il giusto metodo? Portare a ebollizione l’acqua, farla raffreddare per 1 minuto e versarla sulle foglie di tè cercando di colpire prima la parete della tazza. Non più di 3 minuti in infusione. Stimola il metabolismo e aiuta a prevenire malattie dell’apparato digerente e infiammatorie.
TÈ GIALLO
È una varietà rara di tè verde prodotta in Cina, che viene sottoposta a una parziale ossidazione.
TÈ NERO
Le foglie, dopo la raccolta, vengono fatte macerare ed essiccare, per poi essere arrotolate. Il processo si ripete due volte. È la varietà che contiene la più alta percentuale di caffeina. Per prepararlo, si porta a ebollizione l’acqua lasciandolo in infusione al massimo per tre minuti. Si consuma al naturale o con l’aggiunta di latte, di limone o dolcificato. Antiossidante, ti aiuta a mantenere in salute il sistema cardiovascolare.
TÈ OOLONG
Varietà a metà tra tè verde e tè nero.
TÈ PU’ER (O POST- FERMENTATO)
Tra i meno conosciuti, prende il nome dalla provincia cinese di coltivazione e prevede una doppia fermentazione (invecchiamento e batteri). Per prepararlo, l’acqua deve raggiungere i 95 °C, con infusione di 3-4 min. Stimola il sistema nervoso centrale. È un potente brucia grassi.
VUOI EVITARE LA CAFFEINA? Scegli una tisana al posto del tè. Per l’infusione perfetta, scalda la tazza prima di iniziare l’infusione. Riempi la tazza per metà con acqua bollente, attendi 30 secondi e svuotala. Ora la tazza è calda e potrai procedere con l’infusione.
I segreti per una perfetta tazza di tè
I regali per gli amanti del tè e delle tisane
Profumatori ed essenze, tutto quello che c’è da sapere
Federico Panarello
Ecco quattro modi per rendere la tua abitazione profumata ed accogliente, senza rinunciare allo stile.
Quando varchiamo la soglia di una casa, la nostra attenzione viene catturata dagli oggetti che la caratterizzano ma anche dal profumo che percepiamo. Capaci di conferire nuovi significati ai nostri luoghi più intimi, regalando sensazioni olfattive rilassanti o vivaci a seconda dei gusti, i profumatori per ambienti diventano quindi indispensabili. Come nella scelta di un oggetto, anche profumare casa diviene un gesto importante, conferendo un tocco in più alle nostre stanze. Quando si decide la fragranza è consigliabile fare riferimento al proprio gusto personale e allo stile che ci appartiene, senza tralasciare però le atmosfere che può creare.
Ad incidere sulla diffusione della fragranza e sulla durata è la posizione in cui collocherai il profumatore. Non vanno mai posizionati al di sotto del metro d’altezza e mai oltre il proprio naso. Questo perché il profumo tende a salire, saturando l’aria.
Diffusore con bastoncini: unisci praticità ed estetica
Il diffusore con bastoncini è sicuramente lo strumento più utilizzato e amato, complice il suo aspetto estetico. Il funzionamento è semplice, basta inserire le bacchette all’interno del diffusore ed il gioco è fatto! Per rinnovare la fragranza ricordate di capovolgere le bacchette una volta a settimana.
Profumatore spray: più concentrato e adatto agli spazi più ampi
Se non amate i diffusori a bastoncini potrete sempre usare lo spray, più veloce e immediato. Le fragranze in spray sono più concentrate e potenti, utili da nebulizzare in spazi molto ampi come loft e open space. Sono adatte a coprire odori persistenti e grazie alla tecnologia trigger consentono di ottenere la massima intensità con il minimo spreco.
Lampade a combustione catalitica
La lampada a combustione catalitica è solitamente caratterizzata da una boccettina in ceramica o in vetro dal design accattivante. La lampada catalitica è una valida alternativa per profumare gli ambienti di casa. Efficace diffusore di fragranze, non propaga soltanto essenze profumate ma, attraverso il meccanismo di funzionamento, si ottengono proprietà antibatteriche e di purificazione dell’aria.
Pot pourri, profuma la casa con cromie raffinate
Pot pourri è un’espressione figurativa francese che significa miscuglio, accozzaglia e confusione. Termine usato anche per indicare una mescolanza di fiori secchi, foglie, cortecce aromatiche, trattata e fatta macerare a lungo con oli essenziali, spezie e sostanze fissatrici. Posto in sacchetti di stoffa, scatole di legno o vasetti, viene usato per profumare stanze o armadi.
Profumi d’ambiente: una questione d’atmosfera
Come scegliere il profumo giusto per ogni stanza
Alla scoperta di MÚSES, tra profumi ed essenze
10 cose da eliminare per riordinare il bagno
Il primo passo per tenere il bagno ordinato è fare decluttering del superfluo. Ecco dieci oggetti di cui non sentirai la mancanza.
Spazzolini da denti che hanno più di 3 mesi
Non aspettare che le setole siano totalmente deformate! Già dopo alcune settimane di utilizzo le setole perdono la loro resistenza grazie alla quale sono in grado di rimuovere la placca in modo adeguato. Nel tempo si formano anche funghi e batteri che si possono accumulare tra le setole. Anche il modo in cui ti lavi i denti, incide sulla durata, ma non dovresti superare mai i 3 mesi di utilizzo.
Cosmetici aperti da troppo tempo
Anche creme e prodotti per il make up hanno una data di scadenza. In genere puoi trovare, sul retro della confezione, un piccolo logo a forma di barattolo aperto con sopra impresso un numero seguito dalla lettera M. Si tratta proprio della data di scadenza del prodotto, una volta aperto. Presta molta attenzione, perché non solo possono perdere la loro efficacia, ma usarlo dopo questa data, potrebbe provocare irritazioni o allergie.
Assorbenti interni che hanno più di 5 anni o non più sigillati
Non tutti sanno che anche i tamponi hanno una data di scadenza. Durano circa 5 anni ma a patto che vengano tenuti in un luogo asciutto e pulito, e preferibilmente non esposto alla luce solare. La confezione singola del tampone non è più integra? Buttali subito per evitare contaminazioni batteriche.
Prodotti che non amano l'umidità
Borotalco, sali da bagno e tutti i prodotti che non amano l'umidità vanno controllati e buttati se perdono la loro consistenza abituale.
Saponetta 'con le righe'
Se la saponetta è tutta crepata, è arrivato il momento di buttarla. Si è asciugata troppo e ha perso la parte idratante.
Medicinali scaduti
Sicuramente in bagno trovano posto anche i medicinali. Ricordati ogni 6 mesi di fare un controllo sulle confezioni per buttare quelli ormai scaduti. Ricorda che non vanno buttati nella pattumiera ma devono essere smaltiti negli appositi contenitori che trovi nelle isole ecologiche e nelle farmacie.
Spugne utilizzate da più di 4 mesi
Le spugne tendono ad essere ricettacoli di batteri anche molto pericolosi come l'Escherichia coli. Lavale accuratamente, ma gettale passati 4 mesi.
Profumi vecchi
Anche profumi, eau de toilette e eau de parfum hanno una data di scadenza. Resistono per 1-3 anni, ma vanno buttati quando perdono intensità e la fragranza ha perso il suo profumo originale.
Spazzole per i capelli rovinate
Vanno sempre lavate frequentemente e in modo accurato, ma anche le spazzole hanno una durata che è di circa 1 anno.
Tenda della doccia macchiata
Il tuo box doccia è chiuso da una tenda? Fai attenzione alla muffa le cui spore, se respirate, possono causare asma o allergia. Lavala ogni due settimane con una soluzione di acqua e candeggina e se inizia ad ingiallire oppure compaiono piccole macchioline nere sulla superficie sostituiscila.
Pianifica il tuo decluttering
Raccolta differenziata con stile: 5 contenitori di design
Arredi vintage e produzione artigianale: 5 domande a Cristina Zanni di Lalabonbon
Elena Ceppi
Lalabonbon nasce da un incontro speciale tra la creatività contemporanea e i preziosi archivi della produzione italiana di sedie e modelli di arredamento originali degli Anni ’50 e ’60.
Cristina Zanni è una designer appassionata oltre che mente creativa innamorata del design vintage italiano. Con il brand Lalabonbon rielabora finiture e materiali, combinandoli con velluti cangianti.
Quando nasce la tua passione per il design vintage italiano?
Osservando i ciclici cambiamenti socio culturali e la loro influenza sul modo di pensare delle persone, mi sono resa conto che negli ultimi anni l’approccio alla scelta degli elementi di arredo è sempre più rivolto al tema del recupero.
Si è riscoperto il valore estetico di pezzi nativi originali, attingendo, in particolar modo, alla fervida produzione industriale degli Anni '50 e '60, che ha visto il fiorire di una stilistica di design che caratterizza un’epoca.
Questa mia passione è nata andando per mercatini e soffitte a scovare pezzi d’arredo da riscoprire, recuperare, riutilizzare e re-interpretare. L’idea di riportarli alla luce, far splendere la loro storia e il racconto di un passato a noi vicino, in cui risiedono i nostri ricordi, mi seduce e mi emoziona.
Quale elemento non deve mancare per ricreare nelle proprie case lo stile vintage Anni '50 e '60?
Senza dubbio l’uso del colore, denso e intenso. Pareti e soffitti a tinte piene, nota di fondo per la creazione di atmosfere avvolgenti e caratterizzanti, in cui gli elementi di design si esibiscono come in un perfetto scenario. Senza remore consiglio l’utilizzo del blu ottanio, del verde smeraldo e bosco, gialli senape, rosa-rosso, insieme alle texture geometriche a campo pieno di tessuti e carte da parati, coniugate in infinite possibilità di accostamento. Un accurato processo creativo a cui lavoro per la realizzazione di un equilibrio di scenografie di interni, ogni volta uniche e assolutamente personali.
Quali sono i materiali e gli abbinamenti che prediligi quando progetti uno spazio o una collezione?
Insieme all’uso del colore come strumento eclettico fortemente caratterizzante, subisco il fascino dei materiali naturali, come marmi, onici e pietre semi preziose. La natura è capace di inestimabile e rara bellezza! Gli onici e i marmi sono opere d’arte a macchia aperta, colori incredibili, trasparenze inaspettate. Prediligo però focalizzarmi su materiali che riproducano la bellezza della natura piuttosto che contribuire al suo sfruttamento se non è necessario. Oggi esistono materiali dalle altissime prestazioni tecniche che hanno raggiunto livelli estetici tali da poter eguagliare gli elementi naturali. Presto particolare attenzione e dedico tempo alla ricerca di tutto ciò che è riproduzione: eco pelle, tessuti tecnici, grés effetto marmo e pietra, laminati e vinili. Tutto nell’ottica di una 'eco scelta' che mi fa sentire bene con la parte etica del mio lavoro.
Le tue sedie 'Miss'” sono oggetti iconici ma estremamente versatili, cosa consiglieresti a chi vuole introdurre un elemento vintage o in stile vintage all’interno di una stanza?
Certamente di considerare il contesto e gli altri elementi di arredo. Si può decidere di procedere con una scelta di materiali e finiture a contrasto per accentuare l’impatto della composizione d’arredo o di muoversi nell’ambito del mood 'ton sur ton' e decidere di fondere il pezzo con ciò che lo circonda. Ho creato la ricca palette di tessuti e colori delle sedie Miss per Lalabonbon come una veste eclettica che permettesse di trasformare lo stesso modello in una sedia sempre diversa, capace di adattarsi ad ogni contesto per ottenere l’effetto desiderato. Da interior designer ho pensato di esaudire il desiderio di progettisti e clienti che possono esprimere la propria creatività liberamente componendo la propria Miss dedicata e pensata per ogni esigenza di scelta stilistica del progetto.
Cosa ti ha spinto ad utilizzare per la tua collezione 'Miss' tecniche di produzione artigianale ormai in disuso? Pensi che oggi si stia riscoprendo il valore del 'fatto a mano'?
Ho voluto e scelto di mantenere intatti i modelli e le forme originali, che sono esattamente quelle che il produttore del brand Lalabonbon (Design Cifsa - azienda storica italiana produttrice di sedie) aveva a catalogo nel 1961, anno in cui l’azienda ha aperto i battenti. Questo ha implicato la scelta di riprodurre anche tecniche di produzione che ho scoperto essere ormai in disuso. Dal confronto con i tecnici dell’azienda ho scoperto dettagli interessantissimi come il fatto che la caratteristica forma conica del terminale delle gambe, tipica di quegli anni, si ottiene dalla conifica del tubo a sezione regolare con un processo di lavorazione unico, realizzato con un macchinario specifico che in pochissimi oggi ancora posseggono. Così come lo stivaletto a contrasto che appoggia a terra, imperdibile dettaglio che necessita la creazione di un pezzo apposito per incappucciare il finale della gamba.
Nella collezione di sedie Lalabonbon ho fortemente voluto che tutto venisse realizzato come all’epoca. Le sapienti mani artigiane della nostra produzione italiana sono un valore inestimabile e prezioso da tramandare e portare nel mondo con orgoglio.
Come esaltare il lato ‘moderno’ del vintage
Geometrie di colore per valorizzare gli arredi vintage e di design
Shopping nei mercatini vintage di New York
Geometrie di colore per valorizzare gli arredi vintage e di design
Blu e mattone, posati 'a zone' sono i protagonisti di questo prima&dopo studiato da Grazia, stylist e nostra collaboratrice. Stavolta ci racconta la casa, a Catania, di suo fratello Giovanni.
Dopo mesi di progetti, moodboard di prova e lavori in cantiere arriva sempre quel momento in cui ogni scelta si fonde all’altra e acquista un senso: la pelle di un divano valorizzata dal terracotta di una libreria aggiunto in corso d’opera, i tappeti da srotolare, i quadri che si ricompongono sulle pareti, le luci da accendere in ogni angolo.
Le scelte fatte
Per aggiornare il layout, trasformato da bilocale a trilocale, si sono ridotte o ampliate le proporzioni di tutte le stanze, recuperando una seconda camera e un living più fluido, con una cucina incorniciata da una vetrata simile a quelle scoperte nei servizi di CF e a cui Giovanni non voleva rinunciare.
Il tocco di stile
Il vintage è stato la nostra musa, i colori la mia guida: fanno coro agli arredi e inseriscono una mappa di geometrie regolari che gioca con la luce e con i volumi. Mentre il décor vola lontano dalla Sicilia e sogna New York, Parigi, il Nord Europa, incalzando le emozioni a suon di damier e ‘reperti’ in perfetto stile wunderkammer


L’ingresso si uniformava al resto della casa. La nuova versione, invece, offre subito un benvenuto coloratissimo! In generale tutti i disimpegni, proprio perché vissuti come dei passaggi veloci, possono essere rinnovati da ‘bagni’ di colore extra-dark.


In camera da letto la wallpaper stilizzata chiude la cintura della boiserie: senza altri elementi di disturbo (armadio e tendaggi) diventando la vera protagonista.
Prima & Dopo: geometrie di colore valorizzano un appartamento di Catania
Come realizzare l’armadio nascosto da grandi ante scorrevoli
Serramenti sottili e vetri extra chiari per far entrare più luce naturale
Per avere fino al 25% di luce naturale in più in una casa poco luminosa può bastare sostituire le vecchie finestre.
Scegli infissi dotati di telaio con nodo centrale e profili ribassati o sottili e vetri extra- chiari. L’importante, però, è non conservare il controtelaio esistente, ma rimuoverlo e sostituirlo con quello nuovo, altrimenti non si guadagna luce. Privati degli ossidi di ferro, i vetri extra-chiari regalano una resa luminosa maggiore dell’8%!
Se non ci sono vincoli architettonici particolari, sulle facciate interne, rispettando simmetrie e distanze di legge, si possono allargare i vani finestra. Come? Ottenendo il nulla osta sia dai condòmini, sia da un ingegnere strutturista per quel che riguarda la statica dell’edificio, sia dal Comune, presentando la Scia per ‘modifica di prospetto’.
- Vetri extra-chiari, nodo centrale snello e profili ridotti per Thermic 2.0, la finestra in legno con lato esterno in alluminio dalla grande luminosità e dall’elevato potere di isolamento [Fossati].
- Il vetrocamera è più ampio grazie al profilo ribassato: la nuova finestra in pvc Prismatic ha vetri extra-chiari che lasciano entrare tantissima luce [Oknoplast].
- Profili extra-slim per lo scenografico alzante scorrevole XC, dotato di doppi o tripli vetri extra-chiari capaci di inondare di luce l’ambiente [AGB].
- Effetto ‘solo vetro’ grazie ai profili minimali dell’anta fissa dell’alzante scorrevole Eternity Clima Minimal che rende la luce protagonista [Alpilegno].
4 buoni motivi per cambiare gli infissi
Le nuove finestre si installano senza opere murarie
Come realizzare una pianta di felce in carta
Chiara e Ilaria Goccione • Case per la testa
Blogger CF Style
Aspettando la primavera, in casa spuntano le piante... di carta! Perfette anche per la scrivania in ufficio, non hanno bisogno d’acqua e di cure (sono a prova di pollici neri) e decorano anche gli angoli più bui senza appassire.
Sapevi che le felci sono comparse sul nostro Pianeta milioni di anni fa? Ma per crearne una di carta bastano pochi minuti! Vuoi realizzarla anche tu? Scarica e stampa il template e mettiti subito al lavoro!
Occorrente
- cartoncino di media grammatura (minimo gr 150), in due tonalità di verde
- forbici
- cutter
- fil di ferro da fiorista
- matita
- sfera floreale Oasis oppure mezza sfera di polistirolo rivestita con carta crespa verde
- colla a caldo
Come si fa
- Scarica il template e disegna sul cartoncino le foglie di felce, poi ritagliale. Per un vaso con diametro di cm 15 serviranno almeno 20 foglie di felce grandi e 10 piccole.
- Sul retro della foglia, iniziando dal gambo e fino circa a metà, incolla il fil di ferro con la colla a caldo.
- Taglia la sfera Oasis (o quella di polistirolo che avrai rivestito con carta crespa verde) in base alla dimensione del tuo vaso.
- Iniziando dal centro, inserisci il fil di ferro nella sfera e modella la foglia in modo che abbia un aspetto naturale. Puoi coprire l’interno del vaso con dello sfagno o lichene, in modo da nascondere la sfera di supporto e i gambi: in questo modo donerai alla tua pianta di carta un look più naturale.
Scarica e stampa i template delle piante di carta fai-da-te
Come realizzare la Tillandsia di carta
Come realizzare la ghirlanda di eucalipto di carta
Idee creative per decorare la casa in stile Liberty
I celebri motivi floreali ottocenteschi dell’artista inglese William Morris vestono le pareti e gli accessori di casa con inedite idee fai-da-te.
Iper decorative e dallo spirito camouflage, sono perfette a piccoli tocchi. Tra wallpaper e tessuti, i nastri adesivi giapponesi sono l’arma décor vincente. E il lavoro è... poca fatica per massima resa!
I vasi décor
Sfoggiano un’inedita mise floreale i vasi di vetro rivestiti. Con un panno imbevuto di alcol puliscili in modo da far aderire bene i nastri adesivi. Partendo dalla base posiziona il primo nastro, assicurandoti che sia ben diritto e teso. Prosegui con altri giri di washi tape, fissandoli in modo che i decori coincidano. Con un cutter affilato rifila l’eccedenza dei nastri sul retro del vaso.
Le cornici camouflage
Smonta le cornici, togliendo il vetro, il passepartout e il pannello di fondo. Con il nastro adesivo washi tape rivesti il telaio e la battuta della cornice, sui 4 lati. Posiziona i washi tape facendo combaciare bene i disegni. Schiacciali con le dita per farli aderire alle modanature. Con il cutter rifila gli angoli con tagli a 45°. Puoi aiutarti con un righello di metallo per un taglio più preciso.
La collana di stoffa
È facile da realizzare con il kit per rivestire i bottoni. Con un cerchio di tessuto Liberty tagliato più grande rispetto al bottone, rivesti il supporto frontale (quello bombato). Risvolta l’eccedenza del tessuto sul retro, infilandolo nella dentellatura. Con l’apposito attrezzo schiaccia sul retro il supporto di chiusura. Cuci i bottoni sul nastrino Liberty.
La console cambia look
Incolla i fogli adesivi con i decori di Morris sui ripiani della console. Aiutati con una spatola per stenderli. Rivestiti i piani e con il cutter ben affilato taglia l’eccedenza, lungo la modanatura della console. Premi poco per non rovinare il legno.
Pattern floreali rivisitati con gusto contemporaneo
Soluzioni a basso costo per donare carattere allo studio
Come realizzare la ghirlanda di eucalipto di carta
Chiara e Ilaria Goccione • Case per la testa
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Aspettando la primavera, in casa spuntano le piante... di carta! Perfette anche per la scrivania in ufficio, non hanno bisogno d’acqua e di cure (sono a prova di pollici neri) e decorano anche gli angoli più bui senza appassire.
L’eucalipto ’cartaceo’ è perfetto per realizzare coroncine décor. Il suo verde argentato si sposa con le tonalità pastello. Vuoi realizzarlo anche tu? Scarica e stampa il template e mettiti subito al lavoro!
Occorrente
- cartoncino
- forbici
- matita
- anello di metallo color ottone ø cm 40
- colla a caldo
Come si fa
- Disegna e poi ritaglia le foglie di eucalipto seguendo il template.
- Con il dorso delle forbici curva leggermente qualche foglia verso l’esterno e qualcuna all’interno.
- Piega l’interno delle foglie più grandi in corrispondenza del gambo, poi fissa la posizione con un punto di colla.
- Disponi i rametti di eucalipto lungo l’anello metallico e fissali con la colla a caldo. Puoi aggiungere alla coroncina un fiocco in raso e usarla come decorazione per la casa.
