Alla scoperta dell’Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati
Sara Malaguti • Flowerista
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È stato il rifugio di Giacomo Leopardi, dove scrisse la celebre poesia L’Infinito, e ora, dopo un piano di ristrutturazione e valorizzazione culturale ed ambientale, il Colle dell’Infinito è diventato un bene tutelato dal FAI e aperto al pubblico.
Nel celebre verso iniziale “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”, Giacomo Leopardi fa riferimento al Colle dell’Infinito, situato sul Monte Tabor a Recanati, a pochi passi dalla casa in cui era nato, oggi trasformata in Museo e centro studi a lui dedicato.
Nel progetto di riqualificazione, avviato nel 2017, si è voluta attuare una valorizzazione paesaggistica e culturale, così da ricreare quel luogo tanto magico agli occhi di Leopardi e caro ai suoi pensieri.
Il complesso, costituito dal Centro Studi Leopardiani e dal Colle dell’Infinito, è stato ideato come un percorso culturale attraverso la vita di Leopardi, con un’ultima tappa presso l’Orto sul Colle dell’Infinito, dove il giovane Giacomo Leopardi si rifugiava per dare sfogo alle sue riflessioni sul senso della vita e sul legame tra l’uomo e la natura.
Prima di arrivare a visitare l’Orto sul Colle, il visitatore attraversa un percorso multimediale di lettura de L’Infinito leopardiano, attraverso le voci di studiosi e letterati che ne raccontano la composizione e i significati nascosti tra le righe. Ciascuno di noi può dunque immergersi in questa poesia che racconta l’immateriale, toccando allo stesso tempo con mano il mondo che ha ispirato uno dei più grandi poeti italiani.
La natura, con cui l’uomo entra in relazione costantemente nella sua vita, circonda questo luogo magico: l'architetto e paesaggista Paolo Pejrone ha realizzato un progetto dinamico, mantenendo la semplicità e la sobrietà del luogo, circoscrivendo il colle con alberi da frutto, arbusti e fiori. I visitatori possono passeggiare tra i luoghi dove ha vissuto Giacomo Leopardi, sedersi sulle panchine del Colle dell’Infinito ed immaginare il proprio mondo oltre alla celebre siepe, lasciandosi guidare dai versi de L’Infinito.
Se volete un’anticipazione in attesa di visitare Recanati, sul sito di Infinito Gabrielli, uno dei sostenitori del restauro, è disponibile h24 una webcam che vi permetterà di godere anche da casa della vista dall’Orto sul Colle dell’Infinito che sovrasta la città.
Come si fa l’acchiappasogni gipsy
Sara Malaguti • Flowerista
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Scopri con noi come realizzare l’acchiappasogni dal sapore gipsy!
Le voliere piene di libri appese al soffitto, le porte di legno consumate dal tempo appoggiate ai muri, e poi sveglie, mappamondi, candelabri, vasi di ogni tipo sugli scaffali... C’è aria di grande creatività nel Sara Cattaneo Lab a Varese.
La proprietaria appartiene a quella generazione di flower designer che al negozio hanno preferito il laboratorio, magari in stile industriale, magari attrezzato per ricevere i clienti, ma più flessibile e meno tradizionalista. Una laurea in legge messa nel cassetto e tanta pratica presso alcuni fioristi della zona l’hanno portata ad aprire la sua attività dedicata prevalentemente al mondo del wedding.
Non potevo fare scelta migliore. Inizialmente la famiglia è rimasta abbastanza scioccata per la decisione di abbandonare il praticantato, ma poi ha capito che era quella la mia strada. Oggi le richieste sono tante, al punto che può capitarmi di avere addirittura due matrimoni nella stessa giornata... Per fortuna ho una squadra di collaboratori di cui so di potermi fidare al 100%.
Ma non appena ha un attimo libero, Sara ama andarsene in giro per mercatini, in cerca degli arredi perfetti per le sue scenografie, e non solo. Chi sceglie i suoi servizi lo fa soprattutto perché apprezza il suo stile ispirato al vintage e i suo accostamenti di colore. Proprio come quelli che ha scelto per l’acchiappasogni dal sapore gipsy di cui ci spiega qui le fasi di realizzazione.
- Prendi un cerchio di ferro, oppure una gruccia appendiabiti che sia facilmente malleabile, così da riuscire a darle la forma di un cerchio.
- Posiziona un po’ di biadesivo su un lato, sarà il punto dal quale partirai per rivestire metà cerchio con la juta. Il biadesivo rende meno scivolosa la superficie ed eviterai di trascinarti dietro il filo. All’estremo opposto, puoi fermare il filo con un nodino.
- Prendi i fili di diversi colori e comincia a creare delle asole, per poi inserirli nel cerchio e fissarli. Dovranno risultare abbastanza fitti e sufficientemente lunghi, ma puoi fare delle prove e scegliere secondo il tuo gusto densità e lunghezza dei Su due di questi abbiamo innestato delle foglie, sempre di juta, create con il procedimento al punto 4.
- Per le foglie, crea prima un’anima centrale ripiegando il filo su stesso. Prendi quindi altri due fili, sempre da ripiegare su stessi e posizionare in modo da formare una croce. L’estremità inferiore dell’uno deve passare nell’asola dell’altro e viceversa, e alla fine dovrai tirare entrambi i lembi. Così, con 20 fili otterrai la dimensione massima della foglia, da regolare poi con le forbici.
- Prosegui con il fissaggio dei fiori secchi, aiutandoti con il filo di ferro e proseguendo in senso antiorario, per coprire la chiusura del primo con il secondo e così via. Scegli se ricoprire di fiori tutto il cerchio o invece dare al decoro una forma asimmetrica, come abbiamo fatto noi.
Realizza una decorazione sospesa con i fiori secchi
Fiori secchi: come usarli per decorare la casa
Come si fa la ghirlanda di fiori secchi
Sentirsi in vacanza anche in città con Leroy Merlin
In inglese si chiamano ‘stay-cation’ e l’idea è proprio questa: riuscire a sentirsi in vacanza anche in città... Con l’aiuto di Leroy Merlin è facilissimo!
Il bello di stare in famiglia! Organizzare il fuori come fossero ‘stanze’ di casa? È semplice, perché qui gli arredi sono essenziali e leggeri. C’è la zona dedicata a pranzi e cene, grande protagonista il barbecue, e l’angolo bar con gli sgabelli alti per l’aperitivo. Davvero perfetto...
Leggere, chiacchierare, allungarsi pigramente al sole... Qualunque sia la tua idea di relax puoi ricrearla senza rinunciare a toni superchic!
Ma c’è di più: arredi e complementi delle linee outdoor sono iper-funzionali, e tutti i materiali sono resistenti all’esposizione continuata a sole e intemperie.
Su Leroy Merlin sfoglia il nuovo Catalogo 2020: mobili e soluzioni per arredare
e personalizzare il tuo spazio all’aperto!
Frullatore a immersione Bosch: zero sprechi grazie al sottovuoto
Francesca Giovannini • The Bluebird Kitchen
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Il nuovo frullatore a immersione ErgoMixx ha un’arma segreta: rimuove l’aria per mantenere il cibo fresco più a lungo. Ecco tutti i suoi pregi ecosostenibili!
Ho sempre trovato intelligente l’idea di riuscire ad abbinare in un unico elettrodomestico più funzionalità: questo frullatore è anche una pratica ‘macchina per il sottovuoto’ che funziona sia con gli appositi sacchetti, sia con un contenitore ermetico. La conservazione degli alimenti sottovuoto, di quanto in media prolunga la loro conservazione? È possibile usare questi sacchetti anche per la cottura ‘Sous Vide’? I sacchetti possono essere utilizzati più volte oppure sono usa e getta? Mentre, per quanto riguarda gli accessori disponibili, sono compatibili quelli pensati per il modello ErgoMixx Style1000 W?
Cara Francesca, ErgoMixx nasce proprio dall’intento di trasformare un frullatore a immersione nel più prezioso alleato della cucina sostenibile: oltre a frullare, tritare e sminuzzare per creare gustose ricette, ha anche una funzione sottovuoto per mantenere più a lungo la freschezza, le sostanze nutritive e i sapori degli alimenti, prevenendo così l’enorme spreco di cibo che, purtroppo, si registra ancora oggi in cucina. Ecco i suoi assi nella manica ecosostenibili.
ALLUNGA I TEMPI DI CONSERVAZIONE
Rispetto alla durata naturale degli alimenti, i cibi freschi e cotti che metti sottovuoto con ErgoMixx si conserveranno mediamente per il doppio del tempo! Una ‘magia’ resa possibile dall’accessorio Fresh Vacuum che, estraendo tutto l’ossigeno dai sacchetti e dal contenitore, non lascia a contatto col cibo nemmeno una microscopica molecola d’aria, la vera responsabile della proliferazione di batteri, enzimi, lieviti e muffe che ne comportano il deperimento. Potrai quindi organizzare meglio la spesa e soprattutto le scorte perché potrai conservarle e consumarle in tempi più lunghi.
I SACCHETTI SONO RIUTILIZZABILI
ErgoMixx ha in dotazione ben sei sacchetti per sottovuoto riutilizzabili e lavabili in lavastoviglie: resistenti a strappi e disponibili in due pratiche misure (da 1,2 litri e da 3,8 litri) sono dotati di una cerniera ermetica e di un’etichetta per indicare data e contenuto prima di riporli in dispensa, in frigorifero o in congelatore, dove prevengono le tipiche ‘scottature da congelamento’ che spesso subiscono i cibi conservati in freezer. In aggiunta c’è anche un contenitore per sottovuoto da 1 litro, realizzato in Tritan (un materiale di alta qualità resistente a macchie e odori, lavabile in lavastoviglie) dotato di calendario e vassoio antigoccia per separare gli alimenti da un’eventuale condensa.
È COMPATIBILE CON LA COTTURA ‘SOUS VIDE’
In linea con la tendenza gourmet degli ultimi anni, i sacchetti per sottovuoto di ErgoMixx sono resistenti al calore fino a 85 °C per potersi adattare alla cucina ‘sous vide’: il bello di questa tecnica per cuocere a bassa temperatura gli alimenti chiusi all’interno di sacchetti sottovuoto insieme ai loro condimenti, è che preserva intatti la consistenza, il colore, il sapore, i minerali, le vitamine e l’umidità naturale dei cibi. E considera che sia i sacchetti sia il contenitore in Tritan sono utilizzabili anche nel microonde, con temperature fino a 70 °C.
GLI ACCESSORI SONO VERSATILI E COMPATIBILI
Tutti gli accessori dei frullatori a immersione ErgoMixx e Ergomixx Style di Bosch sono compatibili tra loro (per esempio il mini tritatutto) e puoi utilizzarli anche sul modello con funzione sottovuoto MS6CB61V1. Per il massimo della comodità!
- Potente e motore da 1000W: anche gli ingredienti più di cili possono essere lavorati velocemente e senza alcuno sforzo.
- Il contenitore in Tritan è infrangibile, resiste alle alte temperature, non altera il sapore ed è inodore.
- Facile da pulire: sacchetti, contenitore, bicchiere e piede frullatore possono essere lavati in lavastoviglie
L'AUTORE DELL'ILLUSTRAZIONE
Un ricettario che si apre... e diventa un forno dalle mille sorprese è opera di Andrea De Santis, (su Instagram: @andreadesantisillustrator).
Nato a Brescia nel 1978, fervido 'immaginatore' fin da piccolo, si diploma in arti grafiche ad Ascoli Piceno e lavora come illustratore freelance in vari settori, in Italia e all'estero. Le sue illustrazioni appartengono all'arte concettuale o surrealista, con uno stile minimalista e narrativo. Utilizza contrasti cromatici e atmosfere rarefatte per comporre scenari onirici, sempre con un guizzo giocoso. Nel tempo libero ama leggere, viaggiare (anche in sella alla sua vecchia moto!) e nuotare... tutte attività che spesso ispirano le sue opere.
Aloe: la scelta giusta per pollici poco verdi
Usata come rimedio medico già ai tempi di Sumeri ed Egizi, l’aloe oggi è sempre più apprezzata come pianta da appartamento.
L'aloe purifica l’aria ed è facile da coltivare. Chiara Dester, del vivaio Garden Dester di Manerba sul Garda (BS) coltiva aloe e la usa per produrre rimedi naturali, e qui ci insegna a farla vivere al meglio.
nome botanico: Aloe barbadensis
nome comune: Aloe vera Miller famiglia: Aloeacee
origine: Africa e Asia medio-orientale
dimensioni medie: cm 80/120h
temperatura: da 5 a 28 °C
Caratteristiche
L’aloe è una succulenta che conta centinaia di specie. Quelle più diffuse sono l’aloe vera (o a. barbadensis), composta da lunghe foglie carnose lanceolate, contenenti un gel trasparente, e dai bei fiori gialli; e l’aloe arborescens, riconoscibile per il portamento a cespuglio, il fusto legnoso e le tante ‘rosette’ fogliari cariche di spine e fiori rosso-arancio.
Come si coltiva in vaso
Durante i mesi invernali tienila in casa vicino alla luce e bagnala circa una volta al mese. In estate, aumenta le innaffiature, senza esagerare. Cresce rigogliosa con il terriccio asciutto, patisce quello fradicio. rinvaso Ogni 2/3 anni, in primavera.
Dove tenerla
Ama i luoghi secchi in piena luce, ma fai attenzione quando la porti sul terrazzo: i raggi diretti del sole potrebbero scottarla.
Riproducila per talea
Taglia una foglia sana con un coltello sterilizzato, dall’alto verso il basso. Falla cicatrizzare per 10 giorni su un foglio di carta, poi inserisci 1/3 della foglia in un vaso con terra per cactus inumidita. Tienila all’ombra e dopo 4 settimane, spunterà un germoglio alla base.
Come curarla
Cosa fare dopo l’inverno? Verso aprile, porta la pianta all’esterno in una posizione semi-ombreggiata e riparata. Togli le foglie avvizzite, poi bagna con regolarità e dai un concime ricco di fosforo e di potassio. Quando bagnarla? Solo quando la terra è del tutto asciutta.
Come usare il gel contenuto nelle foglie
Si estrae facilmente dalle foglie recise e si usa per produrre creme contro i problemi cutanei, ma anche cosmetici, fertilizzanti e gustosissimi frullati. Per saperne di più sull’aloe visita gardendester.it
Moltiplica le tue piante con le talee in acqua
Realizza un vaso sospeso per succulente con i tubi di rame
Realizza un planter per succulente in cemento da appendere
Mise en place: sovrapposizioni floreali
Soffia la voglia di primavera! Sulla tavola la natura è ospite con fiori a centrotavola e sulle porcellane più preziose.
Siamo attratti dalle tavole che riescono a darci uno spunto in più: qui, per esempio, i colori e i fiori delle stoviglie sono ripresi anche dalla decorazione floreale, con un effetto di moltiplicazione di nuances, rami e corolle, reso ancor più dolce dal mix rosa e oro. Noi ce ne siamo subito innamorati, sulla pagina Instagram di @atablestory, specialisti danesi in mise en place per eventi.
Vuoi ricreare questa mise en place? Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Ogni piatto ha un motivo diverso ma tutti i fiori delle stoviglie suggeriscono il tipo, lo stile e i colori della decorazione floreale: in questo modo si ottiene uno schema complessivo ben combinato. La percezione è di avere i fiori dei vasi stampati direttamente sulle porcellane. Altri spunti da copiare? Il rosa marshmallow associato al ‘barocco’ dell'oro e dei bicchieri molati, che ricordano un po’ quelli della nonna con diverse fogge e altezze. Corri a recuperarli!
Rendi più bella la ‘mise en place’ con i fiori di campo
Il fascino dei piatti col filo blu
CasaFacile: il numero di maggio 2020
Dal 5 maggio 2020, il nuovo numero di CasaFacile è in edicola. Ecco cosa trovi al suo interno!
Il nuovo numero di CasaFacile ti aspetta in edicola dal 5 maggio 2020. Tante pagine per ospitare ogni mese i temi più amati, consigli utili (progetti, budget, misure, arredi da comprare, materiali da scegliere) per passare dal sogno alla realtà...
Ecco il sommario del numero di maggio 2020:
{COSA C'È DI NUOVO}
- News & Trend
- Talent Scout
- Tendenza sculture
- Lo shopping del mese
- Icone del design
{SCUOLA DI STILE}
Ritorno alla natura. La dimora delle meraviglie ti accoglie nella serra-salotto.
Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare ‘Follia d’amore’ di Raphael Gualazzi
Relooking all'italiana. Design storico e arredi tailor made per una mini casa parigina.
Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare ’Acrobates’ delle L.E.J.
Nuove storie di famiglia. La palette ultra-chic mette a loro agio... i mobili di famiglia!
Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare ‘Swan’ di Elisa
{FOCUS} — ARREDI OUTDOOR
La vita ricomincia dal tuo angolo all’aperto.
{PRIMA&DOPO}
Spazi e colori rivisitati. Un restyling color del cielo.
- Il mobile a tre facce
- Ricavare lo studio in casa
{IDEE E SOLUZIONI}
- Scuola di luce: la scrivania
- Soluzioni per l’home office
- Il Wi-Fi arriva dappertutto
- Spazio al vetro in cucina
- Scegli il tuo forno hi-tech
- Zona pranzo: tavoli e sedie
- Come sanificare la casa
- Usa bene l’aspirapolvere
{DÉCOR E VERDE}
Scelte semplici ma chic! Pareti délabré, nuovi colori, pezzi di design e spunti boho.
- 6 idee décor con il legno
- Coltiva la rhipsalis
- Fai-da-te la cloche fiorita
- Un’insolita ora del tè
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Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF! Fotografa un angolo che consideri particolarmente riuscito. E se non ne hai ancora uno, crealo. Cerchi un’idea? Puoi ritagliare, incorniciare e ambientare la frase che trovi a pag. 166 del nuovo CasaFacile in edicola dal 5 maggio 2020!
Ti chiediamo solo di liberare la fantasia e scattare. Poi posta la tua foto su Instagram con gli hashtag #casafacilestyle e #dettaglioperfetto e tieni d’occhio il profilo @casafacile: la tua casa potrebbe essere scelta per comparire lì e... anche sulle pagine del giornale.
CasaFacile di maggio 2020: l’editoriale del direttore
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 5 maggio 2020!
Quando ero piccola ogni primavera mia mamma e mia nonna allungavano o accorciavano le gonne. Dicevano «Quest’anno vanno sopra il ginocchio» o il contrario, scucivano l’orlo e il risvolto saliva o scendeva a mode alterne. Era la fine degli Anni ’70, nessuno immaginava che i marchi low cost ci avrebbero fatto comprare abiti da cambiare a ogni stagione.
L’annuale allunga-accorcia delle gonne avveniva in cucina, dove si viveva la gran parte del tempo; il tinello veniva riscaldato solo per il pranzo della domenica e il soggiorno con le librerie scandinave solo a Natale o per ospiti speciali. Mia nonna non sospettava che la casa come lei la conosceva sarebbe stata stravolta da nuove esigenze: il tinello sparito, la cucina in sala, ingressi e corridoi cancellati in favore di spazi più pratici...
Chi di voi ha visto ‘2001 Odissea nello Spazio’ ricorderà la videochiamata di Floyd alla figlia: il telefono a scheda aveva un grosso monitor su cui vedersi, stando seduti in una cabina. Nel 1968 Stanley Kubrick aveva intuito che avremmo unito l’immagine alla voce, ma non che l’avremmo fatto con dispositivi da portare con noi... C’è un limite congenito nelle nostre capacità di prevedere gli effetti delle rivoluzioni in atto. Però oggi sappiamo di essere all’alba di una nuova era, e provare a immaginarla può aiutarci a progettarla.
Dopo che il Coronavirus ha scardinato tempi e luoghi del lavoro, trasferendolo in parte - quando possibile - nelle nostre case, abbiamo capito che ci servirà un angolo studio, anche minimo ma ben ideato; ci serviranno pc, buone connessioni wi-fi e un fondale per le videochiamate, che si integreranno con la modalità ‘dal vivo’ (come è stato comodo incontrare in video i professori di mio figlio!).
E poi: di cosa abbiamo capito d’avere bisogno? Di più verde, magari un balconcino con un tavolo a ribalta? Vorremo un orto in cassetta? Una parete da arrampicata per i bambini? Un pensatoio in cui rifugiarci? Un forno quasi professionale? Un pavimento su cui ballare? Un divano più comodo? Finestre più grandi e più luce naturale? Seguitemi in questo gioco di immaginazione: scrivetemi pensieri e desideri, come siete cambiati e come ridisegnereste i vostri spazi. La casa dopo il coronavirus comincia da noi: vi va di progettarla insieme?
Francesca Magni, direttore
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Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF! Fotografa un angolo che consideri particolarmente riuscito. E se non ne hai ancora uno, crealo. Cerchi un’idea? Puoi ritagliare, incorniciare e ambientare la frase che trovi a pag. 166 del nuovo CasaFacile in edicola dal 5 maggio 2020!
Ti chiediamo solo di liberare la fantasia e scattare. Poi posta la tua foto su Instagram con gli hashtag #casafacilestyle e #dettaglioperfetto e tieni d’occhio il profilo @casafacile: la tua casa potrebbe essere scelta per comparire lì e... anche sulle pagine del giornale.
Scuola di luce: illuminare il soggiorno a zone
Il soggiorno è una stanza con più anime: si pranza, si cena, si legge, si guarda un film, ci si riposa, a volte si studia o si lavora... Non stupisce quindi che, nell’illuminazione, occorra dedicare un’attenzione particolare a ognuna delle attività che vi si svolgono.
Il tavolo, il divano, la televisione, ecc. meritano tutti una luce specifica, senza però rinunciare a una luce diffusa. Per saperne di più abbiamo parlato con Matteo Vivian, consulente tecnico e commerciale di DeltaLight.
Il soggiorno è una stanza che si vive tanto di giorno quanto di sera. La luce del sole è preziosa, intensa, dinamica e cambia durante la giornata sia di posizione che di temperatura. La sera non c’è bisogno di imitarla rischiando di appiattire l’ambiente con troppa luce.
Una illuminazione morbida è la base di partenza. La si può ottenere con una luce puntata verso l’alto sfruttando il soffitto per diffonderla. Il consiglio è mettere le luci da un solo lato della stanza, creando asimmetria. Questo è ancora più importante per case con i soffitti bassi perché l’illuminazione di questo tipo crea l’illusione di aumentare le altezze.
L’illuminazione del tavolo
Qui è invece preferibile una luce diretta che vada ad illuminare bene ciò che si ha davanti, senza però abbagliare i commensali. L’ideale è la luce da poker. Quando si mangia è terribile essere abbagliati o al contrario non vedere gli altri. L’altezza ideale va da 70 a 90 cm dal piano del tavolo. E funziona anche in caso lo si usi per lavorare o studiare.
La zona lettura
Ovvero la zona con il divano o la poltrona. Questa necessita di una luce delicata e concentrata, meglio se regolabile in intensità e orientabile, per portare la luce esattamente dove serve.
L'angolo televisione
Non è bene lasciarsi illuminare dalla tivù: lo stacco netto tra la luce dello schermo e il buio della stanza affatica inutilmente gli occhi. Questo problema ha una soluzione low-cost di sicuro effetto: basta applicare dietro al televisore una o più strisce luminose a LED per avere un effetto di luce sfumata che si estende oltre i confini dello schermo.
Con la televisione accesa occorre anche un minimo di luce per muoversi. Se si hanno dei quadri o soprammobili importanti questa è una buona occasione per illuminarli, magari con delle luci a spot dedicate.
Scuola di luce: dare forma a un ambiente
Scuola di luce: un ingresso accogliente
Piante carnivore che vivono bene in appartamento
Davide Cerruto
Terribili ma tremendamente affascinanti, sarracenie e nepente sono piante esotiche che possono vivere nei nostri appartamenti e dare un pizzico di glam all’ambiente.
Le carnivore sono piante speciali, uniche nel regno vegetale ad ammettere prede animali nella propria dieta. I loro lineamenti riflettono quello che il nome già suggerisce: sono creature mostruose, ipnotiche, incantatrici, sembrano uscite da una stravagante favola per bambini. Molte hanno un look sfavillante e attirano le prede con false promesse per poi finirle con spietata freddezza
Esistono circa 500 specie di piante carnivore in natura, e Sarracenie e Nephentes sono tra le nostre preferite. Perché hanno modificato le proprie foglie trasformandole in contenitori micidiali, tanto che gli inglesi le chiamano pitcher plant, letteralmente ‘pianta brocca’. Oltre ad essere innocue per gli esseri umani, le carnivore sono anche divertenti da coltivare, che poi è l’unico modo per scoprirne fascino e peculiarità, che ora andiamo a descrivere.
Nephentes
In commercio se ne trovano facilmente diversi ibridi naturali o creati in coltivazione. La più celebre o famigerata, visto il nome, è Nephentes x ‘Bloody Mary’, bella pianta dalla foglie lucide e sempreverdi che producono in punta un viticcio che termina con una sorta di ampolla penzolante. Con il miraggio del nettare, la pianta attrae gli insetti verso la buca, dove gli incauti malcapitati cadono finendo digeriti dagli enzimi. Già, che brutta fine! La pietà lascia però il posto alla soddisfazione quando capisci che le ‘brocche’ funzionano anche con i moscerini della tua cucina. Originarie del sud-Est asiatico, le Nephentes amano molto l’umidità, il che le rende perfette come ricadenti anche nella stanza da bagno, viceversa tollerano male il freddo e gli sbalzi di temperatura.
Sarracenia
Sono piante erbacee e rizomatose a forma di imbuto o piccoli otri sormontate da un piccolo cappuccio che produce nettare e attira le prede. Sarracenia purpurea è la star: originaria del Nord America, è diffusa fino al Canada, quindi è più rustica delle cugine asiatiche. Questo non vuol dire che sia facile da coltivare, anzi è esigente in fatto di acqua e necessita di ambienti molto umidi e con un basso ph del terreno per attecchire e formare colonie. In casa la puoi sistemare in bagno o in cucina, meglio se con un sottovaso con dentro due cm di acqua, in composizioni da tavolo geometriche che ne esaltino le linee sinuose. Se si trova bene, la Sarracenia produce fiori ornamentali rosso scuro che svettano su steli alti 60 cm.
Hai bisogno di consigli sulle piante o su come progettare il giardino? Qui trovi consigli utili.
