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Scuola di luce: dare forma a un ambiente

A cosa serve la luce in casa? A illuminare, è ovvio. Ma la domanda non è retorica: in realtà progettare bene l’illuminazione artificiale ha molti obiettivi, che possiamo riassumere in uno: ‘dare forma’ agli spazi.

Matteo Vivian, consulente tecnico e commerciale di Deltalight, ha creato per noi, l'elenco dei 6 consigli essenziali per progettare da zero l’illuminazione di una casa.

  1. Non appiattire. Asimmetria, luci e ombre: sono queste le prime parole che vengono in mente a Vivian quando iniziamo a parlare: ogni ambiente è frutto di scelte che la luce deve valorizzare. «Una casa non è un negozio, non deve essere tutto uniformemente illuminato, altrimenti rischiamo di appiattire». Le ombre quindi sono importanti quanto le luci: in un corridoio, per esempio, un’illuminazione disuguale delle pareti ridurrà l’abbagliamento e darà l’impressione di ampliare gli spazi.
  2. Creare scenari. Le stanze devono essere vivibili a ogni ora: pensate al soggiorno dove pranzo, cena, lavoro e un film in tv vorrebbero ciascuno la propria luce. Il consiglio quindi è di essere previdenti quando si progetta: «Se ho tre luci in una stanza devo avere tre interruttori» dice Vivian. Ogni luce serve a creare lo scenario giusto per ognuna delle attività della giornata.
  3. Evitare il caos. «È importante non creare miscugli caotici» chiarisce Vivian. Una lampada d’appoggio come Alega di Vico Magistretti [Vistosi] è protagonista del suo spazio: meglio abbinarla con luci la cui sorgente è nascosta all’occhio per valorizzarla anche da spenta e non rubarle la scena.
  4. Non abbagliare. «Secondo me il benessere passa anche da una buona illuminazione» dice Vivian. «Io non sopporto di mangiare con una luce verticale che mi abbaglia ogni volta che alzo lo sguardo». Luci diffuse producono riflessi meno intensi delle luci dirette e lampade con lampadina nascosta producono meno abbagliamenti.
  5. Controllare la resa cromatica. Matteo Vivian è un cultore della buona resa cromatica: «Luci di scarsa qualità rovinano l’ambiente in cui si trovano: i vestiti, il cibo e persino il colore delle pareti». Quando si compra una lampadina bisogna sempre sceglierla con un indice di resa cromatica (indicato sulla confezione con CRI o talvolta Ra) superiore al 90%. Questo garantisce una maggiore fedeltà dei colori.
  6. Non imitare il sole. «La luce naturale è una cosa, la luce artificiale un’altra. Lasciamole distinte, senza cercare imitazioni». Non ha dubbi il nostro esperto: «Il fascino del sole che durante il giorno si sposta rende la casa viva e dinamica. La luce del sole, oltre a essere salutare, ha anche la resa cromatica perfetta. Meglio sfruttarla anziché imitarla». Ci sono però delle eccezioni: per gli ambienti con poca luce naturale e che sono costretti a ricorrere alla luce elettrica durante il giorno, può essere d’aiuto il Tunnable white: tecnologia che permette alle lampade di variare, durante il giorno, la temperatura di colore, passando da una luce più fredda a una più calda, proprio come il sole.
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Testi

Stefano Grignani

Foto

disegni Silvia Magnano

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