Pulire casa

Aspirapolvere: usarlo bene per usarlo a lungo

I modelli più recenti puliscono pavimenti, tappeti, tendaggi, rivestimenti tessili e nascono per durare tanto. Ma dipende anche da te: scopri come puoi mantenerli sempre efficienti.

Usato in modo corretto, un aspirapolvere può durare anche più di 15 anni. Gli ultimi modelli, poi, sono più funzionali, rispettosi dell’ambiente e durevoli, perché dal 2017 la normativa europea ha stabilito soglie minime di resistenza per le parti più usurabili: l’apparecchio che compri oggi, quindi, è garantito per il motore (di durata pari o superiore a 500ore) e per il tubo flessibile (utilizzabile per più di 40.000 oscillazioni). Se poi lo usi con alcune accortezze, gli regalerai lunga vita!

LA POTENZA

Va regolata in base al tipo di superficie da pulire, così il motore non si sovrasforza né lavora inutilmente: usa l’aspirapolvere alla massima potenza per pavimenti duri e superfici che trattengono lo sporco in profondità come i tappeti; riduci l’intensità per pulire tende e tessuti. Ci sono modelli che regolano la potenza elettronicamente, cioè adattandola in automatico alla superficie da pulire.

GLI ACCESSORI

Se scegli quello giusto eviti di sforzare il motore. Per superfici dure come marmo e parquet usala spazzola feltro; la turbospazzola è per tappeti e moquette, ma anche per aspirare bene i peli degli animali; la spazzola con setole naturali morbide è adatta alle superfici delicate come il parquet o il marmo, che in questo modo non si graffiano.

I FILTRI

Mantengono efficiente l’apparecchio proteggendo il motore ed evitano che lo sporco raccolto venga reimmesso in circolo. Controllali spesso perché quando sono intasati ‘sforzano’ il funzionamento del motore e mandano in surriscaldamento l’apparecchio, che finisce col rompersi. Se il tuo modello lo consente, lavali; se invece sono usa e getta, sostituiscili.

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Idee e tendenze

A scuola di Flat Lay: come scattare le foto dall’alto

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

Luce naturale, linee perpendicolari, oggetti accattivanti: le foto ‘in pianta’ sono amatissime sui social. Scopri come realizzarle con il nostro decalogo (e qualche trucco).

Chi non è mai salito su una sedia allungando le braccia per scattare una foto dall’alto? In gergo queste immagini si chiamano ‘flat lay’ o ‘foto in pianta’ e si ottengono tenendo la lente dell’obiettivo parallela al piano.

Su Instagram queste immagini impazzano: a oggi sono più di 7,5 milioni le foto postate con l’hashtag #flatlay. Nato inizialmente per ritrarre tavole e cibo, il flat lay si adatta a ogni tema. E la sua riuscita dipende da vari fattori come la composizione, la luce e la giusta geometria.

Ecco 10 consigli da seguire per scattare una bella foto

 

  1. 180 GRADI: la regola numero uno è tenere la lente parallela al piano da fotografare, in modo da non ottenere forme distorte.
  2. L’OCCORRENTE: scatti con lo smartphone? Sali su una sedia per ampliare il campo e distendi le braccia. Se vuoi un risultato più professionale ti servono macchina fotografica, luci, sfondi e un treppiede con colonna centrale inclinabile a 90°.
  3. LA COMPOSIZIONE: valuta sempre con cura spazi e volumi, per non riempire eccessivamente la composizione. Scatta una foto e poi analizzala per trovare il giusto equilibrio tra pieni e vuoti. Aggiungi sempre un elemento ‘fresco’ per vivacizzare, a volte possono bastare un pasticcino o un fiore! Mixa tra loro i materiali: legno e ceramica, vetro e tessuti... Texture diverse rendono l’insieme più interessante.
  4. I COLORI: disponi gli elementi per zone di colore o seguendo uno schema ‘incrociato’ per creare rimandi visivi (a meno che tu non voglia un effetto monocromatico). Per lo sfondo scegli un colore complementare agli oggetti, oppure resta negli stessi toni. Usa colori neutri se vuoi un effetto extra soft. Se cerchi un impatto più deciso osa invece tinte più squillanti, ma non inserire più di 3 colori diversi.
  5. LA GEOMETRIA: mentre scatti immagina di seguire sempre una griglia di linee perpendicolari tra loro. Ma, come in ogni regola che si rispetti, ecco l’eccezione: inserisci un elemento di rottura, un dettaglio che esuli dalla geometria della composizione (come un cucchiaino inclinato), darà vivacità!
  6. I VOLUMI VERTICALI: fai attenzione a oggetti di altezze molto diverse tra loro perché rischi di avere messe a fuoco differenziate (in questo caso dovresti fare più scatti mettendo a fuoco i diversi oggetti e poi sovrapporli in post produzione). Se vuoi inserire nella composizione elementi alti come vasi o bottiglie, tienili nella parte superiore dell’inquadratura: inclinando di pochissimo l’obiettivo acquisteranno volume senza deformare le geometrie. Conviene tenere gli oggetti più bassi nella parte inferiore e poi fare attenzione a non deformare quelli circolari, come tazze e bicchieri.
  7. LA LUCE: catta sempre con la luce naturale: crea il tuo set davanti a una finestra. Se la luce diretta è troppo forte, le ombre saranno scure e nette: in quel caso filtrala con una tenda, un lenzuolo o anche della semplice carta velina bianca (rende la luce più ‘morbida’).
  8. OMBRE SÌ/NO: gli oggetti creano ombre: se vuoi contrastarle prova con un pannello riflettente (o un cartoncino bianco), posizionandolo sul lato opposto rispetto alla tua sorgente luminosa. Se invece quello che cerchi è uno scatto con ombre ad arte, allora gioca con luci dirette e altezze degli elementi per crearle ad hoc e ottenere foto molto suggestive.
  9. GLI SFONDI: pavimento, letto, tessuti... qualsiasi superficie può fare da sfondo a una bella  foto. Valuta la capacità riflettente dei materiali per ottenere atmosfere diverse: una superficie lucida aumenta la luminosità della foto ma potrebbe creare riflessi indesiderati, al contrario una opaca assorbe la luce e offre ombre  più morbide.
  10. OSA: quando avrai acquisito familiarità con le luci, le ombre e le composizioni, rompi le regole e sperimenta, per ottenere effetti ricercati e inusuali: lo scatto da manuale diventerà artistico!

 

Ora tocca a te! Condividi i tuoi scatti, usa gli hashtag #dettaglioperfetto #flatlay #fromabove #flatlaystyle e mostraci le tue composizioni.

 

 

Illuminazione

La lampada Eclisse di Vico Magistretti

Perché un oggetto possa diventare un’icona deve avere o un’idea forte o una forma senza tempo. Eclisse, nella sua semplicità è grande per la sua forma pura, indiscutibile e atemporale.

Designer: Vico Magistretti (1920 - 2006)
produttore: Artemide
prezzo: € 160
progettata nel: 1965
idea: lampada da comodino (ma si fissa anche a parete) che permette di variare l’intensità della luce emessa.
materiali: corpo in metallo verniciato bianco, rosso o arancione, con interruttore on/off e ghiera per girare la semisfera interna.
segni particolari: uno dei dettagli più fascinosi di Eclisse è la piccola ghiera dentata (non presente nella prima versione), che permette la chiusura della semisfera interna per dare vita alle ‘fasi lunari’.
curiosità: Magistretti spesso schizzava l’idea a mano sul primo foglio di carta che trovava. Anche Eclisse, che ha vinto il Compasso d’Oro nel 1967, nasce così, su un foglio di un taccuino.

La semplicità è la cosa più difficile del mondo (Vico Magistretti)

Vico Magistretti (del quale quest’anno ricorre il centenario della nascita e che vogliamo celebrare con una rubrica ‘Icone’ un po’ diversa dal solito, con altri oggetti-cult di questo formidabile designer) per il progetto di Eclisse, ha sempre dichiarato di essersi ispirato al funzionamento delle lanterne cieche dei minatori.

Ma il suo nome e il suo funzionamento richiamano, più poeticamente, le fasi lunari e attingono all’immaginario collettivo dell’epoca, con la corsa alla Luna, conquistata di lì a pochi anni. Magistretti, come spesso gli accade, lavora su solidi geometrici puri: due sfere di diametro differente, una più piccola e in parte aperta per nascondere all’occorrenza la sorgente di luce tramite una rotazione e l’altra che diviene semisfera e base d’appoggio. Una luna che si riflette nel pozzo, e proietta una luce mai uguale a se stessa. Un oggetto sognante e interattivo, entrato nella Storia.

Lo sapevi che...

A gennaio 2020, anno del centenario della nascita del designer, la Fondazione Vico Magistretti ha messo online l’archivio digitale: 30mila tra schizzi e disegni tecnici, 7mila foto e 3mila documenti, oltre all’intera collezione di modelli e prototipi.

Pulire casa

Igiene: come pulire davvero

Pulire è togliere lo sporco, igienizzare è eliminare parte dei batteri, disinfettare è... Scopri qui i gesti per proteggere te e la tua casa!

La domanda del momento riguarda il Coronavirus: quanto resiste sulle superfici? Mentre girano su whatsapp vari audio-bufala, arriva una ricerca coordinata dai National Institutes of Health americani con l’Università di Princeton e l’Università della California: il virus resisterebbe fino a 4 ore sul rame, fino a 24 ore sul cartone e fino a 72 ore su plastica e acciaio, anche se la sua carica infettiva si dimezza dopo 7 ore sulla plastica e dopo 6 ore sull’acciaio.

Ma anche al di là di questa emergenza virus, imparare a pulire correttamente la casa è importante. Lo facciamo con l’aiuto di Fabrizio Zago, chimico industriale di ecobiocontrol.bio

Pulire, igienizzare, disinfettare

  • Quando parliamo di pulire intendiamo rimuovere lo sporco (polvere, grasso, calcare, ecc.), mentre con igienizzare intendiamo eliminare anche buona parte dei batteri. Disinfettare, poi, significa che i batteri vengono rimossi quasi del tutto (solo sterilizzando li eliminiamo al 100%). Nelle pulizie domestiche queste azioni si possono integrare: rimuovi lo sporco con l’aspirapolvere o la scopa, igienizza passando un prodotto sgrassante o detergente (attenzione, non è ancora un disinfettante): in questo modo elimini il primo strato di sporco che protegge batteri e virus. Se usi un apparecchio a vapore igienizzi anche senza detergenti, solo grazie all’acqua riscaldata oltre i 100 °C. Per disinfettare, invece, devi usare candeggina, alcool o un prodotto a base di cloro; per uccidere i batteri in lavatrice servono candeggina o prodotti con acqua ossigenata da usare a 60 °C.

Cosa fanno i detergenti

  • Gli sgrassanti (sia chimici sia naturali) rimuovono meccanicamente lo sporco in cui possono annidarsi i germi. L’acido acetico ha anche poteri battericidi.
  • I disinfettanti uccidono batteri e virus: devono avere l’autorizzazione del Ministero della Salute e riportare in etichetta la scritta ‘Presidio medico chirurgico’ garanzia che svolgono un’azione biocida senza danni all’uomo.

Spugne, stracci, guanti & co.

Per disinfettare spugne e stracci dopo l’uso falli bollire per 5 minuti in pentola o nel microonde alla massima potenza, immersi in una ciotola con acqua e limone. Puoi anche metterli in lavatrice con un detersivo in polvere (con percarbonato di sodio che libera ossigeno e abbatte la carica batterica), ad almeno 60 °C.

News

Come sarà la casa dopo il coronavirus? Intervista a Fabiana Scavolini

In questi mesi la casa ci ha protetti e amati, rivelandoci nuove esigenze: di cosa abbiamo bisogno per coabitare in armonia? Ne parliamo con Fabiana Scavolini, Amministratore Delegato dell'azienda di famiglia (che qui racconta anche cosa ha cucinato durante il lockdown...!)

È il 1961 quando due fratelli, Valter e Elvino Scavolini, aprono un laboratorio di falegnameria artigianale nella loro terra, le Marche. In pochi anni le loro cucine diventano apprezzatissime sul territorio e i fratelli si chiedono come farle conoscere su scala più ampia: l'intuizione, nel 1975, è non solo di potenziare la rete distributiva e commerciale, ma di investire in una campagna pubblicitaria nazionale, sponsorizzando l'allora squadra di basket di Pesaro. È l'inizio di un modo di raccontarsi che ha contraddistinto l'azienda fino a oggi, intrecciando l'evoluzione continua della sua produzione di cucine (e poi di living, bagno, cabine armadio, ecc.) con la storia degli spot più celebri della tv: dal 1984 Raffaella Carrà, poi Lorella Cuccarini e Carlo Cracco sono il segno di una capacità di comunicare con gli italiani che oggi si rinnova in un video emozionale e attualissimo, nato per riflettere sul momento storico che stiamo vivendo. «Abbiamo studiato ogni singola parola» mi dice Fabiana Scavolini, figlia di Valter e oggi Amministratore Delegato dell'azienda di famiglia (una famiglia molto unita: Valter e Elvino sposarono due sorelle): l'ho raggiunta su Zoom per parlare del pensiero da cui è nato questo video e di come cambieranno la casa e il nostro modo di viverla, dopo il coronavirus.

È da molti anni che Scavolini ‘parla’ agli italiani, dal giorno in cui TV sorrisi e canzoni pubblicò un sondaggio sui più amati dagli italiani – Papa Wojtyla, Pertini e Raffaella Carrà – ispirando l’idea di scegliere la Carrà come testimonial e di usare quello slogan indimenticabile... Oggi Scavolini torna a parlare con uno spot che dà un brivido, perché dice qualcosa che tutti sentiamo: “non può esistere un mondo lì fuori senza la tua casa dentro”. Come sono nate le riflessioni del video?
«Quando ci siamo resi conto che il periodo di chiusura non sarebbe stato breve, abbiamo sentito il bisogno di comunicare in modo diverso, adeguato al momento al di là dello spot con Carlo Cracco che ci piace molto e resta parte integrante della nostra strategia di comunicazione. Era ed è il momento di parlare al cuore degli italiani, in questo periodo storico così difficile. Ci siamo chiesti cosa fosse al centro per tutti noi e la risposta è stata: la casa. È lei che ci ha protetti, coccolati, è stata il nostro nido, il porto sicuro. Perciò è lei che abbiamo voluto mettere al centro della comunicazione ed è lei che abbiamo voluto fare parlare. Tanto più che l'azienda nata con le cucine – il cuore della casa –oggi fa anche living, bagno, cabine armadio...».

L'esperienza traumatica dell'epidemia ha cambiato il nostro modo di percepire la casa?
«Credo che tutti abbiamo colto l'importanza della casa come 'fortezza amorevole'. E quando potremo uscire con più libertà di adesso, la casa sarà lì che ci aspetta. Sapremo che non puoi stare bene fuori se non stai bene dentro: questo vale a livello della singola persona, ma anche dello spazio in cui abitiamo».

Cosa ti ha confortata, della casa, in questo periodo di lockdown?
«Anzitutto sono stata grata alla casa perché teneva al sicuro me e la mia famiglia. Ma anche i miei genitori e i miei fratelli, che vivono tra Pesaro e Bologna. Ho sempre amato molto la mia casa, ma viverla in modo continuativo è stata un'esperienza speciale. Ho apprezzato i pranzi e le cene insieme, con mio marito e i nostri due figli, senza essere di corsa come nella routine abituale... In realtà io non ho mai smesso di lavorare, anzi forse ho lavorato anche di più, ma ero a casa anziché in azienda; mio marito e mio figlio maggiore, che ha 18 anni, hanno collaborato a cucinare e abbiamo avuto più momenti di condivisione. Penso alle serate in quattro sul divano... abbiamo visto tutti i film di Avengers, non li avevo mai visti e mi sono appassionata, è stato davvero divertente!».

Com'è la tua cucina? E anche tu in questi mesi hai cucinato più di quanto facessi prima?
«La mia cucina è abitabile, ha uno stile 'caldo' e funzionale, è in ciliegio e panna. Non c'è l'isola, ho preferito inserire il tavolo, e avere così la possibilità di mangiare in cucina, cosa che facciamo anche con gli amici, se sono pochi. E sì, ho trovato il tempo per fare le crêpes e i waffles per mio figlio più piccolo, che ha 11 anni. Anch'io come tanti italiani mi sono ritrovata a fare cose mai fatte prima...!».

Lo spot dice: "Hai scoperto che è bello condividere ma è faticoso coabitare”, e non c’è sintesi più attuale e azzeccata. Scavolini progetta cucine, bagni, living, cabine armadio… Credi che gli arredi possano aiutarci a coabitare in armonia? E come devono essere per assolvere a questo scopo, non solo funzionale ma ‘relazionale’?
«La funzionalità degli arredi, in tutte le stanze, è la chiave per coabitare in armonia: bisogna avere le cose giuste, quelle progettate specificatamente per lo stile di vita di chi abita la casa. La necessità di tante persone che studiano o lavorano contemporaneamente in casa, per esempio, deve ottenere risposte dai progettisti, puntando su praticità e versatilità. Solo così aiuteremo a coabitare in armonia».

La casa cambia insieme ai mutamenti sociali e culturali, alle abitudini e agli stili di vita. Quando ero piccola casa era la cucina, poi c’erano il tinello, per il pranzo della domenica, e il salotto che si apriva a Natale... Mia nonna non accendeva neanche il riscaldamento fuori dalla cucina, se non in occasioni speciali! Non immaginava certo che di lì a pochi anni il tinello sarebbe scomparso e avremmo avuto la cucina in salotto, che gli spazi sarebbero diventati ibridi e polifuzionali… La casa cambia sotto i nostri occhi e ce ne accorgiamo quando è già successo. Ma le aziende di arredo devono fiutare i mutamenti in atto, interpretarli e guidarli: come cambierà, secondo te, la casa dopo il coronavirus?
«Nel corso degli ultimi decenni le cucine si sono allargate, da cucinotto a cucina aperta sul living, con l'isola in cui prepari la cena mentre prendi l'aperitivo con gli amici. Questo è il modo di abitare che abbiamo preferito ultimamente, quello che ha risposto meglio alle nostre abitudini. Ora, dopo il coronavirus, la casa per tanti sarà anche il luogo del lavoro: l'esigenza principale sarà avere spazi polifunzionali anche nelle metrature più ridotte. Immagino armadi che si aprono e contengono angoli studio, pareti divisorie che isolano possibilmente anche dal rumore, o che si muovono e ricreano di volta in volta zone per attività diverse, dal lavoro agli hobby. E poi immagino case super connesse, perché abbiamo capito che una buona connessione è fondamentale per fare molte cose in modo nuovo. Diventerà più comune un'interazione tra gli arredi e i device tecnologici...».

Scavolini ha già moltissimi prodotti modulari, componibili, multifunzionali. State pensando a qualcosa di particolare per gli italiani che continueranno a lavorare da casa?
«Con BoxLife, il sistema che abbiamo presentato a Eurocucina nel 2018, si possono 'inventare' nuovi spazi della casa. Si tratta di grandi ante scorrevoli, a pacchetto, a scomparsa, che si adattano a ogni stanza, dalla cucina al living alla zona notte. Permettono di ricavare un piano di lavoro supplementare, di avere l'angolo lavanderia, il guardaroba, il letto a ribalta... Sono la soluzione per progettare un home office anche in case piccole: per esempio permettono all'occorrenza di chiudere completamente la cucina e usare lo spazio come ufficio».

Tra i suoi valori Scavolini mette l’innovazione e la definisce con un’espressione molto italiana e molto bella: “inventare nell’arredo”. In che modo inventate?
«Abbiamo uno studio di progettazione interno da cui sono nate cucine molto amate come LiberaMente e Favilla  che ha un sapore un po' shabby chic... Spesso grazie al dialogo con i nostri rivenditori, cogliamo le suggestioni del mercato: tramite loro, le richieste dei consumatori diventano spunto per nuovi progetti che intercettano il gusto del momento. In altri casi lo studio di progettazione collabora con designer esterni, penso a Nendo (era sua la cucina Qi presentata al CasaFacile DesignLab nel 2017, ndr), a Studio Rainlight che ha ideato BoxLife, a Diesel che con Diesel Social Kitchen ci ha portati nel mondo delle cucine industrial... In questi casi si ha un dialogo continuo con il designer, per trasmettergli le conoscenze specifiche legate alla progettazione industriale, che deve rispettare un preciso standard di rapporto qualità-prezzo».

La cucina è stata la grande protagonista, in questi due mesi di lockdown. Gli italiani sono diventati panificatori, pastai, pasticcieri… Con Carlo Cracco avete disegnato Mia, una cucina che offre performance professionali anche a casa: credi che il ritorno degli italiani a cucinare ad alto livello sia la via da seguire nella progettazione dei nuovi modelli?
«Sì, il fatto di essere stati tanto dentro casa ci può aver fatto capire cosa ci manca, l'elettrodomestico per la lievitazione del pane a quello per fare la pizza... E progettando insieme allo chef Carlo Cracco la cucina Mia abbiamo avuto molte indicazioni interessanti di quali possono essere i bisogni per chi cucina ad alto livello, dagli elettrodomestici professionali come l'abbattitore alla funzione di marinatura integrata nel cassetto del sottovuoto... L'imperativo della funzionalità, però, va declinato in tutte le cucine, per tutti i tipi di pubblico».

La palestra in casa l’avete già introdotta con Gym Space intuendo che gli arredi del bagno si potevano combinare con una reinterpretazione della spalliera svedese. Non sai quanti di noi l’avrebbero desiderata in questi mesi: credi che sia una strada da sviluppare ulteriormente?
«L'ha disegnata Mattia Pareschi Studio, è un prodotto che abbiamo messo in produzione da qualche mese e piace molto. È sicuramente una possibilità che il lockdown ci ha mostrato come utile. Naturalmente bisogna avere lo spazio, ma il bagno negli ultimi anni è cambiato, si è allargato, ha guadagnato importanza e la palestra in bagno può essere una soluzione interessante e utile in un'epoca di necessario distanziamento sociale».

Scavolini ha 850 punti vendita in Italia e 350 in giro per il mondo. In una recente intervista su La Repubblica hai detto che il sogno adesso è di mettere la bandiera in Australia. Pensi che la pandemia abbia cambiato le priorità?
«In Australia apriremo un punto vendita a Sydney. Prima della chiusura eravamo già alla fase di invio delle cucine. Certo adesso dovremo capire i tempi di ripartenza dei vari Paesi... la situazione è in divenire e la priorità è la salute. Noi abbiamo ripreso la produzione seguendo i protocolli di distanziamento, con le mascherine, le entrate distanziate, la misurazione della temperatura, e molti uffici che continuano a lavorare da casa».

L’Italia è tra i Paesi colpiti più duramente dal virus: credi che dopo questa esperienza dolorosa ci sarà un ‘rilancio italiano’, che la gente investirà di più nella casa, nell’arredo, nel made in Italy?
«Made in Italy porta con sé il concetto di attenzione al dettaglio, al design, alla sicurezza e credo che cercheremo sempre di più prodotti curati, studiati nei minimi particolari. Comprare italiano ha senso, e soprattutto comprare da aziende che lavorano in maniera attenta e sicura con progetti di qualità. Però non dobbiamo rischiare la chiusura e che ogni Paese pensi solo a se stesso: il Made in Italy è un valore da sostenere non solo in Italia ma nel mondo».

Se ti avessi proposto di intervistarti due mesi fa, ci saremmo sentite per telefono. Oggi ci stiamo guardando in faccia su Zoom. Anche due mesi fa esisteva Zoom, ma non sapevamo usarlo. Senza nulla togliere all’importanza dell’incontro fra le persone, pensi che questo nuovo modo di avvalerci della tecnologia sia una frontiera da esplorare?
«Abbiamo imparato a usare strumenti di cui prima non ci servivamo e ci siamo resi conto che permettono di essere connessi in modo continuativo e nuovo. C'è stato un salto di paradigma, nella tecnologia: grazie a essa, per esempio, siamo riusciti a stare vicini ai nostri venditori, a fare formazione o a presentare la nuova campagna Tv via web».

Il video dice: "si può essere vicini senza nemmeno toccarsi". Pensi che si aprirà un’era nuova, per esempio per le consulenze di arredo a distanza?
«Proprio in questo periodo abbiamo lanciato l'architetto on line: i nostri rivenditori realizzano i progetti per i clienti e possono visionarli insieme al loro cliente utilizzando piattaforme come Zoom o Skype... In futuro il servizio potrebbe essere misto, in parte dal vivo e in parte online, ad esempio con un tour virtuale dello showroom».

Il Salone del Mobile è slittato al 2021, e il 2020 sarebbe stato l’anno di Eurocucina: Scavolini come pensa di presentare le novità che avreste portato in fiera?
«Anziché presentare le novità tutte insieme, ne sceglieremo alcune da cui partire, che mostreremo a cavallo tra l'estate e l'autunno. Dobbiamo ancora definire le modalità, ma non è escluso che proprio la tecnologia ci farà ideare nuove soluzioni...».

Il video si conclude con un hashtag che propone un 'ribaltamento' suggestivo: dalla cucina più amata dagli italiani a #latuacasatiama. Cosa significa per te questo hashtag e che messaggio vuole lanciare Scavolini?
«'La più amata dagli italiani' resta il nostro pay off, è stato una pietra miliare nella nostra comunicazione e continua a identificarci. L'hashtag #latuacasatiama è nato in questo particolarissimo momento storico per ricordarci che abbiamo provato un senso di protezione e di amore da parte della nostra casa. Negli ultimi anni, avevamo dato molta importanza all'esterno, alla socialità nei locali, per strada, nei luoghi pubblici. Questa esperienza ci riporterà 'dentro' almeno in parte... torneremo a frequentare bar e ristoranti (ne abbiamo tutti desiderio e bisogno!), ma anche a fare della casa il luogo delle relazioni amicali. #latuacasatiama vuole ricordare a noi aziende che dobbiamo ripensare gli spazi partendo dalle nuove esigenze della gente, e invita tutti a dare più valore alla casa, luogo dell'intimità, della persona, delle relazioni che contano. L'amore è un sentimento bilaterale: se tu ami la tua casa, la tua casa ti ama».

Ispirazioni

Richiami esotici nel loft di città

Un grande spazio open, moderno e cosmopolita, con tante idee che mixano oriente e occidente. Da copiare per aggiungere... un po' di pepe alla nostra casa!

Ingrun Von Keudell ha passato l’infanzia in India, ma è tedesca di nascita e italiana per amore: da questo melting pot è nato Opaline (‘gioiello’ in sanscrito), il suo brand di moda etica e sostenibile, come la pregiata seta che ottiene riciclando i sari dismessi.  Siamo andati a trovarla nella sua casa di Milano, un loft ricavato dalla parcellizzazione di un edificio che nei primi del ’900 serviva al ricovero delle carrozze.

Le scelte fatte

Gli spazi del loft, che rischiano di risultare un po’ dispersivi, sono stati ‘divisi’ dai colori e da mega-pareti vetrate. La casa è stata progettata a zone e ognuna di queste ha una sua nuance.

Il tocco di stile

Nonostante la struttura così metropolitana, i tanti ricordi di viaggio, le grandi piante rigogliose e gli arredi in stile etnico hanno regalato un calore esotico che non è mai finto o fuori posto. 

Zona studio

Lavorare da casa: idee per mini uffici, molto smart

L’esperienza di questi mesi ci ha insegnato quanto sia importante avere un ‘home office’. Anche piccolissimo, purché ben progettato. Magari con un ‘fondale’ per le video-riunioni...

L’emergenza Coronavirus ci ha fatto scoprire che 8,2 milioni di lavoratori dipendenti italiani hanno una impiego che possono svolgere anche da casa. Non tutti amano questa prospettiva, ma molti ne apprezzano la possibilità di conciliare meglio lavoro e famiglia.

E se, come si preannuncia, la cosiddetta ‘fase 2’ di ritorno alla normalità prevederà che si continui almeno in parte a telelavorare, è necessario ricavare angoli home office anche piccolissimi, senza rivoluzionare tutta la casa.

Qui vi proponiamo le nostre idee creative

La ribaltina nella libreria

Questa soluzione l’abbiamo trovata su Instagram, a casa della designer di Brooklyn Laura Yeh. Se hai una libreria profonda cm 30, chiudere un vano con un’anta a ribaltina è un intervento semplice e permette di ricavare una scrivania profonda cm 60 (30 cm dell’antina più i 30 del ripiano). Inutile sottolineare la praticità dell’apri-e-chiudi.

Nella nicchia, con mensole e pegboard

Una nicchia o quell’angolo ‘morto’ che si forma tra la parete della finestra e quella adiacente: attrezzando il muro con mensole e con un pegboard (il pannello a buchini in cui inserire ganci portaoggetti o portamensole), la postazione ufficio è fatta! Se lo si avvita alla parete con cerniere, il piano si ribalta verso il basso (o l’alto) scomparendo quando non è in uso.

Paravento e fondale: l’idea in più

Per chi non lo avesse visto, consigliamo su YouTube l’esilarante video di Giovanni Scifoni ‘Nella mente dello smart worker’. Oltre a far ridere, mette in luce due nuove esigenze: avere un fondale per le video chiamate di lavoro e isolare una parte di una stanza condivisa, per lavorare con più privacy.

La soluzione? Un paravento. Quello che trovi nella gallery è fai-da-te: 4 pannelli di compensato uniti da cerniere e attrezzati con micromensole e appendiabiti. Se lo rivesti con carta da parati, avrai lo sfondo per le video riunioni!

Sapevi che puoi anche scaricare gli sfondi per personalizzare le videochiamate, nell'applicazione Zoom? Westwing ha reso disponibili (gratuitamente) 9 immagini che ritraggono sia ambienti outdoor che ambienti indoor.

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News

Design Loves Milano: asta benefica in favore dell’Ospedale Sacco di Milano

‘Design Loves Milano’ è l’asta benefica che si terrà il 12 maggio sul sito di Cambi Casa d’Aste per raccogliere fondi a favore dell’Ospedale Sacco di Milano.

Design Loves Milano riunisce un’incredibile ventaglio di designer di fama internazionale tra i quali Fernando e Humberto Campana, Formafantasma, Roberto Sironi, Muller Van Severen e Analogia Project. Ogni designer donerà uno o più dei suoi pezzi unici, in edizione limitata o di design da collezione, che verranno messi all'asta.

Ospedale Luigi Sacco di Milano è stato scelto come beneficiario della charity Design Loves Milano a supporto dello sforzo presente e futuro per assicurare la ripresa della città di Milano, una delle città italiane più gravemente colpite dalla pandemia. La donazione servirà per l’acquisto di attrezzature e strumentazioni per sostenere i gruppi di ricercatori locali a sviluppare il vaccino per arrestare il diffondersi del Covid-19.

All’interno di un’innovativa versione unicamente digitale del catalogo dei lotti in vendita, i designer partecipanti spiegheranno la motivazione dietro al pezzo donato e il loro rapporto con la città di Milano.

 

Per vedere il catalogo completo e per partecipare all’asta » cambiaste.com

Idee e tendenze

A scuola di styling: riscopri i colori delle terre

Spesso vi proponiamo abbinamenti vivaci, ma c’è un momento per riscoprire l’armonia dei colori naturali.

Le infinite sfumature dei volti degli uomini, i colori di rocce, sabbia, terra... Queste nuance ci parlano di noi, della nostra pelle, ‘declinata’ nelle varie etnie del mondo, della terra coltivata, dei fusti degli alberi. Forse è per questo che portare in casa queste tonalità ha un effetto rilassante. In queste lezioni di stile, la nostra stylist vi ispira con le loro ‘good vibes’.

  • Geometrie ton sur ton: lo sfondo perfetto per la madia ‘plissé’? Il pannello effetto cubista in 3 nuance di marrone.
  • Illusioni ottiche: se ami lo stile minimal ma cerchi una soluzione d’impatto, puoi giocare con una tappezzeria particolare... in toni neutri.
  • Effetto soft: non solo nelle nuances che dal bianco sfumano al rosa blush, ma anche nella texture materica dei tessuti che rivestono le sedute e delle lane lavorate a mano e bouclé di plaid e tappeti. Piccoli lussi per coccolarsi ogni giorno. Divertiti a giocare con linee e materiali ma con criterio: sgabello e tavolino in legni diversi di forme simili.
  • Il calore del legno chiaro: dal mood decisamente nordico, il tavolo dal piano striato non vuole una tovaglia ma si apparecchia direttamente con ceramiche effetto ‘fatto a mano’ nei colori terrosi e in forme irregolari tondeggianti accoppiati a tovaglioli in lino supermaterico... per pranzi e cene easy chic! Con piatti neutri sono perfette ciotoline e porta-pane tropical o geometrici... mix&match.
  • Forme arrotondate e materiali naturali donano subito un ‘effetto cocoon’. Dal tavolo di ispirazione vintage con i profili bombati alle sospensioni che, nelle loro forme in&out, sembrano respirare mentre la luce filtra dalle loro lamelle in un alternarsi di pieni e vuoti.
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Sicuri in casa: come evitare gli incidenti domestici

Scopri i pericoli da evitare nella tua abitazione, per essere a riparo dagli incidenti domestici.

Scivolare su un pavimento bagnato, prendere la scossa, ustionarsi: in Italia si verificano 4,5 milioni di incidenti domestici ogni anno e circa 8.000 sono mortali, lo dice uno studio del Dipartimento di medicina del lavoro dell’Ispesl (Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro). Certo, è meno dello 0,2% sul totale degli incidenti, ma non sono numeri piccoli: morire così, infatti, è più probabile che in un incidente sul lavoro, in un incidente stradale o vittima di omicidio!

Eppure si parla poco di questo tema per una ragione curiosa: dire che i bambini non devono stare vicino ai fornelli, che bisogna fare attenzione ai pavimenti bagnati e che è necessario sostituire i vecchi elettrodomestici sembrano banalità risapute, e così si rischia di tacere una causa di morte importante; e soprattutto una causa che sarebbe possibile prevenire.

Cristina Brondoni, che nel suo curriculum vanta anche una collaborazione con l’ex comandante del Ris di Parma, Luciano Garofano, ci guida a non prendere alla leggera i rischi che corriamo proprio nel luogo in cui ci sentiamo più sicuri: la nostra casa. E a scongiurare il peggio.

PAVIMENTI BAGNATI

La caduta è l’incidente più frequente. Si scivola su un pavimento bagnato o si cade da una scala. La legislazione sul lavoro prevede calzature anti infortunistiche per chi si occupa delle pulizie in modo professionale; in casa però di solito si calzano ciabatte o zoccoli, rischiando. Il consiglio è, quando fai i lavori domestici, di usare scarpe con suola in gomma (va bene anche un paio di sneakers) o gli zoccoli antiscivolo.

SCALE PIEGHEVOLI

Usare scale e scalette di qualità scadente perché: "Tanto devo solo fare tre gradini e la uso sì e no una volta al mese" non è una buona idea. La caduta in genere avviene perché la scala si chiude o si piega o, instabile, si ribalta. Cadere da un’altezza di mezzo metro è già grave. Se si cade da un metro e mezzo le conseguenze possono essere letali: in molti casi si ha lo sfondamento della base cranica. Le scale vanno aperte del tutto, fissate con gli appositi sostegni affinché non si chiudano all’improvviso, ed è buona norma non sporgersi. Se non si arriva in un punto è bene scendere dalla scala e spostarla. Banale? Forse, ma è utile ribadirlo. Scegli una scala solida, non troppo leggera, in legno o in alluminio, con sistema di blocco che ne impedisca l’apertura una volta che si è saliti. La caduta è l’incidente più comune anche per i bambini, e ci sono semplici accorgimenti per prevenire: mettere i paraspigoli ai tavolini, posizionare il tappeto lontano dai caloriferi, e se la stanza è piccola coprirli con un cuscino come si fa nelle palestre di scuola.

CORRENTE ELETTRICA

Quando cambi una lampadina, spegni prima l’interruttore generale. Non estrarre la spina dalla presa con le mani bagnate o tirandola per il filo e non dall’impugnatura. Controlla il buon funzionamento degli elettrodomestici. Se sono obsoleti e si guastano sostituiscili con modelli nuovi che garantiscano standard di sicurezza in linea con la vigente normativa. È fondamentale che l’impianto di casa e dello stabile siano a norma. Se in casa ci sono bambini molto piccoli, magari che gattonano, metti i copripresa.

MOBILI E LIBRERIE

Quando muovono i primi passi, i bambini si attaccano a tutto ciò che trovano: divani, poltrone, tavolini. I tavolini di cristallo o con piani rigidi e angoli appuntiti vanno tolti dalla loro portata. E poi è bene fissare con tasselli i mobili alti alle pareti. La stabilità di una libreria avvitata a parete evita che, se il bambino la scuote, cadano libri e oggetti.

COLTELLI

I coltelli in casa devono stare in un posto sicuro e non del tutto accessibile. Il ceppo dei coltelli, per esempio, non deve stare a portata di mano: in criminologia è considerato un ‘facilitatore’ ovvero un elemento che, in caso di lite o di intrusione da parte di un ladro, rischia di far evolvere la situazione in peggio. Quando carichi la lavastoviglie metti i coltelli con la lama rivolta verso il basso. Una caduta accidentale sulla lavastoviglie aperta con il coltello posizionato con la lama verso l’alto può avere esiti terribili. Mai usare il coltello per forzare i coperchi dei barattoli e in altri modi impropri. Per utilizzarli sempre in sicurezza, l’ideale è usare un paio di guanti antitaglio.

DETERSIVI & CO.

Tieni lontano dalla portata dei bambini tutte le sostanze tossiche, inclusi i medicinali: riponili in alto dove non possono arrivare o, meglio, in mobili chiusi a chiave (e la chiave deve essere nascosta!). Mai usare bottiglie riciclate per contenere solventi o detersivi. Chi fa il travaso, spesso lascia poi la bottiglietta a portata di mano e qualcun altro (che si è dimenticato o non sa del travaso) rischia di berne il contenuto. Basta un sorso di sostanze caustiche come la candeggina, per riportare danni gravissimi, a volte letali.

CARAMELLE E...

Ai bimbi va insegnato a mangiare a tavola. Non in giro, non correndo per casa. Se gli si offre una caramella, devono mangiarla con calma stando seduti. Nei più piccoli, il rischio di soffocamento è piuttosto alto. È consigliabile che i genitori, i nonni, chi si prende cura di loro abbia i rudimenti di primo soccorso, per intervenire, se serve, per disostruire le vie aeree.

FINESTRE

Per pulire i vetri usa una spazzola con bastone telescopico, così non devi sporgerti dal davanzale. Meglio poi, quando si fanno questi lavori, non essere soli in casa.

FUOCO

Gli incendi in casa avvengono nei pressi delle fiamme vive o per corto circuito. Meglio dotarsi di un estintore a polvere omologato, da tenere in un punto accessibile della cucina, che è l’ambiente più a rischio.