Idee e tendenze

Organizer da scrivania: nati per servire

Una bella selezione di accessori multiuso, perfetti anche per aggiungere un tocco di design alla tua, e soltanto tua, amata scrivania!

In casa non hai una postazione fissa dove lavorare e la scegli in base alle zone lasciate libere dal resto della famiglia? Questi contenitori ‘nomadi’ fanno per te: puoi metterci penne, matite, ecc. e spostarli dove ti serve.

Il parere del direttore:

“Il bello di questi contenitori è che puoi decidere tu di cosa riempirli: dall’occorrente per il cucito ai bijoux, sono al servizio della tua fantasia”. [Francesca]

Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!

  • Toolbox è un'icona. Disegnato Arik Levy, oggi è realizzato in plastica riciclata e 7 colori [Vitra]
  • In betulla, Koppa ha scomparti removibili [Verso Design]
  • Organoo, a più scomparti, è in bambù [Casa]
  • Con maniglia, No 4, Toolboox. In frassino, design Aurélien Barbry [Ro Collection
  • In Abs, Tool Box: nel manico puoi riporre penne, matite, piccoli oggetti [Hay]
  • 100% industrial style, in acciaio riciclato, fatto a mano [Puebco]
  • In metallo, Grid può essere usato in & outdoor [Ferm Living]
  • Fibra di cartone riciclata per Elisa, a 7 scomparti[su westwingnow.it]
  • Moderno, elegante e versatile, in rame con accessorio in legno [e15]
  • Un portapenne in legno, con spazio anche per le cartoline [Nofred]
  • Una serie in polipropilene riciclato di diversi colori, che permette diverse configurazioni e accessori in sughero e alluminio [Muuto]
  • Dania è un portalettere a tre piani in legno naturale di quercia [Skagerak]
  • Contenitore in legno per l'appassionato dei famosi mattoncini colorati [LEGO]
  • One Piece, in legno colorato, ha una silhouette sottile [Normann Copenhagen]
  • Un portalettere in legno di quercia per gli amanti della montagna [Side by Side]
Soggiorno

Trova lo stile giusto per il tuo salotto

Ci scrivete spesso chiedendoci di dare un nome agli stili di cui vi appassionate su Pinterest e su Instagram. Dal Botanico al Cottagecore, ne abbiamo scelti 6 applicati alla zona giorno. Quale preferite? Naturalmente niente vieta di mixarli per creare uno stile tutto vostro!

Botanico

Il più desiderato (e copiato) di tutti gli stili oggi porta in casa la natura. Sotto forma di pattern botanici e di arredi in rattan, bambù e legno con venature a vista.

Seventies

Un tuffo nel colore a 360°: sì, tornano i toni primari reinterpretati da geometrie decise. Il gusto Anni ’70 è pronto a (ri)conquistarci!

Parigino

Eleganza raffinata con spunti rétro: ecco cosa evoca la parola parigino applicata allo stile. Ingredienti? Ottone, paglia di Vienna e vetri fumé.

Comfy-chic

Domina, negli allestimenti e nei progetti degli interior designer, la scelta di arredi tondeggianti e materiali soffici. Voglia di tenerezza?

Scandinavo

Il mood nordico è un vero evergreen per il suo tono semplice ma non scontato e per il calore dei materiali. Oggi poi ha anche tocchi di colore!

Cottagecore

È lo stile più cercato sui social: un po’ country un po’ romantico. L’abbiamo composto con carta da parati floreale, legno (naturale o tinto) e linee ‘dolci’.

Idee e tendenze

Tendenza: Canneté, la texture che piace

Un grandissimo ritorno: in auge tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, oggi il canneté torna di moda, anche in versione pastello!

Ad appassionarsi per primi al motivo ‘cannettato’ sono stati i Maestri del modernismo Anni ’30-’40. Questa lavorazione ha poi rivestito anche i mobili degli Anni ’50.

Il suo è un graditissimo ritorno: provalo per trasformare il living con boiserie o madie in legno scanalato. Con piastrelle ‘ribbed’ (cioè a coste) color pastello, il bagno non sarà più lo stesso. E se accendi una lampada in cristallo ondulato, vedrai che riflessi!

Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!

  • Isola con piano cottura, parte della cucina modulare Lounge con finitura Canneté Noce Chiaro [Veneta Cucine]
  • Bicchieri da champagne Flight in vetro borosilicato lavorato a mano [Ferrone]
  • Lampada wireless Canneté, realizzata in cilindri d’ottone e vetro cannettato. È alimentata a Led con batterie ricaricabili [Bronzetto]
  • I frontali della consolle Canneto sono realizzati con tondini di metallo spazzolato di diversi diametri, che creano una texture irregolare. Il top è in metallo, con corice in noce canaletto. Della stessa serie, anche il cabinet verticale e il mobile bar [De Castelli]
  • Libreria Academy: sponde in metallo laccato e struttura oro antico [Oasis Company]
  • In legno di mango la credenza Licia [Westwingnow]
  • Chiffonier a 4 ante in ciliegio Eden-Rock [Roche Bobois]
  • Nel progetto d’interni firmato da Quincoces-Dragó per lo showroom Spotti a Milano, protagonista è il sistema di armadi effetto boiserie Seryasse di Lema con ante in noce canaletto dogato
  • Lampada a sospensione Cannettata in alluminio e vetro cristallo soffiato in un unico pezzo, con motivo a canne verticali, design Massimo Iosa Ghini [de Majo]
  • Funzioni integrate di libreria e contenitore nella boiserie Modulor in Noce Sahara ondulato [Rimadesio]
  • Comò Double N19 della coll. Next con top in vetro laccato, puntali in ottone e maniglie con inserto in cuoio [Scappini Home]
  • Vaso-scultura in porcellana W&S Chamber ispirato a forme organiche, realizzato con stampa 3D [Hay]
  • Una superficie testurizzata da un ciclo di bande verticali che creano un flusso morbido e razionale [DeSign Wallpaper]
  • Porta a battente della collezione Filomuro con pantografatura Onda in essenza Rovere Terra [Garofoli]
  • Toni pastello nei rivestimenti e nelle piastrelle effetto 3D che danno un’allure tutta nuova al bagno. A sinistra, bagno realizzato con pannello 3D Wall Covering ZigZag [Orac Decor]
  • Un materiale innovativo, il Flumood (ecologico, compatto, non poroso) per il lavabo Plissé di Paolo Ulian [Antonio Lupi]
  • In Millennial Pink le piastrelle Passepartout 2 [Fioranese Ceramica]
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News

Una bellissima Milano vista nei riflessi delle pozzanghere

La meraviglia nascosta nelle pozzanghere: alla scoperta della città a testa in giù con le fotografie di Martina De Michelis

 

Martina De Michelis è una fotografa milanese che percorre la città palmo a palmo in cerca di meraviglie che di solito ci sfuggono: le geometrie artistiche dei palazzi, una traccia impressa nell’asfalto, un messaggio sul muro, un riflesso in una pozzanghera... La poesia trascurata della città e del nostro frettoloso quotidiano.

Pezzetti di città svelati dalle pozzanghere, come buchi nell’acqua verso nuove dimensioni, profonde e capovolte. L’ordinario e il conosciuto mi appaiono nuovi, diversi e un po’ magici.

Puoi seguire il lavoro di Martina De Michelis sul suo account Instagram @lamartimbe e sul suo sito lamarti.net

Ispirazioni

Una mini casa in affitto a Parigi, tra scelte décor e dettagli a sorpresa

Nelle case piccole non si può spingere sul décor? La stylist Aude Jolijour ci dimostra il contrario. Lo fa con uno stile unico, tra carte 'scrostate' e sedie in midollino: ruvido e... morbido!

Non fatevi ingannare dall’atmosfera bucolica: siamo nel cuore di Parigi e se «sentiamo cinguettare gli uccellini», come racconta Aude, stylist e instagrammer da quasi 50 mila follower, è perché due cortili separano l’abitazione dai viali della città. Scopriamo che la maestra del décor romantico ha un debole per le case in affitto, come questo accogliente trilocale al piano terra. Qui Aude dimostra come ottenere il massimo con minima spesa.

Le scelte fatte

Non potendo fare lavori strutturali, Aude ha ‘ridisegnato’ le superfici, ha ricavato una camera in più al posto della sala da pranzo e ha organizzato il living in tre zone. Ogni dettaglio è una sorpresa!

Il tocco di stile

Sfatando il diktat per cui nei piccoli spazi è meglio usare colori neutri, Aude si è sbizzarrita con carte da parati, tappeti, tende effetto ‘raw’. Risultato? Una magia fatta di stile jungle e botanico, di vintage e classico, tenuti insieme da un’innata eleganza... rustico e chic possono convivere!

Idee e tendenze

New Home: Il design della casa che non c’è

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

NFT e Metaverso: sono termini nuovi, che parlano di un’era ibrida in cui realtà e digitale diventeranno tutt’uno. Seguiteci e capirete!

Nel 2020 è stata venduta una casa per 431mila euro: il vero scoop è che la casa non esiste, si tratta di un file digitale. Nel 2021 la casa d’aste Christie’s ha venduto un’opera digitale dell’artista Beeple per quasi 70 milioni di dollari, non un’opera da appendere ma un file jpeg!

Si tratta di NFT, Non Fungible Token, ne avrete sicuramente sentito parlare... Ma di cosa si tratta esattamente?

È una nuova tecnologia basata sulla blockchain la cui caratteristica principale è la non ‘intercambiabilità’. Ogni pezzo ha una certificazione unica: anche se può essere riprodotto, non avrà più lo stesso valore; è un po’ la differenza che passa tra la Monna Lisa e le sue varie riproduzioni.

Nella casa di un futuro non troppo lontano sembra che tutti avremo uno schermo o meglio, un ledwall, per l’arte NFT. Questa rivoluzione interessa anche il mondo del design da quando il digital artist Andrés Reisinger ha realizzato (e venduto a 450.000 dollari) una collezione di mobili che esistono solo come render 3D. Visto l’incredibile successo ottenuto, eccezionalmente un pezzo della collezione si è trasformato in realtà: è la ormai celebre poltrona Hortensia prodotta da Moooi. Interessante è notare come il digitale imiti il reale cercando l’unicità in un mondo dove la riproducibilità è la caratteristica fondante.

L’altra parola che sentiremo usare è Metaverso.

Immaginatela un po’ come ‘verso l’infinito e oltre’, per dirla in modo semplice; rappresenta un insieme di mondi virtuali in esperienza immersiva. Il termine nasce all’inizio degli Anni ’90 nel romanzo cyberpunk ‘Snow Crash’. Il Metaverso è una realtà virtuale 3D che si sovrappone e si integra con il mondo fisico e in cui le persone interagiscono attraverso degli avatar. In questo ambiente ibrido, phygital, capace di far convivere realtà fisica e virtuale, si socializzerà, si useranno servizi, si lavorerà, si faranno acquisti e certamente si arrederanno anche gli spazi digitali. Si parla poi di un mercato immobiliare virtuale che ha già prezzi astronomici.

Questi mondi immaginari hanno già una propria estetica con una palette colore precisa: paesaggi alieni, onirici, in cui atterrano arredi di design dalle forme organiche o in cui troviamo interni pastello, spesso piastrellati. Se un tempo i colori ‘tech’ erano il bianco e il grigio, oggi sono le sfumature delicate di rosa, verde acqua e viola, tanto che il Very Peri, il colore Pantone 2022, si ispira proprio a questa realtà altra.

Sarà una bolla speculativa o una rivoluzione sociale dei consumi? Sicuramente risolverà il problema più sofferto in una casa reale: lo spazio!

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New home: trova i colori che fanno per te

Giardinaggio

A scuola di fiori con La Fiorellaia: la mimosa

Una sua follower l’ha definita una ‘spacciatrice di gioia floreale’: Cecilia Paganini (La Fiorellaia) è una profonda conoscitrice dei fiori, ma soprattutto ne è un’amante... contagiosa. Tra consigli pratici e curiosità, ci regala conoscenza e bellezza e questo mese ci parla della mimosa!

Questo mese scopriremo come creare una composizione per la Festa della Donna! Vi vedo già con gli occhi alzati al cielo, ma fidatevi, riusciremo a farci sorprendere anche dalla mimosa, un fiore che è noto a tutti, ma nasconde caratteristiche inesplorate. Vi sembra una scelta scontata? Per me non esistono fiori migliori di altri, è l’uso che se ne fa a segnare la differenza.

ACACIA

Quella che ci ostiniamo a chiamare Mimosa in realtà è un’acacia. Pur non essendo originaria dell’Europa, si è facilmente adattata ai climi temperati caldi. In Liguria, per esempio, ci sono interi tratti di colline a uliveto coperti di mimose, ormai naturalizzate. Anche in Sardegna è possibile ammirare meravigliose esplosioni gialle, che fioriscono tra gli eucalipti: ne sono rimasta incantata durante uno dei miei viaggi primaverili.

La mimosa

C’è chi la ama e chi la odia, anche per l’inconfondibile profumazione, io trovo che vada solo osservata nella sua unicità. È stata scelta nel secondo Dopoguerra per rappresentare la Festa della Donna in Italia soprattutto per la facilità con cui può essere reperita, donata e, perché no, indossata. La mimosa fiorisce spontaneamente in questo periodo, niente scuse per non regalarla o per non creare qualcosa di speciale!

LA COMPOSIZIONE

Per farvi ricredere su questo meraviglioso fiore, ho pensato di proporvi diverse opzioni. È fondamentale sapere che la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione: infatti la trovate sempre confezionata perché questo le consente di non perdere la vaporosità che la caratterizza. Per far sì che duri più a lungo, quindi, cercate di evitare che perda troppa acqua, altrimenti i fiori seccheranno in fretta e raggrinziranno. Come alternativa al classico sacchettino in plastica, la mimosa si conserva bene nel vetro, ad esempio in fialette o vasetti ben chiusi, e sottovuoto! Meno aria prenderanno i fiori di mimosa, più a lungo dureranno. Per un effetto insolito potreste anche utilizzarla in un bouquet al posto del classico ‘verde’ per aggiungere volume e colore alla composizione: essendo un fiore molto vaporoso, vi farà ottenere un risultato molto brioso!

  1. Seleziona i migliori rami di mimosa.
  2. Aggiungi dell’acqua in un vaso e inizia a inserire la mimosa: questa sarà la base della composizione.
  3. Quando il risultato ti soddisfa, aggiungi alcuni fiori freschi dai toni che preferisci. Puoi scegliere un effetto ‘ton sur ton’, come nel mio caso, oppure utilizzare colori a contrasto.
  4. Lasciati sempre guidare dagli equilibri: aggiusta la composizione finché non sei soddisfatta. Aggiungi, sistema e ricolloca i fiori in base all’effetto finale che vuoi ottenere.

 

Una curiosità: La mimosa è una pianta che soffre molto il freddo e i venti, ecco perché cresce accanto a grandi alberi che le tengono al riparo, come gli Eucalipti. Ne esistono ben 450 varietà, non necessariamente tutte caratterizzate dai classici fiori gialli: la mimosa di Costantinopoli, per esempio, produce dei meravigliosi fiori rosa. Esistono inoltre la mimosa bianca e la mimosa farnesiana, caratterizzata da fiori leggermente più grandi e dal bellissimo color arancione. L’Acacia baileyana Purpurea invece ha le foglie di un meraviglioso color porpora, che, accostato alla fioritura gialla, crea un contrasto davvero sorprendente. Andate a cercarle ed emozionatevi! Sì, avete capito bene, sono tutte mimose. Vi sto convincendo della loro bellezza?

Ispirazioni

L’armonia dei contrasti nella casa dei designer olandesi

Rustico e design, ultra-décor e minimalismo, velluto e cemento... La casa di due designer olandesi riassume e fa convivere le tendenze interior degli ultimi anni.

Un collage astratto in una cornice classica. È questa l’anima della casa in cui vive la coppia di designer Roel e Ruud. Il layout, quello della tipica casa olandese con la rimessa per le carrozze, è stato interamente rivisto.

Le scelte fatte

Sono state unite le due unità al primo piano, che prima avevano un ingresso indipendente. Ora ospitano la zona notte e i bagni. Al piano terra, la cucina, il living e la veranda che fa da stanza giochi per i bimbi hanno ridisegnato lo spazio della vecchia rimessa. Memorie del passato restano nel muro di mattoni a vista e nel soffitto a cassettoni, color salvia chiaro.

Il tocco di stile

I materiali sono accostati in un gioco di contrasti estetici e tattili: la ceramica dialoga con il legno grezzo, il cemento ospita un tappeto persiano e il ferro crudo si abbina a mobili barocchi. Uno stile ‘no rules’ che accosta caldo e freddo, ruvido e morbido, design e mood industrial a tocchi floreali.

LE REGOLE DI STILE DI ROEL E RUUD

  1. Décor + minimale. Qui vale la regola dei pesi: a un elemento super decorativo va abbinato uno minimale. Sul pavimento di cemento è perfetto il vecchio tappeto persiano classico.
  2. Contrasti netti. Gli oggetti vintage diventano contemporanei sugli sfondi raw, come legno grezzo, ferro crudo o cemento. Nella libreria in multistrato spiccano i vasi di ceramica blu Delft.
  3. Caldo e freddo. Nei materiali, gli opposti accostati sono vincenti. Sì al legno accanto alle piastrelle e al velluto che dà calore al cemento.
  4. Vecchio e nuovo. Il tavolo di design con la seggiolina vintage e la cornice barocca con i mobiletti di metallo: abbinamenti... eterni!.
News

‘Diventa chi sei’: il percorso creativo 2022 promosso da Anabella Veronesi

«Una rivoluzione gentile» così Anabella Veronesi, blogger CFstyle, descrive la sua iniziativa ‘Diventa chi sei’: una community in cui invita le donne a essere più creative.

Non è la prima volta che Anabella Veronesi porta avanti iniziative come questa e stavolta il focus del percorso creativo ruota intorno alla frase guida: "Diventa chi sei".

Ho sempre sostenuto che un Percorso Creativo, ti può cambiare la vita, perché ti permette di ascoltare la voce più profonda che c’è in noi. In questo momento cosi difficile dove sembra che abbiamo perso l’entusiasmo nel confronto della vita, questo Percorso vuole essere un viaggio realizzato insieme, per risollevare un po’ il nostro animo e quello di chi è vicino a noi.

Si tratta di un invito a guardarsi con nuovi occhi, partecipando con costanza, determinazione, coraggio, ma anche con leggerezza, per arrivare - finalmente - a brillare.

E non a caso la parola del Percorso Creativo 2022 è "Brilla!", che diventa così il tema per un contest per le illustratrici.

Scopri di più sul profilo Instagram di Anabella Veronesi e sul suo sito.

Prima & Dopo

Prima & Dopo: un appartamento moderno che si ispira alle case parigine

Può un tipico appartamento milanese costruito negli Anni '50 acquisire un'eleganza parigina? Sì, se mettete insieme i desideri dei proprietari e la bacchetta magica della nostra Vanessa Pisk.

Per Marco è stato un colpo di fulmine. Tonia, invece, è rimasta sulla porta, pronta ad andarsene, per niente colpita dall’appartamento malandato. Ma lui ha visto oltre gli ambienti cupi, le finestre piccole, la cucina misera e l’unico bagno. «Tonia si è convinta solo quando ha visto il terrazzo che desiderava da sempre, e si è fidata» racconta Marco.

Con l’aiuto dell’amico ingegnere Giovanni Zecchini hanno deciso di abbattere tutti i tramezzi per ridisegnare gli spazi, dando non semplicemente una disposizione più funzionale, ma andando alla ricerca della luce, «che era lì fuori e aspettava solo di entrare». Come? Con nuove ampie finestre che adesso creano un tutt’uno fra in&outdoor.

Before image After image

Le scelte fatte

Il corridoio rimpicciolito è diventato zona servizi con il secondo bagno, quello per gli ospiti e la lavanderia; le camere sono state ridimensionate, la stanza padronale ha bagno e cabina en suite. Alla zona giorno, ampia e fluida, si arriva diretti dall’ingresso.

Il tocco di stile

«Ma una volta tirati su i muri... il vuoto!» dice Tonia. «Io volevo marmi, ottone e bianco, Marco voleva uno stile francese. Vanessa ci ha guidati in tutto, non solo nella scelta dei mobili: ha anche disegnato una parete vetrata per la cucina con un sapore un po’ Art Déco perfetto con il parquet a spina francese e i grès effetto marmo, con la palladiana e la graniglia in cucina e nei bagni. Il bianco del living è diventato la base per far risaltare i pezzi vintage, i colori di accessori e quadri e l’ottone dei complementi. Ma adoro anche il verde che dal letto è salito sulla parete della camera per uscire in corridoio! Vanessa ha trasformato i nostri pensieri nella nostra casa.