Finestre per tetti Velux: quando il progetto della casa nasce dall’alto

Le finestre da tetto Velux trasformano davvero ogni spazio in un posto speciale

La casa che abbiamo ristrutturato per noi si trova a Montesilvano, vicino a Pescara, in una zona residenziale fatta di abitazioni singole con giardino, molto vicine tra loro. Volevamo schermarci dalle altre case, ma allo stesso tempo volevamo che si creasse una relazione interessante e sorprendente con l’esterno.

Pur essendo una casa anni ’50, non aveva elementi architettonici rilevanti da mantenere o valorizzare. Per questo, abbiamo scelto di realizzare una completa trasformazione dell’esistente, per mettere in connessione l’interno della casa con lo spazio giardino e con il cielo.

Desideravamo per noi uno spazio accogliente, stimolante e un ambiente positivo. Al piano terra, abbiamo eliminato le vecchie partizioni in modo da creare uno spazio aperto e fluido con una forte relazione con il giardino; abbiamo inoltre realizzato un piano sottotetto con doppia altezza ed una nuova copertura che potesse far piovere la luce dall’alto.

Le otto finestre da tetto Velux che oggi caratterizzano la nostra abitazione ci permettono di avere una quantità notevole di luce in tutte le ore del giorno, una ventilazione naturale molto piacevole e che ci consente di regolare la temperatura, oltre a migliorare la qualità dell’aria senza dover azionare sempre i sistemi meccanici.

Abbiamo scelto due modelli: quello per tetti piani e per tetti inclinati e tutte hanno apertura elettrica, sensore di pioggia, comando a distanza e tende oscuranti.

Con una finestra elettrica non hai nulla da temere in caso di temporale improvviso. Se hai lasciato la finestra aperta, il sensore pioggia la chiude in automatico alle prime gocce.

Grazie all'App o al comando a distanza, puoi gestire la finestra da smartphone anche quando sei fuori casa. Puoi anche creare programmi personalizzati per aprire o chiudere i prodotti Velux quando vuoi tu.

Le finestre da tetto Velux hanno reso lo spazio davvero sorprendente e ne abbiamo conferma ogni volta che una persona entra, sorride e si mette con il naso all’insù... questo ci rende molto felici.

Ispirazioni

Spazio alle passioni: in casa, opere hand-made e un angolo craft

Good living è... poter coltivare i propri hobby! Qui Charlotte, amante di origami e paper cutting, ha uno spazio craft e le sue opere 'abitano' in tutte le stanze.

Da 5 unità gemelle affittate a studenti, a un appartamento per tutta la famiglia. Abbattuti i molti divisori interni, Charlotte ha seguito la luce per ridisegnare gli spazi. Lo scenografico affaccio sui tetti, con gli ampi finestroni originali, è stato dedicato alla zona giorno. Nella parte interna ha invece trovato spazio la zona notte.

Le scelte fatte

Dipingere le pareti di bianco sarebbe stata la scelta più ovvia, ma Charlotte ha optato per una palette di toni neutri, dal beige al grigio perla, in un gioco di luce e ombra,.

Il tocco di stile

Tra arredi classici, pezzi di design e opere d’arte, le creazioni ‘paper made’ nate dall’estro di Charlotte popolano le pareti: fiori, farfalle, insetti... Un piccolo mondo di carta, dall’aria effimera e in continuo divenire.

Una pergola bioclimatica per vivere l’outdoor tutto l’anno

Una soluzione di design, made in Italy e sviluppata mettendo al centro la persona, per non dover rinunciare a stare all'aperto, neanche nelle stagioni più fredde: ecco la rivisitazione in chiave contemporanea del giardino d'inverno firmata BT Group.

Oggi è sempre più forte il desiderio di sfruttare tutto l'anno spazi che di solito si utilizzano nelle stagioni più calde, ricavando delle vere e proprie estensioni degli spazi abitativi.

La soluzione di BT Group è rappresentata dalla Pergola Bioclimatica R600 Pergoklima, modello che fonde avanzati accorgimenti tecnici e linee pulite: design e progettazione architettonica possono così venire in aiuto di chi cerca una soluzione in grado di stabilire un forte legame tra il paesaggio esterno, esaltando scorci e visuali, e l'atmosfera interna della casa.

La struttura in alluminio può essere autoportante o addossata a parete ed è caratterizzata da un design raffinato e da un'estrema cura per i dettagli: la copertura è assicurata grazie a un sistema di lamelle di alluminio (larghe 22 cm e alte 4 cm orientabili da 0° fino a 140°) che offrono una protezione modulabile dal sole, dalle intemperie e anche dal freddo, attraverso un’adeguata climatizzazione.

Le luci a led integrate permettono inoltre di godere dell’outdoor anche dopo il tramonto, rendendo gli spazi fruibili non solo in tutte le stagioni, ma anche in tutte le ore del giorno.

Ispirazioni

Creare la giusta atmosfera equilibrando bianco e colore

Uno dei segreti della giusta atmosfera in casa è trovare l'equilibrio tra bianco e colore. Qui una maestra di stile ci svela i suoi trucchi!

Questo è lo spazio che l’interior designer Anne Wiltz ha pensato per una giovane coppia di clienti che desiderava da tempo acquistare una grande casa, per sé e i tre figli, nel 7° arrondissement di Parigi. Alla fine è stata trovata in un edificio del 1900 progettato dall’architetto Jules Lavirotte, uno dei maestri indiscussi dell’Art Nouveau. Anne l’ha amata subito!

Le scelte fatte

Le pareti erano annerite dagli anni e dalla polvere. Con la ristrutturazione, Anne ha reinventato tutto: a partire dalla disposizione delle zone giorno/notte, per far acquistare alla cucina una nicchia dalla quale guardare il mondo fuori, stando in relax...

Il tocco di stile

E per rendere fresca questa casa in bilico tra classico e contemporaneo, la novità sta nei colori sorbetto che arrivano da tessuti, tele d’autore, oggetti

Idee e tendenze

New Home: Piccole rivoluzioni quotidiane

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

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Dall’orto con le galline alla bici elettrica al posto dell’auto, dal no alla plastica a un modo di cucinare salutare e senza scarti (lei lo chiama ‘un atto politico’), ecco l'intervista a Francesca Giovannini di 'The Bluebird Kitchen', piena di spunti utili per migliorare le tue abitudini e vivere in maniera più consapevole.

Francesca, autrice di The Bluebird Kitchen, ha rivoluzionato la sua vita a piccoli passi, rendendola più sostenibile. Il suo consiglio? «Non ambite alla perfezione, e mettete in discussione il “si è sempre fatto così”»...

Se ti dico Good Living a cosa pensi?

Penso all’equilibrio, al trovare quella ricetta speciale che ognuno di noi ha per riuscire a vivere una vita che ci appaghi, cercando di ritrovare il nostro tempo e ritmo naturale che non sempre coincide con quello che la società ci impone. È un impegno costante che ci permette di vivere il nostro tempo pienamente e in modo sereno.

Quando hai scelto questo stile di vita più consapevole?

Non c’è stato un momento preciso, è stato più che altro un percorso, un processo lento e costante che mi ha fatto capire che quello che reputavo ‘normale’ in realtà non lo era, o per lo meno, non per me. Non si adattava ai miei valori, al mio modo di vedere il mondo. Da quel momento ho iniziato a lavorare su me stessa e sulle situazioni attorno a me, in modo da riuscire a costruire ogni giorno la ‘mia normalità’.

C’è qualcosa a cui hai rinunciato per questo stile di vita?

Ho sempre cercato un approccio positivo al cambiamento vivendolo non come privazione di qualcosa ma come possibilità di qualcosa di nuovo. Non tutte le soluzioni alternative che ho provato si adattavano a me, perché magari troppo ‘estreme’ in quel momento o non idonee alla praticità del quotidiano, però ho sempre cercato quell’equilibrio e quel percorso che penso sia alla base della crescita.

Le persone che ti circondano come hanno abbracciato questo cambiamento?

L’hanno percepito come un’evoluzione naturale del mio modo di essere, proprio perché è sempre stato lento e costante, rispettoso e non giudicante. Sono stata definita ‘l’attivista silenziosa’ ed è una definizione che mi piace tantissimo e che penso mi rappresenti appieno. Non amo gli slogan e gli approcci aggressivi, non è un genere di comunicazione che mi appartiene. Io preferisco raccontare il mio stile di vita senza etichettarlo ma mostrandolo come normale, senza dare valore a ciò che ‘non faccio più’, ‘non mangio più’, ‘non compro più’ ma a quello che faccio, che riempie le mie giornate, e che per me è diventato consuetudine.

Come si porta questo approccio in cucina?

Più il mio stile di vita cambiava e più mi rendevo conto che mai come in cucina si può fare davvero la differenza. La scelta del cibo che mangiamo tre volte al giorno, ogni singolo giorno, mese, anno della nostra vita equivale ad una scelta politica. L’industria alimentare è tra i settori più impattanti a livello mondiale, ha ripercussioni sia a livello ambientale sia a livello sociale. La scelta dei cibi che mangiamo, dei produttori da cui li acquistiamo, del modo in cui li cuciniamo, li conserviamo e li utilizziamo, ha un impatto grandissimo sul pianeta. Di conseguenza le mie ricette si sono trasformate, inizialmente è sparita la carne, poi anche il pesce e adesso sono principalmente a base vegetale anche se non le definisco mai ‘vegetariane’ o ‘vegane’ proprio per evitare etichette e pregiudizi. Le mie ricette sono per tutti, sono ciò che io mangio quotidianamente, sono semplici, con ingredienti di stagione (credo di essere riuscita a far amare e conoscere i cardi a migliaia di persone!).

Non c’è bisogno di molto per cucinare ricette buone, che facciano bene a noi e anche al pianeta. Bisogna cercare di tornare all’Essenziale, ai sapori autentici e agli equilibri di una volta, ma avendo i piedi ben piantati nel presente e con gli occhi che guardano al futuro, perché la soluzione per un mondo migliore, non è tornare al passato, ma prendere ispirazione e lavorare con le tecnologie e le conoscenze di oggi per creare un futuro che possa sfamare miliardi di persone.

E infatti hai chiamato il tuo primo libro proprio “Cucina Essenziale”, un progetto che è più di un libro di ricette, possiamo considerarlo il tuo manifesto?

Sì, infatti all’interno ho inserito anche il ‘Manifesto della cucina essenziale’. Quando ho iniziato a scrivere il libro, non volevo che fosse solo una raccolta di ricette, per quello c’è già il sito e il profilo Instagram [@thebluebirdkitchen, ndr], volevo cercare di dare un valore aggiunto, di raccontare il mio pensiero, il mio modo di vedere la cucina e il perché delle mie scelte. Come ho detto per me il cucinare è un atto politico e come tale aveva bisogno di spazio per essere raccontato. Spero di esserci riuscita.

Cosa vuoi raccontare nelle tue ricette?

Chi sono. Sono sempre stata una persona molto introversa, taciturna, un po’ solitaria. Ho sempre avuto le idee poco chiare un po’ in tutto, cambiato strada tante volte, lasciato a metà molte cose. L’unica costante che però ho avuto, è stata la cucina, il cucinare. Ovunque fossi, qualunque cosa stessi facendo, la cucina era presente. Credo sia il modo più naturale che ho per comunicare, raccontare, essere.

Parli tutti i giorni a più di 70mila persone ma nella tua bio non c’è la parola ‘sostenibilità’, cosa vuoi trasmettere a chi ti segue?

Non voglio essere vista come ‘la prima della classe’, la maestrina che deve insegnare e giudica chi non fa come lei. Io in primis so di non essere sostenibile, ho ancora molto da migliorare, da crescere, da evolvermi. Ho uno stile di vita indubbiamente più consapevole rispetto a molte altre persone, ma non voglio mettermi dall’altra parte della cattedra, voglio essere la vicina di banco da cui copiare durante la verifica, che ti passa i bigliettini con la risposta che pensa sia corretta, ma che può sbagliare e che ha ancora tanto da imparare.

Hai rivoluzionato la tua vita un pezzetto dopo l’altro, ora l’ultima novità: hai costruito il Nido, lo spazio che sarà il tuo studio e non solo. Ce lo racconti?

Sentivo di avere bisogno di uno spazio dedicato al mio lavoro, di dividere anche fisicamente questi aspetti della mia vita e dare una casa fisica al mio progetto ‘The Bluebird Kitchen’. Ecco perché, insieme a Studio Tropicana, due giovani architetti con base a Basilea, abbiamo lavorato al progetto di ristrutturare un vecchio fienile in disuso appartenuto alla famiglia di mio marito. Finalmente i lavori sono quasi finiti e non vedo l’ora di poter scrivere nuove pagine di storia per questo spazio costruito più di un secolo fa.

Come vi siete approcciati alla ristrutturazione?

Abbiamo cercato di mantenere fede agli spazi originali, la parete di mattoni in primis che è un po’ la carta d’identità di quello spazio. Abbiamo poi inserito degli elementi moderni che lo rendessero più pratico ma senza essere preponderanti e, dove possibile, abbiamo cercato di usare materiali poveri, come per il soffitto, dove abbiamo usato dei pannelli di OSB verniciati, invece di un legno più pregiato, o nell’arredamento che sarà molto essenziale e per la maggior parte, di seconda mano e vintage.

Hai un consiglio per chi si vuole approcciare a uno stile di vita più consapevole?

Mettete in discussione ogni aspetto della vostra vita, il ‘si è sempre fatto così’ non è detto che vada bene. Senza questo, non c’è evoluzione, non c’è crescita, sia in noi stessi, che nel mondo. Non ambite alla perfezione, perché la perfezione non esiste, un passo per volta cercate di costruirvi la vostra personale normalità, più siamo, e più questa normalità diventerà condivisa.

 

Sul sito di Francesca c'è anche una sezione Shop, con una selezione di prodotti di brand indipendenti europei per abbracciare uno stile di vita più consapevole: prodotti plastic free, realizzati con materiali naturali o di recupero e nel rispetto dell’ambiente e delle persone, con un’estetica senza tempo e dal tocco nordico.

La cabina armadio che non ti aspetti

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

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Non occorrono spazi enormi per avere una cabina armadio: scopri nel video qui sotto i tre progetti che ho realizzato!

Con il sistema d'arredo Walk-in Fluida ideato da Scavolini, ho creato tre guardaroba perfetti per diverse esigenze. Il tutto in uno spazio di 300 cm x 150 cm.

Walk-in Fluida è infatti un sistema molto versatile che consente di personalizzare la propria cabina inserendola anche là dove le dimensioni sono ridotte: ad esempio un angolo della camera da letto, una stanza di passaggio, un ambiente lungo e stretto.

È possibile scegliere tra soluzioni lineari, ad angolo, con moduli a vista oppure chiusi con ante o, anche, soluzioni free-standing, pensate per separare gli ambienti.

Prima & Dopo

Prima e dopo: un relooking mirato per tornare ad amare una casa

La divisione degli spazi ottenuta con la ristrutturazione era ottima, con un soggiorno-studio 'trasformista' che si è rivelato prezioso nel lockdown. Ma dopo tanto tempo chiusa in questa casa, Francesca non la sopportava più e ha chiesto aiuto per rifarle il look!

Siamo in una casa ristrutturata nel 2010. «Dopo vari affitti e traslochi», ci racconta Francesca, «abbiamo trovato questo grande appartamento che, però, era diviso in mille stanze, probabilmente ristrutturato negli Anni ’80 perché dei materiali originali del 1939 non c’era più traccia. Per fortuna il mio amico architetto Luca Dinelli l’ha riprogettato dando vita a spazi per me inimmaginabili. Come il grande soggiorno che, grazie a un sistema di ante scorrevoli, consente di giocare con gli ambienti in modo sempre nuovo. Ma dopo i due anni di smart working e DAD non ne potevo più, la casa sembrava non corrispondermi: avevo voglia di cambiamento e tantissime idee che, però, non riuscivo a mettere insieme». Così, dopo aver visto su CasaFacile il prima&dopo a casa dell’amico fotografo Giandomenico Frassi, Francesca chiama Vanessa Pisk.

Le scelte fatte

«Siamo partiti dal living», dice la stylist. «Si entrava in casa e la prima cosa che si vedeva era la zona pranzo con due tavoli che facevano un po’ coworking; la cagnolona Buba aveva fatto suo uno dei divani e distrutto quello in studio... Ho pensato a pezzi vintage che fossero protagonisti dello spazio in equilibrio con quelli minimali già presenti e ho creato una palette da abbinare ai toni freddi amati da Francesca».

Il tocco di stile

Lo studio dei dettagli, qui, è unico: dai colori (anche shock!) su pareti e soffitti, fino ai tappeti e alla wallpaper che riveste con un effetto scatola il minibagno degli ospiti.

Ispirazioni

Dal legno di rovere al total white in cerca di più luce e calore

Vi apriamo le porte di un appartamento in Polonia, per scoprire un modo semplice ma raffinato di portare in casa il calore di un camino e di arredare creando atmosfera...

Marta e Janusz, in cerca da un po’ di un appartamento centrale ma in posizione tranquilla a Sopot – centro turistico polacco affacciato sul mar Baltico – l’hanno trovato in un palazzo di inizio ’900 a un isolato dal Monciak, la via pedonale cuore della città. «La facciata era appena stata restaurata, ma l’interno era un vero disastro!» ricorda Marta.

Le scelte fatte

«Siamo riusciti a salvare soltanto le modanature dei soffitti e i vecchi infissi» dice l’architetto Joanna Kiryłowicz che si è occupata della ristrutturazione. «Per il resto, abbiamo ricominciato da zero razionalizzando gli spazi ed eliminando tanti inutili disimpegni, per portare più luce negli ambienti». Joaxnna ha disegnato gran parte degli arredi, studiando armadiature capienti, indispensabili per la famiglia, e ha scelto con cura i materiali, perlopiù naturali. «Il nostro obiettivo era conferire un look elegante, accogliente e che rispecchiasse del tutto la storia della casa. Per questo ho usato materiali preziosi come il rovere per il parquet, il marmo per i piani della cucina e di alcuni mobili, il noce per gli arredi».

Il tocco di stile

L’angolo del camino nel living che ingloba il corridoio, grazie a un armadio libreria pratico ma anche chic!

Ispirazioni

Piccoli lussi e grandi ‘trucchi’ per sfruttare al meglio lo spazio

Il buon vivere è anzitutto atmosfera: lo sa bene l'architetto Ilaria Bellia che, a Milano, ha progettato il suo nuovo pied-à-terre tracciando una ricostruzione filologica e portando luce anche dove non c'era!

Per Ilaria Bellia, questa casa doveva essere un appoggio stabile nel capoluogo lombardo: «Per sentirci finalmente dei veri cittadini di Milano!» dice. «Non ci viviamo tutto l’anno ed è molto diversa da quella che abitiamo tutti i giorni a Roma. Per questo ho scelto di progettarla come uno sfizio, una grande suite d’albergo».

La casa, ubicata alle porte di Brera in un palazzo del ’500, al momento dell’acquisto non era altro che uno studio fatiscente articolato in due stanzoni molto grandi e solo tre finestre.

Le scelte fatte

«Nel primo vano, che dall’ingresso arrivava fino alle due finestre ai lati del camino, ho ricavato salotto, cucina, lavanderia e bagno ospiti. Nella seconda stanza, invece, due camere da letto, cabina armadio e bagno: essendoci una sola finestra, la nuova loggia permette di portare luce a quella camera che sarebbe stata cieca» spiega Ilaria

Il tocco di stile

Nell’estetica, la proprietaria ha messo in evidenza il carattere storico dell’immobile portando alla luce i vecchi mattoni, dando lustro alle travi, usando finiture rétro come l’ottone e il terrazzo veneziano. Il décor finale, glam ma per nulla pretenzioso, è opera della nostra stylist Cristina Gigli. Che stile!

Good Living: il nuovo festival digitale di CasaFacile

Dal 3 al 31 ottobre 2022 troverai, in nuovi e divertenti formati video, idee e soluzioni per migliorare la vita in casa. Perché renderla più personale, più funzionale, più curata in ogni stanza e per ogni attività che vi svolgiamo è sempre possibile! Non perdere i video delle creator di CasaFacile, in collaborazione con le nostre aziende partner.

Cosa rende una casa ideale per viverci? Qui ci concentriamo su alcuni #dettagliperfetti: dalla luce (naturale e artificiale), vero pilastro del benessere, al comfort termico più che mai cruciale in questo autunno; dalle sedute ergonomiche sinonimo di salute del corpo ai dettagli di stile che non possono mai mancare per chi ama la casa!

Segui i nostri video: scoprirai idee, soluzioni, progetti e prodotti di qualità, selezionati da CasaFacile e raccontati dal nostro super team. Ecco cosa troverai!

F.LLI FRATTINI RUBINETTERIE

creator: Simona Ortolan @ilpampano
Quanto cambia la funzionalità e l’estetica di una cucina se si cambia il rubinetto? Ce lo racconta la nostra creator, che ne ha trovato uno che la convince al punto da voler cambiare anche i rubinetti del bagno...

PIAZZETTA

creator: Nicoletta Carbotti @la_nico_c
Esistono stufe a pellet in grado di inserirsi nella stanza come il pezzo d’arredo più versatile e di interpretare stili diversi, come P240 di Piazzetta. Scopri le proposte dell’architetto per armonizzarla con l’ambiente e conoscerne tutte le qualità.

creator: Deborah Della Penna @moretimestudio
Hai mai pensato a una stufa in maiolica? Non è solo bellissima ma ha molte virtù, dal risparmio sul gas al tipo di calore, che dà gli stessi benefici di quello del sole.

SAMBONET

creator: Amanda Deni @amandadeni
Sedersi a una tavola apparecchiata con ura significa ritagliarsi un momento di tempo lento nella frenesia della giornata. Con la nostra creator Amanda, la mise en place diventa un inno allo ‘slow living’.

SCANDINAVIAN DESIGN

creator: Molli Coradazzi @ilricamificiofornidisopra
Studiare è un lavoro molto faticoso... per la schiena e per tutto il corpo. Una seduta progettata per il benessere di chi sta alla scrivania può davvero migliorare la vita. E non solo agli studenti.

SCAVOLINI

creator: Nicoletta Carbotti @la_nico_c
Contro i luoghi comuni che per avere una cabina armadio serva molto spazio e che la cabina si riempia di polvere, ecco tre progetti per ricavare la cabina dei sogni in pochissimo spazio, e per chi preferisce, chiusa con le ante!

creator: Simona Ortolan @ilpampano con Amanda Deni @amandadeni, Camilla Parolin @lamiacasaverdesalvia e Martina Uzzo @casagrandesign
Il bagno è una stanza che può esaudire molti desideri: dall’angolo beauty super attrezzato a una vera palestra, passando per i nuovissimi arredi connessi, ecco realizzati i desideri dei nostri creator. Che potrebbero essere anche i tuoi...

creator: Sara Malaguti @flowerista
L’imprenditrice famosa per il progetto sulla ‘creatività gentile’ ci porta a scoprire la sostenibilità della produzione. E ci guida a scelte d’acquisto più consapevoli.

SIGNIFY

creator: Alessandra Barlassina @gucki.it
Si fa presto a dire lampadina, ma oggi questo oggetto, non a caso simbolo di genialità, modula la luce con i tuoi ritmi, cambia colore, si comanda a distanza...

VARIER

creator: Anabella Veronesi @anabellaveronesi
C’è una seduta da scrivania che permette di muoversi stando fermi a fare i compiti. Esiste anche nella versione con lo schienale: scommettiamo che i genitori la contenderanno ai figli?

VELUX

creator: Susi Volpe e Andrea Scorrano @volpescorrano.architetti
In Abruzzo, una villetta Anni ’50 con giardino in mezzo a troppe case e senza molta privacy diventa un luogo intimo e unico grazie a un progetto studiato attorno alle finestre per tetti.

creator: Beatrice Redaelli @ilsemenzaiodelleidee
Ricordi il cantiere della mansarda di Beatrice e Filippo, che hanno scelto di ristrutturare un sottotetto per abitare guardando il cielo? Ora i lavori sono finiti e possiamo mostrare come la luce dall’alto ha plasmato gli spazi.

DOVE

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