Condominio

L’amministratore risponde: le spese per il riscaldamento centralizzato

Se la caldaia è centralizzata, il condominio può staccare il riscaldamento ai condòmini che non pagano le spese? La risposta dell'esperto

Risponde Pietro Tasca di Amministrazioni Tasca: «Sì, e non serve il benestare dell’assemblea, né che lo preveda il regolamento: procede in autonomia l’amministratore tra i cui compiti c’è anche quello di recuperare le spese non pagate dai condòmini. La morosità però deve protrarsi da almeno sei mesi.

Di fronte a un condomino moroso, l’amministratore di norma invia prima una diffida di pagamento, anche se non è obbligato dalla legge. Entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, scatta invece l’obbligo legale di avviare le azioni giudiziali contro i morosi.

L’amministratore deve nominare un avvocato di propria fiducia e assicurarsi che il legale chieda al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo al condomino moroso.

Subito dopo la notifica del decreto, deve avviare (sempre tramite l’avvocato) il pignoramento dei beni del condomino interessato e provvedere al distacco dei servizi condominiali suscettibili di godimento separato, come l’acqua e, appunto, il riscaldamento».

Fuorisalone 2025: il design si ritrova a Milano all’insegna del tema ‘Mondi connessi’

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

Dal 7 al 13 aprile 2025, un fitto calendario di eventi, mostre e installazioni riempiranno Milano. Partendo dai famosi distretti, il Fuorisalone si diramerà dal centro alle periferie con l’obiettivo di promuovere una cultura del progetto attenta allo sviluppo delle nuove tecnologie e all’ibridazione di competenze e saperi.

Mondi Connessi

L'edizione di quest'anno prosegue il percorso tematico intrapreso negli ultimi anni dal Fuorisalone, evolvendosi dal concetto di Materia Natura dello scorso anno, fino ad abbracciare una visione più ampia e integrata. Mondi Connessi esplora il legame tra persone, natura e tecnologia, sottolineando il ruolo del design come ponte tra dimensioni diverse.

Ogni anno il tema che scegliamo rappresenta e traduce l’essenza di Fuorisalone: un'opportunità per esplorare il potenziale del design nel creare legami significativi tra ambiti diversi della nostra contemporaneità. Così Mondi Connessi vuole essere una visione del presente che anticipa il futuro, in cui il design e l’intelligenza artificiale collaborano per creare un mondo più interattivo e immersivo: la Milano Design Week 2025 diventa un vero e proprio laboratorio di idee, dove il futuro del design prende forma, come sempre (Paolo Casati, Co-founder e Creative Director di Studiolabo)

A dare volto a questo tema è la campagna visiva firmata da Silvia Badalotti, con tre immagini simboliche realizzate attraverso l'Intelligenza Artificiale: Gaia, il volto umano che rappresenta l’universalità dell’essere umano. Net, l’intreccio di circuiti elettrici come simbolo della tecnologia. Fluid, l’alveare con le api, che racconta la fragilità e la forza della natura. Un messaggio chiaro: il design non è solo estetica, ma connessione e responsabilità.

Il concetto di interazione tra mondi diversi è stato un invito a esplorare le sfumature delle relazioni umane e a riflettere su come le nostre esistenze siano intrecciate in un tessuto complesso di esperienze condivise (Silvia Badalotti),

Fuorisalone Award 2025

Anche quest’anno torna il Fuorisalone Award, il premio che celebra le installazioni e i progetti più innovativi della Design Week. Il pubblico potrà votare i 12 progetti finalisti direttamente sulla piattaforma Fuorisalone.it, mentre una giuria di esperti assegnerà tre Menzioni Speciali nelle categorie Sostenibilità, Tecnologia e Comunicazione.

La giuria è composta da: Francesco Mainardi (Design Strategist, co-founder Mr.Lawrence studio) Judith van Vliet (color designer e podcaster, founder di The Color Authority), Laura May Todd (Giornalista), Lidi Grimaldi (Brand Expert), Ed Stocker (Europe editor at large di Monocle magazine), Khadija Al Bastaki (Vice Presidente Senior di Dubai Design District), Paolo Ferrarini (Giornalista e Curatore) e Valentina Ventrelli (Esperta di estetiche contemporanee).

Con l’edizione 2025 nasce anche la Menzione Speciale Design Schools, che intende coinvolgere gli studenti in quanto portavoce del futuro del Design.

Studenti e Fuorisalone E.Report

La Design Week non è solo un'esperienza da vedere, ma anche da raccontare! Torna il progetto e.Reporter, dedicato agli studenti di design e fotografia che documenteranno l’evento con scatti e video, contribuendo all’archivio visivo ufficiale del Fuorisalone. Attraverso la partnership con le più importanti scuole del design milanesi, negli anni sono stati prodotti oltre 200 mila scatti.

Oltre ai e.Reporter del Politecnico di Milano, riconfermata la partnership con la Northeastern University (NU) di Boston che invierà a Milano 12 studenti che anche quest'anno studiaranno l'evento 'Fuorisalone', decodificandolo e reinterpretandolo allo scopo di creare informazioni utili allo sviluppo di nuovi format.

Non si può parlare di giovani studenti a Milano e non affrontare il tema della casa e degli alloggi. Per permettere la partecipazione attiva alla Milano Design Week dei giovani appassionati, IED con Comune di Milano e Milanosport, ha deciso di riconfermare il campeggio urbano 'The Glitch Camp' per accogliere gratuitamente studenti e giovani designer. Il campeggio sarà allestito negli spazi del Centro Sportivo 'Enrico Cappelli Savorelli'. La call e le modalità di richiesta (fino a un massimo di due notti a persona) saranno disponibili sul sito IED.it Altre 20 tende saranno presenti al 'The Glitch Camp' organizzato da BASE sulla loro terrazza in zona Tortona. Sul sito di BASE sono disponibili tutte le informazioni per la prenotazione.

La contaminazione tra Fuorisalone e Miart

Nicola Ricciardi (Direttore Artistico di miart) e Studiolabo portano avanti, anche nel 2025, la collaborazione tra Fuorisalone e Miart, promuovendo una contaminazione tra le due identità con l’obiettivo di offrire a un vasto pubblico contenuti di qualità, utili a scoprire la città da diversi punti di vista. Tantissimi contenuti nati nel contesto di miart sono pensati per sconfinare nella Milano Design Week, come molti eventi del Fuorisalone hanno l’arte come protagonista.

Salone del Mobile.Milano e Fuorisalone insieme per la Design Week

Prosegue la collaborazione con il Salone del Mobile.Milano allo scopo di valorizzare gli espositori presenti sia negli spazi della fiera che in città, secondo un percorso dedicato nella guida eventi e sulla mappa interattiva di Fuorisalone.it, con indicazione della posizione degli stand tra i diversi padiglioni e della sede dell’evento in città, pensato per orientare il pubblico verso una selezione di eventi realizzati dai più importanti brand del settore design e arredo.

MiTo Design Connections: Torino incontra Milano nel segno del design

La Milano Design Week 2025 si espande oltre i confini della città grazie a MiTo Design Connections, una nuova piattaforma che rafforza il legame tra Milano e Torino, trasformando quest’ultima in un hub aggiuntivo per eventi, mostre e incontri dedicati al design. MiTo Design Connections nasce infatti per offrire soluzioni esclusive a espositori e visitatori, creando un ponte ideale tra le due città. A soli 35 minuti di treno da Milano, la città si propone come un’alternativa strategica per il soggiorno durante la Design Week, rispondendo alla crescente domanda di ospitalità, attirando anche il pubblico internazionale che può esplorare un’altra città dal forte spirito creativo. 

 

 

Non perderti le Location e le installazioni più emozionanti. Scopri le guide agli eventi selezionati da Casafacile divisi per zone e distretti!

4 LOCATION PER ALCOVA

ARTEMEST A PALAZZO DONIZETTI

MOSCAPARTNERS A PALAZZO LITTA

I PALAZZI STORICI

BRERA DESIGN APARTMENT PRESENTA 'ORIZZONTI'

COSA VEDERE A BRERA

COSA VEDERE IN 5VIE

COSA VEDERE IN ZONA DURINI

COSA VEDERE A ISOLA

COSA VEDERE A TORTONA

COSA VEDERE A PORTA VENEZIA

COSA VEDERE IN ZONA DUOMO E DINTORNI

COSA VEDERE FUORI DAI DISTRETTI

COSA VEDERE IN STATALE

GLI EVENTI NEI MUSEI E NELLE FONDAZIONI DEL DESIGN

Nuovi progetti: 4 soluzioni per creare una stanza nella stanza

Hai un ambiente grande e vorresti dividerlo in due zone distinte senza ricorrere a lavori in muratura? Ecco le nostre 4 soluzioni: dalle pareti in vetro alle tende magiche...

Hai un ambiente grande e vorresti dividerlo in due zone distinte senza ricorrere a lavori in muratura? Si può fare in diversi modi: con librerie ‘magiche’ apri e chiudi, con tende a soffietto a tutta altezza, con pannelli scorrevoli o addirittura pareti in vetro da montare (e poi eventualmente smontare) a pavimento e a soffitto... Guarda le nostre 4 soluzioni.

IL BOX A VETRI

Vuoi isolare la zona studio o relax nel soggiorno? Puoi ricorrere a una struttura con telaio metallico da fissare a terra/pareti/soffitto (ma sempre smontabile) con pannelli in vetro che fanno passare la luce e aiutano l’isolamento acustico.

In foto: sistema Schüco Interior con profili di soli 43 mm e altezza fino a 350 cm, senza limiti di larghezza. In base allo spessore del vetro l’abbattimento acustico va da 40 a 45.

LA LIBRERIA A SORPRESA

Come isolare una zona lettura o uno studio dal resto del living sfruttando tutto lo spazio disponibile? Con un sistema di librerie formate da moduli che si possono spostare facilmente dando vita a una parete attrezzata... magica.

In foto: Ri-Vista il sistema di librerie che ruotano su se stesse e scorrono lungo binari a soffitto e a pavimento. I moduli standard sono profondi cm 50 e larghi 45, 60, 90 o 120, l’altezza è su misura [Albed].

LA PORTA TESSILE

La cucina a vista proprio non ti piace e vorresti nasconderla? Oppure nel monolocale grande vuoi isolare la zona notte? C’è una soluzione semplice ma efficace: la porta tessile che si apre e chiude come i modelli a soffietto degli Anni ’70, ma oggi rinnovata in materiali e colori.

In foto: porta tessile in due pannelli (vano da cm 364x300h) in ecopelle effetto seta rosa cipria con profilo a calamita, che scorrono sul binario a soffitto [Dooor].

I PANNELLI SCORREVOLI

Anche in appartamenti di grandi dimensioni talvolta l’ingresso si affaccia direttamente sul soggiorno: per separarlo visivamente, allora, si possono installare dei pannelli in parte fissi e in parte scorrevoli che, con struttura a griglia, consentono alla luce di passare.

In foto: il sistema Soho che si ispira ai divisori delle case giapponesi, qui con struttura in legno Noce 15, maniglia 303 bronzo e specchiature in vetro 67 riflettente chiaro [Rimadesio].

Testi di Elena Favetti
Disegni di Sofia Marella

Piante da appartamento

Allena il tuo pollice verde: scopri l’Oxalis triangularis

Alice Delgrosso Alice Delgrosso

La chiamano ‘pianta ballerina’ perché durante il giorno le foglie viola si aprono come ali, per richiudersi la sera. Il più elegante tra i ‘trifogli’, questa Oxalis è la scelta perfetta per chi cerca una pianta capace di farsi notare in ogni stagione

Provenienza Appartiene a un genere che conta centinaia di varietà, ma è senza dubbio la più celebre e amata, una vera star sui social per il suo colore viola intenso e il portamento elegante. Originaria delle zone temperate del Sud America, è conosciuta anche come ‘falso trifoglio’ e le sue foglie nascondono un’ulteriore sorpresa: aggiunte a una insalata estiva sono un tocco scenografico e saporito!

Posizione Ama la luce, ma non il sole diretto: scegli un angolo luminoso, anche un davanzale o una mensola ben esposta. Se noti che le sue foglie sembrano spente o non ‘ballano’ più, potrebbe essere a causa della scarsità di luce.

Acqua Non sopporta i ristagni idrici: annaffiala solo quando il terreno è quasi del tutto asciutto. Scegli un vaso con fori sul fondo e un terriccio ben drenante per evitare che il bulbo marcisca. Se le foglie si afflosciano o ingialliscono, forse hai esagerato con l’acqua.

Fioritura Amata per le sue foglie, l’Oxalis triangularis sastupire anche con i delicati fiori a campanella bianco-lilla, che sbocciano da maggio a settembre. La loro grazia discreta è il complemento perfetto per questa pianta tanto semplice quanto bella.

Temperatura Non è una pianta tropicale e il suo ciclo vegetativo prevede il riposo invernale. Inquesta stagione sospendi le annaffiature e lasciala ‘dormire’ in un luogo fresco intorno ai 5-10 °C. Le foglie seccheranno ma non temere: è in pausa, pronta a rinascere ancora più forte di prima!

Cure speciali Non esagerare con la concimazione: un po’ di fertilizzante a lenta cessione in autunno basterà. Scegli un terriccio drenante e un vaso non troppo grande: ama stare comoda ma non troppo. Per mantenerla sana, elimina le foglie secche durante il periodo di riposo vegetativo.

Da sapere Propagarla è facile: quando la rinvasi vedrai che la pianta madre ha fatto tanti piccoli bulbi; piantali a una profondità di 5-10 cm in un terriccio universale. Se la coltivi all’esterno, aspetta che il rischio di gelate sia passato.

Varietà Con oltre 500 specie, il genere Oxalis ha una varietà straordinaria. La triangularis è di certo la più scenografica ma esistono tipi più ricercati, come l’Oxalis deppei Iron Cross, dal segno a croce, o la Oxalis Irish Mist, dalle foglie variegate di bianco.

Stile Perfetta in ambienti country o shabby chic, l’Oxalis triangularis si presta a mille interpretazioni: in un vasetto sulle scale in pietra della casa in campagna o su un tavolino moderno per creare un mini angolo relax raffinato. Sarà la protagonista indiscussa!

Icone del design

Cicognino, il tavolino con il manico

Nato più di 70 anni fa dalla volontà di creare un oggetto pratico e bello ma anche semplice e giocoso, il tavolino Cicognino nella sua forma ludica nasconde la sua funzione (il becco della cicogna fa da manico!)... Ecco perché ne ha ispirati tanti altri

Pensato in un’epoca, quella del Secondo Dopoguerra, in cui i designer sentivano l’esigenza di realizzare arredi e complementi funzionali e belli ma accessibili a tutti, il Cicognino di Franco Albini è caratterizzato anche da un aspetto decisamente ironico.

Il filo guida del progetto era realizzare un tavolino che fosse essenziale, solido e pratico da spostare dove serviva, ma anche divertente e ludico. Per questo si è ispirato alla forma della cicogna con le gambe sottili e il collo lungo con testa e becco: questo è rappresentato dal manico che consente il trasporto del tavolino stesso.

L’essenza funzionale del disegno di questo complemento si è mostrata subito così ‘forte’ che già pochi anni dopo la sua commercializzazione è diventato un’ispirazione per tavolini realizzati in materiali diversi, dotati anche di accessori ma sempre con l’idea di base della leggerezza e della trasportabilità.

CICOGNINO
designer: Franco Albini
anno: 1953
Progettato inizialmente per la ditta Poggi Pavia, dal 2008, nella sua seconda edizione, fa parte della collezione I Maestri di Cassina. Il nome? Deriva dalla somiglianza del suo profilo con quello di gambe, collo e becco delle cicogne. Esiste in Noce Canaletto e Frassino Naturale o tinto nero.

Testi di Elena Favetti

Come unire 2 appartamenti per raddoppiare lo spazio

Ecco un progetto che, unendo due case, ha ricavato un’ampia zona giorno con la cucina isolata da una vetrata molto particolare. Guarda le piante con il dettaglio dei lavori e le foto del risultato!

Un sogno che capita, se capita, una volta nella vita: poter acquistare l’appartamento accanto per allargarsi. È successo a una coppia milanese che per la ristrutturazione ha chiamato lo studio Nomade Architettura.

Una volta chiusi gli ingressi secondari e tenuto soltanto uno dei due principali, si è lavorato in primo luogo sulla zona giorno che ora occupa i due vecchi soggiorni più una camera dove è stata ricavata la cucina. Questa, organizzata a elle e dotata di isola, è separata dal living tramite una grande parete vetrata realizzata su disegno, le cui ante centrali sono apribili a scorrimento. E c’è anche una sorta di passaggio segreto: una delle ante delle colonne nasconde in realtà la porta che dà sul disimpegno di sala tv/musica/hobby e camera degli ospiti. Tra queste due stanze, al posto di un unico bagno ne sono stati ricavati due, uno dei quali privato.

Sull’altro lato della casa il vecchio ingresso è diventato un disimpegno armadiato per studio, lavanderia e suite padronale composta da camera, cabina armadio con zona vanity e bagno con doppio lavabo e maxi doccia da cm 130x200.

L’attenzione per i dettagli ha guidato l’intero progetto anche per quello che riguarda i materiali impiegati: il seminato veneziano in cucina per scaldare il mood dei mobili laccati crema, il parquet in rovere naturale posato a correre, il travertino Navona del bagno padronale e il noce delle boiserie di ingresso e cabina armadio.

progetto di Selina Bertola (www.nomadearchitettura.com)
foto di Federico Villa
disegni di Sofia Marella

 

News

Talent scout di febbraio 2025

Giusi Silighini Giusi Silighini

Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo- dell’Internet’

COME UN QUADERNO
Appunti su un album a spirale, ma i fogli strappati qui sono fogli di ceramica e imitano con effetto trompe-l’oeil la normalità della carta. E diventano tazze, mug piatti, vasi... @morningstarmud

ARIA PURA
Un tessuto che assorbe e intrappola le particelle inquinanti, contribuendo a creare spazi più sani e vivibili. L’idea in più? Prende la forma di foglie, di varie specie. @thebreathgarden

IN PUNTA D’AGO E FILO
C’è chi porta soltanto pezzi griffati originali, chi si accontenta di fake o ‘dupe’ (l’ultima frontiera delle repliche). E poi c’è Sandrine Torredemer, ricamatrice-artista appassionata di moda che sentenzia con ironia: ‘un campione di borsa Hermès, è già una borsa Hermès’…! @la__filature

SCULTURE RICAMATE
Una tecnica incredibile quella sperimentata da Margi, studentessa bulgara alla Design Academy di Eindhoven: un’immersione fonde porcellana con tessuti a maglia, che in cottura scompaiono lasciando a vista i ricami. Qui sono motivi tradizionali del suo Paese. @margirangelova

FUORI LE GAMBE!
Sarà finita l’egemonia dei cachepot a forma di testa? Certo è che questi portapiante ‘dalla-vita-in-giù’, tassativamente a piedi nudi, in libertà, sono irresistibili. @swedenland_ceramics

VASI ESPLOSI
Prende dei pezzi d’argilla e, letteralmente, li fa scoppiare! Diventano vasetti grezzi fuori e smaltati dentro, piccole opere d’arte, pezzi unici tutti diversi tra loro. Un’idea di Giacomo Nathan per @viva_ceramics

Testi di Giusi Silighini

Architetti & Designer

Architetti & Designer: Gianluigi Landoni

Architetto e designer, vanta una lunga carriera che lo ha visto progettare di tutto. ‘Dal cucchiaio alla città’, come diceva Ernesto Nathan Rogers... O quasi!

Tutto inizia a metà Anni ’80. Gianluigi Landoni partecipa al movimento Hi_Tech, che si contrappone all’estetica del Gruppo Memphis... Prodotti minimal in metallo, soprattutto neri, e look tecno-industriale.

Che esperienza è stata, per lei? «Non ancora laureato, mi sono ritrovato in questo gruppo di designer che progettava con una visione, realizzando i prodotti che poi vendeva direttamente sul mercato. In fondo l’autoproduzione è lo sfogo del designer che realizza i progetti scartati dai marketing aziendali».

Poi ci fu il lavoro nello studio di Rodolfo Bonetto, quindi la libera professione e di lì a poco il Compasso d’Oro... «Sì, per il lavamani Wing. Ma la più grande soddisfazione è vedere i miei prodotti ‘vivere’ nelle case, sapendoli apprezzati non solo per l’estetica, ma come risposta a un vero bisogno».

Nei suoi progetti si riconoscono semplicità e un tocco classico. «Per trasformare le idee in opere dall’impatto positivo e duraturo sulla vita delle persone, serve un equilibrio. Cerco di disegnare oggetti armoniosi e di grande pulizia formale: è un lavoro che, assieme alla passione per dettagli e materiali, riesce a dare vita a prodotti puri, estetici ma anche fortemente narrativi».

C’è una tipologia di prodotto che non ha mai progettato e con cui vorrebbe cimentarsi? «In realtà lungo il mio percorso professionale ho affrontato tanti prodotti. ‘Dal cucchiaio alla città’ come ci insegna Ernesto Nathan Rogers, il cui pensiero ha influenzato la mia formazione di architetto. Ecco, forse a mancarmi sono proprio questi due estremi!».

Testi di Claudio Malaguti

Pareti e pavimenti

Come arredare le stanze con i pavimenti in palladiana

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

Blogger CF Style

È un pavimento in marmo formato da scaglie di vari colori, frammenti e pezzi di recupero, di forma irregolare, spesso triangolari. Scopri qui i colori e i mobili giusti da abbinare

Le sue tessere di marmo colorate e irregolari raccontano storie lontane, ma spesso pongono anche una sfida visiva non indifferente perché la molteplicità cromatica e il gioco di forme possono sopraffare lo sguardo. Eppure, questa stessa complessità è ciò che rende la palladiana un elemento unico, in grado di diventare l’anima di uno spazio, se trattata con attenzione.

Un trucco per valorizzarla è abbinarla a un arredo capace di evocare eleganza e sobrietà come quelli Mid-Century (o che a questo stile si ispirano), che con le linee semplici e asciutte ma sempre raffinate bilanciano la ricchezza e la complessità del pavimento.

Uno stile rétro quindi, che si distingue per materiali preziosi come legni, pelli o tessuti strutturati, il tutto accompagnato da decorazioni contemporanee e poco contrastanti. Parola d’ordine: prediligere la linearità.

LA PALETTE COLORE: ROSA ANTICO, CARTA DA ZUCCHERO, NERO
I colori di riferimento sono quelli che vedi tra le scaglie del pavimento. Tra i meno accesi troverai le tonalità adatte per la decorazione murale, i più intensi puoi utilizzarli per gli arredi principali. Il nero? Perfetto per i dettagli e le legature.

Ispirazioni

80 mq di rivoluzione pop, tra rigore e libertà

Cosa si intende con dare carattere a una casa? Qui la risposta di due designer polacche che hanno giocato con forme e colori in un progetto che coniuga rigore e libertà

La sfida per la coppia di interior Anna&Joanna? Ridisegnare spazi e stile di un bilocale con ampio living a Cracovia per una coppia di creativi amanti dell’arte moderna, del colore e del pattern ‘terrazzo’, che qui è stato declinato nel top della cucina e nei rivestimenti del bagno.

Le scelte fatte

I soffitti sono stati rimodellati con ribassamenti, fasce di colore e inserti modanati: diventano protagonisti, dividendo e modulando la zona giorno. Giocano con il colore gli arredi su misura – come le librerie espositori per le collezioni di ceramiche Anni ’70 – e la cucina.

Il tocco di stile

I molteplici rimandi allo stile rétro convivono con soluzioni stilistiche uniche, come la cabina guardaroba, la testata del letto che sembra un quadro e il mobile-tv scultura.

Gli oggetti in scena

1. È sempre un’ottima scelta il mix di tavolini e sgabelli di forme diverse. Quelli in tinte neutre e pastello che possono trovare posto in tutte le stanze.

2. La coperta morbida in lana bouclé, il tappeto con disegni in rilievo realizzati con la tecnica del tufting (cercala anche su » casafacile.it), il divano in velluto a costine carta da zucchero. Selezionati con cura, i tessili aggiungono calore e atmosfera.

3. In questa casa le ceramiche dalle forme Anni ’70 sono il tocco di colore fuori dal coro. Il consiglio da rubare è aggiungere sempre qualche pezzo affine allo stile generale ma non del tutto coordinato: per spezzare e... spiazzare!

Spunti da replicare

1. I ribassamenti funzionali per nascondere gli impianti possono diventare elementi decorativi: qui per esempio gli inserti di cartongesso con i faretti creano una fascia di colore e sono abbinati ai profili alti di gesso modanati.

2. Se la cucina è ampia, al posto della classica isola, un tavolo di design al centro della stanza è funzionale, scenografico e tutto da usare, quotidianamente!

3. In un ambiente dominato dal colore l’idea in più è giocare fino in fondo e alle finestre, al posto di tende leggere, mettere tendoni oscuranti ispirati ai sipari scenici. Qui questa scelta ha prodotto un effetto quinta teatrale, e chiudendoli la stanza diventa una vera sala cinematografica!

Giochi progettuali

1. La fascia di colore più intenso che dal soffitto scende inglobando le colonne con il frigorifero e la dispensa è presente anche nel living.

2. Le piastrelle rettangolari bianco opaco prendono un carattere del tutto nuovo se le fughe sono colorate: la malta rosa, in nuance con i pensili, qui è perfetta.

3. Il tavolo è iconico degli Anni ’50, le sedie sono in stile Shaker, una filosofia nata tra ’700 e ‘800 che vede la bellezza nell’utilità: il mix funziona per la geometria dei listelli e per i colori scelti.

Tocchi di stile

• La porta scorrevole su binario a vista, dal retrogusto industrial, si rifà il look con la smaltatura in rosa satinato.

• Le maniglie rotonde e dal mood rétro, con la loro finitura in ottone spazzolato sono il dettaglio-gioiello che completa lo stile.

• Il pavimento classico rivestimento terrazzo è riletto nella grafica con un pattern macro azzurro/rosa.

progetto: Anna Baranowska & Joanna Felczuk/Butterfly Studio
styling: Eliza Mrozińska
foto: Mood Author
testi: Elisabetta Viganò