La parete scorre e la zona studio diventa cucina
Casa e studio in 43 mq? Missione possibile con una soluzione mobile per dare flessibilità al piccolo appartamento!
Per nascondere la cucina e utilizzare la zona giorno anche come home office, ha scelto di far realizzare una grande parete scorrevole in ferro e legno di pioppo agganciata in alto a una rotaia che percorre tutta la lunghezza della casa, senza punti di contatto con l’originale pavimento in cementine che non era del tutto in bolla.
Facendo scorrere la parete per aprire la cucina, si nasconde la cabina armadio con la nicchia dedicata alla lavanderia. Un’altra soluzione furba riguarda il bagno, ricavato al centro del mini appartamento per separare le zone giorno e notte: la parete confinante con il living è forata in più punti e lascia passare la luce naturale, creando anche un effetto décor. Sull’altro lato è appoggiato il letto. La cucina si svela in un attimo e lo studio si trasforma in zona pranzo. La zona studio è minimal per lavorare, fare riunioni e ricevere i clienti.
Quanto costa?
La parete scorrevole è stata realizzata da un artigiano con una struttura in ferro coperta da pannelli di pioppo ed è costata meno di € 1.000 (prezzo riferito alla cittò di Trapani).
Progettare nuove nicchie per avere più spazio contenitivo
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Come realizzare un floating garden
Grazie alla creatività, anche l’appartamento più piccolo può trasformarsi in un’oasi green. Scopri come realizzare un floating garden.
- Valuta quale può essere la posizione più giusta: il muro ideale è quello vicino alle finestre. Evita però il sole diretto, che potrebbe danneggiare le piante.
- Per dare un movimento ottico d’effetto, appendi più vasi ad altezze diverse su un bastone in legno fissato in orizzontale a due catenelle agganciate al soffitto.
- Non innaffiare le piante sul posto: mettile nella vasca o in doccia e bagnale. Lasciale asciugare prima di rimetterle a parete, eviterai macchie su muri e pavimento.
- Almeno una volta al mese rimuovi le foglie appassite e dai un concime liquido o a lento rilascio specifici per la specie scelta.
Idea fai-da-te
Con il fil di ferro ramato crea un contenitore a cestello per il vaso e termina il supporto con un uncino.
Idea décor
Scegli cachepot superleggeri come le bolle di vetro (le trovi su Amazon) che appendi a soffitto con il filo di nylon. All’interno metti Tillandsie (che vivono senza
terra) o piante grasse.
Quali piante sono adatte alla libreria
Arredare in stile industrial con acciaio, cemento e piante
Cambia stile alla penisola della cucina
Michela Andrioletti
Una cucina bianca può essere elegante e raffinata... o noiosa e dozzinale. Scopri il restyling per personalizzarla!
Quando abbiamo scelto la nostra casa a New York (dove le case in vendita sono già munite di cucina) ci siamo trovati con un progetto davvero dozzinale. Per fortuna siamo arrivati in tempo per scegliere piano di lavoro, elettrodomestici e lavandino, ma sul resto abbiamo dovuto accontentarci. L’ho personalizzata il più possibile, cambiando luci, maniglie e pomelli. Quindi mi sono dedicata a ciò che era la parte che mi piaceva meno: quella penisola anonima e anche un po' squallida.
Prima versione: bianco shabby
Ho sostituito i sottili pannelli di compensato che coprivano la penisola con tavole di pino e le ho dipinte di bianco (foto in alto a destra), ma il risultato non mi ha convinto per nulla.
Secondo tentativo: effetto vintage
Ho tolto il pino e ho applicato delle piastrelle autoadesive di legno recuperato e irregolare, dall’effetto vintage (le trovi su stikwood.com). Alla fine però, la cucina non sembrava affatto rustica, ma trasandata!
Soluzione definitiva: rustico-chic
Ho levigato e riverniciato il tutto per cambiare aspetto e colore, dipingendo anche gli sgabelli: per la seduta ho usato lo stesso color noce della penisola e per la struttura ho preferito il bianco. Ora sì che mi piace!
Anche a te?
Per realizzare questo effetto finale puoi acquistare delle tavole in legno spesse 1 cm circa, tingerle color noce e applicarle con piccoli chiodi. Per gli angoli basterà fare dei tagli a 45 gradi in modo che le tavole combacino perfettamente.
BUDGET
- 8 tavole lamellari in abete cm 40x200x1,8 €16,99 cad
- 2 conf. smalto spray bianco brillante ml 400 €5,90 cad
- 1 impregnante legno noce scuro
- 1 litro €8,95
[tutto da Leroy Merlin]
totale €157
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Patricia Urquiola racconta il suo lavoro agli IM Design Talk
Elena Ceppi
L'Istituto Marangoni ospiterà fino al 19 maggio 2019 un ciclo di seminari con la collaborazione di personaggi di rilievo internazionale nell'ambito del Design.
IM Design Talks esplora vari aspetti del progetto di design, attraverso i racconti, la visione e l'esperienza degli ospiti coinvolti. Noi abbiamo partecipato all'incontro con Patricia Urquiola!
Impossibile racchiuderla in una definizione, Patricia Urquiola mette talmente tanto entusiasmo in tutto ciò che racconta che quasi ci si dimentica di essere davanti ad una delle più iconiche e premiate designer dei nostri tempi.
Durante il talk dal titolo 'Empathic Travels' la designer spagnola ha ripercorso le tappe del suo incredibile viaggio professionale partendo dagli incontri che più hanno influenzato la sua visione come designer. Dagli anni passati con Achille Castiglioni e Eugenio Bettinelli, all'amicizia con Patrizia Moroso a cui la designer deve molto perché come afferma lei stessa: 'ha sempre creduto in me', fino ad arrivare all'apertura nel 2001 del suo studio a Milano.
Ogni suo progetto, dice, è caratterizzato ed influenzato dall'empatia che si instaura tra lei e il suo cliente. Ed è proprio sul concetto di empatia che ruota tutto il suo lavoro, in modo costante in tutta la sua vastissima produzione.
Soffermandosi sul concetto di colore dice: 'Il colore è legato alla luce, sembra ovvio ma va ribadito', introducendo così i meravigliosi tavoli in cristallo realizzati per Glas Italia le cui superfici cangianti cambiano colorazione in funzione dell'incidenza della luce e del punto di osservazione. E ancora a proposito di colore: 'I colori difficili sono i più interessanti'.
Altro elemento imprescindibile nel suo lavoro è la ricerca, infatti afferma di essersi cimentata con diversi materiali studiandone a fondo le possibilità. L'incontro con il marmo è stato sorprendente, la collaborazione con Budri le ha permesso di giocare con accostamenti materici tra marmo e resine, mentre
la collaborazione con Mutina l'ha fatta innamorare del mondo dei pattern e delle decorazioni in bassorilievo, con serigrafie che ricordano il passaggio variabile delle nuvole. Non è un caso che le nuvole siano anche l'immagine introduttiva del talk. Con il loro moto incessante e in continua trasformazione riassumono perfettamente il pensiero di Patricia Urquiola:
Per fare un lavoro creativo è necessario spostarsi, evolvere. Nelle interviste spesso mi riportano frasi che ho detto anni fa, ma io rispondo che non sono più quella di 4 o 5 anni fa, ora sono un'altra persona!.
5 consigli per realizzare delle foto di still life
Francesca Giovannini • The Bluebird Kitchen
Blogger CF Style
Oggi vi porto dietro le quinte del mio blog facendovi vedere come scatto le foto di still life e dandovi 5 consigli per aiutarvi a realizzare le vostre!
La fotografia ha molte sfaccettature, ognuna con uno scopo comunicativo preciso: ci sono le fotografie di reportage che servono a raccontare un viaggio o un evento; i ritratti, che cercano di penetrare nell’animo delle persone e quelle di still life che parlano di oggetti e di luoghi. Mentre nei primi due casi è più’ difficile avere il pieno controllo della scena da fotografare e anzi, la variabile che sfugge al nostro controllo è proprio quella che rende la foto interessante, nell’ultimo caso siamo proprio noi a poter decidere tutto: set, luci, colori, props, mood. Da un lato questo ci permette di poter fare, quasi, tutto e di poterci esprimere al meglio, dall’altra però questa piena libertà e possibilità di controllo può anche spaventare e farci entrare nella classica crisi di chi ha troppe possibilità tra cui scegliere e si chiede 'adesso da che parte inizio?'.
Ecco, proprio per combattere questa 'ansia', ho pensato di scrivere questo articolo dandovi i miei 5 consigli per preparare al meglio i vostri scatti di still life.
1 - Chiarisciti le idee
La prima cosa da fare è un piccolo esame di coscienza per schiarirsi le idee e poter quindi iniziare a pianificare lo scatto. Per fare questo io inizio a pormi delle domande in merito al mood che voglio dare alla foto, la voglio luminosa e chiara o più drammatica e scura? Per aiutarmi a decidere cerco anche ispirazione qua e là: riviste, internet, quadri, vetrine, libri… cerco di raccogliere il tutto in una moodboard in modo che mi aiuti ad iniziare a visualizzare lo scatto.
2 - Scegli la luce giusta e prepara il set
Una volta creata la mia moodboard dovrei avere già le idee un po’ più chiare nella mia testa, a questo punto lavoro su uno tra gli aspetti più importanti di una foto: la luce.
Non sempre per avere una bella foto avrò bisogno di tanta luce diffusa, ricordatevi che le ombre sono quelle che aiutano a dare tridimensionalità ad uno scatto. Se decidete di usare la luce naturale, disporre il set di fronte ad una finestra è sempre la scelta giusta, fate attenzione però che la luce non sia diretta, per aiutarvi in questo potete usare una tenda bianca o un pannello fotografico per rendere la luce più omogenea.
Se invece usate delle lampade, fate attenzione che emettano luce fredda o rischierete di avere delle fotografie eccessivamente 'gialle' che richiederanno molto lavoro in editing. Iniziate quindi ad allestire il set fotografico in modo che possiate realizzare il vostro scatto comodamente (se per esempio dovete fare uno scatto dall’alto, potete allestire il tutto per terra in modo da non dovervi arrampicare su sedie o scale per riuscire ad ottenere l’inquadratura desiderata).
3 - Scegli sfondo e props
Siamo arrivati al momento della scelta degli sfondi e dei props, ovvero tutti gli oggetti di scena che userete nello scatto. Anche in questo caso la moodboard realizzata all’inizio aiuterà per la scelta dei colori e dei materiali dominanti. Iniziate a recuperare tutti gli oggetti che potrebbero servirvi per lo scatto pensando anche ad eventuali sostituti nel caso in cui uno non abbia la resa immaginata in fotografia.
Per quanto riguarda invece gli sfondi da utilizzare potete usare oggetti che avete già (un tagliere in marmo, un tavolo in legno particolarmente bello...), realizzarli da voi dipingendo dei pannelli in legno (sceglieteli sottili così da essere più facili da trasportare) oppure acquistarli già fatti (esistono siti specializzati che li realizzano ad hoc) o comprando delle pellicole per rivestire i mobili che spesso riescono a simulare diversi materiali in modo molto accurato. Qualunque sia la vostra scelta fate molta attenzione alla finitura della superficie in modo da evitare eventuali riflessi indesiderati che potrebbero rovinare la foto.
4 - Scatta
Finalmente siamo arrivati al tanto atteso momento: lo scatto vero e proprio. Create la composizione che desiderate nel vostro set ricordandovi che gli spazi vuoti sono tanto importanti quanto i pieni perché aiutano a rendere un’immagine leggibile ed ordinata oltre ad aiutare chi guarderà la foto a capire dove dover concentrare la propria attenzione.
Provate diversi scatti muovendo di poco gli oggetti in modo da avere più scelte per trovare l’immagine più riuscita. Ricordatevi che a questo punto dovrete guardare la scena sempre e solo attraverso la macchina fotografica per capire qual è la resa degli oggetti, le proporzioni e le distanze in fotografia.
5 - Edita
A volte ci si dimentica di quanto quest’ultima fase sia determinante per la riuscita di uno scatto. Chiaramente più si è fatta bene la parte precedente (scelta della luce giusta, dei colori e della composizione) e meno lavoro ci sarà da fare in post produzione, tuttavia un buon bilanciamento delle luci e delle ombre, una lieve correzione della temperatura nella foto e il far risaltare o meno dei colori, aiuta a rendere lo scatto maggiormente armonioso ed equilibrato.
Gli oggetti usati nelle foto sono di Tescoma
Come realizzare fotografie still life
Tieni in ordine i cassetti
Fuorisalone 2019: Human Spaces
Paola Tartaglino • We Make A Pair
Blogger CF Style
Dall’8 al 19 aprile la grande mostra annuale di Interni avrà tre location: l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera e l’Arco della Pace
Il tema di quest’anno sarà Human Spaces: l'essere umano e le sue esigenze tornano ad essere il cuore del pensiero creativo per una nuova qualità di vita, in armonia con l'ambiente.
Ecco alcune anteprime sulle installazioni che saranno presentate all'interno della mostra.
Nel cortile della Statale
La sala stampa della mostra sarà allestita con tante latte di colori pastello, gli stessi utilizzati da Mac Stopa per realizzare i quadri geometrici appesi alle pareti. Oltre alle vernici ecologiche (Boero), prodotti a partire da arance, chicchi di caffè e noci di cocco, saranno qui presentati mobili in legno naturale (True Design) e innovativi metodi di illuminazione a led (Targetti).Sul prato del Cortile d’Onore dell’Università di Milano, comparirà una scritta a caratteri cubitali, che recita semplicemente e in modo lapidario: Help. Progettata dall’artista Maria Cristina Finucci, sarà realizzata con circa due tonnellate di tappi di plastica, la cui raccolta è stata promossa dall’Università Roma Tre con la collaborazione di Caritas, per porre l’attenzione sul disastro ecologico rappresentato dall’inquinamento dei mari in atto.
Il padiglione Passaggio in Blu, progettato da Aldo Parisotto e Massimo Formenton, è invece uno spazio permeabile alla vista, dove fermarsi o semplicemente da attraversare: concepito come un tunnel a doppia imboccatura, aperto verso l’esterno e strozzato al centro, pensato come un luogo di sosta, una pausa ristoratrice nel caos dell’ipersollecitazione contemporanea. Il padiglione ospita al suo interno arredi per la sosta e la convivialità: in preview assoluta i prototipi della prima edizione di Cimento Collection by Cimento disegnata da Parisotto+Formenton, in questo materiale che somiglia al cemento, ma è molto più leggero, grazie al suo supporto in legno.
MultiPly sarà un'installazione in legno che incoraggia i visitatori a ripensare il modo in cui si progettano e costruiscono case e città.
Gli spazi labirintici progettati da Waugh Thistleton Architects, conducono i visitatori attraverso scale, corridoi e spazi aperti, invitandoli a esplorare le potenzialità del legno ecosostenibile in architettura. Il tulipier americano è una delle specie di latifoglie più diffuse negli Stati Uniti, tra le più sostenibili, con straordinarie proprietà di resistenza rispetto al suo peso, caratteristica che lo rende particolarmente adatto alle applicazioni strutturali.
Ancora legno, ma stavolta si tratta di un tributo. Piuarch ha scelto di celebrare la natura attraverso l’installazione La foresta dei violini, che ricorda la drammatica tempesta che nel novembre 2018 ha distrutto la foresta di Paneveggio in Val di Fiemme, famosa per gli abeti rossi 'di risonanza' che vi crescono: un legno dalle straordinarie caratteristiche, impiegato da secoli per realizzare i violini. Due enormi abeti rossi sradicati irrompono dal loggiato nel Cortile d’Onore della Statale.
All’Orto di Brera
The Circular Garden è il progetto di Carlo Ratti Associati, in collaborazione con ENI, sarà allestito all’interno dell’Orto Botanico di Brera: il riciclo e il riuso delle materie prime, che sono alla base dell'economia circolare, sono l’unica via possibile per un futuro sostenibile.Per questo lo studio di design e innovazione ha scelto di sperimentare l’utilizzo dei funghi come materiale da costruzione, che costruiranno con la loro crescita quattro grandi strutture architettoniche, diffuse nell’Orto.
All’Arco della Pace
L’Audi City Lab sarà uno spazio dedicato alle innovazioni che cambiano l’interazione fra uomo e società, alle espressioni di design che ridisegnano la realtà, ai più recenti esempi di mobilità del futuro.A scuola di landscape design con Piet Oudolf
A Bergamo, all’International Meeting de ‘I maestri del Paesaggio 2018’ c’eravamo anche noi di CasaFacile e abbiamo abbiamo incontrato l’olandese Piet Oudolf, che è considerato il paesaggista più influente degli ultimi 20 anni.
La prossima edizione de 'I maestri del Paesaggio' sarà dal 6 al 22 settembre 2019, ma nel frattempo la nostra inviata green Silvia Magnano ci racconta quello che ha imparato da Piet Oudolf.
Da oltre 30 anni Piet Oudolf progetta giardini dall’aspetto wild con piante perenni e graminacee che sperimenta nel suo giardino-vivaio a Hummelo, in Olanda. Una ricerca costante che gli ha consentito di sviluppare un gusto unico nell’abbinare le piante. Di ciascuna specie Oudolf conosce a fondo
il ciclo di vita, le cromie stagionali e persino le reazioni dinamiche alla brezza!
Tra i suoi lavori spiccano il Lurie Garden di Chicago, l’High Line di New York, il Giardino delle Vergini alla Biennale di Venezia, fino alla recente Biblioteca degli alberi a Milano, in zona Porta Nuova.
Cosa c’è alla base della sua filosofia progettuale?
'Lo spirito libero della prateria accarezzata dal vento'.
Come progettare un giardino spontaneo in cui questa immagine evocativa diventi realtà?
Programmando tutto a tavolino! Nei giardini spontanei, per paradosso, niente è lì per caso, tutto è progettato nel dettaglio. È una questione di modifiche e controllo costante. All'inizio si studia luogo e clima, informazioni che servono a prevedere come evolverà il giardino con l’avanzare delle stagioni. Perché il giardino stesso ha tante cose da dire, durante l’autunno regalerà semi, colori caldi e i resti dell’abbondanza estiva. Tutte le piante devono fare la loro parte all’interno di un disegno. Se invece il giardino diventa caotico e incolto, significa che qualcosa è andato storto.
Il paesaggista olandese è anche un instancabile viaggiatore, divulgatore, fotografo (scatta lui le foto per i suoi libri) e un abile disegnatore. I suoi progetti
su carta, fatti rigorosamente a mano, sono tavolozze astratte, puzzle dai variopinti tasselli vegetali.
Gli chiediamo di raccontarci qualche errore da ‘umano giardiniere’.
Ride e spiega che ha avuto molte sconfitte ma la cosa che lo ha aiutato di più a superare i momenti duri è stata la condivisione con amici e collaboratori.
Le sue piante preferite?
Non amo solo le perenni ma adoro gli iris, le peonie e la timida Lunaria annua,
la piantina che meglio non potrebbe rappresentare l’Oudolf-pensiero: quando i fiori svaniscono e pensi che il meglio sia alle spalle, ecco che arriva il colpo di scena con i semi dentro i baccelli piatti e argentati (le ‘monete del Papa’). Perché il giardino ti deve stupire... sempre.
Come scegliere i vasi per le piante
Quali piante sono adatte alla libreria
Piumino: la beauty routine di stagione
È (quasi) ora di togliere dal letto il piumino! A differenza di quello sintetico (meno costoso, ma anche meno traspirante e meno durevole), se è di piuma d’oca richiede qualche attenzione prima di riporlo per l’estate...
Lavare ogni 3 anni
Non occorre lavare il piumino a fine stagione, a meno che sia macchiato (in quel caso devi intervenire subito con acqua e sapone neutro). Lascia passare 2 o 3 anni tra un lavaggio in acqua e l’altro. Leggi le istruzioni e scegli una lavanderia specializzata o una ‘fai-da-te’ a gettoni: è importante che la lavatrice abbia una portata minima di 12-13 kg e consenta di scegliere una temperatura di lavaggio uguale o inferiore ai 40 gradi. Il piumino va poi messo in un’asciugatrice capiente per non rischiare che l’umidità residua danneggi le piume.
Il sacco invece...
Il copripiumino va lavato spesso. Un sacco in cotone o in fibre naturali aiuta il piumino a fare bene il suo ‘lavoro’ di traspirazione.
Quando lo usi
Arieggialo quotidianamente al mattino, evitando però di esporlo al sole o a fonti di calore dirette (come i termosifoni). Scuotilo con delicatezza per spolverarlo e per ridare volume alle piume.
Quando lo riponi
Un sacco morbido in cotone o in altre fibre naturali sono perfetti per conservare il piumino durante le stagioni in cui non viene usato. Riponilo in un luogo asciutto. La piuma, essendo naturale al 100%, ha bisogno di ‘respirare’: se conservata sottovuoto, in borse di plastica o in altri contenitori che impediscono la traspirazione, si rovina (...e arrivano anche batteri e cattivi odori).
Le blogger di CasaFacile si tuffano tra le piume DaunenStep
Scopri qual è il piumino giusto per te
Come creare una nicchia con le mensole
Hai una piccola nicchia e vuoi valorizzarla? Inserisci alcune mensole e impreziosiscile con scatole, libri e piccoli oggetti decorativi.
Occorrente
- 4 staffe a muro per mensole
- 2 mensole laccate
- mensola di legno mm 25 (in misura della nicchia)
- smalto per il legno
- rullino
- viti con tasselli
Come si fa
- Con lo smalto della stessa tonalità della parete dipingi la mensola di legno. Dai 2 o 3 mani per avere un effetto coprente.
- Con le viti e i tasselli fissa la mensola a filo della nicchia.
- Prendi le misure e avvita le staffe su due file, centrandole nella nicchia. Per ultima cosa posiziona le mensole.
Atmosfere soft e soluzioni fai-da-te in un mini appartamento in Danimarca
Come realizzare la rete display per gli accessori
Come realizzare la bacheca pegboard
Come creare un lampadario con le boules trasparenti
Un terrazzo verde tutto l’anno con le piante perenni
Davide Cerruto
Come avere un terrazzo ‘vivo’ tutto l’anno? Il segreto è scegliere piante sempreverdi!
Marina, titolare del marchio Marina C di biancheria per la casa made in Italy, sul suo terrazzo milanese ha creato un’oasi con tante piante verdi, un pergolato ‘assalito’ dalle rampicanti e vasi sparsi di perenni e graminacee. Il risultato, (qui immortalato in versione autunnale), è un ambiente fresco e profumato in estate ma colorato e accogliente anche nei mesi freddi.
Le sempreverdi hanno molti pregi: danno struttura, mettono al riparo dagli sguardi, valorizzano le fioriture; a volte, però, rendono l’insieme un po’ statico, perciò bisogna abbinarle con cura. Come? Evita le piante troppo simili, gioca sui contrasti di texture, colori e forme delle foglie: al verde lucido di una gardenia, per esempio, abbina uno statuario Phormium dalle fronde marroni e appuntite come spade.
Gli arbusti sempreverdi con bacche
- Piracanta (Pyracantha coccinea): si sviluppa anche in altezza e regala per tutto l’inverno colorate bacche rosse e arancioni.
- La nandina (Nandina domestica) in autunno tinge le foglie di rosso e in inverno mantiene le bacche rosse fino alla primavera.
- Il viburno (Viburnum tinus) ha bacche blu molto decorative e gustose per
gli uccellini.
I rampicanti sempreverdi con fiori
- Trachelospermum asiaticum: è una varietà di falso gelsomino a fiore giallo.
- Clematis armandii: vuole posizioni soleggiate e clima mite.
- Akebia quinata: vive in pieno sole e ha fiori color porpora.
- Calystegia pubescens ‘Multiplex’: rampicante erbaceo a lunga fioritura estiva.
- Garrya elliptica: in gennaio produce lunghi amenti di colore giallastro.
- Ceanothus: detto lillà della California, in estate produce fiori azzurri.
- Hardenbergia violacea: tappezzante, ha piccoli fiorellini viola estivi.
Fioriture in sequenza
A fine inverno fiorisce la Garryaelliptica; in primavera tocca all’Akebiaquinata; in estate è l’esplosione del Trachelospermum jasminoides a prendersi tutta la scena. Se vuoi che il tuo terrazzo ti sorprenda di continuo, devi tenere conto dei periodi di fioritura delle piante: l’obiettivo è avere sempre almeno un paio di essenze fiorite dall’inizio della primavera fino alla fine dell’autunno.
