Incentivi e detrazioni

Superbonus 2023: le nuove regole

Sono cambiate le aliquote di detrazione, le scadenze e le figure che possono richiedere il contributo. Le norme sono diverse per condomìni e villette. E ora il parametro di riferimento è il reddito familiare.

Ancora una volta, la normativa del Superbonus è stata cambiata in extremis. Con il Decreto Aiuti Quater e le successive modifiche inserite nella Legge di Conversione al Decreto, ci sono alcune buone notizie e altre meno. Partiamo da quelle buone, per case monofamiliari e unità indipendenti.

Villette: c'è la proroga per i lavori iniziati...

L’originaria scadenza per le villette autonome del Superbonus 110% – che è, vale la pena ricordarlo, la maxi detrazione prevista per gli interventi di efficientamento energetico o antisismici tramite almeno un intervento trainante (cappotto o caldaia) e uno o più trainati (infissi, pannelli e sistemi di accumulo, colonnine elettriche) con miglioramento di due classi energetiche – era il 30 giugno 2022. Successivamente è intervenuta una proroga del termine al 31 dicembre 2022, ma solamente per quegli interventi che avessero raggiunto uno stato di avanzamento lavori almeno pari al 30% alla data del 30 settembre 2022. Oggi, con il Decreto Aiuti Quater, per questi interventi c’è tempo fino al 31 marzo 2023: in sostanza, ci sono tre mesi in più per chi già aveva avviato i lavori e raggiunto il 30% al 30 settembre.

... e c'è ancora il superbonus ma al 90% ed è 'limitato'

La seconda inaspettata ‘buona’ notizia riguarda sempre le villette autonome, per le quali è stato previsto per il 2023 il Superbonus, anche se non più al 110% ma al 90%, sulle stesse tipologie di interventi ma a condizioni che restringono, e di molto, la platea dei possibili interessati. Innanzitutto, il beneficiario della detrazione deve essere titolare di un diritto reale di godimento sulla casa oggetto dell’intervento (quindi il proprietario o usufruttuario; non basta più, come invece era prima, essere il comodatario o l’affittuario, o semplicemente il familiare convivente), che deve altresì essere la sua abitazione principale.

Adesso conta il reddito: che calcoli fare

Inoltre, il reddito di riferimento del nucleo familiare deve essere inferiore a €15.000, e qui c’è la vera novità. Al contrario di altre agevolazioni collegate all’ISEE, ora il parametro di riferimento si basa sul quoziente familiare. In pratica, sarà necessario sommare i redditi lordi percepiti dall’intero nucleo familiare e dividerli a seconda dei suoi componenti per un quoziente così determinato: il contribuente pesa per 1, così come il coniuge (o convivente o unito civilmente); un solo familiare a carico vale 0,5; due familiari pesano per 1; da tre o più familiari a carico il riferimento è pari a 2. Facciamo un esempio, marito e moglie con due figli a carico: supponiamo che entrambi lavorino e che la somma dei due redditi sia pari a €40.000 lordi. Il loro quoziente familiare è 3: applicando la divisione si ottiene un reddito di riferimento di €13.333 (inferiore a €15.000, per cui al contribuente sarà possibile accedere all’agevolazione).

Esempio:

  • Famiglia in villetta - genitori + 2 figli: redditi percepiti €40.000
  • Quoziente familiare: 1+1+0,5+0,5=3
  • Reddito di riferimento: €40.000:3= €13.300 (inferiore a €15.000, si può accedere al contributo)

Un aiuto dalle banche con la cessione del credito

Resta il fatto che questi soggetti difficilmente riusciranno a recuperare direttamente nella dichiarazione dei redditi la maxi-detrazione, così come è facile immaginare che non abbiano le disponibilità liquide per affrontare la spesa. In buona sostanza, il sistema funzionerà se le banche riprenderanno l’acquisto di crediti da Bonus casa (attualmente interrotti) e sarà quindi possibile per le aziende fornitrici applicare di nuovo lo sconto in fattura, così i privati interessati potranno accedere al credito in banca tramite un prestito ponte con successiva cessione del credito.

Condomini, cattive notizie: si passa dal 110 al 90%

In questa categoria rientrano sia i condomìni come siamo abituati a intenderli (palazzi con diversi appartamenti e molti inquilini), sia i cosiddetti ‘condomìni minimi’ (palazzine piccole con un minimo di 2 e un massimo 8 diversi proprietari), sia per gli edifici dalle 2 alle 4 unità abitative di proprietà di un unico soggetto o di una comproprietà di individui. Per tutti questi soggetti, per i quali era previsto il Superbonus al 110% anche per il 2023, il Decreto Aiuti Quater lo ha ridotto al 90% a partire dal 1 gennaio 2023, cambiando i piani finanziari di quei condomìni che avevano approvato i lavori sulla base di presupposti diversi. È stata data la possibilità di mantenere il 110% anche per il 2023 con una sorta di corsa contro il tempo, ovvero la CILA-S (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) presentata entro il 25 novembre 2022 o entro il 31 dicembre 2022 se la delibera del condominio di approvazione lavori è stata presa prima del 19/11/2022.

Cosa dobbiamo aspettarci anche per gli altri bonus

La normativa del Superbonus 110% è in continua evoluzione e ci si possono attendere altre notizie – si spera positive – in corso d’opera. Rimangono invece fino al 2024 le detrazioni del 50% sulla ristrutturazione e gli altri incentivi Ecobonus tra il 50% e il 65% a seconda dell’intervento.

Architetti & Designer

Architetti & Designer: Giulio Iacchetti

È industrial designer, direttore artistico di importanti aziende, ‘fondatore’ di brand. Qui ci racconta da dove nasce la sua vena creativa.

Classe 1966, Giulio Iacchetti in oltre 25 anni di carriera ha progettato oggetti che sanno distinguersi per quel ‘guizzo’ in più. La sua arma segreta? Lo sguardo ironico sul mondo.

Durante la sua carriera ha spesso lavorato con altri designer (con Matteo Ragni avete vinto due Compassi d'Oro) e dato spazio ai giovani collaboratori. Quali sono i plus del lavoro a quattro - o più - mani?

Credo che il lavoro del designer sia fondamentalmente un lavoro solitario, ma l’incontro con Matteo Ragni è stato ed è unico e credo irripetibile, la classica eccezione che conferma la regola. Per molto tempo abbiamo lavorato non insieme, ma vicini: divertendoci, abbiamo raggiunto risultati fantastici. Ancora adesso abbiamo occasione di lavorare fianco a fianco come per Abet Laminati (di cui siamo entrambi designer curator) e per il progetto di mostre ed esposizioni: in quel tipo di incarichi il suo essere architetto, copre una mia lacuna relativa alla gestione di grandi spazi: in qualche modo ci completiamo, mantenendo però distinto il nostro singolare modo di fare progetto.

In molti suoi progetti è presente un aspetto ludico, più o meno esplicito. Il divertimento e un approccio anche ironico quanto sono importanti nella fase creativa?

Se si riesce a strappare un sorriso con un progetto abbiamo già raggiunto un buon risultato. Sorridere di una cosa significa averla intesa bene, aver capito che si può esercitare una funzione concedendosi un momento di ilarità: penso allo spremi agrumi St Peter Squeezer dove la forma ogivale scanalata su cui appoggiare il mezzo limone ricorda la cupola di San Pietro e la vaschetta di raccolta del succo rimanda alla piazza del Bernini prospiciente la basilica: lo spremiagrumi si chiama 8x1000 giocando così con il doppio senso della “spremitura”…è un souvenir dedicato a Roma: quando lo racconto nelle scuole l’applauso stile Zelig è assicurato…

Come Achille Castiglioni, anche lei è un appassionato di design anonimo. E ha progettato molti oggetti d'uso quotidiano. Quali sfide progettuali offrono gli oggetti 'semplici'?

Innanzi tutto raccolgo molti oggetti di quel tipo: non si tratta solo di oggetti di design anonimo (penso che il design anonimo sia una formula un po’ strana per includere oggetti di uso comune di cui ci siamo dimenticati il nome dell’autore). Se fossi uno scrittore avrei una ricca biblioteca a cui attingere insegnamenti ed ispirazione. Essendo un designer la ma biblioteca è costituita da questi oggetti che mi parlano, mi raccontano la bontà di una soluzione, l’uso sapiente di una materiale e di una lavorazione. Il disegno di oggetti di uso comune rappresenta una severa sfida progettuale perché ogni persona è in grado di giudicare la bontà di un cucchiaio, di una molletta per il bucato, di un calzascarpe….

  • 1998 - padella Spazio System con manico collassabile [Bialetti]
  • 2007 - spremiagrumi St. Peter Squeezer [Pandora Design, dal 2018 Il Coccio Design]
  • 2008 - soffione Drop [IB Rubinetterie]
  • 2011 - lampada Magneto [Foscarini]
  • 2012 - sgabello Affi [Internoitaliano]
  • 2013 - libreria Eur [Magis]
  • 2014 - tappeto Paesemio [Nodus]
  • 2016 - armadio Cartalegno [Alf Dafrè]
  • 2019 - sedia Norma [Molteni & C]
  • 2022 - posata Moscardino [Alessi]
  • 2022 - tavolo Spike [Midj]

E per il 2023?

In vista del Salone del Mobile di aprile, ho lavorato a nuovi progetti con Alessi, Abet Laminati, Midj... Ma anche a qualcosa per il mondo dell’illuminazione e per realtà meno vicine al Salone...

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News

Impara a fotografare: 1ª puntata del corso base per Instagram

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

Raccontare la casa per immagini non è soltanto divertente, è anche un aiuto per metterne a fuoco i difetti e migliorarla. Ma se vi proponiamo questo corso in 4 puntate è anche perché vorremmo pubblicare le vostre case! Vi guidiamo a ritrarle in modo perfetto: pronti a seguirci? Si parte con il kit base e i consigli per le foto in pianta

Oggi abbiamo tutti in tasca una macchina fotografica e possiamo farne mille usi, divertenti, pratici, e persino semi-professionali. Gli smartphone di fascia media sono in grado di scattare buone foto, quindi probabilmente il tuo andrà benissimo; se però devi acquistarne uno nuovo, controlla che abbia queste caratteristiche:

  • una fotocamera base da almeno 50 Megapixel (ma non farti impressionare dai numeri altissimi, se pubblichi principalmente sui social non ti serviranno foto enormi);
  • una seconda fotocamera grandangolare (comoda per le foto degli interni);
  • lo stabilizzatore ottico (nella descrizione dello smartphone devi cercare la sigla OIS, optical image stabilization) che ti aiuterà a ridurre le immagini mosse.

Poi ci sono poche cose molto utili da avere. Prima di tutto, il cavalletto o treppiede con braccio trasversale inclinabile a 90°: non credere che sia necessario solo ai professionisti, al contrario aiuta proprio chi è alle prime armi! Ti permetterà di scattare foto nitide sfruttando al meglio la luce naturale, e il braccio sarà indispensabile per le foto ‘flat lay’, dette anche ‘in pianta’ o dall’alto, perché dovrai posizionare lo smartphone esattamente parallelo al piano da fotografare (stare in piedi sulla sedia con le braccia tese non è una buona soluzione!).

A meno di 60 euro, su Amazon trovi un cavalletto completo di braccio come Artcise ZF20 che ha due morsetti per smartphone. Se vuoi investire in qualità e usarlo anche per la macchina fotografica, scegli un prodotto Manfrotto. Hai già un treppiede?  Allora ti manca solo l’adattatore per lo smartphone: Ipow mk-012 su Amazon costa 13 euro. Gli ultimi elementi per il tuo kit, non strettamente indispensabili, ma molto, molto utili, sono i pannelli riflettenti: bianchi, argentati o dorati a seconda della luce che vuoi ricreare, ti serviranno per schiarire le ombre. Il set Unideal su Amazon costa meno di 18 euro, ma puoi anche usare qualsiasi superficie riflettente che hai già in casa, come la carta argentata o i parasole per i parabrezza delle auto! E se vuoi avere proprio tutto, acquista anche due faretti da fotografia (su Amazon trovi il kit softbox Ombar a circa 90 euro, quelli Led costano anche meno). Sono utilissimi per scattare anche in caso di brutto tempo o di luce fioca: posizionali uno a destra e l’altro a sinistra, rivolti leggermente verso l’alto per evitare riflessi e illuminare in modo uniforme. Sono comodi perché puoi regolare liberamente la luce (potenza, altezza e orientamento). In alternativa puoi usare delle normali lampade da terra, ma sono meno versatili e solitamente a luce calda, quindi rischierai di ‘ingiallire’ la foto. Nelle prossime puntate, comunque, vedremo anche come ritoccare la temperatura della luce dopo aver scattato!

PER PARTIRE CON IL PIEDE GIUSTO

I consigli di Simona Ortolan, del Social Media Team di @casafacile:

  • togli la cover del telefono: potrebbe disturbare la messa a fuoco;
  • pulisci bene le lenti dello smartphone, spesso opache per le involontarie ditate;
  • scatta con la funzione timer o autoscatto per evitare vibrazioni anche minime; volendo, con meno di 10 euro puoi comprare un telecomando Bluetooth (come Adurei, su Amazon per Apple e Android).
Shopping

Negozi CF style: Dep Design a Como

Andiamo a caccia di negozi in stile CFstyle: questo mese la selezione è a cura della nostra blogger Beatrice Redaelli!

Il concept store Dep Design si trova nel centro storico di Como, in via Carcano 4: nello spazio, allestito come una vera casa, Doriana De Petris propone un’accurata selezione di design contemporaneo.

  • Mobile Drifting Clouds [Ole Flensted]
  • Pot-pourri Apothicaire con cristalli di ambra vegetale, in varie profumazioni [Mad et Len]
  • Vaso Revolve petrolio/blu, fatto a mano in vetro borosilicato [Ichendorf]
  • Piatto da portata Sharing, in grès [Jars]
Case dei lettori

Ristrutturazione e restyling di una casa d’epoca a Torino

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

Blogger CF Style

Una casa ad alto contenuto emotivo dove ogni oggetto racconta una storia, quella di Agnese.

Sono entrata in questo appartamento, per la prima volta, la primavera scorsa. Agnese voleva da parte mia un supporto per completare il living già molto bello e affascinante ma, nonostante la recente ristrutturazione, in attesa di un progetto che potesse dare risalto e ordine a tutta l'emotività e a tutti gli oggetti che conteneva.

Il living si trova al centro di un grande appartamento, di inizio Novecento, che si sviluppa a partire da un ampio ingresso, dal quale si accede ad un bagno spazioso, alla cucina e al grande soggiorno appunto, per poi proseguire nella zona più privata della casa, che custodisce una cabina armadio e due camere da letto che si affacciano sul fiume Dora.

La casa di Agnese è nata insieme ad un progetto di vita per sé e suo figlio Francesco. Prima di trasferirsi nel centro di Torino, Agnese e Francesco abitavano in campagna, luogo che amavano ma che iniziava a dimostrarsi scomodo per gli spostamenti, al punto di voler cercare un nuovo spazio dove avere più possibilità di socialità, con il minor uso possibile dell'auto. Ora Francesco va a scuola a piedi e Agnese usa la bici per recarsi al lavoro.

Durante la ristrutturazione l'assetto originario dell'abitazione non è stato stravolto, sia perché la casa presentava già una buona distribuzione, sia per contenere i costi di intervento (la nuova casa rappresentava infatti un’impresa enorme per la neo micro famiglia, quindi il rispetto del budget ha guidato molte scelte), sia perché c'era il desiderio di conservare gli elementi d'epoca presenti: pavimenti in cementine, porte modanate, parquet a cassettoni, affreschi nel living e nella camera padronale e persino un campanello a tirante, originale del primi del '900, incastonato nella porta d'ingresso.

Il desiderio di Agnese di possedere una cabina armadi ha trovato compimento grazie al ridisegno del corridoio preesistente mentre il sogno di un bagno spazioso con una vasca ha dovuto cedere il passo ad una soluzione con una doccia molto ampia affiancata ad una pratica lavanderia. Come dice Agnese: "scelta dolorosa questa... bisogna sempre tentare di ascoltare i desideri, ma anche avere i vestiti puliti!"

Il budget messo a punto in modo sapiente e strategico è stato indirizzato essenzialmente sulle spese più strutturali mentre per l'arredo si è puntato molto sul riutilizzo e la reinterpretazione di mobili provenienti dalla precedente casa e da diverse dimore di famiglia.

Io amo cambiare, amo molto il design contemporaneo, ma da sempre odio eliminare ciò che ha ancora una funzione. Tendo ad affezionarmi agli arredi perché raccontano la storia della mia vita, e a volte anche quella di altre persone a me care. Alcuni pezzi, anche se modesti sono appartenuti alla mia famiglia e non potrei mai separarmene.

Nel bagno un vecchio tavolo da lavoro sorregge i lavabi mentre specchi antichi e lampade di modernariato vestono le pareti. In cucina, i mobili riorganizzati su due linee una contenitiva ed una operativa lasciano libera sullo sfondo una carta da parati Cole&Son Chiavi Segrete Leaf Green che mette in relazione la cucina con gli alberi del viale su cui affaccia. Per terra cementine Mosaic del Sur sostituiscono i pavimenti mancanti. Nella camera di Francesco uno storico tavolo di famiglia è diventato una spaziosa scrivania mentre nella camera padronale oltre allo splendido armadio in castagno un delizioso tavolino intarsiato adorna un angolo della stanza, illuminato da una lanterna di paglia.

Il riutilizzo dei mobili della precedente casa, che aveva spazi più ampi di questa, ha reso però difficoltosa l’impostazione del soggiorno: pezzi molto belli risultavano mortificati in presenza di altri magari ingombranti e meno significativi o non in linea con la vocazione storica dell'appartamento; mancavano un po' di spazio contenitivo e una libreria capiente e c'era la necessità di ripensare i tessuti di rivestimento dei divani e il riposizionamento dei numerosi quadri e oggetti presenti. La parete alle spalle del tavolo è stata utilizzata come fulcro della composizione ed è stata decorata con effetto delabrè per darle maggiore risalto e metterla in relazione con il soffitto affrescato. Sulla stessa parete è stata inserita una Lamp de Marseille di Nemo Lighting per portare luce sul tavolo, dove mancava, e sul soffitto, dove sono presentii decori affrescati. Intorno al fratino in noce, in sostituzione delle vecchie sedie troppo ingombranti, è stata scelta una Leggera di Giò Ponti per Cassina, un'icona senza tempo fortemente desiderata dalla proprietaria. A fare da sfondo a chi pranza si trova infine lo sguardo delle donne presenti nei ritratti d'epoca e il riflesso dei piccoli specchi e piattini decorativi.

Dalla parte opposta una nicchia è stata chiusa con delle ante, realizzate su disegno, per creare una nuova armadiatura e un vecchio tavolino trasformato e riadattato per diventare l'appoggio del tv. Due librerie krossing di Kriptonite, compatte, esili e di colore bianco, sono state posizionate una di fronte all'altra per accogliere libri e cd.

I divani invece, tra cui un Greg di Zanotta, sono stati reinterpretati con un tessuto grezzo dalle tinte chiare e luminose (da Michele Labarbuta), per portare luce in ambiente e uniformare gli aspetti cromatici. Infine una curiosità: la passione di Agnese per i tessuti ha permesso di rinnovare i cuscini del living, tutti realizzati a partire da tagli e scampoli da lei collezionati e conservati gelosamente (così come anche i pouf posizionati accanto al divano). Si tratta di una passione che ha radici in ricordi di famiglia di Agnese prima e nei suoi studi di Storia dell’Arte poi, che le hanno permesso di approfondire la storia delle manifatture di tessuti italiane e francesi del secolo XV-XVI: un patrimonio di abilità e tecnologie incredibili, e spesso perdute.

Progetto architettonico Arch. Oriana Cremella

 

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Misure: una cucina… alla tua altezza!

Le cucine vengono proposte con caratteristiche e dimensioni per persone di statura media. Ma chi è più basso o più alto, quando la progetta, può giocare con i singoli elementi per crearne una assolutamente su misura per sé.

Mini - per statura 150-160 cm

  • Una delle regole dell’ergonomia prevede che tra il piano di lavoro e il gomito ci sia una distanza in altezza di 15 cm: per chi è alto da 150 a 160 cm, ideale un top a 82 cm da terra.
  • Top da 1-2 cm: sono quelli più sottili e solitamente sono realizzati in grès, vetro o materiali sinterizzati.
  • Piedini da 7 cm: mediamente sono quelli più bassi previsti dalle varie aziende.

Standard - per statura 165-175 cm

  • L’altezza media presa in considerazione è di cm 165/175: il piano del top è a 90 cm dal pavimento e il pensile si raggiunge facilmente fino a 210 cm da terra.
  • Top da 4 cm: sono realizzati in legno, laminato o pietra perché garantiscono un’ottima resistenza ai carichi.
  • Piedini da 10 cm: sono quelli più utilizzati proprio per raggiungere l’altezza media del top.

Maxi - per statura da 180 cm

  • Rispettando la regola dei 15 cm, chi è alto da 180 cm in su dovrebbe mettere il piano di lavoro ad almeno 97 cm da terra. E può alzare i pensili fino a 220/230 cm.
  • Top da 6-9 cm: possono essere in mdf, poi, rivestito in acciaio, lamina e resina oppure in legno lamellare.
  • Piedini da 15 cm: alcune aziende sfruttano questa altezza con cassetti filo pavimento.

ORGANIZZARE I PENSILI IN MODO SMART E FUNZIONALE

Se in famiglia chi cucina ha altezze diverse, i pensili si possono attrezzare internamente con dei ripiani saliscendi: alcune aziende li propongono di serie ma esistono anche dei sistemi da inserire nei moduli in un secondo momento (per esempio se sei in affitto).

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Voglia di colore: dipingere i mobili

La tendenza è chiara: non si butta, si restaura con il colore!

Sono in tanti a farlo, con stili diversi, che rendono i mobili in disuso oggetti nuovi e unici. Abbiamo selezionato diversi profili da seguire su Instagram: ad alcuni puoi chiedere relooking personalizzati, qualcuno vende nei mercati e... c’è anche ‘la regina’ dei tutorial per il fai-da-te.

Conosci altri artigiani che ridanno vita ai vecchi mobili? Segnalali a caracasafacile@ stileitaliaedizioni.it [Francesca]

@garretsmemories.interiors A Chieti, Simone e Lorenza – si definiscono ‘restyl_atori’ – lavorano su commissione in zona ma non solo.

@atelierdespampilles A Torino, Sara e Cristina hanno iniziato dipingendo mobili in un garage. Atelier des Pampilles ora restaura, tiene corsi e fa consulenze sul colore.

@d_art_it_ Dejana ha il laboratorio Dart a Trieste e spedisce in tutta Italia. Colora mobili antichi (dal ’700 in poi) e decora con motivi floreali ad acquerello.

@palmitos_furniture A Milano, Davide e Giomaria trasformano arredi in pezzi d’arte. Puoi comprare le loro creazioni o far rifare un mobile con le finiture che vuoi.

@vintagelab_rn Roberta è a Macomer, in Sardegna, restaura mobili con materiali naturali (spedisce in tutta Italia), fa ricerca mobili su commissione e consulenze di decorazione.

@biba_recupero_artistico Vicino a Vicenza, Barbara ridà vita con colore e fantasie creative (incluse le nappe ai pomelli).

@lamagicpaint Elisa di Magic Paint è la ‘regina del restauro’: trovi i suoi tutorial su Youtube, e su elisirhome.com le vernici e i prodotti per recuperare, decorare, trasformare...

@ilretrobottega «Puntiamo al riuso e intanto ci esprimiamo»: Martino e Marco, trevigiani, salvano mobili fino agli Anni ’70 e li vendono nei mercati in Veneto, Friuli e Emilia-Romagna.

Idee e tendenze

Talent scout di febbraio 2023

Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo-dell’Internet’...

MESSAGGI POSITIVI

Felicità, ma anche amore, sogni… e ogni (buon) suggerimento, perché su queste originali basi portafiori in porcellana puoi far incidere quello che vuoi. In tutte le lingue. porcelainemoderne.com

CRAFT STORIES

Case, alberi, funghi, fiori, frutta… tutto per Ingrid van Willenswaard (autrice di 3 libritutorial) è fonte d’ispirazione per creare decori, borse, coperte e cuscini... ma anche strofinacci per pulizie superchic. Sul blog trovi schemi e istruzioni per riprodurre i suoi pezzi più iconici e il suo stile. cosyproject.com

ANATOMIA UMANA

«Per me la scultura è il corpo. E il mio corpo è la mia scultura»: da questa frase di Louis Bourgeois parte l’idea creativa di Carlos Cabo. Un incredibile artista che riesce a riprodurre con grande realismo non solo le silhouettes ma anche le textures degli abiti, che sembrano veri tessuti. @carloscabo.ceramics

BUCATI DA FAVOLA

Un abbraccio profumato che accompagna, dai vestiti alle lenzuola, ogni momento della giornata. Giornata di Sole, Diamante Blu, Gocce di Pulito… per scegliere il tuo c’è il cofanetto da 10 fragranze monodose. ilbucatodiadele.com

ARTE TESSILE

Marjolein racconta storie con ago e filo. Tessuti, carta, foto e materiali tutti: a macchina o a mano, sempre con ‘un filo’ che li attraversa e unisce. E le sue donnine con lampadina al posto della testa sono irresistibili… @marjoleinburbank

NIGHT LIGHT

Una collezione di deliziose mini-casette illuminate da una batteria a carica solare. Si piegano, si montano e si personalizzano, belle tutte, a cominciare da questa, superbasic… litogami.com

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Tendenza: soffice, delicato al tatto, in poche parole morbido!

Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... 'morbido'!

Soffice, delicato al tatto e cedevole a una leggera pressione.

  • @shishi.san Shi Shi artista del tufting (dall’inglese tuft, ciuffo; in italiano: taftatura) esprime il suo universo colorato e fiorito, ispirato ai vasi imperiali cinesi. Shi Shi crea quelle che definisce sculture soffici. Deviando le tecniche tradizionali dell’arazzo per creare opere intrise di uno stile personale.
  • @velvetmeadow Per Aušra Merkelyté leggerezza e morbidezza sono forme d’arte (i soffioni sono la sua passione), e lei le riproduce lentamente nei suoi ricami. Qui ne vedete uno su piuma, che ricorda amorevoli nidi.
  • @_papetal_ Dopo i fiori di carta di cui è artista indiscussa, Jennifer Tran ha scoperto l’illimitata possibilità di farina, acqua e sale. «i materiali che uso si possono trovare ovunque», dice, «e mi piace mostrare le diverse tecniche», come questa pasta a onde...!
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Tendenza: alla ricerca di spensieratezza

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Tendenze: esplorando le multiforme

Giardinaggio

A scuola di fiori con La Fiorellaia: il giacinto

Una sua follower l’ha definita una ‘spacciatrice di gioia floreale’: Cecilia Paganini (La Fiorellaia) è una profonda conoscitrice dei fiori, ma soprattutto ne è un’amante... contagiosa. Tra consigli pratici e curiosità, ci regala conoscenza e bellezza e questo mese ci parla del giacinto

Oggi scopriamo il giacinto, un fiore profumatissimo caratterizzato da un gambo molto morbido. Il giacinto è una bulbosa e il suo stelo termina con uno scapo, cioè la parte che sembra una pannocchia e che presenta tanti piccoli fiorellini a forma di stella. In natura ogni scapo produce dai 3 ai 10 fiori, ma esistono forme ibride che ne hanno fino a 20-30 ciascuno. Il giacinto si può trovare in tantissimi colori: bianco, verde, giallo, rosso, rosa e viola.

Il suo bulbo non teme né il freddo dell’inverno né il caldo dell’estate, per questo è molto facile da tenere in giardino, meglio se posizionato in una zona soleggiata e luminosa. Quando lo scapo inizia a sfiorire, bisogna smettere di dargli da bere finché non appassisce del tutto. Sarà così che il bulbo potrà ripristinare la riserva di energia per l’anno dopo. Se li coltivi in vaso devi invece rimuovere dalla terra i bulbi una volta sfioriti e conservarli in un luogo fresco e asciutto, per piantarli nuovamente in autunno.

La composizione che andremo a fare oggi è una composizione in vaso molto colorata e movimentata. Ho preferito non utilizzare la spugna e inserire fiori e foliage direttamente in un vaso con acqua, l’unico sostegno saranno i rami e i gambi dei fiori.

Occorrente

  • vaso ampio
  • cesoie
  • coltellino da fiorista
  • grevillea
  • giacinti
  • rami con foglie
  • gerbere
  • tulipani
  • cymbidium

Come si fa

  1. Riempi il vaso di acqua fresca; se ne hai uno grande come nel mio caso, abbonda con l’acqua.
  2. Crea la base con il foliage, servirà per capire il volume che vuoi dare alla composizione in altezza e in larghezza.
  3. Inserisci i giacinti come primo fiore. Dato che gli steli non superano mai 20-30 cm di altezza saranno il punto focale basso.
  4. Inserisci i fiori restanti: io ho scelto gerbere, cymbidium e tulipani. Per avere un effetto wow! piega i petali dei tulipani premendo leggermente il rigonfiamento del petalo verso l’esterno: l’apertura ti sorprenderà.
  5. Come tocco finale ho dato slancio alla composizione con una grevillea, la pianta che sembra un po’ una pannocchia!

Super trick - gambi morbidi

I fiori dai gambi molto morbidi come il giacinto e il narciso non sono semplicissimi da gestire in composizione, perché il loro andamento è complesso da controllare. Prova a utilizzare legnetti o i gambi più compatti di altri fiori come sostegno per i tuoi fiori dai gambi morbidi, ti aiuterà a gestire più facilmente la tua composizione e a farli restare nella posizione che hai scelto!