Momenti di relax: la Biennale Architettura è anche questo. Sdraiarsi in compagnia, sotto e ‘dentro’ l’opera ‘Weaving Architecture’ di Benedetta Tagliabue.
Albania, ‘Zero Space’: qui diventi protagonista o, meglio ancora, cittadino di Tirana, che ti apre le sue porte accoglienti, piene di colori, suoni e profumi.
Luce e atmosfera impagabili, un posto dove vien voglia di fermarsi a parlare: è la ricostruzione di una corte bengalese, un’architettura adattabile in continua evoluzione e in perfetta sintonia con la vita degli abitanti. ‘Wisdom of the Land’, Marina Tabassum Architects.
Non sempre ciò che sembra è quello che è... guardate qui, il bimbo su pouf è vero, tutto lo sfondo, invece, è una mega-fotografia. ‘Freedom of use’ di Lacaton & Vassal. Per loro, spazio libero è quello che non costa niente e tuttavia è essenziale, è quello che cambia ogni cosa: utilizzo, relazioni e atmosfera. Maestri del freespace, coltivano il tema della Biennale da tutta la vita.
Siamo andati alla sedicesima Biennale di Architettura di Venezia. Un’esperienza da vivere ‘senza paura’ e in cui ‘free’ non vuol dire soltanto libero, ma anche gratis.
La 16. Mostra Internazionale di Architettura si svolge dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto èFreespace, che rappresenta la generosità e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio.
Libero, gratis, pubblico, ma anche e soprattutto cogestito, condiviso, inclusivo; costruito insieme, per interessi comuni che escludono quello del guadagno personale di soldi. Probabilmente il futuro, quello migliore, sarà fatto soprattutto così. Le curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara, irlandesi, hanno stilato un ‘Manifesto’ e commentato ogni lavoro esposto in italiano, non (solo) in inglese né in 'difficilese', così si capisce (quasi) tutto. Non è una mostra solo per architetti: ci si può andare anche con i bambini o con i nonni.
Alla Mostra partecipano 63 nazioni negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, con 6paesi presenti per la prima volta alla Biennale Architettura (Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Pakistan, e Santa Sede).
Il Padiglione Italia si trova alle Tese delle Vergini in Arsenale, è sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed è curato Mario Cucinella con il titolo diArcipelago Italia.
Il 25 Agosto 2018 si svolge la XII edizione della 'Notte delle candele' nel suggestivo borgo di Vallerano, uno dei centri più vitali e vivaci della Tuscia.
Evento organizzato dall’Associazione culturale 'Piccole Serenate Notte delle Candele', come da tradizione, si svolge ogni anno a fine agosto. Un percorso magico che guida il pubblico, negli anni sempre più numeroso, alla scoperta disuoni, immagini e impressioni e luoghi affascinanti.
Un appuntamento unico nel suo genere e di grande fascino: 100.000 lumi all’imbrunire, verranno accesi per il centro storico di Vallerano grazie alla partecipazione attiva e convinta degli abitanti del luogo.
Chiunque visiti la Notte delle Candele avrà anche l’opportunità di partecipare ad un contest fotografico che ha per tema la peculiarità della manifestazione ovvero un borgo illuminato dalla sola luce delle candele.
Scopri i metodi per la colorazione dei tessuti con tinture naturali, che ho fotografato dal vero in India.
In India alla scoperta dei colori che la natura ci regala per tingere i tessuti in maniera ecologica e per creare bellissime decorazioni.
Lo sapevate che il nome indaco (il colore dei nostri tanto amati blue jeans) deriva da India? L’India era il più grande produttore di questa tinta di origine vegetale già nell’età greco-romana tanto da aver dato il nome al colore, dal greco Indikón’ (India) e dal latino Indicum.
Nel mio recente viaggio in India del Sud ho deciso quindi di visitare un laboratorio dove si produce l’indaco e altri coloranti naturali ed ecologici per tessuti.
I coloranti naturali sono tinture che derivano da materiali di origine animale o vegetale come fiori, foglie, insetti, corteccia, radici e persino minerali. Quella delle tinture naturali è un tecnica molto antica che, abbandonata nel ‘900 a favore dei coloranti sintetici, sta per fortuna tornando in voga grazie ad una maggiore coscienza ecologica dei consumatori e dell’industria della moda.
Le tinture naturali sono un’alternativa ai coloranti di origine sintetica anche se, al contrario di quanto si pensa, non sempre sono anche ecologiche.
Perché lo siano devono rispettare alcuni criteri, come il fatto che le piante da cui vengono estratte devono essere prodotte senza usare pesticidi, erbicidi o altre sostanze chimiche e, nel processo di produzione e tintura, devono essere usati solo agenti chimici di origine naturale e soprattutto non inquinanti.
Gli effetti positivi dell’uso delle tinture naturali eco-friendly sono vari e importanti:
minore inquinamento perché i coloranti e le sostanze usate nel processo di tintura sono naturali e biodegradabili;
condizioni di lavoro più sicure perché le tinture naturali non rappresentano un rischio per la salute;
maggiore sicurezza delle sostanze utilizzate nella produzione e di conseguenza anche minori rischi per il consumatore (ad esempio minori possibilità di avere reazioni allergiche e problemi della pelle).
I sostenitori della tecnica dell’Ayurvastra ritengono siamo numerosi anche gli effetti positivi per la salute.
La parola Ayurvastra deriva dal sanscrito “Ayur” che significa vita e “Vastra” che significa Vestire ed è la tecnica nel quale gli indumenti, oltre ad essere colorati con tinture naturali, sono infusi con erbe e estratti di piante medicinali. Secondo questa tecnica i tessuti, al contatto con la pelle, sarebbero in grado di trasmettere i benefici delle piante e di alleviare una vasta gamma di disturbi come infezioni della pelle, eczemi, psoriasi, insonnia e problemi del metabolismo.
A causa della difficoltà di reperire le materie prime, i quantitativi di coloranti naturali che possono essere prodotti sono però bassi.
Data la produzione artigianale, è anche più difficile la riproduzione in serie dei colori e i tessuti possono presentare delle irregolarità. Questi aspetti hanno portato al successo dei coloranti sintetici ma questi hanno reso l'industria della lavorazione tessile una delle più inquinanti al mondo. Oltre a consumare moltissima acqua, i coloranti sintetici richiedono l’uso di sostanze chimiche pericolose e non biodegradabili come i metalli pesanti. I resti della lavorazione sono quindi altamente contaminanti e sono causa, tra le altre cose, anche di malattie della pelle e problemi polmonari.
Vediamo ora alcuni esempi di coloranti prodotti in India:
Blu e verde chiaro: derivano dall’indaco che viene estratto dalle foglie dell’albero Indigofera tinctoria (un albero dai fiorellini rosa);
Rosso e rosa: si possono ottenere dalle radici della pianta Rubia Cordifolia (Robbia Indiana), dal Sandalo o dal legno del Sappan;
Giallo: per produrre questo colore si possono usare le noci della Chebula Terminalia (dalle quali si ottengono anche grigio e nero), il legno dell’albero del jackfruit, i fiori di calendula, il fienogreco o la curcuma;
Arancione e verde: si ottengono in genere mescolando alcune delle piante citate sopra;
Kaki: è ottenuto dalla scorza del frutto del melograno;
Marrone: si ricava dalla corteccia dell'albero indiano della gomma arabica;
Viola: il colore è di origine animale, viene infatti ricavato dalla secrezione dell’insetto cocciniglia della lacca.
Per la maggior parte dei colori il processo di tintura è abbastanza semplice: i tessuti vengono prima trattati con dei mordenti di origine naturale, come ad esempio il solfato di alluminio, per assicurare che il colore aderisca bene. Successivamente vengono fatti bollire nell’acqua dove è stato immerso il materiale colorante e infine lavati (unica eccezione per l’indaco, il colore viene infatti ottenuto attraverso un processo di fermentazione che trasforma l’originario colore giallo-verde delle foglie nel blu scuro che tanto apprezziamo).
In India i coloranti naturali vengono utilizzati anche per diverse tecniche di decorazione dei tessuti (o tecniche di tintura). Tra le più usate troviamo:
Block-printing: la decorazione viene effettuata usando delle matrici di legno nel quale è stato intagliato il motivo della decorazione. Queste matrici vengono imbevute nel colorante naturale e poi usate come fossero dei timbri per imprimere i tessuti;
Batik: un procedimento antico che consiste nel versare della cera liquida sulle parti del tessuto che non si vogliono tingere, la cera impedisce infatti l’assorbimento del colore. E’ quindi una tecnica opposta alla normale colorazione perchè invece di colorare direttamente il tessuto si nascondono le parti che non devono essere tinte;
Tye-and-die: un sistema di tintura che consiste nell’annodare il tessuto con diverse tecniche in modo da “nascondere” alcune parti del tessuto alla tintura e creare così vari motivi decorativi (righe, cerchi, puntini, fiori ecc).
Scegliere indumenti colorati con tinture naturali è quindi un ottimo modo non solo per rispettare l’ambiente e la nostra salute ma anche per preservare una tecnica antica e il lavoro artigianale.
Scopri la gallery di idee di design per la cuccia del tuo cane, a partire da i complementi per divani fino ad arrivare a veri e propri letti... canini!
Scopri i letti migliori per il tuo migliore amico in questa rassegna dedicata!
In un periodo in cui c’è ancora chi ha il coraggio di abbandonarli, non potevo che scegliere di dedicare un articolo ai nostri amici a 4 zampe, in questo caso i cani.
Se prima erano prodotti solo da aziende espressamente dedicate ai prodotti per gli animali, adesso anche il mondo del design integra le proprie collezioni con pezzi pensati appositamente per il miglior amico dell’uomo. Così ho scelto di scoprire le nuove tendenze per il luogo in cui il nostro cane passa buona parte della sua giornata: la cuccia.
E la parola cuccia, come vedrete, diventa davvero riduttiva nel caso di alcuni brand che propongono veri e propri pezzi di design progettati da architetti e designer di fama internazionale.
Si parte da cucce in legno curvato, fino ad arrivare a morbidi letti in tessuti pregiati come il cavallino e il velluto, che tanto va e andrà di moda nella prossima stagione. E che dire delle aziende che hanno integrato lo spazio per Fido all’interno del nostro stesso divano, con un settore dedicato alla cuccia che, al momento opportuno, può essere poggiata a terra lasciando tra le sedute un pratico piano d’appoggio?
Ma non temete, come sempre c’è anche un design democratico, rappresentato in questo caso da Ikea, che ha recentemente lanciato la collezione Lurvig, specifica per cani e gatti.
E se vi state chiedendo quale cuccia io abbia scelto per Nina, temo dovrò deludervi, ci siamo ormai arresi all’idea che dorma sul nostro letto, spesso proprio in mezzo a noi.
Scorrete la gallery per scoprire tutte le idee che ho trovato per voi:
Covo Hundekorb di MiaCara. Lounge per cani in multi-strato curvato, disegnata dall’architetto Uta Cossman.
Pet’s bed per divano Dude di Dema Firenze designer G. Gualtierotti. Contenitore in multi-strato gommato rivestito in eco pelle, trapunta imbottita in fibra sintetica e piede in alluminio lucido o in materiale plastico.
Invi Dog Cushions di Duepuntootto. Ha un morbidissimo cuscino con un lato in canvas e uno in lana bouclé.
La Dog House Sofa è un pratico divano disegnato e pensato da Seungji Mun per far accomodare persone e animali. Il divano è integrato da un bracciolo contenitivo coperto a mimare una cuccia con morbido cuscino.
Vorresti una casa che sembra una giungla ma sei in inguaribile pollice nero? Non più! Segui questi consigli e impara come tenere in vita le tue piante.
Scopri i primi passi per convertirti da pollice nero ad abile pollice verde.
Ti piacciono le piante, adori le stanze piene di verde, ma non hai ancora trovato il coraggio di iniziare la tua giungla personale? Hai avuto qualche insuccesso in passato, sei convinto di avere il pollice nero e ora senti che forse il momento è arrivato, ma non sai da dove cominciare? Bene, siediti e leggi con attenzione.
Sono pochi semplici passi che ti condurranno ad un futuro lussureggiante. Seguili tutti, non saltarne nessuno, il resto sarà in discesa.
1 Inizia con piante facili
Lo so che vorresti quelle belle piante che vedi sulle riviste e su Instagram. Quando vai all'Ikea riempiresti il carrello di qualsiasi pianta che ti capita a tiro. Ma si sa, chi ben comincia è a metà dell'opera. Quindi scorda per un attimo la Begonia maculata, il Ficus Lyrata che vanno tanto di moda e concentrati su piante come:
Pothos: facilissimo, da grandi soddisfazioni e poche delusioni, se vuoi qualcosa di originale prova con lo Scindapsus Pictus o quello che viene chiamato Neon Pothos per le sue foglie quasi fosforescenti
Zamioculcas: se te la dimentichi non te la farà pagare, perfetta se stai spesso fuori casa, autonoma e robusta come nessun’altra
Aspidistra: se si chiama "pianta di ferro" ci sarà un motivo no?
2 Poche, ma vive
Avere molte piante in casa e prendersene cura nel modo corretto non è facile soprattutto se sei alle prime armi. Contieni l'entusiasmo, scegli con cura quelle giuste e ricorda: meglio poche ma vive che tante infelici.
3 Coltiva la tua autostima
Brinda ad ogni piccolo successo: una nuova foglia che nasce, tu che ti ricordi il nome delle tue piante... Condividi la tua felicità con amici e parenti che hanno la tua stessa passione, chiedi consiglio e mostra orgogliosamente le foto delle tue meraviglie.
4 Affronta i fallimenti a testa alta
Gli errori fanno parte del processo, l'importante è acquisire nuove competenze per ogni sbaglio che commetti.
Hai dato troppa acqua? La prossima volta ricorda di toccare il terreno prima di innaffiare. Per tua fortuna, le piante non parlano, o se lo fanno non siamo ancora in grado di tradurre i loro messaggi, quindi prosegui e conquistati il tuo futuro lussureggiante.
5 Gli attrezzi del mestiere
Ti servono poche cose:
un panno per pulire le foglie delle tue piante almeno una volta al mese
un annaffiatoio
uno spruzzino per nebulizzare le piante che hanno bisogno di un ambiente umido
concime per piante verdi, leggi bene le istruzioni prima di utilizzarlo, ma ricorda che non puoi farne a meno.
un bastoncino di legno per testare il livello di umidità del terreno, anche il tuo dito è perfetto per questa operazione
6 Sperimenta, leggi, chiedi
Se ti senti insicuro, cerca le informazioni che ti servono, leggi, studia e chiedi alle persone che hai intorno. Il mondo delle piante è davvero immenso ed è normale sentirsi spaesati all'inizio.
Con il tempo imparerai a fidarti del tuo istinto, acquisirai sicurezza e riuscirai finalmente a comunicare con le tue piante. Quello sarà il momento perfetto per passare alla fase successiva, ovvero sperimentare nuove piante!
Un tutorial #nowaste per recuperare vecchie sedie trovate in discarica, risanarle e trasformarle in arredi di design in bianco e tinte pastello.
Tempo libero questa estate? Passalo a occuparti di un progetto di upcycling fai da te, per recuperare vecchie sedie con nuovi colori.
Gli oggetti di design realizzati con materiali di recupero non sono mai stati così di moda come in questi ultimi anni. Salvare dalla discarica vecchi mobili abbandonati in soffitta ormai è diventata una tendenza. Le tendenze #NOWASTE o #ZEROWASTE arrivano dal mondo del food ma sono stati tra gli hashtag più caldi del Fuorisalone 2018.
Letteralmente significano "niente spreco" e rappresentano una filosofia che è applicabile anche nell’ambito del design e che punta al ri-utilizzo di materiali o oggetti destinati a diventare spazzatura con l'obiettivo di creare qualcosa di nuovo.
Ecco quindi alcuni consigli per recuperare delle vecchie sedie e dar loro una seconda chance.
Cosa serve per questo progetto:
vernice ecologica
carta abrasiva o spazzola metallica
antiruggine (se necessario)
flatting trasparente o cera
La premessa indispensabile per un buon lavoro è un supporto preparato perfettamente.
La sedia da recuperare quindi dovrà essere sana, senza ruggine o tarli e pulita.
Se la sedia, come molto spesso accade, presenta della vernice scrostata, la prima cosa da fare è carteggiare bene tutta la superficie fino a che non risulterà uniforme. Passate poi successivamente con un panno in tessuto, in modo da togliere tutti i residui.
La sedia, se è in metallo, potrebbe anche presentare della ruggine. In questo caso è necessario utilizzare una spazzola in ferro che vi consentirà di eliminarla anche in zone difficili da raggiungere. Successivamente applicate l’antiruggine per evitare che la ruggine si riformi.
Una volta che la sedia è pronta potete iniziare finalmente a pitturarla!
Per ottenere un buon risultato applicate sempre due passate lasciando passare 12 h tra la prima e la seconda. Vi consiglio infine una finitura con un buon prodotto flatting o una cera per sigillare il colore.
Potete veramente sbizzarrirvi e dipingere le vostre sedie anche in diverse tonalità!
Lunga vita ai nostri vecchi mobili di casa. Ricordiamo che recuperarli fa bene all’ambiente perché produciamo meno rifiuti e fa bene al cuore perché sono scrigni di ricordi!
La colazione è un giro di piatti vivacissimi, appetitosi alla vista quanto al palato. Il tocco décor? È quello che metti nel piatto! Parola del fotografo Paulpayasalad.
Thirapat Ekbundit, in arte Paulpayasalad, è un fotografo di food creative che mangia e fotografa la sua esperienza nei caffè e nei ristoranti di Sydney, da Kiama a Central Coast. La pagina Instagram è una coloratissima profusione di tavole, piatti e persone: noi abbiamo scelto questo scatto per darti qualche pratica suggestione, Thirapat ci svela 4 trucchi per scattare una foto di food.
Mantieni la distanza giusta tra ogni piatto e riempi gli spazi vuoti con (s)oggetti di scena: piante grasse e mani in bella posa non possono mancare di certo!
Presta attenzione al cibo (semplice ma raffinato) e al modo di impiattarlo: se ben composto è in grado di fare décor. Prendi esempio da questa foto dove frutta e müesli sono disposti a strati nella ciotola, le uova sono servite su crostoni e pomodori grigliati, i piatti sono decorati con la glassa di aceto balsamico e non mancano i fiori.
Taglieri, taglieri, taglieri: di diverse forme e dimensioni. Monoporzioni o accessori radunati con gusto. Nota come la teiera trasparente sottolinea il mood naturale.
Le posate mixano finitura oro e acciaio: una coppia, poi, è raccolta in un nastro di juta e fiori.
@paulpayasalad è Thirapat Ekbundit, originario di Bangkok, australiano di adozione. La sua pagina Instagram ha 37 mila follower e più di 5 mila post dove il cibo è protagonista.
Crea originali buste fai da te per i tuoi biglietti di auguri, usando le prove di stampa che ottieni quando cambi le cartucce della stampante.
Come riutilizzare le pagine di prova colore delle stampanti realizzando originali biglietti e buste, tutto unico e rigorosamente fai da te.
Quando la cartuccia della stampante finisce sul più bello è sempre una scocciatura: non solo devi interrompere quello che stai facendo per sostituirla, ma spesso parte anche la stampa delle pagine di prova colore e allineamento delle testine, e ci si ritrova con diversi fogli da buttare, o al limite da riutilizzare stampando sull'altro lato.
Qui ti spieghiamo un modo per riutilizzare quelle pagine di prova, creando delle originali buste che potrai usare per i tuoi biglietti d'auguri o di ringraziamento.
Materiale occorrente:
Pagine di prova colore delle stampanti
Busta come modello
Forbici
Matita e pennarelli
Riga per le pieghe
Colla
Una volta ogni tanto, raccogli tutte le pagine di prova e procedi a realizzare la tua cancelleria di riciclo:
Usa come modello una busta, che scollerai per renderla piatta; tracciane il contorno sul foglio delle prove di stampa, meglio dal lato bianco.
Cerca di posizionare la sagoma in modo da rendere interessante ed equilibrato il risultato finale: ad esempio centrando la parte colorata sulla linguetta di chiusura, oppure giocando con i pieni e i vuoti o le sfumature.
Ritaglia la sagoma tracciata, poi aiutandoti con una riga ripiega le linguette in modo da creare la parte anteriore della busta.
Ora puoi eventualmente decorarla con pennarelli o timbri, ripassando ad esempio i bordi o con piccoli disegni.
Infine incolla le linguette: la busta è pronta.
Per un tocco finale, ritaglia dei cartoncini in tinta con la busta, dove scriverai il tuo messaggio.
Hai così creato un biglietto davvero originale, grafico e colorato nello stesso tempo: sarà apprezzato dalla persona che lo riceverà, soprattutto se è una persona che lavora in ambito grafico o artistico.
Se la vasca bisognosa di migliorie viene usata prevalentemente come doccia oppure considerata un ingombro più che una risorsa utile, adesso è possibile sostituirla con una doccia nuova di design in tempi brevi e senza interventi di muratura.
Piuttosto diffuse nelle nostre abitazioni, le vasche da bagno con il passare degli anni possono presentare deterioramenti a livello di superficie (graffi, scolorimenti, macchie di ruggine oppure segni di urti) o avere problemi di funzionalità alle guarnizioni o alla rubinetteria.
Se vuoi sostituirla con una doccia, non sei più costretto ad affrontare costose opere murarie.
Con il progetto chiavi in mano G-Magic EasyTop di Grandform, una squadra di installatori in appena 8 ore rimuove la vasca e monta un’ampia doccia con profili in alluminio, ante in cristallo, colonna doccia e un’elegante pannellatura di rivestimento murale, che permette di non spostare gli attacchi e rifinisce l’intera parete. Con G-magic in poche ore il bagno si trasforma e ottieni una doccia funzionale e dal design ricercato.
Torna la Sala Web alla 75. Mostra del cinema di Venezia. Una selezione di 18 lungometraggi nelle sezioni Orizzonti, Biennale College – Cinema, Sconfini e Fuori Concorso.
Dopo il grande successo delle edizioni precedenti, per il settimo anno la Sala Web di Venezia permette la visione online in tutto il mondo, di 18 lungometraggi della selezione ufficiale della Mostra del Cinema, per cinque giorni a partire da quello in cui vengono presentati in prima mondiale al Lido.
11 film della sezione Orizzonti, due di Biennale College-Cinema, tre di Sconfini, e dueFuori Concorso, formano il ricco programma in prima mondiale della Sala Web della 75. Mostra di Venezia 2018, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
E’ possibile acquistareil biglietto o il pass digitale per i 18 film della Sala Web a partire dal 21 agosto sul sito della Biennale di Venezia. info: www.labiennale.org
Programma
Orizzonti
AMANDA di Mikhaël HERS (Francia, 107’, v.o. francese s/t italiano/inglese) – dal 31 agosto
DESLEMBRO di Flavia CASTRO (Brasile, Francia, Qatar, 105’, v.o. portoghese/francese/ spagnolo s/t italiano/inglese) – dal 31 agosto
ANONS (THE ANNOUNCEMENT) di Mahmut FAZIL COŞKUN (Turchia, Bulgaria, 95’, v.o. turco s/t italiano/inglese) – dall’1 settembre
YOM ADAATOU ZOULI (THE DAY I LOST MY SHADOW) di Soudade KAADAN (Siria, Libano, Francia, Qatar, 94’, v.o. arabo s/t italiano/inglese) – dal 3 settembre
LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO di Emanuele SCARINGI (Italia, 99’, v.o. italiano/francese s/t inglese/italiano) – dal 3 settembre
TCHELOVEK KOTORIJ UDIVIL VSEH (THE MAN WHO SURPRISED EVERYONE) di Natasha MERKULOVA,Aleksey CHUPOV (Russia, Estonia, Francia, 105’, v.o. russo s/t italiano/inglese) – dal 5 settembr
UN GIORNO ALL’IMPROVVISO di Ciro D’EMILIO (Italia, 89’, v.o. italiano s/t inglese) – dal 5 settembre
SONI diIvan AYR (India, 97’, v.o. hindi s/t italiano/inglese) – dal 6 settembre
HAMCHENAN KE MIMORDAM (AS I LAY DYING) di Mostafa SAYARI (Iran, 73’, v.o. farsi s/t italiano/inglese) – dal 6 settembre
KRABEN RAHU (MANTA RAY) di Phuttiphong AROONPHENG (Thailandia, Francia, Cina, 105’, v.o. thailandese s/t italiano/inglese) – dal 7 settembre
KUCUMBU TUBUH INDAHKU (MEMORIES OF MY BODY) di Garin NUGROHO(Indonesia, 106’, v.o. indonesiano/giavanese s/t italiano/inglese) – dal 7 settembre
Biennale College
YUVA di Emre YEKSAN (Turchia, 127’, v.o. turco s/t inglese/italiano) – dal 30 agosto
DEVA di Petra SZÖCS (Ungheria, 80’, v.o. ungherese/rumeno s/t inglese/italiano) – dal 31 agosto
Sconfini
IL RAGAZZO PIÙ FELICE DEL MONDO di GIPI (Italia, 90’, v.o. italiano s/t inglese) – dall’1 settembre
CAMORRA di Francesco PATIERNO (Italia, 70’, v.o. italiano/dialetto napoletano s/t inglese/italiano) – dal 2 settembre
ARRIVEDERCI SAIGON di Wilma LABATE (Italia, 80’, v.o. italiano/inglese/francese s/t inglese/italiano) – dal 5 settembre
Fuori Concorso
1938 DIVERSI di Giorgio TREVES (Italia, 62’, v.o. italiano s/t inglese) – dal 4 settembre
INTRODUZIONE ALL’OSCURO diGastón SOLNICKI (Argentina, Austria, 71’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) – dal 5 settembre