7 decorazioni in bianco e nero per Natale

Se ami le decorazioni di Natale fai-da-te e i materiali naturali, questi sono i progetti perfetti per te. 7 decorazioni semplici che donano un tocco nordico alla tua casa.

Ecco 7 progetti fai-da-te dedicati al Natale realizzati con materiali semplici e naturali, nei toni del bianco e del nero.

FESTONE CON LE RENNE

Occorrente

  • cartoncino bianco di medio spessore
  • taglia biscotti a renna e volpe
  • cordoncino nero
  • forbici
  • matita
  • bucatrice
  • nastro adesivo

Come si fa

  1. Aiutandoti con le formine taglia-biscotti disegna sul cartoncino bianco le sagome dell’alce e della volpe. Ripeti più volte.
  2. Ritaglia le sagome e, con la bucatrice, realizza i due fori, per far passare il cordoncino.
  3. Infila il cordoncino dentro e fuori nei buchi sulle sagome degli animaletti. Distanziali a piacere e fissali sul retro con il nastro adesivo

 

ALBERO CON I GESSETTI

Se hai una parete dipinta con la vernice lavagna, non perdere tempo! Disegna con un gessetto bianco un albero di Natale. Una decorazione velocissima e di sicuro effetto wow!

LA CASETTA A CROCHET

Occorrente

  • filo di cotone bianco
  • uncinetto

Come si fa

Avvia 12 cat. più 2 per voltare (=1 m.a.);
1a riga: puntando l’uncinetto nella 3a cat. lav. 1 m.a., poi 11 m.a. su ogni m. di base;
2a riga: 2 cat., 12 m.a.;
3a e 4a riga: 2 cat., 3 m.a.,*2 cat., salta 2 m. di base, 1 m.a.*, rip. da *a* ancora 1 volta e termina con 3 m.a.;
5a riga: 2 cat., 12 m.a. (lav. 2 m.a. nello spazio delle 2 cat. della riga sottostante); 6a e 7a riga: come la 2a;
8a riga: 3 cat., salta 2 m. di base, 7 m.a., termina con 1 m.a. sull’ultima m.a. della riga prec.;
9a riga: 3 cat., salta 2 m. di base, 3 m.a., termina con 1 m.a. sull’ultima m.a. della riga prec.;
10a riga: 3 cat., salta 2 m. di base, 1 m.a., termina con 1 m.a. sull’ultima m.a. della riga prec. Chiudi il lav. spezzando il filo.

 

I BIGLIETTINI D’AUGURI FAI-DA-TE

Occorrente

  • cartoncini bianchi
  • forbici
  • rametti di legno sottili
  • colla a caldo
  • forbici da giardinaggio

Come si fa

  1. Taglia i rametti in segmenti di dimensioni descrescenti, in modo da creare la sagoma di un pinetto.
  2. Con la colla a caldo fissa prima il tronco, in verticale, in modo che esca dal cartoncino, quindi gli altri rametti, dal più grande al più piccolo.

 

PACCHETTI DI NATALE

Occorrente

  • Rametti di pino
  • fiori invernali
  • edera
  • spago
  • carta bianca e nera

Per i pacchetti in black & white devi solo usare la fantasia, e per finire decorali con i bigliettini fai-da-te.

 

I PINETTI SEGNAPOSTO

Occorrente

  • cartoncino bianco di medio spessore
  • righello
  • matita
  • forbici
  • colla vinilica
  • tappo di sughero
  • cutter

Come si fa

  1. Con il righello e la matita disegna sul cartoncino bianco dei triangoli equilateri
    di cm 10 di base. Ritagliali.
  2. Sovrapponi due triangoli, fissali con la colla e mettili sotto un libro, in modo che si incollino perfettamente.
  3. Con il cutter taglia a metà un tappo di sughero, quindi realizza un’incisione in verticale. Incastra il triangolo di cartoncino nel taglio sul tappo, ottenendo un pinetto.

 

ABETI DI CARTA 

Occorrente

  • cartoncino nero
  • forbici
  • puntina

Come si fa

Ritaglia gli alberi dal cartoncino nelle misure e forme che preferisci. Attaccale al muro con le puntine. Crea un gruppo di alberelli per un effetto foresta natalizia.

 

Helsinki: la casa in stile nordico si prepara al Natale

Una casa a Helsinki: stile nordico e tante decorazioni e idee creative ispirate alla natura per prepararsi al Natale.

Per i preparativi di Natale facciamo tappa a Käpylä, uno dei quartieri tradizionali più belli di Helsinki: tra le file ordinate di giardini e tetti a doppia falda c’è la casa di una famiglia con due bimbe.

Dopo la nascita delle bambine, la voglia di spazio e di giochi ha contagiato il modo di arredare e decorare dei padroni di casa: ora tutto è più semplice, con un tocco di favola. Anche a Natale regna la stessa semplicità del fatto-a-mano:

Come ogni anno, prima dell’arrivo di dicembre, sul tavolo in cucina si ritaglia, si incolla, si sta insieme per inventare. L’atmosfera di festa non è solo una questione estetica.

Il trilocale, costruito nel 1952, fa dei suoi anni il suo punto di forza. Per questo alcune porte e una porzione di muro in mattoni sono lasciate al grezzo e la cucina ha dei dettagli che, anche se nuovi, sono precisi: il frigo Fifties, la cappa-camino, le tubature a vista.Sono anche stati utilizzati molti elementi naturali che, con lo sfondo dei bianchi e delle giuste tappezzerie, orchestrano un décor originale. Le pareti di mattone ‘nudo’ vanno d’accordo con le carte da parati fiabesche selezionate con una fantasia in accordo cromatico.

Idee e tendenze

Stender appendiabiti come elemento di design

Serena Durante Simone Valsecchi Serena Durante Simone Valsecchi

Versatile, flessibile, salva spazio e alla moda; lo stender appendiabiti è uno di quegli elementi d’arredo che negli ultimi anni ha riacquisito valore e importanza, diventando protagonista di ambienti particolarmente curati nel dettaglio e nel design.

Capace di rispondere a diverse esigenze e stili, è una soluzione insostituibile per chi non ama piegare i vestiti, per i 'traveler' che si spostano di frequente da un appartamento all’altro in giro per il mondo, o semplicemente per chi vuole lasciare in bella vista i propri capi di abbigliamento più particolari per renderli parte integrante dell’arredo.

Tips e consigli per lo stender perfetto:

  • Utilizzate delle grucce in essenza di legno se amate un effetto naturale, in bianco se avete uno stile minimal, in alluminio per un risultato 'loft newyorkese'. Se invece amate un look più sofisticato le grucce in velluto sono un must have.

  • Appendete abiti appartenenti alle stesse scale di tonalità per creare un effetto ottico armonioso e ordinato.

  • Agganciate alle estremità dello stender una ghirlanda floreale, una stampa o un’illustrazione è un modo semplice per personalizzare e dare carattere a questo elemento d’arredo!

  • Utilizzatelo come divisorio per separare alcune aree dello stesso ambiente, senza chiudere lo spazio. Una soluzione ancora poco utilizzata ma molto particolare.

 

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News

L’hotel Klaus di Helsinki

Elisa Paterlini Luca Golinelli Elisa Paterlini Luca Golinelli

Siamo viaggiatori ed amanti dell'arredamento e siamo sempre alla ricerca di posti legati al design in giro per il mondo in cui trovare ispirazione. Oggi vi portiamo di un hotel di Helsinki.

Helsinki è una città che custodisce uno, secondo noi, uno dei design district più belli al mondo. Il Natale è ormai alle porte, perché non approfittare delle offerte che i designer facenti parte dell'associazione, offrono per queste feste? Sul sito troverete anche una cartina molto dettagliata che sarà preziosa guida nell'accompagnare la vostra visita.

 

Se siete alla ricerca di un posto speciale in cui dormire il nostro consiglio e di soggiornare al Klaus Hotel che sorge in pieno centro ed è il primo hotel di design del paese e che fa parte della comunità dei Design Hotels.

L'hotel ha centosettantuno camere con materassi di alta qualità e svariati confort come macchina del caffè e selezione di tè in ogni stanza. Il suo fiore all'occhiello sono le sky suite, veramente originali e lussuose con selezione di tele di Akseli Gallen-Kallela, importante artista nazionale. Le opere di Kallella in cui protagonisti principali sono il misticismo, la passione, i sogni e l'invidia hanno ispirato tutto l'hotel influenzando gli interni e le camere dell'hotel.

 

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Idee e tendenze

Coffee table books: i libri che arredano

Angela Caputo Angela Caputo

Conosci i coffee table books? Sono libri di particolare bellezza che si dispongono sul tavolino in salotto per dare carattere alla casa, raccontare di sé, intrattenere gli ospiti. Scopri come usarli per arredare con stile ma sempre seguendo le proprie passioni.

Con l’espressione coffee table books si intende libri solitamente con poco testo e tante immagini degli argomenti più svariati: arte, design, interni, viaggi. Si tratta di volumi, spesso di grandi dimensioni, che nascono per essere sfogliati con calma, per trovare ispirazione in foto, ritratti e particolari.

 

Con le loro copertine meravigliose, sono considerati un elemento che aggiunge all’arredo un tocco di personalità. I coffee table books trovano posto sul tavolino del living, in bella mostra davanti al divano, posizionati tra oggetti décor, in un vero e proprio esercizio di styling.

Oltre ad arricchire la stanza, questi libri raccontano di noi agli ospiti e diventano un argomento di conversazione riguardo alle nostre passioni. Ecco la nostra selezione di pubblicazioni per circondarsi di ispirazione e bellezza in uno spazio di casa tanto vissuto, come è appunto il living.

  1. This is Home: The Art of Simple Living (Natalie Walton, Hardie Grands Books, pp. 239, € 41,95)
    L’autrice Natalie Walton racconta il suo approccio per una casa felice e autentica, con consigli pratici che dimostrano come arredare senza spendere enormi budget.
  2. Gypsy. Un mondo di colori & interni (Sibella Court, L’Ippocampo pp. 272 € 29,95) 
    La stylist Sibella Court racconta con grande passione le suggestioni raccolte nei suoi viaggi, mostrando set di grande fascino, ricchi di colori, texture, elementi, frutto della sua minuziosa ricerca.
  3. Botanica Urbana (Maaike Koster e Emma Sibley, L’Ippocampo pp.160
    € 19)
    Una guida alle piante d’appartamento con informazioni sulla cura e idee per creare spazi verdi in casa (Maaike Koster e Emma Sibley).
  4. Paper to Petal. 75 Whimsical Paper Flowers to Craft by Hand (Rebecca Thus, Patrick Farrell, Clarkson Potter, pp. 256, € 18,50)
    Una guida illustrata e dettagliata nella creazione dei fiori di carta, un libro per crafter che affascina già dalla copertina.
  5. Entryways of Milan-Ingressi di Milano (Karl Kolbits, Taschen, pp. 384 € 42,50)
    Le immagini di oltre cento sontuosi ingressi di edifici costruiti tra il 1920 e il 1979 con dettagli tecnici, particolari, informazioni.
  6. Bauhaus (Magdalena Droste, Taschen pp. 96 € 46,20)
    Un’elegante pubblicazione che racconta la scuola fondata da Walter Gropius, che il prossimo anno celebra 100 anni dalla nascita.
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Cucina

Focus calore: la cucina e l’isolamento termico

L’isolamento delle pareti interne tramite ‘cappotto’ permette di ‘foderare’ i muri perimetrali con un rivestimento protettivo che crea una barriera fisica in grado di bloccare le dispersione termiche.

Con l'isolamento termico, la casa si riscalda meglio (e prima!) e trattiene tutto il calore, ottimizzando il comfort e la vivibilità dell’ambiente.

Come si realizza il cappotto

Una volta che un tecnico stabilisce quali sono i muri perimetrali più esposti da isolare e con quali materiali e spessori intervenire, si posano a ridosso dei muri dei pannelli isolanti, accoppiati con lastre rifinite in cartongesso, spessi fino a circa 8 cm, (in totale la controparete ha spessore medio di 10-12 cm). Ecco 3 regole da seguire, per non commettere errori.

  1. Perché sia efficace, duraturo, a prova di condensa e risolva i ‘ponti termici’ (i punti di dispersione del calore), il cappotto dev’essere progettato su misura da tecnici esperti. Valutando a priori i ‘dati termoigrometrici’ caso per caso, ti indicheranno se optare per isolanti sintetici (come il polistirene estruso), di origine minerale (come la lana di roccia) o di origine naturale (come il sughero) per garantirti un comfort termico mirato e in grado di innalzare la temperatura superficiale della parete, mediamente di 2 gradi.

  2. Dove il rischio di condensa superficiale è alto, come in cucina, è meglio usare pannelli isolanti naturali, traspiranti, a ‘capillarità attiva’ (cioè che assorbono acqua fino a 4 volte il proprio peso) e rifiniti con pitture altamente alcaline: la muffa infatti non prolifera su superfici con un pH superiore a 10.

  3. Se i muri sono fuori piombo, puoi realizzare un’intelaiatura a guide metalliche che compensa i dislivelli e crea un’intercapedine all’interno della quale inserire i pannelli isolanti, da rifinire poi con cartongesso.

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Decorare

Ispirazione paper art: ritaglia piccole case di carta

Roberta Pini Roberta Pini

Con un paio di forbici e un po’ di carta è possibile ritagliare la nostra casa dei sogni. Non ci credete? Prendete ispirazione da questi 3 profili Instagram, scoprirete come creare tante decorazioni a partire da un semplice foglio di carte.

Jurianne Matter - Decor Artist olandese

Realizza piccole case di carta dai colori delicati e dalle linee semplici. Visitando il profilo Instagram vi immergerete nello stile scandi olandese, un equilibrio perfetto tra semplicità, eleganza ed elementi naturali.

Margaret Scrinkl – Paper Artist russa

Le sue case emergono in mezzo a luoghi fantastici e colorati, costruiti su fogli di carta a piani sovrapposti, da cui fuoriescono piccole foglie e fiori. Questa artista è specializzata in video stop-motion, dal profilo potete ammirare la naturalezza con la quale disegna e ritaglia la carta con un cutter.

Sarah Louise Matthews – Paper Artist inglese

Realizza case tridimensionali sulle quali è possibile scrivere o inserire un piccolo regalo. Ispirandosi a forme e geometrie presenti in natura Sarah realizza progetti 3D di carta dai colori chiari e luminosi. Collabora con numerose riviste e ha raccolto 25 progetti nel libro 'Paper craft home'.

News

Le carte da parati di MuralsWallpaper ispirate al Bauhaus

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

Nel 2019 cade il centenario del Bauhaus, la famosa scuola d'arte e architettura tedesca fondata nel 1919. Per celebrare quest’occasione, MuralsWallpaper ha creato una nuova collezione ispirata alle forme e ai colori tipici del movimento Bauhaus.

 

Le carte da parati di MuralsWallpaper hanno un grande impatto visivo ed estetico e incorporano texture piane, a effetto cemento, ispirate ai principi dell'architettura Bauhaus. Oltre a questo presentano l'iconica tavolozza di colori primari della scuola in tonalità più moderne, accessibili e ideali per la decorazione della casa.

 

La sovrapposizione di colori e forme che compongono i sei design traggono ispirazione dal lavoro sulla teoria dei colori di Josef Albers, membro del Bauhaus, e di László Moholy-Nagy, un professore della scuola d'arte che nei suoi dipinti ha esplorato il concetto di prospettiva.

La semplicità delle forme geometriche e dei colori utilizzati danno vita a una decorazione murale audace e di grande impatto. Le forme dinamiche e asimmetriche dei manifesti originali Bauhaus vengono qui proposte in 6 murales di grandi dimensioni, cosa che non sarebbe stata possibile utilizzando i tradizionali rotoli di tappezzeria con pattern ripetuti.

 

Leggi e certificazioni

Come si progetta un impianto elettrico

Indicazioni ed errori da evitare nella progettazione dei locali cucina.

L’impostazione dell’impianto elettrico di una cucina generalmente segue la parte idraulica e pertanto è necessario avere un’idea globale di come vogliamo disporre gli arredi così da soddisfare al meglio le esigenze di carattere funzionale.

REGOLE GENERALI

  • Posizionare almeno un interruttore e due prese in prossimità dell’ingresso della cucina;
  • Il numero minimo di prese necessarie (secondo il DM 37/08 e la NORMA CEI 64/08) sono di 5 prese, di cui 2 in corrispondenza del piano di lavoro per eventuali piccoli elettrodomestici. Esse devono tuttavia essere posizionate ad almeno 60 cm dalla fonte di calore e dal lavello per garantire la sicurezza nell’ambiente.
  • I punti presa nascosti possono essere: punto per l’alimentazione della cappa e un punto per l’illuminazione sotto pensile. Quest’ultimi devono essere comandati da un interruttore;
  • Le prese basse servono per i grandi elettrodomestici: frigorifero (posizionata dietro di esso), forno (in genere posizionata dietro a cassettoni o ante nelle vicinanze ma mai dietro di esso) e lavastoviglie, la cui presa viene posizionata sotto il lavello.
  • Da prevedere inoltre una presa per la TV e di conseguenza una presa di alimentazione.
  • Necessario prevedere anche una presa sfumo perché alcuni tra i piccoli elettrodomestici potrebbero averne bisogno.

 

SICUREZZA E DISPOSIZIONE DELLE PRESE ELETTRICHE

Quando si pensa alla distribuzione delle prese elettriche dobbiamo innanzitutto comprendere la complessità di fattori che intervengono in questo luogo: non solo è un luogo abitativo da vivere ma anche di lavoro. Qui si dispone di uno o più piani di lavoro, ci sono piccoli e grandi elettrodomestici. Dopo il bagno, la cucina è uno degli ambienti maggiormente a rischio della casa; il pericolo incendi, cortocircuiti è molto alto per la presenza di fonti di acqua, elettrodomestici ad alto voltaggio, gas ed oli bollenti.

Per quanto riguarda l’altezza minima per la disposizione delle prese, secondo la normativa italiana è di 30 cm da terra. E’ bene precisare che l’ideale sarebbe installare un quadro elettrico sotto il lavello con delle prese elettriche.

Diverso è il discorso per le prese di servizio per piccoli elettrodomestici che si trovano sul piano della cucina. L’altezza consigliata è compresa tra 110 e 120 cm sopra il top. Inoltre per questi interruttori è opportuno rispettare una distanza di sicurezza minima di 60 cm dal lavello e dal piano cottura, per evitare il contatto da fonti di calore e schizzi d’acqua.

RICAPITOLANDO

Per poter progettare in maniera adeguata e corretta l’impianto elettrico nella zona della cucina è indispensabile essere in possesso di un progetto dettagliato di come di vorranno rispondere i mobili in essa. Questo potrà garantire il corretto posizionamento delle prese, ottimizzando anche i costi in modifiche che si possono evitare.
Non posizionare la presa dietro alla lavatrice o alla lavastoviglie.
Ricordati che ogni elettrodomestico verrà sezionato con un interruttore Bipolare per spegnerlo e accenderlo, non sezionare il frigorifero perché potresti spegnerlo per sbaglio e buttar via le provviste, chiedi piuttosto che il suo interruttore venga posizionato direttamente nel quadro elettrico.

 

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Quanto vale il mio immobile?

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Ikea presenta il report “Life at home” 2018

Deborah Della Penna

Deborah Della Penna  •  More Time Studio

Blogger CF Style

Casa, il luogo fisico più amato e sicuro, si sta tramutando in qualcosa di immateriale, legato più agli stati d'animo e alle emozioni.

Viviamo in un periodo caratterizzato da un forte cambiamento: tutto è più fluido, più interconnesso, più labile. Anche le pareti di casa stanno assumendo una nuova dimensione.

Il Life at home Report 2018, la più grande ricerca internazionale firmata IKEA che esplora le tendenze legate alla vita domestica nel mondo e l'evolvere del concetto stesso dell'abitare, riporta dei risultati chiari e a tratti sorprendenti.
L'indagine quali-quantitativa ha coinvolto, da marzo ad agosto, oltre 22.000 persone di diverse fasce d'età e in 22 paesi del mondo.

 

Quello che sto per riportare è un quadro fedele, autentico e attuale del significato di abitare.

Iniziamo con un dato davvero importante: nel mondo, una persona su tre si sente più a casa oltre le mura domestiche. Il quartiere, il cortile, il vicinato sono nuovamente diventati elementi importanti per la quotidianità di un individuo.
Questo grazie anche alla variazione demografica, all'imporsi di nuovi stili di vita e alla rivoluzione digitale capitanata dai millennial, di cui, ad esempio, il 25% percepisce un "maggiore senso di casa" nel suo bar preferito.

Dalla ricerca è anche emerso che il concetto di casa si basa su quattro dimensioni: la relazione, lo spazio, il luogo e gli oggetti. Per il 61% degli italiani la dimensione che conta maggiormente è quella della relazione, ovvero il tipo di rapporto instaurato con chi si vive. A seguire troviamo: lo spazio fisico per il 45%, il quartiere o luogo in cui si vive (26%) e, in ultimo, gli oggetti che vanno a riempire gli ambienti domestici.

Ma, come specificato all'inizio, sono le emozioni legate al senso dell'abitare le vere protagoniste. Le quattro dimensioni sopra elencate si fondono con cinque bisogni emozionali, quelli che vanno a creare il senso di casa anche oltre le sue mura: sicurezza, privacy, comfort, proprietà e senso di appartenenza. Gli ultimi due bisogni sono quelli più importanti. Infatti il senso di proprietà ha assunto un nuovo significato, che passa dal possesso materiale al sentire che un luogo e uno spazio sono "nostri" e deve riflettere il nostro essere. Una vera novità per il panorama italiano che ha sempre visto l'acquisto di una casa come qualcosa di primario. Infine il senso di appartenenza, sentirsi parte di un gruppo di persone che accetta chi siamo, questo è il bisogno che si trova alla base degli altri quattro.

Da questo report è venuto fuori anche che 2 italiani su 5 dichiarano di portare regolarmente il lavoro a casa, una percentuale superiore rispetto a quella della maggior parte degli altri Paesi europei, e che 1 italiano su 3 ritiene che la comunità sia un'estensione della propria casa (ad esempio i rapporti che si instaurano grazie all'home-sharing).

A quanto pare è iniziata una nuova era dove il concetto di casa non è più legato a a un solo indirizzo ma a più luoghi contemporaneamente, anche oltre le quattro mura domestiche.