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Impara a realizzare gli Himmeli in ottone

Deborah Della Penna

Deborah Della Penna  •  More Time Studio

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Sono bastati davvero pochi passaggi per trasformare dei semplici tubetti di ottone in un Himmeli, una bellissima decorazione in stile nordico.

A volte basta davvero poco per riuscire a creare un pezzo unico e personalizzato.
La stylist Elisabetta Viganò, durante il suo workshop al CasaFacile Design Lab, ci ha mostrato come creare un himmeli da poter appendere alle pareti, da esporre magari sul coffee table del soggiorno oppure da trasformare in un insolito cachepot.

Ma cosa sono gli himmeli? Il nome significa cielo e sono decorazioni finlandesi che traggono ispirazione dai candelabri e lampadari liturgici presenti nelle chiese. La tradizione racconta che venivano esposti nelle case come buon augurio per il raccolto. Ecco cosa serve per costruire il tuo himmeli!

Occorrente

  • Filo di nylon spessore medio
  • Forbici
  • Tubetti di ottone:
    Himmeli piccole dimensioni
    - 4 tubetti da 25 cm
    - 4 tubetti da 17,5 cm
    - 4 tubetti da 14 cm

Himmeli grandi dimensioni
- 4 tubetti da 30 cm
- 4 tubetti da 17,5
- 4 tubetti da 14 cm

Come si fa

Per creare una piramide e tenere uniti tutti i pezzi, basta passare all’interno tra un tubo e l’altro il filo di nylon e stringere il più possibile negli angoli di uscita.
Online troverai tantissimi video tutorial con elencati tutti i passaggi.
Tutto il materiale è facilmente reperibile in qualsiasi negozio di bricolage e non è necessario avere un alto livello di manualità.
È davvero un fai da te alla portata di tutti, non resta che mettersi alla prova!

Gli Himmeli sono una decorazione elegante e raffinata che potranno mettere in risalto anche piccoli oggetti, o altri elementi non solo decorativi. Sono dei props davvero interessanti anche per reinterpretare i diffusori di fragranza come quelli di Glade.

Illuminazione

Come aumentare la luce naturale

Voglio una casa luminosa! Chi non l’ha mai pensato...? E a ragione, perché la luce influenza il nostro umore e persino le nostre capacità di apprendimento!

La luminosità deve essere uno dei criteri-guida non solo nella scelta della casa, ma anche nella ristrutturazione. Ridistribuire le stanze tenendo conto dell’esposizione, per sfruttare meglio il percorso del sole, è la prima cosa a cui pensare. Poi ci sono le finestre: a volte è possibile ampliarle, integrarle con finestre da tetto o scegliere infissi e vetri che ‘moltiplicano’ la luce...
Il comfort luminoso non è un caso fortunato, ma un obiettivo da progettare.

Ristrutturare seguendo il sole

Quando scegli una casa o decidi
di ristrutturare, i primi aspetti da considerare sono la disposizione e l’illuminazione dei locali, perché la luce naturale è uno dei fattori primari per il benessere fisico e mentale. Può capitare che il bagno sia pieno di luce, mentre soggiorno e cucina siano bui e freddi.
Cosa fare? Si può riprogettare la disposizione degli ambienti basandosi sui principi della fotoecologia domestica, una tecnica che studia il modo migliore per rendere la luce naturale il più accessibile possibile in ogni casa.
In pratica, il progettista lavora su:
1 - orientamento dell’edificio, percorso stagionale del sole e presenza dei palazzi e della vegetazione circostanti che possono proiettare ombra;
2 - suddivisione dei locali in due categorie, gli spazi d’uso e gli spazi di servizio, per orientarli in base ai punti cardinali.

  1. Gli spazi d’uso sono le stanze in cui si passa più tempo e vanno esposti a Sud, per godere di una luce che penetra in profondità negli ambienti. Camera da letto e cucina sono ideali esposte a Sud-Est, per godere della luce mattutina che è la più chiara e brillante. Zona pranzo e living invece sono perfetti se esposti a Sud-Ovest, dove godranno della dolcezza della luce pomeridiana.
  2. Gli spazi di servizio (bagni, lavanderia, ripostigli) sono perfetti a Nord, il versante più freddo e meno luminoso della casa, in modo che servano anche da ‘locali cuscinetto’ che aiutano a isolare dal freddo gli spazi d’uso.

Realizzare una veranda

Una delle soluzioni per aumentare la luminosità è – se ne hai la possibilità – creare una veranda. Questa stanza in più, vetrata al 100%, si riempie di luce sia diretta (quella del sole che entra dalle vetrate verticali) sia diffusa (quella che proviene dal cielo, detta zenitale). La veranda è considerata da quasi tutti i Comuni un’opera di nuova costruzione che, aumentando la volumetria dell’abitazione, si può realizzare solo se: si ottiene il ‘Permesso a costruire’
(a volte basta la SCIA) e il consenso dell’assemblea condominiale; la chiusura su
balconi o terrazze condominiali è parziale (in media un quarto della superficie totale).

Sostituire gli infissi

Lo sapevi? Cambiare i vecchi infissi con nuovi modelli dal telaio extra-slim, dotati cioè di profili più snelli e montante centrale ridotto, permette di guadagnare il 20-24% di luce naturale. Questa luminosità può aumentare ulteriormente se le stesse finestre hanno vetri extra-chiari, ossia così trasparenti e incolori da elevare al massimo la trasmissione luminosa.

Ampliare le finestre

Ampliarle o trasformarne due piccole in una grande rientra nella ‘manutenzione straordinaria’ della struttura dell’edificio. Si può realizzare, in una casa singola, solo se: non ci sono vincoli paesaggistici, storici o architettonici e un ingegnere
strutturista certifica che la modifica non crea danni all’edificio. Se entro 30 giorni dalla presentazione in Comune della SCIA, non vengono bloccati i lavori. In condominio si può? Solo sulla facciata interna, col permesso dei condòmini e con la verifica di un progettista.

Abiti in mansarda?

A parità di superficie, i lucernari forniscono il doppio della luce delle finestre verticali: questo perché la luce che entra è zenitale, ossia arriva direttamente dal cielo senza essere riflessa, per cui illumina gli ambienti in profondità con maggiore intensità ed è costante durante la giornata. Per inondare la mansarda di luce puoi affiancare più finestre ricreando l’effetto maxi-vetrata delle finestre ‘a nastro’. Devi solo rispettare i vincoli previsti per l’ampliamento delle finestrature.

Guarda anche
Case dei lettori

Una mansarda piena di luce

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6 modi per iniziare subito a rendere la tua casa intelligente

Paola Tartaglino

Paola Tartaglino  •  We Make A Pair

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Le consulenze di Edison al CasaFacile Design Lab sono state l’occasione perfetta per sfatare qualche falso mito e comprendere in modo pratico come fare a rendere la casa più intelligente a piccoli passi, fin da subito.

Quando si ha a che fare con qualcosa di nuovo, soprattutto in ambito tecnologico, si ha spesso l’impressione di non riuscire a capire di cosa si tratti: per questo è molto utile chiedere il parere di esperti, che sappiano spiegare in modo semplice questo tipo di cose.

Al CasaFacile Design Lab alcuni lettori hanno avuto la possibilità di chiedere una consulenza gratuita a Elena Perini, ingegnere di Edison, che ha svelato a loro - e a noi - alcune cose molto utili da sapere e che qui condividiamo con tutti i nostri lettori.

Prima di tutto, il concetto di smart home non corrisponde a quello di domotica.

Non pensare infatti che per rendere la casa intelligente ci sia bisogno di grandi lavori sugli impianti, perché è esattamente il contrario: tutti i dispositivi che sono sul mercato sono pensati proprio per rendere la nostra vita più facile, al netto del fatto che dobbiamo essere in grado di utilizzare uno smartphone.
Ma niente paura, perché anche le app che vengono progettate a corredo dei dispositivi vengono pensate per essere intuitive.

Detto questo però, quali sono in pratica i suggerimenti dell’esperto per iniziare da subito a rendere la nostra casa intelligente?

Illuminazione della casa

Il primo passo è davvero semplice: la prossima volta che dovrai cambiare una lampadina, comprane una non solo a risparmio energetico, ma che sia anche smart: questo significa che potrai usarla come una normale, ma che potrai man mano imparare a monitorare i consumi, correggere le tue abitudini e, così, risparmiare sulla bolletta.
Le lampadine smart possono connettersi ad Internet ed essere così gestite da remoto, tramite l’app: oltre ad accenderle e spegnerle, si può generalmente scegliere l’intensità e il colore della luce.

Riscaldamento autonomo

Se la tua casa è dotata di riscaldamento autonomo puoi scegliere un termostato wifi, come il Netatmo, disegnato da Philippe Starck, che fa anche da stazione meteo e che si adatta a qualunque tipo di impianto.
I vantaggi sono immediati, perché potrai posizionarlo in qualunque stanza della casa (è senza fili); potrai inoltre accendere e spegnere il riscaldamento anche quando sei fuori e quindi ottimizzare i consumi, oltre a trovare la casa calda al tuo ritorno.
Si tratta di una soluzione ideale anche per le seconde case.

Riscaldamento centralizzato

Anche le valvole termostatiche, che di recente sono state rese obbligatorie, possono essere intelligenti e quindi essere comandate tramite app. Non dovrai così ricordarti di chiuderle o aprirle manualmente e potrai impostare la temperatura ideale in ogni stanza.

Assistenti vocali

Stanno di recente prendendo piede gli assistenti vocali, come Google Home: nato come un mini amplificatore wireless. Questo è in realtà in grado di fare molto di più e il numero di servizi e prodotti con cui è in grado di interagire cresce giorno dopo giorno.
All'inizio, per prendere confidenza, puoi semplicemente fargli qualche domanda, fargli gestire gli appuntamenti in calendario, chiedergli di aggiornarti sul meteo e sul traffico e addirittura gestire la lista della spesa.
Con il passare del tempo, se ti troverai bene, potrai metterlo in connessione con altri dispositivi smart, trasformandolo in una sorta di maggiordomo virtuale.

Dispositivi per i nostri amici a quattro zampe

Se hai l’esigenza di controllare il tuo cane (o il tuo gatto) quando sei fuori casa, puoi utilizzare una videocamera smart. I modelli più evoluti permettono di interagire con il tuo cane (e alcuni addirittura di lanciargli i croccantini!).

Angolo green

Anche le tue piante meritano più attenzione, soprattutto se spesso non sei a casa. Potresti scegliere di dotarti di dispositivi smart che sono in grado di verificare lo stato di umidità della terra del vaso, di irrigarla all'occorrenza e magari, nel frattempo, di depurare l'aria della stanza.

Idee e tendenze

Tendenza: Blu di Itten

Scopri il 'Blu di Itten’, una sfumatura elettrica che, partendo dalla Bauhaus è decisamente tornato di tendenza.

Con il rosso e il giallo, il blu è uno dei 3 primari con cui si creano tutti i colori; forse è meno noto, però, che negli anni cambiano le tonalità dei colori
primari.

Mentre oggi il blu che usiamo è il ciano (un azzurro), un secolo fa era il ‘Blu di Itten’, una sfumatura ‘elettrica’. Joannes Itten, artista e teorico del colore, fu tra i primi maestri coinvolti da Gropius nel progetto della scuola Bauhaus: era il 1919 e oggi, 100 anni dopo, quel celebre blu è decisamente tornato di tendenza.

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CasaFacile Design Lab: una mattina con il Direttore

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Giovedì mattina si è svolta la colazione con il Direttore Francesca Magni, un evento imperdibile per le lettrici di CasaFacile.

Il Fuorisalone è una grande occasione per la Community di CasaFacile, trovarsi tutti insieme nel CasaFacile Design Lab per scambiare quattro chiacchiere, abbracciare amici e amiche conosciuti sul web, partecipare a workshop e soprattutto per conoscere la redazione del giornale.

Giovedì mattina poi, un centinaio di lettori hanno avuto la possibilità di fare colazione con il direttore Francesca Magni.

 

Tanti abbracci ed energia creativa in un tripudio di sorrisi! Grazie a Caffè Vergnano e a Hotpoint la colazione è stata anche super golosa. Un tripudio di dolci, torte salate, focaccine cucinate con i nuovi forni e fiumi di ottimo caffè. 

Ma la mattinata non è finita qui, perché alcune lettrici hanno potuto assistere (e un paio di loro di essere parte attiva come assistenti) a una piccola lezioni di Styling di Vanessa Pisk. Da lì a poco era previsto un pranzo tra direttori e Vanessa ha creato una splendida Mise en place con gli oggetti di Tescoma.

Arredare

Le palette colori dei designer: a lezione di stile e colore con Elisabetta Viganò e Wilson & Morris

Valentina Daveri Valentina Daveri

La giornata di ieri si è conclusa con un altro interessantissimo workshop che ha visto protagoniste le pitture Wilson & Morris e quattro storici designer talentuosi.

Sono stati i loro studi e il loro approccio all’uso del colore a fare da ispirazione ai numerosi partecipanti presenti ieri al CasaFacile Design Lab in Piazza Gae Aulenti. In tutto il suo splendore lo spazio CasaFacile è stato la perfetta location di questo workshop, animato da peach 2049, greenish 2051, venus light 1081 e moss green 1077, le tinte Wilson & Morris scelte nell’allestimento dalle stylist del magazine.

Le Courbusier, Giò Ponti, la Bauhause e Patricia Urquiola, ci hanno fatto da scuola e ispirazione, ognuno con un approccio diverso e molto personale.

 

Nel momento in cui si deve dipingere un muro, un mobile o arredare casa, ci si può ispirare a qualsiasi cosa: dai grandi designer, ad un quadro o alla natura: lo scopo è uscire dalle solite palette colori rassicuranti, perché facili da realizzare, dando un’interpretazione personale.
Ecco allora che anche le palette storiche posso essere attualizzate e costituire un ottimo punto di partenza.
Il consiglio è partire da un colore o una sensazione e lasciarsi ispirare.
Si comincia con un tono scuro e si procede aggiungendone uno o due più chiari della 'stessa famiglia' per chiudere poi con un colore neutro.
Il colore scuro va dosato, può essere solo un accento o un’intera parete, mentre gli altri andranno a definire mobili, tessili e complementi d’arredo.
Grazie a questi ed altri consigli, i partecipanti si sono cimentati nella creazione di una vera e propria palette, ispirandosi ad uno degli artisti presentati da Elisabetta e scambiandosi idee e opinioni, sono nate tre diversissime palette.
Conoscere la storia e gli studi che i grandi designer hanno fatto è utile, non solo per mettere in pratica certe teorie, ma anche per apprezzare e capire scelte contemporanee che riscuotono grande successo. Grazie Elisabetta per i consigli e l’aiuto.

Arredare

Come definire il proprio stile con il colore

Al CasaFacile Design Lab, nella bellissima e coloratissima location di P.zza Gae Aulenti 12, ho partecipato al workshop 'Definisci il tuo stile con il colore' a cura della stylist Elisabetta Viganò con la progettista ed esperta del colore Sabina Guidotti e sponsorizzato da Wilson & Morris.

La Milano Design Week ha aperto i suoi battenti da qualche giorno e si è dato il via alle mille ispirazioni e novità sul mondo del design. Tra queste una tendenza sempre più evidente è il ritorno del colore, non più solo tenue e desaturato ma anche più vivo e con abbinamenti personali e coraggiosi.

Durante il workshop, è stato molto interessante ascoltare dalle professioniste, il percorso teorico sull'uso del colore e su come creare una palette di colori per la propria casa. Ci sono alcuni elementi di partenza che occorre tenere in considerazione come l'influenza della luce naturale ed il colore dei rivestimenti a terra. Questi i primi elementi che influenzano le scelte iniziali, a cui si aggiungono spunti personali come la scelta di una carta da parati, di un arredo, di un oggetto preferito. Intorno a questi input di stile è possibile quindi definire un insieme di tonalità che andranno a comporre la moodboard che guida il progetto della casa o del restyling di una stanza.


Partendo da uno stile si possono quindi definire i colori guida a seconda del mood che si vuole dare all'ambiente: romantico, fresco, elegante, rigoroso, eclettico

 

Elisabetta e Sabina ci hanno mostrato vari abbinamenti e varie ispirazioni, a partire dai colori della cartella di Wilson & Morris, con materiali diversi, scoprendo come il colore può cambiare stile e percezione di un ambiente in base all'uso che se ne fa e agli accostamenti di materiali che si scelgono (es. legno, tessili, metalli). A proposito di tessili, è stata presentata la nuova collezione colori in collaborazione con l'azienda tessile torinese L'Opificio. Nuances ricche ed eleganti coordinate con la collezione tessile del brand, in modo da favorire accostamenti e richiami delle tonalità in perfetto coordinamento.
Questo ulteriore elemento permette di dare una forte impronta personale grazie all'uso del colore, scegliendo ad esempio tonalità in scala cromatica (es. Famiglia di verdi dai più chiari ai più scuri) oppure, al contrario, creando accenti e contrasti con una palette più neutra.
Dopo la teoria di è passati alla pratica, dividendosi in tre gruppi, ciascuno dei quali ha creato la palette a partire da un'ispirazione e tenendo a mente una regola di base, cioè quella di partire da due colori neutri chiari, aggiungendo una tonalità media, una scura e un colore di accento, che spezza un po' le regole e che crea un elemento a sorpresa che rende più interessante il codice cromatico della casa.
È stata un'esperienza formativa molto interessante, soprattutto per me che amo il colore, immagino e faccio prove ma poi non arrivo mai alla scelta definitiva!
Non perdetevi gli altri appuntamenti della Academy di styling al CasaFacile Design Lab, tanti temi per dare stile alla propria casa.

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Al CasaFacile Design Lab, le blogger imparano la fotografia Still Life

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Mercoledì mattina il CasaFacile Design Lab si è trasformato in un momento di formazione per le blogger del Team.

Una mattina all'insegna degli abbracci e delle emozioni, prima di tutto, ma anche un momento di lavoro in cui migliorarsi e accrescere le proprie competenze.

La Blogger CF Style, Ilaria Chiaratti, ha spiegato le basi (e qualche trucco) per scattare fotografie di Still Life e al termine della parte teorica, ogni blogger si è cimentata in una vera e proprio esercitazione sul campo. Grazie agli oggetti di Tescoma e Glade, sono stati creati piccoli set e styling per esercitarsi e mettere in pratica i consigli di Ilaria. Qualcuna ha deciso di fotografare con la reflex, altre semplicemente con gli smartphone. Allo stesso modo l'esercitazione prevedeva foto in interno e alcuni scatti all'aperto con luce naturale.

I risultati sono stati sorprendenti, anche grazie ai consigli di Ilaria. Alcune hanno creato degli styling più classici, altre dei piccoli set giocosi e divertenti. L'idea era quella di trovare il proprio stile attraverso la fotografia, il tutto declinato al mondo di Instagram.
Parola d'ordine? Creare contenuti originali e rimanere onesti.

Ilaria, oltre a esporci alcune regole base per la fotografia, si è concentrata proprio su come costruire un profilo curato su Instagram: luce, palette colorie visual storytelling.

 

 

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Fuorisalone 2019: gli ingressi da non perdere

Deborah Della Penna

Deborah Della Penna  •  More Time Studio

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La settimana del salone del mobile è iniziato e quello che stai per leggere non è l’elenco degli eventi più interessanti ma quello dei palazzi più belli da ammirare in alcune delle zone più calde di questa edizione della Design Week.

Facciate liberty, ingressi imperdibili, tipici cortili Vecchia Milano, il citofono più famoso della città e tanto altro. Prima di iniziare però ricorda che...

  • i portoni spesso sono aperti solo di mattina ovvero quando il servizio di portineria è attivo.
  • prima di scattare foto all’interno dello stabile chiedi sempre il permesso al personale di custodia. Infatti, superato il portone, quella diventa una proprietà privata.

Le mille meraviglie del 'Quadrilatero del silenzio'

Il 'Quadrilatero del silenzio' è una zona racchiusa da quattro strade ed è stato ribattezzato così proprio perché, pur trovandosi a due passi da Corso Venezia (fermata metropolitana M1 Palestro), è una vera e propria oasi di pace.
Una volta superato l’arco del Palazzo della società Buonarroti – Carpaccio – Giotto, i rumori frenetici della città si trasformano in un lontano ricordo. Ma qui non troverai solo un’atmosfera surreale.
Infatti via Serbelloni, Via Mozart, Via Cappuccini e via Vivaio sono costeggiate da palazzi in stile liberty di rara bellezza.

Per esempio Palazzo Berri Meregalli (al civico 8 di via Cappuccini), costruito tra il 1911 il 1913 su progetto di Giulio Ulisse Arata è uno degli esempi più emblematici della stagione conclusiva del periodo liberty milanese.
A portone aperto ti renderai conto della meraviglia nascosta all’interno di questo palazzo dall’aspetto un po’ bizzarro e avrai modo di scorgere anche la scultura di Adolfo Wildt 'Vittoria Alata' posizionata in fondo all’androne.

Non perderti anche la facciata della seconda casa Berri Meregalli in via Mozart 21, uno dei primi citofoni di Milano (ora non più funzionante) ovvero il famoso orecchio in bronzo di Palazzo Sola – Busca (conosciuto anche come Cà dell’oreggia) in via Serbelloni 10, realizzato da Adolfo Wildt nel 1930.
Si dice che chiunque si avvicini all’orecchio e gli sussurri i propri sogni o desideri, possa un giorno vederli realizzati.
Ti consiglio anche una sbirciatina agli ingressi dei palazzi di via Mozart 17 e via Serbelloni 14. Credimi, ne varrà la pena.

Sempre in via Mozart, al civico 9, una villa privata vestita di verde ospiterà la quarta edizione di Doppia Firma presentata dalla Fondazione Michelangelo per la creatività e l’Artigianato. Designer e maestri dell’artigianato di tutta Europa presenteranno una collezione di 19 opere frutto di uno scambio creativo tra designer, artisti e produttori. Sarà visitabile a partire da martedì 9 a domenica 14 dalle 10 alle 19.

Zona Tortona – il cuore della Milano Design Week

Ti basterà prendere la metro (linea verde) e scendere a Porta Genova. Alle spalle della stazione troverai la Zona Savona/Tortona.
Questa parte della città è stata completamente riqualificata nell’ultimo decennio e qui spesso si trovano alcuni degli eventi più interessanti della Design Week.
È un ex zona industriale caratterizzata da laboratori grandissimi poi convertiti in loft o showroom, costruzioni moderne affiancate alle vecchie corti di ringhiera.
Proprio parlando degli stabili di ringhiera in stile 'Vecchia Milano', ti consiglio di dare una sbirciatina al cortile di via Savona 17, via Tortona 34 e a quello di via Montevideo 6.

Brera Design District

Vabbè, Brera è Brera. Uno dei quartieri più eleganti e visitati della città. Camminando tra le sue viuzze non dovresti mai smettere di guardare in alto alla ricerca di facciate intarsiate o terrazzi mozzafiato.
Si respira un’atmosfera particolare, intrisa di storia, cultura e arte.
E poi già solo il cortile dell’Accademia di Belle Arti in via Brera 28 merita la visita. Ma c’è un altro cortile che mi ha rapito il cuore. È piccolo e dall’esterno potrebbe sembrare un po’ anonimo. Si trova in via Fiori Chiari 18 e al suo interno troverai un glicine secolare che adorna tutta la facciata interna.
Uno spettacolo da non perdere soprattutto quando è in fiore.

Questa è la mia 'mappa del tesoro', a te non resta che andare alla scoperta degli indirizzi che ti ho citato. Se vuoi pubblica la tua esperienza su Instagram e ricordati di taggare @casafacile e @moretimestudio.

Decorare

Come realizzare il lampadario sospeso

Realizza una lampada sospesa decorativa, ideale per la zona pranzo e per la cucina.

Occorrente

  • 2 tubi di rame ø 16mm x cm 40 e 1 lungo cm 160
  • 2 raccordi a gomito di rame ø 16mm
  • 2 staffe rotonde di rame
  • cavo elettrico
  • 3 portalampada

Come si fa

  1. Avvita al soffitto la 1a staffa. Fissa il tubo da 40 cm, metti una curva a gomito, fissa il tubo da 180 cm, metti la 2a curva e il tubo da 40.
  2. Controlla che sia in bolla e fissalo alla 2a staffa avvitata al soffitto.
  3. Posiziona le lampade, avvolgendo i cavi elettrici sul tubo di rame.
Guarda anche
Mettere in ordine

Come creare una nicchia con le mensole