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Tetti e facciate verdi: benessere dalla natura

Migliorano l’isolamento termico e acustico della casa, trasformano lo smog in ossigeno, fanno risparmiare energia ed evitano i danni delle piogge violente. Ecco come si realizzano!

Sul tetto

Viene definito tetto verde perché sulle coperture, piane o inclinate, si realizza un vero giardino che le trasforma in risorse naturali: non solo migliorando l’isolamento (e creando anche un vero scudo acustico contro i rumori esterni), ma innescando pure un salutare circolo virtuoso. Sotto il profilo climatico, per esempio, le piante regolano il tasso di umidità e agiscono da filtri, intercettando e assorbendo la CO2 e le polveri sottili portate dal vento, per poi rilasciare ossigeno vitale.

E durante le piogge intense o i temporali più più forti, il tetto verde è in grado di trattenere e accumulare fino al 70-90% dell’acqua, che poi restituisce all’ambiente per evaporazione. Così facendo, evita il frequente fenomeno dei ‘fiumi’ di acqua piovana che fluiscono verso il sistema fognario, sovraccaricandolo.

Sulla facciata

Oggi il verde verticale, a cui si ricorre per dare vita a facciate green e rigogliose, è considerato uno degli elementi progettuali principali dell’architettura moderna, sia per fronteggiare il cambiamento climatico sia per ottimizzare il benessere e il risparmio energetico.

Un edificio il cui volto grigio è stato trasformato in cascata vegetale può infatti potenziare molto l’isolamento termico delle abitazioni poste a ogni piano: in inverno la quantità di energia utilizzata per il riscaldamento viene ridotta fino al 5%, mentre il taglio energetico raggiunge il 33% per il raffrescamento estivo. Inoltre, nella stagione calda, la facciata verde aiuta anche a mitigare l’effetto noto come ‘isola di calore urbano’ che si crea quando le superfici scure delle strade e dei palazzi di città assorbono e irradiano un calore soffocante.

CONSIDERA SEMPRE CHE...

  • Ogni tetto, piano e calpestabile o inclinato, può essere trasformato ‘a verde’: l’importante è che venga effettuato uno studio preventivo (meglio se da un ingegnere strutturista) per valutare di quanto si può sovraccaricare la struttura esistente, che in origine è stata di certo progettata per altri carichi.
  • È bene rivolgersi ad aziende con personale super-qualificato, perché questi sistemi sono regolati da norme tecniche precise (come la UNI 11235) che vanno rispettate.
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Come progettare una casa Attiva

Progettata secondo i principi di una casa passiva, la casa attiva fa un passo in più, perché non solo è autosufficiente dal punto di vista energetico, ma produce addirittura più energia di quella che consuma!

Autoproduce energia da vendere

Come fa a produrre più energia di quella che consuma? Grazie a un impianto solare fotovoltaico potenziato per produrre più elettricità (in modo da alimentare gratis la pompa di calore e il sistema di VMC) e a sistemi o batterie di accumulo elettrico, nelle quali l’energia extra autoprodotta e non consumata viene immagazzinata per essere utilizzata in un secondo momento, per esempio quando è brutto tempo. Il bello è che si può trarre profitto da questo surplus di energia: volendo, infatti, si può vendere l’energia alla rete grazie a una convenzione stipulata con il Gestore dei Servizi Energetici.

Finestre superisolanti

Per rientrare negli standard di certificazione, devono garantire un grado di isolamento termico sopra i valori considerati di norma già alti.

Ventilazione a finestre chiuse

Per non generare perdite di energia spalancando le finestre, il ricambio d’aria viene affidato al sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero di calore: è progettato per fornire circa 30 mc di aria fresca per persona ogni ora, senza disperdere il caldo o il fresco.

Gli eco-impianti energetici

Per sopperire a quel minimo di richiesta energetica che gli elementi passivi della casa non riescono a soddisfare, si ricorre alla pompa di calore collegata ai pannelli solari termici e fotovoltaici, per azzerare i costi in bolletta. Perfetto anche il calore sano di una stufa stagna o ermetica, che preleva l’aria necessaria alla combustione direttamente dall’esterno e non dalla stanza.

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Casa Passiva: iperisolata e a bassissimo consumo

Per capire come mai, 34 anni fa, sia stato ideato un modello di casa super-efficiente chiamandola ‘passiva’, basta pensare a un thermos...

Sì, proprio un thermos... la cui struttura è così isolata da far sì che preservi a lungo le bevande fredde o calde, che così possono essere rimesse al fresco o scaldate solo dopo ore. Ecco, la casa passiva è come un thermos: una volta che si isola l’involucro alla perfezione, si crea un clima indoor talmente buono in ogni stagione da poter limitare al minimo l’uso dell’impianto di climatizzazione (rigorosamente a energia rinnovabile).

Un modello di casa semplice ma geniale che andrebbe rivalutato e che, grazie alla progettazione passiva basata sui punti che seguono, consente di ottenere case certificate Passive House o Passivhaus.

Lo studio bioclimatico

L’orientamento dell’edificio è strategico: a Sud servono sia delle grandi vetrate per regalare agli ambienti il calore invernale, sia piante a foglia caduca che fanno passare il calore in inverno ma fanno ombra d’estate.

La forma dell’edificio

Meno articolata e più regolare e compatta è la casa, meno energia disperde e più facilmente si ottengono i requisiti passivi. l’isolamento con aerazione Il tetto e le pareti esterne vanno isolati con spessori maggiori rispetto allo standard, ricorrendo alla tecnica del tetto ventilato e della facciata ventilata. Così si creano dei micro-canali d’aria che favoriscono il raffrescamento estivo ed evitano condense e dispersioni termiche invernali.

IL TEST ANTISPIFFERI

Una micro-lama d’aria che passa sotto la porta d’ingresso può finire per vanificare l’efficacia dell’isolamento termico e causare una perdita energetica pari anche a 1.000 kilowattora all’anno. Ecco perché, quando la casa passiva è ancora in fase di cantiere, si effettua il ‘Blower Door Test’, un esame dalla valenza pom scientifica che verifica la uni tenuta all’aria della casa. Quando si considera superato? Se alla fine della prova risultano necessari meno di 0,6 ricambi d’aria per ora.

CONSIDERA SEMPRE CHE...

  • Dover ricorrere a un insieme di tecno-soluzioni all’avanguardia che operano in modo sinergico potrebbe far salire le spese, ma a differenza di ciò che si dice non è sempre così.
  • La casa passiva può essere realizzata con elementi prefabbricati in legno e attingere ai principi della bioedilizia, divenendo un concentrato di sostenibilità, comfort ed efficienza!
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Come progettare una casa Attiva

Arredo esterni

Bello & possibile: la cucina all’aperto

Con la bella stagione cresce la voglia di cucinare all'aperto. Ecco come realizzare una cucina completa con circa 2000 euro.

Dal necessario per cuocere (con due opzioni tra cui scegliere: fuochi o barbecue) al tavolo apri-e-chiudi, al carrello, agli utensili... Ecco la nostra selezione, al miglior prezzo: la spesa totale va da €1.873 a € 2.237

Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!

  • Su misura. È modulare la cucina da esterno Grillskar, con tanti accessori e configurazioni [Ikea, cm 292x61x 94h € 1.466].
  • PALAZZETTI UP barbecue realizzato interamente in Marmotech bianco che può essere completato con uno speciale braciere laterale (optional) con due vani: uno con portina richiudibile per caricare e accendere la legna, l’altro per la produzione di braci [Palazzetti €1.830].

Ecco tutti gli accessori utili!

  1. Acciaio inox per il kit di utensili Naterial [Leroy Merlin € 26 il set].
  2. In giallo lo strofinaccio di cotone Scotty [Casa, cm 50x70 € 9,95 il set da 3].
  3. Pratico il dispenser per bevande calde o fredde, su base in bambù [Navaris su Amazon, ø cm 20x34h € 80].
  4. In colori assortiti i bicchieri in vetro [Kasanova € 12,95 il set da 6].
  5. Mix nei toni pastello per i piatti in ceramica [Coincasa € 66 il set da 18].
  6. Pieghevole, con 3 ripiani e una mensola, il tavolo in acciaio [Costway, cm 146x48x82h € 94,95].
  7. Per mantenere al fresco bibite e cibo, le mattonelle ghiaccio [Croff € 7 la coppia].
  8. Sono veri passepartout le ciotole in plastica della Linea Delicia [Tescoma € 17,90 il set da 3].
  9. Per il barbecue le bricchette di carbone Naterial [Leroy Merlin, kg 4 € 6,90]. In metallo cromato il carrello con 3 ripiani [Coincasa, cm 34x31x86h € 79,90]. Per l’affumicatura le scaglie di legno aromatico [Leroy Merlin € 5,35]

 

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Bioedilizia: costruire secondo natura

Se vuoi apprezzarne subito il valore, non pensare alla bioedilizia come tecnica costruttiva ma come filosofia del costruire che risponde alle esigenze del ‘bios’, cioè della vita.

Ogni casa viene costruita come un organismo vivente, parte integrante del nostro ecosistema, e realizzata avvalendosi di energie naturali e materiali biologici legati al territorio. Elementi che, oltre a garantire benessere a chi la abita, rientrano in quella che viene definita edilizia circolare: se mai un giorno dovessero venire smantellati in fase di ristrutturazione, verrebbero reimmessi nell’ecosistema o rivalorizzati come nuove risorse secondarie, senza mai diventare rifiuti da smaltire. Insomma, delle case bio-native e salva-pianeta a prova di futuro! Qui ti spieghiamo come sono progettate e costruite.

Step 1: ‘progettare’ la luce

Si parte dal concetto che il sole è vita e si decide subito, su carta, l’orientamento dell’edificio, in modo da portare più luce naturale possibile in casa. Individuato il percorso stagionale del sole, si dispongono a Sud i locali nei quali si passa più tempo, a Nord le zone di servizio e a Sud-Est l’angolo smartworking, per godere dell’effetto tonificante della luce chiara e brillante del mattino.

Step 2: via alla costruzione

Dopo aver creato delle solide fondamenta (come quelle delle case tradizionali), si realizzano le mura con i materiali scelti a progetto. Un esempio per tutti? Si crea una struttura portante in legno per inserirvi delle balle di paglia compressa derivanti dallo scarto della mietitura di orzo o frumento. Non temere: grazie a speciali tecniche di lavorazione del legno e di sigillatura della paglia con calce e terra cruda, questo binomio viene certificato antisismico e immune dal rischio incendio. E in più la paglia, che è isolante ma lascia ‘respirare’ i muri, pone già le basi per garantire ambienti sani.

Step 3: isolare con cura

Le pareti esterne vengono isolate con la tecnica del cappotto. A differenza delle soluzioni tradizionali però, il biocappotto composto da fibre naturali non sigilla la superficie e scongiura quindi la formazione di muffe e condense superficiali sui muri. Sono ottimi i biocappotti traspiranti composti da eco-fibre riciclate, da isolanti in fibra di canapa e da pannelli in canna palustre (le canne che crescono lungo le rive dei fiumi).

Step 4: si passa alle finiture

Sulle pareti può essere applicato il biointonaco con tecnologia ‘a celle di calore’ che scalda la superficie di 3 °C, o l’intonaco di finitura in terra cruda (che può inglobare anche fibre vegetali), capace di assorbire l’umidità in eccesso e di rilasciarla quando serve. Ami il colore alle pareti e non vuoi rinunciare al décor? Ci sono le biopitture a base di calce naturale colorabili con pigmenti naturali e le resine vegetali prodotte da piante, semi e rifiuti agricoli. E a pavimento? Un parquet in legno a km zero che viene da boschi sostenibili!

Step 5: serve calore buono

Anche se la vera e propria regina del bioriscaldamento sarebbe la kachelofen, una stufa a irraggiamento nata nel ’500 e costruita su misura in argilla refrattaria e terra cruda, oggi è più realistico adottare le nuove stufe ad accumulo, capaci di immagazzinare il calore del focolare e di rilasciarlo lentamente nel tempo, sotto forma di calore radiante (lo stesso diffuso dal sole). E per climatizzare la casa 365 giorni all’anno, si crea un impianto a pompa di calore reversibile (estate-inverno) collegato a pannelli radianti a pavimento.

IL RAFFRESCAMENTO BIOCLIMATICO

Nelle località più calde, si ricorre alla bioclimatica per realizzare un sistema di raffrescamento estivo naturale, tanto geniale da essere stato già usato nel ‘500 in molte ville italiane. Per farlo viene realizzata una rete di cunicoli sotterranei che, dal giardino, comunica con il piano terra della casa e, se serve, anche con i piani più alti tramite canali interni ai muri. Quando l’aria entra dall’imboccatura posta all’esterno, prima passa attraverso il terreno dove si raffredda di 10-12 °C, poi arriva nelle stanze per raffrescarle in modo lieve, salutare e a costo zero!

CONSIDERA SEMPRE CHE...

  • Per progettare una biocasa ti serve un bioarchitetto che conosca le risorse e i materiali locali e le energie rinnovabili. Trovi architetti e imprese bio su anab.it
  • Oltre al progetto poi, serve un approccio integrato con un lavoro di team, perché tutte le parti in causa, dal fornitore di materiali al costruttore, devono lavorare seguendo gli stessi principi.
  • Non essendo al momento una tecnica costruttiva largamente adottata, non è sempre semplice trovare un team specializzato.
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Casa in legno prefabbricata e salva-ambiente

Se c’è un modello di casa che può contribuire a raggiungere gli obiettivi che l’Europa si è fissata, è l’eco-edificio in legno.

Gli obiettivi che l’Europa si è fissata sono infatti quelli di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. Come mai gli edifici in legno sono la scelta migliore?

Grazie alla capacità di questo materiale sostenibile di agire da grande serbatoio di stoccaggio della CO2, tanto da riuscire a imprigionarne una tonnellata ogni mc. E a ridurre l’eccesso di emissioni concorre anche il fatto che per realizzare queste case vengono utilizzati solo alberi maturi, i quali, se non venissero abbattuti, col tempo finirebbero per marcire rilasciando in atmosfera la stessa quantità di CO2 incamerata durante il loro ciclo di vita. Basterebbe già questo a farcele amare, ma è (ri)scoprendone la tecnica costruttiva ad alta precisione e l’impareggiabile comfort di un clima sano che le apprezzeremo ancora di più.

Prefabbricate ed evolute

Sì, è vero, le case in legno sono prefabbricate, nel senso che gli elementi costruttivi vengono realizzati in stabilimento e poi assemblati in cantiere. Ma questo non vuol dire, come spesso si crede, che siano case standardizzate, provvisorie e precarie. Tutt’altro. Gli attuali processi di prefabbricazione, che si avvalgono di tecnologie costruttive hi-tech e di macchinari ad altissima precisione, oggi consentono di realizzare e assemblare ogni tipologia di casa indipendente ed edificio condominiale multipiano, anche oltre i 10 piani! Tutti con strutture in legno certificato antisismico e antincendio e sempre assemblati su solide fondamenta in cemento, così da garantirne stabilità e durata nel tempo. D’altronde, per spazzare via ogni scetticismo basta dare una rapida occhiata alle immagini per intuire quanto la progettazione tailor-made consenta la massima libertà compositiva e cura dei dettagli, anche negli interni.

Tempi rapidi e costi certi

La precisione ingegneristica che contraddistingue questa tecnica costruttiva, inoltre, consente di rendere più rapidi i tempi di consegna (che non subiscono ritardi) e di ottimizzare e rendere certi i costi della casa. Una villetta ‘chiavi in mano’ può essere pronta in 4 mesi e costare in media a partire da 1.300-1.600 al mq + iva. Prezzi che, grazie anche ai costi di cantiere che con questa tecnica vengono ridotti drasticamente, sono inferiori del 20-40% rispetto all’edilizia tradizionale.

Confortevole come nessuna

Varcando la soglia di queste case sostenibili, il legno intonacato non si vede ma la presenza di un materiale vivo e sano si sente subito... e non c’è niente che ci metta più a nostro agio. Grazie alla complicità di impianti di climatizzazione ad alta efficienza che sfruttano l’energia naturale, il legno dà il meglio di sé creando quello che gli esperti chiamano ‘l’effetto guscio’: ci si sente avvolti nel silenzio, l’aria sembra purificata, il clima è asciutto e la temperatuta dei muri e dei pavimenti è gradevole al tatto. Le capacità isolanti del legno sono poi così elevate che in casa non ci sono sbalzi di temperatura, nemmeno ai cambi di stagione. Scommettiamo che la prossima volta che incrocerai un bosco, ci vedrai la tua nuova casa in legno?

PARETI IN LEGNO + BIOISOLANTI: È COME AVERE GLI ALBERI IN CASA!

Recuperato da boschi gestiti responsabilmente, il legno certificato e trasformato in tetto e muri continuerà a comportarsi come un albero, assorbendo molta CO2, a condizione che i materiali isolanti che li proteggono siano naturali e traspiranti.

CONSIDERA SEMPRE CHE...

  • Quando cerchi un terreno su cui edificare la casa, accertati che sia urbanizzato, cioè che acqua, luce e gas a cui allacciarsi arrivino al confine del lotto.
  • Le case prefabbricate hanno una flessibilità minore rispetto a quelle tradizionali: spazi, aperture altezze e suddivisioni devono essere ben definiti nel progetto, perché una volta che si abita la casa, fare delle modifiche strutturali potrebbe risultare difficile e piuttosto oneroso.
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Bioedilizia: costruire secondo natura

Idee e tendenze

New Home: tendenze dalla Milano Design Week 2022

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

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I designer si trasformano in scienziati e ‘sarti’... Fili conduttori della loro ricerca: prodotti più responsabili e grande possibilità di personalizzare.

Ricerca

Nuovi materiali, nuovi modi di idee per lo smaltimento dei rifiuti e la riduzione del consumo di acqua. Dall’Olanda la 'Waterschool', una scuola di design ‘speculativo’ cerca di rispondere alle grandi questioni sociali e ambientali dei nostri tempi con la ricerca.

Sostenibilità

Cruciale il tema del riuso e riciclo degli scarti, che da rifiuti si trasformano in risorse. Uno sviluppo circolare che vuole dare nuove vita a risorse già in circolo. Pietre naturali, tessuti, legno... gli scarti di produzione diventano materie prime.

Geometrie

Tinte neutre e colori pop convivono ma l’interesse è focalizzato sulle superfici che si fanno materiche e si vestono di geometrie. Pareti e arredi con mini o macro pattern lasciano a noi la libertà di abbinamenti e invenzioni décor, mixando materiali e colori.

Sartorialità

I designer diventano stilisti e ’vestono’ le loro creazioni. Il tessuto grande protagonista, pensato per poter essere cambiato per praticità ma anche per mutare stile alla casa ogni volta che si vuole. Non basta più ’che sia bello’, quello che vogliamo sono interni evocativi in cui sentirci bene.

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Le tecniche tradizionali usate fino a oggi ci tengono legati alle energie fossili da importazione. Cosa possiamo fare? Rivalutare le modalità costruttive più sostenibili e collaudate da anni: la bioedilizia, le case prefabbricate in legno e la casa passiva. Scoprile con la nostra guida.

Da quando a Bruxelles si discute sul futuro dell’abitare all’interno del progetto Nuovo Bauhaus Europeo, è stato ribadito un aspetto che non si può più ignorare: i sistemi tradizionali usati negli ultimi 70 anni per costruire le case comportano troppe emissioni di CO2 e un uso/spreco eccessivo di energie fossili.

Questo vuol dire che ogni costruzione, ancora oggi, lascia un’impronta ecologica negativa sul nostro ecosistema, con costi ambientali che il Pianeta non può più permettersi.

La soluzione per un futuro migliore? C’è già da molti anni! Basta riscoprire tutte le virtù delle modalità costruttive basate su modelli etici e sostenibili, come quelli della bioedilizia, delle case in legno e delle case passive alimentate da energie naturali.

Tutti buoni modi di costruire consolidati da anni ma poco valorizzati, un po’ perché considerati di nicchia, un po’ a causa di falsi miti. E che andrebbero rivalutati perché ci riportano a una sana edilizia 0.0, capace di azzerare l’impatto ambientale, le emissioni di CO2, gli scarti, l’uso del gas e i consumi, oltre a sfruttare materiali a km zero!

Ecco le modalità costruttive più sostenibili:

Bioedilizia: costruire secondo natura

Casa in legno: prefabbricata e salva-ambiente

Casa passiva: iperisolata e a bassissimo consumo

Come progettare una casa attiva

Tetti e facciate verdi 

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Pick your own, la raccolta fai da te di frutta, verdura e fiori

Daisy Romaniello

Daisy Romaniello  •  A Tiny Travel Story

Blogger CF Style

U-pick è la modalità di raccolta self-service di frutta, verdura e fiori che sta conquistando il pubblico. Ecco le aziende agricole in cui è possibile fare l’esperienza.

Conosci la formula you pick? Si chiama così la pratica agricola che offre ai consumatori la possibilità di raccogliere direttamente frutta, verdura e fiori.

A promuovere questa tendenza sostenibile sono sempre più aziende agricole, che mettono a disposizione campi, orti e frutteti dove trascorrere qualche ora all’aria aperta, portando a casa prodotti a km 0 colti in autonomia.

Le regole sono poche e semplici: raccogliere solo frutta e verdura matura e utilizzare l’occorrente indicato dallo staff. Spesso è richiesto un contributo solo per i prodotti, mentre l’ingresso ai campi è completamente libero.

Scopriamo insieme alcune aziende agricole dove è possibile fare questa esperienza e… buona raccolta!

Principe di Fino

Principe di Fino è un’azienda agricola certificata bio in provincia di Como, dove, oltre ad acquistare ortaggi, frutta e uova o prodotti elaborati sullo shop online, da metà giugno è possibile raccogliere i loro mirtilli.

Dove si trova: via Vittorio Veneto 43, Fino Mornasco (CO)

Agricola Fior di Frutta

Negli oltre 20 ettari di terreno ai Campi Bassi di Gorle l’azienda agricola Fior di Frutta ha messo a dimora alberi da frutta tra cui ciliegie, albicocche, pesche e susine da cogliere in autonomia nel periodo estivo. Inoltre, da fine marzo fino a metà aprile circa, si possono vedere e portare a casa alcuni dei 60.000 tulipani in 65 varietà diverse di forme e colori piantati nei loro campi.

Dove si trova: zona Campi Bassi, via Piave, Gorle (BG)

Tulipania

Tulipani, iris e narcisi in primavera, girasoli in estate e zucche in autunno: è possibile coglierli da Tulipania, il campo U-pick di Terno d’Isola che, grazie alla turnazione delle colture, è visitabile tutto l’anno dal pubblico. La start up, nata per offrire alle persone l’opportunità di avvicinarsi alla natura, durante le giornate di raccolta organizza anche laboratori didattici per i più piccoli.

Dove si trova: via Marco Biagi 95, frazione Cabanetti (BG) e via Roma 61, Terno d'Isola (BG)

Il Ceraseto

Il Ceraseto è un’azienda agricola che produce, vende frutta e verdura a km 0 e organizza giornate you pick di prodotti stagionali tra cui ciliegie, albicocche, pesche, prugne, angurie, meloni, pomodori, ma anche cetrioli, zucchine, melanzane, coste, barbabietole, fiori di zucchina, cavoli rapa e carote.

Dove si trova: via Del Sandone, Lodi

Tulipani italiani

Tulipani italiani è il progetto degli olandesi Edwin Koeman e Nitsuhe Wolanios, che hanno deciso di portare un po’ di Olanda in Italia, ad Arese, con un tulip u-pick field di 2 ettari, dove durante la stagione primaverile fioriscono 450 varietà per circa 470.000 tulipani da ammirare, fotografare e raccogliere.

Dove si trova: via Giuseppe Eugenio Luraghi 11, Arese (MI)

Idee e tendenze

Vetro Art: magiche trasparenze in blu

Vasi e lampade che uniscono il design a quel fascino che ricorda le pietre preziose.

Questi vasi giocano con linee modernissime o rétro, e presentano raffinate lavorazioni, da quelle tradizionali fino alle moderne incisioni e ai mix di texture. Le sfumature? Blu Klein, indaco, cobalto... tutte da collezionare!

Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!

  1. Scultoreo, Kartta [Iittala] sembra scolpito nel ghiaccio.
  2. In cristallo, Egg Hobnail [Klimchi] ha sulla superficie un motivo 3D fatto di piccole semisfere.
  3. Con coperchio, Nest Candy Box [Nude] si trasforma da vaso a portaoggetti.
  4. Righe asimmetriche in Juice [Hay] per il vaso che sfuma dal bianco al blu intenso.
  5. Effetto reticolo per Ada CrossStripe [Broste Copenhagen]
  6. Con manici, Comete [Sema Design] che ricorda le vecchie brocche.
  7. Double face, Bottoms Up [Hay].
  8. Sagomato a bottiglia, Flower [Marimekko] in un intenso tono blu petrolio.
  9. Essenziale Gems, di Gary Bodker [Ssense] dalla forma schiacciata e scultorea.
  10. Profilo a contrasto in Monofiore Balloton [Venini] dalla forma e stile senza tempo.
  11. Classico, Montuiri [Côté Table].
  12. Texture a rilievo in Rotunda [LSA International].
  13. Da appendere Flower Bubble [Studio About].
  14. Dal fuorisalone, arriva la collezione ‘Inky Dhow’ di Bethan Vetro art Gray (da Rossana Orlandi). Un inno alle righe blu, che la designer inglese traccia a mano su lampade, vasi, mobili... [bethangray.com]