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Le veneri surreali di Fabio Bellotti in mostra a Milano

32 opere, 32 ritratti intensi e coloratissimi di principesse, zingare, ballerine... e della moglie Daniela.

Sono i dipinti dell’imprenditore, artista e creativo Fabio Bellotti, che negli Anni Settanta e Ottanta ha stampato tessuti per i grandi della moda, tra cui Armani, Albini, Chanel, (Karl Lagerfeld chiedeva stampati esclusivamente da Bellotti), Fendi, Lacroix, Klein, Miyake, Moschino, Ungaro, Valentino e molti altri.

In mostra, i ritratti delle sue veneri grottesche e surreali, caratterizzati da colori vivaci.

Dove: a Milano, alla Galleria Antonia Jannone
Fino al 18 marzo 2023

Ispirazioni

Lezioni di libertà: in Olanda, carte da parati, colore e soffitti in legno colorati!

Questa antica casa olandese ha soffitti in legno dipinti in ogni stanza con tinte diverse e inattese. E con il mix fantasioso di arredi, risponde alla domanda: quali stili posso mixare?

Un’antica casa affacciata su un canale di Leida, cittadina olandese famosa per l’università e per aver dato i natali a Rembrandt: qui vive l’interior designer Femke Dekker con il marito Ben, i tre figli e il cane Coco. «Siamo stati fortunati: i precedenti proprietari l’avevano restaurata così bene che noi abbiamo potuto concentrarci intensamente su décor e arredi!» racconta Femke.

Le scelte fatte

Il layout dei vari piani è rimasto quasi invariato, solo i bagni e la cucina sono stati riprogettati.

Il tocco di stile

Femke, con il team del suo studio, ha deciso di dipingere con tinte inedite (dal verde, al blu, dal banana al terracotta) i tradizionali soffitti in travi di legno. Questo ha reso le stanze ‘senza tempo’ e ha permesso di inserire in modo molto personale arredi di design, carte da parati, opere d’arte e specchi.

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Arredare

Arredare in stile pop Anni ’70

Prima & Dopo

Prima & Dopo: disegnare nuovi spazi a partire dall’uso della luce

La finestra sul tetto raddoppia e l'illuminazione artificiale è studiata per accompagnare le attività nell''arco della giornata. In questo loft alla Garbatella, idee e stile sono impeccabili!

Sembra di stare a New York... «e invece siamo alla Garbatella» ci racconta Cristian che, con Alexis, ha ristrutturato l’appartamento in cui vivono. «Nel 2003 questa ex fabbrica è stata trasformata in ‘condominio’ con loft e abitazioni su due livelli con grandi finestre, una bella vista e tantissima luce con cui giocare».

 

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Le scelte fatte

Il primo livello era ‘bloccato’ dal volume centrale con bagno e cucina passante: gli ambienti risultavano piccoli e bui; il secondo aveva un’unica stanza con mini bagno e un piccolo armadio come divisorio. Le esigenze principali? Ricavare un piano terra open da condividere con amici e famiglia e far convivere, di sopra, lo spazio di lavoro e quello privato della camera da letto. «Abbiamo liberato la luce e lo spazio eliminando quasi tutti i tramezzi» spiega Cristian.

Gli ambienti, a parte i bagni, sono definiti soltanto dai mobili, dall’uso del colore e da un preciso progetto di illuminazione artificiale che consente di creare scenari diversi a seconda dell’occasione.

 

 

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Il tocco di stile

Oltre al grigio, chiaro su pareti e imbottiti e scuro sui mobili di ingresso e cucina, è il rosso aragosta tipico delle case del quartiere che crea un fil rouge: esalta il volume del bagno ospiti e riveste le armadiature multifunzione del sottotetto. A dare il tocco finale e femminile che mancava, ha pensato la nostra stylist Cristina Gigli. Seguici e scopri le soluzioni a sorpresa, come il letto per gli ospiti, la lavanderia a scomparsa e il ministudio all’ingresso, tutte da copiare!

 

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Ispirazioni

A Milano un loft pieno di idee d’arredo da copiare

Lo studio del regista Ranuccio Sodi si guarda e si 'legge' come se fosse una mappa del percorso storico-artistico italiano degli ultimi decenni. Scoprilo pezzo per pezzo ed emozionati con noi.

Il passare di un secolo ha scandito le tante vite di questo spazio al piano terra di un palazzo costruito tra gli Anni ’20 e ’30, ai margini della ferrovia di Milano: lo sferragliare dei treni ha fatto da sottofondo a un laboratorio di pasticceria, a una tipografia e, negli Anni ’60, alla sede di una società di produzione audiovisiva da cui sono transitati artisti come Mina, Adriano Celentano, Dario Fo, Franca Rame, Giorgio Gaber, Walter Chiari, Enzo Jannacci. Oggi è lo studio, concepito come una casa, del regista televisivo e produttore Ranuccio Sodi, che ha lavorato in vari set nazionali e si occupa con passione di arte e di design. È suo il libro che racconta la storia della tv generalista: ‘C’era una volta il monoscopio’, edito da Emuse.

Le scelte fatte

L’architetto Lula Ferrari, incaricata della ristrutturazione, ha stravolto il layout e creato un secondo livello soppalcato.

Il tocco di stile

Sfruttate le altezze per le librerie e la luce per le piante, lo spazio è stato arredato con pezzi d’epoca. La sensazione è di entrare in una galleria di ricordi e di icone che hanno fatto e segnato il percorso artistico culturale dell’Italia intera.

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Marzo 2023: caccia al dettaglio perfetto con CasaFacile

Noi&voi e... il piacere di fotografare, postare e condividere! Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF!

Cerchi un’idea? Ecco la frase d’ispirazione del mese!

Chi Sogna arriva prima di chi pensa..

Con questa frase pronunciata sul palco dell’Ariston al 73° Festival di Sanremo, Roberto Benigni tocca un tema che ci è caro: quello dei sogni che diventano motore dell’azione per concretizzarli. I sogni che non si a dano alla fortuna ma alla forza di crederci e di agire. I ‘sogni possibili’ che ogni mese cerchiamo di proporre per arredare, trasformare e personalizzare le nostre case (e un po’ anche le nostre vite) partendo soprattutto da creatività, cura e buone scelte.

Scarica e stampa la frase del mese. Trasformala in qualcosa di tuo, incorniciala, fotografala e posta su Instagram taggando @casafacile e usando gli hashtag #casafacilestyle #dettaglioperfetto #casafacilepaginapreferita: il tuo post potrà essere pubblicato su CasaFacile. Ci rivediamo in edicola il 4 aprile!

Marzo 2023: vota la casa del mese

Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Marzo!

Coming Soon
Vota la casa del mese - marzo2023
Stile urban-country 85 ( 23.16 % )
Stile industrial 37 ( 10.08 % )
Stile nordico pop 23 ( 6.27 % )
Casa prima&dopo 175 ( 47.68 % )
Stile boho-chic 47 ( 12.81 % )
Ispirazioni

Mix tra classico ed etnico in un appartamento d’epoca

Per chi è in affitto in una casa d'epoca, bella (e da copiare) l'idea di Alexandra: ammorbidire il rigore dello stile classico con elementi 'easy' come piante, arredi in paglia, oggetti etnici, poster e dipinti insoliti.

Donna d’affari con l’agenda fitta di impegni, Alexandra Roman, dopo diversi anni trascorsi prima in Africa poi in Brasile, ha fatto le valigie con il compagno Franck e la figlia Lilou e ha portato il suo personalissimo stile dall’altra parte dell’Atlantico. «Quando ho visitato l’appartamento da prendere in affitto nel centro di Saint-Germain-en-Laye, una deliziosa cittadina ben collegata a Parigi, ho subito sentito che era perfetto per noi» dice.

Le scelte fatte

L’appartamento era stato ristrutturato di recente dai proprietari, che avevano ottimizzato layout e finiture d’epoca, come le porte e il bellissimo parquet che è ispirato a quelli della reggia di Versailles.

Il tocco di stile

L’arredo e il décor sono opera di Alexandra, appassionata di viaggi e di artigianato. Su Instagram, con il profilo @dicietdailleurs vende alcuni dei tesori che trovi qui, come i cestini realizzati dalla tribù amazzonica Yanomami o i ritratti a olio su tela. Il repertorio che guida lo stile inizia dai materiali: «Amo tutto ciò che è naturale e vivo». Si comincia con una vera e propria ‘pioggia’ di vimini, rattan e tappeti berberi..

In edicola

CasaFacile di Marzo 2023: l’editoriale del direttore

Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 2 marzo 2023!

Portavo la seggiolina davanti al comodino di mio padre e aprivo il cassetto per prendere uno stetoscopio di legno del trisnonno, con cui timbravo buste immaginarie di clienti immaginari. Era il gioco della posta. A quei tempi – avrò avuto 6 o 7 anni – non mi stupiva che dai cassetti uscissero cose bizzarre né che in cucina, tra le tovaglie o le posate, abitassero colla, cacciavite, spine elettriche, boccette di inchiostro e una pinza detta klemmer con cui mia madre tirava i fili per cucire l’arrosto... In casa nostra ogni cassetto era ‘un cassetto di mio padre’, chirurgo e bricoleur dallo spirito eclettico.

Ho imparato molto più tardi che è preferibile usare i cassetti per categorie omogenee; per tutta l’infanzia li ho aperti in ogni casa in cui andassi con la certezza di trovare qualche tesoro capace di scatenare la mia fantasia. Poi col passare degli anni la curiosità morbosa per i cassetti si è trasformata nella passione per il loro utilizzo: adoro comporre il tetris perfetto dei contenitori per il frigo; curo in modo maniacale il cassettone-dispensa dove travaso pasta e riso in barattoli di vetro che lo rendono un elegante espositore; ho un cassettone in metallo con cui ho accessoriato le basi della cucina che sembra un bar a scomparsa, e quello degli strofinacci ripiegati è bello come un quadro. I cassetto ben organizzati impreziosiscono qualunque cosa contengano e aprirli trovandoli in ordine migliora la nostra giornata.

Tuttavia devo confessare che in cucina ho due cassetti con attrezzi misti che ricordano quelli di mio padre, e a causa dei quali è scappata qualche lite con mio marito. Forse per familiarità con la mia infanzia li tollero senza fatica, ma quando ho l'impressione che le cose, nella vita o nel lavoro, mi sfuggano di mano, o quando il mondo fuori sembra più 'ingovernabile' del solito, mi scatta l'urgenza di metterli a posto. Poi, va detto, in quei cassetti torna immancabile il caos, sono l’angolo di sfogo per quella quota di disordine ineliminabile che è nelle vite di tutti (nemmeno Marie Kondo alla fine è riuscita a sopprimerla!).

E allora nella mia ode ai cassetti il finale è per loro, i cassetti (ancora) imperfetti: perché il gesto di rimetterli a posto è terapeutico; è un modo semplice e sicuro per sentirci – almeno un po’ – padroni della situazione.

 

Francesca Magni [Direttore]

Mise en place

Mise en place: poesia e ironia in tavola con il cavolo

Come un campo selvatico, un giardino o un orto domestico, la tavola diventa il terreno di gioco in cui si ‘piantano’ favolose composizioni naturali...

La proposta di questo mese arriva dal profilo Instagram di Ariadna De Gadea (@comfortettable). Ogni tavola è un immaginario terreno creativo dove lei ‘pianta’ fiori, frutti e verdure che inventano commoventi miscellanee di colori, forme e dimensioni naturali, in aggiunta a stoviglie e vetrerie. Il colore della tavola che abbiamo scelto simboleggia l’inverno e la pioggia, rallegrati però dai colori ‘strappati’ a cavoli verdi e viola che finiranno... nel gustoso stufato di verdure di Ariadna!I

I consigli di Ariadna De Gadea

  1. Natura morta. Un cavolo verza, due cavoli rossi, carciofi e fiori di campo compongono un centrotavola lavorato su un unico piano. Ma puoi anche strutturare diversi livelli di altezze usando vassoi, alzatine e piccoli vasi.
  2. Grafica vintage. Anche se sono nuove, le ceramiche ripropongono un pattern tipico degli Anni ’70, nato dallo studio decorativo dell’angolo diedro. Un modo originale per accordare il minimalismo della tovaglia alla naturalezza del centrotavola.
  3. Il bianco come base. Il tovagliato bianco è il miglior alleato che tu possa avere: funziona come una tela che ‘tira fuori’ grafiche e composizioni vegetali. Il colpo d’occhio è immediato e brillante, ma puoi sbizzarrirti anche con righe, quadri e altre fantasie.
  4. Tovaglioli di buona fattura. Non sottovalutare il valore di un tovagliolo di grandi dimensioni e in tessuto naturale, ben ripiegato e posizionato a sinistra della forchetta. I tovaglioli veramente belli sono in grado di alzare subito l’asticella dello stile!
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Mise en place

La tua mise en place su CasaFacile

Pareti e pavimenti

Parquet: la posa che trasforma le stanze

Parti dal formato: listoni nei locali grandi, listelli e quadrotti in quelli piccoli; poi decidi come disporli in base all’effetto che vuoi ottenere. La regola base? Non cambiare direzione in ogni stanza, ma scegline una unica per tutta la casa!

Regolarizza

Se la stanza ha forma irregolare meglio posare il parquet in listoni a correre in senso diagonale, così l’occhio percepirà meno la non perpendicolarità dei muri. Sempre in direzione delle finestre per esaltare le venature del legno. Essenze scure? Solo se il locale è molto luminoso.

Amplia

Se la stanza è medio-piccola è ideale la posa a spina (italiana, francese o ungherese, scegli tu): i listelli devono puntare verso la parete più corta perché l’andamento a zig-zag tende ad allargare lo spazio. Meglio un’unica direzione che prosegue in tutte le stanze, per dare uniformità.

Compatta

Se la stanza è grande in alternativa ai ‘classici’ listoni a correre effetto loft, puoi posare un parquet a quadrotti: preferisci un maxi industriale con i listelli che creano un disegno a scacchi (come qui sopra) per una casa moderna, quelli decorati a intarsio se la casa è classica.

Allunga

Se il locale è corto per allungarlo opta per un parquet a listoni – o listoncini – a correre, posati paralleli al lato più corto.

Accorcia

Se il locale è lungo e stretto come un corridoio, posare il parquet a liste nel senso del lato corto aiuterà ad allargare visivamente lo spazio.

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Pareti e pavimenti

Pavimenti: perché scegliere il parquet