Tavolo Karla [Westwing], divanetto sotto la finestra Oliver [Maisons du Monde], sospensione Chloe [Westwing], sedie simili a Magalia [Beliani]. Oggetti e vasi [Mia Home Design Gallery], tazza [Coralla Maiuri], libro [Phaidon], macina pepe/sale [Hay]. Divano letto Nia [Maisons du Monde]. Lampade: da parete Two Style, da terra Francis, entrambe di [Sklum]. Vetrata realizzata dal fabbro [Fabio Piersanti], colore RAL 6021; cucina dal falegname [Raffaello Maggio]. Piano cottura [Klarstein], lavandino [Arredoitaliano].
Due stanze aperte ma piccole, dove era problematico inserire i soliti mobili per cucinare e contenere. Ecco allora che ogni cosa, ridotta all’essenziale, trova spazio in un mobile su misura. In alto, dietro le ante curve ci sono due vani contenitivi; al centro, il piano a induzione e il lavandino circolare, bianchi per non impattare sul rosa; le due ante grandi nascondono frigo e pattumiere.
L'arco tra le stanze è emerso con la rimozione di un cartongesso: da qui l’idea di incorniciarlo con una vetrata, che crea una prospettiva
e sottolinea il confine delle stanze.
Anche in camera, proprio perché aperta sul soggiorno, a Ilaria e Jelena non andava l’idea di inserire il classico armadio da stanza da letto: «Volevamo allontanarci
da quell’idea per avere un interno più ibrido, così abbiamo optato per una cabina profonda 120 cm che richiama l’arco decorativo
di vetrata, cucina e bagno». Di lato, trova spazio un angolo studio... a incastro! Scrivania Jimi [La Redoute], specchio Zenida [Amazon].
Letto [Talamo], wallpaper [York Wallcoverings su etoffe.com], tavolino [Piet Hein Eek da Mia Home Design Gallery], oggetti sulla testata del letto [Mia Home Design Gallery], lenzuola [La Fabbrica del Lino].
Il bagno è un vero scrigno di idee da rubare, a cominciare dalla doccia che ricrea una volta a botte, rivestita a soffitto con le stesse piastrelle diamantate delle pareti.. Pavimento in vera graniglia [Mosaic Factory].
Lavabo Pureglass in cristallo [Iperceramica, ø cm 42x14h], accessori bagno [Deghi Shop]. I colori usati? Qui in bagno, coloreporpora B2.30.30; verde sulla porta L0.20.30. Tutti [Sikkens].
Il restyling di questa mini casa gioca con una forma architettonica basilare, scoprendo che le linee curve aggiungono ritmo e décor alle soluzioni pratiche.
In un palazzo del ’500 a ridosso di piazza Navona c’è un mini appartamento al primo piano con uno stile davvero sorprendente: colorato, moderno e... tutto giocato sulla forma dell’arco. Quando Federica l’ha visto, però, quell’arco non c’era; è emerso abbattendo una parete in cartongesso e di lì è nata l’idea dell’architetto Ilaria Bellia e della interior designer Jelena Grujic di B Studio di fare di quella forma il leitmotiv della casa: vetrato, unisce i due vani e crea una prospettiva; poi torna nella micro cucina, nella doccia, nella cabina armadio.
Le scelte fatte
Il layout è stato disegnato pensando a uno ‘studio’ parigino dove gli spazi si (con)fondono. In 38 mq c’è tutto!
Il tocco di stile
I colori chiari e la doppia riga che traccia una finta boiserie riproporzionano lo spazio stretto e alto. E la stylist CF Cristina Gigli, con oggetti e complementi, ha regalato il tocco décor in più!
Allargare gli orizzonti non è mai stato così semplice: oggi puoi continuare a vivere i tuoi spazi all’aperto in continuità con quelli indoor anche durante le stagioni fredde, grazie ai pergolati BT Group.
Cerchi una soluzione ‘quattro stagioni’ che ti permetta di creare nuovi spazi outdoor da vivere e abitare, al riparo da sole e pioggia? Con Pergotesa di BT Group avrai una vera e propria stanza all’aria aperta che potrai sfruttare tutto l’anno: che tu voglia creare un’area relax o ampliare gli spazi per ricevere gli amici, non aspettare la primavera per regalarti un’oasi di tranquillità e benessere in più.
Grazie al pergolato puoi proteggere meglio la tua casa e aumentare l’isolamento termico (alleggerendo le bollette)! Sì, perché Pergotesa crea una barriera efficace sia al freddo invernale sia al caldo estivo.
L’installazione di un pergolato addossato alla parete rientra negli interventi in edilizia libera, che non richiedono permessi di costruire, e, grazie alla gronda integrata nella struttura, anche lo scarico dell’acqua piovana non sarà fonte di preoccupazioni o lavori aggiuntivi. Pergotesa garantisce anche una grande resistenza meccanica alle sollecitazioni del vento. Puoi gestire facilmente la copertura in tessuto PVC ignifugo con una comoda motorizzazione per l’impacchettamento e scegliere tra molti colori disponibili per integrare perfettamente i modelli Pergotesa con lo stile della tua casa.
Scegliere una pergola BT Group significa assicurarsi un prodotto Made in Italy realizzato con criteri sostenibili, tra cui il costante riutilizzo degli scarti di lavorazione della verniciatura, l’energia autoprodotta tramite pannelli fotovoltaici e l’ecologico materiale di base: l’alluminio.
Perché l'alluminio? Perché è uno dei materiali migliori: ecologico, riciclabile al 100%, durevole nel tempo e resistente alle intemperie. Richiede pochissima manutenzione e, grazie alla sua versatilità e duttilità, può essere utilizzato per realizzazioni di varie forme e dimensioni senza perdere in stabilità.
Pegotesa ha struttura 100% alluminio e moduli realizzati su misura. Il modello R128 è disponibile in 4 colori con moduli singoli, doppi o tripli. Il modello R228 è realizzato in 3 colori, con moduli singoli, doppi, tripli o quadrupli.
Origina di Febal Casa con anta profilo alluminio; basi con ante in laccato opaco bianco neve, colonne con ante Square in nobilitato Rovere Africano, pensili con ante Squa- re in laccato opaco Terracotta, top e fianchi in laminato Pietra Palladio Grigio. Sistema Lapis in Carbon Grey.
Nell’angolo c’è una cabina-ripostiglio con illuminazione interna, dotata di forno e mensole di diversa profondità su 3 lati, per organizzare una dispensa completa in poco più di 1 mq. Così tutto rimane in ordine e a portata di mano, nascosto dietro due ante.
La cucina è il cuore della casa, ma può anche diventare rapidamente disordinata e caotica se non è organizzata correttamente. Ecco perché è importante creare spazi organizzati che rendano più facile e piacevole svolgere le attività quotidiane.
C’è chi ci passa le ore perché adora cucinare e chi ci sta poco per preparare lo stretto indispensabile, ma ognuno di noi chiede alla propria cucina ordine e organizzazione, per non sprecare tempo. Allora servono sistemi contenitori spaziosi ma compatti che, aprendo semplicemente un’anta, consentano di avere tutto a vista e subito accessibile. Per questo ci sono modelli con ampi pensili ‘bassi’ (niente scalette per arrivarci!) e ante a ribalta facili da aprire; ma soprattutto con colonne che sfruttano gli angoli per inserire anche gli elettrodomestici.
Soluzioni che davvero rendono la cucina comoda, come in questa versione del modello Origina di Febal Casa: dietro le ante, nasconde un mondo intero! questa cucina è: Origina di Febal Casa con anta profilo alluminio; basi con ante in laccato opaco bianco neve, colonne con ante Square in nobilitato Rovere Africano, pensili con ante Squa- re in laccato opaco Terracotta, top e fianchi in laminato Pietra Palladio Grigio. Sistema Lapis in Carbon Grey.
Tavolo Lloyd in metallo, disegnato
da Christoph Seyferth per il Lloyd Hotel di Amsterdam [cm 200x90 su functionals.eu], sgabello Tripp Trapp® [Stokke]. Sedie simili sono
le BD 20 di Bartoli Design [su artemest.com]. Lampada in legno simile a Stick [Fabbian]. Credenza del designer olandese Piet Hein Eek e carrello vengono da un mercatino: per arredi nordici autentici [casafika.it].
«Adoro sia i vecchi pezzi ‘dimenticati’ sia il nuovo design» dice Guida. «Ma più di tutto amo la sensazione di scoprire all’improvviso, tra tante cose usate, quella speciale per me». È così che è nata la sua casa.
Marsala, bordeaux, carminio o... Viva Magenta, il colore Pantone 2023. Nell’arredo è considerato un colore ‘difficile’, eppure qui rivela la sua intensità. Guida l’ha usato per trasformare
la vecchia cucina, che è stata semplicemente ridipinta dopo una mano di primer. Il top e il backsplash neri (puoi copiarli con Okite® o Lapitec) danno profondità. Il tocco di stile è il punto di verde, quasi complementare, del tappeto in vinile che copre le mattonelle usurate.
Cucina simile al modello Axstad [Ikea]. Lampada Sputnik degli Anni ’60-’70 [su design-market.eu]. Pattumiera a pedale [Wesco su amazon.it]. In cucina, oltre a quello normale, c’è un forno a pressione, che ottimizza le cotture a vapore.
Sul tavolo-scrittoio [simile a Skaule di The Masie], la lampada in tessuto e filo di ferro è di Piet Hein Eek, presentata
a un recente Fuorisalone da [Spazio Rossana Orlandi]. La lampada da tavolo color Marsala è vintage degli Anni ’60, ma
puoi creare uno stile simile con Mini Coupé [Oluce].
«Ci sono arredi in casa che hanno cambiato molti posti: spesso le cose non ci soddisfano soltanto perché non abbiamo ancora trovato loro la giusta collocazione» racconta Guida. La panchetta imbottita è un ‘must’ negli ingressi delle case nordiche; il tavolo scrivania si aggiunge come posa-oggetti. Rilassante la semplicità con cui pezzi simili si accostano. «E se ancora non ti convince, nessun problema, basta spostare di nuovo!» conclude la padrona di casa.
Questa casa olandese ci tuffa nel vintage scandinavo e la sua proprietaria ci insegna ad abbinare pezzi diversi senza paura. Ma anche a creare angoli sorprendenti, da scoprire subito!
Camminando verso il suo studio a Delft, la fotografa e interior designer Holly Marder era sempre attratta dagli interni di questa casa, che vedeva dalle finestre – in Olanda è abitudine lasciare i vetri senza tende. Un giorno Holly ha suonato il campanello e dobbiamo alla sua intraprendenza la possibilità di entrare anche noi in questa casa semplice e al tempo stesso sofisticata, che riserva una piccola sorpresa...
Le scelte fatte
La proprietaria, Guida, è portoghese e si definisce una ‘cacciatrice di pezzi vintage’ che ha accostato senza timore, dopo aver unito living e pranzo in un unico spazio ampio e luminoso.
Il tocco di stile
L’amore di Guida per il recupero l’ha spinta a conservare anche la cucina lasciata dai precedenti proprietari: dipinta in un colore insolito e ‘difficile’, è lei il pezzo clou di questa casa e ci insegna che, davvero, chi osa vince. Sfogliare per credere!
I progettisti hanno molto ragionato su come venivano realizzati gli interni negli Anni ’50, il periodo in cui è stata costruita la casa: il ‘cucinino’, oggi rinnegato, allora era una presenza fondamentale. Così, per dare il corretto valore storico al progetto, ne hanno ripreso
il concetto incapsulandolo in un box apribile da più lati.
Dopo aver aperto lo spazio dell’intero piano, si è deciso di ri-frammentarlo: con l’ausilio del box cucina come unità divisoria e con tre pavimenti diversi, parquet, grès geometrico e gomma. Il perimetro della ‘scatola’, la sera, è illuminato da strip di luci a Led.
Lampada a braccio Lampe
de Marseille [Nemo Lighting]. Poltrona a dondolo Eames Plastic Armchair [Vitra], divano autoprodotto, simile a un modello disegnato da Rudolph Schindler; pavimentazione in gomma grigia [Artigo]. Quadri: dipinto blu di Simone Geraci; illustrazione di fichi
d’India di Loredana
Lo Verde.
La cucina di 8 mq, realizzata da Vibo Cucine su progetto di Elisa e Claudio, è ospitata in una ‘scatola’ apribile/richiudibile su tre lati. «Ha solo due ante fisse, le altre sono a battente o scorrevoli su un binario integrato nel mobile. La parte che è rivolta verso il disimpegno ha dei moduli per mettere le giacche; altri, invece, nascondono la dispensa».
La zona pranzo è risolta con
una versione artigianale della libreria Nuage di Charlotte Perriand, costruita dal padre di Elisa, e dalla lunga credenza in rovere che enfatizza la luce e la vista delle finestre: «Ogni cosa è progettata per regalarci la possibilità di godere della vista di quel maestoso albero di cachi, degli uccelli, dell’alternarsi delle stagioni...» afferma con orgoglio Claudio.
Al bagno principale si accede aprendo la porta con vetro diamantato, originale della casa:
il pavimento bianco&nero è lo stesso della cucina, ma posato in un motivo a triangolo che punta su una parete, regalando profondità. Lo specchio giallo è da copiare subito!
Scala... con trucco!
La parte inferiore
fa anche da contenitore; quella superiore, appesa alla parete portante, è una struttura di legno rivestita con cartongesso foderato di gomma.
«Con Elisa ci siamo chiesti: se tornassimo bambini cosa vorremmo?» ricorda Claudio. La risposta? Una camera su tre livelli: su quello della zona giorno c’è lo spazio giochi con la scala bicolore che porta al secondo piano, dove c’è il letto e, a un livello più alto, la zona studio. E la posizione in mansarda, sotto
le travi di legno, completa la magia, con la luce dalle finestre per tetti che rende tutto più bello.
Una villetta degli anni '50 è stata trasformata tenendo fermo il suo stile originario, declinato in tanti arredi e soluzioni moderni-per-scelta.A iniziare dalla zona giorno, prima aperta e poi parzialmente divisa da un box con ante scorrevoli che contiene... la cucina!
Ci sono case che entrano a far parte della nostra vita in maniera casuale: ci si passa accanto quotidianamente, le si osserva, e quelle rimangono lì, vuote per decenni. Claudio, questa non l’ha mai persa di vista e con la moglie Elisa – sono entrambi architetti e fondatori dello studio Fluido/Arch – ne hanno parlato spesso, finché non si è presentata l’occasione di acquistarla.
Le scelte fatte
La casa è il risultato di uno studio degli spazi che reinterpreta in chiave moderna i suoi Anni ’50. Il vero cuore del progetto è di certo il cucinino, rivisto come un’unità divisoria, resa mobile – e attuale – grazie alle ante scorrevoli. Poi si è sfondato il solaio per sfruttare e dare rilievo alla doppia altezza del living open space, che prende luce anche dalle finestre da tetto del piano superiore.
Il tocco di stile
Gli arredi, i colori usati, i materiali (c’è pure un pavimento in gomma!) sono un richiamo dello stile 50’s.
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo-dell’Internet’...
RICAMO... MEDITATIVO
Kathrin Marchenko fa dei suoi corsi online la propria cifra stilistica: puoi comprare le sue opere di grande impatto visivo, ma anche imparare a riprodurle, sotto la sua attenta guida. @km_study.info
PRONTO INTERVENTO
Dagli Anni ’70, Toyo Steel è lo specialista della più rinomata (e copiata) cassetta degli attrezzi, Toolbox. Progettata in un unico pezzo, è leggera, resistente, impilabile, in tanti colori. Per riporre matite, fili da cucito, bicchieri, utensili da cucina... e anche gli attrezzi! saypaper.it
KITSCH À GOGO
Con uno sguardo ironico e un sorriso (a volte un po’ amaro), date un’occhiata a questo profilo… Tra decorazioni eccessive all’insegna di ori scintillanti e marmi splendenti, di monogrammi fake di marchi del lusso e di uno stile che più barocco non si può, di centrini e pizzi e feste esagerate. Anche il tapis roulant è a tema... @casepacchiane
FAI-DA-TE!
Ti piacerebbe l’idea di creare (o riportare a nuova vita) sedie e sgabelli? Su Domestika, la piattaforma di corsi online, c’è quello che fa per te: tecniche base di incordatura, impagliatura e intreccio per sedute colorate tenuto da Clara Arpini, designer-artigiana e titolare del brand Nodo, una vera esperta. domestika.org
DEGUSTAZIONI PRO
Se siete fan dell’abbinata pane&olio, la ‘famiglia Oliva’ è quello che fa per voi, con i suoi prodotti di design in ottone stagnato e rame studiati per dosaggio, assaggio ed esperienza olfattiva. eleit.it
TAGLI PERFETTI
Ispirate alla tradizionale lavorazione artigianale asiatica, queste forbici in tre finiture progettate da Lex Pott con acciaio specifico per molle riprendono la forma dopo l’uso. Un oggetto artistico, adatto anche ai mancini. houseforgoodies.com
Per segnare il confine tra cucina e zona pranzo, Kim ha fatto realizzare un’isola sormontata da una mensola trasparente appesa al soffitto: è la soluzione perfetta per separare senza chiudere. Sopra il tavolo, sospensione Semi Pendant [Gubi].
All’undicesimo piano di un edificio modernista Anni ’70 con una vista strepitosa su Bruxelles, l’architetto e designer Kim Verbist ha realizzato il suo pied-à-terre, un nido dai colori audaci che ti avvolgono come un caloroso abbraccio.
Osserva la cucina: le basi Ikea nere opache sono abbinate a preziosi piani di lavoro realizzati su misura in terrazzo veneziano e a piastrelle lucide vintage artigianali. Un mix & match riuscito! L’idea top? Lo zoccolino in continuità con il parquet. Cucina nera Metod [Ikea]
Sedie 209 in legno curvato [Thonet], tavolo Tulip, design Eero Saarinen [Knoll International]. a credenza a vetri è un vecchio mobile da farmacia acquistato in un vintage shop.
Modulo divano Shiraz [e15]. Tavolino-sgabello in sughero Cork Family, design Jasper Morrison [Vitra] e, dietro, il tavolino è simile a Camo [Bloomingville].
Bastano pochi elementi per creare un angolo conversazione intimo, anche in un soggiorno open: due ampie sedute rivestite di velluto azzurro, a contrasto con le pareti, due tavolini e una libreria per oggetti vintage e ricordi. «Per i colori mi sono ispirata al tappeto kilim turco della zona pranzo» spiega Kim.
Osare il nero in camera da letto? Kim, cresciuta tra Belgio e Olanda, culla dell’arte fiamminga, ha accettato la sfida e ha ricreato l’atmosfera dei dipinti del ‘600. Il dipinto appeso alla parete è dell’artista canadese Peter James Hoffer.
Tappeto Eden Queen, design Marcel Wanders [Moooi]. La lampada verde proviene da un mercatino delle pulci, l’applique in bagno è stata creata riutilizzando i piatti di una vecchia batteria.
In alto, lo scorcio dalla cucina alla cameretta ripropone la palette verde/arancio di tutta
la zona giorno. Le piastrelle del paraschizzi e dell’isola sono artigianali inglesi. Se le cerchi simili, guarda le coll. Lume [Marazzi], Look e Glacé [Ragno], Raku [Iperceramica] e Miniature Soda [Marca Corona].
Il mood Anni ’70 della stanza degli ospiti è un richiamo all’epoca dell’edificio, progettato dall’architetto belga Jacques Wybauw. Come per gli altri ambienti, Kim Verbist ha scelto
un colore-guida, questa volta il verde, che definisce tutti gli elementi architettonici.
La coperta vintage e i manifesti polacchi d’epoca sono il tocco nostalgico. Se cerchi un tavolino-tronco, ma di design, c’è Brick di Paola Navone per [Gervasoni].
Kim Verbist ha trasformato il suo appartamento di Bruxelles in un gioco di scatole a tinte forti: c'è persino il nero in camera da letto! E quando il colore invade ogni parete, la stanza fa l'effetto di un abbraccio.
All’undicesimo piano di un edificio modernista Anni ’70 con una vista strepitosa su Bruxelles, l’architetto e designer Kim Verbist ha realizzato il suo pied-à-terre, un nido dai colori audaci che ti avvolgono come un caloroso abbraccio.
«Cercavamo un appartamento più piccolo di quello in cui abitavamo perché la nostra vita è cambiata e ora passiamo gran parte della settimana in campagna» racconta Kim. «Lo abbiamo trovato nello stesso quartiere, Ixelles, e lo abbiamo acquistato semplicemente vedendo le fotografie, durante il periodo del Covid. Ci è bastata l’esposizione a sud, che inondava gli spazi di luce, a convincerci a dire di sì».
Le scelte fatte
«Dalle foto ho capito che la casa andava completamente ripensata e ho deciso di eliminare gran parte delle pareti» spiega Kim. Il risultato? Un ampio living open space – con cucina e zona pranzo al centro – che dà accesso a due camere matrimoniali, ciascuna delle quali servita da un bagno.
Il tocco di stile
Kim Verbist ha fatto un uso del colore alquanto spregiudicato, trasformando ogni ambiente in una ‘scatola’ dipinta dalle pareti al soffitto. Tinte dense e forti: ha addirittura scelto il nero nella camera principale! Eppure l’effetto, anche in questa camera, risulta soft grazie a uno studiato mix di arredi che unisce classici del design, oggetti vintage e tanti ricordi di famiglia.
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Ottobre!
Devi cambiare la caldaia? Scopri i vantaggi della condensazione
Vitodens 200-W appartiene alla nuova generazione di caldaie a condensazione. In Classe A di efficienza energetica, grazie al campo modulazione fino a 1:17 (1:20 ACS) garantisce meno accensioni/spegnimenti e quindi meno consumi. È certificata per il funzionamento con il 20% di contenuto di idrogeno nel metano.
Vitodens 100-E è una caldaia murale istantanea a condensazione a gas in classe A con una profondità di soli 24,9 cm. Questa caratteristica la rende installabile sia all‘interno dell‘abitazione, sia all‘esterno in posizione parzialmente protetta oppure in un box incasso nuovo o esistente.
Riscalda l’acqua sanitaria e la casa in maniera efficiente utilizzando il gas metano della rete e con un buon risparmio in bolletta. E per sostituire la caldaia, oltre ai bonus fiscali fino al 65%, si può sfruttare anche la formula “credito in fattura” di Viessmann.
Abbiamo fatto alcune domande all'ingegner Alberto Villa, esperto di tecnologie per l'efficienza energetica. Ecco le sue risposte.
Perché mi conviene installare una caldaia a condensazione?
La caldaia a condensazione è un generatore molto efficiente: rispetto a una caldaia tradizionale, infatti, è in grado di ottimizzare i consumi e di recuperare anche il calore presente nei gas di scarico. Prima di uscire, i fumi passano attraverso uno scambiatore e cedono parte del loro calore per riscaldare l’acqua dell’impianto. Così il risparmio in bolletta può arrivare fino al 30% rispetto a una vecchia caldaia.
Come capisco quando la mia vecchia caldaia è da sostituire?
Con il tempo la caldaia perde di efficienza incidendo in modo significativo sia sul comfort in casa sia sui costi di riscaldamento. Ed è più soggetta a malfunzionamenti o riparazioni. Se si possiede una caldaia tradizionale, sostituirla con un moderno generatore a condensazione rappresenta quindi una scelta vantaggiosa fin da subito. Nelle caldaie a condensazione Vitodens di Viessmann, la combinazione del corpo caldaia in acciaio inossidabile e del bruciatore brevettato con controllo della combustione garantisce risparmio sui consumi energetici, massima efficienza, affidabilità nel tempo e notevole silenziosità. Inoltre, sono amiche dell’ambiente, perché garantiscono basse emissioni inquinanti.
Se ho poco spazio, quale soluzione posso installare?
Profonda solamente 24,9 cm (con larghezza e altezza di 45 e 75 cm), la caldaia Vitodens 100-E di Viessmann è davvero supercompatta! Può essere inserita all’interno di un pensile della cucina senza dover predisporre un antiestetico mobile di profondità superiore, e se in casa lo spazio è poco, è certificata per installazione anche all’esterno, sul balcone o in una nicchia nel muro esterno.
Viessmann ha pensato anche a una soluzione per spazi di installazione davvero poco accessibili, ad esempio un sottotetto: la scelta ideale in questo caso è Vitodens 200-W (oppure la “sorella” con bollitore integrato Vitodens 222-W), perché la regolazione può essere installata anche in alto, permettendo di raggiungere il display con più facilità.
Una cosa che mi piacerebbe tanto, scegliendo una tecnologia più innovativa, è poter tenere sotto controllo la caldaia tramite una app.
Tutte le caldaie a condensazione Vitodens di Viessmann si gestiscono tramite App ViCare. Così possiamo tenere sotto controllo in qualsiasi momento il funzionamento della caldaia o regolare a distanza la temperatura desiderata in casa. E condividendo l’accesso con il tecnico di fiducia, lui riceverà immediatamente le notifiche in caso di anomalie di funzionamento dell’impianto.
In famiglia siamo in 5, da noi le docce sono sempre in funzione. Vorrei avere tanta acqua calda sempre disponibile, ma anche riuscire a contenere i costi in bolletta.
Le caldaie a condensazione con accumulo integrato, come Vitodens 111-W e Vitodens 222-W di Viessmann, hanno un bollitore integrato di ben 46 litri, in grado di garantire sempre tanta acqua calda.
Il tuo fabbisogno di acqua calda è ancora più alto? Allora puoi scegliere Vitodens 222-F, con un bollitore ancora più grande (fino a 130 litri) che ti assicura fino a 250 litri di acqua calda in 10 minuti e che è già predisposta per il collegamento all'impianto solare termico Vitosol, per produrre gratuitamente l'acqua calda per tutta la famiglia.
Quali agevolazioni posso sfruttare per la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento?
Fino a dicembre 2024 puoi sfruttare l'Ecobonus 65%, se la nuova caldaia è abbinata a un sistema di regolazione evoluto, oppure il Bonus casa 50% per le ristrutturazioni edilizie.
Lo sconto in fattura è stato abrogato, ma puoi comunque rinnovare l’impianto di casa in tranquillità grazie alla formula “credito in fattura” di Viessmann. Funziona in questo modo: puoi acquistare il tuo nuovo impianto di riscaldamento pagando solo una parte della spesa (quella che resta dopo la detrazione del 50% o del 65% a seconda del bonus), esattamente come accadeva con lo sconto in fattura. La cifra restante viene finanziata a condizioni agevolate, grazie agli accordi che Viessmann ha stipulato con primarie società finanziarie. In pratica, ogni anno le rate del finanziamento saranno ripagate con il valore del credito fiscale maturato ogni anno, per 10 anni. Solo presso gli installatori partner Viessmann.
RIVOLGITI AI PARTNER VIESSMANN PER LA SCELTA GIUSTA A CASA TUA!
Fare la scelta giusta dal punto di vista energetico e impiantistico ti consente di ridurre realmente consumi (e costi) e migliorare il livello di comfort percepito in casa. Per obiettivi così importanti è fondamentale rivolgersi a un tecnico professionista, un installatore affidabile con esperienza e qualificato come un Partner per l'Efficienza Energetica Viessmann. Saprà consigliarti la giusta soluzione per le tue esigenze e garantirti un'installazione competente dell'impianto. Puoi rivolgerti a lui anche per l’eventuale finanziamento con il "credito in fattura" Viessmann.
Noi&voi e... il piacere di fotografare, postare e condividere! Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF!
Cerchi un’idea? Ecco la frase d’ispirazione del mese!
L’uomo possiede tre pelli: la propria, gli abiti e la Casa
Questa frase citata da Andrea Staid nel suo libro ‘La casa vivente’ (add editore), viene da un discorso pronunciato nel 1967 dall’eclettico architetto austriaco Friedensreich Hundertwasser (1928-2000). Come aggiunge Said, le tre pelli di cui parla Hundertwasser «devono rinnovarsi, crescere e mutare. Se la terza pelle, ovvero la casa, non cresce e non si modifica con le altre, si irrigidisce e muore come la cute secca». Un pensiero da ricordare quando abbiamo paura di cambiare.
Scarica e stampa la frase del mese. Trasformala in qualcosa di tuo, incorniciala, fotografala e posta su Instagram taggando @casafacile e usando gli hashtag #casafacilestyle #dettaglioperfetto #casafacilepaginapreferita: il tuo post potrà essere pubblicato su CasaFacile. Ci rivediamo in edicola il 3 novembre!