Piccoli elettrodomestici

Ferri da stiro compatti e a caldaia

Davide Cerruto Davide Cerruto

Anche gli antichi romani stiravano con piastre di ferro (anzi, di bronzo) calde: adesso i ferri da stiro sono in alluminio, inox e altri materiali tecnici, scegli quello più comodo per te

Il ferro da stiro? Sempre caldo e pronto all’uso

Rimuovere le pieghe dai vestiti, in seguito al lavaggio e all'asciugatura, è una pratica molto antica: già gli antichi romani, difatti, scaldavano piastre di bronzo dotate di manici che poi passavano sui tessuti. Invece il ferro da stiro a vapore come lo conosciamo, scaldato elettricamente, nasce ufficialmente nel 1926. Insomma, stirare non è problema di oggi e nasconde molte insidie: lo sapevate, ad esempio, che la temperatura consigliata per il lino è 230°? Quella del cotone invece è 104° mentre per lana e seta si scende a 148°. Quando si stira, conoscenza, pazienza e precisione sono virtù necessarie, ma niente può sostituire un ferro da stiro all’altezza.

Tradizionale o a caldaia

Il ferro da stiro combina corrente elettrica, calore e acqua, tre elementi che vanno poco d'accordo tra loro, per questo motivo è importante che il ferro da stiro sia ben progettato e costruito con materiali di qualità. Del metallo originale, il ferro, è rimasta memoria solo nel nome ma ben poche tracce nelle piastre dei moderni apparecchi, che possono essere costruiti in alluminio, acciaio inox, ceramica, plastiche tecniche e altri materiali. Oggi le principali tipologie di ferro da stiro sono due: tradizionali e a caldaia. I primi hanno come vantaggi compattezza e maneggevolezza, perfetti se si stira poco bucato per volta; ne esistono anche versioni cordless (vedi Tefal) per la massima libertà di movimento. Al contrario, i ferri da stiro a caldaia dispongono di serbatoi esterni per una maggiore erogazione del vapore, ideali quindi per stirare una grande mole di vestiti; i modelli a caldaia più evoluti sono veri generatori di vapore professionali ad alta pressione (vedi Philips e Polti).

Bar e colpi di vapore

La pressione di esercizio può oscillare tra i 3 bar dei modelli entry level fino ai 7,5 bar per i modelli professionali, mentre l’emissione continua del vapore può spaziare tra i 50 e i 130 grammi al minuto. Un’altra importante caratteristica da valutare è il colpo di vapore: maggiore è questo valore, espresso in grammi al minuto, più efficiente sarà il ferro nel rimuovere le pieghe ostinate. Sfoglia la gallery e cerca il tuo ferro da stiro
News

Cambiare vita per amore del modernariato

Fiorella Zucca Fiorella Zucca

La storia di Filippo, che ha lasciato il posto fisso per dedicarsi al recupero di pezzi di modernariato, che ora rinnova e rivende.

Il Rigattiere Pavese ha inseguito i suoi sogni e riporta a nuova vita pezzi di modernariato, dei quali poi condivide le storie sui social network.

Di modernariato, rustico o classico, non esiste casa che non abbia almeno un mobile o un complemento d'arredo vintage, ereditato da genitori e nonni o adottato perché si è rimasti conquistati dal fascino e dal calore che emanano gli oggetti vissuti in un'altra epoca.

Le storie del Rigattiere Pavese

Ma vi siete mai chiesti come vedono questi oggetti coloro che si occupano di riportarli alla luce e dargli una nuova vita? Noi siamo entrati nella bottega di Filippo Piazzolla, conosciuto come Il Rigattiere Pavese, e ce lo siamo fatti raccontare.

Il rigattiere è uno che scava tra le cianfrusaglie della gente a caccia di tesori, scava nella memoria delle persone, scava per cercare la storia di ogni oggetto ed appiccicarla nuovamente ad esso.

Nella mia testa custodisco tante storie; posso vendere gli oggetti ma non potrò mai vendere le loro storie, perché ormai fanno parte di me.

Non può venderle ma può raccontarle; infatti su Facebook e Instagram Filippo scrive una piccola storia per ogni oggetto che restaura e per ogni cantina o soffitta che visita.

Cambiare vita per amore dei mobili

Dieci anni fa ha lasciato il posto fisso per andare in cerca di anticaglie:

Un giorno mi trovai davanti ad un cassonetto dell'immondizia; lì di fianco c'era un mobile-radio vecchissimo che ai miei occhi sembrava recuperabile. Lo portai in cantina, lo riparai e lo vendetti al mio vicino di casa. Fu una soddisfazione immensa, mi sembrava di aver acceso la luce in una stanza buia.

Da quel momento iniziai a girovagare di sera a caccia di anticaglie abbandonate per strada e dopo un anno avevo la cantina satura di roba. Un giorno mi svegliai, mi diressi al lavoro, entrai in azienda e dissi al mio capo che era giunto il momento di salutare lui, lo stipendio fisso, gli aerei, la giacca e la cravatta.

Oggi Filippo oltre ad occuparsi di restauro si dedica con successo anche alla costruzione di mobili con materiali nuovi o di recupero e può vantare la collaborazione con famosi locali milanesi, aziende importanti come la Barilla e alcune case di produzione televisiva.

Ci saluta citando la celebre frase di Dave Grohl (leader dei Foo Fighters):

Non devi guardare il poster sul muro e pensare "io non lo posso fare". Devi guardare il poster sul muro e pensare "farò proprio quello".

Arredo esterni

6 casette da giardino di design per bambini

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

Le casette per bambini sono un modo simpatico per passare i pomeriggi all'aperto giocando in giardino con gli amici

Sei alla ricerca di casette da giardino per bambini con una marcia in più? Non semplici casette di plastica, ma vere opere di design a misura di bambino. Abbiamo scelto 6 casette da giardino nelle quali non mancheranno scivoli, vetrate, scalette e verande... E se sei in gamba con il fai-da-te puoi ispirarti a queste realizzazioni e crearne una originale!

 

Sfoglia la gallery e lasciati ispirare...

 

I bambini, amano giocare all’aperto potendo sfogare la loro prorompente energia. Una casetta all’aperto è un gioco molto stimolante da condividere con amici, fratelli e cuginetti. Le casette da giardino per bambini, sono strutturate in modo che possano giocare fino a 3 bambini contemporaneamente. E’ fonte di divertimento praticamente inesauribile e al contempo i bambini sono al sicuro giocando in prossimità del giardino. 

Casa Hobikken di SmartPlayhouse

Hobikken è considerata la collezione più rustica del brand SmartPlayhose. Il suo design d'avanguardia la rende un piccolo cottage da giardino accogliente e moderno. Realizzata in legno di betulla resiste a qualsiasi condizione meteorologica. Il pavimento è assemblato su una piattaforma, lasciando così circolare l'aria evitando la creazione di muffe e cattivi odori. La casetta è disponibile in tre misure: mini, junior e maxi ed è adatta ai bambini da 3 anni in su.

Casa Illinois di SmartPlayhouse

Queste originali casette all'aperto sono ispirate al movimento moderno del XX secolo e sono delle vere e proprie architetture in miniatura. Spaziosa e luminosa, è composta da due pezzi separati ed è stato progettato per consentire ai bambini di godersi lo scenario e la sensazione di libertà. Da 3 a 11 anni.

Casa Noa di Axi

Simpatica casetta in legno che garantisce ore di divertimento.  Realizzata in legno si può dipingere con i colori preferiti del bambino. Ogni casa è composta da moduli pre-assemblati AXI e pre-forati che si montano facilmente con un cacciavite.

Casetta da giardino Marc di Axi

Marc è una grande casa da giardino su palafitte ( 58 cm dal suolo) con uno scivolo lungo 220 cm. La base forma una sabbiera completa di copertura. Tutta in legno di cedro adatto agli esterni, ha finestre in plexiglass e porte che si aprono con blocco magnetico. 

Kyoto junior di SmartPlayhouse

Ispirata all'architettura d'avanguardia Giapponese, ha un grande numero di finestre con diverse forme che le dona un aspetto futuristico e originale. Il posto perfetto per stimolare la fantasia dei bambini. Il legno utilizzato, la betulla, è particolarmente resistente a qualsiasi condizione meteorologica e il pavimento è assemblato su una piattaforma per il ricircolo dell'aria. Adatta dai 3 anni in su.

Casetta Alice di Axi

Proprio come nel paese delle meraviglie la casetta lascia spazio a mille avventure. Resistente, sicura, grazie alla qualità del legno di cedro e alla tecnologia con la quale il legno viene trattato durerà nel tempo.

 

 

 

 

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Consigli e soluzioni

Come riciclare i gusci delle uova e usarli come piccoli semenzai

I gusci delle uova, ricchi di calcio e 100% biodegradabili, sono un ottimo alleato nel giardinaggio. Scopri come usarli per creare un semenzaio decorativo e divertente da realizzare anche con i bambini

Biodegradabili al 100% e ricchi di calcio, i gusci delle uova possono essere riutilizzati nel giardinaggio.
Ecco 3 trucchi di bio-riciclo:

  • con mortaio e pestello riduci i gusci in una polverina sottile da usare come fertilizzante naturale per le rose
  • rompi i gusci in pezzi e mettili nella terra accanto alle piante: saranno un repellente naturale contro le lumache
  • frulla i gusci con un po’ d’acqua e mezzo bicchiere di aceto e aggiungili al compostaggio, che si arricchirà di calcio.

Come creare un semenzaio in guscio

Occorente

gusci d’uovo
cartone delle uova 
terriccio 
cucchiaino 
spruzzino con acqua 
ago lungo 
semi di viola, calendula, cosmea, fiordaliso, nasturzio e pisello odoroso

Come si fa

  • Con l’acqua calda lava l’interno dei gusci rotti a metà e lasciali asciugare capovolti.  
  • Con l’ago lungo realizza un forellino sulla base del guscio, al centro. Ti servirà per il drenaggio. Spruzza l’interno dei gusci con l’acqua.  
  • Aiutandoti con il cucchiaino riempi i gusci per circa 3/4 con il terriccio, quindi schiaccialo leggermente con le dita per livellarlo. Infila i semi nella terra, seguendo le istruzioni indicate sulla bustina per la giusta profondità.  
  • Metti le uova nel cartone accanto a una finestra ben soleggiata. In attesa che i semi germoglino, vaporizza la terra con l’acqua.  
  • Quando i germogli sono abbastanza grandi, rompi il guscio, estrai la piantina e mettila in vaso.
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News

Archichef Night 2018 seconda tappa: sei studi di architettura romani si sfidano in cucina

Dopo il grande successo della tappa milanese, il 21 marzo la manifestazione culinaria che vede all'opera gli architetti in veste di chef si sposta a Roma

Il 21 marzo alle 20.30 si terrà a Roma la seconda tappa di Archichef Night 2018 la cena evento itinerante che vede protagonisti ai fornelli architetti e studi di architettura. I partecipanti a Roma? ABDR, Atenastudio, b4architects _ Evels Papitto Architetti Associati, Design 2000, Insula Architettura e Ingegneria, Studio ArchSIDE

L'evento si svolgerà da Ercoli 1928 - Parioli, posto storico di Roma che, nato in zona Prati come bottega dei sapori, ha inaugurato di recente questo secondo locale ai Parioli che accosta gastronomia, cucina e cocktail bar ed è una sorta di piccolo mercato dove è possibile sia fare la spesa sia fermarsi a mangiare. Il progetto di questo nuovo spazio dell'architetto Roberto Lioni, specializzato nella progettazione di locali dedicati alla ristorazione nella capitale.

In cucina nel nuovo Ercoli 1928 - Parioli c’è Andrea Di Raimo, giovane chef che propone piatti tradizionali nostrani realizzati con i prodotti che sono in vendita al banco e durante l'vento Archichef Night 2018 collaborerà con gli architetti per aiutarli a realizzare e presentare la propria ricetta preferita o quella che meglio riesce a descrivere le caratteristiche dl loro lavoro. 

Altra caratteristica unica dell'evento è il fatto che durante la serata gli architetti racconteranno agli ospiti il piatto proposto e la sua preparazione, in modo che i partecipanti possano votare al meglio il piatto migliore. In più, una giuria composta da giornalisti conferirà un premio al miglior Archichef.

Le prossime tappe dopo Milano e Rome? Genova il 4 aprile, Bari il 18 luglio, Copenaghen il 2 ottobre, Londra il 17 ottobre e Venezia il 20 novembre.

Ercoli 1928 - Parioli è in Viale dei Parioli 184  Roma, il costo della cena è di € 68 a persona e occorre prenotarsi (fino a esaurimento posti).

Per informazioni: [email protected] - oppure tel. 0571/1614943

Decorare

Come trasformare una cornice in un vassoio shabby chic

Oggi ti insegno come trasformare una cornice in un vassoio in stile shabby chic, con pochi semplici passaggi.

Da cornice di troppo a vassoio shabby chic, in 7 semplici mosse

Oggi ti propongo un tutorial facile facile ma di grande effetto, che potrai fare in ogni momento.

Non occorre tanta manualità ed è veramente semplice. L’idea mi è venuta per una questione di necessità: avevo bisogno di un vassoio carino per fare delle foto, ma non ne avevo, così mi sono guardata un po’ intorno e notando le tante cornici che ho in casa, mi si è accesa la lampadina. Così adesso ti spiego come reinventare una vecchia cornice e trasformarla in un vassoio.

Tutto quello che ti serve

Occorrente: una vecchia cornice (l'importante è che abbia il bordo largo per poter in seguito montare le due maniglie), un pennello piatto, carta a vetro grana 100, due maniglie con relative viti, cera neutra, acrilico all'acqua, aggrappante per metallo, pittura effetto lavagna, rullo piccolo, trapano, righello, matita, colla, gessetto bianco, stracci (uno di cotone e uno di flanella) e guanti.

Tutto quello che devi fare

Ed ecco le spiegazioni passo a passo:

  1. Togli quadro e vetro dalla cornice e comincia a carteggiarla utilizzando la carta a vetro facendo attenzione a muoverti seguendo le venature del legno. In seguito spolvera la cornice con uno straccio un poco umido.
  2. Passa due mani di acrilico all'acqua nel tuo colore preferito lasciando asciugare bene tra una mano e l'altra. Carica il pennello con poco colore alla volta tirandolo bene.
  3. Dai una mano di aggrappante per metallo sulle maniglie, successivamente pitturale con due mani di acrilico dello stesso colore che hai utilizzato per la cornice.
  4. Con la pittura che simula l'effetto lavagna puoi pitturare direttamente il retro della cornice stessa oppure come ho preferito io in questo caso, il cartoncino esistente. Stendi quindi due mani di pittura effetto lavagna per una copertura totale.
  5. Mentre asciuga il cartoncino, con la carta a vetro che hai utilizzato a inizio lavoro carteggia delicatamente la cornice su angoli e bordi per ricreare lo stile shabby. In questo modo il colore naturale del legno sottostante viene a risaltare. Spolvera un poco la cornice per rimuovere l'eventuale polvere che si è andata a creare con quest'ultimo passaggio.
  6. A questo punto aiutandoti con un righello, vai a segnare con una matita i punti in cui andranno montate le maniglie che a quest'ora saranno asciutte. Con il trapano e una punta della stessa misura delle viti, vai a forare la cornice e monta le due maniglie su entrambi i lati.
  7. Con uno straccio di cotone passa della cera neutra sulla cornice. Lascia asciugare qualche minuto e lucidala con un straccio preferibilmente di flanella o di lana. Ora puoi montare il retro della cornice su cui avrai incollato il cartoncino con effetto lavagna.

Il vassoio è quasi pronto, scrivi con un gessetto bianco il tuo messaggio e... bon appétit!

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Una casa fai-da-te shabby e country

Decorare

Crea una ghirlanda con le foglie di carta

Sara Sebastiani Sara Sebastiani

Oggi ti insegno a creare una ghirlanda di foglie origami in poche semplici mosse: usala per ravvivare un angolo di casa tua

Ti spiego come realizzare una ghirlanda di foglie origami allegra e colorata.

Per trasformare e decorare la casa a volte bastano piccole idee creative fai-da-te: ho pensato a una semplice ghirlanda realizzata con foglie di carta, ecco come crearla.

Scegli la palette colori che preferisci e che più si adatta alla tua casa. Sarà perfetta per rallegrare una mensola, da appendere vicino al comodino, oppure proprio sulla porta d'ingresso per salutare gli ospiti in arrivo.

Ti serviranno:

  • fogli di carta origami (ritagliali in quadrati di 6x6 cm)
  • un telaio in legno da ricamo (di cui useremo il cerchio interno)
  • un nastro
  • colla vinilica o colla a caldo

Il procedimento per realizzare la ghirlanda

Realizza alcune foglie origami seguendo passo passo lo schema:

  • piega il foglio a metà lungo la diagonale (1) lasciando all'interno il lato colorato
  • ripiega i due angoli superiori uno da una parte e uno dall'altra (2 e 3)
  • piega a fisarmonica un lato (4 e 5)
  • gira il foglio e piega a fisarmonica l'altro lato (6 e 7)
  • riapri il foglio (8)
  • fai una piega in diagonale nella parte inferiore (9 e 10)
  • apri la foglia origami e piega indietro gli angoli per darle un effetto più arrotondato (11 e 12)

Prendi il telaio di legno, disponi le foglie alternando i colori per creare la tua composizione originale, e infine fissale con un punto di colla a caldo o con della colla vinilica e un pennellino (in questo caso dovrai lasciarle asciugare).

Appendi il telaio usando un nastro colorato.

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Realizza una ghirlanda di mirto

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Come fare una collana origami

Idee e tendenze

La lampada Cobra

Dal 1968 una vera icona dell'illuminazione, la prima lampada in resina compie 50 anni

È una delle prime lampade in resina prodotte con un particolare sistema di stampaggio. Con la sua presenza forte ma non invadente, Cobra ha conquistato importanti presenze in vari set cinematografici.

Una lampada in resina in grado di ‘muoversi’: Cobra ha la base girevole e il riflettore orientabile. In materiale plastico, termoindurente con diffusore in alluminio, quando è ruotata, ricorda la testa di un cobra pronto allo scatto.

"Nel mio lavoro ci vuole l’anima, il sacrificio, la passione, la curiosità, toccare con mano e... non basta ancora" Elio Martinelli

Cobra non è un exploit. Elio Martinelli lavorava da tempo a lampade con uno spirito nuovo. Basti citare il Serpente, presente in moltissime collezioni. Cobra però è una vera e propria icona, per vari motivi.
Nata nel 1968, è una delle prime lampade in stampaggio plastico, si iscrive perfettamente in una sfera, giocando tra pieni e vuoti, ma soprattutto lavora sulla sorpresa: quando un segmento della circonferenza diviene braccio e ruota la calotta nello spazio, fa assumere a Cobra movimenti da predatore, appunto. In Cobra c’è la somma delle idee e del lavoro di Elio Martinelli, fondatore della omonima azienda: il riferimento a forme semplici, geometriche, lo sguardo continuo alla natura e a un ‘lecorbousieriano’ spirito nuovo del progetto, che lo porterà, negli anni, a rinnovare il panorama intero dell’illuminazione.

Per festeggiare i 50 anni di Cobra, Martinelli Luce ha chiamato a raccolta 23 progettisti per rivestire e reinterpretare questa lampada in 30 esemplari numerati. Ciascuno avrà tre prove d’autore firmate, che saranno in mostra dal 27 febbraio alla Triennale di Milano, dove Martinelli Luce, presente a molte Triennali, è di casa.

Idee e tendenze

Stile nordico, non solo in bianco e nero

Scopri tutti i colori dello stile nordico, per andare oltre il bianco e nero e il minimalismo estremo, con una palette fresca.

E se ti dicessi che lo stile nordico non è per forza sinonimo di bianco-e-nero?

Quando si parla di stile nordico il pensiero che salta subito alla mente è quello dell’essenzialità, di spazi vuoti e dell’assenza di colore. Grandi case dalle pareti candide, con arredi semplici e minimali, materiali organici in tonalità neutre accostate a linee e geometrie ravvivate dal nero.

Il colore del nord

In realtà il colore ha sempre giocato un ruolo molto importante nel design nordico, basti pensare ai pattern vivaci di carte da parati, tessili e complementi proposti dal marchio finlandese Marimekko, o agli iconici disegni floreali dello svedese Stig Limberg, che hanno segnato la storia del design scandinavo a partire dagli anni Cinquanta fino ad oggi.

Sono gli ultimi decenni che hanno in parte offuscato questa tradizione multicolore, eleggendo il bianco come colore guida in Scandinavia.

L'influenza della luce

Un ruolo fondamentale in questo cambiamento è stato giocato dalla luce, che nei paesi del Nord Europa è abbagliante nelle brevi estati e poco presente nei lunghi inverni. Le giornate passate principalmente in penombra o al buio hanno guidato l’esigenza di luminosità negli ambienti domestici.

Ma negli ultimi anni le tendenze cromatiche globali hanno cambiato questo approccio anche in terra scandinava, dove tonalità più decise e “dark” hanno fatto il loro ingresso, vivacizzando non solo oggetti e arredi ma anche le pareti di casa.

Alle nostre latitudini il vantaggio di importare questo stile sta nel poter giocare con più libertà con i colori, senza perdere il fascino delle sfumature più sature.

La palette di riferimento

Abbandonate le tinte pastello degli anni passati, negli ultimi due anni i colori degli interni nordici hanno virato verso gli azzurri, i verdi, i rosa e i colori caldi della terra.

Le nuance scelte da designer e aziende di settore sono spesso desaturate, con quella punta di nero all’interno dell’amalgama cromatico tale da rendere la sfumatura un po’ più sofisticata.

Tutte le varianti hanno in comune la capacità di dare profondità agli ambienti e di creare un’atmosfera di pace e serenità. La casa diventa un luogo sicuro e tranquillo in cui vivere semplici rituali di benessere, dove concedersi piccoli lussi, lasciando impegni e stress della vita lavorativa al di fuori delle mura domestiche.

Come usare i colori in casa tua

Per un effetto allegro e creativo crea una palette di 2-3 colori e usali come guida per i tuoi acquisti e per lo styling di casa tua. Richiamali nei diversi ambienti, tra arredi, complementi e accessori. In questo modo la composizione sarà curata e non lasciata al caso, da vera stylist scandinava.

Se vuoi creare estrema armonia, scegli una base neutra e luminosa e accosta sfumature di colore tono su tono, dalle più scure alle più chiare.

Per le pareti, crea un punto focale in ogni stanza. Concentra le tonalità più decise in una zona e lavora con toni neutri e discreti richiami cromatici nelle altre.

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A Roma colori chiari e stile nordico

Bagno e lavanderia

Ristrutturare: come ricavare la lavanderia in bagno

Per creare una zona lavanderia serve meno spazio di quanto si pensi, come dimostrano i nostri progetti. A volte basta spostare i sanitari...

Il bagno, soprattutto se in casa ce n'è uno solo, è l’ambiente che spesso ospita anche la lavatrice; e spesso viene lasciata a vista (e non necessariamente è bella da vedere. Per riorganizzarlo e riunire più funzioni senza rinunciare ad estetica e praticità, si possono realizzare pareti attrezzate per l’angolo lavanderia. Fondamentale è la disposizione dei nuovi attacchi idraulici: per sanitari, lavabo, box doccia e calorifero. Per quelli elettrici: le prese per lavatrice e asciugatrice devono essere delle Schuko da 16 àmpere, meglio se con interruttore di sicurezza (le asciugatrici new generation hanno quasi tutte un condensatore e non richiedono scarico idrico, quindi per loro basta la presa). Prevedi poi,
se vuoi un angolo ad hoc e hai abbastanza spazio, anche un attacco per il ferro da stiro.

Ecco i due progetti che abbiamo sviluppato per te a seconda che tu abbia un bagno quadrato o rettangolare.

Se hai un bagno quadrato

Ristrutturare: come ricavare la lavanderia in bagno
Il progetto per il bagno quadrato da cm 250x280.

 

Molto comune, è le tipologia di bagno dove sanitari e arredi sono disposti a ridosso delle pareti. Di fatto, va perduto tutto lo spazio centrale. Per questo il progetto prevedere di sfuttare al meglio lo spazio, creando una parete attrezzata per la zona lavanderia e il box doccia.

Se hai un bagno rettangolare

Ristrutturare: come ricavare la lavanderia in bagno
Il progetto per il bagno rettangolare da cm 160x450.

Tipico delle vecchie case, ha solitamente tutti i sanitari in linea su una parete. La zona lavanderia risulta sempre difficile da collocare. Il consiglio è di ricavare un mini-antibagno in ingresso. Avrai una lavanderia non grande ma ben organizzata, separata da una porta scorrevole.

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