Idee per la tavola

Stampare sui tessuti con le patate

Daria Giovenzana Daria Giovenzana

Un modo semplice e divertente per dare colore a una tovaglia un po' anonima

I timbri con le patate sono un fai da te che in molti sperimentano da bambini. Ma proprio per la sua semplicità e per la bella resa dei colori, lo si può riprendere anche 'da grandi' per personalizzare in modo facile e veloce gli oggetti che abbiamo in casa e ci sembrano un po' anonimi.

In questo caso, ho stampato una semplice tovaglia bianca, utilizzando l'impronta delle patate per creare grossi e colorati pois.

 

Occorrente

  • una tovaglia o un telo in tinta unita chiara, in fibra naturale (cotone o lino)
  • una grossa patata dalla sezione tondeggiante
  • colori per tessuto
  • pennello
  • telo di plastica
  • tessuto/feltro da usare come substrato

Come si fa

  1. Taglia la patata in due o tre pezzi, cercando di sfruttare la zona più grossa e tonda e tampona la parte tagliata con della carta assorbente da cucina.
  2. Stendi la tovaglia per terra, proteggendo il pavimento con un telo di plastica e possibilmente mettendo uno strato morbido, di feltro o di tessuto, al di sotto della tovaglia; in questo modo il timbro si imprimerà meglio.
  3. Procedi con un colore alla volta. Spennella la tinta sulla superficie tagliata della patata e premila sulla tovaglia, facendola aderire bene.
  4. Quando avrai finito con un colore, lava la patata con acqua fredda e tampona subito con la carta assorbente, poi ripeti con gli altri.
  5. Lascia asciugare il colore e fissalo come descritto sulla confezione (in genere lo si deve stirare).

L'idea in più: Qui ho giocato con bolli più affollati sui bordi e meno fitti verso il centro. Ma puoi anche distribuirli uniformemente, usare solo due colori o addirittura uno solo proponendolo nelle sue varie sfumature.

 

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Tovagliette decorate con gli attrezzi da cucina

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Bardelli Vetri Artistici: decorare con il vetro dicroico

Valeria Farina Valeria Farina

Siamo ormai in primavera e si ha voglia di avere attorno oggetti leggeri, colorati, quasi fiabeschi. Scopri con noi gli oggetti in vetro dicroico.

In questi mesi ho conosciuto Sara Zanoni, una donna che crea oggetti davvero incantati: complementi di arredo in vetro che cambia colore a seconda della luce che lo attraversa. Andiamo a scoprire Sara di Bardelli Vetri Artistici.

 

Ciao Sara, tu svolgi una bellissima professione: doni bellezza a ciò che di norma andrebbe buttato, ce lo racconti?
Realizzo oggetti, complementi d’arredo e bijoux in vetrofusione dicroica. Detto più semplicemente fondo il vetro normale trasparente con il vetro colorato dicroico dando vita così a tutte le nostre creazioni. In questo modo riesco a recuperare in modo artistico gli scarti di produzione dell’attività principale di famiglia che produce il vetro dicroico per utilizzi più industriali. Regalo una nuova vita artistica al materiale che andrebbe altrimenti buttato, perché ritenuto 'non idoneo' per un’altra produzione. Mi verrebbe da dire 'meno male che ci sono gli scarti!': diversamente io e Luisa (io sono la mente e lei il mio braccio) non potremmo dare vita alle nostre creazioni cangianti.

Parlavi di vetro dicroico, che cos’è esattamente?
Il vetro dicroico è un vetro 'magico', come amo chiamarlo io! Magico perché cambia colore se attraversato o meno dalla luce o se appoggiato su un piano chiaro o scuro. È realizzato da depositi di microfilm sottilissimi di metalli in alto vuoto: si utilizzano apparecchiature molto sofisticate per realizzare questi depositi. Sarebbe però impensabile produrre il vetro dicroico solo per l’utilizzo artistico perché ha alti costi di produzione. Pensa che per creare i miei oggetti fondo il vetro in forni che arrivano a temperature intorno ai 900°!

Quando hai iniziato a fare questo lavoro?
Circa 15 anni fa ho deciso di dedicarmi a questa seconda attività di famiglia, dopo aver esercitato qualche anno come architetto. È stata una decisione diciamo forzata, presa dopo qualche anno dalla diagnosi della sclerosi multipla che non mi ha più permesso di esercitare la libera professione perché era troppo stancante per me andare in cantiere e sostenere i ritmi serrati di uno studio di architettura.
Con questo lavoro invece riesco ad assecondare le esigenze del mio fisico e anche a creare 'del bello', per me è vitale circondarmi di 'bellezza'.

Quali sono le parole con cui descriveresti il tuo lavoro?
Creativo, affascinate, sorprendente e magico!

C’è qualche oggetto che ami particolarmente?
Le lampade, in loro il cambio colore è sorprendente! Se da accesa è rosa, spenta diventa verde…una vera magia che stupisce sempre chi per la prima volta le vede. Le amo a tal punto che ne ho progettate due di grandi dimensioni per la mia casa: sono entrambe di circa 120 cm di lunghezza e sono di sicuro le protagoniste della casa, dei pezzi d’arredo così caratterizzano l’ambiente in cui si trovano. Allo stesso modo però amo tutta l’oggettistica, anche quella più piccola.
Ho provato a contare quanti miei oggetti io abbia in casa: sono arrivata a 30!
Non posso di certo dire che non ami il mio lavoro!

News

L’arte giapponese del Gyotaku

Francesco Bonini Francesco Bonini

Alla scoperta del Gyotaku, un'antica e poetica arte giapponese antenata della fotografia e di....instagram!

Alzarsi all'alba, scendere al porto all'arrivo dei pescatori e scegliere il pesce direttamente dai banchi di marmo sulla banchina accanto alle imbarcazioni. Ho incontrato Elena intenta a dipingere con pennello e china nera su carta di riso dei soggetti marini. Era seduta dentro al suo stand di legno in un mercatino di Santa Margherita Ligure e la sua storia mi ha subito affascinato.

Elena Di Capita, in arte Gyotaku Levante è una fra i pochissimi artisti italiani a cimentarsi nella poetica arte giapponese del Gyotaku, che consiste nel 'trasferire' su supporti quali carta di riso o seta le sagome di pesci e fauna del mare, precedentemente colorati con del nero di seppia. Una volta che la sagoma è 'stampata' si procede con il pennello ad evidenziare i particolari ed i dettagli.

La tecnica nasce a metà dell'ottocento tra i pescatori dell'impero del Sol Levante che volevano immortalare come in una specie di istantanea le loro prede migliori prima di procedere a consumarle, e personalmente la trovo una cosa così romantica!

Elena nel suo lavoro si è specializzata nei piccoli esemplari di pesce azzurro, come le acciughe tipiche dei nostri mari, che rappresenta in fogli singoli, polittici, composti in vortici e palloni, proprio come se il banco vivesse sulle pareti una volta incorniciato!

E una volta finito il lavoro col pesce che si fa? Beh, proprio grazie all'utilizzo del nero di seppia si passa dal foglio alla padella e si può cucinare!

News

I colori protagonisti della Milano Design Week 2019

Rossella Cardone Rossella Cardone

La Milano Design Week è sempre fucina di ispirazioni, che sia la proposta di arredi inediti, le istallazioni o gli incontri tra colleghi e appassionati, è impossibile non tornare a casa pieni di idee e progetti da sviluppare.

Quest’anno a colpirmi sono stati i colori, gli accostamenti azzardati ma spesso vincenti, il loro utilizzo inaspettato (avete visto le porte da PalermoUno?), la sovrapposizione di materiali, finiture, carte da parati…

Amanti del total white siete pronti a ricredervi?

 

Da Moooi, storica azienda Danese fondata da Marcel Wanders, si gioca con diverse tonalità di colori primari, il rosso carminio degli accessori e l’azzurro polvere del rivestimento murale 3D, così come da PalermoUno, dove al rosso e al blu elettrico si affianca il complementare arancio. Arancio e le tonalità del blu erano protagoniste anche in fiera negli allestimenti Saba e Montana.

In un’altra stanza di via Palermo i colori complementari sono il giallo fluo di una cucina e il dettaglio della poltroncina in velluto viola, combinazione originale e vincente. Tantissime anche le palette nate da varianti del blu denim: da Carlo e Camilla in segheria alla grande parete esterna sono ancora una volta accostati dettagli dalle sfumature rosse (curiosità: le sedie sono le Lalabonbon di Cristina Zanni), da Ex.t il blu denim del rivestimento è associato ai dettagli ottone della rubinetteria o alle forme sinuose di Nouveau, il lavabo rosa pallido disegnato da Bernhardt & Vella.
Menzione speciale per Ca’Ventiquattro, l’appartamento in zona Isola, ideato dallo studio di progettazione Make Your Home per accogliere turisti e visitatori nel comfort di un ambiente domestico e conviviale. Palette di colori, calda e accogliente, per lo più caratterizzata dall’uso del verde Comodoro con dettagli rosso aragosta come nella testiera del letto.

Vota la casa del mese – maggio 2019

Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su Casafacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di maggio!

Coming Soon
Vota la casa del mese - maggio 2019
Stile Neo-coloniale 64 ( 24.15 % )
Stile Vintage 53 ( 20 % )
Casa Prima & Dopo 52 ( 19.62 % )
Stile Rustico 83 ( 31.32 % )
Stile Craft 13 ( 4.91 % )
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Maggio 2019: caccia al dettaglio perfetto con CasaFacile

Noi&voi e... il piacere di fotografare, postare e condividere! Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF!

Fotografa un angolo che consideri particolarmente riuscito. E se non ne hai ancora uno, crealo...

Cerchi un’idea? Ecco la frase d’ispirazione del mese

'Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme è la realtà che comincia'. C’è chi dice che sia un proverbio africano, chi la attribuisce a Yoko Ono... A noi questa frase piace perché ci ricorda che il tempo dell’individualismo è finito! Vogliamo tornare a progettare i sogni e a renderli reali lavorando insieme. Qui a CasaFacile, nel nostro piccolo, abbiamo cominciato: non c’è pagina che non sia frutto del lavoro di tutti. Sì, proprio tutti! Ci rivediamo in edicola il 5 giugno.

Ora tocca a te!

Scarica e stampa la frase, ritaglia, incornicia, appendi, fotografa, condividi... e poi posta la tua foto su Instagram con gli hashtag #dettaglioperfetto e #casafacilestyle e tieni d’occhio il profilo @casafacile: la tua casa potrebbe essere scelta per comparire lì e anche sulle pagine del giornale

Cameretta

Cesti porta giochi per tenere in ordine la cameretta

Intrecciati, in tessuto e in plastica riciclata: 16 cesti per tenere in ordine i giochi in cameretta ma anche perfetti in ogni stanza della casa

Cesti e contenitori per i giochi sono gli alleati perfetti per una cameretta (e l'intera casa) in ordine.

Il metodo Montessori consiglia di dare strumenti 'a misura di bambino' per aiutare a essere indipendenti e responsabili. I cesti sono così un'ottima idea per farsi aiutare dai bambini anche nel momento del riordino.

Sceglili belli (e funzionali), lasciarli a vista sarà una soluzione décor. Sfoglia la gallery e scopri la nostra selezione di 16 cesti: intrecciati, in fibre naturali, tessuto e persino in plastica riciclata, sono perfetti non solo per le camerette ma per ogni stanza della casa.
Potrai così tenere più facilmente in ordine i giochi. Se vuoi puoi scegliere anche i tappeti-sacco, una soluzione pratica che con un gesto ti permette di raccogliere i giochi e trasforma il tappeto in contenitore!

Usa i cesti come tocco décor nelle stanze, gioca con colori e materiali per creare angoli dedicati ai più piccoli senza trascurare l'estetica!

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10 giochi di design da 0 a 11 anni

In edicola

CasaFacile: il numero di maggio 2019

Dal 3 maggio 2019, il nuovo numero di CasaFacile è in edicola. Ecco cosa trovi al suo interno!

Il nuovo numero di CasaFacile ti aspetta in edicola dal 3 maggio 2019. Tante pagine in più per ospitare ogni mese i temi più amati: un'intera sezione 'prima&dopo', consigli utili (progetti, budget, misure, arredi da comprare, materiali da scegliere) per passare dal sogno alla realtà...

Ecco il sommario del numero di maggio 2019:

 

{ COSA C'È DI NUOVO }

  • Imperdibili
  • News & Trend
  • Talent Scout
  • Tendenza Toile de Jouy
  • Lo shopping del mese
  • Icone del design

 

{ SCUOLA DI STILE }

Quel non so che di esotico. Atmosfere esotiche e pennellate squillanti in una casa di fine ’800.
Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare ‘Stumblin’ in’ di Chris Norman e Suzi Quatro.

Stile Vintage. Nel bilocale milanese sono di scena i favolosi Fifties!
Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare ‘You belong to my heart’ di Timi Yuro.

Ci vuole un fiore... Scopri il lato morbido (e urbano) dello stile rustico.
Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare ‘Dès que j’te vois’ di Vanessa Paradis

 

{ FOCUS } — CAMERETTA

Tante idee per spazi junior 0-18+ anni, progettati a misura dei loro (e dei tuoi) sogni.

 

{ PRIMA&DOPO }

Tra décor e praticità. Restyling al maschile per un trilocale super pratico.

  • Pavimenti a prova di bimbi
  • La quinta divisoria ‘furba’
  • Tre stili per l’ingresso
  • 70 mq che sembrano 100

 

{ IDEE E SOLUZIONI }

  • Salvabudget: il balcone fiorito
  • Le ante personalizzabili
  • Cucina in muratura
  • Dal robot alla scopa elettrica
  • Il letto ‘in altezza’
  • Luci smart comandate via app

 

{ DÉCOR E VERDE }

Design e fai-da-te si sposano

  • Guida alla tenda perfetta
  • Timbri... reloaded!
  • Nuovo look per l’armadio
  • Mix & blu in tavola
  • Le piante ‘amiche’
  • Il gelso di Leonardo

 

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CACCIA AL DETTAGLIO PERFETTO
Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF! Fotografa un angolo che consideri particolarmente riuscito. E se non ne hai ancora uno, crealo. Cerchi un’idea? Puoi ritagliare, incorniciare e ambientare la frase che trovi a pag. 206 del nuovo CasaFacile in edicola dal 3 maggio 2019.

Ti chiediamo solo di liberare la fantasia e scattare. Poi posta la tua foto su Instagram con gli hashtag #casafacilestyle e #dettaglioperfetto e tieni d’occhio il profilo @casafacile: la tua casa potrebbe essere scelta per comparire lì e... anche sulle pagine del giornale!

In edicola

CasaFacile di maggio 2019: l’editoriale del direttore

Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 3 maggio 2019!

C'è un pezzo della sua camera di cui mia figlia non si stancherà mai: il tappeto a righe. Lo comprai all’Ikea sette giorni prima che lei nascesse, accompagnata da quell’energia cosmica che hai quando prepari il nido. Ci andai da sola, pagai alla cassa per donne incinte e non so come riuscii a portare dentro casa quel tappeto su cui mia figlia avrebbe passato l’infanzia.
Il tappeto a righe è diventato barca, automobile, carovana di gite con il fratello e le bambole; è stato palestra, campo di biglie, teatro di lotte fra Barbie e dinosauri, e per molti anni ha assolto anche la funzione di scrivania. Non che mancasse un angolo studio: solo che lei non lo usava. In terza media ancora la supplicavo di non fare i compiti rannicchiata a terra. Niente. Il Barone Rampante viveva sugli alberi, mia figlia viveva sul tappeto.

Non ricordo il giorno in cui si è decisa ad assumere la postura dell’homo sapiens alla scrivania, ma so che in quel momento ha tagliato uno dei fili magici che la legavano all’infanzia (e un po’ mi è dispiaciuto). Ma quel bisogno di dare al suo mondo i confini rassicuranti di un tappeto, se lo porta ancora dentro...

 

La Cameretta è il luogo in cui, se li lasciamo fare, i bambini raccontano qualcosa di profondo di sé. Ognuno di noi ricorda un angolo o un oggetto della stanza di quand’era piccolo. Io avevo una seggiolina gialla che molti anni dopo ho ritrovato esposta in Triennale: ho scoperto che era un progetto avveniristico di Richard Sapper e Marco Zanuso per Kartell. La adoravo: pur essendo inequivocabilmente una sedia, per me era anche astronave, scivolo, capanna... Un oggetto, un mondo, come il tappeto di mia figlia.

Sull’onda di questi pensieri è nato lo Speciale Spazi Junior: parliamo di camerette che sanno esserci e al tempo stesso ‘sparire’, perché protagoniste siano le fantasie dei bambini. Quelle che danno forma all’infanzia e poi ci restano dentro per sempre. Ne ricordo una, un regalo ricevuto da piccola: un foglio su cui mia madre aveva disegnato i tasti dell’ascensore. Me lo fece trovare appeso nella nicchia dove mi vedeva entrare e pigiare il dito sul muro, fingendo di salire al quinto piano...

Francesca Magni, direttore
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Ti chiediamo solo di liberare la fantasia e scattare. Poi posta la tua foto su Instagram con gli hashtag#casafacilestyle e #dettaglioperfetto e tieni d’occhio il profilo @casafacile: la tua casa potrebbe essere scelta per comparire lì e... anche sulle pagine del giornale!

Consigli e soluzioni

Come scegliere i fiori per un matrimonio

Valeria Icardi Valeria Icardi

Quando organizzi il matrimonio, arriva il giorno in cui ti fai la fatidica domanda: e i fiori? come li scelgo? Siamo una coppia da rose o da fiori di campo, da fiori secchi o stile botanico?

Organizzare un matrimonio come si deve non è cosa da poco e se decidi di non affidarti ad una wedding planner significa che dovrai pensare ad un numero infinito di aspetti. Dovrai valutare e scegliere il vestito, il catering, la lista degli invitati, la location, la torta... e i fiori.

 

Ecco quindi 5 suggerimenti per pensare al tema degli allestimenti in modo più leggero:

  1. Fiori di stagione
    È sempre meglio scegliere fiori di stagione, perché la qualità e la durata sono migliori. So che non è così intuibile, per chi non è del mestiere, sapere quali siano i fiori di stagione, quindi meglio chiedere consiglio ad un professionista.
  2. Pinterest e Instagram senza esagerare
    Su molti social trovi spesso ambientazioni fantastiche, matrimoni da favola, allestimenti spettacolari di cui è facile innamorarsi. Ma rappresentano davvero la vostra coppia?
    Il consiglio è: prova ad immaginare le sensazioni che vi piacerebbe provare quel giorno insieme alle persone che avete scelto di invitare. Immagina i colori, i profumi, i suoni. Puoi partire da un colore che vi rappresenta, da un fiore, ma anche da un’idea o un dettaglio della vostra storia che vi piacerebbe regalare in quella giornata. Ogni matrimonio ha un suo sapore, fatto dalla somma di infiniti fattori, trovate il vostro.
  3. Filo conduttore
    I fiori possono essere il fil rouge di quel giorno, creano continuità tra i vari ambienti, gli sposi e gli invitati. Scegli un fiore, un colore e prova ad immaginarlo in tutti gli ambienti in cui andrete (chiesa, comune, ristorante, bottoniera...) è uno sforzo che faciliterà la scelta dello stile.
  4. Dove vanno messi i fiori?
    Non esistono regole stabilite, non esiste una quantità giusta, un budget fisso da spendere, una serie di cose che si 'devono' fare. Ci sono allestimenti con migliaia di fiori, altri che contemplano solo il bouquet, altri ancora che sono una via di mezzo. Anche in questo il bello è sentirsi rappresentati dalle scelte fatte.
  5. A chi mi rivolgo?
    Il fiorista è un lavoro creativo, scegli una persona che fa il suo lavoro con professionalità, ma che sia anche in grado di mettersi nei tuoi panni e tradurre quello vuoi in realtà, considerando il budget che hai a disposizione. È importante che ti piaccia il suo stile e che tu ti senta a tuo agio sin da subito. Più hai le idee chiare, più sarà facile vedere realizzato ciò che vorresti.