Lampada da soffitto in vetro e metallo con nove punti luce, disponibile anche in nero e nella versione a sospensione, da parete e da tavolo [Rossini Illuminazione, cm ø85 €1.006,20 iva esclusa].
Lampada a sospensione Chandelier 01 Version 2 in ottone e vetro soffiato, disponibile in diversi colori e in due misure [Magic Circus Editions, cm ø90x h110, prezzo su richiesta, foto Pierrick Verny].
Lo Sputnik fu il primo satellite in orbita attorno alla Terra, la notizia fu così importante che anche il design si ispirò alle sue forme per creare nuovi lampadari ancora oggi molto amati
Il 4 ottobre del 1957 i russi lanciarono il il primo satellite artificiale in orbita intorno alla Terra: Sputnik. La sua forma, una sfera di metallo levigata con quattro lunghe antenne radio, divennero subito ispirazione per il design internazionale.
Nacquero così le lampade "Sputnik" realizzate in ottone con sfere in vetro. Una forma moderna che trasformava l'attualità in forma di design. Lampadari a sospensione o a soffitto, le linee della lampada danno l'idea di movimento e modernità.
Ci furono i lampadari Sputnik made in Italy con il design di Gino Sarfatti per le aziende Arteluce e Sciolari, quelli tedeschi prodotti da Kaiser Leuchten e molte repliche ispirate alle linee 'spaziali'. Dagli anni '60 la tendenza si diffuse durante gli anni '70 ed è facile trovare anche oggi esemplari vintage nei mercatini e on-line.
Il ritorno di grande tendenza dell'ottone ha riportato in voga questo genere di lampadari e oggi sono tantissime le versione contemporanee che uniscono stile e tecnologia moderna come luci LED e comandi smart.
Sfoglia la gallery e scopri diverse proposte dal design contemporaneo, ne troverai anche una vintage!
Carrera F1 di Veneta Cucine in laminato plastico termoformato opaco Malta Crema, laccato opaco Plus Verde Muschio, boiserie Stepsystem Colorboard Play Rovere Scuro e piano di la- voro Caranto® Quartz Orione.
Le due regole fondamentali quando progetti la cucina? Non sprecare centimetri e organizzarla su misura per te!
La soluzione migliore è sfruttare al massimo sia l’altezza disponibile sia gli spazi difficili, per esempio gli angoli. Come?
Con pensili sovrapposti, elementi a boiserie nello spazio tra basi e pensili e moduli a cabina da inserire negli angoli: attrezzati con scarichi dell’acqua, consentono anche di ricavare una stanza lavanderia in più, all’interno della cucina.
Il modello Carrera F1 di Veneta Cucine, dalle linee giovani e accattivanti, propone proprio questo: per avere sotto mano e sott’occhio quello che serve per cucinare e avere sotto mano ma fuori dalla vista un ripostiglio/lavanderia super accessoriato.
Tra base base e pensile la boiserie con ripiani Stepsystem ospita accessori e utensili da tenere a disposizione quando cucini.
Le ante hanno un incavo nello spessore, finito con un profilo in alluminio che fa da maniglia.
Doppio affaccio per la penisola che si può sfruttare come contenitore anche per il living.
Cose, persone, suggestioni, mode che verrano e intramontabili evergreen. Scovati, in giro, intercettati su Instagram o surfando ‘nello-sconfinato-mondo-dell’Internet’...
RICAMI MODERNI
È proprio vero che, volendo, si può ricamare dappertutto! E così ridare un nuovo senso a racchette, colini, assi da cucina. Prendi ispirazione da ateliermafolie.com
GIOCHI PER ADULTI
Ogni pezzo è unico, cucito, ricamato e dipinto a mano. Da Julia puoi ordinare qualsiasi tipo di animale e uccello e anche ‘ritratti’ familiari. L’ispirazione? Suo figlio, che adora creature strane e insolite. @good_and_strange
MINIATURE DI DESIGN
Case di bambola. «Ho iniziato con l’idea di fare qualcosa per loro, le mie bambine, ma da subito ho capito quanto ne fossi gelosa!», racconta Mandi Johnson: «Volevano toccare, giocare... e io non volevo vedere il mio duro lavoro fatto a pezzi!». Come darle torto? Le sue creazioni sono veri piccoli capolavori di stile, non credete?! @mandimakes
SURREA-LEJOS
Le piastrelle Azulejos della tradizione portoghese, le conosciamo tutti... Luca Colapietro, creativo-artigiano-designer pugliese, le ha reinventate, con disegni e atmosfere surrealiste. Alla Salvador Dalì, per intenderci. surrealejos.com
FORMICHE... NEL PIATTO!
Formano famiglie, lavorano e hanno una vita piena di impegni. L’artista Lorenzo Palmeri le celebra, ironicamente, così. @lpalmeri
Sono tre gli aggettivi che descrivono l’applique da esterno Intono, di Luce&Light: mimetica, smart e sonora.
Disponibile a luce diretta verso il basso o a doppia emissione (diretta e indiretta), si inserisce nell’ambiente in maniera discreta, grazie allo speciale trattamento superficiale che permette di dipingerla come la parete.
Ma la magia non finisce qui: al suo interno nasconde un cuore tecnologico che permette di regolarla attraverso comandi vocali e, nelle due versioni più grandi, è dotata di cassa audio per riprodurre la colonna sonora che sceglierai per le tue serate estive.
Dati tecnici: 4 dimensioni, da cm 3x4,6x9h a cm 11x16,6x33h (le due più grandi con cassa audio). Dotata di ottiche per la modellazione del fascio di luce-sorgente Power LED 9 W 3000K.
Il tavolino rétro è un pezzo storico (non più in produzione) di Cappellini. Sul sofà in velluto bottiglia i poster originali di Marcello Dudovich solleticano l‘idea del rétro. Se aggiungi una luce a bracci – questa è di [Serge Mouille] – avrai un mix speciale!
l'idea da copiare? La porzione di vetrata sopra il banco che si apre e si chiude grazie a una motorizzazione elettrica: quando si cucina, si tira giù per non far passare gli odori.
La cucina è stata realizzata su disegno dell‘architetto. Luci a sospensione Flower Pot [&Tradition, €238], pavimento rosa [Mutina]. Colori: verde N03040, ruggine C43040, tortora F60560 tutto di [Sikkens].
Luce Arco [Flos € 1.970]. La libreria Anni ’60 era dei suoceri: se ne possono trovare di simili su subito.it. Il tavolo, acquistato a un mercatino dell‘antiquariato, è stato modificato dall‘architetto che ne ha ridisegnato il piano in vetro colorato. Le sedie sono rinate con un fai-da-te:s ono state ridipinte di nero e rivestite con un tessuto in cotone color zafferano.
Lampadario Vertigo [Petite Friture, da € 775], letto non
più in produzione di [Pedano], copriletto [Lisa Corti], tavolino Tulip [Knoll]. Luce a braccio Lampe Gras N°303 [DCW Éditions € 348].
Entrambe le camere da letto hanno una metratura contenuta ma si ritagliano un bagno privato, una cabina armadio e un armadio su misura; mentre la privacy è garantita dalla disposizione degli spazi.
Nel bagno, rivestimenti [Ceramica Vogue], lavabo [Antonio Lupi], lampada da tavolo Wood Lamp di Taf Studio per [Muuto€149], luci a sospensione [Boffi].
Verde/ruggine/tortora: il mix di sfumature di Le Corbusier, maestro dell'architettura, fa rinascere gli spazi di questa casa milanese Anni '30.
Immortalata sull’iconica peacock chair con indosso il suo sorriso migliore e degli irresistibili pantaloni in palette con gli arredi, c’è Lulù: da oltre vent’anni lavora nel campo della moda per marchi del calibro di Paul Smith e questa è la sua casa, dove vive con la famiglia, a due passi da Porta Venezia e dai tanti localini à la page.
L’architetto che ha curato il progetto è la sorella Betti (bettisperandeo.it), a cui è stata data carta bianca nella scelta di colori, materiali e dettagli costruttivi, purché rispettasse due esigenze: spazio e praticità.
Le scelte fatte
La luce di quattro finestre inonda il living ed è amplificata dal riflesso di una vetrata con apertura a sali-scendi, che disegna un volume di forma trapezoidale e ospita la cucina.
Il tocco di stile
Per creare la palette con il verde, il ruggine e il tortora Betti ha attinto al libro capolavoro di Le Corbusier, ‘Polychromie Architecturale’, che si compone di 63 affascinanti sfumature, divise in due raccolte di colori, una creata nel 1931 e una nel 1959 dai toni più vivaci.
Il colore accentua le forme e determina una nuova, magica, dimensione dell’abitare (Betti)
Dal 4 al 31 maggio, la ICS International School, lancia una sfida all’immaginazione di grandi e piccoli: progetti, canzoni, poesie e tanto altro per raccontare come saranno le città del futuro.
Come saranno le città e la loro percezione dopo questi giorni difficili che hanno tracciato un confine, un prima e un dopo, nella vita, nella socialità, nell’organizzazione degli spazi? Lasciamolo raccontare ai bambini e ai ragazzi!
ICS International School lancia la sfida all’immaginazione, con la 1ᵅ edizione della challenge 'Le città del futuro'. Un progetto rivolto ai bambini e ai giovani per rispondere a un momento complesso come quello attuale cercando spunti, riflessioni e l'approccio ai problemi, pensando fuori dagli schemi.
Ispirandosi al romanzo 'Le Città Invisibili' di Italo Calvino, il progetto vuole lasciare a ognuno il vissuto della propria città interiore e far vivere e sperimentare, con i mezzi artistici scelti dai bambini, quello che abbiamo vissuto e sperimentato in questo periodo! Al centro ci saranno la fantasia, la semplicità delle giovani generazioni e un mondo più green!
Come partecipare: Da casa, con quello che si ha disposizione. Basta progettare e immaginare scenari fantastici ed originali. Ciascun partecipante potrà scegliere liberamente quale progetto realizzare e, di conseguenza, in quale categoria rientrare tra arti visite, musica e scrittura.
La giuria sarà formata dalla cantante Gianna Nannini, dalla scrittrice Viviana Mazza e dal fotografo Edward Rozzo. I tre migliori partecipanti per ogni categoria avranno modo di mostrare e raccontare i propri progetti attraverso la piattaforma digitale Fuorisalone.it.
Ideatore del progetto è Stefano Paschina, insieme all’agenzia creativa Robert Cutty e in collaborazione con lo studio di architettura Barreca & La Varra e la property company Covivio. Il ricavato del progetto, sosterrà l’adeguamento sanitario delle scuole pubbliche, un aiuto concreto per la ripresa dell’attività scolastica di settembre, secondo le nuove ordinanze del MIUR.
La pianta del secolo? Secondo gli inglesi è un piccolo geranio dai fiori viola che fiorisce ininterrottamente per sei mesi all’anno (e che ora trovi anche nei flower shop italiani).
Qualche tempo fa in Inghilterra, paese di appassionati giardinieri senza eguali, è stato condotto un sondaggio per votare la migliore tra una selezione di piante lanciate sul mercato inglese durante gli ultimi cento anni. Ebbene, le preferenze dei sudditi di sua Maestà è andata a un piccolo geranio, il cui nome registrato è Geranium ‘Rozanne’, che produce fiori blu-viola con gola bianca che si librano sopra un bel cuscino di foglie color verde tenero.
Personalmente la utilizzo da anni nei miei giardini ed è senza dubbio una bella pianta, ma per la verità neanche così speciale da stracciarsi le vesti. Allora perché tutto questo successo?
Semplice, gli inglesi, che sono giardinieri pragmatici, hanno capito che Geranium ‘Rozanne’ è un piccolo prodigio di affidabilità e generosità: è una perenne che vuole poche cure e si adatta bene alla mezzombra, ma soprattutto fiorisce ininterrottamente da maggio a novembre, con poche pause.
In più aggiungi che il geranio sparisce all’improvviso a dicembre - tanto che ogni volta ti chiedi se sarà l’ultima – e quando hai perso ogni speranza si ripresenta più vigoroso e fiorifero dell’anno precedente. E così il suo mito si alimenta.
Come usarlo in giardino
È davvero versatile, ‘Rozanne’, puoi usarlo nel bordo misto, in contrasto a piante statuarie come Iris pallida o Euphorbia characias, abbinato a Hemerocallis a fiore giallo o a perenni a foglia verde acido, come alcune varietà di Hakonechloa e Hosta.
Solo fai attenzione a non fargli mancare l’acqua nei mesi caldi, o la magia svanisce. Funziona bene anche in vasi e fioriere, dai quali ricade a cascata con la grazia e la leggerezza che è tipica dei gerani. Ma il pieno potenziale il geranio lo raggiunge in mass planting: se una piantina si allarga fino a un metro e tre costituiscono già un gruppo notevole, allora dieci ‘Rozanne’ ti potrebbero lasciare senza fiato.
Un esempio di intrecci e combinazioni colore possibili sul sito maisonlouisdrucker.com dove si trova anche un simulatore on-line per personalizzare le proprie sedie.
Le tipiche sedie dei bistrot di Parigi hanno una storia lunga e unica e il fascino dei loro intrecci è intramontabile
Parigi avrebbe meno fascino senza i suoi bistrot dove i francesi amano rilassarsi mangiando e chiacchierando all’aperto anche in inverno. Le classiche sedie 'da bistrot' in rattan con seduta e schienale intrecciati, sono ormai entrate nell’immaginario parigino comune.
Le originali sono prodotte ancora oggi dalla Maison Louis Drucker che nel 1885 le ha create e ne ha lanciato la moda. Oggi sono simboli dell’artigianato e della tradizione francese. Si può scegliere tra infinite combinazioni di colori e intrecci – si possono anche personalizzare grazie a un simulatore on-line – nonché tra oltre 100 modelli!
Oggi gli intrecci vengono realizzati in Rilsan, una fibra naturale prodotta unicamente in Francia, capace di resistere dai -50° ai +70°. L'incredibile resistenza agli agenti atmosferici le rende sedute perfette per gli esterni.
Oltre alla Maison Drucker, l'altro produttore storico di sedie da bistrot è la Maison Gatti dal 1920.
Come riconoscere gli originali? La prossima volta che vi godrete un caffè in un bistrot parigino cercate l'etichetta in metallo sul retro della sedia!
Non solo sedie: caratterizzati da questi intrecci e colori bellissimi si trova una vasta gamma di sedute tra sgabelli, panche e poltrone, anche per i bambini con versioni mini e seggioloni.
Oggi le sedie da bistrot si trovano negli interni ed esterni più raffinati, spesso gli sgabelli intrecciati sono scelti come sedute attorno a isole e banconi moderni per un tocco décor dal fascino parigino.
Ci sono più germi in bagno o in cucina? Quali trucchi possiamo copiare dalle pulizie ospedaliere? Scopriamo insieme come pulire in modo davvero efficace a vantaggio della nostra salute
Ai tempi del Coronavirus l'igiene svolge un ruolo particolarmente importante: quasi l'80 per cento degli italiani interpellati in uno studio condotto dal marchio Freudenberg Viledapensa che l’igiene sia l’aspetto più importante della pulizia. E la stragrande maggioranza pensa che l'igiene oggi sia diventata più rilevante.
Germi e batteri: dove si concentrano di più?
Si fa molta attenzione alla pulizia dei WC e quella delle superfici di bagno e cucina, magari tralasciando vetri e specchi che però sono comunque potenziali focolai di germi e batteri. Il 70% degli intervistati non considera fondamentale igienizzare il lavello della cucina, ma stando ai dati degli esperti forse dovrebbero cambiare abitudini. "Spesso non si sa che la più grande concentrazione di germi e batteri in casa non è nella toilette. Nella maggior parte dei casi, è nello scarico del lavello della cucina o nel lavello", afferma la Dottoressa Julia von Grote-Pastré, responsabile dello sviluppo di panni, spugne e guanti alla Freudenberg Home and Cleaning Solutions (FHCS).
Lavarsi le mani.. per non dover igienizzare le maniglie
Solo circa un quarto degli intervistati attribuisce particolare importanza alla pulizia igienica delle maniglie e delle porte. "Uno dei motivi è che le porte vengono usate molto spesso", dice von Grote-Pastré. "Pulire le maniglie ogni volta che si apre una porta richiede più tempo rispetto a lavarsi le mani regolarmente. Diventa quindi tanto più importante lavarsi le mani quando si entra in casa prima di toccare qualsiasi cosa".
I trucchi igienici usati in ospedale da copiare anche a casa
Negli ospedali, dove vigono severe norme igieniche, la pulizia viene effettuata in base al cosiddetto sistema dei 4 colori: con questo sistema, il personale addetto alle pulizie utilizza panni e ricambi dei lavapavimenti diversi per la pulizia delle varie aree. In questo modo si cerca di ridurre al minimo la contaminazione da batteri, virus e germi all'interno di un edificio. Il rosso viene usato per i bagni, i prodotti di pulizia con il codice giallo vengono usati per gli altri componenti sanitari, come specchi o piastrelle. Il blu viene usato per scaffali e tavoli nelle stanze dei pazienti o negli uffici e il verde è utilizzato per le sale operatorie.
Come applicare a casa il sistema dei 4 colori
La Dottoressa von Grote-Pastré spiega in che modo questo sistema possa funzionare anche nelle abitazioni private e garantire così una maggiore igiene: "Ci sono panni in microfibra di diversi colori. Si consiglia di utilizzare un colore specifico per ogni ambiente della casa, ad esempio blu per il bagno o arancione per la cucina. Ciò garantisce che germi, virus e batteri non si diffondano da un ambiente all'altro".
Perché i panni in microfibra puliscono meglio
Un panno in microfibra è composto da innumerevoli sottilissime fibre (50 volte più sottili di un capello e con cavità fatte per assorbire sporco e umidità) ed è quindi in grado di rimuovere minuscole particelle di sporco e batteri nascosti in piccole crepe anche su superfici come il vetro. La cavità tra le fibre svolge un ruolo importante in questo processo: infatti, non è la fibra che assorbe lo sporco e l'umidità, ma i sottilissimi interspazi: una fibra di cotone si riempie d’acqua, mentre un panno in microfibra, invece, assorbe l'umidità nelle cavità attraverso la sua azione capillare, rendendolo più facile da lavare e asciugare. I panni si lavano in lavatrice a 60 gradi, in questo modo si rimuovono le particelle di sporco, virus e batteri che si sono inserite nelle fibre e il panno è pronto per essere usato di nuovo. Con questi panni si può evitare di usare detergenti chimici o ridurre molto le quantità necessarie, a tutto vantaggio dell'ambiente.
Foyer Inlay Clear con decoro palladiana disponibile in diversi formati e colori [Marca Corona, nuovo formato grande lastra ultrasottile cm 120x278, spessore mm 6, €129/mq].
La collezione Art aggiorna la tradizione dei pavimenti in seminato agli ultimi trend dell'interior design. Disponibile in 5 toni cementizi, diversi formati e finiture [Marazzi, prezzo su richiesta].
Superfici in graniglia di marmo Slabs disponibili in diversi colori e dimensioni, in foto colorazione Fancy [Mipa, piastrelle a partire da cm 30x30 €124/mq]. Courtesy Paolo Cossu Architects, foto Studio Naaro.
La collezione di rivestimenti Venice Villa rivisita il tradizionale terrazzo alla veneziana con la praticità del gres porcellanato. Disponibile in diversi formati, colori e finiture [FMG Fabbrica Marmi e Graniti, prezzo su progetto].
Piastrelle in gres porcellanato a massa colorata Play ispirate alla tradizione delle cementine e delle maioliche. Disponibili in 14 varianti [ABK, cm 20x20, €61,5/mq +iva].
Terrazzo è la collezione in gres porcellanato effetto granito che ripropone l'estetica della graniglia con le tipiche 'tessere' di grandezza diversa. Disponibile in diversi colori e formati [Casalgrande Padana, cm 60x60 €39/mq +iva].
La collezione in gres Artwork è disponibile in colori, scale granulometriche, finiture e dimensioni diverse [Casa dolce casa-Casamood, grande formato cm 120x240, spessore mm 6, prezzo su richiesta].
Piastrelle in gres porcellanato NewDecò nate per omaggiare i seminati in graniglia di marmo. Disponibili in diversi colori e decori [Ceramica Sant'Agostino, prezzo da rivenditore].
La collezione Medley interpreta in chiave contemporanea l'estetica del battuto di terrazzo alla veneziana in piastrelle in ceramica disponibili in diversi colori e dimensioni [Ergon, cm 60x120 €89,90/mq].
Gres porcellanato effetto pietra per Realstone_Navigli che si ispira alla miscelazione di frammenti di Ceppo di Gré e cemento. Disponibile in due colori e diversi formati [Ragno, prezzo su richiesta].
Graniglia o battuto di terrazzo alla veneziana, comunque preferite chiamarla, questa lavorazione è la protagonista delle tendenze per gli interni. Oggi esiste però anche una versione più pratica e resistente grazie al gres porcellanato
C'è chi lo chiama graniglia e chi terrazzo alla veneziana: stiamo parlando di rivestimenti nati secoli fa per impreziosire i palazzi nobiliari. Oggi la tendenza impazza e in tutto il mondo viene chiamato semplicemente 'terrazzo'.
Il nome completo sarebbe battuto di terrazzo alla venezianae si tratta di un tipo di pavimentazione molto antico, addirittura si trovano testimonianze di questa lavorazione in reperti dell'antica Grecia. Diventato famoso e pregiato per l'utilizzo nei palazzi nobiliare dell'area veneziana e del Triveneto, è composto da granulati di marmo, vetro e pietre di piccolo formato, ma con un diametro misto, e calce o cemento.
Si dice che dal veneto la tradizione sia arrivata a Genova dove diventa la tradizionale 'graniglia genovese', lavorazione simile ma con una granulometria più piccola e regolare che negli anni è stata impreziosita anche da mosaici e fregi.
Il materiale originale è molto prezioso e delicato, oggi è possibile realizzare pavimentazioni e rivestimenti 'effetto terrazzo' con piastrelle in gres porcellanato, molto resistente, pratico e di facile posa.
Velocemente - grazie anche alle piastrelle in grande formato - si possono creare superfici omogenee o con decori geometrici, greche e bordure, ricreando il fascino dei palazzi storici.