La moda di incorporare animali nel mondo dell'arredamento e del design continua a stupire e affascinare. Dopo il fenicottero e il lama, è arrivato il momento della tigre, che si sta facendo strada come tendenza silenziosa ma "ruggente" nel mondo dell'interior design.
L'uso di tigri come motivo decorativo offre un'opportunità unica per aggiungere un tocco esotico e audace agli ambienti domestici. La loro bellezza maestosa e il loro fascino selvaggio si traducono in pezzi d'arredo che catturano l'attenzione e donano personalità agli spazi.
Tra le proposte di tendenza, spiccano i cuscini a tema tigre. Realizzati in tessuti di alta qualità e impreziositi da stampe realistiche o astratte raffiguranti la figura di questo magnifico felino, i cuscini aggiungono un elemento di eleganza e avventura ai divani, alle poltrone o alle sedie.
Ma non sono solo i cuscini a vantare la presenza della tigre. Anche i piatti possono diventare oggetti di design unici con le stampe tigrati. Dalle ceramiche alle porcellane, questi piatti offrono una combinazione di funzionalità e estetica, trasformando le normali esperienze culinarie in qualcosa di straordinario e divertente.
E poi... Lampade, quadri, tappeti e carte da parati sono solo alcune delle opzioni disponibili per trasformare gli spazi abitativi in ambienti unici e sorprendenti. Questi elementi decorativi consentono di sperimentare con diverse texture, colori e forme, creando un'atmosfera avvolgente che evoca l'energia e la forza del regno animale.
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Masques è in arazzo di cotone [Yves Delorme]
In panno di lana con ricamo indian style [Etro]
Circus, in velluto di cotone stampato [Carlotta Oddone]
In velluto, anche arancione o beige [Chhatwal & Jonsson]
In vellutino stampato [Shein x Magdalena Parfieniuk]
Guccification, in velluto con ricami e imbottitura in piuma [Gucci]
Dawon, in lino con tigre malese [Christian Fischbacher]
Realizzato in Francia secondo le tecniche indiane [Art de Lys]
Dal 3 giugno 2023 arriva in edicola il nuovo numero di CasaFacile. Ecco cosa trovi al suo interno!
{ COSA C'È DI NUOVO }
Festival digitale
Il tram dei sogni possibili
News & Trend
Talent Scout
Lo shopping del mese
Tendenza... upcycling!
Architetti & Designer
Icone del design
{ SCUOLA DI STILE }
Le scelte di carattere che... non stancano! Il bianco rende protagonisti arredi e quadri (passione dei proprietari.
♫ Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare 'September Song' di Rickie Lee Jones
Legno+cotto per ambienti raw. In fuga dalla città per dare nuova vita a una vecchia casa in campagna.
♫ Mentre sfogli questa casa puoi ascoltare 'Endlessly' di Kali Uchis
{ FOCUS } — ILLUMINAZIONE
Novità e trend da Euroluce 2023
{ PRIMA&DOPO }
Quando la luce definisce gli spazi: vivere in mansarda
Largo ai contenitori con le nicchie in punti strategici
{ IDEE E SOLUZIONI }
Camere junior: 4 progetti salvaspazio
Tendenze in cucina
Tutto quello che serve per grigliate a regola d’arte
Rimetti in forma gli impianti: buone scelte per risparmio e comfort
Climatizzatori: sfrutta il Bonus!
{ DÉCOR E VERDE }
Scelte in giallo, gusto fresco
Lampade fai-da-te create con materiali inediti
Parole di stile: equilibrio
Cucinare (e apparecchiare) con gusto anche in viaggio
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 3 Giugno 2023!
Ci penso ogni volta che l’auto corre sulla Padana Inferiore, da un lato le colline con i colori che mutano secondo la stagione, dall’altro capannoni, hard discount, sushi all you can eat, domenica aperto. Sembra di viaggiare sulla faglia del mondo moderno che, in nome del commercio e della comodità, ha dato la Bellezza del Paese in sposa al Brutto. Lo penso ogni volta, in rigoroso silenzio: certe cose non si dicono, sono noiose, intristiscono.
Poi un giorno, sempre correndo lungo quella direttrice ma su un treno veloce, mi trovo tra le mani un breve saggio che infrange la regola del silenzio e in un’ottantina di pagine non solo sciorina il campionario del Brutto, ma denuncia la nostra assuefazione. Come quando incontri qualcuno che ha la tua stessa passione per una cosa insolita, tipo gli insetti o le pecore, e ti scopri d’un tratto meno solo, così mi sono esaltata pensando che magari l’autore e io non siamo gli unici a voler rompere il silenzio...
Perciò eccomi a esporvi la teoria: a dispetto del continuo scrivere sui social che la Bellezza salverà il mondo, io penso che il Brutto sia diventato così diffuso, scontato e accettato da allontanarci dal nostro bisogno profondo, che invece è di composizioni armoniose, dettagli curati, ambienti puliti, geometria, ordine, decoro. Un bisogno che non riguarda solo gli interni delle case, ma le città, gli hinterland e tutto il mondo ‘pubblico’ che abitiamo. Lo pensavo davanti ai quadri di Botticelli in una visita agli Uffizi, dove lo sguardo di centinaia di visitatori diceva in modo inequivocabile che il Bello ci nutre e senza di esso soffriamo.
E mentre l’autore del libro, sconosciuta anima gemella, scrive che è solo questione di tempo e anche la scienza riconoscerà che il Brutto ci fa ammalare, ripercorro l’inquinamento estetico in cui vivo: cartelli stradali ripetuti e ridondanti, cartelloni pubblicitari, insegne, transenne, rifiuti per terra (brutto&sporco diventano subito compagni inseparabili); ma anche dehors di locali tra sedie di plastica e ombrelloni brandizzati, e gli spazi visibili delle case: i rampicanti di plastica sulle cancellate, le caldaie e i bidoni della differenziata a vista nei giardini, le biciclette sui balconi coperte da un telo nero...
Il brutto è banale, dice il libro a partire dal titolo, e le 10 soluzioni che propone riempiono a stento due pagine, ma sono da annotare. Come il punto 3: “Agire. Spostare. Raccogliere. Pulire” o il 9: “Inventate soluzioni che non prevedano nulla se non il coinvolgimento delle persone” o il 5: “parlate (del brutto e delle possibili soluzioni) con i vicini, con gli amici o con chi volete”. Io sono partita da voi, e a voi lascio la parola...
Se desideri creare un secondo piccolo bagno con un lavabo compatto ma funzionale, ci sono diverse opzioni che puoi considerare.
Un lavabo da appoggio può essere una scelta eccellente per uno spazio compatto. Sono disponibili in una vasta gamma di dimensioni e stili, e possono essere posizionati su un mobile o una mensola. Cerca un lavabo con una piccola profondità per massimizzare lo spazio disponibile.
Esistono poi numerosi mobili da bagno con lavabo integrato progettati specificamente per spazi ridotti. Questi mobili offrono sia il lavabo che lo spazio di archiviazione, consentendoti di sfruttare al massimo l'area disponibile. Assicurati di scegliere un mobiletto dalle dimensioni adeguate alla tua camera da letto.
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Monolite Allegro Pietrablu Trendy antracite con base Tuby con mensola [Arblu]
Tiberino in rovere sbiancato, top e lavabo Anemone [Ceramica Cielo]
Tura, in Unik con mensola e cassetto terracotta più lavamani [Roca]
Base in metallo più mensole e lavabo Glam in ceramica Antique Pink [Scarabeo]
Origami è in mdf laccato, con lavabo in Livingtec [Ex.T]
Cadin, base in metallo Ambra e lavabo tondo [Lineabeta by Samo]
Code Riga, in laccato Verde Oliva opaco + lavabo Karma in Laminam [Arbi Arredobagno]
Mobile i.life in melamminico bianco con lavabo Top [Ideal Standard]
Beauty freestanding è in Cristalplant bianco e rosso [Ideagroup]
Il pannello fotovoltaico Vitovolt 300 M-WM [Viessmann] ha un grado di efficienza che può raggiungere il 21,7%. La tecnologia Shingled di taglio e assemblaggio celle riduce molto il rischio di rottura e formazione di microfratture. È adatto a installazioni in impianti sia nuovi sia già esistenti.
Vitocal 200-S [Viessmann] è la pompa di calore aria-acqua split con l'unità esterna più silenziosa della categoria - 35 db(A) a soli 3 mesi di distanza
CONOSCI IL CREDITO IN FATTURA VIESSMANN? Anche se lo sconto in fattura è stato abrogato, puoi rinnovare l’impianto di casa in tranquillità grazie alla formula “credito in fattura” di Viessmann. Il bonus fiscale viene finanziato in dieci anni a condizioni vantaggiose, con piccole rate che ogni anno compensano il valore della detrazione recuperata. Solo presso gli installatori Viessmann.
Immagina un’abitazione che si riscalda d’inverno e si raffresca d’estate usando solo l’energia pulita del sole. Un’abitazione così amica dell’ambiente che non produce anidride carbonica e fornisce persino energia. Non è futuro, è già realtà. Vuoi saperne di più? Leggi la nostra intervista a un super esperto.
Abbiamo fatto alcune domande all'ingegner Alberto Villa, esperto di tecnologie per l'efficienza energetica. Ecco le sue risposte.
Di case a emissioni zero si parla moltissimo. Sono infatti fondamentali per la transizione ecologica, ovvero il progressivo abbandono dei combustibili fossili, diventato un imperativo per l’Europa. Come possiamo definirle in poche parole?
Una casa a emissioni zero è un edificio efficiente, che non inquina e alimentato a energia rinnovabile. È un’abitazione che non emette CO2, anidride carbonica, nemmeno per far funzionare gli impianti domestici. Per garantire l’efficienza energetica di un edificio di questo tipo, è decisiva l’integrazione tra le tecnologie energetiche.
Le differenti tecnologie per riscaldare e raffrescare, controllare la qualità dell’aria e la produzione di energia devono cioè lavorare insieme, in modo coordinato, garantendo ciascuna i massimi livelli di efficienza e sfruttando il più possibile fonti di energia rinnovabile. Devono costituire un sistema integrato. Poche aziende sono in grado di fornire tutti i tasselli di questo puzzle sempre più importante per il benessere del Pianeta e Viessmann è una di queste.
Fonti di energia rinnovabile significa che il punto di partenza del sistema è un impianto con pannelli fotovoltaici?
Esatto. L’impianto fotovoltaico, come Vitovolt di Viessmann, è progettato per generare corrente elettrica, che, di norma, viene utilizzata per far funzionare le luci e gli elettrodomestici di casa, come la lavatrice, la televisione o il forno. Ma può alimentare anche l'impianto in pompa di calore, oppure la wallbox per l'auto elettrica, e in questo modo aiutare a ridurre notevolmente i consumi energetici e le emissioni che hanno un impatto negativo sul clima.
Le pompe di calore sono già per sé strumenti ecologici rispetto alle tradizionali caldaie, giusto?
Sì, sono il generatore di calore più “intelligente” che abbiamo a disposizione. Utilizzano il calore già presente in natura (per esempio nell’aria esterna) per riscaldare, ma anche raffrescare; non c’è una combustione di legna, gas o gasolio. Se poi l’energia elettrica necessaria per farle funzionare deriva da un impianto fotovoltaico, come succede nel sistema integrato di cui stiamo parlando, ecco che il tutto avviene in maniera completamente gratuita e rinnovabile: a emissioni zero, appunto.
L’energia autoprodotta dal sistema durante le ore di luce può essere immagazzinata quando la casa non consuma, così da poterla utilizzare in un secondo momento?
Sì, basta abbinare ai pannelli fotovoltaici Vitovolt un sistema di accumulo, come Vitocharge, che ha proprio questo obiettivo: immagazzinare l’energia prodotta in eccesso e garantirne la disponibilità in qualsiasi momento, anche, ad esempio, per ricaricare la batteria dell’auto elettrica, massimizzando così lo sfruttamento della fonte solare.
Ma una pompa di calore è sufficiente per riscaldare una casa in inverno?
Dipende dai casi. Se la richiesta termica non fosse compatibile con il funzionamento efficiente della pompa di calore, si può optare per un sistema ibrido (o erroneamente chiamato "caldaia ibrida") come Vitodens 100-E Hybrid, che affianca alla pompa di calore (il cui utilizzo è sempre privilegiato) una caldaia a condensazione Vitodens, che assicura massima efficienza e minime emissioni.
È un concetto simile a quello dell’auto ibrida, che quando necessita di maggiore potenza fa partire il motore a combustione. Allo stesso modo, in un sistema ibrido la pompa di calore funziona da sola fino a un certo livello di richiesta termica, superato il quale subentra la caldaia a condensazione.
Come si gestisce l’intero sistema integrato?
La gestione avviene grazie a piattaforme chiamate HEMS (Home Energy Management System) come Viessmann One Base, tramite cui è possibile configurare e ottimizzare il funzionamento degli impianti che lavorano in perfetta sinergia.
Che vantaggi dà il fatto che la tecnologia sia di un unico fornitore?
Ci sono maggiori garanzie circa il funzionamento ottimizzato dell’intero sistema integrato, oltre alla comodità di poter contare su un unico interlocutore per progettazione, installazione e assistenza tecnica per tutta la durata dell’impianto!
Grazie al colore, un vecchio mobiletto diventa il pezzo vincente del bagno.
Occorrente
carta vetrata a grana fine
stucco per il legno
spatola
nastro di carta
smalto opaco lime
pennello
ritagli di carta da parati
forbici
colla vinilica
Come si fa
Svita il pomello e carteggia tutte le parti di legno in modo da togliere la patina lucida. Elimina la polvere della levigatura con un panno umido.
Profila il vetro del pianetto con il nastro di carta.
Con lo stucco steso con la spatola copri fori e crepe. Lascia asciugare, poi passa la carta vetrata fine.
Dai a pennello una mano di base di smalto o in alternativa la cementite, più coprente, lascia asciugare e dai altre due mani di smalto lime. Togli il nastro di carta e rivesti l’interno dell’armadietto con la carta da parati tagliata in misura e incollata.
bioclimatica La pergola R608 Pergosky è dotata del sistema scorrevole tuttovetro per poterne aprire e chiudere i lati con un semplice gesto [BT Group].
autoportante La pergola bioclimatica Kedry Skylife ha il tetto impacchettabile a lame mobili per regolarne l'intensità della luce e la ventilazione [KE]
Quali sono le condizioni e le autorizzazioni necessarie per installare una pergola in casa o in condominio? Qui le dritte e i consigli per non commettere errori.
Secondo il Glossario Unico delle opere edilizie, dal 2018 le pergole rientrano in edilizia libera solo se vengono realizzate con una struttura leggera, hanno dimensioni ridotte, non sono fissate permanentemente al suolo e sono facilmente removibili, per non aumentare il volume dell’abitazione e/o costituire una trasformazione urbanistica del territorio.
Se vengono rispettate tutte queste condizioni, l’installazione della pergola risulta solo un semplice arredo esterno, non comporta una diversa destinazione d’uso dello spazio che occupa e non richiede alcun titolo abilitativo, come per esempio il rilascio di un Permesso di Costruire o la presentazione in Comune delle segnalazioni e comunicazioni Scia o Cila.
Se una pergola viene fissata in modo permanente al suolo e risulta coperta nella parte superiore, anche solo parzialmente, con una struttura ritenuta difficile da rimuovere, il Comune potrebbe percepirlo come un nuovo volume vivibile a tutti gli effetti che, funzionalmente autonomo rispetto all’abitazione principale, richiederebbe la richiesta del Permesso di Costruire.
Il problema è che i parametri generici di legge su leggerezza della struttura, limitate dimensioni e amovibilità della stessa lasciano spazio a libere interpretazioni da parte di ogni Comune, con valutazioni da fare caso per caso. E poiché le pergole attualmente in commercio possono essere realizzate anche di dimensioni molto grandi e vengono fissate saldamente a terra con sistemi bullonati – progettati per ottenere una perfetta resistenza alle oscillazioni, al vento e al carico del peso garantendo la massima stabilità – è sempre consigliabile informarsi preventivamente presso l’ufficio tecnico del proprio Comune. Occorre, infatti, verificare se ci sono limitazioni imposte dal Regolamento Edilizio comunale o regionale di appartenenza o se esistono vincoli paesaggisti imposti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio della propria città o provincia, in modo da non incorrere in abusi edilizi e nelle conseguenti sanzioni.
Se si abita in un appartamento, è inoltre necessario capire se ci sono Ie condizioni per poter installare la pergola nel condominio, così da evitare possibili liti o vertenze legali. Per questo, oltre a richiedere l’autorizzazione all’assemblea, bisogna verificare che l’inserimento della pergola su un terrazzo rispetti quanto disposto dal regolamento contrattuale stilato dal costruttore e occorre inoltre chiedere all’amministratore che, sulla base di tipologia e caratteristiche specifiche della pergola, faccia accertare a priori da un tecnico che il peso della struttura non gravi sulla statica del palazzo. Infine, ci si deve assicurare che la pergola venga installata ad almeno 3 metri dalle proprietà adiacenti, che la stessa non limiti o comprometta il diritto ‘di affaccio’ e ‘di veduta’ dei vicini e che non alteri il decoro della facciata su strada.
R608 Pergosky è la nuova pergola bioclimatica firmata BT Group che crea l’ambientazione ideale per uno spazio fruibile durante le soleggiate giornate estive e anche durante le più fresche giornate autunnali
Immaginati su un divano a celebrare l’ozio, a goderti l’hora feliz con amici o a rispondere a una call di lavoro... dove sei però non ci sono pareti, non c’è un vero soffitto e non importa se è una di quelle giornate terse di sole infuocato o noiosamente piovose e ventose perché - qualunque siano le condizioni climatiche - la temperatura, l’umidità e il comfort sono sempre in perfetto equilibrio! Ma soprattutto, su quel divano ti trovi al centro di una luce magica e mutevole e di una vista che spazia a 360°, che invita lo sguardo a spingersi oltre l’orizzonte e verso il tuo spicchio di cielo.
Dove potresti essere? Dove hai sempre sognato: in giardino o sul terrazzo, sotto a una suggestiva pergola bioclimatica, capace di offrirti protezione dal sole dalla pioggia e dal vento e di farti sentire in un’oasi di pace che sa di vacanza 365 giorni all’anno.
Questa magia ha un nome: R608 Pergosky di BT Group, un condensato di design, tecnologia e funzionalità che intercetta il rinnovato desiderio collettivo di sfruttare al massimo il proprio spazio outdoor, oggi più prezioso che mai. E cosa c’è di meglio che trasformarlo in un salotto panoramico vista cielo? Nel quale, con un semplice comando, si può passare in un attimo dall’essere baciati dal sole a godersi un’ombra calibrata su misura o a ripararsi da un improvviso acquazzone o dispettose refole di vento.
R608 Pergosky è un’oasi felice che regala un’emozione tutta nuova di vivere gli spazi aperti senza limiti.
Dal design ricercato, R608 Pergosky è un volume realizzato in alluminio che segue linee essenziali per ridurne l’impatto estetico e integrarsi in ogni contesto architettonico. Una struttura eterea accentuata dal sistema di chiusura a vetrate scorrevoli tuttovetro con aperture centrali o laterali che, posizionato all’esterno delle piantane, crea uno scenografico effetto ‘House of Glass’. Una funzionale chiusura panoramica che permette la massima visibilità perché, anche da chiuse, le vetrate prive di profili verticali consentono allo sguardo e alla luce di continuare a correre liberi in ogni direzione mentre regalano comfort durante le giornate più fresche, piovose o ventose.
Se le pareti di R608 Pergosky sono orizzonti, il soffitto è una tecno copertura mobile con vista cielo, ombreggiante e ventilata. È infatti composta da lamelle orientabili da 0° a 140° che, modulando l’ingresso della luce e il ricircolo dell’aria in base al loro orientamento, permettono di ottenere una protezione parziale o totale dalla luce solare, un’ideale climatizzazione in ogni stagione e un riparo sicuro dalla pioggia e da eventi atmosferici. Una cosa è certa: l’abbinamento tra il sistema di chiusura tuttovetro e le lamelle orientabili da 0° a 140° creano il microclima ideale che trasforma la pergola in un confortevole spazio abitabile.
Come ogni modello di pergola bioclimatica BT Group, anche R608 Pergosky è personalizzabile nelle dimensioni, nel colore e negli accessori. Potrai così adottare optional aggiuntivi in grado di creare sinergie con l’ambiente circostante, dando vita a effetti dinamici e svelando l’animo più poetico della struttura: inserendo le luci led potrai passare indimenticabili serate a cenare e chiacchierare al riparo della pergola e aggiungendo teli a drappeggio ti assicurerai un po’ di privacy oltre allo spettacolo di vederli danzare leggeri, gonfiati dalle brezze stagionali.
Quando piove basta chiudere le lamelle in posizione orizzontale così, mentre le guarnizioni a incastro garantiscono la massima tenuta all’acqua, la gronda perimetrale raccoglie la pioggia dirigendola verso gli scoli. Integrata nei montanti per non spezzare le linee armoniche della struttura, la gronda inoltre garantisce l’impermeabilità dello spazio sottostante, fungendo così anche come rifugio dalle intemperie.
1 Caraffa termica Amphora color pesca [Stelton, 1 litro]. 2 Bicchiere e calice Damasco, decorati a rilievo in plastica lavabile in lavastoviglie [Kasanova]. 3 Cestino da pic nic in vimini [Coincasa, cm 21x42x27h]. 4 Piatti in plastica color cipria [Mushie su amazon.it, cm 19x19]. 5 Set di posate MB Pocket Color Blush in plastica biodegradabile, con custodia [Monbento]. 6 Ciotola Samba in polipropilene arancione [Casa, ø cm 9]. 7 Piatto Johs in tritan, materiale 100% riciclabile [Liewood, ø cm 20]. 8 Tovaglioli in mussola di cotone con bordi sfrangiati [H&M Home, cm 45x45]. 9 Tovaglia Portofino in panama di puro cotone della collezione Gabel x Ken Scott [Gabel1957, da cm 150x180]. 10 Portavivande termico da usare anche come secchiello del ghiaccio per tenere fresche le bibite, linea Family [Tescoma, da lt 1,5].
1 Caraffa in vetro verde Glass Jug [Pols Potten, 0,85 litri]. 2 Bicchieri in cristallo sintetico con bordo oro 24K Winston Goldfinger [Mario Luca Giusti]. 3 Alzata per dolci Agorà in polipropilene [Blim Plus, ø cm 30x24h]. 4 Tovaglioli in cotone stampato Tropical [Caleffi, cm 48x48]. 5 Set di 2 tazze da caffè con piattino Airone [Coincasa]. 6 Ciotola Cabbage in ceramica smaltata [Bordallo Pinhero]. 7 Piatto San Raphael Wild Flower rosso [Arket, ø cm 40]. 8 Tovaglia Policromo in cotone con stampa digitale [Fazzini, cm 145x180]. 9 Rostiera in vetro Grandchef con coperchio [Tescoma, ø cm 32]. 10 Vassoio O in acciaio inox verniciato salvia, con foro per il dito [Pintinox, ø cm 24]. 11 Posate Cortina in acciaio inox Gold [Sambonet]. 12 Tagliere in acacia [H&M Home, cm 23x27,6].
1 Set 4 bicchieri con coperchio e caraffa dotata di diffusore estraibile Mydrink [Tescoma, litri 2,5].
2 Coperta da picnic impermeabile [Manomano, cm 200x200]. 3 Piattino, vassoio e ciotola in melamina collezione Medicea [Brandani]. 4 Lunchbox termica in acciaio [Design Letters, ø cm 11x9h]. 5 Posate Fancy Home blu [Tescoma]. 6 Tovaglioli Capri in 100% cotone stampato [Caleffi, cm 48x48].
7 Cestino pieghevole in tessuto denim [Tescoma, cm 46x30x23h]. 8 Set di 6 bicchieri colorati Brio in varie nuance [Brandani, cl 33]. 9 Tazzina Lucilla e tazza Teatime con piattino a incastro e antiscivolo [Mario Luca Giusti]. 10 Caraffa termoisolante Plissé in resina termoplastica [Alessi, cm 32h].
Hai mai pensato di usare ciotole, insalatiere e colapasta come ‘ingredienti’ per creare nuovi oggetti? Segui passo passo questo fai-da-te... ti sorprenderà!
Occorrente
ciotole e cestini di plastica
trapano
cavo elettrico con portalampada
biadesivo spesso
metro
pennarello indelebile
forbici
Come si fa
Aiutandoti con il metro, trova il centro delle ciotole e traccia con il pennarello un segno di riferimento.
Con il trapano realizza i fori. Per evitare che la pressione rompa la ciotola, metti sotto uno spessore.
Per unire tra loro le ciotole usa il nastro biadesivo. Sovrapponi più pezzi per creare il giusto spessore.
Sovrapponi tra loro le ciotole, creando un totem. Presta attenzione a far combaciare tutti i fori.
Infila nei fori il cavo con il portalampada. Appendi le lampade a grappolo.
Spazio alla fantasia: mixa cavi elettrici tinta unita, a righe, pied de poule o intrecciati e scegli un portalampada in silicone o di ceramica. Non solo ciotole, ma anche scolapasta, portaposate e cestelli sono perfetti per creare le lampade/totem. Il colore delle ciotole magari non ti piace? Puoi dipingerle con lo spray all’acqua.