I divani moderni sono perfetti con le poltroncine vintage e con il tappeto dal disegno geometrico, in palette con i cuscini.
Per il pranzo si è partiti dalle sedie Wishbone nere di Roberta: a contrasto con le rotondità degli schienali, il tavolo
con piano in rovere termotrattato è squadrato e la sospensione abbina la sfera opalina
a bracci sottili e perpendicolari tra di loro.
«Tessuti
soffici dalla trama 3D ammorbidiscono le geometrie decise di mobili e complementi, così come i toni caldi fanno
da contraltare al bianco e nero che definiscono le pareti».
Il living è l’unico ambiente che nelle dimensioni
e nella forma è rimasto invariato: a cambiare totalmente sono materiali e finiture. A terra, al posto del marmo aragosta,
che era molto rovinato, è stato posato il parquet
in rovere a spina italiana. Le pareti sono dipinte in un bianco (RAL 9010) che, anche se colpito dalla
luce, rimane caldo, senza abbagliare. Su questa base prendono corpo e danno morbidezza gli imbottiti in bianco e antracite e regalano charme i tessili nei colori dell’autunno.
Sui divani Essentiel [Saba Italia, da Bellosi Group], cuscini Pure
e Dawon collezione La Dolce Tigre [Christian Fischbacher] come il plaid Bisou in cashmere; cuscini tinta unita e sulle poltrone coll. Thiene e Asiago [Lanerossi, cm 30x40]. Tappeto Lòbia Terra [Carpet Edition]. Sul tavolino tondo Hako [101 Copenhagen
da Arcarreda, ø cm 50x35h], vassoio vintage [Vecchio Mio] con brocca e bicchiere [Ichendorf]. Piante [F.lli Ingegnoli].
La nicchia della zona pranzo è stata liberata dalla pesante armadiatura a specchio. Al suo posto, a creare
un punto focale unico c’è il sideboard vintage.
Sul tavolo Luce [Lema, da Shop Mohd, cm 140x140x73,5h], alzata in legno Toulipier [Gli Elfi, da Arcarreda] e vassoio Live/Ly [KnIndustrie, ø cm 50] con alzatina in vetro, teiera e mug [Ichendorf]. Sedie CH24 Wishbone [Carl Hansen
& Søn], sospensione Malamata [Luceplan, ø cm 48].
«Mio marito e io siamo grandi fan dell’isola in cucina, che abbiamo voluto anche in questa casa» dice Roberta. Non solo le dimensioni e la disposizione del locale lo permettono (in generale, bastano 9 mq per riuscire a prevedere un’isola da cm 90x120), ma lo spazio è sfruttato al meglio con una parete con colonne a tutta altezza e muoversi all’interno del triangolo ergonomico piano cottura- frigorifero-lavello è davvero facile e comodo.
L’ampliamento della porta, ora con anta scorrevole in ferro e vetro, permette al living di ‘entrare’ in cucina, e viceversa. Perfetto per le serate informali tra amici che Massimo e Roberta amano organizzare. l top in grès è superfunzionale: resiste a urti e graffi, è 100% impermeabile, si pulisce con una passata di spugna e, soprattutto, imita il marmo alla perfezione!
Cucina in laccato greige con top
in grès effetto marmo Calacatta gold e piano snack in rovere naturale [Turati Cucine]. Sui fuochi, casseruola e tegame Black con manico in wengé [KnIndustrie; sul piano, brocca e tumbler High Rise di [Ichendorf] come le alzatine; tagliere [Delamont]. Sospensione Dinor 3.0 e faretti Ceno Surface 2.0 [Wever & Ducré].
Sul carrello Chariot in rovere [Casamania by
Horm, cm 56x74x60h], vaso in vetro Hvils [Villa Collection, da Arcarreda], bottiglie di Gin
e Vermouth [Ballori], calici da Martini in cristallo Sonoma [Ichendorf] e bicchieri in rame Mule [KnIndustrie]. Nell’ingresso dipinto con idropittura codice colore ON.01.26 [Sikkens]. Sulla panca, cuscino [Lanerossi], plaid [Society Limonta] e vasi [Fest Amsterdam e 101 Copenhagen da Arcarreda].
Le porte scorrevoli dello studio e la ‘finestra’ in ingresso sono in ferro e vetro cannettato: la luce passa, ma la privacy è garantita. Porte scorrevoli e finestra Céline [Albed].
Il pavimento aragosta, ma anche le pareti color pesca e i decori blu a stencil risultavano eccessivi. Squadrato l’arco e dipinti in nero l’ingresso e gli imbotti delle aperture dello studio, a contrasto con il total white delle pareti, tutto ha acquistato un senso. E come nel living, anche nello studio le geometrie e i mobili contemporanei si fondono con i pezzi vintage.
Sulla scrivania vintage con sedia Medea [Vecchio Mio], lampada
da tavolo Gira [Santa&Cole], teiera e tazze in ceramica Warm [Ton Fisk], sospensione Alma in ottone e vetro opalino [Il Fanale], tappeto Cut Out CT04 [Carpet Edition]. Sulla libreria
Krossing Maxi [Kriptonite], vasi [H&M, 101 Copenhagen,
Fest Amsterdam e Kave Home].
Sulla tavola: tovagliette Taiti Americana color caffè [cm 40x50] più tovaglioli Tab Fr color azalea [cm 50x 50] di [Society Limonta], piatti piani Gres Collection [ø cm 31] più fondi Asimmetrico [ø cm 23] e ciotole di [KnIndustrie] come le posate Zest Ice Black, calici in cristallo e bicchieri acqua [Ichendorf]. Sul vassoio Live/Ly [KnIndustrie, ø cm 50], vaso fatto a mano [Heart_ista].
LA MISE EN PLACE
proposta da Vanessa
è decisamente naturale, con i piatti dalla fattura artigianale che richiamano i vasi, con il tagliere in massello e la tovaglietta dalle frange morbide. Questa apparecchiatura riprende le tonalità terrose dei tessili e ammorbidisce l’essenzialità del tavolo.
Sul sideboard vintage [Støv Vintage Furniture Design], vaso [Villa Collection da Arcarreda], cestino in legno e glacette [Vecchio Mio], lampada Setareh Glass Media [Luceplan].
La camera di Lorenzo è molto luminosa e, leggermente ingrandita verso il corridoio, ora può ospitare tutto ciò che gli serve nell’arco della giornata: dal letto a un grande armadio, dalla lunga scrivania all’angolo per giocare e vedere la tv anche con gli amici. Piano scrittoio [Nidi], poltroncina AAC 227 con base in metallo nero e scocca rivestita in tessuto grigio [Hay da Arcarreda, cm 59x 54x82h]; sul top, lampada Tolomeo [Artemide] e brocca Brus in vetro [Ferm Living].
A terra, tappeto Black Lines [Ferm Living da Arcarreda], sul soffitto sospensione Formakami JH5 [&Tradition, ø cm 70]. Nel corridoio, armadiature a muro nel disimpegno realizzate su disegno da [Maran Arredamenti] con le ante rivestite con carta da parati Lotus BP 2011 [Farrow&Ball].
La camera padronale era a ridosso di cucina e bagno di servizio e raggiungibile da un doppio disimpegno ‘mangiaspazio’. L’architetto Salfi ha ridisegnato totalmente gli ambienti, riuscendo ad ampliare
la stanza e a dotarla di doppi armadi profondi 90 cm e di un bagno en suite. Sulla panca Hako [101 Copenhagen da Arcarreda,
cm 120x35x42h], vassoio Garcon [KnIndustrie], vetri [Ichendorf].
In linea con la camera da letto, anche il bagno ha uno spirito romantico e uno stile che guarda al passato. Le rubinetterie e le cornici dorate sono perfette con le lastre in grès che riproduce l’alabastro e il legno caldo del mobile lavabo. La zona della doccia walk in è stata trattata per risultare antiscivolo senza perdere in impermeabilità.
Ridisegnare gli spazi per creare uno studio apri-e-chiudi sul living, le scelte stilistiche sono colori scuri abbinati a un bianco 'dolce', arredi dalle forme lineari e moderne uniti ad altri vintage. Il risultato è sofisticato e al tempo stesso 'caldo'.
Roberta e la sua famiglia si sono trasferiti da una casa d’epoca a una degli Anni ’70. «Ciò che mi ha convinta a rinunciare ai soffitti alti e alle cornici rétro sono state le grandi finestre del soggiorno e la possibilità di ridisegnare gli spazi in base alle nostre necessità» racconta Roberta. «Volevamo uno studio apribile sul living, due camere da letto, una cucina parzialmente a vista, ampie armadiature e due bagni comodi».
Le scelte fatte
In stretta collaborazione con l’amica architetto Loredana Salfi, che ha seguito e diretto tutti gli interventi architettonici e disegnato alcuni arredi fissi, i proprietari rivedono gli spazi in modo da eliminare le ‘zone morte’, come il corridoio che girava intorno al vano ascensore, e danno la giusta misura alle stanze trovando spazio a contenitori a sorpresa (quelli della camera padronale sono profondi 90 e 120 cm!). Infine con Vanessa Pisk «che seguo e ammiro da anni su CasaFacile» dice Roberta, «abbiamo aggiunto importanti tocchi di interior, dalle carte da parati rétro e grafiche, ai colori, agli arredi vintage e iconici».
Il tocco di stile
Il fil rouge della zona giorno sono le geometrie nette: linee diritte e curve nello stesso punto di nero che riveste pareti e soffitto di ingresso e cucina, ammorbidito da imbottiti chiari più tessili in tonalità calde e in texture tridimensionali. Nella zona notte, l’atmosfera si fa più morbida e romantica grazie a una palette soft.
Il Premio OspitaMI “Achille Castiglioni Design & Ospitalità” è rivolto a tutti gli host milanesi e della provincia che nelle loro stanze o case in affitto turistico hanno scelto oggetti quotidiani di design e hanno ideato particolari soluzioni architettoniche ed estetiche per la miglior fruizione dell’ambiente abitativo.
Martedì 14 novembre alle 18:30 presso ADI Design Museum si terrà la Premiazione della seconda edizione del “Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità”. Promosso dall’Associazione OspitaMI in collaborazione con la Fondazione Castiglioni, il Premio è patrocinato dell’ADI Associazione per il Disegno Industriale e ADI Design Museum che metterà a disposizione la location per l’evento.
Un premio che l'Associazione ha lanciato per sensibilizzare, cittadini e istituzioni, sul valore culturale, sociale ed economico, dell'home sharing. All'interno delle case degli host, il turista incontra le tradizioni italiane e la bellezza del design italiano, vera e propria icona nel mondo.
Da sempre crede che l’accoglienza e l’ospitalità di qualità si fondino sul vivere - anche solo temporaneamente - in un ambiente confortevole, piacevole e funzionale. Tutti gli ospiti hanno il diritto di soggiornare in case confortevoli e belle. È per questo che il design degli oggetti che ci circondano assume una particolare importanza, in quanto è presente nella vita di tutti i giorni e migliora la qualità della vita”(Fabio Calarco, Presidente dell’Associazione OspitaMI)
Il Premio è realizzato in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni, che ha visto in tale evento uno dei principi ispiratori del famoso architetto e designer che diceva “gli oggetti devono fare compagnia” e che ama le abitazioni di quelle persone che sanno animare, presentare e condividere gli oggetti custoditi nella loro casa e stratificati nel tempo.
La casa ci appartiene, svela molti risvolti della nostra identità e racconta quell’intimo legame tra gli oggetti, testimoni delle nostre storie private di vita quotidiana, di viaggi passati e sogni nel cassetto (Giovanna, figlia di Achille Castiglioni)
La giuria del “Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità” è composta da: Fabio Calarco (Presidente di OspitaMI), Laura Lucchini (curatrice del Premio), Giovanna Castiglioni (in qualità di rappresentante della Fondazione Achille Castiglioni e Presidente di giuria), Carlo Alberto Maggiore (docente di Composizione Architettonica e Urbana alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano) e Francesca Magni (direttrice della rivista CasaFacile, media partnership dell’evento).
Il primo classificato riceverà la targa di OspitaMI e il tavolino CUMANO disegnato da Achille Castiglioni nel 1977 e prodotto da Zanotta, messo gentilmente in palio, per l’occasione, proprio dall'azienda. Il secondo classificato riceverà un servizio tavola della collezione Radici, offerto da Tessitura Randi, storica azienda di tessuti dal 1931. Il terzo classificato riceverà un oggetto “misterioso” da parte della Fondazione Achille Castiglioni. Un ulteriore premio sarà assegnato da Francesca Magni direttrice di CasaFacile e valuterà i concetti di ospitalità e accoglienza delle case partecipanti al concorso.
Nel corso della manifestazione interverranno Giovanna Castiglioni e Marta Zanotta, responsabile Comunicazione e Marketing di Zanotta, la storica azienda protagonista della storia del design italiano dagli anni ’60 ad oggi.
La premiazione avverrà all'ADI Design Museum all'interno delle sale della mostra fotografica delle case dei partecipanti al concorso. Il giorno dell'evento, dalle ore 17, sarà possibile visitare il Museo al prezzo speciale di 10 euro, effettuando la prenotazione dal sito di OspitaMI che, a conclusione dell’evento, offrirà un aperitivo ai partecipanti. Sempre nelle sale del museo si potrà visitare la mostra ADI DESIGN INDEX 2023, ovvero la preselezione dei migliori prodotti di design del 2023 che parteciperanno al prossimo Compasso d’Oro.
Sedute, credenza, tavolo ma anche specchio e lampada: linee curve – e ad arco, che qui è protagonista – creano un senso di calda accoglienza.
Per un’atmosfera ancora più soft, aggiungi dei colori pastello: con pavimento e soffitto neutri e una continuità cromatica tra parete e porte, puoi creare un effetto avvolgente.
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Ante in vetro nella credenza Mason [Urban Outfitters]
Sophia, poltroncina in stile vintage [Egoitaliano]
Elegante e funzionale il tavolo Inox [Pedrali]
Tessuto effetto velluto per la sedia Renetta [Viadurini]
Ha piano sagomato il tavolino Vassoi [Nidi]
Tre anelli con diverse finiture nella lampada Loop s3 [Riflessi]
Effetto finestra per lo specchio Maravilla [Klingel]
Essenziale il vaso in vetro soffiato Flower Garden Posy [LSA International]
Un tocco esotico con la pianta di Banano [Lezio]
Bois Sauvage, da spruzzare anche sulla biancheria, evoca una passeggiata nel bosco [L’Objet]
Porta Eclisse 40 con telaio effetto 3D [Eclisse]
Idropittura opaca Expert Superlavabile [V33]
Parquet a cassettoni in rovere spazzolato Jura [Iperceramica]
Tavolo [Extendo, da Galleria Mia], sedie Ariston di Augusto Bozzi per Saporiti, Anni ’50, da [Spazio Ampio], come il lampadario Poliedri, di Venini su disegno di Carlo Scarpa. Un tappeto-tigre? Tiger di [Rugvista], lampada a forma di palma su [viaantica.be].
«Parte della composizione è stata recuperata dalla casa precedente: l’abbiamo ampliata e ridisegnata, insieme al tavolo, riprendendo il modello originario. Alla fine abbiamo inserito questa cucina economica in acciaio perché Giulio, cuoco per passione, desiderava avere dei fuochi semi-professionali» racconta
la stylist Cristina Gigli.
Dalla cucina, la porta a due battenti, ridipinta di grigio antracite, apre su un insieme optical: pavimento di cementine a scacchi e una fila di sospensioni in ottone. Oggetti sul tavolo [Bitossi Home], frigorifero Fab 38 [Smeg].
Cementine [Popham Design], in vendita da [Cantiere Galli]; sospensioni in ottone realizzate da [Piccola Bottega], librerie Krossing [Kriptonite]. Sulle ‘scatole’ rosse a destra, il colore a olio è Baked Cherry 14 [Little Greene].
Geniale l’idea di aumentare i metri quadri di alcune stanze, come il bagno degli ospiti, creando dei volumi che si staccano dal setto principale e fuoriescono come se fossero scatole rosse.
Nella camera di Giulio e Alice, Cristina bissa
la carta a tema animalier e, per sfruttare meglio gli spazi, scompone l’armadio principale in più armadi, fatti realizzare su misura e con le ante rivestite in paglia, che contrasta con il legno più scuro.
Carta da parati Satara [Cole&Son]; letto, comodini e comò della linea Portobello [Maisons du Monde], sedie mod. Ariston di Augusto Bozzi per Saporiti, Anni ’50, in vendita da [Spazio Ampio], lampadario [Piccola Bottega], lenzuola [La Fabbrica del Lino].
Bisognava inserire una doccia, una vasca e un mobile con due lavabi, quindi Cristina ne ha disegnato uno su misura, prevedendo degli inserti in paglia di Vienna e due bacini dalle dimensioni contenute. Mobili su disegno di Cristina Gigli, realizzati dalla falegnameria [Teknocoop Wood Design Solutions], lavabo Shui [Ceramica Cielo], luci [Piccola Bottega].
Prendi una casa Anni'60 con un'importante boiserie in legno: cosa fai? La risposta è stata: la metto in risalto con una carta da parati esotica che spiazza e aggiungo arredi della stessa epoca...
Giulio e Alice, grandi appassionati di viaggi, hanno acquistato questa casa a Roma, in zona Flaminio, grazie all'intuizione e di alcuni amici: in parte già ristrutturata, occorreva solo rifare il bagno e personalizzare quello che c’era. Così hanno contattato Cristina Gigli, la nostra interior stylist che – in collaborazione con l’architetto Raffaella Malservisi – ha curato il progetto.
Le scelte fatte
«L’appartamento rispondeva ai nostri gusti e all’amore per il design Anni ’50 e ’60. Erano ancora presenti pavimenti, boiserie e caloriferi d’epoca che, grazie al progetto di Cristina, sono nuovamente sbocciati» dice Alice. Alcune stanze sono state ampliate creando un divertente gioco di volumi che fuoriesce dalle pareti originarie, abbattute.
Il tocco di stile
È stato decisivo l’intervento di Cristina che invece di ‘smorzare’ le boiserie in legno preesistenti le ha sottolineate aggiungendo carte da parati esotiche che danno un tocco eclettico e fanno risaltare le essenze scura del legno. Gli arredi sono un mix di pezzi presi nei brocante algerini e di vintage nostrano, come le poltrone gialle in stile Gio Ponti e quelle arancioni di Artifort che facevano parte dell’arredamento dell’hotel El Djazair ad Algeri.
Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... 'fare la muffa'!
Le muffe si riproducono tramite le spore che si depositano sulle superfici e si moltiplicano quando trovano le condizioni ideali. Si diffondono nell’aria e solitamente non possono essere viste a occhio nudo, ma sono ovunque. Un mondo fisico che è un po’ metafisico...
Élodie Antoine è un’artista di sculture morbide. Con i suoi funghi tessili, contamina un luogo scuotendone l’ordine stabilito, suscitando sentimenti di curiosità, attrazione e repulsione.
Michael McGrath ama rappresentare il misticismo, renderlo visibile con la sua arte fatta di simboli tra bene e male, inseriti nel nostro paesaggio e in natura. Ecco qui uno dei suoi ‘Brontoloni in agguato’ (No. 2.) personaggi ultraterreni a grandezza umana.
Daria Fedorova sviluppa una metodologia unica di coltivazione artistica di microrganismi. Mostra, combina e plasma le spore in splendide composizioni artistiche.
Una vetrata in ferro divide living e ingresso: davanti alla sua parte fissa, il camino è appoggiato a un setto murario realizzato ad hoc. Il fatto che la canna fumaria in questo modo fosse decentrata rispetto al focolare non ha rappresentato un problema, anzi:
il tubo in acciaio lucido fa anche décor!
«Qualsiasi cosa abbiate nelle vostre stanze, pensate innanzitutto alle pareti, perché sono loro a costruire la vostra casa,
la vostra dimora...». William Morris, The Lesser Arts of Life, 1882.
All’ingresso e in cucina, carta da parati Pimpernel [Morris & Co.]. cucina [Nova Cucina], sospensione Nur [Artemide]. Sgabelli Bergmund [Ikea] rivestiti, come il cuscino della panca, con un tessuto che ripropone il disegno della wallpaper.
Wallpaper in cucina? si può! Scegli una wallpaper vinilica, in Tnt (tessuto- non-tessuto) o in fibra di vetro
con superficie resinata: è impermeabile e lavabile e resiste ai vapori. Fai fare un trattamento sigillante sulle giunture tra i rotoli della carta.
Ami il cotto, ma preferisci un materiale di più facile manutenzione? Il grès effetto cotto fa al caso tuo: guarda quello della collezione Wish, nella versione Brick Semimatt [Ragno], della serie Terra [Marca Corona]
e anche delle collezioni Vignoni, Carpegna e Galestro [Del Conca].
Chiudi la nicchia, o solo una parte di essa, con ante in paglia di Vienna: addio disordine! Il lampadario XXL, a cupola, arreda bene gli spazi alti e ampi. Perfetto anche sull’isola!
La veranda è l’unica parte che Nora e Ottavio hanno fatto realizzare ex novo. «Volevamo uno spazio dove i bambini potessero giocare, mangiare, colorare, sporcare senza restrizioni, ed è di fatto la parte che viviamo di più anche con
gli amici o nelle cene di famiglia. Ha un’apertura completa sul giardino e in primavera diventa una stanza en plein air; in inverno si cucina sulla stufa a legna» racconta Nora.
Tavolo [Ikea] non più in produzione: simile, il modello Brooklyn, allungabile e disponibile
in varie misure [Westwing]. Tappeto Lohals [Ikea]. Sedie intrecciate Costa [Westwing], poltrona naturale sospesa
Nest, da utilizzare solo indoor [Casa].
Intorno al tavolo di rovere, le sedie in rattan e la stuoia in fibra di cocco aumentano il tasso di décor al naturale. La parete dipinta di grigio antracite, secondo il suggerimento dell’interior designer Eugenia Gourlay, spinge
lo sguardo verso il verde all’esterno. Uno spunto da copiare!
Carta da parati Bird & Pomegranate [Morris & Co.], lampadario Sphere Led [The Lighting Superstore]. Il tavolo e le sedie sono vintage. Puoi trovare delle belle tende di lino da [La Fabbrica del Lino]. A parete, pittura Pleat 280 [Little Greene].
Nelle case dei primi del ’900 la sala da pranzo era una delle stanze di rappresentanza: oggi
è usata per le poche cene più formali o come luogo di svago.
Tappeti simili puoi cercarli su [Rugvista]. busti in terracotta, come quello sul pianoforte, in vendita su [Selency]. Se cerchi sedie Art Nouveau simili a quella sopra, vai su [mobilidelpassato.com].
«Quando la luce naturale nella stanza scarseggia, è meglio
usare il metodo che io chiamo ‘embrace the darkness’, cioè abbraccia l’oscurità: uso colori più scuri per creare un ambiente confortevole e caldo» spiega l’interior designer Eugenia Gourlay.
Le carte da parati di William Morris, a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, sono state una rivoluzione: durante la vita dell’artista furono prodotti circa 70 motivi, tra cui questa, Bird & Pomegranate (1866). Morris ne sollecitava però un uso appropriato: detestava le boiserie di carta, tanto in voga all’epoca, e quelle che imitavano elementi architettonici, fregi e angoli. Secondo la sua visione, era sufficiente usare un unico motivo e dividere la parete in due «con una boiserie di 4 piedi e 6 pollici».
Hai notato il posizionamento laterale dei rubinetti e il mobiletto a incastro sotto piano? Lo spazio contenitivo basta, perché poi è ripetuto a destra e a sinistra del lungo specchio. Un’idea da copiare!
Tappezzerie Old England, antichi pavimenti recuperati e colori di tendenza: il relooking di questa casa Liberty sul Lago d'Orta propone uno stile informale che invita a osare!
Omegna, lago d’Orta. Attraversare le stanze di questa casa signorile del primo ’900 significa fare una passeggiata all’interno di una dimora di campagna che sperimenta il contrasto con i tempi moderni e le nuove esigenze di una famiglia numerosa. A raccontarci questa storia sono la proprietaria Nora Gaballo – che vive qui con il marito Ottavio Pisarra e i figli Vittorio, Ester, Achille e Camillo – e l’interior designer Eugenia Gourlay. Nora ed Eugenia si sono conosciute su Instagram: la prima, un giorno, si imbatte nella bacheca della seconda ed essendo un’amante dello stile British decide che è la professionista giusta a cui affidare la decorazione della sua villa, ristrutturata poco tempo prima.
Le scelte fatte
«La nostra casa davvero ci rappresenta: ci piace il mood inglese ma non solo... La cucina esprime al meglio la varietà del nostro gusto» inizia Nora. Dove non è stato possibile recuperare il parquet sono stati inseriti cotto, cemento industriale e marmo; e si è ampliato lo spazio con una veranda perfetta per la quotidianità familiare.
Il tocco di stile
Le carte da parati di William Morris, capaci di legare tutti gli arredi, vecchi e nuovi, con il loro sapore inglese.
Hanno forme inattese e colori e superfici che sorprendono. E così non solo assolvono alla loro funzione primaria, ma sono anche piccole opere d’arte – spesso pensate da designer di fama.
Prova a immaginarli sopra un mobile, in ingresso, in bagno, in un disimpegno, sulla parete di una scala...
Amplificano la luce, dilatano gli spazi... Gli specchi sono presenze fondamentali in casa. Questi, poi, hanno anche una valenza décor! [Francesca]
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Cornice in acciaio blu lavorato a diamante per Diamond [Riflessi]
Round Square, geometrico in materiale plastico, design Clara von Zweigbergk [Domestic]
Anche con vetro fumé rosa Ellipse, dalla cornice in ottone [Red Edition]
Canal Grande Collection, prospettico. Design Patricia Urquiola [Cimento]
In polietilene, Cordiale Mirror ha linee Art Déco. Design Roberto Paoli [Slide]
Bold, maxi e con cornice rivestita in tessuto, design Andrea Lucatello [Midj]
Struttura in mdf e finitura specchio azzurra per Azul, design Paola Navone [Turri]
Bicolore, con due forme sovrapposte: Origami [Hübsch]
Specchio Zigzag con cornice in resina blu [&klevering]
Specchio Mossø con cornice in quercia [FDB Møbler]
2018 - Camerino [Caccaro] per la zona notte: il vetro Fumé delle ante lascia intravedere il contenuto del modulo rendendolo ancora più scenografico e sofisticato.
2018 - La cassettiera richiama il Noce dei ripiani e della schiena, rendendo ancora più elegante e coeso l’aspetto di Camerino [Caccaro] in questa configurazione per la zona notte.
2018 - L’anta dell’Apertura totale di Camerino [Caccaro] s’impacchetta su sé stessa e con un semplice gesto si richiude, assicurando ai tuoi abiti la massima protezione.
2023 - Camerino [Caccaro] bifacciale introduce la zona notte e Boiserie ne trasforma la schiena in una compatta working station, impreziosita dai due Inserti illuminati.
2023 - Camerino [Caccaro] diventa una pratica libreria e delimita lo spazio dell'home office, perfetto per riporre cancelleria, documenti e oggetti di uso quotidiano.
2023 - In centro stanza, appoggiato alla parete oppure incastonato tra due moduli Freedhome, Camerino [Caccaro] è il connubio perfetto tra capienza, funzionalità e impatto estetico.
2023 - Camerino [Caccaro] in centro stanza come una quinta che organizza l'ambiente senza dividerlo, delimitando la camera da letto e al contempo offrendo la capienza di una cabina armadio.
Nel mondo del design il nome di Caccaro evoca versatilità e stile: tra le creazioni più iconiche spicca Camerino, il modulo cabina armadio che, nei dieci anni che hanno seguito il suo lancio, continua a innovarsi per adattarsi all'uso in diversi ambienti della casa.
La storia di Camerino inizia nel 2013, grazie alla collaborazione tra Caccaro e il designer Sandi Renko, che ha l'intuizione di unire le funzioni e l'estetica del guardaroba e della cabina armadio in un unico elemento. Questa visione ha portato alla creazione di un modulo a forma di U con una profondità maggiore rispetto ai tradizionali guardaroba, ma con una larghezza più contenuta. La prima innovazione sta proprio qui, perché questo approccio ha risolto le limitazioni tipiche degli armadi convenzionali, eliminando l'ingombro delle ante e la necessità di murature personalizzate.
Camerino sposta la propria progettualità a servizio della polifunzionalità degli arredi e degli spazi: il modulo si distingue per essere autoportante, completo di rifiniture su tutti i lati, il che permette di posizionarlo in qualsiasi parte della stanza, non solo in nicchie o adiacente alle pareti, ma anche al centro.
Nel 2018, Camerino attraversa una fase di evoluzione ulteriore, sposando i principi di modularità e compatibilità del nuovo Sistema Freedhome di Caccaro. Questa unione rafforza ulteriormente il ruolo centrale di Camerino, che brilla per la sua capacità di contenimento, dettagli di alta qualità, dimensioni ergonomiche, finiture impeccabili, e un sistema di illuminazione integrato e automatizzato.
In seguito, l'evoluzione di Camerino è caratterizzata da una sorprendente bifaccialità, che lo rende funzionale a tutti gli ambienti della casa, dalle camere da letto alle aree living e agli spazi di lavoro. Questa versatilità lo rende un elemento fondamentale nell'organizzazione dello spazio senza la necessità di costose opere murarie.
Combinando la struttura autoportante di Camerino con il Sistema Architype, che riveste il retro, si crea un elemento architettonico che divide e organizza lo spazio in modo intelligente. Camerino può ospitare una varietà di unità sospese, mensole, scrivanie, e altri elementi, diventando così una parte essenziale del design di interni di ogni stanza.
Due proposte décor per il Natale che partono dal colore più luccicante che ci sia: l’oro
Lo stile Classic Christmas è il Natale della tradizione, quello che tutti abbiamo vissuto da bambini. Lo stile Magical Christmas è perfetto per gli animi romantici. Ecco due proposte décor per il Natale che partono dal colore più luccicante che ci sia: l’oro.
Nello stile Classic Christmas l’oro sposa il rosso bordeaux e il verde per una palette all'insegna della tradizione. Qui spiccano lo Schiaccianoci in tantissime varianti di misure e abbigliamento e i tessuti tartan. Lo stile Magical Christmas romantico, sognante, ma anche glamour, si arricchisce con ombrellini di velluto, ballerine in tutù di piume, glitter, stelle e nastri.
Stile Magical Christmas
Chi ha detto che l’Albero di Natale deve essere addobbato solo con abbinamenti cromatici classici? Per chi vuole osare, l’alternativa giusta è data dalla palette del rosa cipria e oro. Dal rosa cipria e dal rosa antico tutte le nuance di questo colore sono perfette per creare un ambiente fatato. Tra i colori da abbinare al rosa oltre all’oro anche il bianco che crea punti luce all’interno dell’abete. Per dare un tocco ancora più romantico potete aggiungere anche degli addobbi vintage. Idee raffinate per creare un’atmosfera di frizzante attesa che caratterizza le festività. In questa ambientazione, dal mood raffinato e sontuoso, l’abete, snello e ben decorato è valorizzato da tante palline e da un puntale classico, tempestato di glitter.
L’atmosfera dello stile Magical Christmas viene creata anche dagli altri addobbi del living. La magia del Natale si trova anche sui davanzali allestiti con rami di pino verde e grazie alle sospensioni in carta a forma di stelle rosa che di sera, proiettano giochi di luce sulle pareti. Il divano e il pouf in sono arricchiti da morbidi cusciniche fanno pendant con le tende e con il tappeto rosa dall’elegante texture a losanghe ton sur ton. La scala è stata addobbata con un festone di pino e delle candele in stile Magical Christmas. Punto focale dell'ambiente il camino illuminato da una cascata di luci led, da candele bianche di tantissime misure e candele profumate.
Accanto a palline e Schiaccianoci, abbondano fiocchi e coccarde di materiali morbidi. Tra le fantasie non può mancare il tartan sulle tonalità verde-rosso oro. E per rendere l’atmosfera più avvolgente, ecco tante luci calde, anche colorate. Forme e decori classici ed eleganti caratterizzano il living, in cui l’Albero di Natale è il punto focale che trasforma l’ambiente in magia pura.
I grandi abeti, che hanno fatto parte dei ricordi di molti di noi, sono riccamente decorati con addobbi di colore rosso bordeaux, verde, crema e oro: una combinazione cromatica perfetta per riflettere lo spirito natalizio. Sull’albero non possono mancare personaggi come gli schiaccianoci un simbolo natalizio di un tempo passato o di una nuova vita che allarga la famiglia. Oltre alle catene luminose, le candele e le lampade in vetro, sono un valido aiuto per creare atmosfera e diffondere profumi avvolgenti nell’ambiente.
Il calore del Natale in stile classico è dato anche dagli addobbi scelti per allestire lo spazio che circonda l’Albero di Natale tra cui cuscini, maxi personaggidecorativi e tende doppie e sontuose tenute da embrasse che conferiscono maggiore importanza all’ambiente. Inoltre, per infondere quella sensazione di stupore negli ospiti non appena entrano in casa, addobbare il camino con un ramo verde e delle lucine calde e avvolgenti si rivelerà la scelta giusta e valorizzerà ancora di più l’ambiente.
Divano angolare Tribeca [Westwing], coffee-table in massello di rovere acquistato su [pakamera.pl]. Lampade a sospensione: Wicker, in rattan [HKliving]; Glow, in ottone [House Doctor]; Homme 6 in metallo verniciato [Aldex]. Tavolo allungabile Filippa [Rowico], sedie [Woodica].
Anche la zona pranzo ha il suo lato soft: le sedie dalla forma avvolgente con schienale e seduta imbottiti. Ideali per lunghe chiacchierate intorno al tavolo con gli amici!
I padroni di casa amano mettersi ai fornelli e Butterfly Studio ha scelto una cucina
a U che permette di sfruttare al meglio lo spazio, collocando nel lato corto il forno. Una configurazione funzionale che però necessita di almeno 90/100 cm tra i due lati lunghi, per muoversi agevolmente. Da copiare il dettaglio del paraschizzi in vetro serigrafato che riproduce l’intreccio della paglia di Vienna: un effetto ottenibile anche con le piastrelle come quelle della linea Paglia di Vienna [Domenico Mori].
Colpo di scena nel living: la pennellata indaco della parete, visibile anche dalla zona pranzo, rompe la monotonia dei toni neutri e dà carattere all’ambiente! Anna e Joanna hanno organizzato lo spazio intorno a due punti focali: la televisione a muro e il camino minimal che, grazie al vetro angolare, si può vedere da ogni punto del divano. Ricorda che, per poter usare i camini anche nelle Regioni italiane che pongono restrizioni, è necessario installare apparecchi che abbiano ottenuto quattro o cinque stelle secondo la certificazione rilasciata da organismi autorizzati come IMQ.
Per i camini a legna con vetro angolare guarda i modelli Plasma [Mcz], Windo [Edilkamin], Monoblocco 800 angolo [La Nordica Extraflame], Serie WT [Palazzetti].
Una panca incassata sotto una finestra si trasforma in un angolo
in più per leggere o per chiacchierare. E la puoi sfruttare anche come
vano contenitore! o sgabello in legno naturale è del brand polacco
[Lectus Design]; è simile ad Astrati, design di Michele De Lucchi [Riva 1920]. Per i copriletto tipo quilt in toni naturali, consulta i cataloghi di [Fazzini], [Caleffi], [Bassetti] e [Frette].
Il progetto di Butterfly Studio combina il minimalismo del design scandinavo con l’eclettismo e il richiamo
alla natura tipici dello stile bohémien. Anche la camera da letto raccoglie molti di questi elementi.
"La camera di un bambino è uno spazio multifunzionale dove l’area dedicata al gioco va separata dalla zona notte, creando nicchie
o quinte per schermare il letto." Trovi molte tende da indiani, dette anche teepee, su [Amazon] e [family-nation.it]. Una lampada a forma di nuvola è il mod. Krusning [Ikea].
In bagno, console con lavabo realizzata su misura. È simile a Canopy [Maisons du Monde, cm 75x49x93h], Marcel, dalle forme arrotondate [Ceramica Cielo] ed Emyl, con lavabo sottopiano [Loberon]. Se cerchi la sola console, su cui installare il lavabo che preferisci, c’è il mod. Malindi [Deghi, disponibile da cm 60 o 85].
C'è chi fa del non-colore la propria bandiera di stile. Ma ci vuole abilità per rendere questa scelta accogliente e non noiosa. Ecco una casa polacca dove la magia è riuscita.
Anna Baranowska e Joanna Felczuk sono le fondatrici (entrambe trentenni) di Butterfly Studio, a Varsavia. Con il loro intervento hanno trasformato questa casa unifamiliare in riva al lago di Skierniewice, non lontano dalla capitale polacca, nel rifugio per una famiglia in fuga dalla città.
Le scelte fatte
Qui la bellezza del panorama che si ammira dalle vetrate ha ispirato uno stile tutto a tinte neutre, che le progettiste sono riuscite a rendere accogliente e personale scegliendo materiali che portano la natura negli interni, come il legno di quercia del parquet, e modulando le texture (si vedano i lampadari in paglia a le belle tende drappeggiate).
Il tocco di stile
Gli intrecci, in paglia di Vienna o in rattan, ricorrono in tutta la casa: li trovi in cucina, nel mobile del bagno, nella poltrona della stanza dei ragazzi. Un fil rouge che aggiunge un tocco tra vintage e naturale, assolutamente trendy.