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Come restaurare una roulotte e trasformarla in una bottega itinerante

Gloria Colucci non è una merciaia qualsiasi: oltre a gestire la bottega Ohlala a Manerbio gira l’Italia con la sua Cyndi, la prima merceria al mondo in roulotte!

 

Gloria ama i colori accesi, la musica rock e l’handmade, ed è riuscita a fondere tutte queste passioni trasformando la merceria di famiglia in una bottega piena di allegria e creatività.
Ma il suo sogno non si è fermato qui: grazie ai social e a un crowfunding di successo, insieme a suo marito Francesco è riuscita a realizzare Cyndi, una merceria itinerante con la quale porta in giro per l’Italia il suo mondo colorato!

L’abbiamo intervistata per conoscere meglio il suo progetto, per farci raccontare i dettagli del restauro della sua Cyndi e per capire come è riuscita a rendere gli spazi ridotti di una roulotte adatti alle esigenze di un negozio.

 

Parlaci un po’ di te, delle tue passione e di come hai cominciato questo lavoro.
Sono cresciuta a pane e spolette di filo dietro il bancone della merceria di mia nonna! E’ un mestiere che mi ha sempre affascinato, ho imparato a ricamare a punto croce e ad attaccare bottoni ancor prima di saper leggere e scrivere e sapevo che avrei fatto la merciaia sin da bambina!
Ho una grande passione per tutto quello che è creatività e fatto a mano, ma anche per tutto ciò che è colorato e vivace. Tutta la mia attività è collegata da un’altra passione che è la musica: amo il rock e il punk e sono una fan sfegatata anche del pop anni '80. Per questo la pianta che si trova in vetrina si chiama George (Michael), il divano è Sandy (Marton) e la roulotte che ospita la mia merceria itinerante si chiama Cyndi (Lauper).

Come è nata l’idea di una merceria itinerante? Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa avventura?
Ho sempre frequentato mercatini ed eventi (sia come visitatrice che come espositore) e mi piace viaggiare. Non ho mai concepito la mia attività solo dentro le quattro mura della mia bottega e ho sempre sognato di muovermi con tutti i miei gomitoli e i miei tessuti. All’inizio ho fprovato con i classici banchetti ma non rendeva l’idea: troppo poco spazio, poco organizzato, pochi prodotti.
In un brainstorming di idee con Francesco, mio marito, lancio la grande sfida: trasformare una roulotte in un negozio vero e proprio, dove le persone possono salire e acquistare lana, fili, bottoni e tessuti. Ma non avevamo i mezzi. Avevo investito tutto e quel sogno era troppo grande per rimanere ancora nel cassetto.
Ma grazie ai social e ad un crowdfunding, oggi 'La Carovana Creativa' esiste sul serio!

Dove hai cercato ispirazione per il design di Cyndi? Se dovessi definire il suo stile?
E’ stato un vero cruccio ad inizio cantiere. Avevo il terrore di non esser capita, di dare forse troppo nell’occhio e per questo la prima palette di colori era nei toni pastello. Ho fatto una ricerca online sul restauro delle roulotte e dei van (in America va di moda!) ma il classico color legno non mi rispecchiava. Così ho preso i miei colori preferiti (fucsia, turchese e giallo) e ho cestinato la palette precedente! Non mi sono trattenuta e mi sono data alla pazza gioia con le latte di smalto ad acqua e tanta carta abrasiva!

Raccontaci un po’ del processo creativo. Come hai organizzato lo spazio? Cosa ti ha ispirata nella scelta dei colori e dei materiali?
Organizzare gli spazi è stato difficile ma divertente! Sono abituata ad una bottega di 45 mq, qui sono solo 8! Inizialmente Cyndi presentava due letti a una piazza e mezza e una cucina con frigo e fornelli: abbiamo eliminato il primo letto, che è stato sostituito da un cassone apribile in legno, dove riponiamo i pezzi della veranda esterna, sgabelli, tavoli e accessori. La cucina è stata totalmente eliminata e al suo posto abbiamo fissato un mobile Ikea in alluminio leggero color turchese, dove riponiamo ferri e uncinetti.
Abbiamo mantenuto tutti i mobili originali e li abbiamo suddivisi in base ai prodotti: il primo armadio è stato trasformato in una vetrina riciclando della rete metallica e all’interno si trovano tutti i tagli di felpa e jersey. L’armadio più grande, invece, lo utilizziamo per custodire la cassa e tutto l’occorrente per confezionare i prodotti dopo la vendita. I mobiletti in alto sono occupati per lo più da gomitoli di lana e sono molto pratici mentre viaggiamo!

Quali sono gli interventi di restauro effettuati? Avete fatto tutto da soli?
Una montagna di lavori! Quando abbiamo visto Cyndi per la prima volta è stato un colpo di fulmine. All’esterno era perfetta, mentre l’interno non era messa particolarmente bene. Il pavimento era totalmente da rifare a causa di infiltrazioni d'acqua ed esteticamente parlando, era la classica roulotte anni 80: tutta beige e marrone. La carta da parati è stata carteggiata e le pareti ridipinte con un primer bianco e con ben 4 passaggi di smalto bianco. L’intero impianto elettrico è stato risistemato, abbiamo tinteggiato tutti i mobili e confezionato tende e cuscini. I lavori sono cominciati a luglio e sono terminati a ottobre, abbiamo fatto tutto da soli con l'aiuto di amici e parenti. 

C’è un dettaglio di Cyndi che ami particolarmente?
L’area dei divanetti! Quando piove, mi piace sedermi e guardare la pioggia sul finestrone. Chiunque sale sulla Carovana, si siede ad ammirare questo piccolo negozio e per me è davvero emozionante! 

Un intervento fai da te o low budget di cui vai fiera?
Il cassone all’entrata, è’ stato totalmente realizzato da Francesco con una intelaiatura di legno iniziale e con dei pannelli di recupero! E’ davvero spazioso e ci permette di custodire anche parte del magazzino.

Hai qualche consiglio per chi vorrebbe cimentarsi nell’impresa di restaurare una roulotte?
Noi siamo talmente fieri del risultato finale che al momento stiamo cercando un camper da restaurare! Fate parecchia attenzione al pavimento e alle infiltrazioni: le roulotte vintage hanno bisogno di costante manutenzione. Infatti in questi mesi invernali ci occuperemo di Cyndi per prepararla al meglio per il 2019!

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Laura e Maria Elisa Galeazzo

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