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Caldaia: stare al caldo senza sorprese

Prima che arrivi il freddo 'tosto' è meglio dare un'occhiata alla caldaia. Ecco quali controlli affidare ai professionisti e quali puoi fare in autonomia.

I CONTROLLI DA AFFIDARE AL PROFESSIONISTA

  • La pulizia dei componenti che andrebbe fatta almeno una volta all’anno (prima di accendere la caldaia): è importante perché comporta la rimozione sia delle eventuali incrostazioni che possono normalmente formarsi col tempo e l’uso intensivo su alcuni componenti (come gli ‘scambiatori’ e gli elettrodi) sia delle ossidazioni sui bruciatori.
  • La manutenzione ordinaria che, anche se di norma è annuale, dev’essere fatta in base alla frequenza indicata dal produttore sul libretto d’uso e manutenzione e prevede controlli e prove tecniche per verificare il corretto funzionamento dell’apparecchio. Le indicazioni riportate sul libretto d’uso non sono chiare? Chiedi al tuo tecnico di fiducia ogni quanto dovresti farla
  • Il ‘controllo fumi’ è la verifica nota anche come prova fumi o bollino blu. Il tecnico analizza l’efficienza del processo di combustione, misurando la concentrazione di ossido di carbonio contenuta nei gas di scarico e determinandone l’impatto sull’ambiente. Obbligatoria per legge, ha una cadenza diversa a seconda del tipo di impianto e della fonte di alimentazione:
    1. se l’apparecchio è alimentato a combustibile liquido o solido, deve essere effettuata alla prima accensione e poi ogni 2 anni;
    2. se la caldaia è a gas, come nella maggior parte dei casi, il controllo fumi va fatto ogni 4 anni, salvo restrizioni regionali che possono imporre cadenze diverse (per esempio in Lombardia è prevista ogni 2 anni).

I CONTROLLI CHE PUOI FARE IN AUTONOMIA

  • La verifica della pressione attraverso il semplice controllo del manometro, il dispositivo a manopola di cui è dotato ogni apparecchio che ha la funzione di indicare la pressione della caldaia: se una volta avviata la caldaia il manometro segna un valore tra 1,2 e 1,5 bar, la pressione è perfetta. Se scende al di sotto di questo valore, per farla risalire ai valori corretti basta 'caricare' l’acqua aprendo il rubinetto di carico dell’impianto che trovi sulla caldaia; se invece sale superando i 2 bar, dovrai sfiatare uno o più radiatori in modo da eliminare l’aria nel circuito e abbassare così la pressione.
  • La prova di accensione del termostato collegato alla caldaia: puoi controllare il funzionamento del dispositivo che regola e programma in automatico l’avviamento e lo spegnimento della caldaia.
  • Il controllo delle bollette per sincerarsi che i consumi siano costanti e in linea con la tua spesa media. Trovi dei picchi anomali? Potrebbe esserci un problema con la caldaia, quindi è meglio far intervenire un tecnico.

 

La parola a Cristian, tecnico, termoidraulico della Rete di Assistenza Casa dal 2019:

Mai sottovalutare la pericolosità della caldaia: se il tecnico vi fa notare che la sicurezza del vostro impianto obsoleto è compromessa, è sempre consigliabile prenderne in considerazione l’immediata sostituzione, tanto più che entro il 31 dicembre si può ancora usufruire di un bonus fiscale fino al 65%. Ricordo infine che il fai-da-te è assolutamente vietato: ogni intervento sulla caldaia deve essere effettuato (per legge!) da un tecnico abilitato.

 

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Testi

a cura di Paolo Manca

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