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Case su ruote: vivere in una roulotte in Italia

In Italia ci si può trasferire stabilmente in una roulotte? La risposta è in una selva di leggi, non facili da interpretare

Districarsi nella giungla normativa che in Italia regolamenta le case su ruote non è semplice: per capire infatti se e fino a che punto si può abitare in un’affascinante roulotte come quella che abbiamo appena visto, occorre valutare le norme del Codice della Strada e tenere conto (spesso anche interpretare!) dell’inquadramento normativo previsto dal Testo Unico per l’Edilizia, dal Decreto Casa 47/2014, dai diversi Regolamenti Edilizi Comunali e dalle recenti sentenze della Cassazione.

Il codice della strada per le roulotte

La roulotte dev’essere omologata come ‘rimorchio speciale’, composto da un manufatto abitativo ‘leggero’ montato su un telaio dotato di ruote e concepito principalmente per la circolazione su strada, tanto che dev’essere munito di propria targa e carta di circolazione. Ne consegue che, in quanto rimorchio, la roulotte non può ‘sostare a lungo’ su un terreno per essere abitata stabilmente, ma può soltanto effettuare delle ‘soste temporanee’ in aree di stazionamento autorizzate, come le strutture ricettive all’aria aperta (per esempio i classici campeggi), peraltro regolate e definite in modo diverso da Regione a Regione.

Norme edilizie per le case su ruote

La roulotte è una ‘destinazione abitativa’ mobile adatta a soddisfare solo esigenze temporanee, tanto che non potrebbe occupare il suolo in modo permanente ma solo per un periodo temporaneo di utilizzo (stabilito da ciascun Comune) scaduto il quale, dovrebbe essere trainata dall’area di sosta al rimessaggio.

E se volessimo ancorare la roulotte a terra per viverci stabilmente?
Secondo la giurisprudenza sarebbe necessario ottenere preventivamente il ‘Permesso di Costruire’ (da richiedere all’Ufficio Tecnico del proprio Comune), in quanto la roulotte a quel punto contribuirebbe alla trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio: un permesso che, a dirla tutta, non viene concesso spesso dai Comuni.

Così come non è facile né scontato ottenere l’autorizzazione a collegare la roulotte alle reti di distribuzione idrica, elettrica e del gas e alla rete fognaria. E ricorrere a eco-impianti autosufficienti in stile Wohnwagon non servirebbe a raggirare l’ostacolo perché senza autorizzazioni ufficiali si potrebbe incorrere nel reato di ‘abusivismo edilizio’.
Morale: abitare stabilmente in una roulotte, in Italia, non è semplice.

Se invece guardiamo in altri Paesi, ci rendiamo subito conto che il fenomeno delle minicase su ruote oggi rappresenta il segno dei tempi che cambiano: in un mondo che comunica senza confini, queste abitazioni mobili condensano in pochi metri quadrati tutto quello di cui abbiamo bisogno e sono lo specchio di una vera filosofia di vita low cost, eco-friendly e zero-energy.
Ne è un perfetto esempio la futuristica e sostenibile Ecocapsule (foto e disegni sopra) che si alimenta soltanto attraverso geniali eco-impianti autosufficienti.

LA CASA-NAVICELLA PER ABITARE... DOVE VUOI!
Concepita come un trasportabile e confortevole ‘bozzolo’ per abitare ovunque si voglia (anche in zone isolate e senza collegamenti di nessun genere), Ecocapsule è energicamente autonoma grazie al pannello solare termico da 2,6 mq, alla turbina eolica da 750 watt e al sistema di raccolta e filtraggio delle acque piovane, che rende l’acqua potabile.
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Paolo Manca

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