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Cos’è la casa passiva

Immagina un'abitazione che consuma meno di 1 euro al giorno. Una casa che esiste solo nei sogni? Tutt’altro: è la casa passiva.

Immagina una casa che scalda l’acqua della doccia senza essere allacciata al gas, che d’estate è ombreggiata ma luminosa, oltre che sempre freschissima senza il climatizzatore; che d’inverno è calda e confortevole senza caldaia e termosifoni e che si ‘ossigena’ ricambiando l’aria senza dover per forza aprire le finestre... La casa passiva è tutto questo.

Un modello abitativo nato nel maggio 1988 da un’idea tanto semplice quanto geniale di due professori universitari, Wolfgang Feist, fisico tedesco, e Bo Adamson, ricercatore svedese, che a distanza di oltre 30 anni, viene (finalmente) considerata la casa del futuro. Scopriamo insieme perché.

Cos’è la casa passiva?

È una casa ecosostenibile, certificata per emissioni e consumi bassissimi; segue uno ‘standard’ progettuale e costruttivo di riferimento per ottenere il massimo comfort in ogni stagione con il minimo dispendio energetico. Questo risultato si raggiunge progettando ogni singolo elemento e aspetto dell’edificio secondo i principi dell’architettura bioclimatica: si basa sullo sfruttamento di quello che offrono elementi naturali come il sole, la terra, l’aria e l’acqua.

In pratica, si tratta di una serie di accorgimenti progettuali e di materiali specifici che riescono ad agire in sinergia, in modo che la casa ‘riceva’ passivamente (ossia spontaneamente) l’energia di cui ha bisogno, senza ricorrere (o quasi) ai sistemi tradizionali di riscaldamento e raffrescamento.

Quali sono questi accorgimenti? Un’esposizione strategica della casa con grandi vetrate a Sud e una serra solare in facciata (che accumulano calore); una vegetazione specifica che scherma dal sole e protegge dal caldo in estate e dai venti freddi in inverno; uno strato continuo e ‘massiccio’ di isolante su muri, pavimenti e tetto; un sistema smart di ventilazione controllata e impianti sostenibili a energia rinnovabile.

Consuma davvero così poco?

Pochissimo! Il fabbisogno energetico annuale di una casa passiva è talmente ridotto da poter rinunciare ai tradizionali sistemi di climatizzazione stagionale (riscaldamento e condizionamento). Basta pensare, per esempio, che mentre un vecchio edificio del 1975 a Piacenza può avere un fabbisogno energetico annuo di 130-180 kilowattora per mq, una casa in classe A del 2015 ha un fabbisogno annuo inferiore a 30 kilowattora per mq, e una casa passiva lo porta addirittura al di sotto di 15 kilowattora annui per mq (pari a 1,5 mc di gas o litri di gasolio), mantenendo la stessa efficienza negli anni!

 

(dove non diversamente indicato, misure e prezzi si intendono su progetto)

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Paolo Manca

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