Sulla stampa etnica la stylist Cristina Gigli ha allestito un’apparecchiatura informale con un mix di ceramiche artistiche. tovaglia [Beddy Baggy Wax]: piatti in ceramica Spirale [Ceramiche Nicola Fasano, da €35 cad], bicchieri colorati Cheap Murano [Galleria Mia €56 il set da 4], ciotola a righe vintage, vassoio bianco La Cerchia [WFTB Waiting For The Bus], tumbler blu [Bitossi Home €7]; posate di Dassie Artisan [Galleria Mia €160 per 16 pezzi]; tovaglioli [La Fabbrica del Lino]; ciotola in ceramica verde [Solimene].
Trasformare l’esistente significa migliorare il benessere ambientale. Scopri i lavori che puoi fare in condomino per aumentare l'efficienza del tuo appartamento.
Isolamento
Fai fare da un ingegnere esperto in diagnosi energetiche una ‘indagine termografica’ della facciata: grazie a una serie di ‘scatti’ realizzati con una speciale termocamera a infrarossi, si individuano i ponti termici che, assemblea condominiale permettendo, devono essere isolati con la tecnica della facciata ventilata. Il condominio non ne vuole sapere? Puoi farti dire dal tecnico quali sono i ponti termici che riguardano il tuo appartamento e risolvere il problema con il cappotto interno: basta posare a ridosso dei muri perimetrali più freddi delle lastre isolanti spesse almeno 4 cm, rifinite con lastre in cartongesso spesse 1,3-1,5 cm.
Si possono sostituire i vecchi serramenti con modelli certificati per case passiveo, almeno, che abbiano un ‘basso valore di trasmittanza termica’ che, nella scheda tecnica di prodotto, viene espressa in W/m2K: per una finestra dall’eccellente potere isolante, oggi il valore varia tra 0,6 a 1,20 W/m K.
Ventilazione
Adotta un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore detto ‘puntuale’ o ‘decentrato’ [come Vitovent 100-D di Viessmann], che filtra inquinanti, pollini e allergeni e recupera oltre il 90% di calore dall’aria viziata e umida che verrà espulsa. Compatto e non invasivo perché privo di canalizzazioni, è perfetto per gli appartamenti esistenti: si può montare in ogni ambiente facendo un foro passante da 25-20 cm nella parete perimetrale.
Sfrutta il doppio affaccio del tuo appartamento per rendere il ricambio d’aria più rapido, efficace e meno dispendioso. Apri contemporaneamente due finestre su pareti opposte della casa o, se hai un secondo piano, apri una finestra sotto e una sopra vicino alla scala, così sfrutterai ‘l’effetto camino’, grazie al quale l’aria calda e viziata tenderà a salire rapidamente e a trovare una ‘via di fuga’ altrettanto velocemente dalla finestra aperta al piano superiore.
Adotta infissi dotati di un invisibile sistema di ventilazione automatica [come I-Tec Ventilazione di Internorm] che, grazie a un aeratore (con filtri antipolvere e antipolline) collegato a un sensore, consente un ricambio d’aria salutare e controllato, senza dover aprire la finestra.
Impianti
Puoi riscaldarti con un camino o una stufa a camera stagna certificati per case passive: sono totalmente ermetici, prelevano l’aria per la combustione dall’esterno e non dall’ambiente in cui sono installati (nel quale altrimenti servirebbe una presa d’aria di almeno 100 cm2 che provocherebbe dispersioni di energia). Due stufe perfette per case passive sono la stufa a pellet ermetica Ecofire Anna, in classe di efficienza energetica A+ [Palazzetti, cm 61x54x119h € 3.709 la versione da 9 kW] e la stufa a legna a controllo elettronico E929 T Hermetico Ardesia, con focolare ermetico BCS dalle performance elevate e dalle ridotte emissioni [Piazzetta, ø cm 58x153h € 5.655].
Hai un terrazzo? Puoi farci installare i pannelli solari termici ad alta efficienza compatti e modulari, progettati appositamente per le superfici piane di piccole dimensioni poiché sono già inclinati su apposite staffe. Per esempio, il Sistema Stratos 4S Rotoshield di [Cordivari] è adatto anche per zone dove la temperatura scende a -20 °C.
Se devi ristrutturare il bagno, puoi installare sotto il piatto della doccia, annegandolo all’interno del massetto del pavimento, un particolaredispositivo che recupera il 30-40% di energia termica contenuta nell’acqua di scaricodella doccia, come Bee di [Innova da €700]: l’energia verrà riutilizzata per preriscaldare l’acqua fredda dei miscelatori del bagno e della cucina e lo scaldabagno.
L'ideale sarebbe costruire una villetta passiva da zero, ma puoi anche intervenire su case esistenti o ristrutturare un appartamento con criteri passivi.
Se vuoi costruire da zero una villetta passiva
Sono ideali le case prefabbricate in legno, frutto di tecnologie ormai super collaudate e garantite a livello di stabilità strutturale, che vengono certificate come passive e antisismiche, e spesso sono realizzabili nello stile desiderato in tempi record (mediamente 5 mesi). Alcuni esempi? L’azienda Sistem Costruzioni progetta e realizza su richiesta case passive garantite dall’uso di componenti e materiali certificati Leed Platinum; altre aziende come Barra&Barra forniscono la certificazione di casa passiva del ‘Passive House Institute’, fondato dagli ideatori del modello di casa passiva; altre ancora come Idea Building danno la certificazione di CasaClima, che ne attesta le prestazioni in linea con le direttive Europee.
Se vuoi ristrutturare un appartamento con criteri passivi
La cosa è più complessa perché in un condominio spesso non si possono modificare elementi basilari, quali forma, esposizione solare e vincoli architettonici o paesaggistici. Tuttavia, il Passive House Institute ha messo a punto il protocollo specifico ‘EnerPHIt’ che prevede anche interventi parziali ‘step by step’, da realizzare in tempi diversi, che quindi tollerano soluzioni meno rigide. In questo caso, dopo ogni intervento (per esempio il cambio dei serramenti o la realizzazione dell’isolamento a cappotto) si può ottenere la precertificazione di casa passiva; mentre la certificazione vera e propria verrà rilasciata una volta che saranno stati completati tutti gli interventi previsti.
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Trasformare la carta in piccole opere d’arte. La tecnica? Mista! C’è il paper cutting, dove la carta viene ritagliata, il folding, dalle mille e originali piegature 3D, e il classico origami... Qui tante idee semplici e d’effetto per vestire la casa e la tavola d’estate!
Giovedì 11 Luglio 2019, al calare del sole, la Triennale di Milano diventerà una casa ospitale aperta a tutti! Per il ciclo di incontri organizzato da Design People Milano, sarà ospite l’imprenditore e designer Davide Groppi.
Design People Milano è un gruppo nato dall'amore e la passione per il Design e fondato da Giulio Iacchetti e Virginio Briatore. La 'light-blogger' Giorgia Brusemini modererà la serata che vedrà come ospite Davide Groppi.
Davide Groppi è un imprenditore ed inventore, che dal 1988, comunica grazie alla luce. Il pensare la luce come qualcosa che faccia sentire le persone vicine, unitamente alla sua visione più 'umanistica' che tecnica, sono diventate il segno distintivo dell’azienda che porta il suo nome. Un percorso luminoso fatto di passione, passando dall’attrazione per la lampadina ad incandescenza fino all’innamoramento per quel piccolo diodo che gli avrebbe permesso di essere ancora più romantico. Le sue lampade leggere quasi scompaiono, si mimetizzano, non si vedono, pur non essendo minimali e quando prendono vita iniziano a 'raccontare'.
Le lampade di Davide Groppi non nascono mai semplicemente come lampade, ma come l’esigenza di dare forma ad una necessità o ad un significato: la luce diventa una meravigliosa occasione per sedurre ed emozionare.
Design People Milano Racconti di luce con Davide Groppi 11 luglio 2019, ore 20.30 Sala LAB - Triennale Milano
Il diffusore in spray Zaffre emana un aroma fioritoacquatico grazie alle note di bergamotto, ribes nero, ciclamino e violetta [Miller Harris, 200 ml €55].
Immagina un'abitazione che consuma meno di 1 euro al giorno. Una casa che esiste solo nei sogni? Tutt’altro: è la casa passiva.
Immagina una casa che scalda l’acqua della doccia senza essere allacciata al gas, che d’estate è ombreggiata ma luminosa, oltre che sempre freschissima senza il climatizzatore; che d’inverno è calda e confortevole senza caldaia e termosifoni e che si ‘ossigena’ ricambiando l’aria senza dover per forza aprire le finestre... La casa passiva è tutto questo.
Un modello abitativo nato nel maggio 1988 da un’idea tanto semplice quanto geniale di due professori universitari, Wolfgang Feist, fisico tedesco, e Bo Adamson, ricercatore svedese, che a distanza di oltre 30 anni, viene (finalmente) considerata la casa del futuro. Scopriamo insieme perché.
Cos’è la casa passiva?
È una casa ecosostenibile, certificata per emissioni e consumi bassissimi; segue uno ‘standard’ progettuale e costruttivo di riferimento per ottenere il massimo comfort in ogni stagione con il minimo dispendio energetico. Questo risultato si raggiunge progettando ogni singolo elemento e aspetto dell’edificio secondo i principi dell’architettura bioclimatica: si basa sullo sfruttamento di quello che offrono elementi naturali come il sole, la terra, l’aria e l’acqua.
In pratica, si tratta di una serie di accorgimenti progettuali e di materiali specifici che riescono ad agire in sinergia, in modo che la casa ‘riceva’ passivamente (ossia spontaneamente) l’energia di cui ha bisogno, senza ricorrere (o quasi) ai sistemi tradizionali di riscaldamento e raffrescamento.
Quali sono questi accorgimenti? Un’esposizione strategica della casa con grandi vetrate a Sud e una serra solare in facciata (che accumulano calore); una vegetazione specifica che scherma dal sole e protegge dal caldo in estate e dai venti freddi in inverno; uno strato continuo e ‘massiccio’ di isolante su muri, pavimenti e tetto; un sistema smart di ventilazione controllata e impianti sostenibili a energia rinnovabile.
Consuma davvero così poco?
Pochissimo! Il fabbisogno energetico annuale di una casa passiva è talmente ridotto da poter rinunciare ai tradizionali sistemi di climatizzazione stagionale (riscaldamento e condizionamento). Basta pensare, per esempio, che mentre un vecchio edificio del 1975 a Piacenza può avere un fabbisogno energetico annuo di 130-180 kilowattora per mq, una casa in classe A del 2015 ha un fabbisogno annuo inferiore a 30 kilowattora per mq, e una casa passiva lo porta addirittura al di sotto di 15 kilowattora annui per mq (pari a 1,5 mc di gas o litri di gasolio), mantenendo la stessa efficienza negli anni!
(dove non diversamente indicato, misure e prezzi si intendono su progetto)
Scopri come aggiungere un tocco di ironia alle bottiglie e alle caraffe in vetro che porti in tavola.
Se hai la fortuna di poter bere l'acqua del rubinetto di casa, avrai certamente dei contenitori in vetro che utilizzi quotidianamente, come bottiglie e caraffe. Con questo tutorial ti suggerisco un modo per renderli particolari ed ironici, magari per un'occasione speciale!
Occorrente
bottiglia o caraffa in vetro con superficie liscia
pennarello per decorazione su ceramica o vetro
nastro o etichette adesive
bisturi o taglierino affilato
carta copiativa
matita
silhouette da ritagliare
Come si fa
Pensa al soggetto che vuoi disegnare sulle bottiglie (ad esempio un mondo sottomarino e acquatico), quindi cerca sul web delle silhouette in tema (ad esempio pesci, alghe, subacquei e pescatori).
Riporta la silhouette sul nastro adesivo con la carta copiativa e intaglialo con il bisturi.
Pulisci accuratamente la superficie della bottiglia con un panno imbevuto di alcool, poi applica l'etichetta con la sagoma intagliata, come se fosse uno stencil.
Riempi la sagoma con il pennarello e lascia asciugare.
Stacca e riutilizza lo stencil su un'altra porzione della bottiglia.
Procedi in questo modo per tutte le silhouette che vorrai usare.
Seguendo le istruzioni del pennarello, elimina eventuali imprecisioni (puoi usare dell'acetone) e fissa le decorazioni per renderle lavabili.
Piastrelle nuove? La legge difende il tuo diritto a una posa e una pulizia fatte a regola d'arte!
Non tutti sanno che c’è una norma che regola il lavoro di posa di pavimenti o rivestimenti ceramici. In questo campo spesso il risultato non è quello immaginato. A volte le piastrelle risultano opache, presentano aloni e macchie, oppure a lavoro ultimato, offrono una resa minore rispetto a quello che ‘promettevano’ all’acquisto. Quasi sempre il problema non è delle piastrelle, ma del lavoro di posa e pulizia.
È utile sapere che esiste una normativa UNI 11493 del 2016 che prevede l’obbligo della pulizia contestualmente alla posa, per eliminare completamente i residui di materiale di posa dalla piastrella. È una normativa nazionale, che è oggi punto di riferimento per il settore ed è buona precauzione farla presente al proprio posatore.
FILA, offre un’ampia gamma di prodotti dedicati ai materiali ceramici ed è tra i soci fondatori e partner tecnici di Assoposa, l’associazione dei posatori qualificati.
Come pulire in fase di posa e nel quotidiano
La pulizia extra va effettuata con Fila Deterdek che risolve le opacità di un lavaggio di fine cantiere un po’ affrettato o affrontato utilizzando i prodotti sbagliati.
Se poi vuoi mantenere tutto lo splendore nel tempo, Filacleaner è il detergente neutro ad alto potere pulente con tensioattivi di origine vegetale. Rispetta la superficie e non lascia residui. Puoi usarlo su gres porcellanato, ceramica smaltata, cotto, klinker, cemento, legno, pietra e agglomerati lucidi, laminati plastici, linoleum, gomma e pvc.
L'architetto CF style, Carlotta Pesce, risponde alle domande che vengono poste più frequentemente ai progettisti.
Come si riconosce il progettista che rispetta gli standard richiesti per la certificazione di casa passiva?
Deve progettare in base ai principi di architettura bioclimatica, aver frequentato corsi di formazione (come il CEPH - Certified European Passive House Designer) e saper gestire un dei software progettuali ‘error-free’ ufficiali per case passive, per esempio il PHPP (Passive House Planning Package).
La casa passiva è adatta a ogni clima?
Anche se la casa passiva è stata ideata per i paesi più freddi dell’Europa e inserirla in climi ipersoleggiati e afosi richiede un progetto più attento, è adattabile a qualunque luogo. È il progettista che, inserendo nel software i dati climatici locali, dovrà ottimizzare la ‘passività’ dell’edificio con inverni più miti e estati più torride.
È vero che progettare una casa passiva può addirittura raddoppiare (o quasi) i costi di costruzione o ristrutturazione?
Il costo può variare da € 2.000 a 4.000/mq, quindi una spesa (media) superiore rispetto all’edilizia tradizionale. Non si può fare un calcolo percentuale generale sui costi perché sono troppe le variabili in gioco legate a obiettivi perseguiti, impianti integrativi a cui si ricorre e costi (anch’essi variabili) di progettazione e certificazione. I risultati certi sono il risparmio energetico medio del 90% e l’aumento del valore della casa.
Si sente parlare di PassivHaus, Passive House, NZEB e CasaClima... sono la stessa cosa o rappresentano Protocolli progettuali distinti?
Anche se perseguono tutti obiettivi simili, ci sono alcune differenze sostanziali.
NZEB è lo standard energetico (basato sul bilancio tra l’energia prodotta e quella consumata) richiesto dall’Unione Europea per tutti gli edifici nuovi che verranno costruiti dal 31/12/2020, i cui limiti e specifiche dovranno essere stabiliti da ogni Stato membro.
I termini Passivhaus e Passive House si riferiscono solo agli edifici realizzati secondo lo standard originale Passivhaus (promosso dal Passivhaus Institut di Darmstadt) definito da criteri progettuali precisi che mirano al raggiungimento fondamentale di un 'elevatissimo comfort annuale' (che lo differenzia dagli altri) e di altissime prestazioni energetiche.
CasaClima è un metodo di certificazione energetica ‘indipendente e volontaria’ degli edifici nuovi e da ristrutturare, che si avvale di calcoli convenzionali codificati: una casa certificata CasaClima Oro ha un fabbisogno termico annuo inferiore a 10 kilowattora al mq.