Torna su La5 il programma ‘Aiuto! Arrivano gli ospiti’
Ospiti inattesi in arrivo? Niente panico! Andrea Castrignano torna sul piccolo schermo con “Aiuto! Arrivano gli ospiti..." Al suo fianco, lo chef Roberto Di Pinto.
Dopo il grande successo delle prime due edizioni, l’interior designer Andrea Castrignano torna su La5, in seconda serata, con 'Aiuto! Arrivano gli ospiti…' Sei nuove puntate in onda ogni venerdì dal 22 novembre. Quest’anno il programma si arricchisce di un nuovo co-protagonista: ad affiancare Castrignano sarà infatti lo chef Roberto Di Pinto, patron di SINE Ristorante Gastrocratico di Milano.
Il docureality, abbina food e design e vede l’indiscusso protagonista delle trasmissioni tivù dedicate al restyling domestico nell’inedita veste di chef e 'cerimoniere'. Roberto Di Pinto assisterà i padroni di casa nella preparazione di squisite ricette capaci di conquistare anche i palati più raffinati.
In ciascuna delle sei puntate questi due tutor d’eccezione correranno in aiuto dei committenti alle prese con l’organizzazione di un pranzo o di una cena importanti per assisterli nel risolvere brillantemente la prova e stupire i loro ospiti con un ricevimento a cinque stelle.
Come sempre ogni puntata racconterà il dietro le quinte di un’occasione particolare e di come Andrea e Roberto, incaricati di una missione speciale, riusciranno a gestire perfettamente ogni situazione: sei case, sei stili e sei menu per altrettanti esigenti committenti.
Stile vintage: arredare con i toni caldi
Il design vintage d’autore è un modello e continua fonte d’ispirazione per la casa.
Abbinare pezzi vintage e moderni seguendo un ‘fil rouge’ è il trucco per rendere la casa contemporanea e fuori dalle mode.
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Mescolare stili, epoche, colori e materiali è una vera arte!
Come si fa la composizione floreale vintage
La casa per la famiglia: easy, accogliente e svincolata dalle mode
Merano: ultima tappa italiana di Archichef Night 2019
L’ultima tappa italiana di Archichef Night 2019 sarà a Merano il 26 novembre nel Ristorante Sissi dello chef Andrea Fenoglio, che vanta una stella Michelin.
Come nei precedenti appuntamenti, in occasione della cena-evento, l’architetto si cimenta come chef e pensa a un piatto o a una ricetta che lo rappresenti al meglio.
L’archi-menù della serata sarà realizzato dagli studi alto atesini: arch.tv Trojer, Vonmetz, Architekten, Architekten Mahlknecht Comploi, M7 Architecture + Design, MoDusArchitects e StudioKostner.
Gli Archichef pensano ogni portata come un vero e proprio progetto, seguendo la scelta degli ingredienti, la realizzazione e l’impiattamento. Infine durante la serata-evento raccontano agli ospiti in sala il loro piatto, in questo modo i partecipanti possono votare il migliore.
ArchichefNight 2019 Alto Adige - 26 novembre ore 19.30
Ristorante Sissi, Via Galileo Galilei 44 - Merano
Il costo è di 100 €. La partecipazione alla serata è su prenotazione, fino a esaurimento posti.
Per maggiori informazioni e prenotazioni: [email protected] - 0571/1614943
Performance al top? È una questione di tecnologie
I silenziosi ed efficienti Therma V Split R32 sono con un cocktail di tecnologia all’avanguardia che abbattono i consumi energetici.
Spesso di un elettrodomestico ci soffermiamo sul design, su quanto sia bello esteticamente dimenticando una lezione che vale anche per l’umanità: oltre ad essere belli fuori, forse è più importanti essere belli dentro, come avviene con le pompe di calore aria-acqua THERMA V Split R32. Eleganti nel design ma soprattutto dotati dello stato dell'arte della tecnologia che le rendono efficientissime, anche dal punto di vista ambientale.
L’elemento più innovativo? È il nuovo compressore R1. Si tratta di un compressore ad alta efficienza, per la cronaca il primo ibrido al mondo, che vanta una nuova struttura a compressione inferiore e ad albero passante in grado di combinare i migliori elementi dei compressori scroll e rotativi. Grazie a questo nuovo compressore, THERMA V soddisfa gli standard energetici eco-consapevoli dell'UE e raggiunge una capacità di riscaldamento estremamente elevata, sempre salvaguardando l'ambiente.
Queste caratteristiche sono un piccolo tassello che ha contribuito al raggiungimento della classe di efficienza energetica A+++. L’elemento che però ha permesso questo cambiamento è il passaggio a un nuovo refrigerante, introducendo il più ecologico R32 che richiede il 20% in meno di carica di gas per ottenere le stesse prestazioni e rendendo così THERMA V una soluzione di riscaldamento più ecologica ed efficiente dal punto di vista energetico.
Le pompe di calore si possono ormai considerare una soluzione di riscaldamento moderna ed efficiente perché in grado di utilizzare aria esterna come sorgente di energia e di trasformarla in calore senza dover ricorrere a una fonte fossile. Un modo pulito per produrre energia, che non ha bisogno di gas o gasolio. Una scelta quindi che strizza l’occhio all’ambiente, pronta a diventare una delle soluzioni per un futuro più green e sostenibile.
Prima Diffusa porta a Milano la Tosca di Giacomo Puccini
Dal 30 novembre al 12 dicembre la nona edizione della Prima Diffusa porta a Milano la Tosca di Giacomo Puccini con oltre 50 eventi gratuiti grazie alla collaborazione tra Comune di Milano e Edison.
Prima Diffusa è la rassegna di eventi promossa dal Comune di Milano e da Edison, giunta alla nona edizione, e dedicata all’Opera inaugurale della stagione teatrale scaligera.
Oltre 50 eventi gratuiti che portano al grande pubblico la magia della Tosca di Giacomo Puccini con concerti e performance artistiche.
Il 30 novembre inaugura il palinsesto l’evento Tosca: vissi d’amore, d’arte e gelosia al Castello Sforzesco. Curato dall’Accademia Teatro alla Scala, permetterà di conoscere l’opera pucciniana attraverso laboratori e interventi musicali. Gli allievi della Scuola scaligera, infine, faranno conoscere ad adulti e bambini arti e mestieri che si celano dietro le quinte.
La sera del 7 dicembre la Prima sarà trasmessa in diretta nei luoghi simbolici di Milano come la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro dal Verme, la Casa degli Artisti, il Conservatorio di Milano e la Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci.
Anche quest’anno il Maestro Riccardo Chailly ha voluto impegnarsi in prima persona per raccontare la Prima ai milanesi, partecipando a due incontri con il pubblico. Il primo, il 6 dicembre e il secondo, che chiude il calendario il 12 dicembre.
Ad accompagnare Prima Diffusa anche il recital lirico del 5 dicembre al Teatro Puntozero Beccaria dei giovani solisti dell’Accademia di canto scaligera, introdotto da un presentatore d’eccezione come Elio. E saranno ancora gli esperti della Scuola del Teatro a condurre le guide all’ascolto in ben 9 delle sale dove si terranno le proiezioni dell’opera.
La performance di Patti Smith va in scena il 1° dicembre alle ore 18:00 ed è a ingresso libero previa registrazione. L’evento si svolge nell’esclusiva cornice delle ex Officine Ansaldo, un tempo stabilimento elettromeccanico e oggi sede dei prestigiosi Laboratori del Teatro alla Scala e dove Edison ha realizzato un significativo intervento di efficientamento energetico*.
*L’intervento di efficientamento energetico di Edison ai Laboratori del Teatro alla Scala ha riguardato un’area di 20.000 metri quadrati, dove si trovano i reparti di lavorazione artigianale degli allestimenti scenici e dove sono ospitati più di 60.000 costumi di scena, oltre alla sala prova per il coro e uno spazio scenico per le prove della regia. I lavori si sono svolti nel corso dell’estate 2019 e hanno portato alla sostituzione dell’impianto di illuminazione con 112 corpi illuminanti a tecnologia Led, dotati di un sistema di gestione e controllo wireless. L’intervento permetterà di conseguire una riduzione dei consumi di energia elettrica superiore al 60% e di evitare l’emissione in atmosfera di 34 tonnellate di CO2 all’anno.
Icone del design: contenitori Componibili di Kartell
'Plastica. L’avvenire del mondo è nella plastica'è il celebre monito-consiglio che il giovane Ben/Dustin Hoffman riceve a bordo piscina ne ‘Il laureato’.
Il film uscì proprio nel 1967 e deve essere stato un vero mantra per la famiglia Castelli, per Kartell e per chi voleva e poteva cambiare il mondo. È una storia che parte da lontano, dal Nobel per la chimica assegnato a Giulio Natta. Da lì nasce anche la storia dell’Ing. Giulio Castelli, fondatore dell’azienda e marito di Anna.
Ora che il mondo è invaso di ‘brutta plastica’ (erroneamente usa e getta), torniamo ai sogni di quegli anni, alla mobilità, alla volontà di rivoluzionare i mobili immobili. Anna Castelli Ferrieri frequentava poeti e intellettuali, lavorava con lo stesso approccio ‘semplice’ a piccoli oggetti come al piano regolatore di una città. Con i Componibili ha creato minime e apparentemente semplici architetture domestiche. Belle, libere, democratiche.
Mi domando sempre se sono fedele al mio obiettivo che è quello di migliorare in qualche modo la qualità della vita, di non tradire la qualità etica del mio lavoro. Anna Castelli Ferrieri
designer: Anna Castelli Ferrieri produttore: Kartell
prezzo: a partire da € 96
progettato nel: 1967
idea: sistema elementare di contenitori in plastica
materiali: Abs, in 7 colori + 3 colori metallizzati
ecosostenibilità: Kartell per i suoi prodotti utilizza solo materie prime riciclabili ed è certificata Greenguard. Quest’anno ha presentato i Componibili Bio, fatti con un materiale naturale che si lavora come la plastica: in versione a 3 moduli, in verde, rosa, tortora e giallo.
curiosità: nel 2017, per i 50 anni dei Componibili, Kartell ha chiesto ad alcuni designer (De Lucchi, Laviani, Mendini, Bellini, Lissoni...) di interpretarli. Fabio Novembre ha disegnato una versione con sorriso, Componibili Smile.
lo sapevi che: Debuttano al Salone del Mobile di Milano del 1967, con il nome ‘mobili 4970/84’. Apprezzati da subito come i primi complementi assemblabili e modulari in Abs, materiale nuovo per quell’epoca.
Icone del design: il carrello Boby
Icone del design: il calendario Timor
Trasforma gli ortaggi in vaso in un elemento décor
Assunta Volpe Andrea Scorrano • Volpe Scorrano Architetti
Blogger CF Style
Perché non trasformare gli ortaggi che tieni in cucina in elementi décor? Ecco una piccola idea che ho ereditato dalla mia mamma.
Mia mamma spesso conserva ortaggi ed erbe aromatiche in acqua, dentro vasetti in vetro o barattoli di recupero.
Molte verdure infatti, si mantengono meglio a temperatura ambiente, appassendo più velocemente con le temperature fredde del frigorifero.
Questa soluzione,permette di mantenere più a lungo la freschezza di alcuni ortaggi, fa anche risparmiare spazio in frigorifero e può diventare un modo originale per decorare e rendere più green la cucina.
I vasi e i barattoli diventano piccoli bouquet, non di fiori ma di bontà, utili e belli da vedere e sempre pronti per preparare un buon piatto. Alcuni di loro, come i carciofi, sono dei veri e propri fiori. Se deciderai di non mangiarli... potrai decidere di farli fiorire nel vao!
Come realizzare un grembiule da giardinaggio per bambini
I vasi cambiano colore e ti dicono il livello dell’acqua
Prendere ispirazione dai fioristi per la scelta dei vasi
Come si fa la ghirlanda di fiori secchi
Sara Malaguti • Flowerista
Blogger CF Style
Entrando da Isabella Flower Design a Monza ci si perde tra le ceste ricolme di fiori, le cornici dorate appese alla parete blu, i mobili vintage e i vasi di vetro lavorati a mano.
Sembra di fare un tuffo dentro le meraviglie colorate di Pinterest, il social che ogni giorno propone foto da sogno provenienti da tutto il mondo.
Non sono una di quelle che già da bambina voleva fare la fiorista, ho scoperto un po’ per caso questa passione. Ma ora non potrei più farne a meno.
Isabella aveva appena iniziato a lavorare come organizzatrice di eventi in un famoso laboratorio floreale di Milano, quando, per un’emergenza, le è stato chiesto di dare una mano a pulire i fiori. In quel momento ha capito che era proprio quella la sua strada e da allora non ha più smesso di creare accostamenti insoliti, con i fiori ma non solo...
Tra le sue tante proposte, per esempio, spiccano fiori dimenticati come il garofano e fiori secchi come la craspedia, l’avena e l’elicriso. E proprio con il ‘secco’ Isabella ha deciso di creare per noi una ghirlanda dai toni autunnali e decisamente eleganti. Da caricare subito... su Pinterest!
Occorrente
- nastro di raso
- cesoie
- spoletta di filo di ferro
- eucalipto
- statice tartarico
- phalaris
- ortensia
- avena
- roselline ramificate
- elicriso
- tea tree
Come si fa
- Crea la base rotonda, della misura che desideri, con un filo di alluminio malleabile. In alternativa, se preferisci puoi comprarla già fatta.
- Chiudi il filo di alluminio con le pinze (non serve una chiusura impeccabile, perché lo rivestirai con la guttaperca, che darà stabilità e una miglior presa per inserire i fiori).
- Passa alla preparazione dei fiori: taglia le diverse varietà in rametti di 5-6 cm, secondo la dimensione del tuo cerchio. Noi abbiamo giocato sui toni del beige con tocchi di bordeaux (le roselline) e azzurro (le ortensie).
- Fissa i fiori: prendi il filo di ferro e fallo girare su se stesso più volte. Non staccare mai la spoletta e non tagliare il filo! Dovrà arrivare fino alla fine della ghirlanda.
- Mantieni sempre lo stesso verso quando inserisci i fiori. Segui la direzione verso cui punta la corolla (tendenzialmente verso l’alto).
- Quando arrivi alla fine, i gambi dei fiori già attaccati dovranno entrare nella punta di quello che stai per inserire. Per ultimo chiudi con un elemento abbastanza grande, come l’ortensia, per mascherare l’incastro, e termina con più giri di spoletta.
- Completa legando un nastro di raso dello stesso colore del tuo elemento floreale principale: ti sarà poi utile per appendere la ghirlanda.
Come realizzare una ghirlanda con rami e bacche
Realizza una ghirlanda di mirto
Piante da interno: il pothos
Valeria Icardi
Il pothos è una tra le piante da interno più conosciute. In realtà il nome corretto sarebbe Scindapsus, termine che deriva dal greco 'skindapsos' ovvero 'non identificato' per indicare che era una pianta simile all’edera ma che edera non era!
È sicuramente una delle piante più gettonate, perché semplice, poco pretenziosa ma che dà molte soddisfazioni in cambio. È molto autonoma ed è a prova di pollici non proprio verdi!
Il genere Scindapsus, appartiene alla famiglia delle Araceae e sembra essere originario delle isole Salomone che si trovano in Papua Nuova Guinea. È una pianta generosa ricadente/rampicante e ha radici aeree.
Forse non lo sai ma le specie di Pothos sono tante
Se dico pothos forse ti viene in mente la pianta della nonna, siamo abituati ad associarla solo alla specie Aureus. Pochi sanno che ne esistono circa 40 specie molto diverse tra di loro.
Le varietà che preferisco sono il Pictus per le foglie scure con venature argentate, la Marble Queen per le screziature bianche che trovo super eleganti. Neon per il colore fluo che fa tanto anni 90 e Njoy per il contrasto verde e bianco delle foglie.
Facile come un Pothos
Prendersene cura è uno spasso perché richiede pochissime attenzioni e in cambio cresce rigoglioso in quasi tutte le condizioni. Va annaffiatoio solo quando il terreno è asciutto al tocco e sarà molto felice se ti ricorderai di spruzzare le foglie di tanto in tanto. In questo modo, oltre a creare un ambiente umido farai traspirare meglio le foglie ripulendole dalla polvere.
Dato che è una pianta che cresce molto rapidamente è importante ricordarsi di concimarla una volta al mese con un concime liquido completo e ricco di N (azoto) che favorisce lo sviluppo di fusto e foglie.
Dove lo metti sta
Le temperature possono variare dai 13 ai 28 gradi. Ama la luce anche se preferisce non stare al sole diretto. Può resistere anche in ambienti poco luminosi anche se la luce favorisce la screziatura delle foglie. Insomma è davvero una pianta che 'dove la metti sta' ... e ci sta pure bene. Se vogliamo scendere nel dettaglio, è meglio fare attenzione a non esporla a forti correnti d’aria, meglio non metterla all’entrata di casa se fuori ci sono -10°.
Per tutto il resto..relax!
Infine, se anche tu ti sei innamorato di questa pianta e vuoi riprodurla ti consiglio la talea di fusto fatta radicare in acqua. Basterà prelevare una porzione di pianta e lasciarla in acqua fino a quando non metterà le radici. A questo punto potrai metterla in un vaso di piccole dimensioni, più facile di così…
Piante da interno: il giusto equilibrio di acqua e luce
Acclimatazione: la risposta delle piante allo stress
8 piante facili da appartamento
Come valorizzare i materiali da costruzione delle pareti
Serena Durante Simone Valsecchi
Spesso gli immobili nascondono strutture originarie davvero caratteristiche. Sei alle prese con la ristrutturazione? Scopri come valorizzare le pareti della tua casa.
Le pareti sono un elemento importantissimo nella definizione degli interni e l’aspetto dell’intera casa si modificherà in base al tipo, colore e materiale scelti.
Esaltare l’esistente, e sceglierne di nuovi per costruire, può portare grande valore sia da un punto di vista estetico che di qualità, vediamo come.
- Si può scegliere di lasciare solo una piccola porzione di muro grezzo a vista creando scorci autentici, oppure decidere di mantenere un’intera parete allo stato originale. Il mattone a vista, così come le travi a soffitto o le gettate di cemento sono un trend destinato a mantenersi nel tempo, sia per le case dallo stile industriale che per smorzare gli arredi più classici.
- Oppure se vengono costruite nuove pareti interne, perché non realizzarle con materie prime appositamente pensate per non essere rivestite o nascoste?Blocchi prefabbricati di cemento, legno lamellare, vetro-cemento o addirittura lamiere per i gusti più estremi. L’originalità delle materie prime donano calore agli ambienti e creano un’atmosfera accogliente degli spazi.
Ecco che, se valorizzate nel modo giuste, le imperfezioni e l’autenticità delle pareti diventano punto di forza dell’intera casa.
Non abbiate paura di mettere a nudo le caratteristiche intrinseche dei vostri spazi, renderanno indimenticabili anche gli ambienti più scontati o apparentemente anonimi.
