Panchetta in paglia di Vienna [101 Copenhagen, da Arcarreda]. Mano decorativa e candelabro [PalermoUno], sfere in legno [Leroy Merlin], racchetta vintage [Emporio Mikica]. Tappeto Ferm Living e lampada Lolly Broste Copenhagen
[da Arcarreda].
Ricamo su carta, collage grafico e con immagini vintage, intaglio 3D e poi pennarelli e pastelli a olio: con i nostri trucchi facili, anche chi non è abile nel disegno creerà la sua galleria di quadri!
RICAMO RÉTRO
Incolla le cartoline su un foglio da acquerello. Con il compasso con apertura di 3 cm traccia dei semicerchi. Con un filo a contrasto ricama a punto filza il decoro ad archetti.
COLLAGE GRAFICO
Ritaglia dai fogli di cartoncino nero alcune forme geometriche come quadrato, rettangolo e cerchio. A tuo piacere, scomponi le forme ritagliandole in sezioni. Incollale su un cartoncino bianco a grana grossa creando dei motivi astratti.
IL QUADRO A INTAGLIO 3D
Trova il centro del foglio bianco e con il compasso disegna dei cerchi concentrici del diametro di cm 10-20-30 e 38. Disegna sulla circonferenza del cerchio più piccolo dei petali alti cm 2 e distanti tra loro 1 cm. 3 Disegna i petali su tutti i cerchi. Con il cutter incidi il contorno esterno dei petali - la base deve restare attaccata - e ripiegali man mano all’esterno. Posiziona sul retro il cartoncino turchese.
L’intaglio diventa décor: sul cartoncino piegato a libro, incidi una griglia con tagli orizzontali realizzati ogni 5 mm. Inserisci tra gli intagli sopra/sotto un cartoncino turchese a contrasto.
ESERCIZIO DI STILE A TECNICA MISTA
Ad acquerello dipingi le bolle nei diversi toni dell’azzurro, acqua e blu. Quando il colore è asciutto disegna i pois con i pennarelli acrilici [Uni Posca]: schiaccia a lungo la punta per creare delle chiazze tonde di colore in rilievo. Lascia asciugare, quindi disegna i ghirigori con il pennino e i profili delle bolle con i pastelli a olio.
COLLAGE VINTAGE
Ritaglia dal cartoncino rosso delle strisce dello spessore di 7 mm. Incollale sul cartoncino bianco in orizzontale o verticale, per creare un pattern. Ritaglia la foto vintage e incollala sul fondo, come se uscisse dalle strisce.
Vuoi osare in bagno con lo stile tropical, senza però renderlo cupo? Segui i consigli di Anja!
Ecco tre semplici trucchi per ricreare un bagno dallo stile tropicale!
Scegli una wallpaper foliage non troppo fitta e dallo sfondo pastello e abbina accessori di un bel color giallo paglierino, come il lavabo vintage e la cornice di design.
Gioca con le piante: appendile o crea angoli green con Felce, Orchidea, Pothos e Dracena. Sono tutte piante che amano l’umidità.
Abbina una texture fuori registro, come qui il pavimento a micromosaico azzurro/blu, e dipingi in tinta la cassettiera vintage.
Infinity di Stosa Cucine con frontali di basi, colonne e pensili in Pet Beige Seta opaco, piano di lavoro e fascia paraspruzzi in Neolith® Fusion Terrazzo/Cep- po più banco snack e boiserie in Rovere Anice. Mensole, gole e Zoccolini in metallo Nero Spazzolato.
Il neolith® è un materiale a base di granito e vetro minerale, compressi ad altissime temperature: ciò lo rende non poroso, impermeabile e resistente a graffi, calore, agenti chimici, raggi UV, macchie.
Cosa cerchiamo tutti in una cucina? Bellezza, organizzazione e praticità d’uso, certo, ma anche materiali forti e semplici da pulire per facilitarci nella vita quotidiana.
Ecco perché i piani di lavoro si fanno sempre più tecnici e... praticamente inattaccabili da qualsivoglia sostanza! Allo stesso modo, le ante dall’anima in mdf si rivestono con lamine in materiali belli, resistenti ma anche facili da pulire... E se questi sono anche green, ancora meglio.
Per esempio la cucina Infinity di Stosa abbina frontali in Pet, che è riciclabile, a un top in Neolith® che non teme alcun genere di attacco fisico né chimico. In più, per pulirli basta una passata di detergente neutro... Davvero il massimo!
L’illuminazione è un elemento fondamentale in cucina: i piani prendono luce da strisce Led poste sotto i pensili e nella cappa. La boiserie ha sottili mensole metalliche da posizionare all’altezza desiderata, per creare anche un piccolo angolo con le aromatiche. Le ante sono formate da un pannello in mdf rivestito da una lamina in Pet, materiale riciclabile. Il pet si pulisce con panni in microfibra e sapone neutro. No a pagliette in acciaio o detersivi in polvere, né acetone, ammoniaca, alcool etilico e trielina.
Il neolith® è un materiale a base di granito e vetro minerale, compressi ad altissime temperature: ciò lo rende non poroso, impermeabile e resistente a graffi, calore, agenti chimici, raggi UV, macchie.
Il contatto con il cielo non è solo ‘poetico’: influenza il benessere perché ci fa percepire meglio lo scorrere del tempo attraverso i movimenti del sole.
Le finestre - sfatiamo un mito - non servono solo per fare luce, ma per farci vivere meglio. Per questo, dove è possibile, l’ideale è combinare quelle verticali e quelle sul tetto, come in questo progetto. Ce lo raccontano due architetti: Nicoletta Carbotti (@la_nico_c) #creatorcfstyle e Giulio Camiz di Velux, autore del libro 'Zenit. Progettare con la luce naturale' da poco uscito per Tecniche Nuove. La casa non ha bisogno di presentazioni, scommettiamo che la riconoscerete al volo…
In una camera da letto con 3 porte-finestre aggiungiamo tre finestre da tetto che regaleranno luce naturale sull’armadio (dove si scelgono gli abiti la mattina) e permetteranno di vedere la luna, ora invisibile da qualsiasi punto della casa.
Un’altra apertura è pensata in cima alla scala: aprirla creerà un effetto camino che smaltisce i fumi della cucina al piano di sotto, permetterà d’estate di sopportare temperature più elevate e in inverno farà cambiare l’aria in fretta senza raffreddare troppo gli ambienti.
Ma la domanda oggi è: che rapporto avete con la luce naturale che entra in casa? E siete soddisfatti dell’illuminazione delle vostre stanze?
Chi ‘vola low cost’ lo sa: le regole sulle misure del bagaglio da portare a bordo cambiano di continuo. E il rischio di sbagliare (e pagare penali!) è dietro l’angolo. Questo mese, in vista delle vacanze, facciamo il punto su trolley, borsoni e zaini che rispettano le regole di 8 diverse compagnie aeree. Con un occhio al design.
Oggi, sempre più marchi si sono adattati alle esigenze dei viaggiatori offrendo soluzioni funzionali e stilose per il bagaglio a mano. I trolley sono disponibili in una varietà di colori, materiali e dimensioni, garantendo una scelta adatta a ogni stile personale. Borsoni e zaini, invece, offrono praticità e versatilità, consentendo di distribuire il peso in modo equilibrato e di avere gli oggetti essenziali a portata di mano durante il viaggio. Quindi, quando si sceglie il bagaglio a mano, è possibile soddisfare le restrizioni delle compagnie aeree senza rinunciare all'eleganza e all'espressione del proprio stile personale.
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
In Abs con motivo a mattoncino, doppie ruote silenziose [Lego, cm 54,5x36,5x22]
Zaino da viaggio in materiale impermeabile e resistente [Hayayu su amazon.it, cm 40x18x25]
Borsone in argento Warrior, in nylon twill [Mandarina Duck, cm 55x45x20]
In canvas resinato, con gli iconici personaggi di Space Invaders [Serapian, cm 52x29x24]
Trolley in polipropilene color giallo limone [Roncato, cm 55x40x20]
Dream Rider, un colorato trolley da cavalcare per i più piccoli [Samsonite, cm 51x37x22]
Rigido (anche se non sembra) e trasparente, in policarbonato [Crash Baggage, cm 55x40x22]
Clapton, in materiale riciclato, di notte diventa riflettente [Freitag, cm 42x30x13]
Misure del bagaglio a mano per le principali compagnie aeree
Qui diamo le misure, ma attenzione: prima di partire controlla anche il peso massimo consentito!
Otto sedute e un mistero... Corda sintetica o naturale? In molti casi davvero non si nota la differenza! Qui trovi la nostra selezione di modelli outdoor, fatti con materiali (quasi) indistruttibili, che possono benissimo vivere anche in casa. Eleganti ed essenziali, senza rinunciare al comfort.
Le sedie intrecciate per esterni sono una scelta versatile ed elegante per arricchire sia gli spazi esterni che quelli interni delle nostre case. Caratterizzate da un design artigianale, queste sedie sono realizzate con materiali resistenti alle intemperie, come rattan sintetico o polipropilene, che permettono loro di sopportare le condizioni atmosferiche esterne senza subire danni.
Tuttavia, la bellezza di queste sedie non è limitata solo all'uso all'aperto. Grazie al loro stile sofisticato e alla lavorazione dettagliata, le sedie intrecciate si adattano perfettamente anche agli ambienti interni, aggiungendo un tocco di eleganza e originalità a qualsiasi stanza.
Possono essere utilizzate come sedie da pranzo, sedie per la zona living o anche come accoglienti poltrone in una stanza da letto. L'intreccio intricato offre un comfort ergonomico, mentre la varietà di colori e stili disponibili consente di abbinarle facilmente all'arredamento esistente.
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Neil Twist, con corda in poliestere intrecciata a mano [Mdf]
Corde in fibra termoplastica e struttura in teak per Pipe [Atmosphera]
Kissi, in acciaio e corda impermeabile in poliestere [Babel D]
Isamu, in legno okumè, ha lo schienale di nastri di fibra propilenica [Ditre]
Leggera ed elegante Scala, in acciaio e corda acrilica [Alma Design]
In corda nautica e alluminio, Reyna [Modalle]
Emma Cross, in alluminio e corde in tessuto acrilico [Varaschin]
Struttura in alluminio e intreccio di corde sintetiche per Cliff [Talenti]
Sedia in metallo finitura ferro brunito e paglia di Vienna [Dialma Brown]
Negli ultimi 3 anni le nostre case si sono trasformate in piccoli centri polifunzionali, all’interno dei quali sono sorte tante nuove esigenze, alcune delle quali hanno mostrato l’inadeguatezza elettrici tradizionali. Il più delle volte sono incapaci di assecondare i bisogni tecnologici nati dall’oggi al domani che, oramai, sono parte della nostra vita quotidiana.
La bella notizia è che per far fronte a queste nuove necessità oggi è possibile aggiornare l’impianto elettrico esistente, investendo in dispositivi connessi capaci di rendere la casa intelligente senza dover riprogettare l’impianto o affrontare opere murarie.
Come rendere evoluto l’impianto tradizionale
Per rendere smart la casa mantenendo ‘l’ossatura’ del proprio impianto elettrico, basta rimuovere i dispositivi tradizionali da incasso (interruttori e prese) e sostituirli con quelli nuovi connessi e wireless, spesso dotati di doppia tecnologia Bluetooth® e Zigbee.
Questi nuovi comandi e prese smart necessitano però di una connessione Internet e di un gateway, il dispositivo di interfaccia radio Bluetooth/Wi-Fi che rappresenta il cuore dell’impianto smart. È il ponte di comunicazione tra questi dispositivi e il nostro smartphone o gli apparecchi compatibili con gli assistenti vocali (Amazon Alexa, Google Assistant e Siri) che abbiamo in casa: in questo modo potremo gestire l’impianto connesso da remoto tramite un’app, utilizzando la voce o, ovviamente, con il solito classico tocco della mano.
Come gateway si può usare un dispositivo da incasso o, se in casa si ha già uno smart speaker con assistente vocale integrato e dotato di tecnologia wireless Zigbee, si può verificare con l’installatore se potrà essere proprio questo a fungere da ponte di controllo dell’impianto.
Perché è un buon investimento per tutti
Grazie a questo aggiornamento, il classico impianto di sempre si connette alla rete per compiere funzioni ‘attive’ e intelligenti. Grazie anche ai comandi vocali, semplifica la vita a chi studia e lavora a casa e diventa la scelta migliore anche per dare supporto ai nonni che abitano soli o a persone con difficoltà motorie.
Oltre a permetterti di controllare la luminosità degli ambienti, gestire l’uso delle prese, regolare temperatura e comfort e verificare i consumi energetici, l’impianto ti consente di creare più scenari (cioè un insieme di azioni coordinate e predefinite da parte di alcuni dispositivi) in base alle tue nuove routine di vita. Un esempio per tutti? Se sei in smart working e hai fretta, la mattina ti basterà dire al comando vocale “Ok Google, attiva scenario Buongiorno” e il sistema alza le tapparelle, accende il computer e la luce sulla scrivania, regola il termostato, attiva il climatizzatore e, magari, il bollitore del tè o la macchina del caffè.
Sgabello Bit multicolor, realizzato con rifiuti industriali e domestici riciclati [Normann Copenhagen]
e vaso Sphere [101 Copenhagen], tutto da [Arcarreda]. Piattino [PalermoUno], quadro Scarabottolo [Galleria L’Affiche]. Tela da pittore [Leroy Merlin]. La parete è dipinta con la pittura murale decorativa Skylight, n. 205 [Farrow&Ball].
Personalizzare una tela con la tecnica della spatola? Scopri con il tutorial, passo passo, come realizzarla.
Occorrente
colori acrilici in diverse nuances
pennello a goccia
tela da pittore
righello
panno di carta
Come si fa
Intingi il pennello nel primo colore e crea delle gocciolature. Pulisci con cura il pennello con il panno.
Procedi allo stesso modo con gli altri colori, creando un motivo a gocce piuttosto vicine tra loro.
Striscia il righello sulla tela, in corrispondenza delle gocce, dando vita a delle onde di colore.
Alternando a piacere i colori e le dimensioni delle gocce, crea un secondo motivo decorativo.
Varia l’inclinazione del righello e la pressione della mano per ottenere motivi differenti.
Consigli furbi. Per ottenere le gocce, i colori devono essere abbastanza diluiti. Per averli tutti a portata di mano, se non hai una tavolozza da pittore, usa un portauova.
Interventi creativi. Per creare effetti artistici, gioca con spatole di metallo di diverse misure. Per un decoro grande e continuo, puoi utilizzare la spatola lavavetri!
Hai nostalgia degli Anni ’80? Allora non puoi perderti la mostra "Ritorno agli Ottanta. Mitologia moderna", al Palazzo Mediceo di Seravezza (LU) fino al 16 luglio.
Palazzo Mediceo a Seravezza ospita la mostra "Ritorno agli Ottanta. Mitologia moderna". Questo evento offre un'opportunità unica per rivivere gli Anni '80, un decennio caratterizzato da personaggi iconici, mode stravaganti e successi indimenticabili.
La mostra presenta un percorso emozionante attraverso gli oggetti e le opere che hanno segnato quegli anni. Si potranno ammirare reperti come una FerrariTestarossa Cabrio del 1985, la macchina del tempo DeLorean di "Ritorno al futuro" e riconoscimenti sportivi italiani di spicco. Saranno esposti anche oggetti simbolo dell'epoca come il Commodore 64, il primo Walkman Sony e il cabinato originale di Pac-Man.
La mostra "Ritorno agli Ottanta. Mitologia moderna" offre un'esperienza completa, toccando tutti i settori culturali degli anni '80: dalla musica con MTV al cinema con film culto come "Ritorno al futuro" ed "E.T. l'extra-terrestre", passando per la televisione che rivoluzionò i palinsesti e lanciò nuovi programmi e personaggi.
Impianto elettrico: perché metterlo a norma non basta
Secondo le più recenti indagini promosse dall’Associazione per la Promozione della Sicurezza Elettrica (Prosiel) il 52% delle abitazioni costruite oltre 30 anni fa non ha ancora un impianto elettrico a norma e certificato dalla obbligatoria Dichiarazione di Conformità alla regola dell’arte.
Inoltre, i 2/3 del totale delle abitazioni italiane non rispetta le regole sulla sicurezza ed efficienza elettrica. Il consiglio è dunque di investire sempre sul buon senso e sulla sicurezza, facendo fare un check-up del proprio impianto da un elettricista per capire se e come sia necessario intervenire per metterlo in regola.
La messa a norma e il rifacimento dell’impianto
Per riportare un vecchio impianto in sicurezza, si può intervenire in due modi: mettendo a norma quello esistente o sostituirlo del tutto. Due interventi che, pur raggiungendo lo stesso obiettivo, comportano modalità di intervento profondamente diverse.
Con la messa a norma ci si limita a sostituire solo i vecchi componenti a rischio per adeguarli alle norme in vigore, lasciando tuttavia invariata l’impostazione originaria dell’impianto elettrico, dato dal numero, dimensione e posizione sia degli interruttori e delle prese, sia delle canaline incassate nei muri. È un intervento rapido e pulito, che non richiede lavori di muratura con nuove tracce.
Il rifacimento, invece, comporta la progettazione e realizzazione di un impianto nuovo, che asseconda le esigenze attuali e prevede quelle future, ottimizzando le prestazioni energetiche. Comporta un iter più lungo e costoso, che rende necessarie opere murarie.
Perché la messa a norma non è la scelta migliore
Proprio perché realizzabile con meno disagi, molti preferiscono la messa a norma rispetto al rifacimento dell’impianto. Eppure non è la scelta più oculata, perché ci si ritrova con un impianto uguale a quello precedente che, anche se più sicuro, è nato per stili di vita del passato e continuerà a non essere funzionale alle esigenze di oggi o, tanto meno, di domani.
Una volta, infatti, gli impianti erano più semplici e con molte meno prese (posizionate spesso in punti scomodi), interruttori e punti luce. Il rischio che si corre è dunque quello di ritrovarsi ancora zone o ambienti scarsamente illuminati o di essere costretti a usare delle multiprese classiche o usb (un tempo inesistenti) aggiungendo una selva di cavi volanti che riproporrebbe una questione paradossale di sicurezza.
Ma soprattutto va considerato che oggi, per essere a norma, l’impianto deve essere espandibile, garantendo che nelle canaline sottotraccia venga lasciato uno spazio libero pari almeno al 30%, per poter far passare in futuro dei nuovi cavi e ampliare l’impianto. Cosa non fattibile con la messa a norma, perché le vecchie canaline murate, peraltro più piccole di quelle di oggi, non possono essere sostituite da modelli più grandi.