Il dialogo di epoche nell’angolo lounge include delle poltrone Anni ‘70 e un divanetto in stile francese che insieme non penseresti mai! Alla parete, la lampada Aggregato di Enzo Mari e Giancarlo Fassina [Artemide]. Idea décor: il busto di gesso sul cubotto di specchi!
Tutti gli altri arredi sono vintage e provengono dal sito selency.fr
Cubo specchio Lumir [AM.PM su aredoute.it], fotografia acquistata su [minted.com], tende [Nobilis]. Poltrone simili a quelle in foto sono le Chrome Lounge [HKliving].
L’architetto Bertille Borja reinventa i metri quadrati inserendo la cucina nel soggiorno che ospita anche la sala da pranzo: tutta a vista,
ha un piano di lavoro lungo tre metri, ma senza pensili e piastrelle si integra in maniera discreta. In questi casi, la parete va isolata con un finish opaco di resina steso sull’imbiancatura: non la noti e rende la superficie idrorepellente.
Nonostante l’immersione nei toni naturali, il living è un’esplosione di sensazioni materiche che restituisce un mood da vacanza: sarà per l’ulivo sovradimensionato che campeggia davanti all’angolo pranzo? O per il tappeto di iuta? O ancora per
il tavolo di travertino che interrompe
la sua ieraticità classica con delle sedute vintage, in vero rattan?
L’ufficio è tra camera padronale e bagno: ha l’accesso indipendente e diventerà, se occorre, una terza camera da letto. È visivamente aperto sul nuovo corridoio con una ‘finestra’ da interno, realizzata con un telaio di legno e un vetro extra-chiaro. Rifornisce di luce il disimpegno, altrimenti cieco. Sedia Tulip, design Eero Saarinen per [Knoll].
Il bagno nascosto. Vi si accede in due modi: da una porta regolare, questa a destra, collegata con il corridoio, e dall’anta dell’armadio che attrezza lo studio, qui in alto. Un’idea geniale che
non interrompe visivamente la composizione dell’armadio, realizzato da un artigiano in multistrato di betulla (tipiche rétro, le maniglie ricreate con un semplice foro da
3 cm circa). Il bagno, a destra, è l’unica stanza ‘dark’ che gioca con una sobria eleganza. Molto bella
la porta minimal, senza cornici, in tinta con la parete, in cui ‘sparisce’.
«Noi crediamo nell’economia circolare.
La applichiamo sul lavoro: vendere, rivendere, e poi di nuovo. E in casa, dove gli oggetti vanno e vengono» dice Charlotte.
Pittura murale Joa’s White No. 226 [Farrow
& Ball], tappeto [Saint Maclou], scultura dell’artista Antoine Bécognée. Vuoi trovare dei lettini in rattan? Guarda il mod. Suzane [Maisons du Monde]
o la testiera Colette [Tikamoon].
I decori Haussmann e il parquet a spina sono la base, ma qui ci sono tutte le ragioni del fascino delle case d'Oltralpe. Vedi le finestre tra le stanze, un home office geniale e un bagno... da scoprire.
Charlotte Cadé ha sempre amato l’arredamento: stanca di trascorrere ore online in cerca del giusto pezzo, nel 2014 insieme al suo compagno Maxime Brousse ha creato Selency, una piattaforma di mobili vintage, oggi vero portabandiera dello stile Made in France. Benvenuti nella loro nuova casa.
Le scelte fatte
Dopo molti confronti, l’architetto Bertille Bordja propone alla coppia ben 5 progetti. Quello scelto reinventa gli spazi e prevede un open space e un corridoio, tipico degli edifici hausmanniani del Secondo Ottocento, ricreato ex novo lungo la parete esterna, per collegare l’ingresso con il retro dell’appartamento, dove c’erano due camere da letto.
Il tocco di stile
«Sono letteralmente pazza per i cambiamenti, tutto qui è già stato spostato o sostituito almeno dieci volte! Mi piace che le mie stanze siano vive e in perenne movimento» dice Charlotte. E così, sullo sfondo di pareti immacolate, sfila un mix di pezzi che intreccia epoche, stili e materiali diversi, che sono la cifra stilistica della casa. Con un surplus di piante e di rattan che dà l’idea di essere in una perenne vacanza!
Il secondo piano è il regno di Ellliot (4 anni) e Luna (2). «Accanto alla loro camera abbiamo creato una sala giochi con il soffitto di una tonalità di azzurro simile al cielo» racconta Jennifer. «Il problema era mantenere l’ordine. L’ho risolto inserendo al piano più basso della libreria scatole
di cartone per i giochi, così che li possano riporre da soli».
«Per dare luminosità a un ambiente sottotetto non è necessario rinunciare al colore. Il soffitto e le falde dipinte di bianco sono un contrappunto leggero alle pareti e riflettono la luce!» suggerisce Cristina Gigli.
Nella casa di Jennifer Missoni convivono in armonia quadri di noti artisti, arredi del famoso brand del fashion e... una cucina Ikea di seconda mano! Il segreto? Un restyling dallo spirito libero e la luce naturale che armonizza ogni cosa.
Jennifer Missoni, ex attrice e ora life coach, vive in questa casa con il marito Tommaso Cardile, regista cinematografico milanese e rapper, e i 2 figli, che a breve diventeranno 3!
Una villetta silenziosa in un quartiere quasi centrale di Milano non è una rarità. Ma Jennifer Missoni, nipote di Ottavio e Rosita è stata fortunata: « Quando sono tornata in Italia, dopo 20 anni trascorsi negli Stati Uniti, mia suocera ci ha offerto tre piani della sua casa in un quartiere costruito da una cooperativa all’inizio del ’900, dove ancora i bimbi giocano in cortile e ci si dà una mano tra vicini. Una soluzione ideale per noi che già aspettavamo la seconda figlia!». Jennifer si è trovata davanti alla necessità di un restyling che rendesse gli ambienti adatti a una famiglia con figli piccoli e, nello stesso tempo,valorizzasse le opere di artisti contemporanei già presenti. Così, ha chiesto aiuto alla stylist Cristina Gigli.
Le scelte fatte
Ogni piano ha una funzione differente: il primo ospita un open space con cucina, living e zona pranzo, che è il vero cuore dell’appartamento; il secondo piano è dedicato ai bambini, mentre nel sottotetto si trova la camera dei genitori con un piccolo terrazzo. «La filosofia Missoni ci ha ispirati per l’uso dei colori: abbiamo osato sia per le pareti e i soffitti, sia per i mobili» dice Cristina Gigli.
Il tocco di stile
Jennifer ama mixare pezzi vintage, di riciclo e design. Con il suo innato buongusto ha creato un’atmosfera accogliente e informale che trasforma anche gli elementi più preziosi in oggetti per la vita quotidiana.
Grazie all’Advanced Acoustic Design+ le nuove pompe di calore Vitocal [Viessmann] sono tra le più silenziose della categoria e l'unità esterna può essere installata tranquillamente anche in aree più densamente edificate, come le case a schiera, o vicino al confine della proprietà.
In un sistema ibrido, come Vitodens 100-E Hybrid [Viessmann], la pompa di calore è affiancata da una caldaia, che interviene soltanto nei periodi più freddi per assicurare il giusto comfort.
Vitocal 252-A [Viessmann] riscalda, raffresca e produce acqua calda sanitaria sfruttando il calore naturale dell'aria. È ideale per le ristrutturazioni e si adatta anche all'impianto esistente a radiatori.
Il pannello fotovoltaico Vitovolt 300 M-WM [Viessmann] ha un grado di efficienza che può raggiungere il 21,7%. Abbinato alla pompa di calore, consente di ridurre notevolmente i costi energetici di casa.
Sono il sistema di riscaldamento e raffrescamento domestico del presente e del futuro, perché rispondono all’obiettivo di avere case indipendenti dai combustibili fossili, fissato per contrastare il cambiamento climatico. E mentre fanno bene all’ambiente, le pompe di calore ti consentono di risparmiare anche dal punto di vista economico. Ce ne parla un esperto del settore.
Abbiamo fatto alcune domande all'ingegner Alberto Villa, esperto di tecnologie per l'efficienza energetica. Ecco le sue risposte.
Sto ristrutturando casa e mi hanno proposto una pompa di calore: quali sono i vantaggi?
In condizioni di funzionamento ottimali, i vantaggi delle pompe di calore sono ineguagliati da qualsiasi altra tecnologia. Questo generatore sfrutta l’energia termica gratuita presente in sorgenti naturali esterne, solitamente l'aria, per riscaldare gli ambienti e produrre l'acqua calda. Nella versione reversibile provvede anche al raffrescamento estivo, e quindi è utilizzabile 365 giorni l'anno per climatizzare l'abitazione in modo estremamente efficiente.
Abito in una casa a schiera, è abbastanza silenziosa per non disturbare i vicini?
Hai presente il fruscio delle foglie? È questo il rumore che senti quando ti avvicini all'unità esterna delle nuove pompe di calore Vitocal di Viessmann. Grazie all’Advanced Acoustic Design+, sono tra le più silenziose della categoria e l'unità esterna può essere installata tranquillamente anche in aree più densamente edificate, come le case a schiera, o vicino al confine della proprietà
Quindi posso liberarmi dal gas?
Certo, perché una pompa di calore cattura il calore presente nell’aria esterna (anche quando si è sottozero nell'aria è sempre presente una quantità di calore sfruttabile!), oppure nell’acqua di falda o nel sottosuolo (in questo caso con una pompa di calore geotermica) e la trasferisce mediante un ciclo frigorifero all’acqua dell’impianto di riscaldamento, con un consumo abbastanza contenuto di energia elettrica. Non bruciando fonti fossili (come gas metano e gpl), una pompa di calore non emette CO2 né altre sostanze inquinanti.
E i costi in bolletta?
I costi generati per coprire i consumi di energia elettrica della pompa di calore possono essere ridotti abbinando alla pompa di calore un impianto fotovoltaico, come Vitovolt di Viessmann. Se l’impianto ha un sistema di accumulo elettrico, i costi arrivano quasi ad azzerarsi. L’elettricità necessaria per alimentare la pompa di calore viene infatti auto-prodotta. In questo modo si ottiene la perfetta eco-sostenibilità, perché si climatizza la propria abitazione praticamente a emissioni zero.
Se in casa ho già un impianto a radiatori posso installare una pompa di calore?
Le nuove pompe di calore Vitocal 250-A e 252-A di Viessmann sono progettate per scaldare l’acqua sopra i 60°C (fino a 70°C), così da rendere questa soluzione ideale per progetti di modernizzazione. Possono quindi essere installate in sostituzione della caldaia allacciandosi all’impianto a radiatori esistente, evitando interventi eccessivamente invasivi in casa. Un ulteriore, importante plus di queste nuove pompe di calore è l’attenzione per l’ambiente: adottano infatti il gas refrigerante a basso impatto ambientale R290 (propano). La regolazione Viessmann One Base a bordo delle Vitocal assicura il dialogo con gli altri dispositivi Viessmann connessi, ad esempio l'impianto fotovoltaico Vitovolt, e quindi la massima efficienza dell’impianto Le prestazioni eccellenti delle nuove Vitocal sono certificate anche dal sigillo CasaClima. In alcuni casi, però, potrebbe essere più conveniente installare un sistema ibrido.
Che differenza c’è tra una pompa di calore normale e una ibrida?
Una pompa di calore ibrida si differenzia da una tradizionale perché viene affiancata da una caldaia a condensazione. La caldaia subentra solo quando è necessario, ad esempio nei giorni più freddi dell’anno quando la sola pompa di calore farebbe “fatica” a funzionare con la massima efficienza. Un sistema ibrido, in generale, è indicato quando il clima è particolarmente rigido e l’edificio non è bene isolato. Il sistema di gestione elettronico a bordo farà in modo che la casa sia riscaldata sempre nel modo migliore e più economico possibile, privilegiando il funzionamento della pompa di calore ogni volta che ci sono le condizioni giuste.
A quali professionisti ci si deve rivolgere per installare una pompa di calore?
Data l’importanza dell’obiettivo, è fondamentale rivolgersi a un progettista (un ingegnere, un perito ecc.) che con le sue qualifiche e la sua esperienza sappia tener conto di tutte le variabili del caso per proporre la soluzione migliore. Per questo Viessmann ha creato la rete VPN (Viessmann Professional Network) di cui fanno parte i progettisti più qualificati in tutto il territorio nazionale, che garantiscono sia consulenza tecnica sia analisi dedicata per la fattibilità dell'impianto. Una volta pronto in progetto, per il preventivo e l'installazione ci si avvale di professionisti qualificati e con esperienza, come la rete di installatori Partner Viessmann.
Noi&voi e... il piacere di fotografare, postare e condividere! Occhi aperti e smartphone alla mano, gira per casa alla ricerca del dettaglio perfetto in stile CF!
Cerchi un’idea? Ecco la frase d’ispirazione del mese!
La vita ama sorprenderci con degli agguati
«La vita ama sorprenderci con degli agguati, li riconosciamo perché perdiamo equilibrio, ne siamo disorientati. È l’imboscata dell’amore, della malattia improvvisa, del fallimento, del dolore, del bivio. È il momento in cui la vita ti chiede dove sei, di avere cura di te e del tuo viaggio, della sua bellezza e della sua profondità». Queste parole preziose sono tratte dal libro ‘Le piante ci parlano’ (Vallardi) di Stefania Piloni, toterapeuta e ginecologa che coltiva un suo giardino di piante medicinali. Il pensiero si compie con un invito: «Resta nella complessità del bivio e abbi cura, davvero, di te».
Scarica e stampa la frase del mese. Trasformala in qualcosa di tuo, incorniciala, fotografala e posta su Instagram taggando @casafacile e usando gli hashtag #casafacilestyle #dettaglioperfetto #casafacilepaginapreferita: il tuo post potrà essere pubblicato su CasaFacile. Ci rivediamo in edicola il 3 ottobre!
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Settembre!
Una sua follower l’ha definita una ‘spacciatrice di gioia floreale’: Cecilia Paganini (La Fiorellaia) è una profonda conoscitrice dei fiori, ma soprattutto ne è un’amante... contagiosa. Tra consigli pratici e curiosità, ci regala conoscenza e bellezza e questo mese ci parla della zinnia.
Questo mese parliamo di una fioritura stupenda e molto diffusa: la Zinnia. Sicuramente ti sarà capitato di vederla nei giardini, nelle aiuole, nei parchi o magari di coltivarla personalmente. Eh sì, perché la Zinnia è un fiore molto semplice da coltivare e sa dare grandissime soddisfazioni. Quelle che vedi qui le ho raccolte personalmente presso una flower farm con la quale collaboro: l’orgoglio di raccogliere i propri fiori e usarli per creare è impagabile!
I petali della zinnia possono essere disposti su una o più file e possono avere molti colori, anche screziati: dal bianco all’arancione, dal lilla al rosso. Non temono l’esposizione al sole, né il caldo: sono fiori perfetti per i giardini e i balconi esposti in pieno sole, anche a sud. Prova a farle essiccare e a estrarre i semi per piantarle l’anno successivo, tra febbraio e aprile. Al contrario di altri fiori, un seme non produrrà un singolo fiore: da ogni stelo spunteranno numerosi boccioli e la fioritura ti sorprenderà da giugno a ottobre!
Coloratissime e petalosissime, le Zinnie sono ideali per le composizioni. Questo mese ti propongo un cestino fiorito, per portare in casa i colori e i profumi di questa estate che si avvicina alla fine. La tecnica è molto semplice e utilizzeremo due fioriture: il Tagete e, ovvio, le Zinnie, in tanti colori diversi. Consolidiamo la tecnica che ho già svelato in alcuni dei numeri scorsi, con la rete da pollaio, che è un’alternativa ecologica alla spugna, perché ti permette di riutilizzarla più volte.
Occorrente
cestino in vimini
vaso in vetro che si possa inserire dentro il cestino
Zinnie di vari colori
Tagete arancione e giallo
rete da pollaio
pinza e tenaglia
Come si fa
Inserisci il vaso in vetro all’interno del cestino.
Prendi la rete da pollaio e tagliane un pezzo aiutandoti con le tenaglie: la misura che ti servirà sarà circa il doppio del diametro del tuo vaso.
Con il supporto delle pinze e facendo forza con le mani, piega la rete per creare una sfera della dimensione del vaso in vetro e inseriscila al suo interno.
Riempi il vaso con abbondante acqua fresca.
È il momento dei fiori: pulisci il gambo dalle foglie ed effettua il taglio in obliquo alla fine dello stelo. Io ho lasciato alcune foglie per estetica, puoi anche rimuoverle o lasciarle tutte. Bada che le foglie non entrino mai in contatto con l’acqua per evitare la formazione di batteri.
Inserisci i fiori uno per volta, giocando con colori e altezze. Io sono partita dalle Zinnie dai colori più intensi (rosso e fucsia) per digradare ai colori più chiari, aggiungendo quindi il Tagete arancione e giallo.
Soffermati di tanto in tanto a osservare la tua composizione e aggiustala dove serve. Quando appagherà il tuo sguardo, allora sarà pronta!
Super trick
Il momento migliore per raccogliere i fiori è il mattino presto. Metti un po’ d’acqua fresca in un secchio (un paio di centimetri saranno più che sufficienti). È fondamentale immergere subito i fiori recisi in acqua, soprattutto quelli biologici, perché non essendo trattati rischiano di soffrire molto se restano a secco. Quindi recidi lo stelo in diagonale alla base della pianta e metti in acqua.
Una casa storico a Ostuni, torna a risplendere con una ristrutturazione all'insegna del design e del rispetto dell'architettura esistente.
La parola guida della ristrutturazione è stata ‘rispetto’: per l’architettura, il contesto, i materiali. E così questa palazzina di tre piani ottocentesca, a Ostuni, rimessa completamente a nuovo dal suo proprietario, l’interior designer Gian Paolo Guerra, ha mantenuto il fascino delle case pugliesi di due secoli fa.
Il progetto di ristrutturazione ed arredamento è stato curato da Gian Paolo Guerrae riguarda un terra/tetto nel centro di Ostuni. Il lavoro d’interior design (progettazione e ristrutturazione) e consulenza, unitamente al progetto luce e colore e al restyling degli esterni, ha interessato una superficie complessiva di circa 230 mq distribuiti su tre livelli divisi in zona garage, piano abitazione e terrazza.
Il layout è sobrio e improntato principalmente al rispetto delle architetture dell’epoca e alla contestualizzazione. Sono presenti chianche (lastre in pietra calcarea) in 'Bronzetto di Trani' usate pavimentazione, calce alle pareti e micro cemento resinato come rivestimento verticale di bagni e cucine. Le scale sono in ferro e in alcune parti della casa, sono presenti volte stonacate in pietra, precisamente Roccato di Ostuni.
La palette cromatica? Neutra in contrasto con il blue nelle varie nuance: dall'avio, al ciano, al turchese. In alcune parti della zona giorno, la palette è ulteriormente scaldata da punte di giallo.
La zona living comprende un angolo conversazione, con divano Musa, tavolini Gervasoni, una coppia di poltroncine Sotow, un tappeto Goltuk persiano antico e lampade Anna Lari. La zona pranzo è arredata con un tavolo Marchetti Maison, madia Scandola, un centrotavola in ceramica di Nicola Fasano di Grottaglie e sedie Vitra. L'angolo cottura separato è stato progettato con una cucina Essebi e una lampada di Ingo Maurer. Nello studio, Gian Paolo Guerra ha inserito un armadio Scandola, sedie Vitra, incisioni settecentesche e ceramiche CNF Grottaglie.
Completano il progetto della zona giorno, i quadri 'Rinoceronte' di Giampaolo Addari, i radiatori Tesi 5 di Irsap, le torciere ottocentesche de La Mercanteria (Ostuni) e le finestre Prolux Evolution di Oknoplast.
La zona notte è composta da una grande stanza da letto con cabina armadio e bagno en suite. Il letto è di Ethos, le sedie di Gervasoni, le lampade di Anna Lari, i comodini di Marchetti Maison e le cassettiere di Moab 80. Per decorare , l'interior designer ha inserito anche una scultura di Joao Aguiar e un quadro con ceramiche di Giampaolo Addari. Nel bagno i sanitari sono di Ceramica Flaminia, la rubinetteria di Mariani, il box doccia di Duka e lo specchio contenitore disegnato da Citterio per Pozzi Ginori.
Al livello della terrazza, di circa 80 mq, è stato ricavato un ulteriore piccolo appartamento grazie alle presenza di altre due camere. Trovano quindi spazio una cucina, un bagno e una camera per gli ospiti. In cucina i mobili sono Essebi e i rivestimenti di ceramica locale (CNF Grottaglie). Nel bagnosi sono scelti sanitari di Ceramica Flaminia e nella camera singola per gli ospiti i mobili sono di Scandola, ma personalizzati dal progettista,
In terrazza la fanno da padrone i mobili in ferro della linea Arc en Ciel di Emu e gli imbottiti outdoor Ghost di Gervasoni. Le lanterne sono di Beneito Faure.
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 2 settembre 2023!
l profumo di legno misto a liquore della libreria vecchia, il sentore rustico e raffinato dei mobili in paglia, la lieve esalazione di vernice delle sedie laccate (che per questo non amo), l’odore buono delle capriate in mansarda. Rimasta serrata per una manciata di giorni, la casa ha sprigionato le sue essenze e ce le restituisce per benvenuto, insieme a quell’aria ferma e un po’ calda di quando tutto resta chiuso.
Mi tiro alle spalle la porta lasciando fuori la strada e spalanco le due finestre del soggiorno, occhi verdi che buttano in casa il minuscolo giardino-foresta. Poi esploro ogni angolo a passi: il tintinnio musicale della scala a chiocciola in ferro, il suono secco delle ciabatte di cuoio sulle rampe in cemento, il cigolio dell’ultimo gradino in legno prima della camera, il tonfo soffice del parquet che assorbe i passi.
Scendo di nuovo al piano terra, il corrimano in smalto lucido fila via veloce e al tatto dà un piacere tutto suo; il tavolo in marmo è freddino, fra poco tornerò a coprirlo con i runner; le poltrone in velluto accolgono con la loro morbidezza fresca (sfatiamo un mito: anche in estate il velluto non è mai caldo!), e gli sgabelli in metallo attorno all’isola in cucina mi fanno pensare che ne vorrei una versione più accogliente per l’inverno.
Tornare dalle ferie estive dà un piccolo brivido: è il piacere di ritrovare la nostra casa. Ci dice che amiamo ciò che abbiamo, e ci ricorda qualcosa di essenziale sull’arredare: la casa, con i suoi materiali che sprigionano profumi, emettono suoni, danno sensazioni tattili e appagamento visivo, deve risvegliare i sensi, coinvolgerli, avvolgerli, tenerli vivi. Come quando in vacanza passiamo più tempo all’aperto, e il vento, il sole, la pioggia, le variazioni di temperatura e gli odori della natura ci avvolgono in un piacere panico, così le nostre stanze devono restituirci un ‘piacere dei sensi’ domestico. Se lo fanno, abbiamo scelto bene. Se qualcosa non ci dà la sensazione che vorremmo, è tempo di cambiare. E nessun mese come settembre è il momento giusto per ricominciare a progettare...
Torna l'attesa terza edizione di Panorama L'Aquila, la mostra diffusa itinerante curata da Cristiana Perrella e promossa da ITALICS, la rete istituzionale di gallerie d'arte italiane. Dal 7 al 10 settembre 2023, la città accoglierà oltre 50 artisti italiani e stranieri, che esporranno opere antiche, moderne e contemporanee in 18 luoghi simbolici, dai musei alle piazze e alle attività quotidiane.
La mostra Panorama L'Aquila è molto più di un evento artistico: è un'occasione per riflettere sulla relazione tra arte e testimonianza nella città ancora in fase di rinascita dopo il sisma del 2009.
Le opere site-specific di questa edizione, ispirate al concetto di "wit(h)nessing" coniato da Bracha Ettinger, mirano a creare una connessione tra culture, luoghi e persone.
Oltre alle esposizioni, Panorama L'Aquila promuove collaborazioni con istituzioni culturali locali come MAXXI L'Aquila e la Fondazione Giorgio De Marchis, rendendo l'arte un veicolo per generare legami duraturi. La mostra sarà arricchita da visite guidate, colazioni con gli artisti, presentazioni di libri, talk e proiezioni di film e documentari.
Il riconoscimento "Italics d'Oro" sarà assegnato quest'anno all'architetto, artista e designer italiano Ugo La Pietra, evidenziando il ruolo delle gallerie d'arte nel promuovere e valorizzare il patrimonio culturale italiano.
Puoi scoprire ulteriori dettagli sull'evento e il programma completo su www.italics.art
Alzi la mano chi non si è lasciato ingannare... Sotto mentite spoglie, ecco 8 caricabatterie per smartphone e tablet.
In pieno trend #barbiecore, li abbiamo scelti a forma di rossetto, di specchietto da trucco e di piumino da cipria perché sia più divertente tenerli in borsetta. Ah, a dispetto dell’aria frivola, sono super efficienti e alcuni hanno doppia funzione
Se ami scattare foto con il cellulare, il power bank è la prima cosa da mettere nella valigia delle vacanze! [Francesca]
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