Spazio Mari offre una curata selezione di espressioni artistiche nel campo del design e del lifestyle, che abbracciano artigianato contemporaneo, piccole realtà indipendenti, editoria e grafica.
A pochi passi dalla Villa Reale, in Via Dante Alighieri 8 a Monza, Spazio Mari è un ‘contenitore’ di proposte che nascono da giovani artisti e artigiani. Offre inoltre servizi di consulenza per l’interior design e l’interior styling.
Vaso Albero 33 in grès, rifinito a mano [Francesca Verardo]
Ciotola Guscio M in argilla refrattaria [Gianfranco Conte]
Alzatina in terraglia bianca, con colori dati a pennello [Clodiadecora]
Cesto Lago M, struttura in metallo e intreccio in polipropilene [Nodo]
Sul divano verde, acquistato e rivestito in velluto da [Valter Pisati] come le poltrone fucsia, cuscini Ava Marika Elettrico [Woodchip & Magnolia, cm 30x50 e cm 50x50] e Carrè in velluto color verde acido [L’Opificio, cm 33x33]. Tavolino Tamtam verde oliva [Pols Potten da Nap Atelier, ø cm 35,5x46h], tappeto Riflessi Luce Green [Sirecom], sul coffee-table in vetro tazza e piattino Big Mama colore Lilium Avorio in porcellana di [La Double J] come il contenitore Goodie; vasi colorati [Laesse di Vazzoler Stefania]. A terra, cuscino Carrè ciclamino [L’Opificio, cm 60x60], lampadario in tessuto con passamaneria fucsia [Il Paralume di Mariangela], piantane Signal [Jieldé da Rossana Orlandi]. Piante [F.lli Ingegnoli] in vasi [Teraplast].
«Angela è appassionata di botanica: è da qui che sono partita per ridare vita e armonia alla casa, che risultava
un po’ caotica. Verdi, azzurri, rossi, rosa, grigi e lilla, dosati bene, l’hanno fatta tornare a essere
la ‘sua’ casa» dice Vanessa.
Un divano tipo barocchetto in tessuto a righe, due poltrone in stile ma fucsia, pezzi di famiglia abbinati a librerie lineari e a un tavolino contemporaneo in vetro: l’insieme mancava di equilibrio. Il divano a righe
è stato sostituito da
uno moderno e la magia
è il nuovo punto di
verde per tappeto, divano e complementi.
«Anche se era ancora fresca di ristrutturazione, mi sono resa conto che la mia casa non era il vestito su misura che sognavo: c’erano troppe cose in disaccordo tra loro e io avevo bisogno di armonia. Da sola non ce l’avrei fatta: Vanessa è stata fondamentale. Eliminando il superfluo e giocando con i colori ha creato un equilibrio magico».
Pittura verde sulla parete, codice colore J2.33.36 [Sikkens].
L’ingresso introduce nel vero senso della parola
a quello che ci aspetta nel soggiorno, al quale
è collegato attraverso due aperture squadrate: qui il verde in una nuance chiara è stato posato sul soffitto, per riproporzionare l’ambiente; il punto di colore è stato preso dalla libreria dello studio,
alla quale sono state aggiunte delle cassettiere per nascondere stampante e computer.
Pittura verde sul soffitto, codice colore H4.16.70 [Sikkens], sulla panca vintage, cuscini in tessuto chiaro [L’Opificio].
Sullo scrittoio con sedia di famiglia, lampada da tavolo Lolly [Broste Copenhagen da Arcarreda, ø cm 16x39h]. Libreria a ponte con ripiani e contenitori chiusi realizzati
da [Falegnameria Fallacara] e poi dipinti nello stesso colore degli scaffali.
Sulla poltrona rivestita dal tappezziere [Ivano Caspani], cuscino con fodera in organza Big Dahlia verde acido [Lisa Corti, cm 35x50]; sulla cassapanca d’epoca con cuscinatura di seduta di [Ivano Caspani], cuscino Carrè in velluto verde acido e Degradè in cotone [L’Opificio, cm 33x33 e cm 25x60]. Sul tappeto rotondo Bent azzurro [Benuta, ø cm 150], tavolini Artik [Miliboo] con tovaglietta Blue Garden Chutney [Lisa Corti] e ciotola Onda [Laesse].
Il salottino era ‘invaso’ da un secondo divano che, con la poltrona XL e le pareti piene di quadri, creava affollamento. Tolto il sofà, spostata qui la cassapanca del soggiorno – trasformata in seduta – e completato il tutto con cuscini in verde e azzurro, ora questo angolo reso piacevole fa da filtro tra il living e la zona pranzo.
«È il colore dei cieli di primavera, quello che mi avvolge quando entro in questa stanza» dice Angela. «Ammetto che appena Vanessa me l’ha proposto ho storto il naso, non mi convinceva... Ma lei mi ha chiesto di fidarmi
e io adesso ne sono innamorata!». Qui il colore tenue serve per dare volume allo spazio. Hai notato che anche la libreria è stata dipinta nello stesso colore? Questa scelta serve a dare importanza al tavolo di famiglia e alla lampada ad arco, icona del design.
Qui il bianco appiattiva l’insieme: nessun pezzo era protagonista. Le mensole sembravano estranee agli altri arredi: l’aggiunta di una parte chiusa contenitiva le ha rese un volume più interessante.
Tovaglia Medium Slinky rosso in lino, sottopiatto Slinky, piatti Roman Holiday e Roman Liberance
e scatola Goodie tutto di [La Double J], posate in acciaio satinato colore silver [Il Borgo delle Tovaglie].
Sul tavolo
d’epoca, tovaglietta tonda rigida Blue Garden Chutney e tovagliolo Arabesque Corolla Natural Coffee [Lisa Corti], ciotola Onda azzurra [Laesse], vaso Big Bubble,
piatto piano Roman Holiday del set Soup and Dinner Plates, piatto dessert Roman Liberance e contenitore Goodie color Slinky rosso in porcellana tutto di [La Double J].
Carta da parati Land of Milk & Honey Butterflies grigia [Woodchip & Magnolia], sulla cassapanca con cuscinatura di [Ivano Caspani], cuscini Zephyr grigi [Woodchip & Magnolia, cm 30x50] e Carrè avorio-ferro [L’Opificio, cm 60x60].
Anche qui il bianco non faceva spiccare nessun mobile: la wallpaper romantica e i mobili rieditati hanno ricreato equilibrio. E la carta da parati poetica del corridoio introduce delicatamente a questa zona intima.
C’erano due pezzi ai quali Angela non voleva rinunciare: il letto e il comò. Per renderli parte integrante della ‘nuova’ camera, Vanessa li ha fatti ridipingere in un color glicine preso dalla tappezzeria dietro al letto.
La palette chiesta da Giorgia per la sua stanza partiva dal rosa cipria e l’effetto finale doveva essere un po’ rétro. Detto, fatto: una nuova testiera sagomata è completata da tessili Toile de Jouy e comodini rococò... e a fare da contraltare c’è la poltroncina fucsia!
Letto con lenzuolo e federa in lino color sale marino più copriletto double face sale marino- talco di [Borgo delle Tovaglie]; cuscini [L’Opificio e Woodchip & Magnolia]. Sul comodino, tazza e caraffa [Schneid Studio] e lampada Poldina Reverso [Zafferano]. armadio Platsa [Ikea].
Didordinata... e un po’ troppo
da bambina: la camera era piena di cose, quasi tutte
a vista, che davano una costante sensazione di caos. Liberata dall’eccesso e scaldata con tocchi rosa ha cambiato totalmente aspetto. Pittura colore CN.03.77 [Sikkens], tappeto Riflessi Luce Pink [Sirecom]. Poltrona di Ilaria Novembre [da Arcarreda], piantana Puro rosa [Lumicom],
Le nostre case sono piene di oggetti, arredi e ricordi che, col tempo, diventano disordine. Qui vanessa Pisk ci mostra come, con decluttering ragionato e i colori giusti, si ritrovi equilibrio.
Quando l’appartamento accanto viene messo in vendita, Angela non ci pensa due volte a comprarlo per ‘allargarsi’: i mobili, gli oggetti di famiglia e i libri sono così tanti che le serve più spazio e la vecchia cucina che si affaccia sull’ingresso proprio non le piace. Così parte la ristrutturazione: il cucinotto diventa studio e all’originale trilocale si aggiungono una sala con pranzo e cucina, più una stanza e un bagno di servizio. «Ma tempo un paio d’anni mi sono resa conto che c’era ancora troppa roba...», racconta Angela, «e tanti mobili e oggetti ‘non si parlavano’, dando una sensazione di disordine. In questa casa non c’era più armonia e io avevo bisogno di aiuto per ridare un senso al tutto. Così ho chiamato Vanessa».
Le scelte fatte
«Il primo passo è stato capire cosa tenere e cosa regalare o riportare a casa dei genitori» spiega Vanessa. «E per accordare gli arredi abbiamo giocato con una palette di colori fresca e con tappezzerie poetiche. Così il ‘caos’ è sparito! Son partita dal verde delle numerose piante della casa per definire ingresso e soggiorno, nel quale ho aggiunto tocchi di energia in fucsia; nel salottino e nella sala da pranzo/ cucina ho proposto un azzurro che ricorda i cieli di primavera. Così l’insieme è più fresco e i mobili di famiglia tornano protagonisti».
Il tocco di stile
Per renderla più intima, la zona notte si addolcisce con carte da parati romantiche fin dal corridoio. Per dare nuova vita agli arredi è bastato il colore.
Una delicata sinfonia dal bianco ottico al ghiaccio, dal perla fino al grigio, avvolge gli arredi della zona living. Pezzi clou: il divano disegnato da Le Corbusier nel 1928 e la poltrona scultorea di design. I tocchi di colore vengono dalle opere dell’artista danese Tal R e dal mix di sgabelli-icona di Alvar Aalto, che Mai usa di solito come sedute jolly per gli ospiti. La lampada danese vintage con paralume plissettato e la base a fiori!
Poltrona EkstremTM [Varier, cm 72x70x79h], divano Le Corbusier LC2 [Cassina].
«Non trovavo il tavolino giusto per il living» racconta Mai «così ho disegnato un semplice parallelepipedo e l’ho fatto realizzare dal mio falegname di fiducia». Bianco laccato, è il display perfetto per i libri e le riviste. Una mini moodboard in divenire, secondo le stagioni.
Le porte a vetri che si aprono sulla sala da pranzo copiano l’estetica delle vetrate sul giardino, creando una continuità. Per illuminare un tavolo lungo scegli una sospensione a due bracci, basculante e orientabile. Lampada a sospensione Tolomeo a due bracci [Artemide, cm 150x76/120h ]. sedia Wishbone CH24 [Carl Hansen & Søn].
Qui vince il colore! Il giallo sole del tavolo rimbalza sulla collezione di quadri dalle tinte forti. «Usato per i meeting, il tavolo era in origine nell’ufficio di Peter» racconta Mai. Ora è perfetto per i pranzi e le cene conviviali. Attorno un mix di sedie vintage e di design.
Bella la sospensione a bracci con il rosone di stucco! Sul tavolo: candeliere vintage Eva, dell’artista Bjørn Wiinblad.
Sedia vintage Anni ’60 [Eugen Schmidt].
È il Bley (spesso chiamato anche Blay), che Mai ama alla follia: una gradazione cerulea a metà tra il grigio e il blu, elegante e ‘calda’. Lo ha scelto anche per un quilt Anni ’70 che ha poi appeso a parete, come un quadro. Lo stesso colore, ancora, l’ha ripreso – ma in nuance leggermente diverse – per la seduta della poltrona, quindi per la coperta e per i cuscini.
Letto tessile con testata capitonné [Duxiana], lampada da tavolo vintage francese [Helle Thygesen], copriletto [Aiayu], cuscini [Helle Høegsbro] e [Aiayu]. Ti piace il colore ceruleo? Ecco il corrispondente colore Pantone: è Cerulean 15-4020 TCX, perfetto anche per le pareti della camera da letto.
Mai Andersen, designer, ci insegna come le pareti bianche diventano tele da colorare con le collezioni più amate, dai quadri alle ceramiche.
Dal colore... al bianco! Ristrutturato da pochissimo, l’appartamento – che si trova in una villa del 1901 a Hellerup, a nord di Copenhagen – aveva soltanto bisogno di una rinfrescata.
Le scelte fatte
Andando controcorrente, Mai e il marito Søren Peter hanno deciso di rinunciare al colore e riportare le pareti al bianco. «I muri ora sono una vera tela neutra... Lo sfondo ideale per la nostra collezione di quadri e pezzi d’arte», racconta Mai. Durata, qualità e design sono il motto di famiglia nella scelta degli arredi.
Il tocco di stile
Tutto è selezionato con cura, dai pezzi vintage, ai tocchi di design, alle ceramiche vintage danesi e dell’artista Bjørn Wiinblad, che Mai colleziona. «Ci piace l’idea di poter cambiare stile, e con le pareti bianche è più facile», racconta Søren. Ma abbiamo anche una ‘filosofia’: quando entra un pezzo nuovo, uno esce.
«Dalle finestre sul tetto (ne abbiamo 8) la luce entra tutto il giorno, dando un benessere simile allo stare all’aperto» dice Susi, architetto e proprietaria.
Sul tetto abbiamo un punto acqua per la pulizia straordinaria dei pannelli fotovoltaici e delle finestre». Le finestre sono comandate a distanza, hanno tende oscuranti e sensori di pioggia che le chiudono automaticamente. Gestibili anche via app.
«Le finestre sul tetto si riflettono sul parapetto in vetro [Saint-Gobain Glass] del primo piano, e la luce si moltiplica con un effetto piacevole e poetico» raccontano gli architetti e proprietari della villa. «Abitiamo qui da tre mesi e molte scelte si sono rivelate non solo azzeccate, ma anche sorprendenti». Finestre per tetti piani Velux modello CVP elettrico [Velux, cm 150x 150].
Carta da parati Inside the Jungle [Now Edizioni], lampada a soffitto Budino [Vesoi], lampada da terra Luminator Blue [Flos], porta in alluminio e vetro cannettato [Doal], serramenti in alluminio Iron Line finitura Panther 11 Antracite scuro Soft Touch [Ponzio]. sedie Venice Mat nere [Kartell], scrittoio Onice Ala [Pianca] con sedia ufficio Langfjall [Ikea], tavolino in metallo nero [H&M Home], tenda tessile [Dooor].
Angolo studio e sala da pranzo sono divisi
e uniti da una tenda che trasforma lo spazio a seconda che sia chiusa o aperta. Il tavolo è un pezzo del cuore, regalo della nonna
di Susi, e aggiunge l’accento materico caldo del legno a un ambiente neutro.
Da quando abita qui, Susi ha cambiato un po’ le sue abitudini: «Preferisco lavorare da casa anziché andare nel nostro studio» racconta. «Qui ho un sempre la temperatura ideale e una luce bellissima tutto il giorno: mi aiuta nel lavoro, perché mi dà serenità e concentrazione. E nelle pause mi siedo sul divano e quella pioggia di luce dall’alto mi rilassa».
Rubinetterie nere [Ritmonio], piastrelle azzurre [41zero42] e, qui sopra, pavimento Multiforme decoro Calce/Lichene/Acquario [Marca Corona] e finestre per tetti piani con cupola Velux CVP elettrica [Velux, cm 80x80].
Truccarsi la mattina e scegliere i vestiti nell’armadio senza accendere lampade? Prevedendo finestre nel tetto nei bagni e nel corridoio, dove sono concentrate le armadiature della casa, il progetto di Susi e Andrea riduce l’uso della luce elettrica e facilita la vita. «Ci piace progettare pensando al comfort» dicono.
Alle pareti colore creta [Sikkens Alphamat, codice D3.14.59], letto Let’s Space [Caccaro], armadio Pax [Ikea], applique Palla d20 [Vesoi]. Le tende oscuranti si comandano elettricamente e assicurano il buio perfetto durante il sonno.
Una villa anni '50 in Abruzzo diventa il 'manifesto' della coppia di architetti che l'ha ristrutturata per viverci: luce naturale, autonomia energetica, isolamento acustico creano spazi di benessere, migliorando la vita.
Dagli Anni ’50, in questa parte del litorale abruzzese si susseguono villette a un piano: «Sono piacevoli perché vicine al mare, ma un po’ buie e poco collegate al giardino» raccontano Susi e Andrea dello studio di architettura Volpe Scorrano. Coppia sul lavoro e nella vita, hanno ristrutturato una di queste ville con un sogno preciso: «Volevamo una casa a basso impatto ambientale e ad alto tasso di comfort: luminosa, silenziosa, termicamente piacevole».
Le scelte fatte
Recuperato il sottotetto, è nato un secondo piano; sono stati aggiunti impianto fotovoltaico e cappotto in lana di roccia che isola anche dai rumori. Per la luce si è guardato in alto, racconta Andrea: «Per farla arrivare zenitale fino al living, la parte più importante della casa, abbiamo rinunciato a una stanza in più al piano superiore. Lo spazio non ci manca, mentre questa scelta ci ha regalato moltissimo...». Seguici e scopri perché!
Cara CasaFacile, leggo sempre la vostra rivista e spesso riguardo i vecchi numeri. Mi sono innamorata di un quadro che avete pubblicato lo scorso gennaio a pag. 85. Mi sapreste dire chi è l’autore? Simonetta
Si tratta di Antonio Bueno (1918-1984), pittore italiano dallo spirito eclettico, che passò attraverso astrattismo, postimpressionismo, neometafisica e verismo, ma è conosciuto soprattutto per i suoi busti e le teste tondeggianti, come nel quadro di cui ci hai chiesto notizie.
Nelle case d’asta le sue opere vengono vendute tra 500 e 20.000 euro, a seconda del formato e della tecnica.
A partire dalla tua domanda abbiamo pensato di proporre altre stampe di ritratti femminili: in stili molto diversi, ma sempre... in verde.
Donna con cappello rosso [WallArtsConcept su Etsy, da cm 20x30]
Lady in green [Desenio, da cm 21x30]
Lady Art Déco [HelloWallsCo su Etsy, da cm 12,7x17,78]
Una lanterna giapponese contemporanea portatile, dalle colorazioni calde e dal design sferico. La combinazione di design, tecnologia e precisione la rende flessibile e durevole, trasformandola in un accessorio prêt-à-porter che coniuga estetica e illuminazione all'avanguardia.
Quando Elisa Ossino disegna Madco per Ambientec, sa che la sua lanterna giapponese contemporanea, portatile e dalle calde colorazioni, può contare sul patrimonio di know-how nella produzione di luci professionali per la fotografia subacquea che l’azienda ha ereditato dal suo fondatore.
Composta da una sfera luminosa che si può girare sull’asse orizzontale all’interno della leggera ed elegante struttura che la sorregge, sa creare scenari luminosi sempre differenti, a seconda delle esigenze, all’interno come in esterni (IP66). Design, tecnologia e lavorazione ad alta precisione la rendono flessibile, estremamente maneggevole e durevole.
Una lanterna hi-tech così bella che diventa un accessorio prêt-à-porter!
Dimensioni: ø cm 14x30,5h. Materiale: struttura in acciaio, diffusore in policarbonato, base in Abs. Realizzata in plastica riciclata recuperata dagli scarti generati durante la fase di produzione stessa. Colori: Oliva, Mostarda, Ciliegia, Cacao, Pesca. Sorgente: Ambientec original Led ‘sunny side up’ 2W. Prezzo: €390.
A parete, sopra la console, gli elementi Cloud di Ronan & Erwan Bouroullec per [Ligne Roset].
Prospettiva lunga: da qui si vedono in sequenza la sala da pranzo, lo studio e la camera degli ospiti.
Il cementoresina a pavimento KK110 è di [Kerakoll]. I colori utilizzati nella
zona giorno sono: Oval Room Blue, Light Blue e Castle Gray [Farrow & Ball]. Divano Retro Sofa [HKliving], poltrona Hai [Hem su designrepublic.com]. Lampade sospensione Aim [Flos].
La resina, di un morbido color sabbia, garantisce uniformità allo spazio così aperto e caratterizzato da elementi vincolanti come travi e colonne. A differenza di un parquet, la resina annulla l’impatto visivo del pavimento, e dona rilievo alle nuances delle pareti, alle trame dei tessuti, ai quadri.
Si è discusso molto se spostare la cucina, che prima si trovava nell’attuale camera degli ospiti proprio all’entrata: «La planimetria di questa casa è difficile perché si sviluppa longitudinalmente e non è di facile distribuzione. Allocare qui la cucina ci ha permesso di progettare senza soluzione di continuità tutte le altre zone del living. Ovviamente serviva
un look più elegante e il grigio antracite ci ha aiutato, così anche l’effetto scatola color terracotta» dice Paola. La ‘scatola’ è stata chiusa da vetrate in ferro.
Cucina con top in Dekton [Valdesign da Frisetti Arredamenti], sgabelli Rattan bar stool [HKliving], tappeto [La Redoute], lampada tubolare a Led [Renzo Serafini], alzatina High Tray Edera [Vitra]. Vetrata con top realizzata con sistemi [Ottostumm Mogs]. Il colore a parete e sul soffitto è Book Room Red [Farrow&Ball].
«Gli arredi nuovi sono soprattutto in stile nordico e sono affiancati ai mobili di famiglia che è stato possibile recuperare, come l’armadio scuro incassato tra due spallette. E il tavolo da pranzo, che è stato stuccato e verniciato con smalto simile al colore della cucina, perché compromesso dall’incendio»
Nello studio di Lia, cos come un po’ ovunque, nicchie, piccoli arredi e librerie sono stati dipinti dello stesso colore delle pareti degli ambienti che li ospitano, per rafforzare la sensazione di pulizia ricercata dai proprietari. «Con questo escamotage, gli elementi diventano quasi ‘strutturali’ e diminuiscono il ‘rumore visivo’ dei tanti libri accatastati
qua e l » commenta Lia.
Testata in frassino e rattan [Zara Home]. Set di tavolini Quattro Gatti di Mario Bellini per C&B Italia (la joint venture tra Cassina e Busnelli che poi diventò la B&B Italia), Anni ’60: puoi trovarli in vendita su pamono.it e magazzino76.it. Lampada a braccio Tolomeo [Artemide].
L’architetto Paola Del Fabro ha aperto gli spazi creando ambienti che si susseguono senza interruzioni. «Gli unici muri sono quelli della camera da letto e dei bagni: alla camera
non si accede da un corridoio ma direttamente dalla zona pranzo, e anche quella è stata un’alternativa architettonica a lungo discussa e studiata». Lampada sospesa Falkland 165 [Danese Milano su designrepublic.com]. Colore De Nimes [Farrow&Ball].
Anche i bagni sono in resina, uno azzurro intenso e il secondo color melanzana che si abbina a una quinta di grès effetto vegetale che ricorda i giardini verticali di Patrick Blanc.
Il rivestimento, sia a muro sia a pavimento, non ha interruzioni, per questo si è optato per eliminare il piatto doccia. Dettagli incisivi...
Piastrelle PAPER41 PRO Jane [41zero42], cementoresina [Kerakoll], mobile lavabo Vertigo [Puntotre Arredobagno], specchio Stockholm [Ikea], rubinetti [Fantini], sanitari [Ceramica Flaminia], lampada da parete Tipo 75 [Anglepoise da The Cool Republic].
Questo è il lungo balcone su cui si affaccia l’intero living
ed è la grande passione della proprietaria, esperta di verde. È uno spazio ancora in corso d’opera...
Dopo essere stato distrutto da un incendio, questo appartamento è rinato grazie a un progetto di famiglia tutto al femminile che ha prediletto una palette co tinte in gradazione e spazi aperti, fluidi e iper-connessi.
Nell’agosto del 2020 un incendio ha quasi cancellato la casa di Lia Del Fabro, all’ultimo piano di un palazzo degli Anni ’30 in zona Porta Pia; dalla cenere sono riemersi pochi mobili. Quando è stato il momento di ricominciare, Lia ha chiamato l’architetto di famiglia, Paola, e poi Luisa: le tre sorelle, nonostante la distanza (Paola sta a Milano), hanno lavorato a questo progetto che ha preso forma attraverso lunghe discussioni telefoniche e uno scambio fitto di proposte.
Le scelte fatte
L’idea iniziale di Lia e del marito Stefano era di garantire il massimo della fluidità, con passaggi senza ostacoli di luce e aria; obiettivo raggiunto dall’architetto Paola Del Fabro con l’apertura della pianta senza interruzioni, a eccezione della camera padronale e dei servizi. La cucina, posizionata proprio davanti all’entrata, è stata inglobata all’interno di una vetrata angolare che la contiene, mentre con altre pareti di ferro e vetro sono schermate le due piccole stanze che si trovano all’estremità dell’appartamento, studio e camera ospiti.
Il tocco di stile
Il progetto colore è molto caratterizzante, punta su una gradazione di azzurri e verdi più o meno intensi: l’effetto finale è immersivo. Lo styling decorativo finale è opera della stylist CF Cristina Gigli.
In tanti ci hanno scritto in cerca di soluzioni per chiudere o separare ambienti e zone di passaggio con porte capaci di lasciar passare la luce, superare limiti di spazio, assecondare la creatività e migliorare i percorsi. Ecco le nostre proposte in stile CF, da cui chiunque può prendere spunto!
Ho ristrutturato da poco un living open space con cucina a vista e mi sono resa conto che avrei preferito creare un minimo di separazione tra le diverse zone senza però dividerle del tutto, rischiando di rendere meno luminosa la stanza, che ha una sola portafinestra. Per evitare altri lavori e non togliere luce, ci sono porte vetrate alte fino al soffitto? (Caterina C.)
Ante XL per pareti scorrevoli
Cara Caterina, con il sistema scorrevole Soho composto da ante a tutta altezza (nella gallery le vedi con struttura in legno rovere e vetro riflettente chiaro) potrai creare delle pareti mobili dinamiche e luminose che, scorrendo leggere e silenziose su binari a soffitto, non tolgono luce all’ambiente e non richiedono interventi murari. Sono perfette per separare mantenendo continuità visiva tra più zone e riproporzionare in un attimo gli spazi. E potrai aprirle e chiuderle in base ai bisogni del momento [Rimadesio].
Vorrei chiudere l’accesso a un disimpegno con una porta ampia che si mimetizzi con la parete del salotto. E la vorrei con l’apertura in entrambe le direzioni, per facilitare i frequenti passaggi. Luciana T.
A bilico
Cara Luciana, la porta per te si chiama Soluzione di apertura a Bilico. Si tratta di un’anta da personalizzare in base al colore dei muri, che si apre senza sforzi in entrambi i sensi, ruotando su se stessa come una quinta. A ogni passaggio un meccanismo di rientro ammortizzato ne assicura l’arresto automatico fermando l’anta a 90 gradi [FerreroLegno].
Ho due figli adolescenti che usano la vecchia porta della cameretta come bacheca su cui appendere disegni e lasciarsi messaggi... Vorrei cambiarla con una più moderna e ‘a prova di teenager’! Valeria N.
Creativa
Cara Valeria, la porta Filomuro battente effetto lavagna asseconda ogni tuo desiderio: in puro stile contemporaneo, ha un’anta trattata con una speciale vernice lavabile nera sulla quale i tuoi figli potranno dare sfogo alla creatività con i classici gessetti, come fosse una lavagna. E per cancellare vecchi disegni e messaggi, basterà un colpo di spugna [Scrigno].
Ho un passaggio che dal soggiorno conduce a un corridoio che vorrei chiudere con una porta scorrevole che non mi rubi spazio. Non amo i binari a vista e non ho muri liberi dove incassare il cassonetto: sulla parete a sinistra del passaggio ho un mobile e sulla destra una nicchia adibita a libreria. Giulio B.
Scorrevole esterno muro
Caro Giulio, puoi risolvere con la porta Scorrevole Zero che, grazie al binario di scorrimento esterno ma nascosto sulla parte alta dell’anta rivolta verso il muro, non ha meccanismi a vista e scorrerà sormontando la tua libreria in nicchia. La parte di binario fissata sul muro occupa soltanto 5x17 cm e rimane sempre coperta, anche quando l’anta è aperta. Considera solo che la porta dovrà essere di 22 cm più larga del passaggio che vuoi chiudere [Flessya].
Sto ristrutturando la mia mansarda creando nuovi spazi con pareti in cartongesso e mi piacerebbe installare delle porte molto lineari e in un bel legno venato, che possano seguire l’andamento inclinato del tetto. Alessandra P.
Trapezoidale
Cara Alessandra, puoi optare per le porte minimaliste Filomuro versione Obliqua, scaldate dalla finitura Rovere Decapé. Adatte alla posa su cartongesso (e su muratura), sono connotate dal traverso inclinato che, fino a un angolo massimo di 70 gradi, può adattarsi ai soffitti spioventi. Possono arrivare fino a 280 cm di altezza e a 90 cm di larghezza [Garofoli]
Devo sostituire 3 porte larghe 80 cm disposte a U in un disimpegno angusto e vorrei una tipologia che ingombri meno delle attuali porte a battente, tenendo conto che non ho spazio per farle scorrere dentro ai muri. Stefano Z.
A libro
Caro Stefano, l’ideale per te è la porta a libro Facile Modello 1/3 2/3, larga 80 cm. È dotata di un’anta divisa in 2 parti di misure diverse (nella proporzione di 1/3 e 2/3) che, in fase di apertura, scorrono piegandosi su se stesse per impacchettarsi a lato del vano e occupare solo 28 cm da un lato del passaggio e 55 dall’altro [Effebiquattro].
Vorrei sostituire le 2 porte a battente delle camere che danno su un corridoio strettino e che distano solo un metro (circa) l’una dall’altra, perché aprendone una non c’è più spazio per passare e aprire l’altra. Sogno quelle che scompaiono nei muri ma non vorrei dover spaccare entrambe le pareti a lato delle porte. Eva D.
Scorrevole a scomparsa
Cara Eva, con il controtelaio Eclisse Unilaterale potrai avere entrambe le porte scorrevoli a scomparsa limitando i lavori murari per il suo incasso alla sola parete che separa i 2 passaggi. Una volta incassato, questo speciale cassonetto salvaspazio può infatti accogliere due porte scorrevoli contrapposte che, aprendosi, si sovrappongono al suo interno [Eclisse].
L’armadio che fa da sfondo alla sala da pranzo è un su misura progettato con un’estetica Déco e delle ante in formica nera su cui si incastonano specchi curvi bordati d’ottone. La prospettiva si moltiplica!
Di oltre 30 mq, la zona pranzo-cucina è pavimentata con cementine decorate che formano un tappeto pittorico: il tocco parigino che puoi portare anche a casa tua!
La cucina ha un’allure preziosa ma nasconde tante trovate interessanti: la struttura è Ikea, le ante invece sono di Bocklip, un sito specializzato nella personalizzazione degli arredi svedesi. Evidenziate con bordature e maniglie dorate, riprendono il grigio/verde delle cementine.
Il colpo da maestra è tutto nel contrasto cromatico tra la tonalità fredda e quella calda delle pareti, ridipinte di senape e beige militare, e il legno di teak che riveste piani e pensili a ponte. Prendi nota!
Già nell’ingresso e nel corridoio
si imposta la scena con una carta da parati wow e con corpi illuminanti Anni ’70 che si susseguono nelle stanze
e sono un dettaglio non trascurabile se ciò che cerchi è un’atmosfera rétro.
Lampada
dorata di Thorsten Orrling per Temde, Anni ’60.
Sospensione di Emil Stejnar, il Grand Lustre
Sputnik prodotto da Rupert Nikoll negli Anni ’50. Trovi pezzi simili ai mercatini di modernariato o su siti come pamono.it e 1stdibs.com
Davanti alla finestra, l’angolo lettura si costruisce con una lampada, una poltroncina girevole e un dipinto appoggiato sul pavimento. Con studiata nonchalance... Poltrona vintage modello Tulip Midi, disegnata da Pierre Paulin nel 1960 [Artifort
da Mohd], lampada da terra Mid-Century vintage, così il lampadario di Emil Stejnar. Tende [La Redoute],
Nella sua camera da letto, Delphine ama mettere in scena dei contrasti ancora più eclettici: da sfondo, la carta da parati, mobili scandinavi e coperta crochet che dà un inaspettato lampo fucsia. Tappeto Oman [Élitis].
Tutto intorno ancora ritratti, a tema umano
e animale. A sinistra del caminetto d’epoca, troviamo uno spunto utile per realizzare un armadio a muro, con la parte superiore cannettata, in noce, e le ante in laccato nero con maniglie oro, rétro.
Ovunque Delphine ha organizzato mobili
e accessori con acuto senso della scena. Arredare in stile eclettico significa mixare mobili e
complementi che hanno epoche, linguaggi e concetti totalmente diversi.
Come far funzionare tutti questi input decorativi nel bagno? Mantieni neutri rivestimenti e pavimenti, quindi usa il colore sulle tappezzerie. Rivestimento simile a WigWag [41zero42].
Siamo a Parigi ma l'originale 'Melting pot' proposto da Delphine può essere portato ovunque: basta avere amore per il colore, per il vintage (quello vero) e tanta voglia di osare. Entra insieme a noi, ti veleremo tutti gli abbinamenti vincenti.
Delphine Arbo Pariente è una scrittrice francese e la fondatrice del marchio di gioielli Nouvel Amour. Per anni, con la sua famiglia, ha vissuto al piano terra di un magazzino nel Marais, a Parigi, proprio sotto la sua boutique di bijoux, finché con il marito Jacques ha deciso di trasferirsi in questo appartamento più grande, che si trova al terzo piano di un edificio del XIX secolo. Dopo diciotto mesi di lavori, il risultato è stato assolutamente sorprendente!
Le scelte fatte
Nel complesso, la disposizione è stata preservata, a eccezione delle pareti della cucina, che sono state abbattute per creare un ampio soggiorno che accoglie anche la sala da pranzo. «Volevo riscrivere la storia del luogo, progettare un’ambientazione che avrebbe potuto essere quella di sessant’anni fa» racconta Delphine. Con l’aiuto di Jacques, che padroneggia molto bene Sketchup e software 3D, ha ripristinato l’allure del luogo inserendo nuove modanature e rosette, pavimenti in legno verniciato e boiserie.
Il tocco di stile
L’estetica moltiplica i riferimenti di una vecchia Parigi rivisitata: «Ho un senso del colore molto preciso. Qui coesistono azzurro, grigio polveroso o beige militare, ‘svegliati’ deliberatamente con tocchi abbaglianti di oro, bronzo... o un coperta crochet fucsia». L’estetica finale, eclettica e deliziosamente rétro, è tutta da copiare. Inclusi i mobili Ikea... hackerati!