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LightHenge: un raggio italiano nel cielo dell’energia globale

Paola Tartaglino

Paola Tartaglino  •  We Make A Pair

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Al fuorisalone un’installazione di Edison e Stefano Boeri Architetti rende visibile, scenografica e condivisibile l'idea di energia e le sue implicazioni nella cultura e nella società contemporanea.

Nell’Innovation Design District, situato tra Porta Nuova e Porta Volta, è stata allestita un’oasi urbana alimentata da energia luminosa, progettata da Edison insieme a Stefano Boeri Architetti, per contribuire al dibattito sui nuovi modi di vivere la città e l’abitazione.

LightHenge è un’installazione di luce e suoni che rende scenografica e condivisa l’idea di energia urbana. - dichiara l’architetto Stefano Boeri - Di notte la piattaforma LightHenge diventa un accogliente satellite, che proietta nel cielo i suoi raggi di luce.

L’installazione è pensata per essere anche un luogo di sosta in questi, per ricaricare le proprie energie consumate dai flussi metropolitani frenetici: tra i coni blu cobalto è possibile fermarsi, sedersi, staccarsi dal contesto.

L’idea del progetto scaturisce da una riflessione su coppie di principi chiave che guidano l'attività e la ricerca di Edison, proiettandone la missione nel futuro: Energia/Movimento, Innovazione/Interazione, Rispetto/Cerchio, Cerchio/Condivisione, Equilibrio/Suono, Futuro/Luce.

Al tramonto i coni iniziano a irradiare luce: quelli più bassi hanno una luce diffusa, il cui alone visivo richiama alla mente quello di alcuni organismi viventi bioluminescenti; i coni alti invece emettono un fascio di luce stretto, in grado di bucare il buio.

Prima che come forma d'arte, infatti, il progetto si propone come metafora urbana e culturale in miniatura, piccola anticipazione astratta di città e di civiltà del futuro capace di dar corpo, immagine e linguaggi a quel complesso principio universale che prende il nome di Energia.

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