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Come nasce una copertina (im)perfetta

Niente da fare. La copertina che avevamo scelto non mi convinceva… erano le sei (del mattino!) e il sonno aveva deciso di abbandonarmi, come mi succede sempre quando il mio […]

 

Niente da fare. La copertina che avevamo scelto non mi convinceva… erano le sei (del mattino!) e il sonno aveva deciso di abbandonarmi, come mi succede sempre quando il mio inconscio decide che qualcosa non va. E quella copertina per il numero di marzo non andava. Cioè, non aveva niente di sbagliato, ma insomma, dopo il numero del rilancio e il successo di vendite in edicola (evviva!) adesso non potevamo permetterci di scendere di livello, men-che-meno di fare una scelta comoda ma banale.

Sembra facile scegliere una copertina, o forse no, non so… certo per noi è la parte centrale del lavoro. Comincia tutto da qui. Il giornale poi si costruisce tutto intorno. L’insonnia, quindi, è giustificata. E siccome erano le sei ma l’ansia premeva, che fare se non una puntatina su Pinterest a cercare ispirazione? Comincio a saltellare tra un pin e l’altro e… eccola la foto perfetta!

Un tavolo quasi rustico ma chic, sedie come quelle di scuola, per terra un parquet dall’aria miracolosamente vissuta e sopra il vero miracolo, un soprendente lampadario di fiori di cristallo, semplicemente perfetto nel contrasto col legno, quasi un abbraccio allo stupendo affaccio della stanza sul giardino che sembra dipinto.

Chi non avrebbe voluto essere lì? A leggere, studiare, lavorare, mangiare, disegnare, poco importa… l’importante è stare lì seduti per un po’! Bene, se c’è una cosa che ho imparato sulle copertine (ma forse sull’emozione che mi suscita ogni singola foto) è che se piace a me, se l’emozione è forte, è quasi certo che farà lo stesso effetto ad altri, a tanti altri, ai ‘miei’ lettori soprattutto… perché ormai ho imparato a capirli ; -)

E dunque, nell’attesa che fosse l’ora per chiamare Giovanna, la nostra super-segreteria- photoeditor, continuo la caccia nel web. Prendo la foto, la scaravento in Google images e vedo… vedo che appartiene alla casa di una rockstar (do you remember Beastie Boys?) apparsa nientepopodimenoche sul New York Times Magazine… E comincia a spuntarmi una piccola idea, una specie di dubbio, proprio lì, nel retro del cervello ormai completamente desto e impaziente di fare.

Con quel dubbio aspetto le nove e premo ‘invio’ alla mia mail a Giovanna, con foto allegata. Quasi immediata la risposta di Giò, con la voce squillante-trionfante delle imprese compiute: “ma ce l’abbiamo in casa il servizio! L’avevi visto settimana scorsa, ricordi? Cosa faccio, lo compro?”

La risposta la sapete già, la cover perfetta la vedete qui sopra (e la trovate in edicola, insieme al servizio strepitoso sulla casa dei Beastie Boys dal 5 marzo). Perfetta. Almeno fino alla prossima volta!

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Giusi Silighini, il direttore

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