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Polverina bianca sulle rose: come curarle

Le tue rose deperiscono e sono ricoperte da una polverina bianca? Probabilmente sono colpite dall'oidio o mal bianco, una malattia fungina da eliminare subito: scopri come fare

Se le tue piante di rosa deperiscono e le foglie sono ricoperte da uno strano strato di polverina bianca dall’aspetto farinoso, fai attenzione: si tratta dell’oidio, una malattia piuttosto nota nelle rose e più comunemente conosciuta con il nome di mal bianco.

L’infezione si sviluppa in primavera ed è favorita da una temperatura ideale di 20-22° C e da una buona umidità dell’aria. Il fungo si propaga efficacemente trasportato dal vento mentre la pioggia abbondante ha un effetto di contrasto perché lava la pianta.

Come appare?
I sintomi dell’oidio sono piuttosto evidenti: la pagina superiore delle foglie è ricoperta da un’evidente muffa di colore bianco e dall’aspetto farinoso, simile al borotalco.
Le foglie colpite, bloccano la loro crescita, si deformano, si accartocciano e ingialliscono per poi cadere. Ma non è tutto, vengono colpiti anche i germogli, i boccioli e i giovani rami.

Cosa fare?
La prima cosa da fare è quella di eliminare tutte le parti colpite (foglie, rami, boccioli).
Poi puoi adottare due soluzioni, una più blanda di prevenzione con il bicarbonato e una più efficace con lo zolfo. Ecco come fare

Sistema: bicarbonato
Il suo effetto alcalinizzante che fa sì che non si crei quell’ambiente favorevole alla proliferazione dei funghi che prediligono gli ambienti acidi.
In un vaporizzatore da 1 litro, aggiungi all’acqua due cucchiai di bicarbonato di sodio, mescola e fai sciogliere. Poi applica, due volte alla settimana su tutte le parti della pianta comprese la pagina inferiore delle foglie.

Sistema: zolfo
Se le piante sono già colpite, devono essere trattate con lo zolfo. In commercio si trova molto facilmente il cosiddetto 'zolfo bagnabile' da impiegare con dosi di 20 gr in 10 litri di acqua. Vaporizzare tutta la pianta, dall'alto al basso e viceversa. 

Testi

Silvia Magnano

Foto

Pixabay

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