Giardinaggio

Piante grasse e bacche conquistano il Casafacile Design Lab

Valeria Icardi Valeria Icardi

Come curare le piante grasse? Ti piacciono le bacche e vuoi renderle protagoniste delle tue decorazioni floreali? Scopri tutto quello che è emerso nei corsi 'green' del CasaFacile Design Lab.

È vero che le piante grasse non hanno bisogno di cure? Meglio dentro o fuori casa? E come faccio a travasare il Cactus opuntia senza pungermi?

È bastato unire Silvia Mangano e Davide di Lefty Garden per togliere ogni dubbio ai partecipanti del workshop 'Grasse...e belle'.

La prima cosa da sapere è che a questo gruppo appartengono tutte le cactacee e le succulente che devono questo nome alla loro capacità di immagazzinare e trattenere acqua nei loro tessuti.
Sono piante indipendenti, ma non per questo vanno trascurate, hanno bisogno di poche e semplici cure. Acqua nelle giuste dosi, luce in quantità e una particolare attenzione a non creare ristagni. Possono vivere sia dentro che fuori casa ma diciamolo, fuori sono spesso più felici.

Il segreto per travasare anche le più pungenti senza farsi male è: indossare un paio di guanti da giardinaggio e avvolgere la pianta ad un cartoncino, in poche semplici mosse il gioco è fatto!
Il terriccio perfetto è quello specifico per cactacee al quale si può aggiungere perlite e un fondo di materiale drenante come cocci, ghiaia o argilla espansa. Questo permetterà alla pianta di avere l’acqua che necessita senza soffrire per i ristagni idrici.

Ricorda, nonostante la fama di piante robuste, è bene trattarle sempre con molta cura. Se ad esempio, durante l’inverno hai tenuto le tue piante in casa e vuoi spostarle sul terrazzo con l’arrivo della bella stagione, fallo con cautela e in modo graduale o rischierai di 'scottarle'.

È stata poi la volta delle bacche, protagoniste indiscusse del prossimo Orticolario che si terrà dal 4 al 6 ottobre. A parlarne con molta poesia è stato Giovanni Ratti cuoco e floral artist.
Lo sapevi che le foglie dell’iperico si possono mangiare? Sono un ottimo antidepressivo, digestivo e antinfiammatorio, che il nome albero di Giuda deriva dal greco kerkís, letteralmente navicella e dal latino siliqua, ovvero baccello.
E che la banana e il kiwi rientrano nella categoria bacche? Chi lo avrebbe detto.

Tra un aneddoto e l’altro, tra una foglia di iperico rilassante, i fiori di viburno e le rose Magic curiosa, Silvia Mangano racconta come realizzare un copri vaso con la seta Mantero.

Ecco come fare:

  • Scegli una bottiglia di vetro
  • Disegna il contorno su un cartoncino
  • Ritaglia la sagoma su 2 pezzi di stoffa
  • Cuci le 2 parti insieme
  • Copri la bottiglia

Il workshop si è concluso con la realizzazione di una composizione al profumo di Primavera.