Elettrodomestici

L’Europa dice basta agli elettrodomestici che non si possono riparare

La nuova direttiva europea Ecodesign obbliga i produttori a permettere le riparazioni anche sui vecchi modelli per ridurre gli sprechi e combattere l'obsolescenza programmata

Troppe volte ci siamo sentiti dire: “Guardi, riparare questa lavatrice rischia di costarle di più di una nuova. Le conviene comprarne un'altra…”. Magicamente, poco dopo la scadenza della garanzia di legge, gli elettrodomestici cominciano ad avere qualche problema e spesso diventa più conveniente sostituirli anziché ripararli. Il risultato? Montagne di rifiuti che aumentano l'inquinamento, montagne di soldi spesi per comprare un nuovo modello… incrociando le dita sulla sua durata.


Il 'trucco' dell'obsolescenza programmata non è una novità, anzi, sta per compiere 100 anni: negli anni '30 del secolo scorso, i produttori di lampadine a incandescenza si misero d'accordo per ridurre la durata dei loro prodotti da 2500 a 1000 ore. Più lampadine bruciate, più acquisti di nuove, più guadagni per loro.


Questa tendenza a mettere sul mercato prodotti 'usa-e-getta' o comunque con una sorta di data di scadenza è purtroppo ancora in voga. Nell'ottobre 2018 Apple e Samsung sono state sanzionate dall'Authority per la Concorrenza perché imponevano aggiornamenti software che di fatto rendevano inutilizzabili gli smartphone più datati, obbligando in sostanza il consumatore a sostituirli anche se l'hardware era perfettamente funzionante.


Le mobilitazioni di cittadini e associazioni, unite alla nuova consapevolezza ambientale di buona parte della classe politica hanno finalmente raggiunto un primo tangibile risultato: la Ecodesign Directive dell'Unione Europea, approvata tra dicembre e gennaio 2019 (a breve è prevista la pubblicazione), di fatto obbliga i produttori di frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e televisori a garantire la possibilità di ripararli almeno per 10 anni, mettendo a disposizione pezzi di ricambio e manuali per la riparazione.


Dovranno inoltre impegnarsi a progettare nuovi elettrodomestici che siano in grado di durare a lungo e che siano facili da aggiustare (evitando per esempio l'uso di troppi componenti 'saldati' che devono essere sostituiti perché non sono smontabili).


L'Ecodesign Directive dovrebbe essere solo un primo passo: il 'diritto alla riparazione' sarà esteso a breve anche ad altre categorie di device come gli smartphone? La questione è in discussione già da tempo.


Comprare prodotti più durevoli ci permetterà di risparmiare a lungo termine e proteggerà l'ambiente, riducendo i rifiuti: anche i nostri stili di acquisto dovranno essere rivisti e non più orientati solo alla convenienza immediata. Tara Button l'aveva già capito nel 2016, aprendo il negozio online BuyMeOnce che mette in vendita solo prodotti 'durevoli' e di comprovata qualità, purtroppo disponibili solo (per ora) per il pubblico inglese e americano.

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