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Arredi vintage e produzione artigianale: 5 domande a Cristina Zanni di Lalabonbon

Elena Ceppi

Elena Ceppi  •  Ritagli Creativi

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Lalabonbon nasce da un incontro speciale tra la creatività contemporanea e i preziosi archivi della produzione italiana di sedie e modelli di arredamento originali degli Anni ’50 e ’60.

Cristina Zanni è una designer appassionata oltre che mente creativa innamorata del design vintage italiano. Con il brand Lalabonbon rielabora finiture e materiali, combinandoli con velluti cangianti.

 

Quando nasce la tua passione per il design vintage italiano?

Osservando i ciclici cambiamenti socio culturali e la loro influenza sul modo di pensare delle persone, mi sono resa conto che negli ultimi anni l’approccio alla scelta degli elementi di arredo è sempre più rivolto al tema del recupero.
Si è riscoperto il valore estetico di pezzi nativi originali, attingendo, in particolar modo, alla fervida produzione industriale degli Anni '50 e '60, che ha visto il fiorire di una stilistica di design che caratterizza un’epoca.
Questa mia passione è nata andando per mercatini e soffitte a scovare pezzi d’arredo da riscoprire, recuperare, riutilizzare e re-interpretare. L’idea di riportarli alla luce, far splendere la loro storia e il racconto di un passato a noi vicino, in cui risiedono i nostri ricordi, mi seduce e mi emoziona.

Quale elemento non deve mancare per ricreare nelle proprie case lo stile vintage Anni '50 e '60?

Senza dubbio l’uso del colore, denso e intenso. Pareti e soffitti a tinte piene, nota di fondo per la creazione di atmosfere avvolgenti e caratterizzanti, in cui gli elementi di design si esibiscono come in un perfetto scenario. Senza remore consiglio l’utilizzo del blu ottanio, del verde smeraldo e bosco, gialli senape, rosa-rosso, insieme alle texture geometriche a campo pieno di tessuti e carte da parati, coniugate in infinite possibilità di accostamento. Un accurato processo creativo a cui lavoro per la realizzazione di un equilibrio di scenografie di interni, ogni volta uniche e assolutamente personali.

Quali sono i materiali e gli abbinamenti che prediligi quando progetti uno spazio o una collezione?

Insieme all’uso del colore come strumento eclettico fortemente caratterizzante, subisco il fascino dei materiali naturali, come marmi, onici e pietre semi preziose. La natura è capace di inestimabile e rara bellezza! Gli onici e i marmi sono opere d’arte a macchia aperta, colori incredibili, trasparenze inaspettate. Prediligo però focalizzarmi su materiali che riproducano la bellezza della natura piuttosto che contribuire al suo sfruttamento se non è necessario. Oggi esistono materiali dalle altissime prestazioni tecniche che hanno raggiunto livelli estetici tali da poter eguagliare gli elementi naturali. Presto particolare attenzione e dedico tempo alla ricerca di tutto ciò che è riproduzione: eco pelle, tessuti tecnici, grés effetto marmo e pietra, laminati e vinili. Tutto nell’ottica di una 'eco scelta' che mi fa sentire bene con la parte etica del mio lavoro.

Le tue sedie 'Miss'” sono oggetti iconici ma estremamente versatili, cosa consiglieresti a chi vuole introdurre un elemento vintage o in stile vintage all’interno di una stanza?

Certamente di considerare il contesto e gli altri elementi di arredo. Si può decidere di procedere con una scelta di materiali e finiture a contrasto per accentuare l’impatto della composizione d’arredo o di muoversi nell’ambito del mood 'ton sur ton' e decidere di fondere il pezzo con ciò che lo circonda. Ho creato la ricca palette di tessuti e colori delle sedie Miss per Lalabonbon come una veste eclettica che permettesse di trasformare lo stesso modello in una sedia sempre diversa, capace di adattarsi ad ogni contesto per ottenere l’effetto desiderato. Da interior designer ho pensato di esaudire il desiderio di progettisti e clienti che possono esprimere la propria creatività liberamente componendo la propria Miss dedicata e pensata per ogni esigenza di scelta stilistica del progetto.

Cosa ti ha spinto ad utilizzare per la tua collezione 'Miss' tecniche di produzione artigianale ormai in disuso? Pensi che oggi si stia riscoprendo il valore del 'fatto a mano'?

Ho voluto e scelto di mantenere intatti i modelli e le forme originali, che sono esattamente quelle che il produttore del brand Lalabonbon (Design Cifsa - azienda storica italiana produttrice di sedie) aveva a catalogo nel 1961, anno in cui l’azienda ha aperto i battenti. Questo ha implicato la scelta di riprodurre anche tecniche di produzione che ho scoperto essere ormai in disuso. Dal confronto con i tecnici dell’azienda ho scoperto dettagli interessantissimi come il fatto che la caratteristica forma conica del terminale delle gambe, tipica di quegli anni, si ottiene dalla conifica del tubo a sezione regolare con un processo di lavorazione unico, realizzato con un macchinario specifico che in pochissimi oggi ancora posseggono. Così come lo stivaletto a contrasto che appoggia a terra, imperdibile dettaglio che necessita la creazione di un pezzo apposito per incappucciare il finale della gamba.
Nella collezione di sedie Lalabonbon ho fortemente voluto che tutto venisse realizzato come all’epoca. Le sapienti mani artigiane della nostra produzione italiana sono un valore inestimabile e prezioso da tramandare e portare nel mondo con orgoglio.

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