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Arreda una casa in affitto coi consigli eclettici di Gaia Segattini

Paola Tartaglino

Paola Tartaglino  •  We Make A Pair

Blogger CF Style

Ho intervistato Gaia Segattini e le ho 'rubato' alcuni segreti per arredare una casa in affitto con tanto DIY, idee pratiche e uno stile eclettico.

Abbiamo intervistato Gaia Segattini, blogger, consulente per crafter e piccole imprese, organizzatrice del Weekendoit e tanto altro.

Gaia ci aveva già raccontato come rende piacevoli le pulizie di casa, oggi scopriamo meglio come vive questi ambienti.

Qual è la tua stanza preferita della casa e perché?

La mia stanza preferita - e immagino sia lo stesso per tanti freelance - è la cucina, che è anche il mio centro direzionale. Si tratta di uno spazio formato da un cucinino e da una zona pranzo: non ci sono pareti, quindi questa zona è aperta su tutto il soggiorno, ma allo stesso tempo è raccolta.

Lavoro spesso al tavolo della cucina e spesso mentre lavoro mi è comodo avere a portata di mano il bollitore, con il quale mi preparo il tè. E poi c'è un motivo molto pratico, per scegliere di lavorare qui: sono vicina alla finestra alla quale mi affaccio quando suona il campanello!

Quale consiglio daresti ai nostri lettori per rendere più accogliente e/o per personalizzare questo spazio?

Ho scelto un tavolo bianco e robusto, perfetto sia per pranzare che per lavorare, per realizzare il mio prossimo progetto craft o come sfondo per scattare foto…

Poi, avendo poco spazio nel cucinino, il nostro problema in questa zona della casa era prima di tutto logistico:

nella zona pranzo, che fa da ponte tra il cucinino e il soggiorno, abbiamo per forza di cose dovuto sistemare molte suppellettili da cucina, ma per farlo abbiamo utilizzato sia scaffali chiusi che mensole a giorno,

alternati a poster che potevano stare bene in soggiorno o in camera da letto, così da rendere questo ambiente un po’ ibrido.

Hai dei piccoli suggerimenti décor che hai attuato in casa tua e che vuoi condividere?

Il mio appartamento è all’interno di una casa costruita nei primi anni Sessanta: la pianta è quella classica di quegli anni, con il corridoio centrale e le stanze sui due lati. Si tratta di una casa in affitto, quindi non ho potuto fare grandi interventi, ma ha un bellissimo pavimento in graniglia.

Dato che non potevo dipingere le porte in modo particolare o mettere la carta da parati, ho scelto di connotare con colori diversi i vari ambienti: colori accesi in soggiorno e cucina, colori neutri nelle stanze da letto.

In particolare: giallo, arancione, fucsia per la zona giorno, perché mescolati mi mettono molta allegria, e tanto bianco e nero nelle camere.

Hai mai realizzato delle decorazioni DIY in casa facili da spiegare e da riproporre come idea ai nostri lettori?

Prima del boom degli adesivi da muro, avevo scoperto una ditta americana che li faceva, ma non potevo acquistarli a causa delle folli spese di spedizione. Ho quindi chiesto a un amico tuttofare di farmi degli adesivi personalizzati, che ho utilizzato per evidenziare il profilo degli interruttori della luce.

Per decorare le pareti ho messo sotto cornice alcune carte regalo che mi piacevano particolarmente e una selezione di strofinacci da cucina di cui mi piaceva la grafica.

Ma il progetto a cui sono più affezionata è la sedia a dondolo impagliata di mia nonna, che ho modernizzato con un motivo pied de poule ingigantito a punto croce.

Hai uno stile di riferimento quando scegli un mobile o un complemento per la tua casa?

Cerco oggetti che mi somigliano, in qualche modo legati alla mia storia, ai miei interessi: moda, fumetti, musica, ma anche tante foto dei nonni. Insomma, non c’è uno stile predefinito che prediligo, ma non c'è uno stile predefinito, perché è davvero molto personale

Mi piacciono le case eclettiche, non riconoscibili per uno stile, ma caratterizzate da oggetti che stimolano la curiosità su chi le abita.

Qual è il progetto di cui vai più fiera e perché?

Sicuramente il Weekendoit, che si svolto a luglio, perché mi rende orgogliosa esserci riuscita: un festival sul fare a mano, in una città un po' di provincia come Ancona.

Altra cosa di cui sono stata molto fiera è il lavoro per Stefanel, che mi ha impegnato per un mese lo scorso anno decorando le vetrine dei punti vendita: grazie a questo progetto, mi sono potuta esprimere in maniera più matura, adulta, aprendo un percorso che sto continuando ancora oggi.

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