Ispirazioni

Cottage di design nel centro di Helsinki

Paola Tartaglino

Paola Tartaglino  •  We Make A Pair

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KOTI in finlandese significa casa ed è il nome scelto per un progetto di ospitalità non convenzionale organizzato lo scorso inverno dall’Istituto finlandese per far conoscere la Finlandia nel sud Europa, in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni di indipendenza del Paese.

La città scelta per l’esperimento è stata Parigi, dove, per 100 giorni, sono state installate sei cabine di legno, ispirate ai tradizionali aitta e costruite in perfetto stile finlandese.

Dopo il successo di Parigi, l’installazione, curata da Linda Bergroth, è tornata nel centro storico Helsinki e anche qui è possibile prenotare una notte in questi splendidi cottage, curati nei minimi dettagli, come da tradizione scandinava.

Gli arredi e gli accessori sono stati commissionati ad alcune delle migliori realtà finlandesi, che hanno disegnato delle collezioni esclusive per l’occasione: ci sono i tessili di Lapuan Kankurit, gli oggetti in ceramica di Nathalie Lahdenmäki, gli accessori di Studio Kaksikko, le lampade di Innolux, i mobili in legno di Mattila & Merz for Nikari, il cibo di Food for Finland, le illustrazioni di Linda Linko.

Le cabine si prenotano tramite Airbnb fino al 17 settembre, per un massimo di tre notti. I prezzi sono piuttosto economici, se si considera che si tratta di nord Europa e di sistemazioni esclusive: si va dalla singola a 90 euro alla famigliare da 250 euro, con colazione inclusa.

Anche se non si soggiorna qui e comunque possibile visitare l’installazione durante il giorno.

Scopri di più: kotisleepover.com

Mettere in ordine

Come fare uno stendino fai-da-te

Realizza con le tue mani uno stendibiancheria utile e bello! Con i tocchi décor delle nostre stylist stendere il bucato diventerà meno noioso

Ecco l'occorrente per realizzare lo stendino fai-da-te

  • pannello perlinato da cm 80x60
  • 4 assi rettangolari spesse 5 cm
  • 4 tondini in legno ø cm 2
  • cerniera metallica e cerniera ad asta snodata
  • smalto all’acqua per legno bianco e senape
  • carta vetrata
  • chiodi e colla per legno
  • trapano
  • martello con testa in plastica

Istruzioni: qui ti spieghiamo come si fa

  1. Fai tagliare le assi rettangolari: 2 lunghe cm 60 e 2 lunghe cm 40.
  2. Con il trapano con punta per legno, nelle assi che andranno sui lati realizza i fori in misura dei tondini di legno. Mantieni la stessa distanza. Pulisci i fori con la carta vetrata.
  3. Con la colla per legno inserisci i tondini tagliati in misura nei fori e premi bene aiutandoti con il martello.
  4. Con i chiodi assembla le 4 assi rettangolari in modo da formare la parte reclinabile dello stendino, avvita la cerniera e fissa la griglia reclinabile sul pannello.
  5. Fissa su un lato la cerniera ad asta snodata e sul retro del pannello i ganci per appenderlo al muro.
  6. Con il nastro carta crea le mascherature e dipingi il legno con gli smalti bianco e senape. Lascia asciugare, quindi dai una seconda mano per uniformare il colore.

 

La stylist Elisabetta Viganò ha realizzato in collaborazione con la blogger Serena Scuderi questo stendino pieghevole décor in occasione del workshop #BoschLavaFacile al Mondadori Multicenter (aprile 2017)

Mettere in ordine

Trucchi per non stirare

Paola Tartaglino

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Se stirare non fa per te, ecco una serie di piccoli accorgimenti per renderti la vita più facile

Soprattutto d’estate stirare diventa un’attività davvero faticosa, perché il caldo del ferro si somma alla temperatura e all’umidità esterna: alcuni risolvono questo problema alzandosi presto al mattino o aspettando le ore più fresche della sera, ma il nostro consiglio è comunque quello di ridurre al minimo i panni da stirare.

C’è chi ne ha fatta una vera e propria abitudine - o una sfida - riuscendo ad abbandonare del tutto (o quasi) il ferro da stiro!

Certo, se per lavoro si utilizzano spesso abiti eleganti e camicie formali, allora non avrai scampo: ma sicuramente troverai in questo articolo anche qualche trucco che ti faciliterà il lavoro.

Prima di tutto, durante il lavaggio, prova a ridurre la centrifuga: in questo modo i capi usciranno meno spiegazzati. Se la tua lavatrice permette di selezionarne la velocità, prova con 600 giri al minuto: alcune macchine hanno una funzione apposita che serve proprio a rendere più facile lo stiraggio. Leggi le istruzioni della tua per verificare.

Stendi subito, non appena la lavatrice ha finito il ciclo, perché restando dentro la macchina i capi si stropicciano.

E stendi bene, investendo un po’ di tempo in più del solito: appendi sulle grucce le magliette, gli abiti leggeri e le camicie, chiudendo anche il primo bottone, così da tenere bene in forma il colletto e stirando con le mani le cuciture, i taschini, eccetera, in modo che il tessuto sia piatto. Dovrai ancora stirare le camicie (a meno che non siamo di qualche cotone speciale no-stiro), ma l’operazione sarà molto più facile e veloce.

Evita di fare la stessa cosa con maglioni o tessuti troppo pesanti, perché rischiano di prendere la forma della gruccia, a causa del peso dell’acqua.

Per quanto riguarda i capi da stendere con le mollette, come i pantaloni, stira il tessuto con le mani, tira bene le cuciture (ma senza deformarle), sistema le tasche e posiziona le mollette in modo che non stringano troppo (per evitare antiestetiche segni).

Ricordati inoltre di non stendere in pieno sole d’estate, perché l’asciugatura troppo veloce fa seccare il tessuto, che sarà quindi più difficile da stirare.

Meglio un’asciugatura più lenta, all’ombra e con il vento caldo.

Se la giornata è umida, ancora meglio: per questo motivo, nel caso dovessi stendere in casa, puoi prediligere il bagno, che è un ambiente naturalmente caldo e umido (anche grazie all'eventuale vapore della doccia, che ritarda l’asciugatura ma è in grado di stendere le pieghe).

Allo stesso modo, in inverno, puoi vaporizzare un po’ di acqua tiepida sugli abiti e stenderli vicino al termosifone, così che si formi il vapore acqueo sufficiente a stirare il tessuto.

Il consiglio in più
Chi viaggia molto per lavoro ha il problema di avere sempre le camicie e gli abiti ben stirati. Naturalmente è essenziale preparare la valigia con cura, piegare bene tutto e non posizionare oggetti più pesanti (come il beauty case) sopra i vestiti. Lo stesso vale anche nel caso di un’occasione speciale, magari di una trasferta in occasione di un matrimonio fuori città: in tutti questi casi si può portare con sé la piastra per i capelli e utilizzarla come un ferro da stiro da viaggio, avendo naturalmente cura di verificare che sia perfettamente pulita (senza residui di prodotti per lo styling dei capelli) e quale sia la temperatura massima che il nostro tessuto più sopportare.

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Vedo a colori: street art al porto di Civitanova Marche

Paola Tartaglino

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Sostieni anche tu questo progetto di riqualificazione totalmente autoprodotto

Vedo a colori è il progetto di Giulio Vesprini, urban artist e grafico indipendente: lanciato nel 2009 e ancora in corso, si tratta di un’iniziativa fatta di passione e amore verso la città, una dedica a tutti i cittadini chiamati oggi a confrontarsi con uno spazio rinnovato e arricchito grazie alla street art..

L’organizzazione ha scelto di non chiedere soldi al Comune cittadino, preferendo la strada dell’autoproduzione: per questo è attivo un crowdfunding, finalizzato proprio alla copertura delle spese di realizzazione delle opere e alla produzione di un video documentario e un catalogo.

Durante la prima edizione erano state decorate 16 pareti dei cantieri navali e 1000mq di superficie del muro est del porto della città di Civitanova Marche: su quello stesso muro, restavano a marzo ancora 300 metri lineari “bianchi”, che sono stati suddivisi in 30 porzioni e affidati ad altrettanti street artist.

Negli anni i cittadini e gli stessi pescatori che vivono ogni giorno questi luoghi hanno avuto modo di affezionarsi e apprezzare l’iniziativa, che ha portato una ventata d’aria fresca e tanto colore sulle pareti grigie del porto: l’arte è entrata a far parte della loro quotidianità.

Il porto è diventato un museo a cielo aperto, spazio fruibile da tutti e cambia la cartolina della città partendo proprio dal suo cuore pulsante.

Il recupero di queste architetture complesse, dislocate lungo tutta l’area marittima del porto Civitanovese, è un esempio chiaro di come l’arte arriva nella vita quotidiana e nel sociale lavorativo di tutti i giorni. La texture dei disegni ed i concetti grafici espressi, diventano così la seconda pelle delle pareti; Il colore, congelando l’intonaco industriale esistente senza alterarne la forma, mette le stesse pareti sotto una nuova luce. I volumi, in uno spazio articolato come quello del porto, acquistano una patina che senza dubbio è segno tangibile dell’uomo-artista, che diventa cioè memoria storica, patrimonio vero per la città.

Sostieni la causa: https://buonacausa.org/cause/vedoacolori

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100 semplici fiori di carta

Paola Tartaglino

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Un nuovo libro per imparare a fare fiori di carta per decorare la casa e non solo

I fiori di carta fai-da-te stanno spopolando perché sono relativamente facili da realizzare e rendono benissimo in qualunque ambiente. Il fatto di realizzarli a mano li rende poi ancora più belli!

Sono ideali anche per occasioni speciali, come decorazioni per le feste, perché sono una buona alternativa ai fiori recisi, che costano molto di più; ma sono perfetti anche per le decorazioni della tavola di un matrimonio, magari invernale.

In questo libro, uscito di recente per Logos Edizioni, Kelsey Elam, artista statunitense della carta e crafter sotto il marchio di Moon Flora (http://www.moonflora.com/), spiega come realizzare fiori di carta semplici e d’effetto: non mancano gli esempi più complessi e le composizioni molto strutturate, perfette per gli eventi importanti.

Le istruzioni sono dettagliate e piene di consigli pratici, dal taglio della carta alla pittura dei dettagli più realistici, con tante foto a colori e oltre 100 sagome pronte da utilizzare.

Sfoglia la gallery e vai a caccia di ispirazioni!

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Kelsey Elam, 100 semplici fiori di carta
Logos Edizioni
€15,00

Fai da te

Trasforma il vecchio armadio e ‘alleggeriscilo’ con il colore

Dipingi con un colore soft l'armadio come le pareti e la camera sembrerà più grande

La regola vale per tutti gli armadi, non solo quelli a ponte e con ante a persiana: se sono dello stessa tinta della parete sembrano 'sparirvi' dentro.

Quindi se hai una camera da letto piccola ti conviene sfruttare la parete della porta e incorniciarla con i moduli dell'armadio.

Se il tuo armadio è vecchio, in legno, scegli uno smalto all'acqua chiaro e completa la camera con altri mobili leggeri.

Occorrente

  • Sgrassatore
  • Primer
  • Smalto coprente all'acqua
  • pennelli

Come si fa:

  1. Pulisci bene tutta la superficie dell'armadio con un panno inumidito e lo sgrassatore; se le ante sono a doghe, come qui, l'operazione ti prenderà un po' di tempo ma è importante per il risultato finale.
  2. Quindi dai una mano di primer trasparente all'acqua, che serve per far 'aggrappare' il colore.
  3. Con la stessa tinta chiara scelta per la parete (Sikkens), stendi con il pennello una prima mano di smalto all'acqua coprente.
  4. Lascia asciugare.
  5. Dai altre 2 mani di smalto, lasciando asciugare perfettamente tra l'una e l'altra.

 

 

 

Case dei lettori

Una casa prefabbricata da sogno

Came si costruisce una casa prefabbricata? Ecco un progetto che offre spazi pieni di luce naturale e pieni di vetrate, a diretto contatto con la campagna

Spesso si parla di case prefabbricate, ma raramente si immagina il livello di lusso e comfort che possono offrire. Ci ha scritto Laura Cavalli, architetto, che ne ha costruita una per la propria famiglia sulle colline piacentine. La casa è stata "posata" a metà settembre e completata ai primi di dicembre del 2013. E Laura ci racconta passo passo come è nata.


«Durante una vacanza estiva in maremma, ci è venuta l'idea di avere una piccola casa in campagna, per rilassarci nei fine settimana e per passare le vacanze in tranquillità, lontani dalle mete più affollate, insieme al nostro Labrador. Ci sarebbe piaciuto un giardino per avere degli spazi all'aperto dove trovarci con gli amici e dove provare a coltivare piante e fiori...e magari un orto.
Ci sarebbe piaciuto trovare un luogo tranquillo, non ancora scoperto dal turismo, a poca distanza da Milano, dove risiediamo abitualmente, per andarci più spesso possibile. Mio marito ha iniziato le ricerche in Emilia, io sono originaria di Fidenza, in provincia di Parma, conosciamo bene la bellezza dei territori collinari vicini alla via Emilia: in pochi mesi siamo riusciti a trovare un incantevole angolo di campagna, nel piacentino, sui primi morbidi declivi coltivati a vigneti.

IL PROGETTO
La mia idea, subito condivisa da mio marito, è stata progettare un edificio molto semplice che ci permettesse di vivere a contatto diretto con la natura in tutte le stagioni: per questo abbiamo pensato a una costruzione a un piano solo e con grandi vetrate.
Il desiderio di avere uno spazio abitativo pienamente vivibile, comodo e accogliente, ci ha portato a definire una forma molto lineare per la planimetria dell'edificio.
Il living occupa la metà della superficie della costruzione ed è suddiviso in più zone: il soggiorno è accanto alla grande vetrata sud, da dove si abbraccia la vista di tutta la vallata. Nelle giornate invernali è piacevole sedersi sul divano o sulla panca sottofinestra, accanto al focolare, in particolare all'ora del tramonto.
Nella stanza si trovano anche una zona per la tv e la musica, e la zona pranzo con la parete cucina.
Nella seconda metà dell'edificio sono stati creati due bagni e una ampia camera da letto con due grandi vetrate orientate una ad est e l'altra ad ovest, per avere sempre la luce naturale.

TECNOLOGIA COSTRUTTIVA E IMPIANTI
L'obiettivo nelle scelte della tecnologia costruttiva era ridurre al minimo il consumo energetico, sia per ottenere un risparmio nei costi di gestione, essendo una seconda casa, sia perché desideravamo avere l'edificio in tempi brevi e con una ragionevole certezza della spesa.
La metodologia costruttiva della prefabbricazione ci ha subito interessato e ci è sembrata la scelta più soddisfacente per gli obiettivi, sia per le potenzialità di ottimizzazione del risparmio energetico, sia per la possibilità di costruire in tempi più rapidi rispetto alla metodologia tradizionale in laterizio, mantenendo i costi pattuiti con l'impresa.
Inizialmente la mia perplessità rispetto a questa tecnica era dettata dal fatto che i manufatti edificati in questo modo, visti sui siti e dal vero, hanno un aspetto più tradizionale, non stilisticamente rispondente ai nostri desideri, con tetto a due falde, porticati rustici, ecc...
Inoltre, erroneamente, pensavo che si potessero realizzare solo costruzioni preconfezionate dal loro ufficio tecnico, limitandosi a modificare le finiture interne. E invece...
Abbiamo constatato che non è così: con le case prefabbricate è possibile costruire un edificio su progetto, completamente personalizzato.
Un volta fatta una indagine tra i vari produttori di edilizia prefabbricata, abbiamo concluso un contratto che prevedeva la realizzazione completa dell'opera, con maestranze dell'impresa appaltatrice, escluse le fondazioni e le urbanizzazioni, per le quali abbiamo incaricato una impresa edile locale.
L'involucro è costituito da pareti strutturali a telaio, tamponate con uno strato di materiale termoisolante, cioè lastre in lana di roccia rivestite esternamente di pannelli in OSB ed internamente di pannelli in fibrogesso, un materiale con buona stabilità meccanica, strutturale e resistenza al fuoco.
Le pareti sono poi rivestite esternamente da un ulteriore strato di pannelli in polistirene intonacato, il cosiddetto “cappotto”.
Il solaio di copertura, piano, è in X-LAM: sono tavole strutturali composte di strati a fibre incrociate di legno incollate fino a formare uno spessore tale da essere portante e resistente come una soletta in cemento armato, fissato mediante giunti meccanici.
Esternamente, la soletta è protetta da una guaina impermeabile, da uno strato di coibentazione e infine da uno strato di calpestio di ghiaia.
L'aspetto e la forma della costruzione, dettata sia dal nostro gusto che dai vincoli della conformazione del terreno, è tale per cui l'orientamento delle vetrate verso il paesaggio e verso i punti cardinali diventa fondamentale per contribuire al comfort ambientale interno e al risparmio energetico.
La disposizione delle aperture, infatti, permette di sfruttare l'irraggiamento solare durante l'inverno per il riscaldamento degli ambienti, mentre nella stagione estiva, il frangisole esterno e il portico orientato a sud, molto profondo, proteggono dall'eccessivo riscaldamento. Inoltre, la posizione reciproca dei serramenti esterni garantisce nella stagione estiva la ventilazione naturale ed un efficace raffrescamento diurno.
L'irraggiamento naturale contribuisce insieme alla piccola stufa a legna al riscaldamento ambientale, mentre negli ambienti bagno e camera da letto è integrato con radiatori svedesi elettrici; l'acqua sanitaria è riscaldata da impianto a pompa di calore.
Il consumo di energia elettrica per gli impianti ( anche il piano cottura a induzione è elettrico) dell'edificio è più che controbilanciato dalla produzione dell'impianto fotovoltaico predisposto in copertura ( produzione annua superiore a 3.000 KW).
Nella costruzione non è stato realizzato l'allaccio alla rete di distribuzione del gas.
L'impianto di smaltimento dei reflui domestici è conforme a quanto prescritto dalla normativa della regione Emilia Romagna per le abitazioni non collegate alla rete fognaria, cioè la depurazione mediante la fossa biologica ed il percolatore anaerobico.

LA REALIZZAZIONE
Una volta ottenuti i permessi dall'amministrazione comunale e dai vari gestori delle utenze, si è iniziato con lo sbancamento e la posa delle fondazioni.
Le difficoltà maggiori sono state incontrate proprio in questa fase: essendo la costruzione in mezzo alla campagna, le difficoltà di accesso e alcuni ritardi da parte dell'impresa esecutrice, hanno rallentato la prima fase di edificazione della soletta di appoggio per l'edificio e la realizzazione degli allacci.
Una volta completata questa fase, la costruzione del prefabbricato ha richiesto pochissimo tempo, solamente due giorni per essere eseguita.
I due mesi successivi sono stati impiegati per svolgere le normali lavorazioni necessarie al completamento della costruzione: l'isolamento esterno “a cappotto”, i sottofondi, la posa degli impianti, l'esecuzione delle finiture, la posa dei serramenti dei sanitari ecc...come in un edificio di tipo tradizionale.

L'ARREDAMENTO
L'arredamento è stato pensato fin dall'inizio, insieme all'edificio. Abbiamo privilegiato nella zona giorno la possibilità di avere molte sedute e un grande tavolo da pranzo per i numerosi amici che molto spesso vengono a trovarci.
La parte operativa della cucina si trova nell'ambiente living, per condividere con gli ospiti anche i momenti della preparazione dei pasti, mentre le colonne che fungono da dispensa e gli elettrodomestici sono localizzati sulla parete del disimpegno, per alleggerire il disegno della cucina, pur mantenendone la funzionalità.
La zona di soggiorno ospita una lunga panca dove sono stati posizionati dei materassini che all'occorrenza fungono da letti per gli ospiti, ma che sono accoglienti aree di relax nelle giornate e nelle serate invernali accanto alla stufa.
Nella zona tv, abbiamo posizionato anche uno stereo per ascoltare la musica, grande passione di mio marito e due dormeuse per ospitare noi e la nostra cagnolona.
Nei bagni abbiamo scelto di non posare i rivestimenti ceramici, ma una carta da parati vinilica (resistente agli schizzi d'acqua) e un tinteggio impermeabile; le docce sono rivestire in grès porcellanato, lo stesso ad effetto legno, del pavimento.
Infine nella camera da letto, dove due pareti sono completamente vetrate, abbiamo posto un letto imbottito con contenitore, e il “canonico” armadio guardaroba è stato sostituito con una parete attrezzata nascosta da pesanti tendoni oscuranti, che proseguono come oscuramento notturno per le vetrate.
Per gli arredi abbiamo attinto a molte fonti: molti sono di Ikea, mescolati ad arredi di marchi italiani e stranieri e ad oggetti ed arredi di recupero dalla soffitta dei nonni, ma anche dalla soffitta dell'officina dei miei genitori.

GLI ESTERNI
Se inizialmente credevamo di accontentarci di un po' di erba spontanea, successivamente abbiamo capito che la possibilità di vivere all'aperto nei mesi estivi era una esigenza fondamentale, come la casa.
Quindi due anni dopo la casa è stata costruita la piscina, lunga e stretta per nuotare e giocare insieme alla nostra labrador, Gaia, che è la vera padrona di casa... La realizzazione del giardino, come anche altre cose all'interno dell'edificio, ci vede impegnati in prima persona al lavoro sulla terra: con i consigli e l'aiuto per le operazioni più pesanti dei nuovi vicini agricoltori, abbiamo creato un prato, le aree inghiaiate, le piantumazioni, l'impianto di irrigazione e quello di illuminazione ecc...
Il giardino è un progetto ancora in divenire, ma i piccoli cambiamenti fatti con le nostre mani, ci fanno apprezzare ancora di più la vita all'aperto».

Consigli e soluzioni

Come dividere e moltiplicare le Iris

Tutti i consigli e come fare per moltiplicare le Iris e avere bellissime fioriture

Le tue Iris da rizoma sono diventate un intrico di foglie e fioriscono poco?
La soluzione è dividerne i cespi e frammentare il rizoma. Un’operazione che si esegue appena terminata la fioritura, periodo in cui la pianta entra in riposo vegetativo e coincide con l’estate fino a tutto settembre, ed è necessario ripetere periodicamente – ogni tre/quattro anni circa – per coltivare piante più rigogliose e ottenere al contempo nuovi esemplari. Il procedimento è molto semplice e non troveranno alcuna difficoltà a seguirlo nemmeno i giardinieri alle prime armi.

OCCORRENTE

vanga o forcone 
cesoie disinfettate
coltello con lama affilata

COME SI FA

  • Con la vanga estrai la pianta dal terreno. Usa le mani per separare con forza il groviglio di rizomi, se la massa risulta troppo compatta utilizza il tridente o un attrezzo appuntito per dividerla. 
  • Rimuovi le radici vecchie e deboli da ogni rizoma.
  • Elimina le foglie con un taglio obliquo a 10/15 centimetri dal colletto e procedi alla divisione dei rizomi più grossi. 
  • Dividili in due o tre parti, ognuna delle quali deve presentare una gemma. Ripiantali poi in terreno soffice e ben drenato a una distanza di circa 30 centimetri appena al di sotto della superficie: amano stare al sole e come dicono
    i vecchi giardinieri.... devono sentire il suono delle campane!

 

GLI IRIS O LE IRIS?

Anche se comunemente si sente dire ‘gli’ Iris, in realtà questi fiori devono essere declinati al femminile. In generale, per non sbagliare e capire senza ombra di dubbio se il nome di una pianta è maschile o femminile, occorre fare riferimento alla nomenclatura botanica latina e osservare l’aggettivo che segue il nome nelle diverse specie. In questo caso, per esempio: Iris barbata, Iris japonica, Iris reticulata...

News

Impara ad apparecchiare la tavola come una stylist: i workshop di Sambonet alla Rinascente di Milano piazza Duomo

Alla Rinascente di Milano piazza Duomo tre giorni di workshop per imparare i trucchi dell'apparecchiatura perfetta da due stylist CF Style

Ti piace apparecchiare la tavola con cura per accogliere parenti e amici? Allora questa è un'occasione da non perdere!

Quando e dove: venerdì 29, sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre, presso lo spazio centrale al 6° piano della Rinascente di Milano piazza Duomo.

Ti aspettiamo per: partecipare gratuitamente a una serie di workshop dal titolo ‘Il valore della tavola: tra vista, tatto e gusto’, tenuti dalle stylist CF Style Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben (» wunderlab.it). Si parla di multisensorialità in tavola, partendo dalla scelta tra posate di diverse finiture e colori (lucide, vintage o satinate) che ispirano differenti mise en place, facili da replicare a casa propria.

IL CALENDARIO COMPLETO

  • venerdì 29 settembre
    ore 18 'Fiori Origami per decorare la tavola'
  • sabato 30 settembre
    ore 11 'Timbri creativi su piatti e tovaglioli'
    ore 16 'Segnaposto e centrotavola con la piegatura dei libri'
  • domenica 1 ottobre
    ore 11 'Fiori Origami per decorare la tavola'
    ore 16 'Timbri creativi su piatti e tovaglioli'

Ti aspettiamo!

Fai da te

Dall’ufficio alla casa: recupera un mobile per l’ingresso

Per dare nuova vita al vecchio mobile da ufficio ti bastano smalto per il legno e un pomeriggio libero

Trasforma un classico mobiletto da ufficio in teak, con le ante scorrevoli, nel piano d'appoggio che ti serviva all'entrata di casa o in mini-contenitore jolly per il soggiorno.

Occorrente

  • un mobiletto vintage
  • carta vetrata
  • impregnante
  • smalto per legno
  • pennelli

Come fare:

  1. Elimina lo strato di vernice esistente con la carta vetrata a grana fine, quindi togli tutta la polvere residua con un panno umido.
  2. Con il nastro adesivo in carta copri le maniglie e rivesti con il primer per legno
    la superficie da tingere.
  3. Lascia asciugare e stendi con il pennello due mani di smalto Ducolac (Duco) lasciando asciugare tra una mano e l’altra.
  4. Togli il nastro in carta e... il ‘nuovo’ mobile sarà pronto!