Non è una novità, la Unexpected Red Theory, ma mi è tornata in mente quando ho scelto una delle case che troverete sul numero di maggio 2026.
Enunciata dalla designer newyorkese Taylor Migliazzo Simon, la formula dice che un tocco di rosso inaspettato rende migliore qualsiasi stanza. Del resto è il colore vitale per eccellenza, capace di risuonare con molte emozioni – amore, attenzione, soccorso, gioia: se provate a sfogliare le stanze di Anne e a sostituire i pezzi rossi con altri in nuance, nulla sarebbe sbagliato, ma si perderebbe la vitalità speciale che emana da questa casa danese.
Concordo senz’altro con la teoria. Ma ciò che ne apprezzo in particolare è... l’aggettivo.
Unexpected. La rosa sul vetro dell’auto lasciata dall’uomo con cui avrei costruito una famiglia. Sì, era rossa, arrivò mentre ancora mi crucciavo per una relazione disfunzionale: fu il suo essere inaspettata a farmi sollevare
la testa e riorientare lo sguardo.
Unexpected. La gatta randagia che si è fatta adottare la scorsa estate sgretolando i nostri pregiudizi e facendoci guardare la casa da prospettive nuove (abbiamo rivestito il pilastro in sala di materiale tiragraffi pensando al suo bisogno di arrampicarsi...!).
Unexpected. Amna, la ragazza di Gaza dell’età di mia figlia a cui un drone israeliano ha portato via una gamba. È arrivata in Italia con una borsa di studio, e come lei suo fratello Abd che ora abita con noi: tiene la stanza meglio che in un hotel cinque stelle, ci ha insegnato a sotterrare le foglie secche in giardino e quando siede sul divano, accanto alla libreria piena di scrittori israeliani e di libri sulla Shoah, mi ricorda che l’orrore nella storia assume molti colori, ma l’amore ne ha solo uno.
‘Unexpected red’ è la vita, se restiamo permeabili a ciò che ci propone. se permettiamo che quel tocco di rosso – amore, attenzione, soccorso, gioia – entri nelle nostre case per migliorarle.
Francesca Magni, direttrice
