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Impara a fotografare: 3ª puntata del corso base per Instagram

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

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Come si ottiene la luce perfetta per le foto di interni? Che cosa sono l’HDR e la Golden Hour? Anche sullo smartphone posso regolare l’esposizione? Qui trovi i nostri consigli.

Occhio al meteo

‘Scrivere con la luce’: è il significato etimologico del verbo fotografare e ci fa capire quanto sia importante la luce. E sì, anche nella fotografia d’interni occorre fare attenzione all’esterno! Il meteo influisce molto sui tuoi scatti perché la luce naturale è fondamentale e le luci artificiali (soprattutto quelle domestiche che normalmente hanno una tonalità calda) non consentono di ottenere gli stessi risultati: scatta quindi con il bel tempo o con il cielo appena velato. l’ora migliore

I fotografi chiamano ‘golden hour’ quel momento poco dopo l’alba e poco prima del tramonto in cui il sole è basso all’orizzonte e la sua luce dorata è morbida e soffusa, con ombre lunghe. Al contrario, nelle ore centrali del giorno la luce crea ombre e riflessi troppo netti. A seconda dell’orientamento degli ambienti della tua casa dovrai scoprire qual è il momento d’oro per scattare. Puoi comunque schermare la luce solare troppo intensa chiudendo le tende (se non sono scure) o attaccando fogli di carta velina bianca sui vetri.

I segreti dell’esposizione

L’ambiente ti sembra comunque scuro? Qui ti viene in aiuto il cavalletto perché ti permetterà di scattare con tempi di esposizione più lunghi, evitando però le foto mosse (non riusciresti a tenere a lungo ben fermo il cellulare senza un supporto stabile). L’esposizione è l’intervallo di tempo durante il quale l’otturatore della fotocamera resta aperto per far entrare la luce: più tempo corrisponde quindi a più luminosità.

Sullo smartphone potrai regolare l’esposizione toccando lo schermo e alzando o abbassando l’icona del piccolo sole che compare. Però sappi che puoi anche controllare manualmente i tempi di apertura dell’otturatore! In quasi tutti i modelli il tempo di apertura è indicato con la lettera s (shutter = otturatore) e una frazione: per esempio “1/10 s” vuol dire che il tempo di esposizione è di un decimo di secondo. Se hai uno smartphone con sistema operativo Android, devi aprire le opzioni della modalità di scatto ‘pro’, se hai un iPhone dovrai scaricare un’app esterna (per esempio ProCamera) e utilizzarla per scattare al posto dell’app fotocamera integrata.

Controluce, bruciature e hdr

Per evitare foto in controluce o con zone troppo chiare (in gergo fotografico si chiamano ‘bruciate’) e contrasti accesi, dovrai cercare di posizionarti in modo laterale rispetto alle finestre o tenerle alle tue spalle (a meno che tu non abbia la fortuna di poter sfruttare la luce zenitale come per esempio in una mansarda).

Utilizza l’opzione HDR (High Dynamic Range, cioè alta gamma dinamica) della fotocamera dello smartphone, disponibile su quasi tutti i modelli e a volte già integrata. Come funziona l’HDR? In pratica lo smartphone scatterà più foto con esposizioni differenti che verranno integrate automaticamente in un unico risultato finale ottimizzato, ricco di dettagli e senza zone troppo chiare o troppo scure.

Attenzione agli specchi

Tieni d’occhio le varie superfici lucide o a specchio: sposta gli oggetti oppure posizionati in modo diverso, cercando così di limitare l’effetto riflettente ed evitando di comparire nella foto anche indirettamente.

E se l’ambiente è troppo buio?

Nei pochi casi in cui la luce naturale non sia sufficiente oppure non si riesca a sfruttarla al meglio, puoi utilizzare dei faretti fotografici a luce fredda (vedi il kit base di cui abbiamo parlato nella prima puntata del corso) e un tempo di posa lungo.

I consigli di Marta D'Avenia

  • Dimentica di avere un flash e di accendere le luci in casa! Il flash integrato nella fotocamera degli smartphone genera una luce fredda e piatta che crea ombre sgradevoli. E le lampadine di casa coloreranno di giallo le foto. In più, se scatti con le luci accese, devi gestire due fonti luminose differenti: la luce naturale che entra dalle finestre tende all’azzurro-blu (anche se viene dal sole, non farti ingannare!), mentre di solito le luci delle lampadine hanno una tonalità calda giallo-arancio. Il mix finale non è mai gradevole… La luce naturale fa la differenza perché regala un tono fresco agli ambienti e crea ombre più morbide.
  • Ricorda che non tutte le nuvole vengono per nuocere! Una giornata con il cielo velato potrebbe esserti funzionale: le nuvole chiare, schermando la luce diretta del sole, diventano un grande softbox (o una tenda), rendendo la luce soffusa e le ombre meno evidenti.

Se vuoi approfondire le tecniche di fotografia con lo smartphone c’è lo sconto del 10% per i lettori di CasaFacile sul corso online di Marta D'Avenia.

Fuorisalone 2023: Alcova esplora gli spazi dell’Ex macello di Milano

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Il 17 aprile aprirà al pubblico una nuova edizione di Alcova e saranno svelati gli spazi inediti della sua nuova location dell'Ex Macello.

Per questa nuova edizione, i monumentali e articolati spazi dell’Ex-Macello di Porta Vittoria ospiteranno oltre 90 progetti che esplorano direzioni diverse e complementari della pratica del design. Alcova prosegue quindi il suo percorso di esplorazione e attivazione dei luoghi più straordinari e storicamente importanti della città.

La nota piattaforma di ricerca Atelier LUMA - LUMA, Arles, coordinata da Jan Boelen, offrirà ai visitatori un viaggio spettacolare e scenografico nel mondo della materia, fondato su anni di sperimentazione e ricerca sullo sviluppo dei materiali.

Il tema dei materiali e del loro ruolo nel design contemporaneo ispirerà anche un’installazione su larga scala della piattaforma Finlandese Habitarematerials, curata da Nemo Architects.

Materia innovativa e sostenibile si ritrova anche in altri piccoli progetti come quello della start-up Chair 1:1 che inventa un percorso di produzione completamente circolare, o il duo californiano PROWL che esplora la realizzazione di una sedia interamente compostabile o, ancora, STACKLAB chairs i cui design colorati utilizzano e trasformano senza retorica tessuti riciclati.

Ad Alcova non mancheranno i designer emergenti come N/A (Natalia Triantafylli - Andrew Scott), Kiki Goti, Monstrum Studio, Sangmin Oh e WangyichuWangyichu oltre a brand e studi affermati come Lindsey Adelman Studio o Atelier Areti.

Contemporary craft con i progetti di Cengiz Hartmann e Yuma Kano x Sho Ota, e nuove tecnologie di Kate Greenberg. La mostra esplora inoltre i campi spesso trascurati del design sensoriale, con DWA per Les Eaux Primordiales e l’installazione liquida di MAMO. Alcova 2023 vivrà anche i confini tra spazi interni ed esterni con le installazioni site specific di POLCHA e Objects of Common Interest.

Tra le novità di quest’anno l’Alcova Project Space, per promuovere una selezione di progetti che rappresentano con forza e originalità i linguaggi più interessanti del momento.

All'interno degli spazi dell'ex Macello da non perdere This is Denmark, curata da Laura Traldi e Elena Cattaneo e con allestimento di Matteo Ragni Studio. La mostra metterà in scena l’essenza del design danese: la semplicità ponderata, la cura per le persone e la natura, l’impegno verso la sostenibilità, il rispetto per l’heritage, la maestria artigianale, lo sguardo internazionale. This is Denmark mette in scena 15 racconti, ognuno rappresentazione dello spirito progettuale di ciascuna delle 15 aziende che partecipano alla mostra.

 

ALCOVA 2023
17 - 23 aprile
Viale Molise 62, Milano.

Mise en place

Una tavola che fa primavera

Ispirata alle imprevedibili primavere abruzzesi, dove il ghiaccio si mescola ai primi fiori, la tavola compie un altro incantesimo di stile.

L’idea di questa mise en place è nata in una freddissima domenica in Abruzzo: «Qui, anche in primavera, capita che una settimana di gelo improvviso con neve e ghiaccio ricopra tutto e vedi spuntare i fiori tra la neve, bellissimi. Volevo che i tulipani dessero questa impressione: la vita che sboccia nelle avversità» racconta la nostra lettrice Silvia Perrotta di @le_tavole_di_elettra, che ci suggerisce l’azzurro come sfondo perfetto per apparecchiare con i fiori, dipinti e non...

I consigli di Silvia Perrotta

  • Colori pastello. Quando vuoi usare l’azzurro, la varietà è la regola e la monocromia
  • Due brocche. Posizionate a inizio e fine tavola, distese come due cornucopie, rovesciano un runner di rami, foglie e fiori. Un’infiltrata? La ghirlanda origami. O, ancora, di lucine. Le brocche, ça va sans dire, possono anche essere diverse tra loro!
  • Stratificazione di piatti: sottopiatto, piatto piano, piatto fondo. E, sopra a tutti, il piatto pane che dà il tocco décor in più.
  • Nastrini in voile fermano i tovaglioli e si accodano alla ghirlanda color Tiffany: quest’ultimo è un azzurro o un verde acqua? Sulla questione si innesta un acceso dibattito: se il grande pubblico lo associa a una sfumatura di verde, l’omonimo brand parla di Blue Tiffany, standardizzato anche da Pantone con il numero 1837, in onore della data di fondazione della Maison.
Guarda anche
Mise en place

La tua mise en place su CasaFacile

Fuorisalone 2023: cosa vedere a Isola

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

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Isola Design Festival accoglierà designer e studi emergenti, italiani ed internazionali, con un focus su innovazione e ricerca, aprendo anche realtà locali ed aziende del territorio. Il tema di quest’anno della rigenerazione animerà il distretto del design circolare, sostenibile e innovativo.

Quest'anno Isola estende i suoi confini al Certosa District: qui in collaborazione con DesignTech e DesignWanted, cura Innovation for Living, 3.000 mq di spazio industriale con una mostra dedicata alla tecnologia applicata al design, con un allestimento disegnato da Pininfarina Architecture. Attivo uno shuttle gratuito con pickup: Via Pastrengo 14 (Isola Design Gallery), Stecca3 (Take Care!), e Piazza Città di Lombardia.

Oltre 40 tra esposizioni e installazioni e oltre 250 designer, ecco gli eventi da non perdere:

Circolare. The Circular Village

Un'installazione ospitata nei 4.000 mq della scenografica piazza coperta di Regione Lombardia, Circolare - The Circular Village mette in mostra materie prime grezze, biomateriali e prodotti realizzati con risorse naturali o scarti industriali che hanno un impatto ambientale minimo in termini di produzione.

The Belgian Pavilion (via Cola Montano 13)

Mette in mostra l'essenza del design belga ispirato alla natura, alle materie prime e alla sostenibilità.

Isola Design Gallery (via Pastrengo 14)

La quarta edizione di Isola Design Gallery celebra prodotti unici e artigianali, oggetti di design da collezione in grado di raccontare una storia.

Tools&Crafts (via Gaetano de Castillia, 28)

Alla Fondazione Riccardo Catella, ospita giovani talenti e una nuova generazione di artigiani che uniscono competenze tradizionali con tecniche sperimentali per creare pezzi di design contemporanei e da collezione.

Rising Talents (via Confalonieri 21)

Una selezione di cinque giovani ex allievi della Design Academy di Eindhoven.

Scarica la app di Gucki per conoscere tutti gli eventi del Fuorisalone!

Architetti & Designer

Architetti & Designer: Patricia Urquiola

Spagnola di nascita ma milanese d’adozione, definisce il proprio stile ‘empatico’. È stata allieva di Achille Castiglioni, da cui ha imparato il piacere della libertà

Dopo illustri collaborazioni, Patricia Urquiola apre il suo studio a Milano nel 2001, assieme al compagno Alberto Zontone. L’attività alterna progettazione, interior design e product design. Dal 2015 è direttore creativo di Cassina.

I suoi progetti sono colorati, morbidi, accoglienti... si può parlare di uno sguardo femminile sul mondo?

Credo tu faccia riferimento ad un tipo di delicatezza e armonia che si percepisce nel mio lavoro, il design empatico che cito spesso. Non credo che derivi dal fatto che sono una donna, ma dal mio modo di approcciare i progetti. Mi considero una buona osservatrice e cerco di unire la mia continua ricerca sui materiali, l'artigianato e la tecnologia alla memoria emotiva, cerco di creare un'empatia. Questo è un elemento fondamentale nel mio lavoro, è per me ciò che dà vita a un progetto.

Nel 2019 ha disegnato una stufa a pellet. Che sfide offre un oggetto così 'tecnico'?

Le stufe a pellet sono oggetti smart che nascono già per interagire e dialogare con noi, la sfida è sperimentare con la progettualità e la componente creativa, cercando di dare una lettura evoluta di un oggetto in cui l'estetica deve convivere con la componente tecnologica.

Ha lavorato con Castiglioni e Magistretti. C'è un loro insegnamento che vorrebbe trasmettere alle nuove leve?

La fortuna di poter scegliere da solo i tuoi maestri. Quello che auguro a tutti i giovani designers e architetti. Imparare il loro metodo, la loro ricerca, ma allo stesso tempo capire l’importanza di costruire il proprio percorso individuale. Da Achille Castiglioni, ho imparato ad osservare ed essere curiosa e mi ha fatto innamorare del design. Da Vico Magistretti ho imparato a superare i limiti del progetto e ad osare.

  • 2002 - divano Malmö [Moroso]
  • 2005 - sospensione Caboche [Foscarini]
  • 2006 - poltrona Antibodi [Moroso]
  • 2007 - divano Légère [De Padova]
  • 2008 - collezione Re-Trouvé [Emu]
  • 2011 - lampade Tatou [Flos]
  • 2013 - divano outdoor Canasta [B&B Italia]
  • 2016 - tappeto Visioni [cc-tapis]
  • 2017 - vasca Lariana [Agape]
  • 2019 - stufa a pellet Wall [Mcz]
  • 2020 - poltrona Lud’o Lounge [Cappellini]
  • 2022 - divano Sengu Bold [Cassina]

Quale sarà il trend principale per il Salone 2023?

Devo dire che non mi sono mai interessata ai trend. Il mio lavoro è basato sulla ricerca, su come interpretare la contemporaneità, creare l’empatia. esprimere il senso del tempo e del luogo. Mi piace sviluppare un progetto fino ai dettagli più piccoli pensando all’impatto emotivo che deve avere a chi lo vive e a chi ci lavora.

Ispirazioni

Bianco e nero per ampliare lo spazio nel monolocale con soppalco

In questo appartamento soppalcato il relooking a basso costo ha fatto magie. Per cominciare, le travi del tetto tinte di bianco fanno sembrare il soffitto più alto. E il pavimento (nuovo!) che mima quelli degli Anni '50 allarga la stanza creando un effetto optical modernissimo.

Siamo in un condominio vecchia Milano, di quelli che in cortile hanno dei casottini che una volta venivano usati come depositi o laboratori. Proprio uno di questi fu trasformato anni fa in un mini-appartamento indipendente, con tanto di soppalco e giardinetto esterno. Un ottimo investimento per una famiglia: inizialmente ci starà la figlia studentessa e poi lo si affitterà. Certo, il tetto in travi di legno tipo baita e i mobili che c’erano non avevano molto appeal, così è entrata in gioco la nostra Vanessa Pisk per rifargli il look seguendo i desideri di Anita (e della mamma).

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Le scelte fatte

«La struttura era a posto e la presenza del soppalco permetteva di creare una zona notte ‘in quota’ così da liberare il piano terra di divano letto e armadio a ponte» dice Vanessa. «Persino il bagno era in buono stato e non valeva la pena ristrutturarlo, bastava rinfrescarlo. Così abbiamo lavorato per rendere più luminoso e ampio il monolocale». Come? Posando a terra maxi lastre (cm 120x120) in grès effetto palladiana in bianco e nero con una fuga sottilissima, in modo da creare continuità. Poi le travi sono state dipinte di bianco... «Spazio e luce si sono moltiplicati come per magia» dice Anita. «Per non parlare del bagno: è bastato dipingere di rosa piastrelle e pareti e aggiungere un mobile lavabo per farlo sembrare tutto nuovo».

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Il tocco di stile

Il grès effetto palladiana, scelta in linea con il contesto Anni ’50 della struttura, è il dettaglio décor forte.

Il futuro della mobilità è sempre più sostenibile

Emissioni zero: un'utopia? No, un obiettivo alla nostra portata grazie a un mix di soluzioni come biocarburanti, idrogeno, elettrico e biometano: con Eni Sustainable Mobility scopriamo come spingere sull'acceleratore per percorrere la strada verso la decarbonizzazione.

Nel 1953, esattamente 70 anni fa, nasceva l'Ente Nazionale Idrocarburi, protagonista della ripresa italiana nel dopoguerra. Oggi il cane a sei zampe continua a guardare al futuro, impegnandosi a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 per adeguarsi all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e agli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.

Nel 2023 il percorso di Eni verso la decarbonizzazione si concretizza in una nuova società dedicata, Eni Sustainable Mobility: combinando soluzioni come biocarburanti, elettrico, idrogeno, e-fuel e biometano in modo sinergico e complementare si percorre la strada verso la transizione energetica e la mobilità del futuro.

Eni Sustainable Mobility è un'azienda integrata verticalmente lungo tutta la catena del valore, che svilupperà la bioraffinazione, il biometano e la vendita di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità, sia in Italia che all'estero. Grazie a una rete di oltre 5.000 punti vendita in Europa, Eni si occuperà anche della commercializzazione di tutti i vettori energetici, compresi l'idrogeno e l'elettrico, i carburanti biologici come l'HVO (olio vegetale idrogenato) e il biometano, e gli altri prodotti per la mobilità, come i bitumi, i lubrificanti e i combustibili.

Le bioraffinerie di Porto Marghera e Gela: un primato nel campo della transizione energetica

Eni ha convertito le sue raffinerie di Venezia (Porto Marghera) e Gela, utilizzando asset strategici esistenti destinati alla dismissione, per salvaguardare le aree industriali e garantirne la sostenibilità economica e sociale. La bioraffineria di Venezia, situata a Porto Marghera, è la prima al mondo a convertire una raffineria di petrolio in una bioraffineria per la produzione di biocarburanti idrogenati derivati da materie prime biogeniche e in funzione dal 2014. La bioraffineria di Gela, avviata da Eni nel 2019, ha implementato il nuovo impianto BTU (Biomass Treatment Unit) nel marzo 2021, che consente alla bioraffineria di utilizzare fino al 100% delle biomasse di scarto. Entrambe le bioraffinerie sono ora palm oil free, poiché Eni ha concluso definitivamente l'approvvigionamento di olio di palma utilizzato in precedenza.

Le bioraffinerie, che producono biocarburanti (HVO diesel, bio-GPL, bio-jet e bio-nafta), sono alimentate esclusivamente da scarti e residui provenienti dalla lavorazione di oli vegetali, olio di frittura esausto, grassi animali e oli vegetali estratti da colture in terreni marginali non in competizione con la filiera alimentare.

Entro il 2025, Eni Sustainable Mobility raddoppierà la capacità delle proprie bioraffinerie, raggiungendo i 3 milioni di tonnellate all'anno, e superando i 5 milioni di tonnellate all'anno entro il 2030.

Ispirazioni

Spunti per un nuovo stile Industrial soft

Siamo in Polonia a 'studiate' un nuovo modo di arredare. Qui ai tratti industriali della casa si abbina un décor a base di tonalità soft, dal verde menta all'acqua: il mix ci ha conquistati!

Il taglio datato e poco pratico dell’appartamento con due stanze e cucina andava rivisto. Il restyling dei 60 mq ha portato un living con cucina a vista, due stanze con guardaroba, due bagni e... una sorpresa: via l’intonaco dalla parete della cucina, è stato riportato alla luce un muro perfettamente conservato di mattoni rossi! Da qui, l’idea di seguire la strada del look industriale, sottolineato graficamente dai tubi del gas a vista dipinti di nero che disegnano le pareti.

Le scelte fatte

«Sì ai mattoni e alla putrella portante di ferro che taglia il soffitto» racconta Kamila. «Però volevamo addolcire i tratti più grezzi dell’industrial style». Risulta perfetta la scelta dei toni pastello per lampade e arredi e di cuscini e tappeti grafici, ma colorati.

Il tocco di stile

Erano indipensabili vivaci tocchi décor, con gli inserti di piastrelle azulejos e la scenografica testata del letto di listelli di recupero, posati come a creare un murale di legno.

Fuorisalone 2023: eventi da non perdere fuori dai distretti

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Enriquezland

Alessandro Enriquez insieme a Jannelli&Volpi realizza Enriquezland, una collezione di wallpaper coloratissima, un inno all’Italia dai tratti luminosi e vivaci, ricca di simboli d’amore: un’antologia di 50 disegni firmati dallo stilista che raccontano uno stile di vita e trasmettono un messaggio ben preciso, Amare! Durante la Design Week e per tutto il mese troverai le carte da parati nelle pasticcerie gourmet, nei ristoranti più iconici, nelle locande e bistrot più glamour – Le Specialità, Pasticceria Martesana, Zaini, Locale, Locanda alla Scala, Lon Fon, Ta Hua, Pasticceria San Gregorio, Cittamani, tra i tanti, oltre naturalmente ai JV Store.

Gubi ai Bagni Misteriosi

Negli spettacolari spazi dei Bagni Misteriosi (via C. Botta 18), Gubi presenta una delle installazioni più grandi della Design Week e celebra le icone e le novità in arrivo nei prossimi mesi.

HoperAperta alla Fabbrica del Vapore

HoperAperta, il progetto che riunisce arte, architettura e artigianato, inaugura martedì 18 aprile dalle 18.00 alle 22.00 alla Fabbrica del Vapore la mostra ESPRIT MAGICIEN oggetti utilitari per rituali pratici. La grande sala Cisterna si riempirà di pezzi e oggetti che interpretano il tema dell'oggetto/figura, uno scambio su questo tema tra gli artisti e gli architetti partecipanti.

Innovation for Living

Per la prima volta in assoluto Isola, insieme a DesignTech e DesignWanted, presenta una mostra all'interno del polo di innovazione tecnologica della Certosa, Innovation for Living. Uno spazio di archeologia industriale ormai votato al design. (Via Oriani 27).

STILL NOW. The Dinner

f f e r r o n e apre le porte di Villa Mirabello per invitarvi ad un'installazione esclusiva, tra arte e design, dove il tempo sembra essersi fermato (Villa Mirabello).

Dropcity, tunnel 38-60

Il brand coreano di moda RE;CODE, la design unit giapponese DEKASEGI, e 9 gruppi di designer asiatici (Giappone, Corea e Cina) che perseguono la sostenibilità nei rispettivi ambiti, si uniscono nella mostra al dedicata al tema 'Upcycle', sognando un futuro all'insegna dello slogan di 'creare cambiamenti significativi insieme' (Via Sammartini).

Campo Base

Sei studi architettura italiani si danno appuntamento al Fuorisalone. Curato da Federica Sala, Campo Base (via Orobia 11) è un manifesto sull’architettura degli interni contemporanea autoprodotto e autogestito da sei studi di architettura che operano in Italia: Massimo Adario (Roma), Giuliano Andrea dell’Uva (Napoli), Eligostudio (Milano), Marcante-Testa (Torino), Hannes Peer (Milano) e Studiopepe (Milano).

Reforming Future - Design Variations 2023 by MoscaPartners

MoscaPartners, grazie ad un'iniziativa del Comune di Milano che ha come obiettivo la rivalutazione di spazi pubblici in disuso e alla collaborazione con il Politecnico di Milano, organizza Reforming Future negli spazi dell'Istituto Marchiondi Spagliardi (Via Noale 1). La manifestazione raccoglie i progetti del corso magistrale di Michele De Lucchi e Andrea Branzi, alla Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Paola Lenti

Paola Lenti quest'anno si sposta di location (Via Bovio 28) per presentare le sue collezioni per l'outdoor.

Innovation for Living

Per la prima volta Isola, insieme a DesignTech e DesignWanted, presenta una mostra all'interno del polo di innovazione tecnologica della Certosa (via Barnaba Oriani, 27).

L'ebanisteria di Christophe Delcourt

Mobili come architetture, per portare nella nostra quotidianità l’arte della più raffinata ebanisteria. È questa, da oltre 25 anni, la ‘missione’ di Christophe Delcourt, designer francese che durante la Milano Design Week esporrà la sua collezione alla Fondazione Mudima (via A. Tadino 26).

100 sgabelli Stool rivisitati da Daisuke Motogi

Per i 90 anni dello sgabello Stool60, disegnato del 1933 da Alvar Aalto per Artek, nel giro di pochi mesi sono in arrivo tre nuove edizioni limitate. Ora Kontrasti, a settembre Loimu e infine Vili, in collaborazione con i Formafantasma. E Stool60 sarà anche protagonista di una mostra per Dropcity 2023. Ai Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano, 100 sgabelli ‘rivisitati’ da Daisuke Motogi.

RE;COLLECTIVE MILAN a Dropcity

Sostenibilità e Upcycling tra moda e design, in mostra al FuoriSalone, presso Dropcity (Tunnel 44, via Sammartini). Dalla moda all’industrial design, passando al furniture design, spaziando da sedute, arredi urbani, illuminazione, fino ad abiti che parlano di dettagli haute-couture e sartorialità: il tema del riutilizzo degli scarti industriali viene affrontato con creatività e immaginazione attraverso i 12 progetti in esposizione.

Scarica la app di Gucki per conoscere tutti gli eventi del Fuorisalone!

Ispirazioni

Scelte rustiche con animo poetico per la casa nella campagna veneta

Nella campagna veneta una casa colonica viene recuperata aprendone un lato sulla veranda e utilizzando materiali grezzi: dal ferro, al legno, al cemento. Tante idee per chi aspira a un autentico stile rustico, ma con tutti i comfort.

Ci sono voluti tre anni di restauro conservativo per raggiungere l’obiettivo: una dimora di campagna dove il tempo sembra sospeso. Roberta, imprenditrice di Conegliano Veneto, riassume così la storia della sua casa colonica sulle colline del Prosecco. Qui spende il tempo libero con il figlio, la madre e il compagno della madre. La casa risale al Seicento ed è stata acquistata una ventina d’anni fa. «Quando abbiamo cominciato la ristrutturazione non avevamo in mente uno stile preciso, l’abbiamo creato a poco a poco, scegliendo ciò che ci piaceva», dice.

Le scelte fatte

Il progetto è stato affidato all’architetto Silvio Stefani, che non ha modificato la struttura degli ambienti. Una sola aggiunta, di grande effetto: la limonaia in ferro e vetro. «Un desiderio di mia madre finalmente realizzato!» racconta Roberta. Lo spazio cucina collegato a questa è molto ampio, nell’ottica della prossima apertura di un piccolo hotel di charme con ristorante!

Il tocco di stile

Il pavimento in assi di legno e i muri grezzi sono presenti in tutta la casa, ma ciò che rende unico ciascun ambiente sono i mobili vintage, gli oggetti di famiglia, le ceramiche artigianali.

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Staycation: a casa come al mare