Icone del design: l’orologio da parete Eye Clock
Alessandra Barlassina • Gucki
Blogger CF Style
Figura poliedrica attiva nell’architettura, nel design e nella grafica, George Nelson è stato uno dei massimi esponenti del Modernismo americano. La sua carriera come industrial designer inizia nel secondo dopoguerra.
Nel 1947 la Howard Miller Clock Company, un ramo della Herman Miller, gli commissiona una nuova collezione di orologi. L’azienda era alla ricerca di un rilancio dopo che la Grande Depressione e poi la guerra avevano cancellato il mercato delle tradizionali pendole.
Nelson disegnò un prodotto nuovo, moderno, grazie a una duplice osservazione: gli orologi da parete non servivano più veramente per segnare il tempo, le persone ora portavano spesso un orologio da polso e soprattutto non erano più i numeri sul quadrante a indicare l’ora, ma la posizione delle lancette.
La rivoluzione partì proprio da qui: nacquero oggetti che, prima di tutto, avevano funzione decorativa! Negli anni furono tantissimi gli orologi disegnati dal suo Studio, tutti caratterizzati dalla riduzione degli elementi tradizionali a favore di simboli astratti che li trasformano in vere opere d’arte moderne.
Lo scopo del buon design è quello di ornare l’esistente, non di sostituirlo [George Nelson]
Designer: George Nelson (Hartford 1908-1986).
Produttore: Vitra
Prezzo: € 455.
Misure: cm 76x34.
Progettato nel: 1948-60
Idea: disegnare un orologio da parete moderno. L’Eye Clock fa parte di una serie di modelli senza numeri, realizzati con materiali, colori e forme ancora attuali.
Materiali: legno di noce e ottone, movimento al quarzo di alta qualità.
Segni particolari: di tutti gli orologi disegnati da George Nelson, l’Eye Clock è l’unico che si discosta dal disegno circolare che si ritrova negli altri. La sua forma a occhio richiama suggestioni del Surrealismo, lette in chiave modernista.
Lo sapevi che... Dopo la morte di Nelson, il suo archivio formato da oltre 7.400 manoscritti, disegni e fotografie fu acquistato dal Vitra Design Museum. Vitra iniziò a distribuire i Nelson Clocks nel 1999 e ancora oggi continua ad ampliare con regolarità la collezione aggiungendo nuovi pezzi
Icone del design: la lampada da tavolo Taccia di Flos
Icone del design: la poltrona Bardi’s Bowl Chair
La sedia ZigZag di Cassina reinterpretata da One Block Down
Cassina ha realizzato con One Block Down, brand di riferimento dell’abbigliamento street style, una nuova edizione limitata dell’iconica sedia Zig Zag, design di Gerrit T. Rietveld (1934). In legno e alluminio, è declinata in tre colori cari al Maestro olandese: rosso, giallo e blu
La sedia Zig Zag, progettata da Gerrit Thomas Rietveld nel 1934, è diventata rapidamente un'icona del design. Questo pezzo rappresenta uno dei primi esempi di seduta in legno massello a sbalzo.
La sua caratteristica distintiva risiede nella sua struttura composta da quattro piani che si uniscono in un'apparente instabilità, ma che emanano un senso di raffinatezza estrema grazie alla loro sequenza ritmica.
La sedia Zig Zag è un'opera d'arte del design che ha reso omaggio all'audacia e alla creatività di Rietveld, rimanendo un elemento di ispirazione nel campo del design degli interni fino ai giorni nostri.
Da sempre, Cassina si è distinta per il suo impegno nella diffusione delle opere dei designer e degli architetti attraverso straordinarie collaborazioni cross-culturali. Dopo il successo del primo capitolo della loro partnership nel 2022, Cassina e One Block Down tornano a unirsi per presentare una nuova edizione limitata dell'iconica sedia Zig Zag di Gerrit T. Rietveld. Questa volta, la sedia viene declinata in tre colori intrinsecamente legati all'opera del Maestro e al movimento artistico De Stijl: rosso, giallo e blu. Rietveld, infatti, è stato un'icona di questo movimento che si basava sulla rappresentazione delle composizioni visive nella loro forma più semplice, caratterizzate da elementi lineari e colori primari.
Questa nuova edizione della sedia Zig Zag combina due materiali opposti: il legno, che sottolinea l'eccellenza produttiva di Cassina, e l'alluminio, ora arricchito da tonalità di rosso, giallo o blu. Grazie a questa scelta, la luce può manipolare le superfici della sedia, creando un suggestivo effetto visivo.
Talent scout di giugno 2023
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo-dell’Internet’...
CASTELLI DI CARTA
Si chiama Progetto Mozart ed è una serie di incredibili ‘sculture da testa’ in cartoncino intagliato, creata da Asya Kozina per le vetrine del Department store Steffl di Vienna. @asya_kozina
COME UNA FIABA
Al posto di uno dei ‘5 piselli in un bacello’ di Hans Christian Andersen, qui all’interno compare un minuscolo incantevole cottage. Il tutto diventa un ciondolo portafortuna di ceramica da appendersi al collo. E la poesia continua... @szilviavihriala
ARREDI IN SCALA 1:6
Una casa di bambola su ruote? No! Sono i modellini di una produzione – in formato reale – disponibile on line (consegna anche in Italia) e a breve con un punto vendita da noi. In diretta da Amburgo, il van stazionava nel cuore di Brera durante l’ultimo Fuorisalone. @tomtailor_home
RAMETTI RICAMATI
«Creare per me è una formadi meditazione»: Natalie Ciccoricco, che si definisce ‘fiber artist’, sperimenta in modi inediti, imprigionando tra i suoi fili colorati carta, inchiostro, bastoncini e persino pietre. @mrsciccoricco
IRRESISTIBILI BONTÀ
Croissant, gelati, uova, frutta… I video di Julia, giovanissima artista ucraina, mentre dipinge (su carta di giornale) tutti i cibi del mondo, sono ipnotici. E vorresti allungare una mano per mangiarli! @juli.stankevych
OLD STYLE NEW SOUND
La radio dei nonni recuperata in soffitta o al mercatino? Oggi c’è la soluzione per renderla hi-tech: altoparlante di fascia alta, amplificatore e Bluetooth governabile dal tuo cellulare. a-bsolument.fr
Talent scout di maggio 2023
Raffresca & riscalda con stile
Nicoletta Carbotti • Nicoletta Carbotti
Blogger CF Style
C’erano una volta i cosiddetti fancoil, antiestetici e rumorosi, certamente poco adatti agli ambienti domestici. Ma se ti dicessimo che ora ti permettono di riscaldare e raffrescare la tua casa in modo efficiente… e sono pure belli?!
Sono andata alla scoperta delle novità nel mondo dei VTN (ventilconvettori), partendo dai modelli Seven Lines e Run di Cordivari Design con linee pulite ultraslim e 80 colori tra tinte lucide, opache e materiche tra cui scegliere (che permettono anche di mimetizzarli nella parete!).
I nuovi VNT sono più efficienti dei classici radiatori e in particolare sono la scelta ideale per i moderni sistemi con pompa di calore. A differenza dei termosifoni, i VTN ti permettono anche di raffrescare la casa, con ulteriore risparmio. In più i VNT migliorano la qualità dell’aria di casa grazie ai filtri interni e alla funzione di deumidificazione in estate. E puoi gestirli anche da remoto tramite app in modo da evitare sprechi. I nuovi modelli sono ultra silenziosi e hanno anche la modalità notturna.
Scopri nel video due progetti in cui ho scelto di inserire i VNT Cordivari: preferisci l'ambientazione minimal con Run o quella eclettica con Seven Lines?
Milano Design Week 2023: cronaca di un… tram indimenticabile!
Quest’anno finalmente siamo tornati ad abbracciarci! Per tutta la settimana milanese del Design, il tram di CasaFacile vi ha accolti per parlare di Sogni Possibili, quelli che diventano motore per migliorare la casa e la propria vita.
Con un allestimento festoso a cura di Studio Pisk e con le grafiche di GTower Studio, in un tripudio di rosa sognante e di verde natura, un tram storico della città è diventato il nostro (sempre super affollato!) salotto itinerante.
Abbiamo parlato di quello che desideriamo: da una mobilità più sostenibile a una casa più funzionale, a cominciare dalla cucina, che ne è sempre il cuore indiscusso.
Abbiamo scattato foto, instagrammato, bevuto un ottimo caffè e girato la città in compagnia delle composizioni floreali di Marta Sorrentino [@floresymargarita, su Instagram] e delle Archipillole di Elena Favetti [@lafavetti].
Il nostro sogno era essere di nuovo al centro della settimana più vivace per il mondo del design. A renderlo possibile, voi con il vostro entusiasmo e chi ha creduto nel nostro progetto: Eni, main partner, Caffè Vergnano e Scavolini, partner, e poi partner tecnici Celeste Italia e Viridea, con la partecipazione speciale di Curaprox.
OGNI GIORNO UN BUON CAFFÈ!
Carolina Vergnano, Ceo dell’azienda di famiglia Caffè Vergnano (intervistata da Francesca Magni, direttore di CF), racconta di Women in Coffee, il progetto che sostiene il lavoro delle donne nelle piantagioni di caffè e le loro comunità: in Honduras, per esempio, è stata creata una biblioteca per le donne e i loro figli.
Per sostenere Women in Coffee basta comprare i prodotti della Pink Collection, come le tazzine e la macchina rosa!
LA MOBILITÀ DEL FUTURO SECONDO ENI
Il nostro main partner festeggia i suoi 70 anni di fondazione: l’Ente Nazionale Idrocarburi, nato nel 1953, è stato un grande protagonista del boom economico italiano. Oggi Eni è un’azienda impegnata a entusiasmo alle nuove sfide della transizione energetica verso l’obiettivo emissioni zero: a gennaio è nata Eni Sustainable Mobility, completamente dedicata alla mobilità del futuro. Sul nostro tram con Eni hanno 'viaggiato' tante strategie concrete per muoversi in libertà riducendo l’impatto ambientale. Un esempio alla portata di tutti? Il car sharing Enjoy che consente di rinunciare all’utilizzo delle auto private in città!
UNA CUCINA (E UNA CASA) DA SOGNO...
La nostra creator e architetto Nicoletta Carbotti [@la_nico_c] ha progettato con un video e raccontato la casa dei millennial con le soluzioni Box Life di Scavolini. Mentre la nostra creator e architetto Simona Ortolan [@ilpampano] ha dialogato con i passeggeri del tram sulla cucina perfetta, che deve essere funzionale e con un look che non stanca!
Ecco i vostri sogni
Per 7 giorni vi abbiamo chiesto di scrivere un sogno sul nostro quaderno: sono lo specchio di cosa sta più a cuore oggi a chi ama l’arredo, la casa, il design. Avete scritto in centinaia, eccone alcuni.
Sogni... in verde
- Sogno di ospitare tante persone nella mia campagna dove voglio piantare un giardino di tulipani, girasoli e lavanda.
- Sogno di vivere in un giardino fiorito per sempre.
- Sogno una casa con un mega giardino e che le persone diventino fiori gentili.
- Sogno una casa con un giardino e un terrazzo pieni di fiori, più che una casa una serra.
- Sogno di andare ad abitare in Giappone dove ci sono fiori meravigliosi. Stefano
- Sogno di abitare a Parigi in un attico fiorito. Antonietta
- Sogno di riuscire a creare un giardino ‘selvaggio’ e il più naturale possibile. Vania
- Una casa nel verde, autosufficiente, piena di animali e amici. Che abbia il sole sempre davanti. Marcella
- Un rudere senza tetto pieno di verde, con una spettacolare sala da pranzo progettata da me. Katia
Sogni pratici
- Sogno una magia che elimini la polvere.
- Ristrutturare un cucinotto orribile e renderlo funzionale a basso prezzo.
- Sogno una piscina sul terrazzo. Silvia
- Ritagliare un angolo di casa da dedicare a libri e studio. Organizzare lo spazio in cucina dedicato a utensili e teglie per riuscire a comprarne altri. Isabella
- Mi piacerebbe una casa più funzionale dove sia sfruttato ogni spazio. E il sogno più grande è una cucina con l’isola. Maria Grazia
- Vorremmo una sala nuova con una nuova libreria. Alberto e Antonella
- Sogno una casa spaziosa, che possa contenere tante cose preservando ordine e luminosità. Elvira sogni… con vista!
- Sogno una vita vista mare per me e la famiglia che costruirò!
- Avere uno studio con una finestra che affaccia sul mare. Valentina
- Sogno una cucina che si affaccia sull’oceano.
- Mi piacerebbe avere una cucina outdoor da poter sfruttare nelle giornate primaverili estive, circondata dal mio giardino. Penso che il cibo cucinato all’aperto acquisti un sapore diverso… Teresa
- Sogno una casa vista tramonto. Marianna
I sogni dei piccoli lettori
- Immagino e disegno spesso la mia nuova camera, la immagino così: sulla testata del letto una bella carta da parati, il comodino nero della Kartell, un tappeto gigante nero, da qualche parte l’arco di Castiglioni. Leonardo, 11 anni
- Avere un letto a castello. Matilde, 5 anni
- Vorrei una casa volante che vola nel mondo dei sogni. Edoardo, 5 anni
- Vorrei entrare nel mondo del design e architettura. Stella, 15 anni
- Da grande vorrei avere una casa particolare con piscina, scivolo, altalena e la mia camera ricoperta di rose. Vittoria
Sogni a colori
- Una casetta bianca ricoperta di bouganville. Elena
- Sogno una casa dedicata a tutti i bambini che una casa non ce l’hanno, dove possano giocare, dormire e sognare. Noi come Boero Colori ci metteremo tutti i colori per farli sognare. Gabriella Bosio
- Portare a Milano i colori di casa mia in Brasile. Débora
- Sogno una casa ordinata e colorata, con persone colorate nell’anima. Simona
- Vorrei una camera da letto rosa e verde pastello come il vostro tram che è arredato benissimo.
Sogni… dei sogni!
- Ricostruire la casa di famiglia buttata giù dal sisma nelle Marche e farne una casa per gli amici. Cristina
- Vivere a villa Necchi Campiglio!
- Trasformare il garage in un laboratorio di pasticceria.
- Sogno di far decollare la mia pagina Instagram Loredana in the Kitchen grazie all’aiuto di CasaFacile.
- Creare un bagno per disabili che sia bello e fruibile nello stesso tempo. Virna
- Il mio sogno è di poter avere sempre 1000 sogni!
Un kit che ci mostra il futuro dell’edilizia sostenibile
Sembra un gioco, ma in realtà è il ‘Nature Building Project Kit’, un sistema di telai modulari in legno, collegabili (e scollegabili) tramite magneti, che possono ospitare oltre 40 ‘schede’ di materiali eco. Un modo per avvicinare davvero chiunque all’idea che si può costruire rispettando la natura.
Immagina una casa i muri interni sono fatti di fiordalisi, pelle di mango e corteccia di pino, mentre quelli esterni sono realizzati con un composto a base di radici fungine che formano una struttura solida ed ecologica. Guarda in basso e meravigliati per i pavimenti in guscio d'uovo infine stupisciti scoprendo che il tetto è realizzato con liquami.
Questi sono solo alcuni esempi dei più di 40 materiali a base biologica esposti nel Nature Building Kit, presentato al Salone del Mobile di Milano: durante la settimana del design milanese, i visitatori erano invitati a toccare, smontare e interagire con i componenti della casa modulare, scambiare pareti, pavimenti e tetti, immergendosi nelle sensazioni tattili e olfattive dei materiali a base biologica.
Connettendo i designer dei materiali con i costruttori, il progetto mira a superare il livello di una semplice storia accattivante e a trasformarla in una realtà sostenibile. L'obiettivo finale è quello di rendere questi materiali una regola nelle nostre case, dimostrando che l'architettura sostenibile non è confinata alla sfera della teoria, ma può essere realizzata attraverso un design inventivo e attento. Con il suo approccio innovativo e l'impegno per un futuro più verde, il Nature Building Kit apre la strada a una nuova era dell'edilizia, che si armonizza con la natura e pone la conservazione del nostro pianeta al primo posto.
Sostenibile, il design del futuro è qui
Alessandra Barlassina • Gucki
Blogger CF Style
Come può l’imperativo della sostenibilità, diventare pratica concreta per il design?
Una delle risposte che i centri di ricerca delle aziende stanno dando riguarda i materiali, molti dei quali presentati all’ultima Milano Design Week.
Si tratta di nuovi percorsi ‘circolari’ in cui la materia di scarto viene riciclata e resta di nuovo riciclabile. L’idea è cercare di produrre meglio, con quello che c’è già. E trasformare scarti in nuove materie prime.
Sfoiglia la gallery e lasciati ispirare!
- MyTrash fa qualcosa di speciale: trasforma la spazzatura in risorsa, ricavando arredi outdoor dal design nordico direttamente dalla plastica delle discariche [Houe]
- Le lampade da terra e a sospensione ‘Aiming for Peace’ vogliono trasmettere speranza: sono realizzate in legno, acciaio e plastica, tutti di riciclo [Gabriel Tan]
- La collezione Metamorfosi, disegnata dai fratelli Campana, è interamente realizzata con materiali riciclati, riciclabili e scarti di lavorazione. Ha vinto il Green Good Design® Award 2023 [Paola Lenti]
- L’amaca Ku Do Azò, realizzata a mano in filati riciclati di maglie arrivate sui mercati africani, è un ‘ritorno al mittente’ per ricordarci l’impatto nel nostro consumo. Nata dalla collaborazione tra una designer tessile e un artigiano tessitore, valorizza tradizioni e materiali in una co-creazione tra Benin e Belgio [Ahokpe+Chatelin]
- Anche il design deve essere locale: Atelier LUMA con l’Irthi Contemporary Crafts Council degli Emirati Arabi Uniti ha sviluppato una sperimentazione sull’uso di tecniche tradizionali come gli intrecci di foglie di palme e tinture naturali per rivitalizzare l’artigianato locale [Safeefah Majlis Collection]
- Sipario è un divisorio modulare per esterno in plastica rigenerata dotato di fioriera auto-irrigante (con serbatoio di 6,5 litri d’acqua) dalla doppia funzione: dare stabilità alla struttura e contenere piante e fiori per dare ulteriore privacy [Nardi]
- Oto Chair è una sedia monomaterica prodotta da plastica riciclata post-industriale, venduta in pacco piatto e disponibile in sei colori. Grazie alla collaborazione con la startup Ogyre, ogni Oto Chair acquistata contribuisce a rimuovere 500 grammi di rifiuti dai mari [One to One]
- ForestBank™ è un nuovo materiale creato usando le parti non sfruttate nella lavorazione del legno, come foglie e corteccia, unite a resina acrilica a base d’acqua [Studio Yumakano]
- Flow è un progetto per riciclare i telai in alluminio LGS e ridurre i rifiuti da cantieri [Daisuke Yamamoto]
- Schede elettroniche di scarto diventano protagoniste nelle piastrelle ‘alla veneziana’ firmate dallo studio Cara\Davide in una nuova interpretazione moderna del terrazzo [Park Associati/Fantini Mosaici]
- Scarti di ceramica di Jingdezhen, la capitale cinese della porcellana, cuciti a pezzi di legno per realizzare una seduta che combina rifiuti difficili da riciclare [Pinwu Design Studio]
- Il duo Formafantasma per Tacchini recupera la tradizione della lana e del lattice naturale in un nuovo sistema di imbottiti per rispondere alle responsabilità ambientali.
- Design bioregionale. Il libro raccoglie le ricerche di Atelier Luma, centro di design e ricerca di Arles [in francese e inglese]
Sfumature di giallo nella casa di inizio Novecento a Copenhagen
Dal paglierino al lime, al giallo primario: avevamo accennato al suo ritorno ed eccolo! Anja ama questo colore fresco come una limonata d'estate, e ci insegna ad usarlo.
Per il restyling della sua casa di inizio Novecento nella periferia di Copenhagen, Anja ha optato per il binomio vincente giallo + verde (delle piante). Così, il tocco fresco, allegro e vitale del giallo, scelto in tonalità pastello, raccorda con stile il mix di design e arredi vintage creato da Anja.
Le scelte fatte
Per mantenere traccia del passato, Anja e Simone hanno conservato il micromosaico azzurro/blu, che ha poi ispirato lo stile tropical light della salle d’eau, e la parete tagliata in cucina, che rivela il muro originale trattato con un inatteso verde ossido di cromo.
Il tocco di stile
«Volevamo disegnare lo spazio con il nostro tratto» racconta Anja «così ci siamo ispirati al design delle vetrate delle serre per progettare e realizzare la struttura in legno che scherma il living dalla zona pranzo».
Punto Luce: Lady D di Karman
Giorgia Brusemini • Ogni Casa è Illuminata
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Finalmente un vero lampadario per l’outdoor!
È Lady D, disegnato da Matteo Ugolini per Karman, che propone per gli esterni una lampada in vetroresina la cui silhouette ricorda il più classico dei lampadari e che, completato con le caratteristiche gocce di cristallo, lo rafforza ancora di più nella sua componente decorativa.
È disponibile anche nella versione da terra, priva di pendenti e nella variante per spazi indoor.
Dimensioni: ø cm 48x78h o ø cm 66x107h
Indice di protezione: IP 55
Materiale: corpo lampada in vetroresina bianco opaco
Sorgente: 1 x max 18W Led
Prezzo: €1.354
Punto Luce: Uptown di Foscarini
Punto luce: la lampada portatile Pepa
Prima & dopo: storia di una mansarda disegnata con la luce
Si può trasformare un solaio buio in una casa da sogno? Certo! Gli ingredienti: un tetto nuovo autoportante (così la pianta è libera), un buon numero di finestre in falda, due balconi e... tanta fantasia!
Il sogno di Beatrice (creator CF style) e Filippo era creare una casa da zero in città. Impresa ardua, finché non trovano un sottotetto-magazzino malandato in un palazzo primi ’900 e da lì l’idea: propongono ai proprietari di acquistare le soffitte e rifare a loro spese il tetto per rendere abitabili i locali e trasformarli nella loro casa. L’esito è positivo ma... «visto lo stato delle strutture e l’assenza di finestre, immaginare quello che poteva diventare è stato quasi un atto di coraggio» racconta Beatrice. «Per questo l’abbiamo battezzata #mansardinaimpavida, per non parlare dei continui imprevisti e rallentamenti causati dalla pandemia». Ma adesso che è finalmente terminata le brillano gli occhi!
Le scelte fatte
Prima di tutto è stato realizzato un nuovo tetto autoportante, cioè formato da una rete di travi e travetti in legno incastrati fra loro in modo che scarichino i pesi sulla parte perimetrale in muratura e non siano necessari pilastri interni: «Questo ci ha permesso di avere un living aperto in cui cucina, pranzo e salotto sono ben definiti ma in continua connessione» spiega Beatrice. E per dare più luce possibile sono state aperte 8 finestre in falda in aggiunta ai due terrazzini a patio al centro dei lati minori. Dal lato opposto, la zona notte e il bagno sono molto intimi e si affacciano sul corridoio armadiato dall’effetto scatola.
Beatrice e Filippo si immaginavano tanta luce, una volta installate le finestre in falda e realizzati i terrazzini: «È incredibile quanto la casa sia luminosa anche quando c’è brutto tempo e come gli ambienti sembrino molto più grandi» dicono soddisfatti.
Il tocco di stile
«Adoro il grigio piombo che ho usato per i mobili (con tutta la luce che c’è qui, gli ambienti non si incupiscono) e il contrasto fra minimal e raw» dice Beatrice. «Con l’aiuto di Simona Ortolan abbiamo dato verve con tessili dai colori accesi e tappeti dalla texture importante».
